Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

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Si è conclusa una delle contrattazioni più false, segrete e peggiorative della storia della scuola pubblica

Posted by fidest press agency su sabato, 10 febbraio 2018

ministero-pubblica-istruzioneUn contrattazione finta, in quanto non anticipata nemmeno da un minuto di sciopero da parte dei sindacati presenti al tavolo dell’ARAN, e che, attraverso la sottoscrizione del divieto di sciopero nei quattro mesi precedenti e durante la contrattazione, recepisce i principi del nefasto accordo del 10 gennaio 2014 (Testo Unico sulla rappresentanza).Una contrattazione segreta, poiché né il “nuovo atto d’indirizzo” né le bozze di un contratto di ben 178 pagine, sono mai state rese pubbliche dai sindacati (confederali, autonomi e di base) presenti al tavolo, in ossequio al principio della complicità sindacato/controparte.Tra le poche negative certezze rimane il fatto che i lavoratori della scuola (come tutti i lavoratori dipendenti) hanno perso, in questi 10 anni di blocco contrattuale, oltre il 10 % del salario reale a causa di una pur bassa inflazione. Restituire poco più del 3% del salario, dopo 10 anni di blocco, non rappresenta un aumento ma un furto!Per di più, per le categorie più basse, gli aumenti non sono stati integralmente finanziati per il 2019, si profila una beffa !Anche nel comparto scuola è introdotto l’organismo paritetico sindacati e amministrazione, una sorta di camera di valutazione del personale attraverso la quale differenziare individualmente la produttività e colpire chi si assenta in determinati periodi dell’anno. Nelle prossime ore svilupperemo un analisi precisa sia per la parte economica che normativa.

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Se la Sindone fosse un falso, sarebbe un miracolo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

sindoneQuest’anno formuliamo gli auguri per la Pasqua di Resurrezione parlando di un oggetto che con la Resurrezione ha legami storici: la Sindone di Torino. Sino ad oggi nessuno aveva dato una risposta scientifica alla domanda: in che modo è stata prodotta la immagine sindonica? Ebbene, recenti studi condotti presso il qualificatissimo centro Enea di Frascati, ad opera dei fisici e direttori di ricerca, prof. Baldacchini prima e dal prof. Di Lazzaro oggi, hanno individuato l’unica fonte sinora conosciuta capace di riprodurre su tessuto di lino una traccia superficiale come quella sindonica.
La scienza ha accertato che nessun mezzo meccanico, termico, elettrico o chimico è capace di lasciare su un tessuto di lino una traccia della sottigliezza di quello sindonico, un quinto di micron (millesimo di millimetro). Nessuno sistema è capace di riprodurre una traccia tanto sottile e superficiale. Il segno della Sindone sembrava irriproducibile. Ora si sono avvicinati alla soluzione del problema i fisici dell’Enea, con un raggio laser di luce ultravioletta di adeguata lunghezza d’onda, producendo su un cmq di tessuto linoso, un segno paragonabile a quello sindonico. Un’energia appena di poco superiore brucerebbe il tessuto – sostiene il prof. Di Lazzaro, mentre un’energia appena di poco inferiore, non lascerebbe segno. Conclusione? Se la Sindone fosse un falso, sarebbe un miracolo. (Fausto Carratù)

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Referendum: La scheda di Renzi non è un facsimile, è un falso

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

renzifacsimRenzi in TV a Otto e mezzo è stato (finalmente) incalzato da una giornalista sulla questione della scheda falsa denunciata nel blog di Grillo. Il premier è rimasto senza parole, ha balbettato per un po’ e poi, come un bimbo che non sa cosa dire, l’ha sparata grossa: “La scheda che ho mostrato è un facsimile”. Ancora bugie davanti agli italiani. Quella scheda non é un facsimile. Un facsimile è per definizione è la riproduzione di un documento ufficiale, originale e esistente. Come riporta la definizione Treccani è la “copia esatta di scritto, stampato, disegno, oggetto, ottenuta mediante riproduzione fotografica o con altre tecniche: il f. d’un manoscritto, d’un documento”.Siccome la sua riforma non prevede l’elezione da parte dei cittadini e non esiste una legge elettorale per il senato, quella scheda non esiste. Quindi quello non è un facsimile, è un falso bello e buono per prendere in giro gli elettori. Un comportamento inaccettabile da parte di una persona che ricopre cariche istituzionali. Renzi deve ammettere che quella scheda non esiste. Vogliamo anche sapere chi l’ha materialmente prodotta e lo esortiamo quanto meno a non esporla più in questi ultimi giorni di campagna. Invito anche i giornalisti ad intervistare Renzi sul tema: vuole dirci cosa è quella scheda o no? La sua riforma dimezza il diritto di voto degli italiani, abbia il coraggio di dirlo e la smetta con i sotterfugi.Il presidente del consiglio ha anche detto che la denuncia annunciata da Danilo Toninelli non lo preoccupa, con i tempi a cui ha costretto la giustizia italiana come dargli torto. Fossi in lui mi preoccuperei del voto di domenica. Lì gli italiani voteranno nel merito e pochi saranno disposti a dimezzarsi il diritto di voto ora che le sue balle sono state smascherate. (fonte: movimento cinque stelle)

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Manovra: dal governo il più falso dei federalismi

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

“Dopo tutte le parole, le chiacchiere, i roboanti annunci e le tantissime promesse arrivano i fatti: con la manovra ci saranno più tasse per i cittadini e le imprese e meno risorse per gli enti locali. Nonostante nel programma elettorale Lega e PDL avessero promesso di trasferire molte più risorse ai comuni, i dati raccontano un’altra realtà: prendendo come riferimento i trasferimenti dell’anno 2010, i comuni sopra i 5000 abitanti hanno subito un taglio del 11,5% delle risorse nel 2011 e del 19,5% nel 2012. Inoltre, se è vero quello che leggiamo nella bozza della manovra in queste ore in discussione, sempre rispetto ai dati del 2010, nel prossimo triennio la riduzione raggiungerà il 29% delle risorse nel 2013 e il 20% nel 2014. Considerando che gli enti dovrebbero essere autonomi, e quindi regolarsi sulle proprie entrate, viene da chiedersi su cosa potranno effettuarsi questi tagli. La risposta è molto semplice: sul fondo di riequilibrio e sul fondo perequativo, riducendoli al minimo. Mi auguro che su questi dati sia fatta in extremis una correzione di rotta, perché pensare che i comuni riusciranno a reggere tagli così drastici, assicurando i servizi ai cittadini e dovendosi basare solo sulle entrate che proverranno, di conseguenza, esclusivamente da questi stessi cittadini, è quanto meno illusorio. Illusorio e anche ingiusto, dato che saranno maggiormente colpiti gli enti più virtuosi, che faranno molta fatica a superare il biennio 2012/2013. È, questa, la dimostrazione che la fiscalizzazione delle entrate, tanto a lungo sbandierata dai federalisti della domenica, è in realtà fittizia, come fittizio è il federalismo voluto dal governo. Facile capire come mai il ministro Tremonti abbia insistito affinché le entrate passassero da Roma. Più difficile spiegarsi perché la Lega abbia accettato questa farsa”. Lo scrive sul sito di TrecentoSessanta Marco Stradiotto, senatore PD, componente della Commissione Bicamerale sul Federalismo.

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Nuovi dubbi su Raffaello

Posted by fidest press agency su sabato, 28 maggio 2011

L’attribuzione di un quadro di Raffaello ha guadagnato le prime pagine dei giornali nei giorni scorsi. Un recente scoop de l’Espresso ha rivelato che la “Visione di Ezechiele” di Palazzo Pitti, attribuito a Raffaello, non sarebbe opera del maestro. Anche perché lo studioso Roberto De Feo, professore all’Università di Udine, ha ritrovato un quadro, dello stesso soggetto, già citato dalle fonti e probabilmente riconducibile alla mano di Raffaello, la cui proprietà va fatta risalire a un collezionista ferrarese. Il quadro esposto a Firenze sarebbe dunque una versione realizzata dopo la morte del grande pittore urbinate. Di questa vicenda si parla ad Art News, nell’ultima puntata della stagione, assieme allo stesso Roberto De Feo e al critico Claudio Strinati. Un confronto “accademico” per provare a capirne di più. Una tesi che non sembra convincere il professor Strinati che tuttavia non vuole puntare l’indice contro il giovane studioso, come hanno fatto in tanti non appena la vicenda è emersa: «A mio avviso il dipinto di Palazzo Pitti si può attribuire a Raffaello proprio per quei motivi stilistici che uno storico dell’arte non può conoscere. Detto questo non condivido però i termini della questione così come è stata posta dall’Espresso: non può essere ridotta al vero o falso proprio perché il primo termine sottende un raggiro, mentre in questa circostanza potrebbe trattarsi di un caso di emulazione anche in virtù del fatto che gli ultimi cinque anni della vita di Raffaello sono avvolti da grande mistero». Ipotesi che non viene scartata neanche dallo studioso veneziano: «Il quadro di Firenze potrebbe anche esser stato pensato da Raffaello e magari realizzato da qualcuno della sua cerchia. La cosa che più mi ha infastidito in questa vicenda, è che la scienza abbia ragionato alla stessa stregua del giornalismo». Nato nel 2006, Art News è il magazine settimanale di Rai Educational che si occupa di arte e cultura in onda il sabato su Rai Tre. Maria Paola Orlandini, autrice del programma con Luigi Ceccarelli e Vincenzo Sferra, conduce la trasmissione coadiuvata da esperti quali Claudio Strinati, Antonio Paolucci, Cristiana Perrella, Demetrio Paparoni.

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Abolizione province: un falso problema

Posted by fidest press agency su domenica, 19 settembre 2010

Il Fronte Nazionale Siciliano –“Sicilia Indipendente” rende noto: “lo strombazzato pretesto della riduzione della spesa, che si otterrebbe con l’abolizione delle province, in realtà serve da specchietto per le allodole, soprattutto a quanti remano accanitamente contro la SICILIA, contro la risorgente Nazione Siciliana, per “Servire” interessi estranei ed ostili a quelli del Popolo Siciliano. In caso di Soppressione delle Province, la spesa pubblica, peraltro, anziché diminuire, crescerebbe a dismisura, così come è avvenuto ed avviene ogni volta che si sono trasferiti alle Amministrazioni Comunali nuove funzioni, nuovi compiti, nuovi servizi o, peggio, ulteriori competenze. Su questa tematica, l’FNS si propone di compiere una campagna di informazione, di sensibilizzazione e di mobilitazione presso l’opinione pubblica siciliana, la quale, – anche perché frastornata e distratta dalle cronache sugli inciuci in corso, – è all’oscuro di quanto avviene nel mondo della politica ed, in particolare, di quanto avviene nelle stanze dei bottoni. Soprattutto se si tratta di questioni di carattere generale e di rilevante importanza, che poi incideranno comunque – e pesantemente – sul futuro e sugli interessi concreti dei Siciliani stessi. Ed è questo, appunto, anche il caso della minacciata e “concordata” abolizione delle Province Regionali, con tutto ciò che di confessabile e di inconfessabile vi ruota attorno”.

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Ricorso proposto contro l’Ordine Costantiniano di Parma

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2010

Lettera al direttore. Il numero di Polis Quotidiano si è occupato di un ricorso proposto contro l’Ordine Costantiniano di Parma. La rappresentazione che è stata data della vicenda impone di svolgere alcuni rilievi a cominciare dalle affermazione secondo cui il Rettore accuserebbe l’ex Prefetto Scarpis di eccesso di potere e falso supposto di fatto. La notizia, così come confezionata, non risponde al vero.Si dà per scontato che colui che ha scritto l’articolo non sappia che il ricorso si propone contro il soggetto che ha emanato l’atto (l’Ordine Costantiniano) e nei confronti di almeno un controinteressato, vale a dire- del tutto casualmente, in questo caso- il Prefetto Scarpis: ma il ricorso, in effetti, è stato notificato a tutti i componenti del Consiglio Generale dell’Ordine e non solo al Prefetto, che compare nell’epigrafe, perché tutti abbiano la possibilità di presentare le proprie posizioni. Chi ha ricorso non ha mai inteso accusare di “eccesso di potere e falso supposto di fatto” il Prefetto o le persone che hanno partecipato alla deliberazione impugnata, bensì solo rilevare che nella loro opinione la deliberazione presentava alcuni profili di illegittimità tecnica: cosa che non emerge dall’articolo, volto ad esasperare accuse personali che non sono mai state in realtà formulate né concepite. Infine, alcune considerazioni di merito rispetto ad affermazioni, contenute nell’articolo, che distorcono i fatti e li  piegano a logiche di potere assolutamente estranee alla condotta dei Consiglieri. Non è  vero che si è determinato un “azzeramento” della Giunta precedente: è vero invece che era scaduto il mandato e che, come in ogni organismo governato democraticamente, si è dovuto procedere a nuove elezioni. Non è  vero, soprattutto, che si è reso necessario eleggere una giunta “di garanzia”, che non ha alcuna necessità di garantire alcunchè: tutti i componenti del Consiglio Generale d’Amministrazione, compresi i ricorrenti, hanno concordato sulla necessità di eleggere una Giunta che procedesse ad adeguare i regolamenti dell’Amministrazione, risalenti a svariati decenni or sono, alle leggi vigenti. Contrariamente a quanto lascia intendere l’articolo, quindi, non c’era nessuna contrapposizione su tale necessità; né appariva una qualche ragione, al di fuori di quella ora esposta, che consigliasse di eleggere una Giunta – a dire dell’articolo- “di garanzia”. Certi di avere offerto una ricostruzione dei fatti aderente a quanto effettivamente accaduto si saluta con molta cordialità  (Paolo Scarpis, Gino Ferretti)

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