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Posts Tagged ‘fabio rampelli’

Fabio Rampelli: Il centrodestra per ora si separerà, ma collaboreremo

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2021

“Non sosterremo il governo Draghi, per ragioni di metodo e di merito. In tutte le democrazie avanzate, tranne che in Italia, i capi di governo vengono scelti, direttamente o indirettamente, dai cittadini. In nessuna democrazia occidentale è mai capitalo quello che è successo in Italia dal 1995, dal governo Dini a Monti a Conte e, ora, a Draghi. Non c’è più traccia dell’antico principio della legittimazione popolare, le elezioni vengono superate dalle designazioni elitarie, quasi sempre orientale a garantire che il Pd stia al potere o che possa andarci in prospettiva ribaltando le previsioni. E poi forze politiche che hanno idee così diverse, il merito appunto, difficilmente potranno trovare soluzioni comuni sulle principali criticità di cui soffre l’Italia” – così Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi in un’intervista uscita oggi sul quotidiano ‘La Verità’ in un’intervista di Sabrina Biraghi.“Abbiamo anche proposto a Draghi di restare in carica per il Recovery Plan e il piano vaccinazioni e poi condurre l’Italia a elezioni anticipate, come fece Ciampi nel ‘93, che interpretò al meglio quel suo ruolo di garanzia e portò al voto l’Italia con la nuova legge elettorale. Gli altri sono stati tutti governi ‘abusivi’ non legittimati dai cittadini, come democrazia impone”.Sulla possibile attribuzione delle presidenze delle commissioni di garanzia destinate all’opposizione Rampelli precisa: “fossimo stati animati dalla bramosia di poltrone saremmo entrati al governo. Noi saremo un’opposizione patriottica. responsabile e costruttiva”.In merito al fatto che Salvini incontrando Berlusconi ha fatto il punto della situazione esprimendosi a nome di tutto il centrodestra nei rapporti con il premier incaricato Mario Draghi e il suo futuro governo; è un errore di comunicazione o è un mettere all’angolo Fdi? Rampelli ha risposto: “abbiamo fatto ogni sforzo per tenere, ancora una volta, il centrodestra unito, abbiamo offerto di rinunciare al voto contrario se tutti insieme ci fossimo astenuti, per mantenere salda e compatta la coalizione. Se non cambierà nulla conosceremo un’altra fase di separazione consensuale, ma sarà temporanea e circoscritta al quadro nazionale, governiamo insieme in 15 regioni e dovremo dialogare su tanti argomenti, iniziando dall’elezione del successore di Mattarella”.Se il centrodestra unito non è in discussione, che prospettive ha? Il vicepresidente della Camera ha spiegato: “mantenere questa particolarità tutta italiana nel contesto europeo: popolari, conservatori e sovranisti uniti in un unico schieramento. Questa formula è l’unica che può garantire l’alternanza di governo e, quindi, la stessa democrazia, Dobbiamo coltivarla e potenziarla. Presto o tardi si dovrà votare anche qui.Sul centrodestra unito alle amministrative Rampelli chiosa: “cerchiamo ovunque i candidati migliori, li stiamo selezionando da mesi tra i profili più prestigiosi e le persone maggiormente apprezzate e competenti, nella speranza che ci facciano votare, viste le dichiarazioni del capo dello Stato. Ricordo comunque che è la sinistra a detenere il titolo a Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli e quindi a loro compete la prima mossa. Il centrodestra è comunque pronto”.

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Elezioni presidenziali Usa: Dichiarazione di Rampelli

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

“Tutti i leader dei paesi occidentali portano la responsabilità di presidiare le fondamenta su cui si fonda la nostra civiltà. Abbiamo parteggiato per Trump, ma auspichiamo che Biden sappia proseguire il lavoro svolto dall’ex presidente americano di contenimento all’egemonia cinese, di contrasto al terrorismo di matrice islamica. L’Italia è amica degli Usa e qualunque suo Capo di stato sarà nostro interlocutore a garanzia di un’antica alleanza”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Fabio Rampelli e il “Governo forte”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera è una personalità della destra italiana ben nota al mondo della politica e dei media. E quanto dichiara alla trasmissione ‘Coffee Break’ su La7 che: “Noi facciamo due ragionamenti. Il primo: in democrazia devono decidere i cittadini. In Italia accade spesso che in posizione di comando si trovi chi non ha vinto le elezioni e questo è inaccettabile. Il secondo: siamo in una fase di difficile crisi economica anche figlia dell’emergenza sanitaria, serve quindi un governo forte, una maggioranza coesa che lo sostenga e di un programma chiaro e netto, dobbiamo prendere atto che fotografa una realtà italiana ben presente a noi tutti.
Vorremmo solo obiettare che la maggioranza che oggi ci governa è suffragata da un consenso espresso dal Parlamento legittimamente eletto nel 2018. Che oggi il sentire politico degli italiani possa essere di natura diversa è tutto da dimostrare ma non intacca, ovviamente, l’attuale compagine governativa.
Fatta questa doverosa premessa conveniamo con l’on.le Rampelli sulla necessità d’avere un governo forte. Ma forte in che senso? E una volta stabilito il “quanto” rimane il “come”. Non dimentichiamo che il sistema politico italiano è molto fragile perché litigioso, tendente a “partigianerie” e influenze lobbistiche. Eppure, potremmo risolverci con il proporre il rispetto di due diritti: il primo è quello alla vita e qui non ci sembra vi siano obiezioni dai partiti, e il secondo il diritto a vivere. Ed è proprio qui che si gioca la visione che vorremmo avere del nostro Paese. Ed è proprio su questo aspetto che la politica gioca la sua credibilità e soprattutto nel saper negare agli interessi partigiani il loro primato. Pensiamo a tre cose che consideriamo prioritarie: la giustizia, la salute e l’istruzione. La giustizia per essere al tempo stesso garantista e giustizialista deve prevedere tempi rapidi per ottenere sentenze definitive. In un paese come l’Italia dove la percezione è quella che siamo di fronte ad una alta percentuale di corrotti, corruttori e corruttibili l’unica risposta è quella di dimostrare con i fatti che ci troviamo al cospetto di un apparato giudiziario efficiente e rapido nelle decisioni e che le pene comminate, in via definitiva, non si cancellano con il passare degli anni. E la salute è un bene così prezioso che occorre da subito consolidare l’assistenza universale potenziando in primo luogo la medicina del territorio. E lo stesso discorso vale per l’istruzione.
Per le imprese l’impegno dovrebbe concentrarsi sui “servizi” espressi da una efficiente rete intermodale (da subito andrebbe aperto un cantiere per l’alta velocità da Salerno a Palermo), da una filiera corta nelle produzioni a partire dall’agricoltura e da una rete informatica e di telecomunicazioni la più avanzata possibile su tutto il territorio nazionale. Questi sono i fatti che la politica dovrebbe cavalcare e per i quali trovare un’intesa trasversale da tutti i partiti. (Riccardo Alfonso)

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Alitalia resti italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

“La costituzione di una newco per Alitalia al 100% di partecipazione dello Stato attraverso il Mef dev’essere il primo passo per il rilancio della società. E non un preliminare di vendita alla Lufthansa, come viceversa alcuni dati non palesi sembrano indicare. Una newco leggera con 50-70 aeromobili e 2500 dipendenti diventerebbe una low-cost per trasporto aereo nazionale da consegnare alla Germania, mentre la badco resterebbe in capo al popolo italiano. Direi che ormai siamo vaccinati per questi trucchetti e chiederemo al governo nella conversione del decreto ‘cura Italia’ di nazionalizzare sì, ma con una Newco Alitalia che corrisponda a un grande progetto di rilancio e garantisca: l’attuale perimetro aziendale Volo, Manutenzione e assistenza a terra e i relativi livelli occupazionali. Tutto il processo di alienazione delle infrastrutture strategiche nazionali, i tagli orizzontali, il ritiro dello Stato dalle partecipazioni pubbliche in tutti i settori dell’economia e dei gangli vitali dei servizi pubblici ha portato l’Italia al tracollo. Pertanto, lancio questo avviso a Conte e agli amministratori delegati pro tempore dell’azienda Italia: avete gli occhi addosso. Non ci provate”.È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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4 novembre: festa delle forze armate e dell’unità d’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

“Grazie a tutti gli uomini in divisa di tutti i tempi, a coloro che combatterono a Caporetto o sul Piave, a El Alamein o nelle steppe sovietiche, a quelli che si sono guadagnati l’Italia unita sulle barricate, negli scontri epocali delle Guerre d’Indipendenza. C’è un pezzo d’Italia che vi ignora o, peggio, vi detesta, fino a falsare la narrazione rinnegando il vostro sacrificio e odiando ogni persona in divisa. Ma c’è un’altra Italia fiera che non fa passare un giorno senza emozionarsi per voi, che vi venera e vi abbraccia ovunque siate, che immagina la tensione in una missione militare, la confusione nelle antiche trincee, i tiri di schioppo, i carri senza benzina, i piedi congelati immersi nella neve o quelli bruciati dalla sabbia dei deserti africani, la nostalgia struggente per i vostri affetti lontani. Eroi per sempre, riproduttori di amore incancellabile e custodi immateriali della nostra libertà. Che il vostro dono ci trovi degni, oggi, festa delle forze armate e dell’unità d’Italia. E sempre”. E’ quanto scrive sulla sua bacheca Facebook il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Crisi di governo, Rampelli (VPC-FDI): Conte eterodiretto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

“Conte è stato veemente ma chiaro. Lo schema è lo stesso dell’avvento di Mario Monti. Poteri sovranazionali, vecchie consorterie, personalità bollite della sinistra italiana con la singolare aggiunta degli ex incendiari di Beppe Grillo si ritrovano insieme per impedire al centrodestra di governare e all’Italia di essere indipendente e autorevole nel suo diritto a contrastare il declino. Occorre ammettere che questo prevedibile inguacchio si è reso possibile grazie a una serie di macroscopici scivoloni degli amici nordisti, fattostà che si sono determinate le condizioni ideali per dare forma agli attuali giochi di palazzo e consentire a chi ha perso brutalmente tutte le recenti elezioni di andare a governare. Lor signori si appellano in questa indecenza alla democrazia parlamentare, quasi fosse antitetica a quella popolare. È vero che è il Parlamento a varare i governi, ma è anche vero che lo deve fare nel rispetto della volontà popolare, come costituzione impone. Il centrodestra oggi ha una maggioranza schiacciante, nonostante Renzi abbia confezionato una legge elettorale senza premio di maggioranza, dunque ancora più macroscopica. Mentre i circoli esclusivi, i cerimonieri, i falliti, i gran visir dei sotto poteri sbucati all’improvviso dalle località balneari per tessere la rete della congiura di palazzo sono un manipolo di oligarchi senza consenso. Se governeranno lo faranno contro le più elementari leggi della democrazia, che non prevedono personalità illuminate e minoritarie cui affidare le sorti di un’intera comunità. Nel frattempo l’Italia spalanca gli occhi, se non ancora nei numeri esiste nell’evidenza dei fatti un solo leader, credibile e affidabile, su cui riporre le speranze di rinascita che tutti si aspettano”. È quanto scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia sulla sua bacheca Facebook commentando le dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Madama.

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Confronto tra Fabio Rampelli di Fdi con Michele Gubitosa dei 5stelle

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Nel voto in Parlamento sulla Tav ci starebbe bene uno scherzetto: tutte le opposizioni che abbandonano Lega Nord e 5 Stelle al loro destino, affinché decidano autonomamente se affossarla o proseguirla. Stanno al governo insieme e dovrebbero trovare una quadra senza farsi risolvere i loro problemi all’opposizione.Restiamo tuttavia di stucco a pensare che le infrastrutture per i 5 Stelle siano raccordi, svincoli, tangenziali, spartitraffico… Per noi è fondamentale intercettare i mercati ricchi del nord Europa e del Mediterraneo. Dobbiamo portare la Tav da Lione a Palermo, fare il ponte sullo Stretto, consentire alle nostre eccellenze enogastronomiche, ai prodotti ortofrutticoli di Ragusa di arrivare in Francia in otto ore e in Ucraina in 16.
L’intenzione di Di Maio invece è quella di far approvare dal Parlamento la Tav senza sporcarsi le mani, perché così il governo può andare avanti e ciascuno mantenere le proprie poltrone. Il problema è che i grillini non sanno di cosa parlano: hanno avuto un mezzo ripensamento sulla Tav e un totale pentimento su Ilva e Tap perché non sanno di cosa parlano.Abbiamo votato no alla fiducia ma sì al decreto, ritenendolo un fatto tendenzialmente positivo, anche se migliorabile. Tra le misure importanti che già Fdi aveva presentato nel primo dl, la confisca immediata delle navi Ong che agiscono nell’illegalità e violano le acque territoriali italiane. Resta comunque da sottolineare ancora una volta l’incapacità della comunità internazionale nel contrastare questi fenomeni di disperazione gestiti da trafficanti di uomini e scafisti, gli uomini più ricchi dell’intera Africa. Questi migranti economici non vengono per istruirsi e svolgere un ruolo nella società che li ospita, né per essere soccorsi non essendo profughi e si trovano costretti a entrare nel circuito della criminalità organizzata o in quello del lavoro nero. La solidarietà verso i più deboli è doverosa, ma deve manifestarsi attraverso la cooperazione internazionale, realizzando infrastrutture e consentendo alle nazioni africane di liberarsi dal neocolonialismo di alcuni Stati europei e occidentali, meno evidente di quello ottocentesco ma più insidioso e cinico. L’Africa deve diventare autonoma.
È impensabile che in Italia esista qualcuno che ritiene possibile ospitare le decine di milioni di persone che dall’Africa vorrebbero trasferirsi qui domattina.

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Autonomia regionale: Il parere del vice presidente della Camera

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2019

“In relazione a quanto detto ieri in Aula dal presidente Conte, durante il question time alla Camera, va sottolineato che fortunatamente non è prerogativa del Governo stabilire la procedura per rispondere alla richiesta di ulteriore autonomia dalle regioni. L’unica via maestra per portare avanti la procedura sarebbe normare l’articolo 116 della Costituzione, come dallo stesso previsto, e risulta quindi opportuno che tutti i gruppi parlamentari richiedano la calendarizzazione urgente di questa discussione. E Fratelli d’Italia ha già presentato una proposta di legge sulla materia. Ma nel caso in cui non ci fossero i tempi per normare preventivamente il 116, la procedura delineata dai presidenti delle Camere diverrebbe, di fatto, un precedente. Dunque è improponibile immaginare che il Parlamento possa, in nome e per conto dello Stato, devolvere ulteriori poteri e competenze alle regioni senza un pieno passaggio all’interno dello stesso Parlamento. Cioè con discussione, potere di proposte emendative, votazione. Ci auguriamo che i presidenti Fico e Casellati respingano l’iter proposto dal premier Conte, che prevede un clamoroso quanto inaccettabile scavalco delle assemblee di Camera e Senato. Infine è opportuno ricordare al ministro Salvini, cui il tema è particolarmente caro, che è fondamentale legiferare bene in tempi congrui, perché la fretta che invoca – all’epoca della riforma del Titolo Quinto in salsa Pd – ha prodotto conseguenze devastanti per cittadini e imprese”.E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Migranti dai penultimi agli ultimi

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

“Sui migranti la sinistra continua a mistificare la realtà e a indirizzare la propria presunta solidarietà ai penultimi anziché agli ultimi. Chissà perché… Ci si dimentica degli anziani, dei bambini, delle donne, dei disabili che non sono sufficientemente ricchi da potersi permettere di dare soldi ai trafficanti né sufficientemente forti da poter affrontare la traversata del deserto e quella del Mediterraneo. La sinistra anticamente tanto sensibile alla giustizia sociale e alla povertà si benda gli occhi davanti alle persone più fragili per rivolgersi invece a quelli che hanno pagato il pizzo a trafficanti e scafisti, si rivolge a quei migranti tra i 18 e 30 che una volta sbarcati in Italia finiranno, in rilevante quantità, nei circuiti della criminalità organizzata, del lavoro nero e della finta accoglienza. A chi esprimete dunque, signori del Pd, la vostra solidarietà? Al capolarato, alla criminalità organizzata, alla mafia nigeriana, ai gestori di racket e prostituzione? Difendere gli ultimi – quello che non fa più la sinistra – significa anche tutelare gli interessi nazionali e quelli dell’Africa, che ha diritto di liberarsi dallo sfruttamento del neo colonialismo liberista di matrice occidentale per essere libera e prosperosa. Occuparsi non solo dei nuovi schiavi che subiscono la tratta ma anche di quei disperati che restano a soffrire nelle nazioni africane. Se i governi di sinistra, invece di foraggiare il modello della finta accoglienza, avessero trasferito quei 6 miliardi di euro in Africa avremmo potuto realizzare infrastrutture, ospedali, dighe, pozzi, portare soccorso, medicinali e pasti, garantendo il diritto delle genti a vivere nella propria terra”.E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo in Aula in merito alla ‘discussione generale sul dl Sicurezza Bis.

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Autonomie: Rampelli invita la classe politica a una scelta ragionata

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2019

Il vice presidente della Camera Fabio Rampelli è stato intervistato dal Secolo d’Italia diretto da Francesco Storace. Cogliamo l’occasione per proporlo anche ai nostri lettori: “Non siamo affatto contrari a ridefinire il sistema delle autonomie, ma non si può trattare una materia così delicata come fosse la legittima difesa o il taglio del finanziamento ai partiti. Non si può fare propaganda su temi costituzionali da cui dipenderà il futuro andamento sociale, economico e culturale dell’Italia. È stato positivo l’allarme lanciato dalle regioni del Nord con i loro referendum, anche se nessuno ricorda che la percentuale dei votanti è stata scarsa, la metà degli aventi diritto in Veneto e ancora meno in Lombardia… Anche questo è un indicatore di cui la politica e i media dovrebbero tenere conto. Diciamo che occorre studiare soluzioni equilibrate che diano al sistema delle autonomie strumenti efficaci per rispondere ai bisogni dei cittadini”. E precisa: Le Regioni sono nate per la fondamentale funzione di programmazione e infatti dispongono di ampi poteri legislativi. Non avrebbero dovuto trasformarsi in enti di gestione multi disciplinare, trasformarsi in micidiali centri di spesa cui oggi attribuire parte rilevante del nostro debito pubblico. Continuo a ritenere che ci si dovrebbe confrontare partendo dal basso e iniziando dalla domanda di poteri e risorse che viene dai Comuni, incalzati dai bisogni dei cittadini. E poi occorre restaurare e rilanciare il ruolo delle province, insostituibile in una nazione formata da 8000 comuni di cui la gran parte piccoli e piccolissimi. Le Regioni incarnano già oggi l’idea di un nuovo centralismo, esattamente ciò di cui imprese e famiglie vorrebbero liberarsi. Dunque, non è in discussione la domanda di maggiore efficienza, ma la risposta più concreta e meno ideologica da fornire ai cittadini”.
Alla domanda su una convergenza alle posizioni di Fdi del pres. Conte sull’autonomia scolastica, Rampelli risponde:
“Mi sembra evidente che il medesimo livello di istruzione, gli stessi programmi nazionali e la circolarità interregionale degli insegnanti siano un pezzetto dell’ossatura della nostra nazione. Altro conto è aggiungere ai programmi del MIUR la conoscenza delle caratteristiche del proprio territorio, questione legittima e condivisa se realizzata con equilibrio. Perché alla storia della Repubblica di Venezia teniamo tutti, veneti, padovani e siciliani..”
E sulla centralità delle Camere, ribadisce: “La questione sembrerebbe sostanzialmente superata, la pensiamo al riguardo come Fico e la Casellati, ma resta il problema formale. Se domani altri due presidenti di Camere non ritenessero necessario il passaggio in Parlamento di nuove autonomie richieste dalle regioni? Fico e la Casellati devono pretendere che si normi il 116 della Costituzione e si stabilisca una procedura oggettiva che preveda ogni passaggio per approvare le istanze del sistema delle autonomie. Il passaggio in Parlamento non può essere una gentile concessione di qualcuno, ma un diritto inalienabile”
Sui poteri a Roma Capitale Rampelli insiste: Lo Stato italiano deve mettere la sua capitale nelle condizioni di competere con Berlino, Londra e Parigi le cui rispettive nazioni hanno effettuato investimenti multimiliardari per renderle all’avanguardia e farle partecipare significativamente alla costruzione del Pil. Non sono gli altri bellissimi comuni italiani il parametro per misurare Roma. E comunque se si vuole andare avanti con il Monopoli delle autonomie differenziate si deve immediatamente introdurre nell’agenda del Governo il tema dei poteri, dei beni, delle risorse di Roma. Ricordo che anche la capitale, come la Lombardia e il Veneto, ha un residuo fiscale, conferisce cioè allo Stato italiano più risorse di quante ne riceva indietro. Non si possono certo fare due pesi e due misure.
Ma Zingaretti e Raggi dormono in piedi, non capiscono che la grande opportunità per Roma è questa, è ora.
Mentre sul divario tra nord e sud d’Italia e la protesta del governatore Zaia, osserva: “A Zaia, che stimiamo in molti, voglio dire che da una figura di spessore come la sua, governatore oggi e ministro della Repubblica ieri, il popolo italiano si aspetta una posizione politica e non geografica. La logica del campanile era insufficiente perfino in epoca medievale. Zaia sa bene che il Nord ha potuto realizzare infrastrutture strategiche perché confinante con la Baviera e la Renania, mentre a Sud della Sicilia e della Calabria c’è l’Africa. Già dagli anni in cui non c’erano le Regioni lo Stato centrale ha realizzato opere meravigliose al Nord e ha ripagato il Sud con l’assistenzialismo, perché costava meno dello sviluppo e non sarebbe stato improduttivo come un ipotetico tunnel sottomarino di collegamento con Tunisi, metafora di uno dei tanti e costosissimi trafori realizzati nella pancia delle Alpi. Il divario nord/sud generato, con l’aggiunta di una mentalità meridionale senz’altro meno performante, oggi va ripianato. Non c’è solo il tema dei poteri, c’è anche quello del riequilibrio delle infrastrutture e stavolta è urgente. Infatti per il Mediterraneo passa oggi imprevedibilmente una enorme ricchezza che l’Italia deve saper intercettare modernizzando il Mezzogiorno, portando subito l’Alta velocità a Palermo, realizzando il ponte sullo stretto, dotando il meridione di una rete logistica utile a impedire alle centinaia di navi merci provenienti dall’Asia di superare Gibilterra per risalire fino ai porti del nord Europa”. (n.r. Vorremmo che queste parole fossero motivo di riflessione più approfondita per i politici e per tutti gli italiani in quanto sono dettate da buon senso e pragmatismo. Dobbiamo mettere da parte la propaganda e il campanilismo di maniera e di pensare che l’Italia è una e indivisibile e che il meridione ne fa parte a pieno titolo e una efficiente rete di collegamenti intermodali e tecnologici, estensibili in quell’area, sono un passo indispensabile verso una reale via di rinnovamento del sistema paese.)

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Giornata internazionale della lingua madre

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 febbraio 2019

Si celebra oggi e per l’occasione il giornale on-line ‘In Terris’ ha pubblicato un’intervista al vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, che ha presentato nei mesi scorsi due pdl che chiedono di ‘salvaguardare la lingua italiana come patrimonio prezioso da tutelare’. L’esponente di Fratelli d’Italia ha dato concreta testimonianza della sua premura: presiedendo i lavori dell’Aula, ha sostituito da un testo degli uffici i termini ‘marketing’ con ‘commercializzazione’ e ‘web’ con ‘rete’. Rampelli entra nel merito e spiega le sue pdl: “Una proposta intervenire sulla Costituzione italiana che ignora clamorosamente la lingua italiana come lingua del popolo italiano. L’altra è una proposta di legge ordinaria che serve ad incoraggiare l’uso, la diffusione e la difesa della lingua italiana, che è oggi presa d’assalto da una serie di convenzioni linguistiche prevalentemente di matrice anglosassone che stanno snaturando il nostro idioma. Si fa talvolta fatica, soprattutto in alcuni settori della società, a pensare in lingua italiana: spesso bisogna tradurre dall’inglese all’italiano. La battaglia, condivisa da molti colleghi, nasce da una sensazione di fastidio dovuta soprattutto al fatto che persino leggi e decreti italiani hanno iniziato ad avere titoli e terminologie di matrice straniera. Non si tratta soltanto di salvaguardare cultura e identità, ma anche di affrontare un problema di accessibilità: gli atti pubblici dello Stato italiano devono poter arrivare a tutti. Dal mondo della cultura, a parte qualche resistenza, ho ricevuto sostegno da fondazioni e istituzioni, penso alla Società Dante Alighieri e all’Accademia della Crusca”. Sul ddl di cui si parla in questi giorni, che prevede una certa percentuale di musica italiana da trasmettere in radio, Rampelli evidenzia che “tutti coloro i quali operano in Italia, come media e non solo, devono sentirsi responsabili della diffusione e della tutela della nostra lingua. La lingua italiana è la quarta più studiata al mondo e c’è anche la necessità di tener vivo un rapporto con il mondo cattolico, il cui linguaggio si basa prevalentemente sul latino da cui deriva l’italiano”. Il vicepresidente della Camera ha poi sottolineato come la “battaglia non può essere efficace se non viene combattuta insieme a tutte quelle realtà che fanno cultura, prima tra tutte la Rai”. Purtroppo il palinsesto della tv di Stato è pieno di trasmissioni e rubriche che hanno i titoli in lingua inglese: è un colpo al cuore. La Rai dovrebbe svolgere un ruolo di promozione e difesa della nostra lingua. Ma oltre alla Rai, anche altre Istituzioni dovrebbero contribuire adeguatamente. Negli aeroporti e nelle stazioni siamo assaliti da vocaboli inglesi, non viene nemmeno contemplato il bilinguismo, dunque può capitare che scendiamo da un aereo in Italia e non troviamo cartelli con scritto ‘benvenuto’ bensì ‘welcome’”. “Nessun sciovinismo in questa battaglia. Siamo una Nazione di grandi relazioni internazionali: il nostro cibo, il nostro stile, il nostro genio, la nostra musica, la nostra capacità manifatturiera sono apprezzati in tutto il mondo. Difendere le lingue specifiche dei popoli, la nostra è la quarta più studiata al mondo, significa arginare l’omologazione planetaria, che sarebbe una prospettiva triste, perché vedrebbe morire le differenze che da sempre costituiscono ricchezza” – ha concluso il vicepresidente della Camera Rampelli.

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Migranti e blocco navale

Posted by fidest press agency su martedì, 4 settembre 2018

“L’Europa deve fare i conti con il continente africano e l’ambizione per oltre il 15% della sua popolazione a emigrare. Numeri che è irragionevole pensare di poter gestire e necessitano dell’immediata attivazione di un ‘blocco navale’ che, ricordo, inaugurò per primo il governo Prodi con l’Albania nel 1997. Dall’altro lato occorre smettere di sfruttare l’Africa, di dominarla fomentando guerre tribali e regionali, vendendo armi, difendendo dittatori e governi fantoccio come fanno buona parte dei paesi predicatori di solidarietà. Peraltro i blocchi vengono costantemente sostenuti dalla Germania e dalla Francia attraverso il respingimento alle frontiere, il rifiuto a ricollocare i clandestini, la solerzia nella restituzione all’Italia dei transitanti irregolari in numero superiore ai profughi assegnati, la difficoltà nella concretizzazione delle quote di profughi. Non si capisce perché le anime belle della sinistra non facciano le loro proteste sotto le ambasciate tedesche e francesi, invece che a piazza San Babila. Del resto o si stabilisce la convenzione erga omnes della libera circolazione (per chi la condivide) oppure, se nessuno vuole accogliere gli immigrati irregolari, non può certo farlo da sola l’Italia, se non con conseguenze pari alla sconfitta di una nuova guerra mondiale.
Se l’Europa – su input della Merkel – dà 6 miliardi alla Turchia per bloccare con l’esercito la frontiera sud, significa che intende contrastare questo esodo e, dunque, deve finanziare l’Italia per la medesima finalità. Nulla cambia, se non logisticamente, tra confine terrestre e confine marittimo. Così come Prodi, senza troppi complimenti, fece accordi bilaterali con l’Albania e respinse i pescherecci carichi di esseri umani, oggi Conte sottoscriva accordi con la Libia e schieri la flotta per scoraggiare gli scafisti e stroncare il mercato di esseri umani. Riportando indietro i clandestini. Va detto che con l’atteggiamento di questo governo gli sbarchi sono diminuiti, se invece si vuole adottare il metodo propinato dalla sinistra con ‘Mare Nostrum’ allora aspettiamoci la moltiplicazione”. E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenuto come ospite a Sky Ttg24.

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Il debito pubblico e gli “effetti ottici”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 ottobre 2017

banca centrale europea“I miglioramenti di cui il governo favoleggia sono frutto di un’illusione ottica volontaria. È la Banca d’Italia a svelare il mistero quando dice che l’aumento del PIL italiano dipende per l’80 per cento, dalle politiche espansive della Banca centrale europea, il quantitative easing”. È quanto ha affermato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli intervenendo in aula in dichiarazione di voto sulle risoluzioni della nota di aggiornamento del Def. “Il debito – ha aggiunto – continua ad aumentare sforando i 2.300 miliardi, e con una spesa pubblica cresciuta senza sosta. Questo è il Governo che ha il maggiore aumento giornaliero del debito pubblico. I livelli di disoccupazione in Italia rimangono tra i più elevati d’Europa e la loro riduzione, come ha affermato anche la BCE, non è assolutamente significativa”.
“Il PIL rispetto a dieci anni fa è inferiore del 6/7 per cento, rispetto al 2008, il monte ore lavorate è sceso di ben un miliardo di ore; è aumentato il part time, spesso involontario. Le retribuzioni, al netto dell’inflazione, sono scese del 3,4 per cento. Gli enti locali sono sul lastrico; province e città metropolitane versano in condizioni drammatiche; le province sono massacrate dalla riforma Delrio, non riescono a funzionare e a garantire i servizi e vivono nel caos istituzionale”. “Per queste ragioni- ha concluso il capogruppo- votiamo no alla richiesta di scostamento dei conti presentato in questo Def”

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Terremotati: il tempo delle promesse è finito ora c’è l’abbandono

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

fabio_rampelli_daticameraIl capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli ha incontrato una delegazione del comitato dei terremotati della regione Marche, impegnata oggi in un ciclo di visite istituzionali. La delegazione ha rappresentato al capogruppo lo stato di gravissima difficoltà nella quale i cittadini sono costretti a vivere, i ritardi per l’arrivo dei container abitativi, il collasso economico e produttivo dei Comuni colpiti dal sisma, dal maltempo e dalle lungaggini burocratiche. “Ci spiace- ha detto il capogruppo- essere costretti, nuovamente, a segnalare al Governo e al Commissario Errani le titaniche difficoltà in cui sono costrette a vivere decine di migliaia di persone. Lo smantellamento della Protezione civile attraverso la sua regionalizzazione, la mancanza di una filiera corta di comando e di assunzione di responsabilità, la sovrapposizione di competenze tra Commissario, sub commissari, Protezione Civile Regione, Comuni, stanno completamente desertificando il centro Italia. Se il terremoto lo ha distrutto, la gestione del terremoto lo sta cancellando dalla geografia politica della nostra Nazione”.“Ribadiamo a Gentiloni – ha aggiunto Rampelli- l’assoluta necessità e urgenza di istituire un tavolo interistituzionale Governo-Parlamento sul sisma”. “Noi – ha puntualizzato Rampelli – ci stiamo mettendo la faccia dimostrando responsabilità e senso dello Stato. Ma non possiamo accettare, accogliendo queste persone, di sentirci sul banco degli imputati per inadempienze che sono tutte del Governo e del Commissario”. “Si diano – ha concluso Rampelli- ai sindaci i pieni poteri. Altrimenti, la stagione della ricostruzione, che ancora non c’è, che si è aperta dal 24 agosto, sarà peggio molto peggio della mala gestio di tutti terremoti della storia della Repubblica italiana. Non vorremmo dover cominciare a fare esposti alla magistratura”.

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Partiti espressione della gente e non delle lobby

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2016

Fabio_Rampelli_daticamera“Ha ragione Parisi, il leader non si autoproclama, né aggiungo, può proclamarsi con regio decreto. Le elezioni primarie sono uno strumento di legittimazione popolare che coinvolge i cittadini nel confronto tra più candidati e più proposte programmatiche. Se il partito di Parisi avesse voluto avrebbe potuto metterle come condizione del naufragato ‘patto del Nazareno’, sottoponendole al controllo delle istituzioni invece che dei partiti”. È quanto dichiara il co-fondatore e capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale alla Camera dei deputati Fabio Rampelli.
“Ma il punto è questo – aggiunge Rampelli – si è d’accordo o no a sottoporsi a procedure democratiche? Perché se si smantellano i partiti ritenendoli farraginosi, fino a trasformare i congressi in rare vetrine mediatiche e contestualmente si ostacola la democrazia diretta, significa che si vuole consegnare il potere decisionale a un uomo solo oppure a cordate di potere oppure a tecnocrazie ‘illuminate’ troppi simili a derive totalitarie. È ora che i club esclusivi gettino la maschera”.
“O le scelte vengono ricollocate nei partiti e nei corpi intermedi come strumenti di partecipazione consapevole oppure –osserva – si devono organizzare tutte le istituzioni intorno al principio di democrazia diretta. Altre soluzioni sono semplicemente antidemocratiche e configgono con la nostra costituzione repubblicana. FDI la sua scelta l’ha fatta da tempo e l’ha rinverdita sabato scorso con il primo referendum propositivo realizzato in oltre cento città italiane”.
“I risultati- precisa Rampelli – non sono scientifici, certo, ma indicano un umore diffuso tra gli italiani di cui la politica deve farsi carico. Gli italiani vogliono votare direttamente il presidente della Repubblica, esigono un tetto massimo alle tasse, bocciano la riforma Renzi, sono seccati dai diktat di Bruxelles e disponibili ad abbandonare l’euro, esigono un’inversione di rotta radicale su immigrazione e integralismo islamico. Il governo conosce bene queste tendenze, ma le ignora perché l’intellighenzia rossa da anni ormai è infastidita dal sentimento popolare”.
“La piattaforma da cui ripartire per aggredire il declino- ha concluso- è il ritorno alla sovranità popolare, a partiti espressione della gente e non delle lobby”.

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Il futuro del centro destra

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

Fabio_Rampelli_daticamera“Noi guardiamo con interesse al dibattito dentro Forza Italia che è ovviamente libera di scegliere il proprio leader con i metodi che preferisce. Ma non può certo decidere per conto di altri e anzi appare sempre più necessaria una correzione alla legge elettorale per introdurre le elezioni primarie nel nostro ordinamento in modo che siano i cittadini a scegliere la linea politica di una coalizione e il leader più convincente. A tutti i potenziali alleati diciamo quindi che non ci faremo imporre decisioni da nessuno. Parisi? Intanto dica subito in via definitiva se è disposto o no a fare un governo con la sinistra, a prescindere dal l’esito del referendum”.
Sul simbolo di FDI AN, l’alleanza con la Lega e il rapporto con la Le Pen solo due constatazioni: alla gente non interessa nulla di tutto questo, tranne un limitatissimo circuito di ‘appassionati’ che su tali temi rischia oltretutto di implodere.
I simboli poi sono cose serie, non marchi di dentifricio da modificare ogni tanto per motivi commerciali e, al limite, cambiano con il modificarsi dei processi politici, rappresentandoli, non assecondano sbalzi umorali. Un partito serio e fresco guarda criticamente alla realtà non replica dibattiti che erano stucchevoli già vent’anni fa”.È quanto ha dichiarato il co-fondatore e capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli interpellato da giornalisti sul futuro del centrodestra.

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Evasioni e tasse

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2016

Tasse“L’evasione delle tasse in Italia è alta perché ci sono troppe tasse e troppo alte. L’analisi dell’Ocse è vera ma non può considerarlo in paradosso. Finché non si semplificherà il sistema fiscale, unificando i vari balzelli sulle piccole e medie imprese, sopprimendo le ‘tasse’ occulte e diminuendo la spesa pubblica, in Italia l’evasione fiscale verrà interpretata da alcuni come una sorta di ‘legittima difesa’ dall’oppressione fiscale di uno Stato idrovora. Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale aveva presentato un emendamento alle riforme affinché venisse inserito in Costituzione un tetto alla tassazione. Ma Renzi non ne ha voluto sapere. Segno evidente che vuole continuare a spremere come limoni operatori economici e famiglie. Se non si parte da qui, da una riforma fiscale, non ci riprenderemo più”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Verso le due Europe?

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2015

mediterraneo“Il centrodestra deve tornare a parlare di sovranità, non può cedere sovranità nazionale in presenza di aborticchi economici e burocratici che penalizzano la nostra Nazione e il Made in Italy. La ricetta dei partiti europei non funziona più: il Ppe non fa gli interessi che rispondono al suo elettorato ma agli interessi della Merkel. Fratelli d’Italia propone un’alleanza europea che prescinda dai governi tra Spagna, Portogallo, Grecia (e la Francia se decide dove stare) per difendere i propri interessi nazionali contro l’asse del nord Europa”. E’ quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli partecipando al dibattito ‘Italia 2015. Alla ricerca del tempo perduto’. (N.D. Già da anni si sussurra qualcosa che oggi sembra voler avere una sua concretezza, sia pure timidamente, con un ragionamento logico anche se disseminato di ostacoli. Mi riferisco all’idea che alcuni si sono fatta su un modello europeo non necessariamente “continentale” ma diviso in due parti: Il nord Europa e l’Europa del Sud (ma avendo come partner privilegiato la Russia e la Cina) che si allea con i paesi africani e asiatici del Mediterraneo per una comunità più affine ai propri ideali ma con la necessità di pacificare prima l’area più turbolenta tuttora in lotta spietata e fratricida. (Riccardo Alfonso)

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Questione meridionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2015

Fabio_Rampelli_daticamera“I dati dello Svimez rappresentano nella loro periodicità la puntuale sconfessione delle politiche governative per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia. Renzi ha derubricato il Sud d’Italia a entità geografica, più o meno come ha fatto per anni la Lega Nord. Non c’è classe dirigente in Italia che colleghi la ripresa economica agli investimenti nel sud, esattamente come fece il cancelliere Helmut Kohl con la Germania dell’Est. Mentre il nord ha costruito autostrade, ponti, dighe, trafori, alta velocità e rete capillare di trasporto su ferro, porti e aeroporti, ha celebrato le olimpiadi invernali a Torino, l’Expò a Milano e realizzato il Mose a Venezia, al sud non c’è nulla e si lavora per depennare altre risorse.Quando sarà modernizzato il sud, quando si organizzeranno eventi internazionali a Palermo o a Reggio Calabria? Quando si applicherà una flat tax per gli investimenti in cui si favoriscano la cultura, il turismo, l’artigianato, l’imprenditore a giovanile? Quando sarà sradicata la criminalità organizzata per attrarre investitori straniere?”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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