Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘fallimenti’

Imprese. de Bertoldi (FdI): accogliere allarme CNA su rischio fallimenti

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2022

”Accolgo l’allarme lanciato dalla Cna sul rischio fallimento di migliaia di imprese per il blocco della cessione dei crediti d’imposta da superbonus 110% , conseguente ai ripetuti provvedimenti ostativi del governo, e che ora vede 2,6 miliardi di crediti riconosciuti ma non monetizzati, ed oltre 5 miliardi di crediti in attesa. Cantieri bloccati, cittadini esasperati, ed imprese che non riescono a far fronte agli impegni con i propri dipendenti e con i pagamenti previdenziali e tributari a causa della confusione normativa sul tema super bonus 110%. Ho chiesto più volte al governo ed ministro Franco di rendere libera la cessione del credito, almeno da parte delle banche e degli organismi vigilati a chiunque e senza limitazioni temporali; non ha senso infatti, come è stato previsto nel recente decreto aiuti, prevedere questa possibilità di cessione solamente per i crediti sorti dal mese di maggio, quando il problema è dovuto ad un cassetto fiscale pieno delle banche dell’intermediari finanziari proprio per i crediti antecedenti il mese di maggio. Stiamo giocando alle spalle degli Italiani, dimenticandoci che il Pil 2021 si era risollevato in gran parte per merito dell’attività edilizia collegata al 110%. Ricordo che in tale misura, che prevede il visto di conformità dei professionisti, le frodi sono stati praticamente inesistenti, e quindi non si capisce questa paralisi, dovuta alla ostinazione del governo draghi. È un danno per il paese intero, soprattutto in un momento di crisi internazionale come questo, e rischiamo che le previsioni sul PIL per l’anno in corso azzerino addirittura la crescita prevista, che già era dimezzata rispetto allo scorso anno. Invito quindi lo stimato ministro Franco ad accogliere le proposte che Fratelli d’Italia ha fatto da diversi mesi, e cioè liberalizzare le cessioni laddove insistono i visti di conformità dei professionisti, che ricordo sono assicurati -ope legis-. Ridiamo quindi fiato all’economia, e garantiamo un contributo pure alla sostenibilità ambientale, grazie alla riqualificazione energetica degli immobili, liberalizzando immediatamente le cessioni dei crediti d’imposta e garantendo una stabilità normativa per almeno due anni. Non è possibile attendere oltre”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tra i 124 e 176 mila fallimenti come conseguenza della pandemia

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

“La stima del Cerved, sola, prevede tra i 124 e 176 mila fallimenti come conseguenza della pandemia. Un’analisi basata sui bilanci di 720 mila società di capitali italiane, che coprono circa il 55% degli occupati dipendenti e che generano un valore aggiunto pari a un terzo del Pil italiano. Se aggiungessimo il numero di ditte individuali, autonomi e società di persone otterremo cifre ancora più spaventose. Di fronte a questi dati il Governo deve fare di più. La priorità è salvare vite, ma è necessario uno sforzo ulteriore per non lasciare morire le imprese. Il decreto Cura Italia è insufficiente: gli accordi politici di non belligeranza hanno un senso solo se si interviene per salvaguardare anche la qualità di vita” dichiarano Massimiliano Iervolino, Segretario di Radicali Italiani e Dario Boilini, Comitato nazionale Radicali Italiani.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Fallimenti in crescita nella moda e nel Centro-Sud d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Fallimenti ancora in calo nel 2018 per il quarto anno consecutivo, ma a ritmi più blandi in alcuni settori (addirittura in crescita nella moda), e chiusure ai minimi dal 2005 (90.000), benché nell’ultimo trimestre abbiano ripreso ad aumentare le liquidazioni volontarie (37.000, + 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2017), in particolare nell’industria, nei servizi e nel Nord Italia. Si comincia a percepire un’inversione di tendenza, dunque, nelle principali evidenze dell’ultimo Osservatorio sui fallimenti, procedure e chiusure di imprese di Cerved, primario operatore in Italia nella gestione del rischio di credito e nella fornitura di soluzioni commerciali e marketing per le aziende. Un Osservatorio relativo al quarto trimestre 2018 ma che fa il punto sull’intero anno.
Le aziende uscite dal mercato a seguito di una procedura concorsuale o di una liquidazione volontaria nel 2018 sono state 90.000, -1,3% rispetto al 2017 (91.573). Il fallimento invece ha riguardato 11.277 imprese, il 7% in meno rispetto al 2017 e il minimo toccato dopo il picco del 2014 (15.694). Tuttavia, non si può non notare la forte frenata nell’industria (-3% contro il -18,6% registrato l’anno precedente) e nelle costruzioni (-6,2% contro -16,4%), così come il segno positivo ricomparso nelle regioni in cui il calo si è interrotto: + 17% in Umbria, +7,1% in Sardegna, +3,5% in Calabria, + 0% in Sicilia.
Dal punto di vista geografico, nel 2018 i fallimenti continuano a diminuire a ritmi marcati nel Nord-Est (-16% contro il 12,2% del 2017, da 2.266 a 1905), in particolare in Friuli-Venezia Giulia (-19%), Emilia-Romagna (-18,5%), Veneto (-13%) e Trentino Alto Adige (-17,3%). Nel Nord-Ovest invece il calo è in frenata: -2,3%, contro il -12,2% del 2017 (da 3.513 a 3.431): -1,3% in Lombardia, -2,6% in Piemonte, ma -9,9% in Liguria e addirittura -31% in Valle d’Aosta.Rallenta il miglioramento anche nell’Italia Centrale: nel 2018 sono fallite 2.954 aziende, -4% rispetto alle 3.077 del 2017. Le procedure si riducono nel Lazio (-5,5%), in Toscana (-4,4%) e nelle Marche (-8,1%), ma fanno registrare un deciso aumento in Umbria (+17,3%). Nel Mezzogiorno sono fallite 2.937 aziende, in calo dell’8,6% rispetto alle 3.213 del 2017. Gli andamenti risultano però piuttosto eterogenei: in forte miglioramento Campania, Puglia e Molise (rispettivamente -15,3%, -20,3% e -22,9%), calo più contenuto in Basilicata (-2%), tendenze in peggioramento o stabili in Sardegna (+7,1%), Calabria +3,5%) e Sicilia (+0%).Analizzando i settori, si vede che i fallimenti sono diminuiti nel 2018 soprattutto nei servizi (6.099 imprese, -8% sul 2017), in particolare nel comparto della distribuzione (-11,6%) e dell’immobiliare (-12,4%), assai meno nei servizi non finanziari (-2,1%). Significativo anche il -5% nel campo della logistica e dei trasporti. Prosegue il calo dei fallimenti anche nelle costruzioni e nell’industria, ma le tendenze risultano in netta frenata: nell’edilizia si passa dai 2.398 del 2017 a 2.250 (-6,2%, contro il -16,4% del 2017), nell’industria da 1.658 a 1.609 (-3%, contro il -18,6%). Da segnalare invece, nell’industria, il ritorno alla crescita dei fallimenti nel comparto moda (+8,3%) dopo una forte discesa nel 2017 (-27%) e in quello della lavorazione dei metalli (+10,6%, era -26% nel 2017). Nell’ultimo trimestre dell’anno sono fallite 3.029 aziende, -7,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un maggior calo tra le società di persone (-13,8%) e le ditte individuali ( -10%) e meno tra le di società di capitali, dove invece si erano registrate diminuzioni più rapide negli anni precedenti.
La forte riduzione delle procedure non fallimentari ha riguardato tutta la Penisola: dopo l’aumento del 2017 (+7,8% sul 2016), il numero di casi è tornato a diminuire nel Mezzogiorno, passando da 441 a 349 (-21%), una tendenza analoga a quella del Nord Ovest, in cui le procedure si sono ridotte da 470 a 353 (-25%). Nel Centro e nel Nord Est invece i dati indicano un rafforzamento del calo del 2017: rispettivamente -14,7% (da 457 a 390 casi) e -17,9% (347 a 285).
Il numero di ‘vere’ società che chiudono volontariamente risulta in crescita nell’industria, dal minimo del 2017 (3.196) a 3.316 (+5,6%). Nei servizi, in cui si concentrano tre quarti delle liquidazioni volontarie, l’aumento è più contenuto (da 26.516 a 27.194, +2,6%), ma il dato rimane a livelli storicamente elevati. Viceversa, nelle costruzioni continua il calo (4.951 a 4.858, -1,9%). (fonte: Fallimenti, Cerved)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I fallimenti delle imprese italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 febbraio 2019

Nel 2018 i fallimenti delle imprese italiane sono diminuiti del 5,9% rispetto al 2017 (da 11.939 a 11.233), con cali più significativi nel settore industriale (-8,1%, 2.010 aziende fallite) e più contenuti nell’edilizia (-2,3%), dove le imprese a chiudere i battenti sono state 2.248. È quanto emerge dall’Analisi dei fallimenti in Italia condotta da CRIBIS, società del Gruppo CRIF specializzata nella business information.L’analisi di CRIBIS ha rilevato nel 2018 3.475 fallimenti nel settore “commercio” (-6,4%) e 2.609 nei “servizi” (-6,7%). Negli ultimi 10 anni il 2014 è stato l’anno con più imprese fallite nel settore “commercio” (4643), “industriale” (3.343) ed “edilizia” (3.343), mentre il 2015 è stato l’anno nero per il settore servizi (3.019).“I dati sui fallimenti 2018 – commenta Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS – confermano un trend positivo che va avanti dal 2015 e che vede il numero delle aziende costrette a chiudere i battenti ridursi sempre più. Tra 2016 e 2017 (-11,3%) abbiamo rilevato il calo maggiore mentre in termini assoluti l’anno più negativo del decennio è stato proprio il 2014, quando ben 15336 aziende sono state costrette a portare i libri in tribunale. Il numero di fallimenti registrato lo scorso anno, è inferiore a quanto avevamo rilevato nel 2011, quando le imprese costrette a chiudere per il cattivo andamento del business erano state 11.840”.Dall’analisi di CRIBIS sui fallimenti in Italia negli ultimi 10 anni, si evince che le aziende che hanno portato i libri in tribunale lo scorso anno sono quasi il 20% in più rispetto al 2009 (9.384). Tra 2010 e 2009 il numero di imprese costrette alla chiusura è cresciuto del 16%: l’incremento più elevato del decennio seguito da quello rilevato tra 2012 e 2013 (+15,6%).
La Lombardia, motore economico dell’Italia, è la regione dove si registra il più elevato numero di fallimenti (2.433, 21,8% del totale), seguita dal Lazio (1417, 12,7%) e dalla Toscana (933, 8,3%). Poco più distante il Veneto (902, 8,1%), che precede Campania (854, 7,6%), Sicilia (749, 6,7%) ed Emilia-Romagna (745, 6,6%). In Piemonte il numero di aziende costrette a chiudere i battenti (720) è più elevato del 43% rispetto a quello che CRIBIS ha rilevato in Puglia (493) ed è più del doppio rispetto a Marche (328), Sardegna (285) e Calabria (272).

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Fallimenti ai minimi da 7 anni ma tornano a crescere le liquidazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Mai così pochi fallimenti da sette anni a questa parte. A dirlo è l’”Osservatorio fallimenti, procedure e chiusure di imprese” di Cerved, primario operatore in Italia nell’analisi e nella gestione del rischio di credito e nella fornitura di soluzioni commerciali e marketing per le aziende, che ha analizzato i dati del primo semestre 2018. In calo anche le procedure concorsuali diverse dal fallimento, trascinate dal crollo dei concordati preventivi, mentre torna ad aumentare il numero di imprenditori che decide di liquidare volontariamente società in bonis, dato che potrebbe indicare minore ottimismo da parte di chi si assume il rischio di impresa.Tra marzo e giugno è dunque proseguito un trend positivo che dura ormai da undici trimestri consecutivi, cioè dalla fine del 2015: 2.949 le imprese che hanno portato i libri in Tribunale, un anno prima erano 3.236 (-8,9%). Complessivamente nella prima metà dell’anno sono fallite 5.964 società, il 5,7% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017.Ancora più sostenuto il calo dei default diversi dal fallimento: tra gennaio e giugno sono state avviate 709 pratiche, un quinto in meno dell’anno precedente. Inversione di tendenza per le liquidazioni coatte amministrative (-18,9% su base annua), che erano risultate in crescita fino ai primi tre mesi dell’anno.Il contributo principale al calo arriva dal concordato preventivo, che sembra stia tornando ad essere uno strumento marginale nella gestione delle nostre crisi di impresa: solo 246 domande nella prima metà dell’anno, -27% rispetto al 2017. Sono poi state liquidate volontariamente nel primo semestre 29.445 imprese in bonis, cioè senza precedenti procedure concorsuali: una cifra in aumento (+1,3% su base annua) che segna un’inversione di tendenza rispetto allo stesso periodo del 2017, quando le chiusure volontarie erano calate del 3,7%.“Nel secondo trimestre del 2018 è proseguito il miglioramento sul fronte delle chiusure aziendali, con i fallimenti che hanno raggiunto il minimo da sette anni a questa parte – conferma Marco Nespolo, amministratore delegato di Cerved -. I miglioramenti sono diffusi a tutti i settori economici, ma non a tutta la Penisola: in alcune regioni, come Sicilia, Calabria e Lazio, la tendenza è negativa. L’aumento delle liquidazioni volontarie di imprese in bonis nella prima metà dell’anno potrebbe riflettere aspettative di profitto meno ottimistiche da parte degli imprenditori, coerenti con il rallentamento atteso della nostra economia”. In effetti, in alcune regioni il miglioramento tarda a manifestarsi. È il caso della Calabria, del Lazio e della Sicilia, in cui il numero dei fallimenti ha continuato ad aumentare nella prima parte del 2018, rimanendo a livelli doppi o comunque molto più elevati rispetto a quelli del 2008. Ragionando invece per macro-aree, il fenomeno è ormai rientrato su livelli fisiologici nel Nord-Est (971 imprese fallite nel primo semestre, -16% sull’anno precedente e in linea con il 2008), mentre nelle altre aree il miglioramento è più lento.
Nel Nord-Ovest si contano 1.808 procedure (-3,1% su base annua), nel Centro 1.582, l’1,7% in meno: pesa il dato del Lazio, dove i fallimenti sono tornati ad aumentare (+1,4%). Nel Sud e nelle Isole fallimenti in netto calo (-5,1% su base annua): 1.603, grazie al miglioramento di Puglia, Campania, Molise e Sardegna. Purtroppo tornano a peggiorare Basilicata, Calabria e Sicilia. Per quanto riguarda invece i settori produttivi, tutti sono in calo, così come tutte le tipologie di impresa, in particolare le società di persone (-13,5%), le imprese individuali e altre forme (-14,4%), meno le società di capitale (-2,7%), dove si concentra la maggioranza delle procedure fallimentari (4.541, circa tre quarti del totale). Il trend risulta particolarmente positivo nelle costruzioni (1.192 imprese fallite nel primo semestre, -7,2% sul 2017). Prosegue la fase positiva anche nell’industria che, con 835 fallimenti contro gli 885 dell’anno precedente (-5,6%), è al di sotto dei livelli pre-crisi. Più lento il miglioramento nei servizi, settore con più fallimenti: tra gennaio e giugno ce ne sono stati 3.288, in diminuzione del 4,5% rispetto al 2017.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Giustizia, Marotta (Ap): “Bene ddl fallimenti, effetti anche su economia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 febbraio 2017

giustizia“Dopo oltre dieci anni è stata approvata una riforma organica sulle crisi di impresa, che sicuramente porterà i suoi effetti anche sul piano dell’economia del nostro Paese. Viene quindi modificata l’attuale legge fallimentare, ormai datata, con cui si dà la possibilità al sistema di prevenire l’insolvenza e, allo stesso tempo, viene dato un ruolo attivo all’imprenditore in difficoltà economiche nel caso in cui la crisi non sia esclusivamente dovuta a sue precise responsabilità”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Area popolare in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta, intervenuto in Aula in dichiarazione di voto sulla pdl sulle crisi di impresa.
“L’attuale normativa inoltre crea i presupposti, in maniera determinante, affinché la massa dei creditori possa essere soddisfatta in tempi veloci, con ciò prevenendo possibili crisi di altri imprenditori”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

A settembre prosegue il calo dei fallimenti in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2015

Continua a migliorare, seppur lentamente, l’andamento dei fallimenti in Italia, come già riscontrato a giugno. Benché infatti in cifra assoluta le imprese che hanno portato i libri in Tribunale nel terzo trimestre di quest’anno si equivalgano al numero dello stesso trimestre del 2014 (3.013 contro 3.002), il trend è in continuo calo: i fallimenti erano 3.803 a marzo e 3.490 a giugno. Inoltre, il cumulato rimane a vantaggio dei primi nove mesi del 2015: 10.306 fallimenti contro gli 11.103 registrati da gennaio a settembre 2014, con un calo del 7,2%. Una bella notizia per le nostre imprese dopo un lungo periodo in cui il numero dei fallimenti è stato in continua crescita.
Nel terzo trimestre del 2015 in media sono fallite 46 imprese al giorno: un numero certo considerevole ma inferiore a quello del secondo trimestre, 54 ogni giorno. Rispetto a settembre 2009, poi, la percentuale dei fallimenti è sì in aumento, ma del 63% contro il 74% di un anno fa, un altro dato che sottolinea un segnale di ripresa economica delle nostre imprese.Il 2014 si è chiuso con la cifra record – e che certamente quest’anno non verrà eguagliata – di 15.605 fallimenti. Dal 2009 a oggi invece si contano circa 85.481 imprese che hanno portato i libri in tribunale.Sono i risultati dell’Analisi dei fallimenti in Italia, aggiornata al terzo trimestre 2015, realizzata da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information. “I dati relativi al terzo trimestre del 2015 mostrano finalmente alcuni spiragli di ripresa per le nostre imprese – commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B -. Abbiamo marco pretiregistrato infatti a fine 2014 un record negativo di fallimenti, mentre nel 2015 i numeri del nostro osservatorio ci fanno ben sperare, anche perché anche i dati sui pagamenti, la fotografia più aggiornata e “fresca” dello stato di salute delle aziende, mostrano una riduzione dei ritardi gravi rispetto allo stesso periodo dello stesso anno.” “Questo miglioramento non deve però fare abbassare la guardia. In questi anni le aziende che hanno performato meglio e che si sono difese efficacemente da fallimenti, insoluti e ritardi nei pagamenti sono quelle che hanno investito in procedure e strumenti per migliorare la propria gestione del credito e il proprio cash management. Un patrimonio di competenze che permetterà oggi alle aziende di continuare a proteggersi dai rischi e soprattutto di individuare i clienti e partner migliori su cui puntare per intercettare le nuove opportunità”, conclude Preti.
La distribuzione sul territorio nazionale dei fallimenti è strettamente correlata alla densità di imprese attive nelle diverse aree del Paese.
La Lombardia si conferma la regione d’Italia in cui si registra il maggior numero di fallimenti, con 2.153 casi nei primi 9 mesi del 2015, un’incidenza del 20,7% sul totale Italia. Dal 2009 ad oggi si contano 18.731 imprese lombarde fallite.
La seconda regione più colpita è il Lazio, con 1.195 imprese chiuse nel 2015 e un’incidenza sul totale Italia del 12,4%. Segue il Veneto con 939 casi e relativa incidenza dell’8,6%. Poi, in ordine, per completare le prime dieci posizioni troviamo la Campania con 915 fallimenti, l’Emilia Romagna (780), la Toscana (771), il Piemonte (707), la Sicilia (584), la Puglia (467) e le Marche (329).All’ultimo posto della classifica c’è Aosta con solo 11 fallimenti, 87 in totale dal 2009 e un’incidenza sul totale Italia di appena lo 0,1%.
Anche i settori merceologici registrano una positiva inversione di tendenza. Aree fortemente colpite dalla crisi, come l’industria e l’edilizia, mostrano segnali incoraggianti: -12,1 e -7,4% rispetto ai primi nove mesi del 2014, più specificamente 2.089 fallimenti nell’industria nel terzo trimestre 2015 contro i 2.377 dello stesso periodo dell’anno precedente, 2.192 nell’edilizia contro 2.368. Stazionaria la situazione del commercio, che ha una flessione minima dello 0,1% (3.297 contro 3.301), mentre continua la crescita nei servizi vari (+6,8%, 1.510 fallimenti contro 1.414). Certamente si è ben lontani dai livelli del 2009 in tutti i settori merceologici, ma il trend lascia ben sperare. (foto: marco preti)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Fallimenti in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2015

impreseFallimenti in forte calo in Italia nei primi sei mesi dell’anno. Le imprese che hanno portato i libri in Tribunale sono state infatti 7.293, un calo del 10%, equivalente a 808 casi in meno, rispetto a giugno 2014. Una bella notizia per le nostre imprese dopo un lungo periodo in cui il numero dei fallimenti è stato in continua crescita.Nel primo semestre del 2015 in media sono fallite 53 imprese ogni giorno, poco più di 2 imprese ogni ora. Rispetto a giugno 2009 la percentuale dei fallimenti è in aumento del 58,8%, contro il +79% di un anno fa, un altro dato che sottolinea un segnale di ripresa economica delle nostre imprese.Un cambio di trend positivo, quello dei fallimenti, confermato dai numeri. Dal 2009 ad oggi (tranne che nel 2012) il numero di fallimenti registrati nel secondo trimestre dell’anno è sempre stato in crescita, fino al netto calo del 2015. Erano 2.391 nel 2009, 3.001 nel 2010, 3.411 nel 2011, 3.109 nel 2012, 3.727 nel 2013. Record negativo per il 2014, a quota 4.278. E poi i 3490 di luglio 2015.Il 2014 si è chiuso con la cifra record di 15.605 fallimenti, dal 2009 a oggi invece si contano circa 82.500 mila imprese che hanno portato i libri in tribunale.E’ la fotografia dell’Analisi dei fallimenti in Italia, aggiornata al secondo trimestre 2015, realizzata da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information.

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Imprese in crisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2010

Experian, di riferimento nei servizi informativi per le imprese, ha diffuso una nuova serie di indicatori sullo stato di salute delle imprese in diversi paesi. Alla prima uscita, e aggiornati al terzo trimestre 2010, rilevano miglioramenti modesti ma diffusi, e particolarmente apprezzabili in Irlanda ove, pur nel quadro di una situazione che rimane fragile, la quota di aziende sull’orlo del fallimento (very high risk of failure) è calata del 5%, mentre è cresciuta del 15% quella delle aziende a rischio molto basso; e ancora, ove l’incremento dei fallimenti è stato contenuto all’1% su base annua. Le evidenze rilevate sono basate sull’Experian Business Health Index (BHI), che permette di comparare lo stato di salute delle imprese nei diversi paesi e che presto sarà esteso anche all’Italia.
In Gran Bretagna la quota di aziende ad altissimo rischio è calata del 22% dall’inizio del 2010, risultando pari al 4% contro il 6% di gennaio. In parallelo sono calati anche i fallimenti, che nel trimestre chiuso a settembre 2010 hanno interessato “solo” lo 0,27% delle imprese, il  18 % in meno dello stesso periodo del 2009; immobiliare e abbigliamento sono i settori che hanno mostrato le maggiori capacità di ricupero (-38 % e -46%).
Negli USA e nel terzo trimestre 2010,  la quota delle imprese ad altissimo rischio è risultata più elevata, pari al 12% (in aumento del 21% rispetto al  gennaio 2010), ma compensata dalla crescita delle aziende a rischio molto basso, risultate pari all’8% (+16% dal gennaio 2010); e i fallimenti sono calati del 3% rispetto al trimestre corrispondente dell’anno prima, grazie a miglioramenti nei settori dell’industria e dei servizi finanziari, dove le chiusure sono calate del 27% e  del 33%.
Nel Nord Europa e dall’inizio del 2010, la quota di aziende ad altissimo rischio è cresciuta del 32% in Norvegia e del 18% in Danimarca, ove però la quota di aziende a basso rischio è caduta del 4%, mentre in Norvegia è cresciuta del 9%, con il risultato che a fine settembre il 15% delle aziende danesi erano ad altissimo rischio contro il 10% delle norvegesi. La migliore performance delle aziende norvegesi è riscontrabile anche sul fronte dei fallimenti effettivi, visto che i fallimenti in Norvegia nel terzo trimestre sono calati del 14% rispetto allo stesso periodo del 2009, grazie ancora alle imprese immobiliari e dei servizi finanziari e assicurativi, mentre in Danimarca sono aumentati del 18% per effetto dell’appesantimento delle aziende operanti nei settori dello sport, della cultura  e dello spettacolo.
In Sud Africa  le aziende ad altissimo rischio si sono ridotte del 13% dall’inizio del 2010 scendendo all’8% del totale, e i fallimenti nel terzo trimentre del 2010 sono calati del 21% rispetto al trimestre corrispondente del 2009, sulla spinta della resistenza dei comparti dei servizi assicurativi e finanziari, e immobiliare.
In Brasile la quota  di imprese ad altissimo rischio di fallimento è cresciuta solo del 4% dall’inizio dell’anno, e questo mentre sono cresciute di pari percentuale le imprese a bassissimo rischio. E in Brasile, nel terzo trimestre 2010 è anche calato il numero dei fallimenti:  il 22% in meno rispetto allo stesso trimestre dell’anno prima. Salari in aumento e disoccupazione in calo si sono riflessi nelle performance dei settori dell’alimentare e delle bevande, della grande distribuzione e del trasporto aereo.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Auguri a Brunetta dal Coisp polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2009

Che sotto l’albero Lei possa trovare qualche idea per far riacquistare ai dipendenti pubblici un po’ di fiducia in chi come Lei, dovrebbe rappresentarli ma invece dimostra  di saper fare solo basso populismo.  Che Babbo Natale Le recapiti, senza ritardo, il dono di far parlare un po’ il  buon senso e meno le necessità di fare audience sparando a zero dai salotti televisivi su qualche milione di lavoratori  che guadagna un centesimo di quanto Lei spende in un mese.  Che Lei possa capire che le bugie hanno le gambe corte e fare ammenda dei suoi bassi tentativi di far parlare cifre inesistenti a favore della Sicurezza, quando 40.000 poliziotti scendono in strada dimostrando il contrario.   Che il Nuovo Anno le faccia passare l’arroganza di sentenziare regole che Lei non è minimamente in grado di rispettare ed il modo volgare che Lei usa per  rappresentarle.  Dato che non basteranno gli Auguri a farLe cambiare atteggiamento, come non sono serviti i fatti a farLe ammettere i fallimenti delle sue politiche di pura propaganda, il COISP augura a tutti gli italiani che Lei disprezza ormai quotidianamente di ricordarsi delle sue parole a lungo. Buon Natale Ministro Brunetta.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La rabbia della gente

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2009

Lettera al direttore Questo Paese è fallito per la sua vergognosa classe politica e dirigente. Non può esserci libertà con chi l’ha calpestata per interessi di fazione e ancor più personali. Non può esserci giustizia se non si ha l’aspirazione alla verità. Quante volte la verità è stata vilipesa dalla giustizia. Lo sforzo, penso, debba essere invece rivolto a costruire qualcosa fuori dagli impestati e virali sistemi che hanno ridicolizzato un Paese, che hanno permesso alla mafia di proliferare, che hanno depresso le menti e cacciato i cervelli… considerato la meritocrazia uno zerbino. Una classe politica che ha incamerato fallimenti a catena, che ha saccheggiato l’ambiente, le risorse, le menti… ha messo una nazione allo sfascio etico, prima ancora che economico.  La caduta dell’Impero Romano è stata causata dal fatto che l’élite di Roma non riuscì a proporre un nuovo modello di sviluppo. Ditemi che ha saputo fare questa élite se non tutelare i propri interessi a danno del Paese? Loro avevano accesso all’utilizzo del debito pubblico… e che ne hanno fatto? Guardate solo ora come hanno affrontato il crack finanziario mondiale! Col debito pubblico hanno finanziato le banche, cioè loro stessi, e tutelato i loro capitali. Hanno finanziato chi ha prodotto il danno! Può essere un modello per una società etica, solidale e sostenibile? Il nuovo può nascere solo dalle coscienze individuali, da un nuovo senso di consapevolezza, conoscenza, tenuta etica e responsabilità. La nuova società si sta già formando fuori dagli schemi degli attuali partiti che rappresentano solo se stessi e il peggio… della nostra Italia. (Luigi Boschi)

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Essere donna? Uno stress infinito

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2009

essere donnaRoma  15 luglio h.19.00 “Strasordine” 15 luglio h. 21.30 – Anfiteatro Villa Lais – Piazza G. Cagliero, 20  “Infinite o sfinite? Miracoli delle donne d’oggi” Anteprima del nuovo spettacolo “Infinite o sfinite?” di Paola Minaccioni ed Emanuela Grimalda. Chiudono la prima edizione di “Tutti in famiglia”, la rassegna teatrale che si è svolta dal 10 al 15 luglio nell’anfiteatro di Villa Lais. “Infinite o sfinite? Miracoli delle donne d’oggi” E’ il nuovo spettacolo delle due bravi attrici. Una  esilarante carrellata di storie di donne alle prese coi grandi dilemmi dell’umanità: dal carrello della spesa ai Buchi Neri dell’Universo; Chi siamo? Da dove veniamo? Come faremo a sconfiggere la cellulite? Tra progetti, intoppi, rinunce, successi e fallimenti, il racconto di donne straordinariamente normali in grado di compiere ogni giorno dei piccoli “miracoli”. Vivono, fanno e disfano, ridono e svengono, spasimano, rompono muoiono e resuscitano miracolosamente mescolando Sacro e Profano, Sale e Tabacchi, Dolce e Gabbana, “Tutti in Famiglia”, manifestazione realizzata con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, in collaborazione con il IX Municipio Roma e con il contributo dell’Assessorato alla Cultura Spettacolo e Sport della Regione Lazio, vuole essere un momento di riunione per le famiglie e l’occasione di vivere l’inizio dell’estate in una grande palestra teatrale. (essere donna)

Posted in Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Elezioni europee: In un campo di rovina, il Pcl cresce

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2009

Per il Partito Comunista dei Lavoratori: “  risultati elettorali confermano e registrano il tracollo politico dei gruppi dirigenti delle sinistre italiane: prima uniti, quando si trattava, in cambio di ministri, di votare missioni di guerra e precarizzazione del lavoro; poi divisi, per ragioni personalistiche, nella lotta per la propria sopravvivenza istituzionale. Un duplice disastro, per i lavoratori e per la sinistra.  Pur riportando un risultato in sé modesto, il PCL conferma e rafforza, ad un anno dalla sua nascita, la propria presenza politica. Nelle tre circoscrizioni in cui era presente (Centro, Nord Ovest, Nord Est) accresce non solo la propria percentuale (passando dallo 0,6 allo 0,8) ma anche i propri voti assoluti, nonostante il maggiore astensionismo. E vede ovunque estendersi le proprie radici sociali e territoriali. Nei fatti il nostro piccolo partito è l’unico partito che cresce a sinistra, nel campo di rovine da altri prodotto: nonostante l’ostacolo rappresentato dalla perdurante presenza di partiti e liste fintamente “comunisti”. A maggior ragione, la costruzione indipendente del PCL sarà il nostro primo impegno.  Al tempo stesso, nel difficile scenario sociale e politico prodottosi, rilanciamo a tutte le sinistre, politiche, sindacali, di movimento, una precisa proposta di unità di lotta: la costituzione di un comune “Parlamento delle sinistre”, basato sul coinvolgimento attivo del loro popolo, quale sede permanente di confronto pubblico e di unità d’azione contro il governo Berlusconi e la Confindustria. Non siamo interessati a ingegnerie bizantine di ceto politico (“federazioni”, “costituenti”), prive di ogni base di principio e sempre fallimentari. Siamo interessati all’unificazione e radicalizzazione della reale mobilitazione di massa: l’unica via che può contrastare la reazione, strappare risultati, riaprire una prospettiva di alternativa anticapitalistica. http://www.pclavoratori.it    (Marco Ferrando) (n.r. cari compagni, non credo che vi sia sfuggita la costatazione che se tutta la sinistra avesse fatto fronte comune oggi avremmo avuto per lo meno sei parlamentari di quest’area. Le divisioni possono, forse, dare piccole soddisfazioni personali ma non credo che in politica queste cose possono essere monetizzate in qualche modo. La storia insegna che sono state troppe le scissioni, troppe e tutte pagate a caro prezzo non solo per la sinistra ma per la stessa democrazia).

Posted in Confronti/Your and my opinions, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »