Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘false notizie’

A proposito d’informazione e di false notizie

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

di Agostino Spataro. Oggi, gran parte dell’informazione è manipolata, usata come arma ipnotica di distrazione di massa. La verità? Sembra che non interessi a nessuno. E’ un optional. Da tempi immemorabili la sua ricerca è il chiodo fisso di teologi e di filosofi. I primi sono convinti d’averla trovata e vogliono imporla a tutti con mezzi impropri; i secondi continuano a cercarla con il lanternino. C’è anche chi nega l’esistenza della verità oggettiva, assiomatica, incontestabile e, addirittura, ne sconsiglia l’uso perché ritenuta dannosa per la convivenza pacifica dell’umanità. Un pensiero, a dir poco, singolare, stimolante elaborato dal filosofo austriaco Heinz von Foerster:“il discorso sulla verità ha conseguenze catastrofiche e distrugge l’unità dell’umanità. Il concetto significa guerra- si pensi soltanto alle crociate, alle infinite guerre di religione e alle terribili procedure dell’Inquisizione. Ci si deve ricordare di quanti milioni di persone sono stati mutilati, torturarti e bruciati per imporre con la violenza la propria idea di verità.”(La verità è l’invenzione di un bugiardo- Colloqui per scettici”- Meltemi Editori, Roma, 2001)
Condivisibile o meno, la tesi trova riscontri nella degenerazione in atto del giornalismo sempre più caratterizzato da un’informazione (specie televisiva) corsara, sguaiata, alterata e mirata a deviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi esistenti e, soprattutto, dagli affari inconfessabili dei gruppi dominanti proprietari dei giornali e dei canali. La questione si è acuita con il dilagare sui media, sui “social” della piaga delle false notizie che molti, quasi per nobilitarle, chiamano “fakes”.A proposito, perché tutto quest’abuso di termini stranieri nei media italiani? Esibizionismo provinciale o espediente per escludere dall’accesso alla informazione una fetta consistente del pubblico che sconosce l’inglese? Forse entrambe le cose. Fatti gravissimi che contribuiscono a indebolire, demolire l’identità culturale del popolo italiano, non per portarla nell’alveo del multiculturalismo (per altro da definire), ma “all’ammasso” ossia nel vortice del processo di omologazione in atto pilotato da una cultura egemonica.In Italia c’è anche bisogno di recuperare la sovranità linguistica. Le lingue straniere dovranno essere usate per migliorare i rapporti con l’estero e non per peggiorare quelli con l’interno.Una situazione deregolata in cui ciascuno confeziona una propria verità e la propina al lettore sempre più confuso, incapace di scegliere fra le tante in circolazione. Un impasto male assortito che alimenta un clima rissoso di odio e di violenza, verbale o scritta, d‘intolleranza e di mala educazione che contraddistinguono certi operatori dell’informazione (specie televisiva) impegnati a svolgere, diligentemente, il compitino loro assegnato e ben retribuito.Anche a causa di tale degenerazione la nostra civiltà politica è in declino. E’ finito il tempo del libero e civile confronto delle idee, delle opinioni, del rispetto reciproco.Viviamo nell’epoca della supremazia della finanza globalizzata prevaricatrice perfino dei poteri istituzionali degli Stati sovrani, oltre che dei diritti fondamentali dei lavoratori, dei cittadini.Da qui nasce l’antipolitica che ha soppiantato la politica mediante “campagne” mediatiche condotte da una casta dei giornalisti d’elite e di conduttori tv contro la casta dei politici. Mai una campagna contro la casta dominante dei (loro) padroni editori.L’obiettivo ormai é palese: fiaccare, demolire quel che resta del sistema democratico, partecipativo, cambiare la Costituzione repubblicana, sperimentare nuove forme di governo. Quali?
Domanda: perché si lascia fare tutto ciò? La risposta non è facile. Tuttavia, sappiamo che nulla avviene per caso e per così lungo tempo!Tutto si fa in nome e per conto del’opinione pubblica, anche se in realtà nessuno la rispetta. Poiché non si vuole un’ opinione pubblica critica e reattiva, ma solo una sterminata platea di consumatori, d’individui isolati, esasperati e tuttavia ricettivi di ogni castroneria distillata dal “pensiero unico” (o politicamente corretto!) delle oligarchie neo-liberiste globalizzate.
Ovviamente, non tutta la categoria dei giornalisti pratica questo modo di fare informazione. Molti ancora resistono, combattono contro tali metodi; tanti li subiscono passivamente.In particolare, in questo esercizio si segnala una categoria di zelanti, e vocianti, arrivisti che si spingono oltre il dovuto, fino ad apparire una sorta di “servitori volontari” come quelli descritti da Etienne de la Boe-tie. (in “La servitù volontaria, 1571”)
Spiace ma questa è, in sintesi, la realtà prevalente nell’informazione italiana e straniera cui fa da pendant un giornalismo minoritario ed eroico formato da una schiera di giornalisti che in diversi Paesi (Italia compresa) continuano a essere discriminati, minacciati, imprigionati, mutilati, uccisi. A ogni morte un “coccodrillo” improvvisato, un dis-corso di circostanza, talvolta una lapide.Il ciclo riprenderà a funzionare più di prima poiché il messaggio resta: l’assassinio di un giornalista é un monito per chi, eventualmente, pensa di seguirne le orme. (fonte: Agoravox,it) dall’introduzione al libro “Giornalista senza giornale”:
https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/546829/giornalista-senza-giornale/ (Agostino Spataro)

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Le false notizie: Un costume politico vergognoso

Posted by fidest press agency su domenica, 29 ottobre 2017

travaglioPiero Fassino durante la trasmissione “Un giorno da pecora” ha rivelato agli ascoltatori una squisita, raffinata chicca con il fare di chi la sa lunga affermando che “Travaglio viene dal Fuan” ovvero il fronte universitario fascista mentre lui “proviene da tutt’altra storia”. I conduttori della trasmissione Geppi Cucciari e Giorgio Lauro sono stati presi alla sprovvista mostrando solo una timida incredulità tanto che la notizia è rimbalzata sui media come una “bomba” e costringendo il destinatario, appena appresa la dichiarazione di tanto illustre personaggio, ad una smentita e ad una querela perché il fatto è stato inventato di sana pianta. Ma questo vizietto di marca “Pd” non è il solo. E’ di questi giorni che il senatore Stefano Esposito durante la trasmissione “l’aria che tira” su la7 ha dichiarato che il ministro Calenda aveva risolto la vertenza di Valeria Ferrara, la commessa del negozio Clvin Klein di Castel Romano, che era stata trasferita per punizione a 50 chilometri di distanza dal proprio domicilio per aver chiesto all’azienda il riposo settimanale. Il sindacato che segue la vicenda, per far revocare il provvedimento, e l’interessata si sono affrettati a precisare che tale dichiarazione è “allo stato destituita di ogni fondamento e che il ministro chiamato in causa dal senatore era addirittura all’oscuro di tutto”. Queste due vicende non sono, ovviamente le sole se molto spesso l’on.le Renato Brunetta, da noto economista, ha più volte rilasciato dichiarazioni per contestare le “sbugiardate” del ministro Padoan in fatto di conti pubblici. E l’elenco disinformante potrebbe continuare a lungo mettendo a dura prova l’opinione pubblica e disorientandola.
Il fine? Lasciare una traccia tanto si sa che si recepisce più facilmente ciò che si dice in prima battuta e molto meno si legge la smentita. E’ che in vista delle prossime elezioni si sta giocando una partita molto pericolosa mettendo in crisi la stessa democrazia e demonizzando le istituzioni e soprattutto chi le rappresenta in specie se lo fa con dignità ed onestà e non sono pochi, per nostra fortuna. (Riccardo Alfonso)

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False notizie e leggende metropolitane

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Firenze 17 marzo alle ore 21 presso SMS Rifredi, via Vittorio Emanuele II 303, conferenza dal titolo: Caffè-Scienza: False notizie e leggende metropolitane: come (e perché) nascono? Curatore: Lorenzo Ulivi  con Lisa Maccari, Cicap Toscana Miguel Martinez, Orientalista e curatore di un blog Lo sai che le fogne di New York sono piene di coccodrilli? E che hanno trovato un subacqueo morto in un bosco bruciato? Notizie come queste girano di bocca in bocca ma si trovano spesso anche in internet e sui giornali. Ma sono vere? Il più delle volte no, ma le ascoltiamo e le raccontiamo come vere, spesso senza farci tante domande e, ovviamente, senza verificarle! Ci stimolano, in alcuni casi, l’inverosimilità iniziale della notizia e la parvenza di una spiegazione curiosa, ma in altri casi sono le nostre paure, coscienti o represse, giustificate o irrazionali, ad aumentare la nostra credulità al di sopra di ogni buon senso. Discuteremo con due esperti di come nascono e si diffondono queste cosiddette leggende metropolitane. In apertura ci sarà un breve spazio dedicato alla festa per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

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False notizie

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2010

Lettera al direttore. Caro direttore, è vera la notizia che il Cavaliere, fondatore del partito dell’amore, quando sono accaduti i fatti gravi di Rosarno, aveva manifestato l’intenzione d’inviare casette di legno prefabbricate al posto dei tuguri dove vivevano gli extracomunitari? E che non ha fatto in tempo, giacché Maroni l’ha battuto sul tempo e li ha cacciati? Ed è vero che il Capo dello Stato ha inviato alla famiglia di Stefano Cucchi una lettera, dove si parla di durezza senza uguali sul povero giovane? (Francesca Ribeiro) (n.r. questa volta siamo stati chiamati direttamente in causa per dare una risposta. I giornalisti, si sa, vivono di impressioni. E l’impressione, in questo caso, potrebbe essere quella che più ci avvicina alla ricerca della notizia vera, e non della solita bufala. Prima di tutto il cavaliere non può essere il fondatore del Partito dell’amore poiché questo partito esiste da anni e i loro responsabili hanno già protestato per l’uso improprio che ne è stato fatto. Che Berlusconi abbia pensato alle casette di legno per gli immigrati potrebbe anche essere possibile. Dopo tutto è sempre meglio che dormire all’aperto e al freddo. Per ultimo non ci risulta che il Presidente abbia inviato ai familiari di Cucchi una lettera. Se lo ha fatto e come si sia espresso credo che si tratti di una corrispondenza privata e che pur trovandoci in un paese dove i “segreti” sono quelli di pulcinella, dovrebbe restare tale).

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