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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘fanatismo’

Dialogo con le religioni

Posted by fidest press agency su domenica, 22 Maggio 2011

“Ho molto apprezzato le parole pronunciate del Presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici ieri mattina in Piazza del Campidoglio durante la cerimonia del premio Stefano Gaj Tachè, giovane ucciso nel 1982 nell’attento alla Sinagoga di Roma. Aprirsi al dialogo con il mondo islamico per combattere ogni forma di fanatismo e per abbattere le differenze, è un invito al dialogo molto importante che tutti noi dobbiamo raccogliere. Queste parole giungono a pochi giorni dall’inizio della settimana della cultura islamica promossa da Roma Capitale che il Sindaco Gianni Alemanno presenterà quest’oggi. Roma ha la forza, il ruolo e le peculiarità per rilanciare il tavolo per il dialogo interreligioso, un percorso che va ripreso e che può trovare a Roma la sua sede ideale. Da sempre la nostra città rappresenta il luogo di incontro, sottolineo pacifico, tra culture, tradizioni e religioni diverse, per questo dobbiamo dar vita ad un nuovo corso basato sul dialogo e il rispetto delle differenza affinchè esse siano momento di confronto e non di scontro, solo così potremo gettare le basi per una pacifica convivenza e lottare insieme contro ogni forma di fanatismo e intolleranza”. Questo quanto dichiara Federico Rocca Consigliere del PdL di Roma Capitale.

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Il concetto ideale della universalità della verità

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2009

Tutto il XX secolo è stato attraversato da questa pretesa di verità che è insita nella natura umana. Certamente è terminato il lungo periodo dopo la seconda guerra mondiale durante il quale l’attivismo marxista e le sue varianti castrista, hodjaista, maoista, terzo-mondista, se non trotskista, sembravano regnare nella storiografia contemporanea dei nostri Paesi, ma i suoi rigurgiti, come testimonia l’opera interessante di Hobsbawm, le Siècle court, sopravvivono non solo nei paesi dove gli apparati comunisti più o meno epurati sovrintendono ad una metamorfosi delle basi dottrinarie internazionaliste in basi social-liberali o nazionaliste autoritarie. E’ quanto scrive François Fejto, professore dell’Institut des Etudes Politiques de Paris ed osserva: “Nel suo libro su Le malheur du siècle, dedicato alla memoria dei militanti anti-attivisti che sono diventati gli ex comunisti Annie Kriegel e Michel Heller, Alain Besançon ha spiegato magistralmente le ragioni per cui, soprattutto nei Paesi latini dell’occidente, il nazismo aveva una risonanza ben più marcata del comunismo e che si “poteva rimproverare a molti storici di non adottare gli stessi criteri nei confronti di tutti i crimini del passato,” come annotava Alfred Grosser. Bisogna accettare il discorso di Alain Besançon e la sua interpretazione del principio di verità per scrivere una storia bilanciata, equilibrata, veramente credibile e scevra di fanatismo ripercorrendo gli eventi che si sono susseguiti lungo l’intero corso di un secolo. Il nazismo era meglio conosciuto e quindi più fermamente condannato. Con l’apertura degli archivi sovietici la circostanza cambiò.E’ anche questo il profilo atteso per conferire alla storia quell’atteso rapporto di equilibrio e di linciamento veramente scevra da fanatismo.

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