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Esoscheletro: La tecnologia che trasformerà le fabbriche del futuro

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2016

industria-mecspe2Gli esoscheletri, sia passivi che attivi, assisteranno ad una maggiore adozione in tutti i settori, tra cui automobilistico, manifatturiero, della Difesa e della sanità. Nelle fabbriche, possono favorire i lavoratori, migliorare l’ergonomia e offrire sicurezza aumentando l’automazione, migliorando così la qualità, riducendo gli sprechi e diminuendo i livelli di assenteismo dovuti agli infortuni. Comprendere i costi, i benefici e il ritorno sull’investimento (ROI) dell’integrazione degli esoscheletri nelle catene di montaggio potrebbe inoltre essere il primo passo verso la collaborazione uomo-robot. “Gli esoscheletri rivestiranno un ruolo critico nel futuro delle fabbriche intelligenti”, osserva Vijay Natarajan, analista del gruppo per l’Innovazione Visionaria di Frost & Sullivan. “Entro il 2020, le aziende nella maggior parte dei settori utilizzeranno una qualche forma di tecnologia dell’esoscheletro ed è probabile che entro il 2025 concetti come la collaborazione uomo-robot sostituiranno gli esoscheletri, portando ad una maggiore collaborazione tra esseri umani e robot.” Lo studio intitolato “Analysis of Exoskeleton Technology Implementation in Future Factories” fa parte del programma Visionary Innovation (Mega Trends) Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, che esamina le macro tendenze che plasmano il mondo, evidenziando le implicazioni da macro a micro sulle aziende e sulla società. Il servizio in abbonamento fornisce approfondimenti su diversi argomenti tra cui: futuro della logistica, analisi comparativa delle città intelligenti, rivoluzione fintech, futuro del lavoro e implicazioni della Brexit.
Il potenziale per una perfetta integrazione all’interno delle fabbriche, i costi di manutenzione inferiori e un ROI interessante con un periodo di ammortamento inferiore a un anno indicano un’enorme promessa per la tecnologia dell’esoscheletro, anche se alcune sfide rimangono:
· Attualmente, non ci sono normative che limitino l’utilizzo degli esoscheletri negli stabilimenti industriali. È necessaria la definizione di un quadro normativo adeguato per garantire che i requisiti di sicurezza relativi all’utilizzo della tecnologia siano soddisfatti.
· Resta una percezione negativa che le macchine sostituiscano gli esseri umani, invece che aiutarli. Inoltre, il dibattito su chi abbia il controllo, la macchina o l’utente, rappresenta una preoccupazione per la maggior parte degli utenti.
Poiché i notevoli vantaggi economici in termini di produttività e assicurazione per i lavoratori spingono avanti la tecnologia dell’esoscheletro, diversi operatori stanno offrendo soluzioni innovative. Questo studio presenta case study su diverse nuove soluzioni di aziende innovative come Noonee, Exso Bionics, Cyberdyne, Active Bionics, Robo Mate Consortium, Lockheed-Martin, Bioservo Technologies e Sarcos.

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Frost & Sullivan: Le comunicazioni M2M sono il fattore chiave per le fabbriche del futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 marzo 2014

policlinico trigoria -_vista_aereaLe telco avranno un ruolo essenziale nel garantire la creazione di stabilimenti “smart” e pienamente connessiTradizionalmente, il settore manifatturiero ha implementato diverse tipologie di reti cablate per automatizzare le attività all’interno degli stabilimenti. Tuttavia, i nuovi sistemi machine-to-machine (M2M), come ad esempio il wireless a corto raggio e le reti cellulari a lungo raggio, stanno diventando soluzioni preferenziali per le fabbriche del futuro. I sistemi M2M possono integrare o sostituire le reti cablate per consentire soluzioni di robotica e di mobilità aziendale avanzate all’interno degli stabilimenti, rendendo possibile la connettività in zone inaccessibili, la comunicazione attraverso barriere e l’installazione semplificata basata su reti wireless LAN e WAN e su reti di sensori wireless. Una nuova analisi di Frost & Sullivan (http://www.ict.frost.com), intitolata “M2M Communication in Manufacturing”, rileva che le compagnie di telecomunicazioni ( o “telco”) avranno un ruolo chiave nella fornitura di soluzioni M2M e nella crescita dell’Internet delle Cose nel settore manifatturiero in Europa. “La capacità delle telco di offrire servizi di comunicazione di livello enterprise, integrati con le comunicazioni a livello di ciascuno stabilimento, è di importanza critica per l’affidabilità delle attività dello stabilimento, – afferma Shuba Ramkumar, analista di Frost & Sullivan. – Anche le reti partner esistenti possono essere sfruttate per fornire servizi end-to-end, tra cui l’implementazione di rete e la fornitura di applicazioni e strumenti per l’analisi dei dati.” La velocità di adozione delle comunicazioni M2M potrebbe tuttavia essere ridotta, poiché il settore manifatturiero, tradizionalmente conservatore, sarà preoccupato per il potenziale downtime e per il rischio collegato al valore ed alla qualità del prodotto finale. Le preoccupazioni relative alla sicurezza rappresentano un altro motivo per cui i produttori sono restii a scegliere di impiegare le reti wireless. Oltre alle sfide di tipo tecnico, la relativa inesperienza delle telco in questo mercato dissuade i produttori dall’avvalersi dei loro servizi.
Educare i produttori sui benefici delle tecnologie M2M avanzate, assicurare il funzionamento sicuro delle reti wireless e consultarsi con i produttori per creare soluzioni su misura per i requisiti unici di ciascuno renderanno la manifattura “smart” una realtà in tempi molto più rapidi. “Nelle aree in cui le compagnie di telecomunicazioni non dispongono di competenze interne, c’è spazio per alleanze con fornitori di automazione, system integrator o fornitori di strumenti per l’analisi dei dati, – raccomanda Ramkumar. – L’acquisizione di aziende più piccole specializzate in applicazioni innovative per la mobilità a livello enterprise e nell’analisi dei dati aiuterà le telco a capitalizzare l’immenso potenziale delle comunicazioni M2M nel settore manifatturiero.”

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La presa di coscienza dei diritti

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

Non possiamo dimenticare che il XIX secolo è stato il secolo del risveglio della coscienza civile, del forte richiamo ad una società più rispettosa dei diritti dei più deboli. Ma ebbe dei limiti. A parlarne non furono i proletari delle fabbriche, i braccianti agricoli delle campagne, i diseredati, gli oppressi dalle politiche colonialiste, ma la borghesia perché la sola capace di organizzare, stimolare la protesta, raggiungere un accordo con i poteri forti e trarne, alla fine, un proprio vantaggio. E’ mancato, in altri termini, il tribuno del popolo figlio e lui stesso operaio o bracciante o artigiano. Il secolo che seguì non mutò se non di poco il precedente andazzo. Ora che le tute hanno cominciato a diventare colletti bianchi e la classe operaia in un certo senso si è imborghesita si avverte un impegno maggiore che proviene dal basso. E’ corale ma continua ad essere privato da una guida carismatica che possa organizzare, guidare, spronare. Ora sembra che questa coscienza “acefala” riesca a scrollarsi di dosso l’idea dell’uomo del destino attraverso una rivolta di popolo grazie alla complicità delle moderne tecnologie che riescono a riversare le masse nelle piazze, a stimolarle, a renderle barricadiere e capaci di rovesciare governi e potentati e a provocare un effetto domino. E’ quanto sta accadendo in Nord Africa: Tunisia, Egitto, Algeria ma anche altrove, come in Albania, sia pure con alterne fortune. In taluni di questi paesi gli uomini al potere erano dei dittatori e governavano opprimendo le libertà civili e lasciando le popolazioni nella miseria. Si sa, invece, che riuscivano ad accumulare per se e i loro amici, ingenti fortune conseguenti allo sfruttamento sistematico delle risorse nazionali. Ora ci auguriamo che questa voglia di essere artefici dei propri destini non si trasformi in un’altra cocente delusione per cui il nostro auspicio-augurio è che nella coralità dell’impegno si sappiano scegliere gli uomini giusti per pilotare il cambiamento. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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