Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

Posts Tagged ‘familiare’

‘RC auto familiare’ in partenza dal 16 febbraio: cos’è?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Già da qualche anno, in caso di acquisto di un secondo veicolo da parte di un soggetto titolare di polizza rc auto, per il nuovo contratto le compagnie di assicurazione non possono applicare una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella già posseduta, a condizione che si tratti di un veicolo della stessa tipologia. Stessa cosa se l’acquisto avviene da parte di un altro componente del nucleo familiare dell’assicurato, convivente.Ebbene, dal 16 febbraio prossimo scatteranno interessanti novità:
– la classe di merito si manterrà anche in caso di rinnovo di contratti già stipulati (per il secondo veicolo), purché non siano avvenuti sinistri negli ultimi cinque anni con attribuzione di responsabilità esclusiva, principale o paritaria;
– i due veicoli non dovranno necessariamente essere della stessa tipologia.
In parole povere la novità consentirà ad un nucleo familiare di usufruire della classe di merito più favorevole, maturata da uno dei componenti conviventi, per qualsiasi mezzo posseduto o acquistato, auto, moto od altro. La classe di merito più favorevole dovrà infatti essere applicata non solo in caso di nuova polizza ma anche in caso di rinnovo di una polizza già esistente, a condizione che non vi siano stati sinistri con colpa nell’ultimo quinquennio. Il rinnovo, lo ricordiamo, non è automatico ma frutto della scelta e dell’azione dell’assicurato.Tutto ciò grazie alla nuova versione dell’art.134 del Codice delle assicurazioni private modificato dall’ultimo decreto fiscale; è poi intervenuto il decreto milleproroghe 2020 a rimandare l’entrata in vigore al 16/2/2020 (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Ipercolesterolemia familiare

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Secondo uno studio pubblicato su New England Journal of Medicine, nei pazienti con ipercolesterolemia familiare (FH), l’inizio della terapia con statine durante l’infanzia rallenta la progressione dell’arteriosclerosi e diminuisce il rischio di eventi cardiovascolari (CV) nell’età adulta. «L’efficacia a breve termine della terapia con statine nei bambini è ben accertata, ma studi con un lungo follow-up sui cambiamenti nel rischio di malattie CV sono scarsi» scrive il primo autore Ilse Luirink della University of Amsterdam in Olanda. I ricercatori hanno coinvolto 184/214 partecipanti a uno studio clinico di 2 anni sull’efficacia della pravastatina negli anni ’90 affetti da FH (confermata nel 98%), i quali, insieme ai 77/95 fratelli sani, sono stati sottoposti ad analisi del sangue e a misurazione dello spessore intima-media carotideo (c-IMT). In circa 20 anni il livello medio del colesterolo LDL è diminuito nei pazienti del 32% (da 237,3 a 160,7 mg/dL), mentre è aumentato nei fratelli del 24% (da 99,0 a 121,9 mg/dL). Solo il 20% dei pazienti (n=37) ha raggiunto l’obiettivo di un colesterolo LDL inferiore a 100 mg/dL, ma il loro c-IMT medio è risultato simile a quello dei fratelli (0,555 mm contro 0,551 mm), nonostante fosse più alto al basale (0,446 mm contro 0,439 mm). Per quanto riguarda il rischio CV all’età di 39 anni, l’incidenza cumulativa di eventi CV è risultata minore nei pazienti, in cui il trattamento con statine è iniziato all’età media di 14 anni, rispetto ai loro genitori, che avevano iniziato la terapia in età più avanzata (1% contro 26%). E non è stato osservato alcun decesso per cause CV tra i pazienti, mentre il 7% dei genitori con la patologia è deceduto prima dei 40 anni per infarto del miocardio. Gli autori hanno così dedotto che, essendo la maggior parte dei pazienti in cura con statine durante il follow-up, l’inizio della terapia nell’infanzia ha avuto effetti benefici sull’aterosclerosi, anche quando gli obiettivi delle linee guida non sono stati raggiunti. Come nota Jennifer Robinson, della University of Iowa negli Stati Uniti, le statine sono farmaci completamente sicuri. «Penso che sia quasi un crimine non trattare i bambini e i giovani adulti con FH, data la quantità di conoscenza che già possediamo e l’aggiunta di questo studio» commenta. I risultati appaiono quindi come un “invito all’azione”. (fonte doctor33)

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Lavoro: le due facce dell’assistenza familiare

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2017

Secondo i dati del CENSIS (49° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, anno 2015) in Italia i non autosufficienti sono 3.167.000 (il 5,5% della popolazione). Di questi, le persone con non autosufficienza grave sono 1.436.000. “Si tratta di cifre notevoli – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di lavoro domestico – con ricadute notevoli sulle famiglie ma anche sul mercato del lavoro”. “Da un lato – prosegue la nota – il 50,2% delle famiglie con una persona non autosufficiente ha a disposizione risorse familiari scarse o insufficienti e per fronteggiare il costo dell’assistenza oltre 561 mila famiglie hanno fatto ricorso ai propri risparmi o si sono indebitate. Dall’altro lato, va considerata anche la seconda faccia della medaglia, infatti, secondo i dati dell’osservatorio INPS sono aumentati gli italiani impiegati nel settore del lavoro domestico (24% sul totale dei lavoratori)”. “Per effetto della crisi economica – conclude Gasparrini – molte donne italiane, soprattutto nel Sud Italia, sono rientrate (o entrate per la prima volta) nel mercato del lavoro grazie alla grande richiesta che c’è nel settore domestico; non è un caso che la Ragioneria Generale dello Stato abbia stimato che la spesa per l’assistenza di lunga durata passerà dall’1,9% del PIL nel 2015 al 3,2% nel 2060 (Rapporto n.17, anno 2016)”.

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“Febbre dello Stretto”: febbre Mediterranea familiare

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2015

messinaVenerdì 4 settembre alle ore 19 presso il castello Ruffo di Scilla e sabato 5 settembre dalle 9 alle 13 presso l’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, alla presenza delle istituzioni locali e con la partecipazione della comunità scientifica e della cittadinanza è stato presentato il video in anteprima in occasione di due eventi, realizzati da AIFP con il Patrocinio dell’Istituto Superiore della Sanità.
“La Febbri Periodiche autoinfiammatorie – afferma la Prof.ssa Romina Gallizzi, Unità Operativa Complessa di Genetica e Immunologia Pediatrica dell’Università degli Studi di Messina – sono condizioni molto rare e di recente descrizione e proprio per questo motivo un ritardo nella diagnosi è molto comune. Sono caratterizzate da episodi febbrili ricorrenti, che insorgono acutamente, di breve durata associati a dolori addominali, dolore toracico, interessamento articolare, manifestazioni cutanee tipo rash, mialgie, pericardite, afte orali, splenomegalia, meningite asettica. La cosa peculiare è che nell’intervallo tra un attacco e l’altro, i pazienti possono godere di buona salute. Sono malattie che non influenzano, se non nelle forme più gravi, la durata della vita ma sicuramente ne mettono a dura prova la qualità. E’ importante che queste malattie vengano riconosciute e che venga effettuata una diagnosi in tempi brevi per evitare l’insorgenza di eventuali complicanze tra cui quella più seria è l’amiloidosi.”La Febbri Periodiche autoinfiammatorie si manifestano di norma nell’infanzia e più raramente in età adulta. “La diagnosi ─ spiega il Dottor Corrado Mammì, Responsabile della U.O.S. di Genetica Molecolare della U.O.C. di Patologia Clinica, Microbiologia e Virologia, Genetica Medica diretta dal Dott. Carmelo Laganà dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria ─ oltre al quadro sintomatologico che è simile per tutte le febbri periodiche con differenziazioni specifiche per tipologia di febbre, viene confermata dall’indagine genetica che può essere effettuata solo in centri specializzati ed ad alto contenuto tecnologico come il nostro.”
Il dolore, durante una “crisi” è spesso estremamente intenso. In alcuni casi l’episodio della malattia si estingue spontaneamente, per ripresentarsi però a intervalli che variano da una settimana a qualche mese, lasciando il paziente in uno stato di spossatezza che crea spesso ansia, legata all’ ”attesa” di un nuovo inevitabile e imprevedibile “attacco”.“Attualmente – prosegue la Prof.ssa Gallizzi – per questi pazienti esistono vari tipi di terapie che possono migliorare il quadro sintomatologico evitando le complicanze ed attualmente sono disponibili, anche sul territorio Italiano, farmaci biologici (come Canakinumab) in grado di controllare l’evoluzione della malattia stessa eliminando o riducendo l’insorgenza degli episodi.”La Febbre Mediterranea Familiare, è la più diffusa tra queste malattie, tipica nel Sud-Est del Mediterraneo, nonostante sia una malattia rara, ha una prevalenza di soggetti affetti variabile tra 1/200 e 1/1.0001 Particolarmente diffusa in Italia, Grecia e Spagna, è chiamata anche “Febbre dello Stretto”, poiché metà dei casi italiani, si registra tra le province di Messina e Reggio Calabria.2. L’aggettivo Mediterranea definisce la caratteristica di questa patologia rara, una malattia comparsa nel 2.500 avanti Cristo e che tradizionalmente ancora oggi colpisce le popolazioni della parte orientale del bacino del Mediterraneo, in particolare armeni, ebrei, turchi, arabi e greci. In Italia sono due le aree con la maggiore frequenza della malattia: la zona geografica corrispondente all’antica Magna Grecia e l’area intorno a Roma, per l’influenza della comunità ebraica e della migrazione mediorientale nei secoli dell’Impero.
Chi è affetto da Febbre Periodica Autoinfiammatoria, sin dall’infanzia, soprattutto prima di avere avuto la diagnosi certa, vive quasi in una condizione di “disabilità permanente”, dovendo fare i conti con difficoltà quotidiane, di studio, di lavoro, con una compromissione importante della qualità di vita.“Fino a qualche anno fa, le persone con FMF rischiavano di subire una discriminazione quasi automatica – conclude Paolo Calveri, paziente affetto da FMF e Presidente AIFP – Oggi con il trattamento farmacologico e con i progressi che la ricerca scientifica sta facendo la qualità della vita è migliorata. E, soprattutto, si è sgombrato il campo da uno stigma pericoloso, che considerava la persona affetta da febbri periodiche come un malato immaginario”.Per segnalare il forte legame tra la patologia ed il territorio, AIFP ha realizzato il video educativo e informativo “Scilla, il mito della Febbre Mediterranea Familiare”, realizzato con l’aiuto della compagnia artistica DOYOUDaDA e basato su un testo ideato dalla dott.ssa Micaela La Regina, Dirigente Medico presso la ASL n°5 di La Spezia.La sceneggiatura intreccia la patologia al mito della ninfa Scilla. Una genealogia fantastica viene immaginata, personificando le cause e le cure negli Dei dell’Olimpo. Scilla, la bellissima ninfa che si bagna nello stretto di Messina, subisce la vendetta della maga Circe e del dio Efesto. La figlia Melaina è il paziente zero. Ermes, impietosito dalle lacrime di Melaina, sacrifica il suo dito destro per alleviare i dolori della piccola. E infatti la radice da cui si estrae la colchicina, uno dei pochi trattamenti oggi disponibili per questa patologia, era chiamata dai greci proprio “dito di Ermes”.
“Da sempre sosteniamo l’importanza della comunicazione e della sensibilizzazione su questi temi di difficile impatto – afferma Domenica Taruscio, Direttore del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità – e abbiamo scelto di essere al fianco di quest’importante iniziativa perché i bisogni che emergono da tali patologie diventino priorità per la Sanità pubblica in termini di ricerca e assistenza”.

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Per una politica familiare preveggente

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2011

Roma. È quanto afferma Gianluigi De Palo, assessore Famiglia e Scuola, commentando la prolusione del card. Angelo Bagnasco, presidente Cei, che ha aperto ieri ad Ancona i lavori del Consiglio episcopale permanente.  «La famiglia, come ribadito dal sindaco Alemanno in più occasioni, è una priorità, non solo dal punto vista valoriale, ma anche dell’amministrazione cittadina. In cima alla nostra agenda – prosegue de Palo – c’è la piena attuazione del quoziente familiare su Roma, perché anche noi siamo convinti che per aiutare concretamente le famiglie bisogna partire da una riforma fiscale. In questo periodo di crisi dobbiamo investire sulla famiglia e suoi giovani. Per questo occorre un patto per il bene comune che coinvolga tutti, dalle istituzioni alle parti sociali, dalla società civile a quella religiosa, passando per le famiglie». «Il bene della famiglia è il bene del Paese – conclude l’Assessore alla Famiglia – e questa certezza non può avere né un’appartenenza politica, né religiosa».

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Roma: quoziente familiare

Posted by fidest press agency su sabato, 7 agosto 2010

«Il Quoziente Roma è un valido strumento che andrà ad integrare il  percorso già avviato con la delibera di Giunta su “Roma città Famiglia” e che consentirà di avviare una programmazione condivisa a favore della famiglia. Ringrazio pertanto il consigliere Onorato per aver contribuito a questo percorso che vedrà la maggioranza proseguire nel percorso di confronto sui questi temi, anche con l’associazionismo familiare e le parti sociali». È quanto dichiara l’assessore alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù del Comune di Roma, Laura Marsilio. «Occorre dar vita a una vera e propria “cultura della famiglia”, invertendo quel trend che privilegia l’individuo e non la persona e il nucleo familiare. Tutto ciò verrà realizzato integrando servizi per l’infanzia, attività che coniugano scuola e famiglia, al fine di sostenere le famiglie nella conciliazione tra tempo di lavoro e genitorialità, e anche nella fruizione del tempo libero», conclude l’assessore Marsilio.

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La comunità familiare e le scelte di fine vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2010

(Di Luisa Santolini Cantagalli 2010 263 pagine 13,00 euro) La Fondazione Sublacense Vita e Famiglia la scorsa estate, durante lo svolgimento di uno dei Laboratori che promuove dal 2005, ha affrontato con coraggio uno dei temi che maggiormente scuote il nostro tempo: le scelte di fine vita. Dopo i drammatici casi di Eluana Englaro e di Piergiorgio Welby, in Italia si è scatenato il dibattito legato al tema del testamento biologico e alle delicate questioni di fine vita. Questo volume è l’esito di una dinamica “tavola rotonda” svoltasi durante il Laboratorio e che ha visto “commensali” non solo medici e scienziati, ma anche giuristi e accademici. Diversi i punti di vista emersi da ognuno di questi studiosi che, ora con estremo rigore scientifico, ora con lucido criterio giuridico, hanno esaminato i punti cardine della questione. Seppur nella diversità delle posizioni, gli interventi raccolti nel volume contribuiscono a far luce su una tematica di grande attualità, che nasconde ancora molte zone d’ombra.

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Convegno nazionale COISP

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2010

Numerosi i rappresentanti delle autorità civili e militari presenti ai lavori, che sono stati coordinati dal Presidente del Coisp Marcello La Bella. Tanti illustri relatori si sono alternati al microfono.  Dopo i saluti del Primo cittadino di Squillace, Guido Rhodio, ed anche del Prefetto di Catanzaro Giuseppina Di Rose e del Questore Arturo De Felice, il Sindaco della città capoluogo di regione, Rosario Olivo, ha voluto immediatamente puntare sull’argomento principe del dibattito, la sicurezza ed i modi di garantirla. Il Presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, statistiche alla mano, si è soffermata sulle disastrose condizioni in cui ancora operano gli appartenenti delle Forze dell’ordine, e sui disagi vissuti sul piano personale e familiare. Al Prefetto Giovanni Cerere Palazzo, alla guida della Direzione centrale per le risorse umane del Dipartimento della pubblica sicurezza, è spettato portare alla platea ed agli organizzatori il saluto ed il pensiero del Capo della Polizia, Antonio Manganelli, mentre il Segretario Generale del Coisp, Franco Maccari, ha messo sul tappeto le più stringenti questioni sulle quali gli interlocutori istituzionali sono chiamati a responsabilità. Più tardi l’onorevole Alfredo Mantovano, Sottosegretario di Stato all’Interno, ha voluto raccogliere, sia pur molto rapidamente, il segnale lanciato da Maccari e, dopo aver affermato che il “Governo è impegnato in ogni modo nella lotta alla criminalità”, ha anche sostenuto che proprio su contratto, riordino e riorganizzazione, l’Esecutivo nazionale “sta lavorando, per superare tutti i ritardi e raggiungere una situazione soddisfacente per tutti nel presente e per il passato”, prima di passare alla “dolente nota” dell’unico comparto Sicurezza-Difesa che, per quanto non piaccia agli addetti ai lavori, a suo dire sarebbe l’unica strada seriamente percorribile per risolvere molti problemi subito e con le poche risorse disponibili. L’imprenditore Filippo Callipo, non ha risparmiato toni alquanto critici verso la conclusione del rappresentante del Governo: “La gratitudine fa piacere – ha commentato Callipo -, ma chi rischia la vita ogni giorno deve essere messo nelle degne condizioni di vivere e ricevere anche la giusta gratificazione economica.”Un concetto, questo della ‘necessità della presenza delle Forze di Polizia’, unico vero riferimento dei cittadini che ne traggono un senso di maggiore sicurezza, che è stato al centro della maggior parte degli interventi, compresi quelli di Rocco Mazza, di Confagricoltura Calabria; di Pietro Santo Molinaro, e del responsabile provinciale Europcar, Tony Proscia, nonché di Narciso Pisacreta, Vice presidente nazionale dell’Associazione arbitri italiani. Ancor più “addentro” l’intervento dell’onorevole Maria Grazia Laganà Fortugno, componente della  Commissione Difesa della Camera dei deputati, la quale ha ammonito: “Non si può pensare di garantire la sicurezza con le ronde o l’impiego dei militari. A chiusura dei lavori – al termine dei quali ha portato il proprio saluto anche l’onorevole Mario Tassone, Componente della Commissione parlamentare antimafia e vice segretario nazionale dell’Unione di Centro -, l’onorevole Emanuele Fiano, Responsabile Sicurezza del Partito democratico, ha voluto “offrire al Sindacato un ascolto, un ascolto fatto con l’umiltà di chi sa di dover imparare molto, e di doverlo fare proprio da chi ogni giorno si impegna in prima linea per la difesa del territorio.”

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La musica. Un’arte familiare al Logos

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

“La grande musica – il gregoriano o Bach o Mozart – non è cosa del passato, ma vive della vitalità della liturgia e della nostra fede. Creazione, innovazione, canto nuovo sono un’unica realtà; sono presenza della bellezza di Dio e della gioia di essere figli suoi.” (Benedetto XVI). In occasione del lancio del DVD Alma Mater ecco un’antologia di testi di papa Benedetto XVI relativi alla musica e al canto di Benedetto XVI – Joseph Ratzinger Edizioni San Paolo 76 pagine € 10,00

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Malattie rare dell’apparato scheletrico

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2009

Ricercatori IBM e scienziati dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna stanno collaborando a un sistema denominato BioMIMS, abbreviazione di BioMedical Imaging Management Solution, che integra diversi tipi di dati medici, quali immagini, dati fenotipici e dati genomici. Il sistema consentirà un’analisi avanzata su alberi genealogici creati dinamicamente dal sistema, per stabilire una correlazione tra pazienti che mostrano segni simili della malattia. Man mano che gli scienziati approfondiscono la conoscenza delle malattie genetiche sul piano molecolare, diventa più evidente il ruolo critico rivestito dall’anamnesi familiare a tutti i livelli di trattamento. Finora, tuttavia, non esisteva un sistema completo che consentisse di raccogliere, classificare e analizzare agevolmente l’anamnesi familiare per i pazienti affetti da malattie ereditarie dell’apparato scheletrico, come esostosi singola e multipla.   Purtroppo, la maggior parte di queste informazioni risiede spesso in ospedali e database diversi, e in formati diversi.  La nuova tecnologia sviluppata da IBM e dall’Istituto Rizzoli consentirà ai medici di fare ricorso a tutte le informazioni relative a una malattia ereditaria – incluse le informazioni genetiche, le osservazioni studiate, i dati di imaging, dal punto di vista dei precedenti trattamenti per qualsiasi membro della famiglia – in modo tale che la diagnosi e il trattamento potranno diventare più rapidi, meno costosi e più personalizzati.  Il completamento del progetto è previsto per la metà-fine del 2010.
L’Istituto Ortopedico Rizzoli è il secondo istituto al mondo per lo studio delle malattie rare dell’apparato scheletrico. Fondato nel 1896 come ospedale specializzato in ortopedia e traumatologia, è diventato un centro per le malattie dell’apparato muscoloscheletrico che si distingue per i progressi clinici e di ricerca d’avanguardia. I medici dell’Istituto visitano circa 150.000 pazienti ed eseguono circa 18.000 interventi chirurgici ogni anno.

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Lo stato italiano e il diritto alla vita

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2009

Lo Stato italiano ha l’obbligo di rispettare e promuovere il diritto alla vita, alla sopravvivenza ed allo sviluppo di ciascun minore (art.6 CRC). A tal fine, lo Stato deve garantire una valutazione rigorosa del superiore interesse di ciascun minore (art.3 CRC), per identificare una soluzione duratura che permetta la più completa realizzazione possibile dei diritti del minore in questione, in un’ottica di lungo termine. Inoltre, lo Stato italiano ha l’obbligo di assicurare la piena protezione di tutti i minori da ogni forma di abbandono, abuso, violenza e sfruttamento (artt. 19, 32, 34, 35 e 36 CRC). Particolare protezione deve essere garantita ai minori temporaneamente o definitivamente privi del proprio ambiente familiare (art.20 CRC) e potenziali rifugiati (art.22 CRC), che non dovrebbero mai essere respinti verso un paese dove vi siano fondate ragioni di ritenere che essi siano a rischio danni irreparabili, o verso un altro paese dal quale essi potrebbero essere lì respinti.
I suddetti diritti si applicano a tutti i minori che si trovino sul territorio di uno Stato o all’interno della sua giurisdizione, senza alcuna forma di discriminazione sulla base di, inter alia, considerazioni relative al loro status (art.2 CRC), e riguardano l’operato di qualsiasi soggetto istituzionale. Inoltre, nessun minore deve essere privato della libertà personale in maniera arbitraria o illegale per motivi relativi al controllo dell’immigrazione o all’ingresso irregolare (art.37 CRC). La Libia è responsabile di violazioni dei diritti umani fondamentali specialmente a danno dei migranti, compresi minori” – afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, “come ribadito da parte di alcune tra le più autorevoli organizzazioni internazionali che difendono i diritti umani”. Save the Children esorta l’Italia a porre immediatamente fine alla pratica dei rinvii in Libia di migranti, ivi compresi minori, rintracciati in acque internazionali, che costituiscono una violazione loro diritti umani fondamentali.

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