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Le nanotecnologie entrano in fabbrica

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

Warrant Hub (Tinexta Group), società leader nella consulenza alle imprese per operazioni di finanza agevolata, presenta i risultati del progetto Izadi-Nano2Industry.L’azienda ha contribuito all’iniziativa svolgendo i ruoli di Project Manager e Dissemination and Communication Manager attraverso l’attività della sua European Funding Division (EFD), la business unit ad alta specializzazione promossa da Fiorenzo Bellelli, Amministratore Delegato di Warrant Hub, per supportare aziende ed enti pubblici e privati, a livello nazionale e internazionale, nella partecipazione a progetti europei di Ricerca e Innovazione e nella loro gestione.Finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma “Horizon 2020”, Izadi-Nano2Industry ha sfruttato il potenziale delle nanotecnologie per sviluppare materiali e processi produttivi avanzati in grado di rispondere alla richiesta di parti più performanti e più durature provenienti da due specifici settori industriali: il settore delle costruzioni e delle macchine agricole e quello automobilistico.Le attività si sono focalizzate sulla produzione di componenti termoplastici e metallici all’interno di tre innovative linee pilota industriali, operative a tutti gli effetti presso gli impianti di Fonderie Mora Gavardo, a Gavardo (BS), e quelli di MAIER Group e di Tecnalia, in entrambi i casi nella regione spagnola dei Paesi Baschi, tutti partner del progetto insieme ad altre realtà quali Bonfiglioli Riduttori, con sede a Lippo di Calderara di Reno (BO), e l’Università Tecnica della Danimarca.Il progetto si è dimostrato significativo per due motivi principali. In primo luogo, ha permesso di ottenere prodotti nuovi o migliori contribuendo, allo stesso tempo, alla protezione dell’ambiente: l’uso delle nanotecnologie, infatti, ha ridotto le fasi di produzione e i relativi consumi e costi e implicato un minore utilizzo di materie prime ed una migliore riciclabilità dei componenti realizzati.
In particolare, sono stati registrati consistenti miglioramenti nelle caratteristiche e nelle performance dei prodotti ottenuti grazie all’ausilio delle nanotecnologie.Rispetto agli standard preesistenti, la resistenza ai graffi dei componenti termoplastici è risultata maggiore del 140%, con una bassa variazione di lucentezza e colore.La durezza e l’usura delle parti metalliche, invece, sono state raddoppiate, con una resistenza alla trazione aumentata fino al 30% e un livello di allungamento pari o addirittura superiore.Anche l’efficienza meccanica e la durevolezza dei componenti finali per i motori idraulici sono aumentate, con una riduzione dei consumi e dei costi di manutenzione. I potenziali ambiti di applicazione delle tecnologie produttive sperimentate nel progetto interessano diversi settori industriali, quali aeronautico, navale, metallurgico, petrolchimico, energetico, elettronico e altri ancora.

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La Regione Basilicata: una fabbrica di precariato

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

basilicataMentre la Giunta Regionale “valuta”, ai sensi dell’art. 27 della Legge Regionale N. 18/2017 l’avvio delle procedure di stabilizzazione ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs. 75/2017, i “precari fortunati” vengono ricollocati all’interno della società esterna Consedin, recente affidataria della gara sull’esternalizzazione dei servizi di assistenza tecnica dei fondi UE della Regione Basilicata.
Sconcerta il cinismo e l’approssimazione con cui si barattano le nuove postazioni all’interno della società, propagandando questo nuovo lavoro come propedeutico alla stabilizzazione futura. Purtroppo i sindacati concertativi hanno abdicato al loro ruolo, allineandosi alla volontà istituzionale e rinunciando di fatto alla battaglia contro il precariato.I lavoratori precari dell’assistenza tecnica dei fondi UE della Regione Basilicata passeranno, dopo quasi 15 anni di lavoro alle dirette dipendenze dell’Ente Regione, a una società che li contrattualizzerà per il tempo necessario all’espletamento della gara, per liquidarli immediatamente dopo questo periodo.
La Regione Basilicata ha così ottenuto il primato di aver attuato la più grande “precarizzazione” del lavoro degli ultimi 20 anni, mentre la Regione Puglia stabilizzerà 600 precari, e mentre l’Emilia Romagna e l’Umbria si accingono ad assumere i lavoratori precari, senza attendere fantomatiche linee guida del Ministero della Funzione Pubblica, per il passaggio dalle piante organiche al Piano Triennale dei Fabbisogni.In Basilicata invece si preferiscono avvisi pubblici per “titoli e affiliazioni” e scorrimenti lampo di graduatorie di altri enti o di concorsi (come quello per dirigenti al Consiglio Regionale…) per saturare, in modo poco trasparente e del tutto improvvisato e discrezionale, le aree ritenute deficitarie.USB non molla e andrà avanti. Abbiamo già adito le vie legali e continueremo su questa strada “denunciando” alla Corte di Giustizia Europea le illegittimità sul lavoro precario in Regione Basilicata, come già fatto per quanto concerne il personale della ricerca, e stigmatizzando una gara d’appalto sull’esternalizzazione dei servizi di assistenza tecnica, che costa più del doppio dei concorsi pubblici, con inquadramenti a tempo determinato in categoria D, o della semplice prosecuzione in proroga delle attuali collaborazioni, ai sensi del comma 8 dell’art. 20 del D.Lgs 75/2017.

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La fabbrica della bellezza: La manifattura Ginori e il suo popolo di statue

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 marzo 2017

popolo di statuepopolo di statue1Bargello (Firenze) 18 maggio – 1 ottobre 2017 Museo Nazionale del Bargello inaugurerà il prossimo maggio la prima mostra realizzata in Italia sulle statue di porcellana prodotte a Doccia, e sulle sue fonti.
Fondata nel 1737 dal marchese Carlo Ginori a Doccia, nei pressi di Firenze, la manifattura di porcellana di Sesto Fiorentino – divenuta nel 1896 Richard Ginori – è la più antica in Italia e tuttora funzionante. Il marchese Ginori raccolse sistematicamente le forme presenti nelle botteghe appartenute agli scultori attivi dal tardo Rinascimento al Barocco, servendosene per creare i modelli della sua grande scultura in porcellana. Contemporaneamente egli acquistava modelli dagli ateliers degli scultori fiorentini del tempo, o commissionava riduzioni dalle più celebri statue antiche.
La collezione di modelli per le porcellane che ne scaturì venne ampliata dagli eredi di Carlo, ed oggi è divisa tra la manifattura Richard Ginori e il Museo adiacente alla fabbrica, purtroppo chiuso dal maggio 2014. Si tratta di un eccezionale insieme di opere, di fondamentale importanza per la storia della scultura. Nota agli studi fin dalla pioneristica pubblicazione (dovuta a Klaus Lankheit, nel 1982) di un inventario del tardo Settecento, e quindi in parte illustrata in una mostra del 2005 al Liechtenstein Museum di Vienna, nonché in una serie di studi recenti dedicati alla storia della produzione ceramica, questa collezione di modelli scultorei con le relative forme non ha ancora conquistato il posto che le spetta presso il grande pubblico.
Nel percorso espositivo al Bargello, le più importanti sculture prodotte nel primo periodo della Manifattura saranno messe in dialogo con opere della collezione permanente del museo e presentate in confronti inediti con cere, terrecotte o bronzi che servirono come modello totale o parziale delle porcellane. Divisa in sei nuclei tematici, la mostra racconterà quindi la storia della trasformazione di un’invenzione scultorea in una porcellana: e questo processo sarà analizzato attraverso ricerche originali incentrate su singoli casi studio.Dal Museo Ginori sono state gentilmente concesse le due opere più importanti dell’intera collezione: la Venere dei Medici, che riproduce la celeberrima statua della Tribuna, e il monumentale Camino, coronato dalle riduzioni delle Ore del Giorno e della Notte delle tombe medicee di Michelangelo, restaurato in occasione della mostra.Grazie alla collaborazione con l’Accademia Etrusca di Cortona, verrà esposto in popolo di statue2mostra lo straordinario Tempietto della gloria della Toscana donato da Carlo Ginori all’Accademia, anch’esso restaurato per la mostra. Il Tempietto riassume e concentra non solo le ambizioni artistiche, ma anche quelle politiche del fondatore della Manifattura.
Altre selezionatissime sculture sono state concesse in prestito da istituzioni italiane e straniere e da privati – alcune esposte in Italia per la prima volta – per dimostrare l’unicità della collezione conservata a Doccia, che costituisce l’eccezionale memoria materiale di una delle storie artistiche più gloriose d’Italia.
Oltre che per raccontare al grande pubblico un capitolo straordinario della produzione scultorea fiorentina, la mostra nasce per ridestare l’attenzione dei fiorentini e dell’opinione pubblica internazionale sulla sorte del Museo di Doccia.All’esposizione hanno dato il proprio contributo anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze, di Pistoia e di Prato, e l’Università degli Studi di Firenze. La mostra è stata prodotta e realizzata grazie ad un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio. (foto: popolo di statue)

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Haier in Russia: un’efficacie strategia di sviluppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

HaierHaier1Due anni dopo aver siglato l’accordo per l’apertura di una fabbrica nella Repubblica del Tatarstan, in Russia, Haier inaugura uno stabilimento produttivo di 24 500 m2 all’interno del “Master” Kama Industrial Park, nella città di Naberejnye Tchelny. Dedicato alla produzione di apparecchi per la refrigerazione, questo nuovo sito di produzione è il risultato del primo progetto congiunto sino-russo al di fuori del settore primario e accompagnerà Haier nel suo piano di localizzazione ed espansione sul mercato europeo. In occasione della cerimonia inaugurale, Sun Zhenhua, General Manager di Haier Russia, e Yannick Fierling, CEO di Haier Europa, hanno anche annunciato la creazione di un nuovo centro di R&S nella regione.
Nel 2008, Haier apriva il suo primo ufficio di rappresentanza in Russia proponendo due tipi di elettrodomestici: frigoriferi e lavatrici. Oggi il marchio è primo al mondo nel settore degli elettrodomestici per il settimo anno consecutivo e produce più di 100 differenti modelli, tra cui freezer, condizionatori d’aria per uso domestico e professionale, televisori, pompe di calore, stufe elettriche, caldaie a gas, smartphone e tablet.Haier ha accompagnato l’espansione commerciale in Russia con una vasta rete di assistenza e conta 196 centri presenti in più di 120 città. Oltre ad accrescere la propria visibilità presso il grande pubblico, il Gruppo si è rafforzato anche nel settore B2B e conta partner quali KROST, MTS, TELE2, Magnit e Dixi.Dal 2010 ad oggi, il giro d’affari di Haier in Russia è aumentato di ben 10 volte.“La scelta di localizzare l’attività produttività in questa regione è giustificata da una concreta serie di ragioni”, ha dichiarato Sun Zhenhua, General Manager di Haier Russia. Innanzitutto, gli investitori cinesi apprezzano alcuni vantaggiosi fattori, che includono un atteggiamento proattivo da parte del governo locale, la trasparenza con la quale sono gestiti gli affari e la redditizia politica volta ad attirare gli investimenti. Inoltre, la Repubblica del Tatarstan è uno degli stati con il più elevato tasso di sviluppo di tutta la Federazione Russa e il “Master” Kama Industrial Park è un eccellente esempio di tale dinamismo economico. L’investimento finanziario per la costruzione dello stabilimento ammonta a 39 108 800 $ mentre tra aprile e giugno il budget restante di 15 891 200 $ verrà utilizzato per l’acquisto dei attrezzature, per un investimento totale di circa 55 000 000 $.
Creando posti di lavoro e introducendo nuove best practices, Haier propone un modello di produzione e d’innovazione tecnologica unico in Russia. Per esempio, nel 2015, i lavoratori russi hanno Haier2partecipato a una formazione negli stabilimenti Haier nella provincia cinese dello Shandong e sono ora di ritorno per mettere in pratica le conoscenze acquisite. Oggi 200, a partire dal 2017 saranno circa 500 i dipendenti impiegati da Haier a Naberejnye Tchelny, con altri 200 potenziali nuovi posti creati dalle attività esternalizzate.
Haier è il numero uno al mondo tra le marche di elettrodomestici con una quota di mercato del 9,8% (Fonte: Euromonitor International Limited 2015, volumi di vendite al dettaglio). Il gruppo offre ai consumatori in Cina e in oltre 165 paesi nel mondo il suo impegno nei confronti della qualità dei prodotti e del rispetto per l’ambiente. Oltre alla sede centrale a Qingdao in Cina, Haier possiede due sedi locali, a Parigi e New York, per servire da vicino i clienti in Europa e in America. Haier conta 66 società commerciali, 24 stabilimenti produttivi e 21 parchi industriali, oltre a più di 60.000 dipendenti nel mondo. Il Gruppo persegue l’eccellenza in materia d’innovazione attraverso i suoi cinque centri di R&S, i prodotti che escono dalle sue fabbriche sono progettati per incontrare i gusti e le esigenze dei suoi consumatori nei suoi diversi mercati locali. Haier è specializzato nello sviluppo della tecnologia LED, nella produzione e commercializzazione di una vasta gamma di prodotti durevoli. Per quanto riguarda il mercato europeo, in particolare: televisori, frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, climatizzatori, elettronica di consumo e tecnologie a risparmio energetico. Nel 2015, il fatturato totale di Haier ha raggiunto i 30,3 miliardi di dollari. Inoltre, Haier Electronics Group Co. Ltd. (HKG: 1169), una filiale del Gruppo Haier, è quotata alla borsa di Hong Kong sullo schermo principale. Qingdao Haier Co. (SHA: 600690), altra filiale del Gruppo, è quotata alla borsa di Shanghai.

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Esiste un ormone che fabbrica le ossa e il corpo lo produce praticando sport

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

corpo umanoE’ questa la scoperta tutta italiana, risultato di una ricerca svolta dall’Università di Bari in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche di Ancona e supportata dalla SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro). Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista americana PNAS-Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, organo ufficiale della United States National Academy of Sciences, una delle pubblicazioni scientifiche più prestigiose a livello accademico internazionale. L’esito della ricerca, durata 3 anni, cambia l’approccio della terapia sulle malattie dello scheletro, definendo il meccanismo con cui l’irisina (il cosiddetto “ormone dello sport”), prodotta dall’attività fisica, crea tessuto osseo. Inoltre, la svolta apre nuove prospettive per la nascita di farmaci simulanti un vero e proprio esercizio fisico: uno sviluppo importante soprattutto per le persone esposte all’osteoporosi, che non possono praticare sport, ad esempio anziani o malati di altre patologie. L’ormone in questione, scoperto nel 2012 dal ricercatore statunitense Bruce Spiegelman, è ancora poco conosciuto e la scoperta italiana porta un contributo importante per conoscerne il ruolo. La ricerca americana ha infatti dimostrato come l’irisina sia ‘brucia grassi’; lo studio italiano rivela che l’irisina è in grado di agire efficacemente anche sull’osso: l’effetto “dimagrante” si verifica solo in presenza di grandi quantità dell’ormone, mentre per l’effetto “fabbrica osso” ne bastano anche piccole concentrazioni.“Il risultato della nostra ricerca ha una marcata rilevanza applicativa per i pazienti anziani in condizioni difficili – spiega la professoressa Grano -: sono loro i più espositi perché non possono svolgere attività fisica, sono destinati alla riduzione patologica del tessuto muscolare, che a sua volta risente negativamente delle condizioni di ipomobilità o anche di allettamento favorite dalle fratture indotte dall’osteoporosi: si genera in tal modo una sorta di implacabile circolo vizioso, con importanti conseguenze sanitarie ed elevatissimi costi sociali”.
“La SIOMMMS è orgogliosa che la ricerca italiana abbia raggiunto livelli così eccellenti – aggiunge il Presidente della SIOMMMS Giancarlo Isaia, Direttore del Dipartimento di Geriatria e Malattie Metaboliche dell’Osso all’Ospedale Molinette di Torino -. Riteniamo che la svolta presentata dalla scoperta costituisca la prospettiva concreta non solo per la prevenzione con l’attività fisica, ma soprattutto per la cura delle malattie dell’osso in pazienti particolarmente difficili. Ora si giungerà a dare supporto osseo anche a chi non può prodursi da solo l’irisina con un cambiamento epocale in particolare per i pazienti geriatrici”. Per salvaguardare i risultati della ricerca tutta italiana Maria Grano dell’Università di Bari e Saverio Cinti dell’Università Politecnica delle Marche hanno depositato un brevetto sulla possibilità di utilizzare la molecola per la cura dell’osteoporosi.La ricerca è stata possibile grazie a un premio per giovani ricercatori attribuito nel 2014 alla dottoressa Graziana Colaianni, dell’Università di Bari, primo autore del lavoro.Una curiosità: l’irisina trae il suo nome da Iris, la dea greca che aveva il compito di far comunicare gli umani con gli dei. L’ormone dello sport, proprio come la dea, mette in comunicazione diversi tessuti dell’organismo umano: osso e muscolo.
SIOMMMS-Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro è la più importante Società Scientifica che in Italia si occupa di promuovere la diffusione di conoscenze nel settore, il progresso scientifico e la prevenzione e agli aspetti sociali di queste malattie. Attualmente riunisce oltre 500 soci in tutta Italia. Tra le sue attività: aggiornamento e formazione permanente dei soci, bandi a sostegno di giovani ricercatori e iniziative di sensibilizzazione sugli aspetti sociali di queste malattie. A livello internazionale è membro di IOF (International Osteoporosis Foundation) e di ECTS (European Calcified Tissue Society)

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L’Università di Modena e Reggio Emilia inaugura il 21 settembre la ‘Fabbrica delle Scienze

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2015

Modena Il 21 Settembre 2015 sarà inaugurata la nuova sede del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche e del Dipartimento di Scienze della Vita, in Via Campi, 103. Al taglio del nastro, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli. La realizzazione dell’opera ha coinvolto diversi partner tra cui spicca la società modenese di Ingegneri Riuniti che si è occupata di tutto l’iter: progettazione, direzione ed esecuzione dei lavori. La nuova “Fabbrica delle Scienze” accoglierà oltre 1.800 persone: circa 1600 studenti, 180 docenti, 50 dottorandi e 30 figure tecniche-amministrative. “L’edificio – spiega Giuseppe Iadarola, presidente di Ingegneri Riuniti – oltre a rappresentare un’importante opera per il patrimonio immobiliare universitario, è un esempio di costruzione in cui sono perfettamente integrate le competenze di ingegneria strutturale ed impiantistica, l’architettura e il design. Impianti all’avanguardia, come in questo caso, garantiscono massima efficienza e semplicità di gestione Particolare cura ed attenzione, inoltre, è stata posta nella progettazione dei dettagli delle strutture antisismiche e di quelli legati al risparmio energetico”.“Il nuovo polo delle Scienze è stato costruito secondo i più avanzati criteri di risparmio energetico, sicurezza e funzionalità” conferma Giovanni Tenti che si è occupato del progetto impianti e prevenzione incendi e della direzione delle opere impiantistiche. “L’edificio – prosegue – è dotato di un impianto fotovoltaico che copre fino al 15% del fabbisogno del fabbricato. E’ presente poi una quantità di pannelli solari per la produzione di acqua calda da fonti rinnovabili che garantiscono il 50% del fabbisogno richiesto”.
Ingegneri Riuniti ha partecipato alla realizzazione dell’opera nella fase di progettazione e ha coordinato l’esecuzione dei lavori. Alla società modenese è stato infatti affidato il coordinamento della progettazione specialistica (Elisabetta Zivieri); il progetto strutturale (ing. Claudio Tavoni); il progetto impianti e prevenzione incendi (ing. Giovanni Tenti); il coordinamento sicurezza in fase di progetto (ing. Emanuele Gozzi, vicepresidente di Ingegneri Riuniti).
Nel campo dell’esecuzione dei lavori, l’ingegnere Carlo Guidetti ha guidato il coordinamento della direzione dei lavori e delle opere strutturali e ha svolto il ruolo di responsabile dei lavori e di coordinamento della sicurezza in esecuzione. A Ingegneri Riuniti è stata affidata anche la direzione delle opere impiantistiche (ing. Giovanni Tenti); delle opere esterne (ing. Marco Mazzini); la contabilità del cantiere e il controllo dei materiali.
Programma della giornata di inaugurazione:
Ore 11.15 – taglio del nastro
Ore 11.20 – saluti di apertura: Angelo O. Andrisano, Rettore Università di Modena e Reggio Emilia
Gian Carlo Muzzarelli, Sindaco di Modena
Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna
Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Ore 13.00 – visita alla struttura

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Nuova fabbrica pannelli voltaici

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

Catania, E’ stata inaugurata a Catania alla presenza del Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, del Presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, e del Sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, la fabbrica di pannelli fotovoltaici innovativi della 3Sun, la joint venture paritetica tra Enel Green Power, Sharp e STMicroelectronics. Oltre alle istituzioni, alla cerimonia di apertura dello stabilimento che produrrà in modo integrato celle e moduli fotovoltaici a film sottile multigiunzione, sono intervenuti il Presidente di Enel, Paolo Andrea Colombo, l’Amministratore Delegato di Enel, Fulvio Conti, il Presidente di Sharp Corporation, Katsuhiko Machida, il Vice Presidente del supervisory board di STMicroelectronics, Bruno Steve, il President & CEO di STMicroelectronics, Carlo Bozotti, l’Amministratore Delegato di Enel Green Power, Francesco Starace, il Direttore Rappresentante e Vice Presidente Esecutivo di Sharp, Toshishige Hamano, il Presidente della società 3Sun, Andrea Cuomo, e l’Amministratore Delegato, Mauro Curiale. La fabbrica, nella fase iniziale, occuperà 280 risorse qualificate e avrà una capacità produttiva di pannelli fotovoltaici di 160 MW all’anno, che potrà essere incrementata nel corso dei prossimi anni a 480 MW/anno. Si caratterizza da subito come il più grande stabilimento produttivo di pannelli fotovoltaici a livello nazionale, ed uno dei più grandi in Europa, ed è stato finanziato mediante una combinazione di capitale proprio, finanziamenti del CIPE – che ha stanziato 49 milioni di euro a favore dell’iniziativa – e project financing con tre primari istituti di credito Banca IMI, Centrobanca e Unicredit. In base all’accordo firmato ad agosto 2010, ognuno dei tre partner ha sottoscritto un terzo del capitale – con un impegno di 70 milioni di euro ciascuno, in cash o in asset materiali e immateriali – apportando inoltre le sue specifiche competenze. La produzione della fabbrica sarà destinata a soddisfare la domanda dei mercati del solare di Europa, Medioriente e Africa (EMEA), avvalendosi sia di progetti in sviluppo, sia delle reti di vendita di Sharp ed Enel Green Power. A questo proposito, Enel Green Power e Sharp hanno costituito una seconda joint venture, ESSE (Enel Green Power & Sharp Solar Energy) per sviluppare, costruire e gestire impianti fotovoltaici per oltre 500 MW nell’area dell’EMEA, entro il 2016, utilizzando i pannelli prodotti dalla fabbrica, che serviranno anche per l’impianto da 1 MW che ESSE realizzerà proprio sul tetto del nuovo stabilimento. Anche Enel.si, la società di Enel Green Power specializzata nell’installazione di impianti fotovoltaici sul mercato retail, parteciperà alla commercializzazione, offrendo i pannelli attraverso la propria rete in franchising composta da oltre 570 installatori qualificati distribuiti su tutto il territorio italiano.
Enel Green Power è la società del Gruppo Enel dedicata allo sviluppo e gestione delle fonti rinnovabili in Italia e nel mondo, presente in Europa e nel continente americano. http://www.enelgreenpower.com
A partire dalla sua fondazione nel 1912, Sharp ha sviluppato per prima numerosi prodotti sia in Giappone che nel mondo. Tali prodotti includono le prime radio e tv made in Japan e la prima calcolatrice da scrivania a transistor/diodi. Grazie all’unicità dei suoi prodotti, Sharp ha contribuito così allo sviluppo della società. http://sharp-world.com/index.html
STMicroelectronics è un leader globale al servizio dei clienti attraverso tutto lo spettro delle applicazioni elettroniche con soluzioni innovative basate sui semiconduttori. Nel 2010 i ricavi netti della Società sono stati pari a 10,35 miliardi di dollari. http://www.st.com

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Questa fabbrica non è una caserma o è il contrario?

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2011

Abbiamo sentito ripetere in questi giorni,  nel contesto del dibattito sull’accordo  sottoposto a referendum tra gli operai di FIAT Mirafiori, che la fabbrica “non è una caserma”.  Lo ha affermato il segretario generale della  CGIL Susanna Camusso. Qualche tempo fa era stato il presidente Fini, in piena bagarre interna al  PDL, a sostenere che il partito “non è una caserma”… Questo mi ha fatto riflettere su come sia ancora radicata nella società e  nella politica, l’idea della “Caserma” intesa non come luogo di lavoro,  seppur specifico, bensì come un contesto in cui la disciplina e l’ordine sono  le uniche basi su cui si fonda la quotidiana funzione del militare. Ebbene, sappiamo che la Confederazione guidata dalla Camusso, è impegnata da anni sul fronte dei diritti costituzionali da riconoscere ai  cittadini militari mentre, il Presidente Fini, più volte ha sottolineato  l’impegno dei militari nella difesa della democrazia dentro e fuori i confini  nazionali. Quindi anche in loro persiste quell’idea: la caserma come  “limite invalicabile” che racchiude un mondo separato dalla  società. Eppure in quelle caserme c’è chi, in questi giorni, forse ha pensato che sarebbe stato bello avere la possibilità di potersi esprimere con un referendum, sulle proprie condizioni professionali e sulla necessità di avere forme di rappresentanza più adeguate. A lungo, è stata avallata l’idea che, la limitazione di taluni diritti fosse  necessaria per non compromettere l’imparzialità delle FF.AA., la loro  coesione, l’efficienza basata sulla disciplina ecc., consolidando nel tempo,  anche nella società civile e tra le forze politiche, l’idea che – diritti come  Dignitá, Uguaglianza e Libertá – fossero i qualche modo fattori  pericolosi per la “tenuta” delle FF.AA. Mentre si è del tutto “cloroformizzata” la tesi contraria, ovvero che – privando gli operatori del Comparto dei loro più elementari diritti – di  fatto si accentua la loro separazione dalla società di cui fanno parte e dove  svolgono  compiti molto delicati che richiederebbero, invece, una  maggiore consapevolezza democratica.
Forze armate sempre più separate e marginali, possono diventare  funzionali a progetti di una società più conflittuale.  Abbiamo davanti a noi lo scenario di una Italia divisa in cui la crisi potrà  accentuare l’emersione di tensioni di tipo sociale, economico, ecologico,  etnico e dove, senza politiche sociali e senza tutela dei diritti, si possono  determinare modi di vivere diversi e inconciliabil e ingiustizie che possono  scivolare nella accettazione della illegalità come male minore, nella  violenza, nel razzismo e nell’intolleranza. In quest’ottica non è un caso la normalizzazione dell’utilizzo di militari  nelle più svariate emergenze, anche di ordine pubblico, proposti  mediaticamente come una panacea per i mali dell’Italia. Occorre rimettere al centro il “Lavoro militare” che miopi classi  dirigenti, si sono illuse di poter ignorare o peggio di poter cancellare nella  sua dignità e nella sua funzione sociale, derubricandolo dall’agenda  politica del Paese. I cittadini militari – dal canto loro – debbono far sentire la loro voce,  perché c’è un limite alla delega passiva e alla compressione dei diritti  sociali rigettando la solitudine del calcolo politico che li vuole ridurre a  numero o, peggio, a compiacenti esecutori dei desideri dei partiti e potenti  di turno; Esiste un nucleo fondamentale di diritti che appartengono all’individuo e  che va assunto come punto fondamentale per tutti. La caserma non è una fabbrica, ma davanti ai suoi muri, non può fermarsi il DIRITTO. (Antonella Manotti Direttore del Giornale dei Militari – in sintesi)

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All’ombra della grande fabbrica

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2010

Napoli 17 giugno, alle 18, nella libreria La Feltrinelli di via San Tommaso D’Aquino, verrà presentato al pubblico e alla stampa il romanzo «All’ombra della grande fabbrica» di Gennaro Morra (Cicorivolta Edizioni). Accolto favorevolmente da critica e lettori già nei primi giorni della sua comparsa sugli scaffali, l’opera prima di Morra diventa motivo di confronto e dibattito sulle diverse tematiche trattate nel libro: la dismissione dell’Italsider e la riqualificazione di Bagnoli, ma anche la battaglia ecologista e la salute pubblica. Non per ultimo, la difficoltà di essere disabile in una città come Napoli. Interverranno insieme all’autore Maria Pirro (giornalista) e Antonio Menna (scrittore), modererà il dibattito la giornalista Tania Sabatino.

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Fabbrica delle “e” del Gruppo Abele

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2010

Torino 20 maggio 2010, ore 9.30 Corso Trapani 95  Associazione Ponte della Memoria e Libera con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Argentina, Città di Torino presentano una riflessione approfondita sull’importanza della figura del collaboratore e del testimone di giustizia in un’analisi comparata tra i processi di mafia e i processi di lesa umanità riapertesi in Argentina dal 2003. Sarà un’occasione per far emergere la rilevante stagione processuale nella condanna delle gravi violazioni dei diritti umani commessi durante la dittatura e per risaltare il valore della legislazione italiana nella lotta dell’antimafia.Intervengono Carlo Rosansky Giudice federale argentino e membro di Fojude Giuseppe Arata Magistratura Democratica  Anna Canepa Associazione Nazionale Magistrati Francesco Gianfrotta Associazione Nazionale Magistrati Francesca Rispoli  membro dell’Ufficio di Presidenza Nazionale di Libera, responsabile per la scuola e l’università Valentina  Giorda Libera Internazionale Gabriele Andreozzi Ponte della Memoria

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Manuel Giacometti: SoulAnima Project

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2009

Palazzolo sull’Oglio (BS) fino al 20/12/2009 via Garibaldi, 24 Fondazione Cicogna Rampana nella Sala Musei della Fondazione Cicogna Rampana, si tiene la prima tappa della mostra di Manuel Giacometti dal titolo -SOULAnima Project -. Si tratta di una -Traveling Exhibition-, mostra itinerante per il mondo attraverso la quale l’artista, insieme alla sua compagna e collaboratrice Manuela Nicolini (anch’essa artista), vuole comunicare un messaggio di invito alla creatività. Un’idea e’ quella di richiamare l’attenzione sulle aree industriali abbandonate affinche’ vengano recuperate come spazi culturali e sociali. Infatti il progetto rappresenta la storia di una Fabbrica abbandonata e della sua Anima . In un contesto dal significato piu’ simbolico l’anima della Fabbrica rappresenta l -Anima di ognuno di noi che ci invita a usare la creatività per trasformare il mondo, la Fabbrica, dandogli una luce nuova. Dalle parole dell’ artista: -Già durante la perlustrazione abbiamo sentito entrambi un’attrazione, come se fossimo richiamati dalla Fabbrica stessa. Ho subito scattato immaginando che la Fabbrica abbandonata avesse un’anima–  Dopo venti anni di esperienza, tra pubblicità e reportage sportivo sociale (ricordiamo il suo interesse verso le paralimpiadi e lo sport diversamente abile in genere), Manuel Giacometti sente il desiderio di entrare nel profondo della propria anima e sceglie di esprimere con un progetto, SOULANIMA Project appunto, la Bellezza Interiore, comune a tutta l’Umanità, mostrando che prevale sulle -rovine- e che ha il potere di trasformarle.  Le immagini sono accompagnate da pensieri di Manuela Nicolini e da una particolare videoproiezione di effetto con sottofondo musicale.  Del progetto sono parte integrante un sito internet e il libro fotografico che raccoglie le immagini , una breve storia della vita della Fabbrica e altri contenuti. Il libro verrà presentato nell’ambito della mostra stessa il giorno 12 Dicembre alle 17.30. Per l’occasione si esibirà il duo musicale Franco Fiolini (sassofoni & clarinetto) & Alan Beretta (vibrafono). La città che ospita la prima tappa della -Traveling Exhibition- , con il Patrocinio del Comune, e’ la città in cui sorge la Fabbrica della nostra -storia-, Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia. Torino sarà la tappa successiva in data da definire. L’artista sarà presente all’inaugurazione. http://www.soulanimaproject.net (manuel)

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