Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘fame’

Ross Raisin: Fame

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2022

Collana Oceani, trad. Andrea Silvestri, pp. 464, 22 euro. Un romanzo sull’amore e sull’abnegazione, su come la malattia e lo spirito di sacrifico irrompano a un certo punto nel nostro quotidiano. Così, con profonda empatia e insieme levità, l’autore inglese ci racconta cosa significa prendersi cura di qualcuno e cosa dobbiamo ai nostri cari e a noi stessi. Anita è un’affermata sous chef in un prestigioso ristorante di Londra, ha più di cinquant’anni e da molto tempo sogna di aprire un suo locale. Purtroppo, però, quello non è il suo unico lavoro. Quando torna a casa deve prendersi cura di Patrick, con cui è sposata da trent’anni, che soffre di demenza da quando ha subito una serie di ictus. La salute del marito degenera lentamente ma inesorabilmente e Anita si trova a fare i conti con se stessa, divisa tra la cucina, in cui si respira un’atmosfera eccitante e in cui è lei ad avere il controllo, e l’estenuante ruolo di badante che la assorbe durante tutto il resto della giornata. Anita è chiamata a prendere una decisione sul loro futuro: deve liberare entrambi, come sembra chiederle Patrick nei rari momenti di lucidità, o invece è giusto che rimanga fedele all’uomo che è stato, e alla loro storia? Una decisione complicata dall’ambizione e dal senso di colpa per il proprio passato e dall’intensificarsi dell’amicizia con un altro uomo, Peter, che porta con sé la tentazione di una nuova vita.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Ben Okri: La via della fame

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2022

Collana i Grandi Delfini, trad. Susanna Basso, pp. 752, 21 euro. La Nave di Teseo. L’autore sarà ospite del Festivaletteratura di Mantova giovedì 8 settembre.Una nuova edizione per il capolavoro del più grande scrittore nigeriano, vincitore con questo romanzo del Booker Prize.Questa è la storia di Azaro, un abiku, ossia uno spirito bambino che nella tradizione Yoruba nigeriana esiste tra la terra e il mondo degli spiriti. Il suo destino è quello di nascere e morire più volte perché è irresistibilmente attratto dal ritorno nel mondo degli spiriti, un luogo di pace, dove la sofferenza non esiste. Quello degli abiku è l’eterno andirivieni di esseri incapaci di scendere a patti con la vita e dotati della facoltà di scegliere il momento in cui morire. Azaro nasce in un mondo di povertà, ingiustizie e violenza ma lo fa con il sorriso sulle labbra e, anche se sente forte il richiamo del mondo da cui proviene e dei suoi compagni abiku, decide di rimanere sulla terra dei vivi per cercare di capire, comprendere e amare, anche a costo di patire la fame e di soffrire. Ben Okri, attraverso gli occhi di Azaro, racconta un’Africa a metà tra il mito e la realtà dei nostri giorni, ricca di contraddizioni, di povertà e di violenza che sembrano precludere la via della speranza, ma gli spiriti e l’anima del continente continuano ad esistere e a resistere.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Onu: La fame nel mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2022

Roma/New York – Nel mondo, il numero delle persone che soffrono la fame è salito a 828 milioni nel 2021. Si tratta di un aumento di circa 46 milioni di persone dal 2020 e 150 milioni di persone dallo scoppio della pandemia di COVID-19. Sono i dati di un Rapporto delle Nazioni Unite che fornisce nuove prove di come il mondo si stia allontanando ulteriormente dal suo obiettivo di porre fine alla fame, all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione in tutte le sue forme entro il 2030. Il rapporto è stato pubblicato oggi congiuntamente dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), dal World Food Programme (WFP) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).I numeri dipingono un quadro cupo: • Ben 828 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2021: 46 milioni di persone in più rispetto all’anno precedente e 150 milioni in più dal 2019. • Dopo essere rimasta relativamente invariata dal 2015, la percentuale di persone affamate è aumentata nel 2020 e ha continuato a crescere nel 2021, raggiungendo il 9,8 per cento della popolazione mondiale, rispetto all’8 per cento nel 2019 e al 9,3 per cento nel 2020. • Circa 2,3 miliardi di persone nel mondo (29,3 per cento) hanno vissuto in condizioni di insicurezza alimentare moderata o grave nel 2021, 350 milioni in più rispetto a prima dello scoppio della pandemia di COVID 19. Quasi 924 milioni di persone (l’11,7 per cento della popolazione mondiale) hanno affrontato gravi livelli di insicurezza alimentare, un aumento di 207 milioni in due anni. • Il divario di genere nell’insicurezza alimentare ha continuato a crescere nel 2021: il 31,9 per cento delle donne nel mondo ha sofferto di insicurezza alimentare moderata o grave, rispetto al 27,6 per cento degli uomini, un divario di oltre 4 punti percentuali, rispetto ai 3 punti percentuali nel 2020 . • Quasi 3,1 miliardi di persone non hanno potuto permettersi una dieta sana nel 2020, 112 milioni in più rispetto al 2019, un riflesso degli effetti dell’inflazione sui prezzi dei generi alimentari al consumo derivante dagli impatti economici della pandemia di COVID-19 e dalle misure messe in atto per contenerla. • Si stima che circa 45 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni abbiano sofferto di deperimento, la forma più mortale di malnutrizione, che aumenta il rischio di morte dei bambini fino a 12 volte. Inoltre, 149 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni hanno avuto deficit di sviluppo a causa di una mancanza cronica di nutrienti essenziali nella loro dieta, mentre 39 milioni erano in sovrappeso. • Si stanno compiendo progressi nell’allattamento al seno, con quasi il 44 per cento dei bambini di età inferiore ai sei mesi che, in tutto il mondo, sono stati allattati esclusivamente al seno nel 2020, anche se si è al di sotto dell’obiettivo del 50 per cento entro il 2030. Desta grande preoccupazione il fatto che due bambini su tre non abbiano un regime alimentare diversificato, necessario per crescere e sviluppare il proprio pieno potenziale. • Guardando al futuro, le proiezioni indicano che, nel 2030, quasi 670 milioni di persone (l’8 per cento della popolazione mondiale) dovranno ancora affrontare la fame, anche prendendo in considerazione una ripresa economica globale. Si tratta di un numero simile al 2015, quando l’obiettivo di porre fine alla fame, all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione entro la fine di questo decennio fu lanciato nell’ambito dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Nel periodo di pubblicazione di questo rapporto, la guerra in corso in Ucraina, che coinvolge due dei maggiori produttori mondiali di cereali, di olio di semi e di fertilizzanti, sta sconvolgendo le catene di approvvigionamento internazionali e facendo aumentare i prezzi di grano, fertilizzanti, energia, nonché degli alimenti terapeutici pronti all’uso per bambini che soffrono di malnutrizione grave. Ciò accade mentre le catene di approvvigionamento sono già colpite negativamente da eventi climatici estremi sempre più frequenti, specialmente nei paesi a basso reddito, e ha implicazioni potenzialmente preoccupanti per la sicurezza alimentare e la nutrizione globali.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“La fame di grano va affrontata in modo strutturale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2022

Così il presidente di Confagricoltura Toscana Marco Neri commenta il decreto firmato dal ministro delle Politiche Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli che rende operative le deroghe per ottenere il pagamento di inverdimento e la riammissione di oltre 200 mila ettari a livello nazionale (60mila in Toscana) per poter essere coltivati. “Spesso fanno parte di questi ettari zone che gli agricoltori non coltivano perché poco fertili o limitate in aree residuali dei propri appezzamenti. Il quadro del settore – dice Neri – è chiaro. Gli agricoltori hanno preso batoste in serie: siamo partiti dal problema della siccità, per poi arrivare al prezzo alto delle materie prime, all’aumento esponenziale del costo del carburante. Poi è scoppiata la guerra in Ucraina. Apprezziamo da un lato l’iniziativa del governo per cercare di venire incontro agli agricoltori, ma servono mosse più strategiche e interventi che risolvano la stessa sostenibilità dell’impresa agricola.”. Per sbloccare il grano – circa 22 milioni di tonnellate – stoccato nei porti ucraini, aggiunge Neri, “è necessaria un’azione diplomatica che consenta di velocizzare il processo, accelerando appunto lo sblocco del grano fermo nei porti. Tutte le alternative, dalle ferrovie alle rotte stradali, richiedono tempi più lunghi: non possiamo permettercelo”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Afghanistan: Save the Children, madri costrette a cedere i figli o a scegliere quali salvare dalla fame

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2021

In Afghanistan sempre più famiglie sono costrette a gesti estremi pur di sfamare i propri figli e sopravvivere, come Bibi* – una madre costretta a cedere uno dei suoi gemelli a un’altra famiglia in cambio di soldi – o Fatima* che ha ricevuto pressioni dalla famiglia per abbandonare uno dei suoi figli gravemente malnutrito pur di salvare l’altro. Queste sono solo alcune delle ultime tragiche storie raccolte da Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in Afghanistan, dove le famiglie colpite dalla povertà sono costrette ad abbandonare i propri figli. Si prevede che in Afghanistan oltre il 97% della popolazione scenderà al di sotto della soglia di povertà entro la metà del prossimo anno. Il paese sta affrontando la peggiore crisi alimentare mai registrata e sempre più famiglie sono costrette a gesti estremi pur di sopravvivere. Il Paese sta affrontando la peggior crisi alimentare mai registrata e quasi 14 milioni di bambini soffriranno di insicurezza alimentare quest’inverno. Save the Children sottolinea che milioni di bambini rischiano di ammalarsi o addirittura di morire perché non hanno abbastanza da mangiare e si stima che 3,2 milioni di bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta entro la fine dell’anno. Save the Children sta fornendo alle famiglie afghane cibo, formazione sulla nutrizione per neonati e bambini piccoli, kit per l’igiene e coperte e vestiti caldi per affrontare il rigido inverno. L’Organizzazione chiede ai governi di applicare deroghe urgenti alle loro attuali politiche antiterrorismo e alle sanzioni per consentire la consegna rapida e ininterrotta di aiuti umanitari salvavita. L’Organizzazione esorta, inoltre, i governi donatori a fornire finanziamenti immediati per aiutare i bambini vulnerabili e le loro famiglie. http://www.savethechildren.it

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ambiente, migrazioni e fame nel mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

I problemi del mondo sono stati abitualmente sottovalutati nella quotidianità. Istituzioni internazionali (Onu e dintorni) che se ne occupano ci sono, e riescono ad andare avanti grazie ai finanziamenti (drammaticamente pochi) degli Stati nazionali. Oggi questi problemi sembra che siano più valutati perché stanno esplodendo nei nostri giardini di mondo ricco. Il caso emblematico per eccellenza è il covid, contro il quale stiamo lottando fronteggiando ogni giorno novità (varianti e dintorni). Il modo stesso con cui affrontiamo il virus, non più segregandoci in casa (come quando – malati – non si va a scuola), dimostra che abbiamo maturato consapevolezza istituzionale, collettiva ed individuale che – FORSE – ci condurrà a qualche soluzione. E, anche se ancora in modo insoddisfacente, le nostre istituzioni di Paesi ricchi stanno cominciando ad “invadere” i Paesi poveri con derrate di vaccini. Niente di risolto, ma è innegabile che questa politica sia in atto.Gli “altri” tre grandi problemi dell’umanità sono ambiente, migrazioni e fame nel mondo. Non abbandonati a se stessi ma, visto che sono sempre più problematici, vuol dire che quanto si fa non è sufficiente e/o viene fatto male. Ambiente. La corsa all’ennesimo fallimento della COP di Glasgow, con le terribilmente reali denunce che – per semplificare – vengono da Greta Thunberg, sono attualità. Migrazioni. Oltre a diffusi respingimenti o accoglienze col contagocce , baruffe sulle quote dei Paesi Ue, sovranismi suicidi di Paesi del Pacifico quanto dell’Atlantico e dell’oceano Indiano… oltre questo, non si va. Fame nel mondo. E’ di oggi l’ennesimo bollettino di morte del Programma alimentare mondiale. Il balzo da 42 milioni di inizio anno a 45 milioni di persone a rischio fame è la presa d’atto di un Pianeta in cui si va su Marte, si raggiunge Internet collegandosi dallo Spazio, ma si è incapaci di dare acqua e cibo a tutti.Ma il covid non ci ha insegnato nulla? Possibile che la mobilitazione e l’impegno mondiale su questo virus non ci abbia fatto comprendere che la Sars-cov è SOLO uno dei problemi planetari che NON POSSONO NON ESSERE RISOLTI, pena l’accelerazione della nostra estinzione? Non basta, per esempio, che in questi ultimi mesi TUTTI i prodotti energetici ed alimentari hanno prezzi che lievitano senza controlli, prezzi dai quali a cascata dipendono tutte le indispensabilità della vita? Lievitazione non casuale o solo a causa di riccazzi che vogliono essere sempre più tali, ma per carenze e/o errori di politiche su drammi che stanno portando il Pianeta alla deriva? Il fatto che – per chi fosse ancora distratto – ambiente, migrazioni e fame nel mondo non siano nel proprio giardino, è scusante per qualche individuo, ma criminale per le istituzioni. (Comunicato Aduc)

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il nuovo volto della fame in Afghanistan

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2021

KABUL – La perdita di posti di lavoro, la mancanza di contante e gli aumenti dei prezzi stanno creando una nuova classe di affamati in Afghanistan. È l’allarme lanciato dall’agenzia ONU World Food Programme (WFP). Per la prima volta, chi vive nelle città soffre l’insicurezza alimentare a livelli simili a quelli delle comunità rurali, devastate da due siccità negli ultimi tre anni.Secondo una recente indagine del WFP, solo il 5 per cento delle famiglie in Afghanistan dispone di cibo sufficiente ogni giorno, mentre la metà di quelle intervistate ha riferito di aver esaurito il cibo a disposizione almeno una volta nelle ultime due settimane.“La caduta libera dell’economia in Afghanistan è stata improvvisa e continua, e si aggiunge a una situazione già difficile, con il paese alle prese con la seconda grave siccità negli ultimi tre anni. Stiamo facendo tutto il possibile per sostenere le comunità afghane in questo momento critico”, ha detto Mary-Ellen McGroarty, Direttrice e Rappresentante WFP in Afghanistan.Anche la classe media fa fatica, solo il 10 per cento delle famiglie con il capofamiglia che ha un’istruzione superiore o universitaria è riuscita a comprare ogni giorno cibo sufficiente per le proprie famiglie. Sebbene la situazione sia peggiore per chi ha livelli di istruzione più bassi, la prevalenza senza precedenti della fame tra le famiglie che prima non soffrivano la piaga della fame è indicazione della profonda crisi che gli afghani si trovano davanti. In media, i capifamiglia trovano lavoro solo per un giorno a settimana, a malapena sufficiente per permettersi cibo il cui prezzo sta rapidamente aumentando. Per esempio, il prezzo dell’olio da cucina è quasi raddoppiato dal 2020 e il grano è aumentato del 28 per cento. L’Afghanistan è sull’orlo del collasso economico, causato da un rapida revoca degli aiuti internazionali, insieme all’impossibilità di accedere a beni all’estero. Ciò contribuisce, a sua volta, a incrementare la crisi di contante, con una forte svalutazione della moneta locale oltre all’improvviso arresto degli investimenti stranieri, spingendo ancora più famiglie nell’insicurezza alimentare con sempre meno lavoro disponibile e meno guadagni.“Il WFP sta intensificando il lavoro per rispondere alle urgenti sfide di doppia natura. Per prima cosa, continuiamo ad assistere le persone che ne hanno più bisogno per evitare che la fame acuta e la malnutrizione devastino il paese. Secondo, stiamo rafforzando le capacità locali per produrre cibo e portarlo ai mercati, oltre a fornire opportunità di lavoro a breve termine che aiutino a stabilizzare l’economia e diano contante alle famiglie”, ha aggiunto McGroarty.Il WFP ha fornito assistenza alimentare a 6,4 milioni di persone quest’anno, compresi oltre 1,4 milioni di persone dalla conquista del potere da parte dei talebani il 15 agosto. I programmi del WFP rispondono ai bisogni immediati delle persone che vivono emergenze ma anche aiutano a costruire la resilienza delle comunità così da essere più preparati nei momenti di crisi.Il WFP lavora con le comunità per rafforzare la loro capacità di ridurre il rischio di disastri e adattarsi ai cambiamenti climatici, creando anche opportunità di lavoro che forniscono utile contante in momenti difficili, come la costruzione o la riabilitazione di strade, canali, pareti protettive contro le alluvioni, riforestazione, oltre a corsi di formazione professionale.Nelle difficili settimane di agosto e settembre, il WFP ha continuato i programmi di alimentazione scolastica, aiutando a mantenere bambini e bambine a scuola e prevenendo la malnutrizione, mentre si sosteneva l’economia locale con cibo prodotto e comprato localmente, creando mercati stabili, sostenendo l’agricoltura locale e rafforzando i sistemi alimentari locali. “Il WFP sta lottando contro il tempo per fornire assistenza alimentare e nutrizionale salvavita alle famiglie afgane più vulnerabili. Abbiamo bisogno di 200 milioni di dollari per comprare e preposizionare cibo prima dell’arrivo dell’inverno. Se perdiamo questa finestra di opportunità, le conseguenze saranno catastrofiche”, è l’allarme lanciato da McGroarty.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Fame nel mondo e sperpero di cibo

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2021

(AJ-Com.Net) «Oltre alle questioni etiche ed all’ingente danno economico, lo spreco di cibo porta anche ad un irreparabile danno ambientale. A livello globale, lo spreco alimentare è infatti responsabile di 4,8 miliardi di tonnellate di gas serra emesso nell’atmosfera e di un consumo di acqua pari a 180 miliardi di metri cubi» sottolinea Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, presidente e segretario generale della World Organization for International Relations (WoirNet.org).Ci sono già oltre 20 Paesi ad alto rischio se non si interviene tempestivamente per scongiurare carestia e fame acuta. Paesi come lo Yemen, già fiaccato dalla guerra civile e dall’invasione di locuste che ne distruggono i raccolti.Ma il “triangolo rosso” —quello più critico— questa volta parte dal Burkina Faso, dalla Nigeria Nordorientale e dal Sudan del Sud, riportando alla memoria la situazione estrema che nel 2011 si determinò in Somalia, dove morirono oltre 260 mila persone.«Non possiamo e non dobbiamo permettere che questo possa accadere nuovamente: dobbiamo agire subito per evitare perdite umane irragionevoli» commenta Viola Lala, press officer della World Organization for International Relations (WoirNet.org).«Ridurre le perdite e gli sprechi alimentari è essenziale —aggiunge Viola Lala— perché ogni anno si sprecano 1,4 miliardi di tonnellate di generi alimentari con un costo di circa 800 miliardi di dollari per l’economia globale». «Certo l’umanità ha fatto grandi progressi nella riduzione della fame. Rispetto ai primi degli Anni Novanta —seppure vi sia stato l’aumento di quasi 2 miliardi della popolazione mondiale— sono ben 300 milioni le persone che non soffrono più la fame» puntualizza Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte.«Ma ancora oggi si contano 850 milioni di uomini, donne e bambini che soffrono di denutrizione in ben 55 Paesi. Stiamo parlando di 150 milioni di persone che soffrono di insicurezza alimentare acuta e —nonostante gli sforzi— di 700 milioni le persone che vanno a letto quasi sempre a stomaco vuoto» conclude il presidente e segretario generale della World Organization for International Relations.La World Organization for International Relations afferma dunque la necessità improrogabile di cambiamenti radicali nel modo in cui le società producono e consumano. E per questo proclama il 2021 “Anno Internazionale dell’Alimentazione”, sottolineando la necessità di focalizzare l’attenzione dei governi e dell’opinione pubblica su una tematica così importante per la sopravvivenza dell’intero pianeta.L’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale per le Relazioni Internazionali (WOIR) è oggi quello di unirsi agli sforzi della Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) e del World Food Programme (WFP) per mettere fine alla fame entro il 2030, raggiungendo la sicurezza alimentare, migliorando la qualità della nutrizione e promuovendo l’agricoltura sostenibile così come previsto dalla nuova Agenda 2030 sottoscritta dai Paesi delle Nazioni Unite.«Attraverso questa politica “Fame Zero” propugnata da WoirNet.org insieme all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura ed al Programma Alimentare Mondiale, si potrà arrivare anche ad una minore deforestazione ed alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, fermando così l’innalzamento delle temperature sotto i 2° C, il punto limite oltre il quale si avranno effetti catastrofici sull’ambiente mondiale» enfatizza Viola Lala. (AJ-Com.Net) AJ/VL 22 GEN 2021 09:00 NNNN

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La fame nel mondo e lo sperpero di cibo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2021

Ogni anno si spreca oltre un terzo del cibo prodotto a livello globale per il consumo umano. Nei Paesi più industrializzati, come l’Italia, si tratta per l’80% di alimenti gettati via dai consumatori e per il 20% di scarti del processo di produzione e di trasporto.«Ma lo spreco di cibo —oltre alle questioni etiche ed all’ingente danno economico— porta anche ad un irreparabile danno ambientale. A livello globale, lo spreco alimentare è infatti responsabile di 4,8 miliardi di tonnellate di gas serra emesso nell’atmosfera e di un consumo di acqua pari a 180 miliardi di metri cubi» sottolinea Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, presidente e segretario generale della World Organization for International Relations (WoirNet.org).Insomma, vi è una pericolosa correlazione tra allarme climatico e spreco alimentare. Una correlazione che oltretutto si accentua con la pandemia di Covid-19 e con la conseguente recessione economica, facendo precipitare intere popolazioni nell’emergenza di una grave insicurezza alimentare.Il “triangolo rosso” questa volta parte dal Burkina Faso, dalla Nigeria Nordorientale e dal Sudan del Sud, riportando alla memoria la situazione estrema che 10 anni fa si determinò in Somalia, dove —era proprio il 2011— morirono oltre 260 mila persone.«Non possiamo e non dobbiamo permettere che questo possa accadere nuovamente: dobbiamo agire subito per evitare perdite umane irragionevoli» commenta Viola Lala, press officer della World Organization for International Relations (WoirNet.org).Ci sono già altri 20 Paesi ad alto rischio se non si interviene tempestivamente per scongiurare carestia e fame acuta. Paesi come lo Yemen, già fiaccato dalla guerra civile e dall’invasione di locuste che ne distruggono i raccolti.
La World Organization for International Relations afferma dunque la necessità improrogabile di cambiamenti radicali nel modo in cui le società producono e consumano. E per questo proclama il 2021 “Anno Internazionale dell’Alimentazione”, sottolineando la necessità di focalizzare l’attenzione dei governi e dell’opinione pubblica su una tematica così importante per la sopravvivenza dell’intero pianeta.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sud Sudan: 1 milione di bambini spinti sull’abisso della fame

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2020

Un milione di bambini in Sud Sudan sono spinti a un passo dalla fame per una devastante carenza di cibo, che secondo le proiezioni è destinata ad aggravarsi nei prossimi sei mesi con un ulteriore aumento dell’insicurezza alimentare del 13%. Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, lancia l’appello per un’azione immediata che possa evitare la morte per fame di decine di migliaia di bambini. In una dichiarazione congiunta, le agenzie delle Nazioni Unite segnalano che 6,5 milioni di persone, il 53% della popolazione del Sud Sudan, sono colpite da una grave crisi alimentare, con un incremento del 10% rispetto all’inizio del 2020. Le recenti alluvioni, le violenze tra le comunità, il declino economico del paese insieme alle conseguenze del Covid-19 hanno avuto un forte impatto sulla vita e le risorse, con la perdita dei raccolti, del bestiame, delle case e dell’accesso agli ospedali e ad altri servizi essenziali. Solo le alluvioni hanno colpito dallo scorso luglio, secondo le stime ONU, 856.000 persone con circa 400.000 sfollati negli ultimi mesi. Secondo i dati della scala IPC (Integrated Food Security Phase Classification), la popolazione colpita da un grado di insicurezza alimentare 3 o peggiore, aumenterà fino a raggiungere il 60% del totale tra aprile e luglio 2021.Più di 2 milioni di persone, tra cui 1 milione di bambini, sono già in alcune aree al livello 4, a un passo dalla catastrofe. Questi numeri significano anche che centinaia di migliaia di bambini non sanno letteralmente dove potranno trovare qualcosa da mangiare per il prossimo pasto. Per 24.000 persone già colpite dalla crisi al livello 5, che significa secondo la classificazione inaccessibilità assoluta al cibo che può causare la morte nel breve termine, la catastrofe è già alle porte. La metà circa di queste persone vive nello stato del Jonglei, quello maggiormente colpito dalle alluvioni e dalle violenze tra comunità, mentre il resto si trova nello stato del Warrap, dove le violenze hanno avuto un grave impatto su mezzi di sussistenza e mercati. In un paese dove 19.000 bambini sono stati reclutati dai gruppi armati e più di 16.000 bambini sono soli o dispersi, lo sfollamento li espone, come sottolinea l’Organizzazione, a rischi gravi per la mancata protezione. Save the Children è tra le principali organizzazioni dedicate ai diritti dei bambini presenti in Sud Sudan con una esperienza sul territorio di oltre 30 anni. A seguito delle alluvioni, l’Organizzazione è intervenuta nello stato del Jonglei distribuendo kit per costruire ripari e kit igienici per famiglie e bambini, ed è attiva nelle campagne di informazione sui rischi specifici delle alluvioni per i minori, sulla prevenzione della pandemia e sulle pratiche di igiene, salute e nutrizione. È anche impegnata nei servizi sanitari di base per i bambini sfollati, incluso lo screenning per la malnutrizione. L’Organizzazione ha raggiunto più di 40.000 persone tra luglio e novembre 2020 nel Jonglei e nell’Equatoria Orientale.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Solidarietà allo sciopero della fame di Rita Bernardini su carceri e Covid19”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

La parte più ingenua di me pensava questa pandemia avrebbe aiutato a umanizzare una buona parte di umanità e a sensibilizzare la società per interessarsi di più alle “Patrie Galere”, invece, come al solito, mi sbagliavo: quasi a nessuno importa di quello che sta accadendo nell’inferno delle nostre carceri. Prigionieri e guardie carcerarie contagiati da coronavirus, alcuni morti, altri moribondi, ma ancora nessun intervento politico e sociale per svuotare le celle. Giusto qualche palliativo per chi è stato condannato per reati meno gravi e nulla per chi ha già scontato decenni di carcere, soprattutto se è stato condannato per gravi reati. Non si capisce perché chi ha passato buona parte della sua vita in carcere sia ancora pericoloso, più di quello che è appena entrato per scontare una breve pena. Davanti ai diritti e alla salute non dovrebbe contare il reato commesso, ma piuttosto gli anni di pena scontati, lo stato di salute e il cambiamento di ciascun detenuto. Anche l’articolo tre della Costituzione italiana stabilisce: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” e allora perché i detenuti condannati per mafia, anche se vecchi e moribondi, devono morire in carcere? Probabilmente perché alcuni politici hanno paura di certe trasmissioni televisive o di perdere consensi elettorali. Alcuni dicono che possono essere curati in carcere, facendo finta di non sapere che in cattività gli anticorpi si abbassano e che spesso la miglior medicina è la vicinanza dei propri affetti. Scusate l’esempio infantile, ma un mal di denti di una persona chiusa fra sbarre e cemento è più doloroso di quello di una persona libera, anche se si prende i medesimi antidolorifici, così come, a maggior ragione, una persona malata di cancro non potrà mai essere curata e assistita come all’esterno. Per questo penso che quando è lo Stato a fare del male, sembra che il male non sia mai abbastanza! Credo che spesso i detenuti siano nello stesso tempo vittime e carnefici, anche nei confronti di sé stessi. Lo Stato invece è solo carnefice quando permette alla “giustizia” di tramutarsi in vendetta. By Carmelo Musumeci

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Fame e ora il Covid-19 fanno aumentare le migrazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

GINEVRA/ROMA – La fame globale e gli sfollamenti di popolazione – entrambi già a livelli record quando ha colpito il Covid-19 – potrebbero subire un’impennata, con migranti e quanti vedono diminuire il flusso delle rimesse che cercano disperatamente lavoro per sostenere le proprie famiglie.Il rapporto, il primo nel suo genere, pubblicato oggi dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) e l’agenzia ONU World Food Programme (WFP), mostra come la pandemia abbia fatto aumentare l’insicurezza alimentare e la vulnerabilità per i migranti, per le famiglie che contano sulle rimesse dall’estero e per le comunità costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa di conflitti, violenze e calamità.Le due agenzie ONU avvertono che il costo economico e sociale della pandemia potrebbe essere devastante e fanno appello al mondo perché ciò si eviti, rafforzando il sostegno alla risposta ai bisogni umanitari immediati e in crescita, affrontando l’impatto socioeconomico della crisi e facendo in modo che i più vulnerabili non siano dimenticati.‘L’impatto socioeconomico della pandemia è più devastante della malattia stessa. Nei paesi a basso e medio reddito, molte persone che fino a pochi mesi fa, anche se povere, riuscivano ad andare avanti, ora si trovano con i mezzi di sussistenza distrutti. Le rimesse inviate dall’estero alle famiglie a casa si sono prosciugate, causando difficoltà immense. Il risultato è che i livelli della fame sono schizzati alle stelle nel mondo’, ha detto David Beasley, Direttore esecutivo del WFP.‘L’impatto della crisi di Covid-19 sulla salute e sulla mobilità delle persone minaccia di far tornare indietro gli impegni globali, incluso quello sul Global Compact on Migration, e di ostacolare gli sforzi in corso a sostegno di chi ha bisogno di assistenza. Deve essere nostra responsabilità collettiva salvaguardare i diritti delle persone in movimento e assicurare loro protezione da ulteriori mali’, ha detto António Vitorino, Direttore Generale dell’OIM.E’ senza precedenti l’impatto che la pandemia ha avuto sul modi in cui le persone si spostano. Le misure e le restrizioni messe in campo in oltre 220 paesi, territori o aree del mondo per contenere la diffusione della malattia hanno limitato gli spostamenti umani, le opportunità di lavoro e di guadagno, mettendo a dura prova la capacità dei migranti e degli sfollati di potersi permettere cibo e altre necessità di base.L’insicurezza alimentare e gli sfollamenti sono strettamente connessi. La fame, specialmente quando dovuta a conflitti, è un fattore chiave nello spingere le persone a partire. Nove tra le dieci peggiori crisi alimentari al mondo sono in paesi con il maggior numero di sfollati. La maggior parte degli sfollati, inoltre, si trova in paesi colpiti da insicurezza alimentare acuta e malnutrizione.I 164 milioni di lavoratori migranti nel mondo, specialmente chi lavora nei settori informali, sono tra i più colpiti dalla pandemia. Spesso lavorano a giornata e hanno impieghi stagionali, con paghe basse e senza accesso a sistemi di protezione sociale. Durante le crisi economiche, queste popolazioni sono spesso le prime a perdere il lavoro. Allo stesso tempo, le interruzioni nei lavori agricoli stagionali potrebbero avere conseguenze sulla produzione, sulla lavorazione e sulla distribuzione di cibo, con possibili effetti sulla disponibilità di cibo e sui prezzi a livello locale e regionale. Il rapporto avverte che, senza un reddito sicuro, molti migranti non solo saranno spinti a tornare nei propri paesi ma che ci sarà, almeno temporaneamente, un calo delle rimesse che forniscono un sostegno essenziale a circa 800 milioni di persone nel mondo, una su nove.La pandemia ha reso sempre più scarse le opportunità di creazione di mezzi di sostentamento per i migranti, e la Banca Mondiale prevede un calo del 14 per cento nelle rimesse verso paesi a basso e medio reddito entro il 2021. Le conseguenze per la sicurezza alimentare potrebbero essere devastanti. Le proiezioni del WFP prevedono che, entro la fine del 2021, almeno 33 milioni di persone in più potrebbero scivolare verso la fame solo per il calo previsto delle rimesse.Le due agenzie fanno appello alla comunità internazionale affinché si assicuri che tutti gli sforzi vengano fatti per limitare l’impatto immediato sui più vulnerabili, così come che vengano predisposti investimenti di lungo termine per una ripresa nel futuro.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Quindicesima edizione dell’Indice globale della Fame

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2020

Lunedì 12 ottobre alle ore 11.30 in diretta sui canali Facebook e Youtube dell’organizzazione umanitaria Cesvi.L’indice globale della Fame (o Global Hunger Index, GHI) – edito da Welthungerhilfe e Concern Worldwide e curato da Cesvi per l’edizione italiana – è uno dei principali rapporti internazionali finalizzato a misurare e monitorare complessivamente la fame a livello mondiale, regionale e nazionale nel corso degli ultimi anni. In occasione dell’incontro digitale Cesvi presenterà anche il focus specifico sulla Somalia, uno dei paesi con livelli di fame allarmanti in cui è attiva l’organizzazione umanitaria.Punto cardine di questa terza edizione è il concetto One Health, attraverso il quale favorire la trasformazione dell’odierno sistema alimentare in forme più inclusive, sostenibili e resilienti per ridurre la fame. Alla conferenza stampa virtuale interverranno: Mario Tozzi – geologo e divulgatore scientifico, Isabella Garino – Head of Mission in Kenya e Somalia, Cesvi, Valeria Emmi – Advocacy Coordinator, Cesvi,Gloria Zavatta – Presidente Cesvi. Modera: Giampaolo Musumeci ­- Giornalista Radio 24

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il mondo ha sempre più fame

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

È questa la principale conclusione del Rapporto sullo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo, pubblicato dalle Nazioni Unite. Il Rapporto SOFI – State of Food Insecurity è da molti anni la fonte più autorevole su quanti abitanti del nostro Pianeta non hanno ogni giorno abbastanza di che nutrirsi, un trend che dal 2014 sta aumentando in termini numerici e in proporzione alla popolazione mondiale.Nel 2019 erano circa 690 milioni le persone che vivevano la fame come realtà quotidiana, ovvero l’8,9% della popolazione mondiale, mentre erano oltre 2 miliardi, il 25,9% della popolazione mondiale, le persone costrette a mangiare meno del necessario e a mangiare cibi con un valore calorico meno dell’indispensabile. L’obiettivo 2 degli SDGs (obiettivi di sviluppo sostenibile)“Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile” entro il 2030 si allontana sempre di più.Il tema della fame è il primo affrontato dalla Campagna “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” che Caritas Italiana e FOCSIV hanno lanciato lo scorso 8 luglio. La diffusione del COVID19, e le misure di blocco adottate hanno reso questa situazione ancora più drammatica e le conseguenze della pandemia hanno causato un aumento delle diseguaglianze e una drastica diminuzione delle risorse essenziali per la sopravvivenza.Sempre il rapporto SOFI, stando ad una prima valutazione, indica come la pandemia potrebbe aggiungere tra 83 e 132 milioni di persone al numero totale di denutriti nel mondo entro la fine del 2020 a seconda dell’andamento dell’economia mondiale. Una pandemia ben peggiore di quella sanitaria, una pandemia della fame, che le stesse stime non riescono a disegnare e a rendere così reale come si sta evidenziando.Al momento possiamo avere solo una vaga idea del dramma che sta investendo l’intero Pianeta: quello degli ultimi e degli invisibili, le cui vite neppure rientrano nelle statistiche ufficiali. È ancora presto misurare il reale impatto di quanto è avvenuto e sta avvenendo, nei Paesi del ‘sud globale’, ma anche nelle nostre società ricche e industrializzate. Il grande paradosso è che, come evidenziato negli ultimi anni, con la fame aumenta anche l’obesità, in particolare quella degli adulti in tutte le regioni del mondo. Si tratta di una ‘piccola’ contraddizione, oppure di un sintomo preciso di una disfunzionalità del sistema?La fame non è stata causata dalla pandemia, ma questa ultima rende ancora più evidenti le contraddizioni del mondo nel quale viviamo. La fame non è mai un evento accidentale provocato dalla mancanza di cibo e di risorse, la realtà è che è la conseguenza della iniqua distribuzione e del cattivo uso del cibo e delle risorse. La vera riforma non dovrebbe essere quella dell’indiscriminato aumento della produzione, ma il frutto di un cambiamento radicale della gestione delle risorse e delle filiere alimentari, della valorizzazione dell’agricoltura legata ai territori e di quella familiare, sistemi di piccola scala. Sistemi che svolgono un ruolo imprescindibile per una gestione sostenibile del territorio, che già oggi produce il 70% del cibo disponibile sul Pianeta. Sono proprio quei piccoli contadini, tuttavia, che si trovano sempre più marginalizzati, espulsi dalla loro terra a causa dei sempre più diffusi del fenomeno dell’accaparramento delle terre, il cosiddetto ‘land grabbing’. Liberare il mondo dalla fame si può e si deve. Ma questo è un obiettivo raggiungibile solo attraverso percorsi di giustizia, il rispetto delle persone, la cura per il Pianeta.La campagna si avvale della partnership di AgenSIR, Agenzia DIRE, L’Osservatore Romano, Avvenire, Famiglia Cristiana, FISC – Federazione Italiana Settimanali Cattolici, TV2000, Radio INBlu, Radio Vaticana, Vatican News e di Banca Etica come partner finanziario.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Fame nel mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 25 gennaio 2020

Riaccendere i riflettori e sensibilizzare le persone sul fenomeno crescente e drammaticamente attuale della fame nel mondo. È lo scopo che si propone Azione contro la Fame Italia Onlus, organizzazione umanitaria internazionale leader nella lotta contro le cause e le conseguenze di fame e malnutrizione infantile, che ha recentemente lanciato l’iniziativa «Libri contro la Fame».
Si tratta di un premio letterario suddiviso in tre sezioni – narrativa, saggistica e libri per ragazzi – che, nel solco dell’impegno quarantennale di Azione contro la Fame sugli scenari più critici del globo, intende individuare e valorizzare opere letterarie capaci di sensibilizzare i lettori sui temi della fame e della malnutrizione. Nuovi approcci e testimonianze in merito alla trattazione di una ferita ancora aperta in molti Paesi del Sud del mondo situati in Asia, Africa e Sudamerica. La fame coinvolge ancora oggi 821 milioni di persone nel mondo e da tre anni registra numeri crescenti, principalmente a causa dei conflitti e dei cambiamenti climatici. La malnutrizione è, ancora oggi, la minaccia più grave per la sopravvivenza dei più piccoli o per un loro sviluppo sano: nel mondo 148,9 milioni di bambini ne soffrono in modo cronico e 50,5 milioni nella sua forma acuta. Di questi, 16,4 milioni sono affetti dalla forma peggiore: la malnutrizione acuta grave. Si tratta di dati allarmanti e drammatici, anche in considerazione di una circostanza verificata, ogni giorno, sul campo dagli operatori Azione contro la Fame: la malnutrizione si può prevedere, prevenire e curare.“Azione contro la Fame, con questa nuova iniziativa, intende riaccendere i riflettori sulla fame nel mondo e osservare con nuovi occhi il fenomeno della malnutrizione alla luce della realtà odierna – ha dichiarato il direttore generale di Azione contro la Fame Italia Onlus, Simone Garroni -. Ogni anno muoiono quasi tre milioni di bambini per cause legate alla fame e alla malnutrizione Si tratta di un dato drammatico, che consideriamo inaccettabile. L’organizzazione, da oltre 40 anni, è impegnata in 50 paesi del mondo con interventi concreti di salute, nutrizione, acqua, igiene e sicurezza alimentare ma anche attraverso opere di sensibilizzazione capaci di porre all’attenzione dell’opinione pubblica quanto accade nel sud del mondo. È il caso di Libri contro la Fame, che si rivolge alle case editrici, agli scrittori e al pubblico dei lettori”.Le case editrici, per le quali è stato predisposto un bando consultabile sul sito http://www.azionecontrolafame.it, potranno presentare opere pubblicate nel periodo compreso tra ottobre 2018 e dicembre 2019; verranno accettate anche bozze di opere in via di pubblicazione nei primi mesi del 2020. La raccolta dei libri – pubblicati o in bozza – si concluderà il 29 febbraio 2020.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Spezzare il funesto collegamento tra guerre e fame

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 Maggio 2019

Mentre cambiamenti climatici e la siccità hanno il loro peso sui focolai di malnutrizione acuta, resta il fatto che le otto più gravi crisi di fame nel mondo abbiano luogo in paesi interessati da conflitti: Yemen, Repubblica Democratica del Congo, Afghanistan, Etiopia, Siria, Sudan, Sud Sudan e Nigeria, dove complessivamente 72 milioni di persone si trovano in situazioni di insicurezza alimentare acuta. “Questa è una questione di vita o di morte per milioni di persone. Il Consiglio di Sicurezza deve fare di più per raggiungere i civili intrappolati in situazioni di conflitto “, ha detto Shashwat Saraf, direttore di Azione contro la Fame in Nigeria. “Non solo c’è bisogno di un accesso senza restrizioni per soddisfare le esigenze umanitarie, ma anche di raccogliere dati essenziali per comprendere la portata delle crisi e pianificare risposte coordinate ed efficaci. Il mondo ha bisogno di un modo efficace per spezzare il collegamento in essere tra fame e conflitti, e il Consiglio di Sicurezza può svolgere un ruolo fondamentale negli sforzi collettivi di tutti noi in questa direzione. Sono in gioco troppe vite.” In una nota presentata ieri alle Nazioni Unite, Azione contro la Fame ha sottolineato il ruolo vitale che può giocare il Consiglio di Sicurezza nell’invitare gli Stati Membri a sostenere il diritto umanitario internazionale, nel supportare i governi a garantire accessi umanitari senza ostacoli e limiti nelle zone di conflitto, e nel ritenere i singoli Paesi responsabili qualora non si muovessero abbastanza rapidamente, minimizzando così le conseguenze, anche non intenzionali, che sanzioni e misure antiterrorismo possono avere sulla popolazione civile maggiormente vulnerabile. “La comunità globale ha anche l’obbligo morale di agire in situazioni in cui le informazioni non sono disponibili, ma dove ci sono motivi sufficienti per credere che milioni di persone hanno un bisogno disperato di assistenza”, ha detto Charles Owubah, CEO di Azione Contro la Fame negli Stati Uniti. “Il mondo non può aspettare che una carestia venga ufficialmente dichiarata, per poter iniziare a aiutare le persone in quei luoghi dove una carestia è altamente probabile”.Azione contro la Fame è un’organizzazione umanitaria internazionale che combatte le cause e le conseguenze della malnutrizione in 50 Paesi del mondo. Da quasi 40 anni salviamo la vita dei bambini malnutriti, garantiamo alle loro famiglie accesso all’acqua potabile, cibo, istruzione e assistenza sanitaria di base.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola: Stipendi docenti da fame

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 Maggio 2019

Anief spiega perché l’accordo del 24 aprile a Palazzo Chigi risulta fallimentare e non risolve un bel niente sulla valorizzazione del personale docente e anche Ata, meno che mai se paragonato a quanto avviene in Europa: per il 17 maggio, si conferma lo sciopero insieme ai sindacati autonomi che non accettano ricatti, anche con sit-in nella capitale per essere convocati e ascoltati dal Parlamento e da chi governa il Paese.
Ci sono almeno cinque ragioni per cui Anief, assieme ai sindacati di base ed altre organizzazioni autonome, ha detto no all’intesa sulla scuola realizzata la scorsa settimana dal Governo con i sindacati maggiori e che ha portato alla frettolosa sospensione dello sciopero da parte degli stessi firmatari dell’accordo con il premier Giuseppe Conte.
L’invalidità finanziaria nelle assunzioni per via dell’abolizione del primo gradone stipendiale voluto dal CCNL del 4 agosto 2011 e coperto dalla Legge 128/12 rappresenta la prima motivazione che ha portato l’ISTAT a certificare la perdita di almeno mille euro negli stipendi degli insegnanti dal 2011 al 2019. Quasi un insegnante su due neo-assunto in questo periodo risulta infatti con una carriera “raffreddata”, per via dell’eliminazione del primo scatto di anzianità che si consegue nella ricostruzione di carriera prodotta delle amministrazioni a partire dal secondo anno di servizio. La disparità di trattamento negli scatti stipendiali tra personale a tempo determinato e indeterminato, contraria al diritto dell’Unione Europea, come certificato dalla Cassazione eppure vigente, è all’origine dell’abuso dei contratti a termine e della comune volontà di Governo e Sindacati di assumere il personale con invarianza finanziaria.
Il mancato adeguamento dell’organico di fatto all’organico di diritto, che continua ad essere attuato dallo Stato per contenere la spesa nell’erogazione del servizio scolastico, così da utilizzare un docente su cinque come supplente al termine delle lezioni o delle attività didattiche, violando sempre il diritto dell’Unione. La chiusura delle graduatorie ex permanenti nasce dalla ragionevole volontà di esaurire le graduatorie dei precari, ma nei fatti ha provocato l’irragionevole reiterazione dei contratti a termine per via del fatto che soltanto un docente su dieci è chiamato dalle stesse per fare le supplenze, mentre la maggior parte dei precari è chiamato dalle graduatorie d’istituto pur in possesso dell’abilitazione e a volte addirittura dalle domande di messe a disposizione senza alcun titolo. Questo fenomeno alimenta la reiterazione dell’abuso dei contratti a termine, combinato con le ragioni precedenti, vista la chiusura del doppio canale di reclutamento che invecchia anche l’età media del personale docente. Il disallineamento degli stipendi dall’inflazione, che è misurabile in dieci punti percentuali dell’attuale stipendio rispetto al blocco decennale del contratto e agli aumenti dell’ultimo rinnovo per il 2016/2018, conferma perché l’applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale, più i 100 euro promessi, non servono a recuperare la perdita del potere d’acquisto anche del personale del ruolo che continua per metà anni di servizio ad avere la carriera “raffreddata” per la mancata valutazione per intero del servizio pre-ruolo. A questo proposito, Anief ha già individuato le risorse per raddoppiare questa cifra a legislazione vigente.

Posted in Cronaca/News, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Presentazione della Corsa contro la Fame

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 aprile 2019

Milano 6 maggio ore 11,00, Lycée Stendhal,Via Laveno 12 presentazione della Corsa contro la Fame evento didattico, sportivo e solidale pensato da Azione contro la Fame per sensibilizzare i ragazzi delle scuole di primo e secondo grado sul problema della fame nel mondo e che quest’anno vedrà la partecipazione di 77.000 studenti, in corsa per raccogliere fondi in favore dei progetti contro la malnutrizione infantile in 50 paesi.
PROGRAMMA h. 11.00 Petit dejeuner d’accoglienza
h. 11:15 Saluto di Xavier Bocquel, Direttore del Lycée Stendhal di Milano
Introduzione di Simone Garroni, Direttore Generale di Azione Contro la Fame in Italia
Presentazione della 5a edizione dell’evento, Alessio Tasselli, responsabile della Corsa
Testimonianze di docenti e studenti
Domande e approfondimenti.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Yemen: 120.000 bambini rischiano di morire di fame a causa della guerra

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

In Yemen, 120.000 bambini rischiano di morire di fame a causa del protrarsi degli scontri e dell’impossibilità di accedere a beni essenziali e medicine, e la malnutrizione priva 1 milione di donne in gravidanza o allattamento del sostentamento indispensabile per le loro condizioni[1]. Nel Paese martoriato da ormai quasi quattro anni di guerra, si stima che saranno 1,5 milioni in più i minori che nel 2019, rispetto all’anno precedente, avranno bisogno di assistenza umanitaria urgente. Questo l’allarme lanciato da Save the Children – l’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in concomitanza con la conferenza dei donatori per lo Yemen che si tiene oggi a Ginevra. “Parliamo con i bambini yemeniti ogni giorno. Ci raccontano della distruzione che vedono attorno a sé e ci dicono che hanno bisogno di pace, cibo, acqua pulita, assistenza sanitaria, e del loro desiderio di tornare a studiare tra i banchi di scuola. Eppure, purtroppo, le loro voci continuano a rimanere inascoltate”, ha dichiarato Tamer Kirolos, Direttore di Save the Children in Yemen.Per tenere alta l’attenzione sulla guerra in Yemen, dove più di 1 bambino su 10 vive in aree in cui l’intensità del conflitto è elevata e dove dall’inizio delle ostilità circa 6.500 minori hanno perso la vita o sono rimasti feriti dai bombardamenti, Save the Children, nell’ambito della nuova campagna “Stop alla guerra sui bambini”, ha lanciato una petizione pubblica on line per chiedere all’Italia di fermare immediatamente l’esportazione di armi italiane utilizzate in Yemen dalla coalizione saudita.Gli armamenti, in particolare, vengono prodotti nello stabilimento della RWM di Domusnovas, in Sardegna, e il loro utilizzo da parte dell’aviazione saudita è confermato dal Rapporto finale del gruppo di esperti sullo Yemen, commissionato dall’Onu.”Le Organizzazioni e le agenzie delle Nazioni Unite impegnate in Yemen stanno lavorando giorno e notte, nonostante le difficoltà, per garantire al popolo e ai bambini yemeniti il supporto e l’assistenza di cui ha bisogno. I leader riuniti a Ginevra hanno nelle loro mani le vite e il futuro di milioni di bambini vulnerabili e per questo chiediamo alla comunità internazionale di incrementare gli sforzi per garantire loro cibo, protezione, educazione e supporto psico-sociale. Soltanto investendo in queste aree si potranno ridurre i danni a lungo termine del conflitto sulla popolazione dello Yemen, e in particolare su donne e bambini”, ha concluso Tamer Kirolos.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Non basta lottare contro la fame

Posted by fidest press agency su martedì, 19 febbraio 2019

Di Donato Speroni. Gli africani hanno fame. Non soltanto chi chiede interventi per raggiungere l’Obiettivo 2 dell’Agenda 2030 che si prefigge appunto di sconfiggere la fame, ma anche tutti gli altri. Fame in senso metaforico, come denuncia la rassegna quotidiana dell’Economist, sotto il titolo “Hungry for change: food safety”. Hanno fame di sicurezza nell’alimentazione. Ogni anno nel mondo più di 600 milioni di persone si ammalano e 420mila muoiono per aver mangiato cibo contaminato da batteri, virus, parassiti, tossine e prodotti chimici nocivi. L’Africa, con 91 milioni di casi e 137mila morti, subisce l’impatto peggiore. Dice l’Economist Espresso:
Mercoledì 13 ad Addis Abeba alcuni soggetti, compresa l’Organizzaziome mondiale della sanità e l’Unione africana, hanno organizzato la prima International food safety conference per affrontare problemi collegati alla gestione, cottura e immagazzinamento del cibo. Un rapporto recente della Global food safety partnership (una piattaforma sostenuta alla Banca mondiale) ha studiato 500 progetti nell’Africa subsahariana, legati all’alimentazione e operativi dal 2010. Ha scoperto che gran parte degli investimenti erano orientati ai mercati di esportazione, senza considerare la vulnerabilità dei consumatori domestici. Molti africani ancora dipendono da mercati locali senza regole e senza protezioni sanitarie adeguate.
Nel 2030 la popolazione mondiale sarà di 8,5 miliardi, circa, un miliardo in più di oggi, e supererà i nove miliardi nel 2050. Come garantire cibo “decente” (oltre a un lavoro “decente”, come raccomanda l’Ilo) a una popolazione in costante crescita? Questo è un aspetto cruciale dell’Agenda 2030, che abbraccia problemi ben al di là dello specifico Obiettivo 2. (fonte: Newsletter ASviS)

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »