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Scuole FAES Milano investono sul futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

Milano. Scuole FAES Milano pensano al futuro e ripartono dalle nuove leve. Ha preso avvio in queste settimane, il Progetto Mentoring per le docenti junior della Scuola primaria e secondaria di primo grado Monforte, una decina di nuovi ingressi che saranno supportati da insegnanti senior in un percorso di formazione sistematico fatto di incontri quindicinali specifici one-to-one e di un confronto costante per fornire strumenti utili ad affrontare i primi anni di insegnamento. Una pratica, quella del mentoring, che per Scuole FAES è da tempo una consuetudine (così come la figura del tutor per sostenere e accompagnare ogni studente nell’iter scolastico), ma che ora è stata maggiormente strutturata per fare fronte al massiccio ricambio generazionale, dovuto al pensionamento di molte insegnanti “storiche” dell’istituto e al raddoppio delle sezioni avvenuto negli ultimi anni: gli studenti FAES infatti sono passati dai 765 del 2012 ai 1200 di oggi tra nido, scuola dell’infanzia e sezione primavera, primaria e secondaria di primo grado, licei. Il progetto parte dunque dalla definizione condivisa degli obiettivi, in parte personalizzati, e si articola in incontri individuali periodici che vanno via via identificando ambiti da valorizzare e da sviluppare: dalla gestione del lavoro in aula, scandito nei tempi e nei modi più opportuni al gruppo classe, alla correzione e valutazione delle prove, che deve sempre tenere conto dell’alunno come persona, alla programmazione dei contenuti e dei traguardi. Chi lo desidera può chiedere l’affiancamento della propria mentor durante alcune ore di lezione. Scuole FAES (Famiglia e Scuola), a Milano dal 1974 in via Amadeo, è un network di oltre 500 scuole nel mondo che segue un metodo basato su educazione personalizzata, didattica partecipativa, tutoring, alleanza scuola famiglia: grazie alla propria esperienza e alla partnership con le principali Università italiane e straniere, oltre che con un centinaio di realtà professionali e imprenditoriali di primo piano, promuove progetti di formazione, ricerca e innovazione per contribuire allo sviluppo dei contesti scolastici e alla loro valorizzazione, anche attraverso specifiche consulenze.

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Alle Scuole FAES di Milano l’alternanza scuola-lavoro è personalizzata

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Milano Oltre 200 ore di formazione su soft skills, simulazione di impresa, coaching e orientamento individuale per scegliere consapevolmente la propria carriera universitaria e professionale, incontri con professionisti e aziende, e 74 stage estivi in partenza, pianificati in collaborazione con università e imprese. Sono i numeri del progetto di Alternanza Scuola-Lavoro delle Scuole FAES Milano (1050 studenti ripartiti tra asilo nido, scuola materna, primaria, secondaria di primo grado e licei, con un trend di crescita costante), che negli scorsi mesi ha coinvolto 126 studenti del triennio di tutti gli indirizzi liceali (58 studenti delle classi terze, 28 studenti delle quarte e 40 delle quinte).Un progetto partito quattro anni fa, prima ancora che l’Alternanza Scuola-Lavoro diventasse obbligatoria, e che ha nella personalizzazione del percorso la sua caratteristica più distintiva: “Non crediamo in percorsi standardizzati, uguali per tutti gli studenti e tutte le classi – afferma Anna Benvenuti, professoressa di Italiano ai Licei classico, scientifico e delle scienze umane delle Scuole FAES e responsabile del progetto di Alternanza Scuola-Lavoro –. Nei nostri progetti di alternanza ha un ruolo centrale l’orientamento individuale, che gli studenti svolgono con professionisti che li aiutano a scoprire se stessi, i propri talenti e le proprie inclinazioni. Dopo questa prima importantissima fase, gli studenti vengono formati sulle soft skills e seguiti in moduli di simulazione d’impresa, per apprendere competenze fondamentali nel mondo del lavoro, e infine assegnati a progetti di stage, sempre individuali”.
Le soft skills al centro del progetto di alternanza – Il progetto di alternanza delle Scuole FAES comincia con un potenziamento teorico in due materie a scelta degli studenti fra Economia e Linguaggi dei Media, per aumentare le conoscenze su un ambito di loro interesse. Ma sono le soft skills il cuore del progetto. Le ore dedicate alle competenze trasversali, umane e relazionali si dividono tra moduli più generali focalizzati sulla capacità di parlare in pubblico, sostenere un dibattito, gestire le proprie emozioni, coltivare relazioni positive e lavorare in squadra, e moduli più specifici dell’alternanza scuola-lavoro. Fra questi figurano, ad esempio, le ore dedicate alla formazione di un’idea di business, in cui i ragazzi, guidati da professionisti provenienti da diversi ambiti lavorativi, analizzano il territorio e i competitor e imparano a dare forma a un’attività imprenditoriale, a sviluppare un modello di business e un piano d’impresa e a fare un bilancio.Oltre alle simulazioni di impresa, i ragazzi apprendono come scrivere un curriculum efficace e come sostenere colloqui di lavoro individuali e di gruppo, quali sono le tecniche di leadership, di gestione dell’innovazione e sviluppo delle risorse umane, e vengono formati sugli aspetti giuridici e gestionali di un contesto aziendale. Nelle classi quinte, infine, il focus del programma formativo si sposta sulle attività di orientamento universitario e professionale, con sessioni di coaching in cui gli studenti imparano a conoscere meglio se stessi, a fare emergere le soft skills personali e a scoprire le proprie attitudini.Gli stage – Nella fase conclusiva del percorso di Alternanza Scuola-Lavoro, gli studenti accedono a stage individuali, che possono durare da una a quattro settimane, organizzati con aziende, università e istituzioni per rispondere alle aspirazioni dei ragazzi. Fra le esperienze recenti, alcuni ragazzi in stage all’Humanitas hanno affiancato i medici nel giro di visite in reparto, altri hanno lavorato al Museo dei Bambini (MUBA) come guide, i ragazzi assegnati a istituzioni o associazioni si sono occupati di gestione amministrativa, raccolta fondi, comunicazione e rapporti con le aziende, mentre chi ha svolto il tirocinio in università ha seguito il lavoro dei ricercatori, partecipando, ad esempio, alla catalogazione dei reperti nel dipartimento di archeologia.

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