Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

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Convegno USPI sulle fake news con Google e Facebook

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Roma Martedì 12 novembre 2019 ore 9,30 Sala Koch Palazzo Madama Piazza San Luigi dei Francesi su iniziativa dell’Unione Stampa Periodica Italiana, presso la Sala Koch del Senato della Repubblica, si terrà il Convegno “Fake News, Libertà e responsabilità di informazione nell’era digitale – Libertà di stampa, principi deontologici del lavoro giornalistico e leggi dello Stato. L’impatto delle fake news sull’opinione pubblica”. Il Convegno si terrà dalle ore 9:30 e vedrà la partecipazione di esponenti politici, del settore e delle piattaforme di Google e Facebook, che discuteranno del tema controverso delle fake news e della responsabilità dell’informazione nell’era digitale. Gli interventi:
ore 10:00 Indirizzi di saluto presidenza del Senato
Interventi: Cons. Ferruccio SEPE, Capo Dipartimento Editoria – Presidenza del Consiglio dei Ministri
Prof. Francesco Saverio VETERE, Segretario Generale – Unione Stampa Periodica Italiana
Dott. Carlo VERNA, Presidente – Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti
Dott. Carlo PARISI, Direttore di Giornalistitalia.it
Dott. Diego CIULLI, Public Policy manager Google Italia
Dott. Laura BONONCINI, Public Policy director – Facebook Italia
Avv. Maurizio GUALDIERI, Esperto in materia di Diritto e Mercati dei contenuti e servizi online – Università Europea di Roma
Coordina i lavori Dott.ssa Federica META, Giornalista CORCOM

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Fake news nel campo della salute

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

Il problema delle fake news, vecchio come il mondo della comunicazione, ai tempi dei social media ha assunto una diffusione e delle peculiarità inedite anche nel campo della salute. L’argomento è stato affrontato anche nell’ambito di una tavola rotonda organizzata durante il congresso annuale della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC) a Napoli.
Un italiano su tre secondo il Censis cerca informazioni mediche e scientifiche in rete, incappando spesso in articoli fuorvianti o totalmente falsi su alimentazione, attività fisica, prevenzione, screening e altro. Tra i ‘miti’ maggiormente diffusi c’è quello che l’ipercolesterolemia dipende dai geni e non dall’alimentazione. “Molti ritengono – afferma Evelina Flachi, specialista in scienza dell’alimentazione e presidente della Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare – che il livello di colesterolo sia dovuto solo alterazioni genetiche per le quali non esistono trattamenti. Si tratta evidentemente di una fake news perché la forma più comune di ipercolesterolemia è invece quella legata ad alcuni fattori di rischio quali dieta non equilibrata, fumo, sedentarietà e obesità”.
Un altro campo in cui impazzano le fake news è quello delle diete. Si va da chi pensa di poter dimagrire facendo una sauna (che al più fa perdere liquidi, facilmente recuperati bevendo) a quelli che millantano di poter far perdere i famosi ‘7 chili in 7 giorni’.
“Le diete drastiche e non equilibrate – ammonisce la dottoressa Flachi – provocano una riduzione troppo rapida del numero di calorie assunte; questo rallenta il metabolismo e fa riprendere rapidamente i chili in eccesso. L’organismo infatti anziché consumare le riserve di grasso, comincia a bruciare la massa magra, cioè i muscoli. E quando si torna a mangiare normalmente, i chili ritornano con grande facilità. Nessun alimento va poi demonizzato, perché non esistono alimenti buoni o cattivi; tutti possono trovare il loro posto, nelle giuste proporzioni, in una dieta sana e varia. Anche la pasta e il pane possono essere tranquillamente consumati nelle giuste dosi e rappresentano un’importante fonte di energia per il nostro organismo. Se consumati integrali inoltre, proteggono l’intestino dal tumore del colon. Rimuovere dalla dieta i cereali contenenti glutine, in assenza di patologie che ne giustifichino l’eliminazione (es. celiachia, intolleranza al glutine), non è consigliabile. Rappresentano infatti una fonte di preziosi nutrienti (sali minerali, vitamine, fibre). Va inoltre ricordato che i cibi senza glutine sono più calorici di quelli normali”.
La fake news ‘viaggiano’ attraverso il pensiero ‘intuitivo’ (che si contrappone a quello ‘razionale’), che ben si coniuga con i ‘tempi’ e i meccanismi del web e dei social media: veloci, senza sforzo, associativi e difficile da controllare. Un pensiero che viaggia per ‘scorciatoie’ mentali, veloci e funzionali, ma anche facilmente ingannabili; anche perché si trincera all’interno delle community dei pari (i NoVax, quelli delle strie chimiche, ecc), che non fanno altro che rinforzare al loro interno un determinato pensiero, dando false sicurezze e lasciando all’esterno gli esperti del settore, percepiti spesso come manipolatori e dunque scarsamente affidabili.
Tale convinzione era maturata nel constatare gli errori sistematici dei giudizi intuitivi. Proposero dunque l’esistenza di due sistemi di funzionamento del pensiero: il funzionamento del ‘sistema 1’ (pensiero intuitivo o euristico) che è veloce, automatico, senza sforzo, associativo e difficile da controllare o modificare; e il funzionamento del ‘sistema 2’ (pensiero razionale) che è lento, sequenziale, faticoso e deliberatamente controllato. Il nostro sistema cognitivo, quando opera attraverso le euristiche – prosegue il professor Lucidi – mostra scarsa tolleranza all’ambiguità ed è caratterizzato dalla paura delle perdite, dalla tendenza a ricordare più gli eventi negativi che quelli positivi, dalla forte ricerca di conferme coerenti con i nostri schemi interpretativi della realtà, dalla preferenza delle fonti che riteniamo ‘affidabili’, rispetto a quelle che si mostrano ‘competenti’. Per questo, la maggior parte degli utenti dei social tendono a diventare sempre più selettivi, ovvero a cercare informazioni prevalentemente sempre presso le stesse fonti di notizie, creando comunità virtuali sempre più polarizzate e mirate a confermare gli stereotipi esistenti”.
“Sempre più di frequente – afferma il professor Giovambattista Desideri, ordinario di Geriatria, Università degli studi di L’Aquila – si assiste alla trattazione di problematiche cliniche da parte di personaggi di enorme impatto mediatico, ma senza alcuna preparazione specifica sulle tematiche di cui discutono. E d’altronde, se gli influencer dei social media hanno tanto credito presso i loro follower, non sorprende che i medici si trovino spesso in difficoltà nel veicolare il loro messaggio di salute. La conseguenza peggiore di tutto questo – conclude il professor Desideri – è che il rapporto medico-paziente finisce per essere inevitabilmente distorto, a discapito della concordanza terapeutica che dovrebbe rappresentare il fulcro su cui poggia ogni strategia di prevenzione cardiovascolare. E, ironia della sorte, a fare le spese di questa disinformazione sarà soprattutto lo stesso paziente”.

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Contrasto alle fake news e tutela della brand reputation

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Parma giovedì 14 marzo, dalle ore 10 alle 13, al Dipartimento di Scienze Economiche ed Aziendali (Aula K16 Via Kennedy), si terrà il workshop Contrasto alle fake news e tutela della brand reputation organizzato da Retailab e CentroMarca.
L’incontro fornirà aggiornamenti e indicazioni sulle strategie di risposta alla diffusione di informazioni infondate che possono danneggiare l’immagine dell’azienda e dei suoi marchi. Nel corso dei lavori, attraverso inquadramenti teorici e case study, saranno approfonditi il contesto sociale, le declinazioni del fenomeno e le strategie di risposta delle imprese.Aprirà i lavori il prof. Guido Cristini – Docente di Retail Marketing all’Università di Parma. Interverranno Ivo Ferrario – Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne Centromarca; Luce Mariniello – Funzionario del Servizio Economico- Statistico dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM); Marcello Gelo, Global Marketing Director Mutti; Luca di Leo -Responsabile Relazioni con i Media Gruppo Barilla e Filippo De Caterina – Direttore Corporate Communication, Sustainability e Public Affairs L’Oréal Italia.
Silvia Bellini, docente di Marketing Operativo all’Università di Parma, coordinerà il dibattito con gli studenti, e infine la prof.ssa Beatrice Luceri (docente di Marketing Internazionale) e la prof.ssa Maria Grazia Cardinali (docente di Shopper Marketing) concluderanno l’incontro.

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Le “fake news” sull’immigrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

Da alcuni anni a questa parte vi è stato un crescendo nella comunicazione che fa riferimento alle problematiche migratorie. Perché tanto chiasso per un evento che non è solo dei giorni nostri ma ha costellato tutta la storia dell’umanità sin dai suoi primordi? Se a questo punto ci limitiamo agli accadimenti più recenti dalle migrazioni italiane negli altri paesi europei e ad oltre oceano dello scorso secolo a quelle degli altri paesi del mondo, sia a livello regionale sia intercontinentale, le ragioni di tali esodi di massa non mutano nel tempo. Vi intersecano povertà e degrado, ridotti ambiti occupazionali e forte desiderio di trovare uno spazio vitale per la propria crescita culturale e professionale e soprattutto luoghi dove il merito possa essere riconosciuto e apprezzato unitamente a una gratificazione confacente. Ciò che come italiani, pensando alla parte sana del Paese, ci indigna considerando che dagli anni della ricostruzioni, dopo le macerie della seconda guerra mondiale, ci fosse stato, se ben indirizzati da una classe politica lungimirante, lo stimolo e la creatività appropriata per portare il Paese ad un livello di crescita degno del suo nome. Siamo stati invece avviluppati dalla spire dei facili arricchimenti, dalla voglia di crescere senza radici divenendo facile preda degli imbonitori di turno. Ora dobbiamo fare i conti con nuove povertà domestiche e importate con migrazioni alle quali non siamo in grado di garantire un valido sbocco lavorativo se non per fasce molto limitate. Il tutto tende ad aggravarsi perché negli anni delle “mucche grasse” non abbiamo saputo” far tesoro delle nostre disponibilità finanziarie per porre mano a riforme capaci di rinnovare alla radice il tessuto sociale, civile, economico e politico che avrebbe potuto porci al riparo dai rischi di possibili devianze. Ciò non è stato fatto e i problemi che avevamo ora si sono aggravati e con essi i costi per dirimerli e al tempo stesso siamo entrati alla grande nel tempo delle “vacche magre”. L’immigrazione in questo contesto ha accresciuto le nostre difficoltà anche perché sta diventando incontenibile e senza controlli sia a monte sia a valle. E quel che più ci addolora è che i nostri partner europei non sembrano rendersi conto delle nostre oggettive difficoltà e con essi, purtroppo, si aggiunge una classe politica che non riesce a tenere la barra dritta a fronte delle tempestose problematicità che ci stanno travolgendo. Non sono ancora consapevoli, e speriamo in buona fede, che le riforme sono diventate improcrastinabili ed urgenti come quelle della giustizia, del fisco, della salute, della scuola e del welfare e non è detto che costituiscano necessariamente un costo per le casse dello Stato, in specie se andranno a regime. Anzi. (Riccardo Alfonso Centro studi della Fidest)

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The “fake news” on immigration

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

For some years now there has been a growth in communication that refers to migration issues. Why so much noise for an event that is not just the present day but has dotted the whole history of humanity since its inception? If at this point we limit ourselves to the most recent events from Italian migrations in other European countries and overseas of the last century to those of other countries in the world, both at regional and intercontinental levels, the reasons for such mass exodus do not change over time . Poverty and degradation, reduced occupational environments and a strong desire to find a living space for cultural and professional growth and above all places where merit can be recognized and appreciated together with suitable gratification. What, as Italians, thinking of the healthy part of the country, indignifies us considering that since the years of reconstruction, after the ruins of the Second World War, there had been, if well directed by a forward-looking political class, the stimulus and creativity appropriate to bring the country at a level of growth worthy of its name. Instead we were enveloped by the coils of easy enrichment, the desire to grow without roots, becoming easy prey for the barkers on duty. Now we have to deal with new domestic and imported poverty with migrations to which we are not able to guarantee a valid work outlet except for very limited sectors. Everything tends to worsen because in the years of “fat cows” we did not know how to build on our financial resources to take reforms capable of renewing at the root the social, civil, economic and political fabric that could have protected us from risks of possible deviations. This has not been done and the problems we have now have worsened and with them the costs to settle them and at the same time we have entered the big time in the “lean cows”. Immigration in this context has increased our difficulties also because it is becoming uncontrollable and without controls both upstream and downstream. And what pains us most is that our European partners do not seem to realize our objective difficulties and with them, unfortunately, we add a political class that can not keep the bar straight in the face of the tempestuous problems that are overwhelming us. They are not yet aware, and we hope in good faith, that they have become urgent reforms such as those of justice, tax, health, school and welfare and it is not necessarily that they constitute a cost for the coffers of the state, especially if they go to full capacity. Rather. (Riccardo Alfonso Centro studi della Fidest – fidest press agency)

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Propaganda politica e fake news

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Di Riccardo Saporiti, Data journalist – pubblicato su Wired. E se la storia dei 1.500 tweet contenenti fake news diffusi dai russi per sostenere Lega e Movimento 5 stelle alle ultime elezioni fosse essa stessa una fake news? Fino a qui appare una provocazione ma, una volta analizzati i dati, sono tanti gli elementi che non tornano. Intanto, un riepilogo: lo scorso 31 luglio su FiveThirtyEight, testata giornalistica data driven diretta da Nate Silver, è stato pubblicato un dataset contenete tre milioni di tweet.Cinguettii provenienti da account che la stessa Twitter ha riconosciuto essere legati alla Internet Research Agency. Si tratta della fabbrica di troll finita al centro del Russiagate, l’indagine volta a verificare possibili influenze russe nelle elezioni presidenziali Usa del 2016. Questi dati sono stati raccolti da due professori della Clemson University, Darren Linvill e Patrick Warren. Chi fosse interessato, può scaricarli dalla piattaforma GitHub.Ora, nell’articolo pubblicato su FiveThirtyEight, l’Italia non viene mai menzionata.
E dunque, vien da chiedersi, che c’entra? A tirare in ballo il nostro Paese è stato un pezzo uscito questa mattina (il 2 agosto, ndr), tra gli altri, sul Corriere della sera, nel quale si dava conto del lavoro di Silver e si spiegava come fosse coinvolta l’Italia.Wired ha deciso di affrontare la notizia innanzitutto scaricando i dati. Quindi isolando i tweet che, secondo i ricercatori, erano scritti in italiano. Il risultato sono 18mila su più di 3 milioni, lo 0,6%. Numeri a parte, già qui è sorto un primo problema.Non sempre, infatti, se nella colonna del database dedicata alla lingua compariva il valore “italian”, il tweet era scritto in italiano. Ce ne sono molti scritti in inglese, oltre a qualcuno in tedesco. Circostanza, quella legata all’errore di identificazione della lingua, che anche alcuni utenti di GitHub hanno segnalato.Altro tema, il tipo di tweet. Più di 13mila su un totale di 18mila sono retweet. Ovvero il rilancio di contenuti prodotti da altri. Ad esempio dall’utente @Elena07617349, il cui account risulta oggi sospeso, citata dal Corsera come figura al centro della vicenda. Il fatto è che il suo nome non compare mai nella colonna che contiene il nome degli autori dei tweet. Appare invece numerose volte nel testo dei cinguettii. Il che significa che questi tweet sono risposte a contenuti da lei pubblicati.Facendo un passo indietro e tornando alla questione linguistica, per provare a capire meglio da dove arrivino i tweet, ci si può affidare alla colonna region. Nella quale si trova il nome del Paese dal quale è partito il contenuto pubblicato. Ben 12mila, ovvero circa due terzi, arrivano dall’Italia. Altri 4mila dagli Stati Uniti, mentre 2mila hanno origine sconosciuta. E la Russia? Sono appena 4. Due dei quali pubblicano foto di Claudia Cardinale, uno inneggia a Che Guevara.
Solo il quarto sembra pertinente alla propaganda russa, visto che afferma: “Ultimo attacco di Obama: nuove sanzioni alla Russia…a venti giorni fine suo mandato..”. Un tweet nel quale è menzionata tale @_belka_strelka, account di quella che ha come nickname Russian girl. E che ha fissato in alto un post con un manifesto di propaganda sovietica, accompagnato dal messaggio: “L’Urss è un progetto della società della giustizia”.Il punto è che, oltre ai numeri, bisognerebbe guardare anche ai contenuti. Perché o la strategia dei troll è quella di twittare su ogni argomento, così da incrementare il numero di followers e diffondere al meglio le fakenews. Possibilità che si scontra però col fatto che i tre account più attivi, responsabili di 9 dei 18mila tweet italiani, abbiano tra i 60 ed i 90 followers. Oppure questa non è la smoking gun che ha portato il Pd a chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta. Roba, per dire, che in Italia si è fatta per il delitto Moro.Il punto è che scorrendo il dataset si trovano molti rilanci delle prime pagine del Corriere dello Sport e di Tuttosport. Testate che non si capisce come possano avere a che fare con la propaganda filorussa. C’è anche un tweet dedicato al trailer della settima stagione di Game of Thrones. Diversi anche i retweet di un cinguettio del giornalista di Repubblica Vittorio Zucconi, critico sulla riforma fiscale del presidente Trump. E nei confronti di ogni “fesso che l’ha votato”. Non esattamente una dichiarazione in linea con una Russia che sostiene l’attuale inquilino della Casa bianca.Se poi si smanetta con i filtri del foglio di calcolo e si isolano i tweet che menzionano il segretario leghista Matteo Salvini, non sono tutti favorevoli. Per esempio @1lorenafava1, il secondo account più attivo, ha ritwittato questo: “Altro che Sud, Salvini vuole i soldi dei ‘terroni’ per salvare la Lega”. Non esattamente un messaggio favorevole all’attuale ministro dell’Interno. E i Cinque stelle? Ci sono tweet che rilanciano un articolo di Affari italiani che definisce le idee del M5S vecchie e sbagliate. Se questa è propaganda, qualcosa non quadra.
Ultimo aspetto, la tempistica. Volendo influenzare le elezioni italiane, ci si aspetterebbe che l’attività dei troll si fosse intensificata a ridosso del voto. In realtà sono appena tre i tweet presenti nel dataset pubblicati tra il 1° gennaio e il 4 marzo di quest’anno. Due dei quali proprio nel tardo pomeriggio del giorno delle elezioni.Ecco insomma spiegata la provocazione che ha aperto questo pezzo. Nel quale, ovviamente, non è stato dimostrato che non esista qualcosa come la propaganda russa a favore dei movimenti populisti e sovranisti italiani. Piuttosto, si è posto il dubbio che probabilmente l’eventuale prova dell’esistenza di questi troll e della loro azione nel nostro Paese non stia nel dataset pubblicato da Nate Silver. (fonte blog delle stelle)

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BPU Holdings Uses Advanced Technology to Filter Fake News

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Fake news – it’s a term that has become all too familiar today. With the ever-increasing flow of information, trustworthy news has become increasingly debatable. The journal Science reports false news stories are 70% more likely to be re-tweeted than true stories, true stories take about six times longer to reach an audience and fake news is shared nearly 10 times more than true stories1. BPU Holdings uses Artificial Intelligence (AI) and advanced technology in their products and services to omit unreliable information to better diversify the quality of valuable information. ZimGO Polling and Neil’s News Bot use a distributed and scalable filtering processes to manage quality control of fake news to give their users an authentic experience.
ZimGO Polling is BPU’s political forecasting tool that uses Twitter social networks to connect to the empowered citizen in ways not possible with legacy tools. It is the first campaign tool to accurately assess emotional citizen sentiment that provides a competitive advantage for campaign professionals and candidates. It was determined the most valuable citizen information was found on Twitter. However, statistical processing was affected by the high volume of shared posts, re-tweets and spammers. To manage this, our AI interacts with the Twitter API to process streams of duplicates and unwanted noise. After the initial filtering, any re-tweets are discarded so the noise is highly reduced. A second measure is text filtering; distributed and scalable patterns are strained from the high numbers of duplicate tweets without jeopardizing the overall latency of stream results. If we notice the same text coming through, we assume it’s a duplicate. Going further, Similarity Deduplication is something currently being established to work on defining concepts to catch small nuances on a bot posting. In this third layer, we’re looking for small variations; for example, many bots post the same text except for the link and this third layer of filtering would trap those. A fourth level is provided by allowing people to tag posts as spam, which then further trains the AI to look for irrelevant posts.
Neil is BPU’s personal news bot. It is a personal news curator for artificial Intelligence (AI) that is a virtual assistant bringing reputable articles and interesting stories from reliable news sources. Unlike ZimGO Polling, it uses quality control with a white list of about 3,000 sources thoughtfully selected to provide our users with the best news on topics individuals have selected. Secondly, quality scoring is applied by manually checking the white list to ensure they are accurately providing the necessary and requested news the users search. This applies a second measure of filtering to avoid sources that are too short, lack text and contain an influx of links.

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Ci spiace, le fake news su Giuseppe Conte non funzionano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 Mag 2018

By Manlio Di Stefano Dunque ricapitolando, quella del CV artefatto è una bufala colossale dato che, la stessa New York University, oggi ha confermato che Giuseppe Conte “ha avuto lo status ufficiale alla NYU per condurre ricerche presso la biblioteca dell’ateneo dal 2008 al 2014 dove si è recato ogni estate continuativamente per 6 anni” con svariati colleghi a testimoniare la cosa. Quella dell’evasione fiscale è una balla ancora più grossa visto che il suo commercialista ha già mostrato la visura di Equitalia che dimostra come Conte abbia saldato tutto già 10 anni fa quando si accorse dell’ammanco risultante per una mancata consegna del plico da parte delle poste. Ora credetemi, in cuor mio avrei preferito che fosse tutto vero, avrei preferito poter dire che Conte sia, come tutti gli altri, un ignorante, un impostore, un delinquente, un frodatore dello Stato. Perché non esserlo in Italia è quasi un’anomalia da colpire e correggere prima che dia il buon esempio. Questo Paese ha accettato senza alcuna levata di scudi i peggiori ignoranti, truffatori e bugiardi in politica, persino nei ruoli più alti delle istituzioni come la Presidenza del Consiglio, ma si scaglia a suon di fake news contro un professore universitario con un curriculum da far impallidire il 99.9% di quelli che lo attaccano a testa bassa dalle colonne della carta stampata e dalle poltroncine comode degli studi televisivi.
Sapete che c’è? Andate pure avanti, gli italiani non vi credono più da un pezzo e non perderanno occasione per farvi crollare ancora una volta. (fonte: blog delle stelle)

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Cancro, Senior Italia: allarme fake news per anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 Mag 2018

Gli anziani sono la categoria più esposta al rischio di incappare nelle fake news sui temi della salute e in particolare su un argomento delicato come il cancro. A lanciare l’allarme è Senior Italia FederAnziani in occasione del lancio del portale dedicato da Fondazione AIOM e AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) a combattere le fake news in oncologia. E’ infatti tra le persone con oltre 70 anni che viene diagnosticato il maggior numero di neoplasie, pari a oltre il 50% dei tumori. In questa fascia d’età la prima causa di morte tra gli uomini è il polmone (27%), a seguire il colon retto (10%), prostata (8%), fegato e stomaco (6%). Il 35% di pazienti con età superiore a 75 anni convivono con una diagnosi di tumore.D’altro canto gli over 65 sono sempre più connessi e immersi nei social e molti di loro usano Internet come primaria fonte di informazione sulla salute. Il 19% naviga sul web tutti giorni e il 72% di questi lo usa per ricercare notizie.“Quando parliamo di fake news in ambito oncologico gli anziani sono i più esposti, se non altro perché sono quelli maggiormente colpiti dal cancro e al tempo stesso sono alle prime armi nell’uso della rete – dichiara Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani – Con la vita non si scherza, per questo noi ascolteremo solo l’informazione che viene dagli oncologi, si parli di prevenzione o di terapie! Accogliamo dunque con entusiasmo la notizia del portale dedicato da Fondazione AIOM e AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) a combattere le fake news in oncologia, con informazioni certificate per i pazienti o semplicemente per coloro che cercano informazioni su un tema tanto delicato”.

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Italiani nel pallone tra informazione e controinformazione

Posted by fidest press agency su martedì, 19 dicembre 2017

pallone1La partita si sta facendo pesante. Nel bel mezzo, come tra l’incudine e il martello, ci sono gli italiani. Il tutto sta accadendo per via delle prossime elezioni politiche che molti pensano si facciano tra tre mesi. E mentre i leader incominciano ad affilare le armi s’insinua il sospetto che le loro dichiarazioni e le promesse che fanno sono solo strumentali e destinati ad avere una vita breve perché difficili da realizzare con un’Europa che ci sta con il fiato sul collo. In tutto questo bailamme si sta mettendo a punto una serie di “fake news” ovvero “notizie false” per sconcertare la gente per spingerla a cambiare orientamento politico o a dare forza ai loro convincimenti. Tutto ciò per non parlare del grosso partito degli astensionisti. Già oggi conta la metà degli elettori e di certo non è cosa da poco. Costoro percepiscono la politica e il ruolo delle istituzioni in chiave così negativa da non ritenere nessun movimento o partito degno d’essere votato. Ad aggiungervi il carico da novanta vi è il forte rallentamento della guida ideologica che un tempo supportava l’appartenenza ad un partito. Ora stiamo andando verso il piano inclinato dove il solo distinguo per identificarsi sta tra chi è e chi ha.
Se vogliamo, giunti a questo punto, focalizzare la nostra attenzione sul partito astensionista dobbiamo chiederci in prima battuta a chi interessa che gli italiani non vadano a votare. Incominciamo con il dire che in Italia quelli che fanno politica e vi ruotano intorno non superano i quattro milioni. Potrebbero da soli indicarci un orientamento difficilmente scalfibile dalle fake news. Gli altri sono meno controllabili e in un certo senso più influenzabili su temi di grande impatto sociale: pensiamo agli immigrati e ai problemi che creano in tema di ricollocazione ambientale, all’ordine pubblico ecc. Pensiamo alla giustizia che non funziona, alle riforme che non decollano, alla disoccupazione soprattutto giovanile e alla sistematica denigrazione delle istituzioni che costituiscono il caposaldo del nostro sistema politico, sociale e civile. C’è in questo frangente una grossa fetta dell’opinione pubblica convinta che l’Italia sia un vuoto a perdere e che nella migliore delle ipotesi è meglio arrangiarsi per conto proprio. Gli altri vorrebbero far convergere il dissenso facendo a meno dei partiti, del voto e di quel che ne segue.
A nessuno di questi signori sembra venire in mente che la nostra vita in comune è mediata da regole che la politica stabilisce e che il primo caposaldo “garantista” è dettato dal Parlamento e che questo parlamento per funzionare ha bisogno del supporto di tutti per assicurarne la rappresentatività. Alla fine detterà regole sia per chi ha votato sia per gli astensionisti. E allora perché si rinuncia alla possibilità di parteciparvi sia pure attraverso un proprio rappresentante? (Fonte centro studi Fidest di cultura politica e sociale)

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Banca Etruria e le fake news

Posted by fidest press agency su domenica, 17 dicembre 2017

banca d'itaa“Prima fake news: non è vero che Banca Etruria è stata commissariata dal governo Renzi. Il commissariamento è stato chiesto da Bankitalia che ne ha la competenza e il governo, per atto dovuto, si è limitato a ratificare a ratificare la richiesta. Seconda fake news: non è vero che il governo Renzi ha tutelato i risparmiatori truffati. Con il decreto salva banche l’esecutivo ha scudato gli amministratori delle banche fallite impedendo ai risparmiatori di potersi rivalere su di loro se non attraverso un arbitro, con arbitri nominati dal governo.” È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni che continua: “La tenuta della Boschi che continua a sostenere cose non vere mi stupisce ma su una cosa sono d’accordo con lei: il caso di Banca Etruria non è “il” caso delle banche italiane e neanche l’emblema della commistione tra sinistra e banche italiane (pensiamo a MPS) ma questo non toglie che c’è un enorme conflitto di interessi di questi governi col sistema bancario, che è costato agli italiani miliardi e miliardi di euro e rispetto al quale pretendiamo chiarezza immediata.”

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La politica e l’arte della mistificazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 dicembre 2017

la calunniaLa prossima campagna elettorale si preannuncia essenzialmente mediatica. I giochi sin da ora sono aperti. Qualcuno cerca d’esorcizzare le “fake news” considerandole delle banali fanfaluche ma in effetti sono capaci di mettere in cattiva luce l’avversario e sono come la “calunnia” un venticello, come ce lo canta e ce lo suona Rossini nel Barbiere di Siviglia, dove la calunnia è “un’auretta assai gentile Che insensibile sottile Leggermente dolcemente Incomincia a sussurrar. Piano piano terra terra Sotto voce sibillando Va scorrendo, va ronzando, Nelle orecchie della gente S’introduce destramente, E le teste ed i cervelli Fa stordire e fa gonfiar. Dalla bocca fuori uscendo Lo schiamazzo va crescendo: Prende forza a poco a poco, Scorre già di loco in loco, Sembra il tuono, la tempesta Che nel sen della foresta, Va fischiando, brontolando, E ti fa d’orror gelar. Alla fin trabocca, e scoppia, Si propaga si raddoppia E produce un’esplosione Come un colpo di cannone, Un tremuoto, un temporale, Un tumulto generale Che fa l’aria rimbombar. E il meschino calunniato Avvilito, calpestato Sotto il pubblico flagello Per gran sorte va a crepar”. Come si può notare è un antico mestiere, quello del calunniatore, che lancia il sasso e nasconde la mano e lascia alle spalle solo macerie. Un noto politico ne aveva fatto un insegnamento magistrale quando affermava che parlar male di qualcuno si fa peccato ma spesso s’indovina. Oggi, purtroppo, siamo pronti ad accettarla per buona dopo che per anni abbiamo gettato discredito su tutto rendendoci sospettosi e persino maligni. Alla fine nessun politico o amministratore che sia riesce a salvarsi: sono tutti corrotti sussurrano i calunniatori e noi che possiamo farci? Ci crediamo e il gioco è fatto. (Centro studi politici e sociali della Fidest)

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Notizie false, post-verità, bufale. Dal bar ai social media

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 novembre 2017

facebookUn tempo era il bar, tra un caffè e una grappa si facevano battute che erano prese per vere e, riportate al altri con relative aggiunte, costituivano l’insieme divulgativo nella comunità.
Oggi ci sono i social media, ma il meccanismo disinformativo è lo stesso, con aumento della diffusione di quelle che vengono definite notizie false (fake news), post- verità e bufale (ci scusino i bovini per l’uso improprio). Un’indagine di Reuters Institute for the study of Journalism rileva che, chi è connesso, usa Facebook a stragrande maggioranza e la metà lo utilizza come fonte di notizie.
Un notissimo sito elenca le notizie false che sono pubblicate sui social media (anche sui giornali). E’ impressionante il numero di bufale che ci sono propinate: dai ladri che sono risarciti e le vittime che vanno in galera, agli immigrati che distruggono l’albero di Natale, agli immigrati che spengono le cicche nel piatto di spaghetti offerto da un centro di accoglienza (al grido “mentre 7 milioni di italiani vivono sotto la soglia della povertà”), alla partecipazione ai funerali di Totò Riina della Boldrini e della Boschi. Insomma, ce n’è per tutti.Purtroppo la disinformazione è, come si suol dire, virale, e moltissimi cadono in inganno. Vero è che ognuno ha diritto all’imbecillità, ma quel che ci preoccupa di più sono le mezze verità, le insinuazioni e i processi mediatici contro i quali il cittadino, chiunque esso sia, difficilmente può difendersi. In questo sono campioni i cosiddetti talkshow.Per gli utenti un rimedio, parziale, ci sarebbe. Ad ogni notizia che suscita la nostra indignazione dovremmo aggiungere una considerazione: chi ci guadagna? Perché maggiori sono gli ascoltatori televisivi, o i seguaci sui social media, maggiori sono i guadagni dei gestori.
E’ una considerazione che vale come vaccinazione. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Fake news, post verità e hate speech, il nuovo corso dell’Università Europea di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

università europea romaRoma. Sarà Marco Camisani Calzolari il docente titolare del corso sul mondo delle Fake News all’Università Europea di Roma. Servirà per comprenderne la grammatica e le dinamiche di comunicazione.Lo sviluppo di Internet ha mutato radicalmente il modo di diffondere informazioni e notizie nel mondo.
Fino alla fine degli anni ottanta, tutto passava attraverso i giornali, la radio e la televisione, tramite l’accurata selezione del giornalista. Oggi, con l’accesso al web, chiunque ha la possibilità influenzare l’opinione pubblica e creare correnti di pensiero.
Il mondo di Internet è cresciuto in fretta, alimentando un’autentica rivoluzione mediatica. Dalla semplice lettura di siti e portali sul computer si è passati presto alla frequentazione dei social network sul cellulare.Le piazze virtuali hanno preso il posto di quelle reali, creando universi paralleli in cui la gente vive e si confronta, non sempre pacificamente. Siamo in un’epoca di grandi comunicazioni. Basta premere un tasto del computer per entrare subito in contatto con Londra, Pechino, Mosca o New York.
Tutto questo offre grandi opportunità di amicizia, di dialogo e scambio culturale. Ma comporta anche qualche rischio: dalla possibilità di diffondere notizie false alla crescita di fenomeni pericolosi come l’hate speech (linguaggio dell’odio) e il cyberbullismo, soprattutto tra i giovani più fragili e indifesi.
L’Università Europea di Roma propone un corso che ha lo scopo di riconoscere questi nuovi fenomeni, comprenderne le dinamiche di comunicazione e tecnologiche che ci sono dietro e fornire gli strumenti per un uso critico e costruttivo del digitale: “Comunicazione Digitale. Fake news, post verità e hate speech”.
L’iniziativa ha l’obiettivo di preparare gli studenti ad operare nel campo della comunicazione on line, dei social media e del web marketing, facendo acquisire competenze di base e strumenti necessari per interagire con realtà pubbliche, private o legate alla propria professione.
Tra gli argomenti trattati: capacità di analisi e distribuzione di notizie sul web, errori giornalistici, bufale, teorie complottiste, contenuti satirici decontestualizzati e utilizzati come fonti giornalistiche, diffusione di notizie non verificate, propaganda politica, informazioni false lanciate per generare profitti, cyberbullismo, cyberstalking, diffamazione, interferenze illecite nella vita privata, adescamento di minori a fini sessuali. Le lezioni si terranno nel secondo semestre dell’anno accademico 2017/18.
Il corso è diretto dal Prof. Marco Camisani Calzolari, già noto al grande pubblico per la sua rubrica Pronto Soccorso Digitale in onda ogni sabato mattina su RAI 1, e del suo Spazio Tecnologia il giovedì mattina su RTL 102.5. Come noto é tra i pionieri di Internet e consulente per la comunicazione e le strategie digitali di multinazionali in Inghilterra e in Italia.

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Immigrati: “ennesima fake news renziana”

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

Schengen“Sulla questione migranti Matteo Renzi continua imperterrito nella sua falsa narrazione. Quella su Dublino è l’ennesima fake news renziana spacciata per verità”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “L’accordo di Dublino, così come stipulato nel 2003 dal governo Berlusconi – aggiunge -, non ha nulla a che vedere con il dramma dei tanti disperati che ogni giorno vengono soccorsi dalle navi delle Ong, indirizzate poi dalla nostra Guardia Costiera nei porti della penisola.Così come ha più volte spiegato la parlamentare di Forza Italia Laura Ravetto, presidente del Comitato Schengen, se quell’accordo fosse stato rispettato sbarcherebbero nei nostri porti solo quei migranti soccorsi da navi battenti bandiera italiana. Oggi non è più così perché il governo Renzi, sottoscrivendo nel 2014 l’accordo per l’avvio dell’operazione Triton, ha espressamente derogato al fondamentale principio per il quale se un migrante sale su una nave battente bandiera di uno Stato straniero quello è lo Stato da considerarsi di ‘primo approdo’ del migrante stesso, con le conseguenze del caso.Ciò che Renzi non racconta – sottolinea Brunetta – è la ragione vera per la quale ha avallato questa scellerata decisione. Si è trattato forse di un do ut des? Noi abbiamo preso i migranti che l’Europa non voleva in cambio della concessione di ulteriore deficit, per proseguire con la stagione degli ’80 euro’ in vista del referendum costituzionale del dicembre scorso? È questo il vero quesito al quale Matteo Renzi dovrebbe dare una risposta immediata. Ripetendo all’infinito una notizia falsa, questa non diventerà mai vera. Ci sarà sempre qualcuno che la smentirà. Il Fiorentino continui pure all’infinito a raccontare la finta storiellina di Dublino, noi lo smentiremo sempre. I fatti sono fatti, conclude Brunetta.

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Piattaforme online: lotta alle fake news, protezione della privacy e sostegno alla concorrenza leale

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

sanità-digitaleBruxelles. Parlamento europeo. Secondo il testo approvato giovedì dai deputati, le normative esistenti che si applicano alle piattaforme online devono essere aggiornate all’era digitale. Per rafforzare la protezione dei consumatori e della privacy e, allo stesso tempo, sviluppare il potenziale delle piattaforme online, i deputati vogliono che la Commissione:
· investighi sui possibili errori e abusi di algoritmi che possono portare a discriminazione, concorrenza sleale o violazioni della privacy;
· provveda a sviluppare linee guida per far rispettare le norme in materia di responsabilità;
· proponga un trattamento paritario tra servizi online e offline;
· definisca e chiarisca ulteriormente le procedure di notifica e di rimozione per i contenuti e i materiali illegali;
· analizzi la possibilità di un’ulteriore legislazione per limitare la disseminazione e la diffusione di contenuti falsi.
Le stesse piattaforme online dovranno prendere alcune misure per assicurare il rispetto della privacy degli utenti e informazioni accurate, per:
· combattere materiali e contenuti illegali con misure di co-regolamentazione e autoregolamentazione (come il tracciamento dei trasgressori recidivi e la moderazione delle pagine web che possono avere contenuti inappropriati o illegali);
· contrastare la diffusione delle fake news, fornendo agli utenti degli strumenti per riconoscere le notizie false;
· informare precisamente gli utenti su quali dati personali vengono raccolti e sul loro utilizzo;
· assicurare l’anonimato qualora i dati personali siano raccolti da terze parti;
· offrire ai consumatori termini e condizioni chiari, comprensivi e corretti, presentati in maniera “user-friendly” ed evitando terminologia complessa. La risoluzione è stata approvata con 393 voti a favore, 146 contrari e 74 astensioni.

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