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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘famiglie italiane’

Cittadinanza: Riservare particolare attenzione alle famiglie italiane con coniuge straniero che vivono nel Regno Unito

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

Il Sen. Fantetti e l’On. Nissoli hanno presentato una interrogazione ai ministri Moavero e Salvini, rispettivamente al Senato e alla Camera, per venire incontro alle necessità delle famiglie italiane con coniuge straniero presenti nel Regno Unito, in un momento difficile come quello della Brexit.Infatti, nel dispositivo i due parlamentari chiedono “se i ministri interrogati intendano attivarsi per disporre un incremento di risorse economiche e umane in servizio presso il Consolato Generale d’Italia ed emanare, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, atti specifici e urgenti, affinché il prolungamento dei termini per la concessione della cittadinanza e la richiesta della conoscenza della lingua italiana non abbia effetto sulle richieste di cittadinanza presentate dai coniugi non italiani di cittadini italiani residenti nel Regno Unito, almeno fino al termine del periodo di transizione durante il quale il Regno Unito continuerà ad applicare le normative europee (previsto per il 31 dicembre 2020)”. “Comprendiamo che si tratta di un problema complesso”, hanno dichiarato i due parlamentari auspicando “che il governo venga incontro alle esigenze delle molte famiglie italiane residenti nel Regno Unito”.

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Venire incontro alle esigenze delle famiglie italiane all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

Scrive l’on.le Fucsia Nissoli Fitzgerald: “In seguito alle numerose richieste che mi sono prevenute da parecchi di Voi, ho presentato una interrogazione ai ministri dell’Istruzione e degli Esteri per venire incontro alle esigenze di quelle famiglie italiane all’estero che devono certificare la conoscenza linguistica per ottenere la cittadinanza “iure matrimonii”. Infatti, il decreto sicurezza “introduce nella legge sulla cittadinanza l’articolo 9.1, che subordina l’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio …. da parte dell’interessato di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Rifermento per le Lingue (QCER).
Ora, per le richieste di cittadinanza tramite matrimonio provenienti dall’estero, vi saranno disagi rilevanti causati dal fatto che la rete di certificazione della conoscenza della lingua italiana non è diffusa sufficientemente da permettere l’accesso in maniera agevole ai richiedenti la certificazione stessa, senza percorrere lunghissime distanze.Ed è per questo motivo che mi sono rivolta ai due ministri per chiedere se intendono “aumentare la copertura territoriale con ulteriori sedi per la certificazione”; oppure se ritengono opportuno “attivare un portale online dove il richiedente può partecipare ad un esame certificato dal Ministero competente, oppure attivare una procedura di certificazione per corrispondenza, nell’interesse delle famiglie dei nostri connazionali residenti all’estero”.Spero nella sensibilità del Governo, che presenta anche un Sottosegretario eletto all’estero, che si faccia carico di queste esigenze concrete delle famiglie italiane all’estero”.

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Barometro CRIF relativo alle richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 13 ottobre 2018

Nel mese di settembre il numero di interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relativamente alle richieste di prestiti da parte degli italiani (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) ha fatto segnare un brillante +9,5% rispetto al corrispondente mese del 2017. Performance positiva sia della componente dei prestiti personali (+14,0%), che fanno segnare il record assoluto quanto a numero di richieste degli ultimi 10 anni, sia di quella dei prestiti finalizzati (+4,7%), che si mantengono in ripresa dopo un inizio anno leggermente negativo. Conferme positive anche dall’importo medio richiesto, che, nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati, fa segnare un altro valore record con 9.265 Euro (+2,3% rispetto allo stesso mese del 2017): il valore in assoluto più alto dal 2010 ad oggi nel mese di settembre. Entrando nel dettaglio, i prestiti finalizzati hanno registrato la performance migliore (+8,3% rispetto allo stesso mese del 2017) con l’importo medio richiesto pari a 6.537 Euro, cifra record anche in questo caso. D’altra parte, i prestiti personali, con l’importo medio di 12.548 Euro, hanno fatto segnare ancora una volta un dato negativo (-4,0%).

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Andamento delle richieste di mutui e prestiti da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 settembre 2018

Lo studio ha mostrato che il mese di agosto non ha frenato la ritrovata propensione degli italiani a rivolgersi agli istituti di credito per finanziare i propri acquisti e gli investimenti sulla casa. Nello specifico, le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF relativamente alle richieste di mutui e surroghe hanno fatto segnare un incremento pari a +4,6% rispetto al corrispondente mese del 2017 mentre quelle relative ai prestiti (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) hanno visto una crescita del +9,3%.In particolare, i mutui hanno registrato un consolidamento del trend di crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 127.547 Euro (+2,5% rispetto al corrispondente mese del 2017).Per quanto riguarda i prestiti, le richieste di prestiti personali sono cresciute del +14,0%, con la crescita mensile più robusta degli ultimi 10 anni, mentre i prestiti finalizzati sono aumentati del +5,3%. Per il settore buone notizie arrivano anche dall’importo medio richiesto, che nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati si attesta a 8.825 Euro (+1,0% rispetto all’agosto 2017, mese che già aveva fatto segnare una ottima performance). Nello specifico, nel periodo di osservazione per i prestiti finalizzati il valore richiesto è risultato pari a 5.868 Euro mentre per i prestiti personali si è attestato a 12.020 Euro.

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Dati Ocse: urge politica dei redditi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 agosto 2018

Nel primo trimestre del 2018 i redditi reali procapite delle famiglie nell’area Ocse sono saliti dello 0,7%, ma non in Italia, dove scendono dello 0,2%.”Un fatto gravissimo, che denunciamo da anni. Urge una politica dei redditi. Non è possibile che tutto, dalle multe per le violazioni al Codice della Strada alle tariffe dell’acqua, sia adeguato all’inflazione, tranne gli stipendi. In questi anni di privatizzazioni, ma non di liberalizzazioni, tutte le tariffe, dalla luce ai pedaggi autostradali, sono aumentati più dell’inflazione, mentre le retribuzioni sono rimaste al palo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Dopo i rinnovi contrattuali e la fine del blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici, fermi dal 2010, l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato del 2% su base annua, del 4,1% per quelli della pubblica amministrazione, ma siamo ben lontani dall’aver recuperato quanto i lavoratori hanno perso in questi anni di crisi e di mancati rinnovi, come attestano i dati di oggi dell’Ocse” prosegue Dona.”Per questo rinnoviamo la richiesta di ripristinare meccanismi automatici di adeguamento della busta paga all’aumento del costo della vita, come la scala mobile all’inflazione programmata” conclude Dona.

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Difficoltà e sovra indebitamento delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

equitalia1Le buone notizie ed i provvedimenti atti a sostenere le famiglie in difficoltà e sovra indebitate, non hanno mai fine in questo Paese.Infatti, dal 1° luglio 2017, grazie alla nuova forma giuridica nata dall’accorpamento tra Equitalia e Agenzia delle Entrate, ci sarà la possibilità per questo nuovo “Giano Bifronte” di prelevare direttamente il denaro dal conto corrente, dato che la cartella esattoriale di pagamento è già un atto esecutivo.Quindi maggiori poteri per questo nuovo ente pubblico, che comunque rimane controllato dal Ministero delle Finanze. Potrà verificare i redditi ed i beni in possesso dei contribuenti per pignorarli, semplicemente accedendo a qualsiasi banca dati telematica. Inoltre potrà venire a conoscenza di eventuali spostamenti di denaro che sono stati fatti per evitare il pignoramento.Equitalia potrà poi venire a conoscenza del luogo in cui lavorate e pignorarvi lo stipendio.Ovviamente Equitalia smentisce argomentando che è una norma in vigore dal 2005 e perciò dal 1° luglio nessuna novità:” Equitalia procede alle azioni esecutive solo dopo che il contribuente non ha dato seguito agli atti che gli sono stati notificati (cartella di pagamento, solleciti di pagamento, avvisi di intimazione), né provvedendo al loro pagamento, neanche in forma rateale, né contestandone il contenuto”, afferma in una nota l’ente.Codici ritiene il pignoramento di un conto corrente un atto di inciviltà estremo, si pensi alle famiglie che sul conto hanno i soldi con i quali devono pagare oltre alle utenze o all’affitto, ad esempio proprio un finanziamento, una rata qualsiasi, l’asilo dei figli, o semplicemente con il denaro depositato devono vivere.
Tra l’altro, prima Equitalia ti pignora il conto corrente con i soldi che vi sono depositati, poi è il cittadino a dover fare causa rivolgendosi ad un giudice. Dopo quanto tempo rivedrà i propri soldi? Dati i tempi delle cause italiane, tre o quattro anni.E’ una barbarie autorizzata, per vessare il cittadino già ulteriormente provato, afferma il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli.Equitalia prima di adottare questi provvedimenti coattivi, dovrebbe capire che situazione vi è sotto una mancata risposta di qualsivoglia natura da parte del cittadino, e non metterlo spalle al muro rischiando che si rivolga agli strozzini.

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Caro carburante per le feste

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

AUMENTO PREZZI BENZINAUna stangata da complessivi 130 milioni di euro sta per abbattersi sulle famiglie italiane che hanno deciso di viaggiare in auto durante le festività. Lo denuncia oggi il Codacons, che chiede l’intervento del Governo per salvare le tasche degli automobilisti.
E’ previsto, infatti, che tra Natale e Capodanno 12,3 milioni di italiani si sposteranno lungo strade e autostrade del nostro paese per trascorrere fuori casa le vacanze – spiega il Codacons – Viaggi che dovranno tenere conto dei forti rincari dei carburanti registrati negli ultimi giorni: oggi per un pieno di benzina si spendono circa 4,45 euro in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; per un pieno di diesel addirittura l’aggravio di spesa raggiunge +6,2 euro. Questo perché i distributori di carburanti hanno applicato consistenti aumenti dei listini alla pompa: la verde costa mediamente il 6,1% in più rispetto al 23 dicembre 2015; per il gasolio i rincari sfiorano il + 10% (+9,8%).“Considerato il numero di italiani in viaggio su strade e autostrade durante le feste e i rifornimenti che saranno effettuati per raggiungere le mete di villeggiatura e per i successivi rientri, la maggiore spesa per i carburanti a carico dei cittadini raggiungerà quota 130 milioni di euro. Il Governo farebbe bene ad intervenire per salvare le tasche degli automobilisti, dando prova di non pensare solo alle banche”.

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Domanda di prestiti da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2016

bancaLo studio ha mostrato che nel mese di settembre il numero di domande di prestiti da parte delle famiglie italiane (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) ha fatto registrare un nuovo incremento, pari a +4,2% rispetto allo stesso mese del 2015. Questo porta ad una crescita del +7,5% nell’aggregato dei primi 9 mesi del 2016 rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso, consolidando ulteriormente il progressivo recupero verso i volumi pre-crisi. In generale, nei primi 9 mesi dell’anno in corso il numero di richieste di prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali autoveicoli, motocicli, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, viaggi, spese mediche, palestre, ecc.) hanno fatto segnare una crescita del +9,4% rispetto al corrispondente periodo del 2015, contribuendo in maniera significativa alla performance positiva dell’intero comparto. Più contenuto l’incremento di prestiti personali, prodotto che per la sua specificità prevede mediamente importi più elevati e durate più lunghe, che nel periodo di osservazione ha fatto segnare un +4,7% rispetto ai primi 9 mesi dello scorso anno.L’ultima rilevazione del Barometro CRIF registra un ulteriore segnale di ripresa: nell’aggregato di prestiti finalizzati e prestiti personali, l’importo medio richiesto nel periodo gennaio-settembre dell’anno in corso si è attestato a 8.336 Euro, con un incremento del +5,6% rispetto allo stesso periodo del 2015. Nel dettaglio relativo ai prestiti finalizzati l’importo medio richiesto nei primi nove mesi del 2016 è stato pari a 5.446 Euro (+8,8% rispetto allo stesso periodo del 2015 ma ben distante dai quasi 6.800 Euro del 2008), mentre per i prestiti personali si è assestato a 12.362 Euro (+4,8% rispetto allo stesso periodo del 2015).

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Allarme mutui per le famiglie italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 29 Mag 2011

Diminuisce il numero dei ‘protestati’ nell’anno 2010. Il valore complessivo dei titoli protestati assegni e cambiali nel 2010 ammonta a 4.014.049 migliaia di euro, valore in calo del 14,6 per cento rispetto al 2009 per un importo medio di 2.768,25 euro. E’ quanto emerge dalle tabelle contenute nel rapporto Istat sulla coesione sociale. Al primo posto tra le regioni, per numero di abitanti protestati, si classifica il Lazio dove il 4,3% degli abitanti non e’ riuscito a rispettare le scadenze, per un importo medio di 3.011 euro. Al primo posto per importi si classifica invece il Trentino Alto Adige, dove il valore medio dei protesti e’ pari a 3.960 euro; allo stesso tempo nella regione si registra la percentuale piu’ bassa di protesti (0,4%). In valore assoluto le regioni dove si concentrano di più le mancate promesse di pagamento sono Lazio, Lombardia e Campania con un monte di scoperto pari, rispettivamente, a 748, 736 e 546 milioni. La Lombardia balza in testa alla classifica se si guarda invece al numero di effetti complessivamente protestati, quasi 230mila, seguita da Lazio e Campania rispettivamente con 220mila e 198mila. La graduatoria cambia se si prende in considerazione il valore medio delle “bufale”: il conto più salato lo presentano in Trentino-Alto Adige, Veneto e Lazio. Salerno e Caserta tra le province a maggiore densità di protesti. Migliora, invece, la situazione a Napoli.
Secondo una ricerca di Das Italia, compagnia specializzata nella tutela legale, che analizza i dati sui protesti degli ultimi tre anni (2008-2010), Crotone, Salerno, Frosinone e Ragusa sono le province più “protestate” d’Italia, mentre Bolzano, Trento e Belluno le più virtuose. Nel 2010 il numero dei protesti subisce un calo complessivo del 7,2% rispetto all’anno precedente, tuttavia il fenomeno rimane molto diffuso, sia tra i consumatori, sia tra gli imprenditori. In provincia di Crotone – secondo il rapporto – la densità dei protesti è di uno ogni 22 abitanti, che scende a 23 a Salerno e Frosinone. Al decimo posto si colloca Caserta con un rapporto di 1 protesto ogni 26,5 residenti. La migliore è decisamente Bolzano con un protesto ogni 277,5 abitanti.
Fra le grandi città notevoli miglioramenti rispetto a tre anni fa si registrano a Milano (-16,4%), Napoli (-13,5%), Palermo (-10,2%) e Roma (-5,5%).
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, quello tratteggiato dall’Istat dati alla mano sottolinea come l’economia fa i conti con la recessione. Imprenditori e consumatori fanno più attenzione al portafoglio. Sembra questo il “mix” di condizioni che hanno determinato, nel 2010, una visibile frenata del fenomeno dei protesti rispetto all’anno precedente e che ha fatto fermare il conto delle promesse non onorate a livello nazionale. Tuttavia, i consumatori lanciano l’allarme mutui per le famiglie italiane. In Italia una su quattro spende piu’ del 30% del proprio reddito per pagare la rata concordata con la banca. E sommando questa spesa alle bollette e alle altre tariffe, risulta che quasi un nucleo su due, il 46,7%, ha difficolta’ a mantenere la propria abitazione. Per quanto riguarda le famiglie in affitto, se nel 2011 queste decidessero di acquistare una casa e accendere un mutuo, il 49,3% si troverebbe in difficolta’ a pagarne le rate; il 68,5% non potrebbe garantire sempre la copertura totale delle spese per l’abitazione (mutuo e bollette). Sarebbero piu’ a rischio i nuclei unipersonali (68,8%) o formati da un genitore e figli (72,9%); soggetti con scolarita’ media, ma magari con un’occupazione a salario basso, e famiglie in cerca di occupazione (59,5%). La crisi inciderebbe di piu’ in Toscana (56,7% dei nuclei), Sicilia (56,5%), Umbria e Marche (54,9%)

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Manifesto elettorale famiglie italiane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2010

Il Forum delle associazioni familiari ha presentato questa mattina alla Camera il Manifesto “Una Regione a misura di famiglia”. Il documento è ora aperto alla sottoscrizione dei candidati in lizza nelle 13 Regioni nelle quali si voterà il 28-29 marzo. I nomi dei candidati firmatari verranno resi noti prima del voto perché gli elettori possano tenerne conto. «Un impegno personale ed azioni concrete che, in caso di elezione, verificheremo nei mesi successivi» ha specificato il presidente del Forum, Francesco Belletti.  «Chiediamo – ha detto Belletti – che la “partita famiglia” sia partita di sistema per l’Italia. La famiglia è luogo di solidarietà sociali e di decisioni economiche e per questo merita politiche promozionali e non assistenziali, politiche strutturali e non una tantum. Chiediamo una legge per la famiglia alle Regioni che non ce l’hanno. Chiediamo che il federalismo fiscale veda la famiglia come priorità».  Simone Pillon, presidente del Forum dell’Umbria, ha aggiunto che «il Manifesto non chiede interventi emergenziali ma strumenti per liberare le risorse che la famiglia possiede e che vuole offrire know how e idee agli amministratori locali. Per questo il Manifesto sarà integrato Regione per Regione con le questioni ed i temi sensibili localmente».
L’on. Santolini, dell’Udc, presente all’incontro, ha dichiarato la adesione sua e dei candidati dell’Udc alla proposta del Forum, perché «investire sulla famiglia è l’unico modo di rilanciare l’economia» in questo momento di crisi e ha suggerito di rivolgere un analogo appello ad altri «poteri reali non politici, come sindacati, banche e imprese». Anche la senatrice Serafini, Pd, ha condiviso il lavoro del Forum definendo «arretrata la concezione della famiglia e del Welfare in Italia. In altri Paesi europei il calo demografico è stato affrontato con politiche di sostegno della famiglia, da noi con politiche frammentarie e discontinue e con poche risorse». In particolare la Serafini ha condiviso l’impegno sul fronte fiscale «che deve privilegiare la famiglia con figli».
Il sottosegretario alla famiglia, Giovanardi, ha giudicato opportuno il Manifesto per le elezioni regionali perché «dal 2001 sono Regioni e Comuni e non lo Stato ad avere la competenza sugli interventi per la famiglia. E ci sono Regioni e Comuni che hanno speso bene i soldi dati loro e altri che li hanno spesi male o non li hanno spesi affatto». Ma soprattutto, per Giovanardi, c’è tra molti di questi enti locali la tendenza ad operare non per «la famiglia della Costituzione» ma per una generica e non meglio identificata. Tra gli interventi, e tra gli interventi positivi, Giovanardi ha indicato il quoziente familiare verso il quale si muoverà il governo «quando ci sarà disponibilità finanziaria, cioè superata l’attuale crisi che ci ha costretto a dirottare 30 miliardi di euro sugli ammortizzatori sociali»

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