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Posts Tagged ‘fantascienza’

“Quasi tutto” esordio letterario di Massimo Sergi

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Esce a marzo nelle librerie e negli store online Quasi tutto il libro d’esordio di Massimo Sergi, pubblicato dalla casa editrice Terre Sommerse nella nuova collana “Le Pillole”.
Il fantastico – “visionario” e “quotidiano”, come direbbe Calvino – e il verosimile si alternano nei dodici racconti che compongono questa piccola silloge, spesso fondendosi in maniera sotterranea, evanescente o inavvertita, fino a dipanarsi nei colpi di scena finali.
Una sottile crepa si insinua nella realtà, lascia emergere visioni talvolta oscure, talvolta illuminanti, frutto di un inconscio che suggerisce voci, memorie che rasentano il filo della follia e della nostalgia.Il soprannaturale domina in “Fantasma”, “Le voci lontane” e “Notturni”, esplode nell’horror – creato, appunto, nella dimensione interiore – di “Sonno” e de “Il rumore nei muri”, oppure inverte la freccia del tempo in “Prima di dormire”; la fantascienza diventa lo sfondo di quotidianità rabberciate e difficoltose in cui è costretto a vivere un quasi negletto avamposto spaziale in “Un mese di ritardo”.Il quotidiano, invece, si addentra in minuscoli mondi con “Sera d’agosto”, mentre la realtà brutale è alla base di “In tram” e de “L’altro angelo”. Infine, “Spartiti” e “Quasi tutto” narrano due storie d’amore, o meglio, la scoperta e la successiva consapevolezza del sentimento.Massimo Sergi, nato a Taranto, nel novembre del 1962, vive e lavora a Roma. Organista Hammond, pianista e compositore, segue in particolare il jazz e la musica classica. Si dedica, inoltre, alla scrittura, alla fotografia analogica e allo studio delle arti marziali tradizionali.Nel 2017 ha pubblicato con l’etichetta Terre Sommerse, il suo primo album da solista dal titolo “Walkaround”, contenente dodici brani di solo pianoforte da lui composti ed eseguiti, e due, con la collaborazione di Stefano Pontani e di Gianluca Livi, di genere ambient-sperimentale.

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Così va il mondo: E’ una storia fantascientifica?

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 settembre 2018

Ora che ci stiamo preparando ad un’altra tornata elettorale, pensando alle elezioni del parlamento europeo del prossimo anno, mi sembra il momento di tuffarci in una riflessione che ci porta a vedere il passato per quello che è stato. Lo faccio cercando d’esplorarlo di là della sua facciata e delle edulcorate versioni dei cronisti e degli storici di turno. Forse così procedendo farò storcere il muso a più di qualcuno ma costoro dovrebbero chiedersi, innanzitutto, se la ricerca degli accadimenti costituisce o meno il frutto di ciò che vogliamo vedere oltre la realtà perché la verità è un frutto troppo amaro da masticare a freddo: veritas odium parit. Chiarito questo punto lasciate che vi parli di un passato come di un thrilling fantascientifico: In una fredda sera d’ottobre del 1989 un gruppo di persone si riunì alla Troitskaja, la torre che per la sua altezza sovrastava le altre venti del Cremlino, e costoro, seduti intorno ad un tavolo incominciarono a parlare uno dopo l’altro con toni gravi ma al tempo stesso risoluti. C’era da prendere una decisione storica. Non era possibile indugiare oltre. Già l’Ungheria, con l’apertura delle sue frontiere il 23 agosto scorso, aveva dischiuso una grande falla alla compattezza della cortina dell’Urss.
Un generale fece notare che il muro di Berlino era diventato come la linea Maginot per i francesi nella seconda guerra mondiale. Che senso avrebbe avuto difenderla se era possibile aggirarla agevolmente? D’altra parte l’insofferenza delle repubbliche socialiste dell’Est non avrebbe permesso un recupero dell’affidabilità politica e istituzionale dell’Urss e sarebbe stato più conveniente che se ne facesse carico l’Occidente, poiché da qualche tempo soffiava sul fuoco delle proteste popolari che erano sempre più attratte dal liberismo di stampo occidentale. Così fu dato il via allo smantellamento del sistema di fortificazioni costituito da due muri paralleli di cemento armato separati tra loro dalla cosiddetta “striscia della morte” larga alcune decine di metri. Il complesso fu fatto costruire dalla Germania Est il 13 agosto del 1961 per impedire la libera circolazione delle persone dall’una all’altra Germania. La data fatidica di questo tracollo fu fissata il 9 novembre del 1989, dopo settimane di proteste popolari, incominciando con il consentire ai tedeschi dell’Est di visitare liberamente l’altra parte della Germania. Il muro, a questo punto divenne una struttura che andava abbattuta il più presto possibile e così fu fatto. Molti osservatori politici si chiesero, di là delle dichiarazioni di facciata e della sbrigativa risposta di chi considerava l’esperienza settantennale del socialismo reale esaurita per consunzione naturale, qual era la ragione di questa mossa e le conseguenze che ne potevano derivare sul futuro assetto dell’Europa e del mondo intero. Fu il periodo in cui un giornalista russo elaborò una teoria che molti considerarono fantasiosa o, se vogliamo, fantascientifica, ma che come in un puzzle i vari pezzi del mosaico, anno dopo anno, si composero lasciando intravedere il vero volto di una iniziativa solo in apparenza suicida del colosso Urss. D’altra parte all’Unione sovietica, faceva osservare questo giornalista, non restava molto da fare: o si andava a una guerra termo-nucleare con il rischio di ritrovarsi con un pianeta invivibile e dove i vincitori non avrebbero potuto godere del loro successo o si accettava una politica di logoramento che avrebbe affossato la Russia con tutti i suoi satelliti per una implosione del sistema. La strada migliore da percorrere si profilava invece un’altra con la destabilizzazione indoor dell’occidente e dell’arma sempre più potente della rete informatica. (Servizio Fidest)

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I confini tra scienza, fantascienza ed eventi biblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

La recente notizia che un gruppo di scienziati ha acquisito la prova che il diluvio universale, descritto nelle sacre scritture, abbia veramente sconvolto il mondo intero circa diecimila anni fa, mi ripropone il discorso, in verità mai sopito, sul confronto/scontro più in generale tra scienza, fantascienza e scritture bibliche. Gli aspetti più eclatanti li ho avvertiti con i primi clamorosi studi e ricerche sull’ingegneria genetica.
Uno di questi fu divulgato nel 1984 quando il prof. Steve Gould dell’Harvard University rivelò che esista la possibilità tecnica di fecondare una femmina di scimpanzé con seme umano.
Come può essere realizzabile? In genere le cellule sono rivestite da un’unità organica con caratteristiche immunitarie che ne definiscono la specificità. Ciò significa che questa membrana “difensiva” è in grado di frapporre un ostacolo naturale al tentativo di collegarla con cellule di specie diverse. Lo stesso accade per gli spermatozoi. Hanno potere fecondante se mancano particolari sostanze e che sono invece presenti nel liquido vaginale della femmina della stessa specie. Ebbene questi ostacoli nella “fecondazione in vitro” sono stati superati. Ma non basta. Nello spermatozoo esiste un “codice” segreto che impedisce la fecondazione alla presenza di liquidi vaginali non appartenenti alla stessa specie. Ancora una volta la barriera è stata scavalcata in seguito all’esperimento del prof. Juri Yano dello Yekes Primate center of Atlanta in seguito all’adozione di una particolare tecnica enzimatica.
A questo punto non sembra vi siano ostacoli notevoli per realizzare un ibrido uomo-scimmia. In via del tutto naturale si sa della nascita, in cattività, di un piccolo da una femmina di Siamango (una specie di scimmie che vive nell’Asia meridionale) con un gibbone. In questo caso la distinzione genetica è maggiore rispetto a quella dell’uomo-scimmia. Infatti, mentre il rapporto con il gibbone è di 46 e 48 cromosomi quelli con il Siamango è di 50 e 44. Il piccolo ibrido nacque con 47 cromosomi di cui 22 ereditati dalla madre e 25 dal padre. Probabilmente avrà voluto dire qualcosa la circostanza che le due specie avessero avuto un’origine comune ben 4/5 milioni di anni fa. Ed è quasi la data alla quale si fa risalire il rapporto di parentela natale uomo-scimpanzé. A questo punto è proprio il caso di dire che la magia e la fantascienza non costituiscono già da qualche tempo una novità per la natura. Basti pensare all’ape cartaia. Diciamo più semplicemente che esiste già un nuovo mondo e che le sue scoperte continueranno a stupirci a dispetto dei progressi della scienza. Un tema in se affascinante ma che qui riporto solo come citazione rimandando il lettore ai miei libri, pubblicati su Amazon in versione e-book, e quelli degli altri, davvero numerosi, che oggi hanno saputo sviscerare in tutte le loro parti, i limiti, oramai non più insuperabili tra scienza e fantascienza. (Riccardo Alfonso)

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Progetto MUFANT MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza di Torino

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

La creazione di un Polo Museale composto dal Mufant – Museolab del fantastico e della fantascienza di Torino e dal Mupin – Museo Piemontese dell’Informatica nella Circoscrizione 5 fa parte dell’azione di riqualificazione urbana, promossa dalla Città di Torino. È un segno di attenzione del Comune che intende sviluppare in quell’area spazi di coesione sociale e servizi culturali e didattici dedicati ai torinesi e ai turisti. Il complesso si collocherà tra i numeri 45-49 di via Reiss Romoli, nel quartiere Borgo Vittoria e nasce negli intenti dell’Amministrazione che, con gli uffici del Settore Cultura, la Giunta e i consiglieri di maggioranza sta lavorando da tempo al progetto insieme alla Circoscrizione 5, con l’obiettivo di rafforzare le azioni e i progetti delle due realtà museali, valorizzando, al contempo, il territorio che le ospita.Il progetto MUFANT MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza di Torino, la cui missione è diffondere e promuovere l’immaginario fantastico moderno, ha riscosso nel corso dei primi mesi di avviamento, a partire dal novembre 2015, sempre maggiore attenzione sia in relazione ai risultati ottenuti in termini di riqualificazione dell’area in cui è situato, sia per l’ottima risposta di visitatori. Accolto nei locali di via Reiss Romoli 49 bis, è il primo e unico museo italiano (il secondo in Europa) interamente dedicato al ‘fantastico’ (fantascienza, fantasy e gotico) in tutte le sue espressioni mediali: libro, cinema, televisione, fumetto, illustrazione, arte, gioco e videogioco e accoglie prestigiose collezioni e importanti collaborazioni. Il museo possiede circa 7mila oggetti e 10mila volumi fra testi rari e collane, ed è gestito dall’Associazione Immagina. La Città, in vista della creazione della nuova area museale, ha stipulato un nuovo accordo con l’Associazione, che prevede la concessione degli spazi per la durata di 4 anni. Il Mufant, infatti, è una risorsa innovativa che si innesta appieno nel contesto urbano, valorizzandolo, e potrà con la sua unicità diventare un potente polo d’attrazioneIl MuPIn, invece, è gestito dall’Associazione Museo Piemontese dell’Informatica e ha come missione la divulgazione scientifica in ambito informatico e possiede una collezione, che necessita di una sede permanente per poter essere valorizzata al meglio. Possiede oltre 6mila calcolatori e 6mila volumi, fra testi monografici e riviste, più di mille pacchetti software e centinaia di memorabilia dal 1840 a oggi. Al suo attivo ha numerose attività culturali, espositive, laboratori e conferenze. La costituzione del Polo Museale – che prevede la realizzazione di un allestimento continuo e fruibile con luoghi condivisi come l’atrio, la biglietteria, gli uffici, i laboratori, gli spazi espositivi, la biblioteca, la zona ristoro, la sala video/conferenze e l’organizzazione di attività comuni come mostre, rassegne, conferenze, presentazioni di libri con autori, proiezioni e laboratori – darà vita a una narrazione condivisa fra immaginario fantastico/fantascientifico (MUFANT) e tecnologia informatica/scienza (MuPIn). Un progetto che sarà in grado di attrarre un target di pubblico sempre più ampio.

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Esistono delle certezze matematiche dalle quali non si può prescindere

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 ottobre 2017

il laboratorio dell'ultima frontieraE’ il caso degli iperspazi. Essi costituiscono una delle teorie più elevate ed astratte della matematica tanto che al loro apparire furono considerati come semplice fantascienza. Tuttavia, per evitare equivoci, va anche ricordato che la scienza non è in grado di affrontare la totalità del pensiero ma solo delle astrazioni di essa. Ma in ogni caso tutte le volte che modifica le sue frontiere deve, nello stesso tempo, revisionare i suoi principi e, così facendo, tutto il pensiero dell’uomo nel suo insieme è sottoposto a profonde rettifiche. Ma solo in tale misura le conoscenze si scambiano utili informazioni e si evolvono pur nel rispetto delle singole autonomie. In questa fattispecie il mondo scientifico deve essere considerato come un sistema in perenne evoluzione da cui emergono – per Charles Singer – “degli esemplari di valore e precisamente quegli esemplari che furono così risolutamente respinti dai filosofi materialisti della precedente generazione. Per nostra fortuna quel tipo di filosofo che si permetteva di ignorare le grandi conclusioni a cui è arrivata la scienza, sta ora per scomparire.” Ma ora anche la scienza deve farsi più dialettica per rendere i metodi della filosofia più influenti nel determinare la natura del mutamento. In questa misura occorre riconsiderare il concetto di una radicale separazione tra i singoli mondi mentali degli individui e l’intelletto e la materia. Ma vi è anche un altro messaggio che non va sottaciuto. Spesso noi riserviamo poco spazio agli uomini d’ingegno che ci sono contemporanei e così facendo disperdiamo un gran patrimonio d’idee e di studi che solo fortunosamente i posteri riescono a raccogliere e a fondare, su di essi, più ardite teorie e attente riflessioni. Sull’argomento penso ci possa bastare un esempio tra i più noti. Mi riferisco a Giambattista Vico. La sua esistenza fu stentata ed avara di soddisfazioni. Il suo impegno culturale sembrava destinato ad un ingiusto anonimato anche dopo la sua morte. Dobbiamo al Filangieri e al Goethe che, leggendo la sua “Scienza nuova”, intravidero in essa “presentimenti sublimi del buono e del giusto che un giorno regneranno su questa terra.” Da allora fu un crescendo continuo d’estimatori di “rango”: da Foscolo al Manzoni e sino a Benedetto Croce e dalla Parigi di Michelet alla Germania di Wegel e di Marx. Solo in tal modo l’ignoto ed ignorato Vico si collocò degnamente nel mondo della cultura del suo e di tutti i tempi cominciando ad assumere i connotati di benedetto croceun “genius loci”. Eppure egli era quasi schiacciato da una costellazione di detrattori che lo accusavano di avere una scarsa conoscenza della cultura europea, di polemizzare con Cartesio in modi e tempi sbagliati, di essere, secondo Giuseppe Ferrari, servile con i potenti ed eccessivamente “entusiasta per il cattolicesimo.” Nello stesso tempo non si tollerava il suo italiano involuto e latineggiante, pieno di riguardo per le accademie e la sua povertà di riferimenti. Tale severità di giudizio non era espresso dall’anonimo cronista ma da Pietro Giannone che con il Genovesi erano considerati i maggiori intelletti napoletani del tempo. Le idee esposte nei “librettini di Vico” erano considerate incomprensibili da questi dioscuri e non degne di “torcersi il cervello” per intenderle. Erano in definitiva la cosa più “scipita e transonica che si potesse leggere.” Sparivano in questo modo, per i suoi critici, la potenza e l’acutezza delle sue intuizioni e concezioni, l’originalità del pensiero, l’ampiezza degli interessi e le folgoranti associazioni di parole e d’idee sia pure in un contesto baroccamente composito e ridondante. Di certo il Vico poteva vestire l’abito del suo tempo esprimendosi con un linguaggio accademico un po’ greve e goffo senza fantasia e senza humour, ma ciò non gli impediva di mettere in mostra il suo talento e le sue felici intuizioni. Oggi, a distanza di circa tre secoli, la fama del Vico invece di appannarsi risplende di rinnovata luce. Per Marx l’affermazione principale del Vico è che solo un mondo può essere davvero conosciuto dall’uomo ed è il mondo della storia, perché è l’uomo a farla, e si conoscono veramente solo le cose che si fanno. Lo stesso dicasi per il mondo delle scienze e della tecnica essendo una sua pura invenzione. La natura, invece, l’uomo la trova, può subirla o carlo marxmodificarla, ma non può conoscerla sino in fondo. “La tecnologia – osserva Marx riandando al pensiero vichiano – svela il comportamento attivo dell’uomo verso la natura, l’immediato processo di produzione dei suoi rapporti sociali vitali e delle idee dell’intelletto che ne scaturiscono.” “Resta oggi – scrive Giuseppe Galasso – lo scandalo di un pensiero che si rivela suscettibile di tante letture, perfino in chiave esistenzialistica, per un’evidente ricchezza di motivi e capacità di sollecitazione, rafforzate da aspetti d’ambiguità e d’oscurità, non per una consuetudine accademica. Rimane la difficoltà di aggregarlo ad una scuola particolare e di farne un idealista o un positivista, un cattolico o uno storicista e via dicendo, perché continuamente riemergono dai suoi scritti implicazioni e inflessioni che vanificano i tentativi d’appropriazione.” E’ questo un altro aspetto che ci richiama alla cultura del domani formata da un pensiero che non ha la pretesa d’essere originale ed esclusivo, ma sa di dover sempre e in ogni caso fare i conti con il suo passato. Esso non si cancella perché ognuno di noi è depositario di quella parte di verità che da sola non riesce a dirci tutto, ma i cui pezzi, sia pure minuti, sono fondamentali per ricostruire l’intero disegno del Creatore. Sta a noi raccogliere queste microscopiche schegge, con pazienza e costanza, e fare in modo che si ricompongano nella loro primigenia interezza. E Vico ha fatto la sua parte. Resta a noi oggi, detergendo ciò che è appartenuto solo al suo tempo, come un guscio che nasconde un seme, ridarlo alla nuda terra affinché da esso germogli la pianta del pane della vita e ci permetta di guardare di là dalla vita. (Riccardo Alfonso) (il libro è visibile sulla pagina Amazon dell’autore)

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Libro: “Le Ombre”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 agosto 2017

Le OmbreRiccardo Alfonso “Le Ombre”, Edizioni Fidest – Roma – pag.254 Le ombre celano, a volte, una realtà che vorremmo sempre presente. Nell’ombra continua a nascondersi un personaggio emblematico che l’autore incontra in lampi di luce sempre più brevi sino scomparire del tutto. Possiamo definirlo un racconto autobiografico? Forse si, forse no. Lasciamo al lettore la decisione finale. Va tuttavia detto che gli eventi aprono la strada a visioni fantastiche solo perché i limiti della nostra conoscenza non ci permettono d’esplorare l’insondabile. Vi è anche un blocco ideologico e culturale non aperto alla esplorazione di ciò che non è scientificamente validato secondo i canoni della scienza tradizionale. Ciò significa, a dispetto di tutti i suoi limiti, che ci siamo imbattuti in un racconto capace di aprire uno spiraglio alla conoscenza per una diversa visione della vita. Sta alla nostra sensibilità carpirne il segreto. (pubblicato su Amazon)

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Fantascienza in laboratorio: un fascio laser “attrattivo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 agosto 2016

Pterapia laserarma. Il concetto di un ”tractor beam“ è ben rappresentato nei film di fantascienza in cui un fascio di luce viene utilizzato per intrappolare e trainare navi spaziali nemiche.Nel lavoro Quantum coherent tractor beam effect for atoms trapped near a nanowaveguide recentemente apparso su Scientific Reports (Springer-Nature Publishing Group), Sandro Wimberger del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Parma, in collaborazione con due gruppi giapponesi dell’Università di Tohoku e dell’Okinawa Institute of Science and Technology, propone la realizzazione di un fascio di luce laser che attrae e intrappola oggetti quantistici. Il fascio laser attrae e trattiene elementi molto piccoli, singoli atomi o ”condensati“ di atomi freddi, anziché navicelle spaziali. L’originalità del lavoro consiste nel poter controllare più facilmente gli atomi e studiare effetti quantistici ignoti, sulla scala della stessa lunghezza d’onda utilizzata per creare il fascio. Infine, si assisterebbe ad una nuova forma di interazione tra la luce e materia, cioè tra la luce che attraversa la fibra (in grigio nella figura) e gli atomi (blu) molto vicini alla fibra.

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Presentazione del romanzo di fantascienza “Mondi senza tempo”, di Francesco Troccoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2016

mondi senza tempoRoma, venerdì 10 giugno, dalle 19.00, negli ariosi spazi all´aperto di Contrasto al Pigneto (via del Pigneto 22/A).Riflessi di Luce Lunare curerà (in collaborazione conl´editore Delos Books) la prima presentazione romana di “Mondi senza tempo”, terzo romanzo di fantascienza di Francesco Troccoli, che chiude la trilogia iniziata con “Ferro Sette” e “Falsi Dèi” (usciti nel 2012 e 2013 per lo´Armando Curcio).
Durante la presentazione di “Mondi senza tempo” si parlerà anche di “Domani Forse Mai” (ed. Wild Boar), antologia dei racconti fantastici di Francesco  Troccoli, curata da RiLL. Il volume raccoglie nove racconti fantastici e fantascientifici di Francesco Troccoli, premiati in numerosi concorsi letterari italiani (fra cui il Trofeo RiLL, SFIDA e il premio Giulio Verne).“Domani Forse Mai” è disponibile in formato cartaceo ed elettronico.
“Mondi senza tempo” inizia poco dopo la conclusione di “Falsi Dèi”, ed è un nuovo concentrato di avventure per il protagonista, Tobruk Ramarren. I lettori lo vedranno in azione su Harris IV (il pianeta in cui era ambientato “Ferro Sette”, e che il nostro aveva contribuito a liberare), su altri pianeti di quel sistema, oltre che nelle oniriche dimensioni del sogno e della non-coscienza. “Mondi senza tempo” è un romanzo che avvince e convince: da una parte resta fedele all´ambientazione generale della trilogia (l´Universo Insonne, cioè un futuro in cui l´idea stessa di sonno è andata perduta, per accrescere parossisticamente il tempo dedicato alla produzione e al lavoro), dall´altra ne rinnova la trama, proponendo nuove sfide, nuove alleanze, nuove “missioni impossibili” per l´eroe protagonista. “Mondi senza tempo” è pubblicato dalla Delos Books ed è disponibile in formato cartaceo ed elettronico da metà maggio.
Dopo le avventure descritte in “Falsi Dèi”, Tobruk Ramarren è finalmente tornato a casa. Ma la Repubblica non è più il posto dorato che aveva lasciato alla partenza. Una grave crisi minaccia l´incolumità dello Stato, una nuova guerra con il vicino Sistema di Hassad incombe. Nel passato deve essere accaduto un evento imprevisto, e la storia dell´Universo è radicalmente cambiata. Ben presto Tobruk è costretto ad affrontare la realtà: nel mondo che ha trovato al suo ritorno non c´è più posto per lui. Sospettato, manipolato e braccato, per rimettere ordine nella Galassia, dovrà scendere a patti con il suo nemico giurato: Vladimir il Sanguinario. È giunto il momento di mettere in gioco la propria vita: senza Tobruk Ramarren, la storia dell´Universo potrebbe persino essere migliore…
Francesco Troccoli, nato a Roma nel 1969, si è imposto sulla scena della fantascienza nel 2012 con l´uscita del romanzo “Ferro Sette”, edito dalla Armando Curcio, al quale è seguito l´anno dopo per la stessa casa editrice “Falsi Dèi”. I due romanzi, riproposti da Delos Books in formato elettronico (collana Delos Digital), sono ambientati nel cosiddetto Universo Insonne; il racconto prequel “Hypnos” è invece uscito (sempre in e-book con Delos) nella collana Robotica.it. Del 2012 è “Domani Forse Mai” (ed. Wild Boar), raccolta di racconti fantastici curata dall´associazione RiLL. Sempre in ambito fantascientifico, Francesco Troccoli ha inoltre curato (con Alberto Cola) l´antologia “Crisis” (ed. Dalla Vigna, 2014) ed è membro della Carboneria Letteraria, con cui ha pubblicato il romanzo collettivo “Maiden Voyage” (ed. Homo Scrivens, 2014). (foto: mondi senza tempo)

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XXI Trofeo RiLL, il miglior racconto fantastico

Posted by fidest press agency su sabato, 24 gennaio 2015

la maledizioneLe iscrizioni per il XXI Trofeo RiLL sono aperte sino al 30 marzo 2015. Il Trofeo RiLL è uno dei maggiori concorsi letterari italiani per racconti fantastici ed è bandito dal 1994 dall´associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare, col supporto del festival internazionale Lucca Comics & Games e della Wild Boar Edizioni. Possono partecipare al Trofeo RiLL racconti fantasy, horror, di fantascienza e, in generale,
tutte le storie che siano, per trama o personaggi, “al di là del reale”. A ogni edizione del concorso partecipano, da alcuni anni, 200-250 racconti, provenienti dall´Italia e dall´estero. Nel 2014, per l´edizione del ventennale, hanno partecipato 345 racconti, scritti da autori residenti soprattutto in Italia, ma anche in Australia, Uruguay, USA e paesi dell´Unione Europea. I migliori racconti del XXI Trofeo RiLL saranno pubblicati (senza nessun costo/ contributo per i rispettivi autori) nella prossima antologia del premio (collana “Mondi Incantati”, ed. Wild Boar). Il racconto primo classificato sarà inoltre tradotto e pubblicato:
– in Irlanda, sulla rivista di letteratura fantastica Albedo One (già vincitrice dell´European Science Fiction Award come migliore rivista del settore);
– in Spagna, su Visiones, l´antologia annuale dell´AEFCFT (Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror).
All´autore del racconto vincitore andrà un premio di 250 euro.
La selezione dei racconti finalisti sarà curata da RiLL: tutti i racconti partecipanti saranno letti e valutati in forma anonima, considerando in particolare l´originalità della storia e la qualità della scrittura. La giuria del Trofeo RiLL sceglierà poi, fra i racconti finalisti, quelli da premiare e pubblicare sull´antologia 2015 della collana “Mondi Incantati”. Sono giurati del Trofeo RiLL, fra gli altri, gli scrittori Donato Altomare, Pierdomenico Baccalario, Mariangela Cerrino, Giulio Leoni, Gordiano Lupi, Massimo Mongai, Massimo Pietroselli e Sergio Valzania; gli accademici Arielle Saiber (Bowdoin College, Boston, USA) e Luca Giuliano (Università “La Sapienza”, Roma); e i giornalisti e autori di giochi Andrea Angiolino, Beniamino Sidoti e Renato Genovese (quest´ultimo anche direttore del festival
internazionale Lucca Comics & Games).
Tutti gli autori partecipanti al XXI Trofeo RiLL riceveranno una copia omaggio dell´antologia “Mondi Incantati” del 2014: “LA MALEDIZIONE e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni”, che prende il nome dal racconto vincitore del XX Trofeo RiLL, scritto da Michele Piccolino (in attach la copertina, dell´illustratrice Valeria De Caterini). Oltre ai migliori racconti del XX Trofeo RiLL, il volume raccoglie i racconti selezionati nel concorso SFIDA 2014, sempre curato da RiLL, e i racconti vincitori di quattro premi letterari
europei dedicati alla letteratura fantastica (il Premio Nova, Finlandia; il Premio Domingo Santos, Spagna; l´Aeon Award Contest, Irlanda; il James White Award, Regno Unito), proponendo ai lettori un viaggio di respiro internazionale nell´immaginario fantastico.
(in attach il comunicato stampa dell´antologia)
La cerimonia di premiazione del XXI Trofeo RiLL avrà luogo nel novembre 2015, nell´ambito del festival Lucca Comics & Games. (foto: la maledizione)

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Herbert George Wells: Avventure di fantascienza

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2011

I grandi capolavori di un maestro indiscusso della fantascienza mondiale raccolti in un unico volume da La macchina del tempo a L’isola del dottor Moreau a La guerra dei mondi. Profezie, viaggi nel tempo e nello spazio, mostri, marziani, eventi apocalittici, grandi imprese si susseguono in avventure appassionanti che vogliono essere anche una riflessione e una critica alla società post-industriale di fine Ottocento e alle false certezze che ha creato nell’uomo. Storie avvincenti che fanno pensare. Anche oggi. Pagine 632 Euro 26,00 Codice 21660C EAN 978-88-425-4951-2

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Tra il fantastico e il reale

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 maggio 2011

Scriveva Charles Berlitz nel suo romanzo “The Bermuda triangle”: “le persone non amano affrontare i misteri che non si possono spiegare. Qualsiasi supporto tecnico-scientifico serve a poco; si preferisce ignorarli.” Questa ingenuità scientifica e culturale si può ancora tollerarla dopo che la scienza è riuscita a farci vedere tutto un mondo invisibile e a materializzarlo con il “fuoco termonucleare”? Non dimentichiamo che la fantascienza del XIX secolo è diventata la scienza del XX e la fantascienza dei nostri tempi, molto probabilmente, diventerà la scienza di un domani prossimo venturo. Se l’umanesimo culturale dell’uomo stenta ad adeguarsi al nuovo e al diverso vuol dire che si preferisce ancora dare un taglio metafisico al sogno einsteiniano di vedersi attaccato a un raggio di luce e di fermare il tempo, piuttosto che considerarlo una teoria scientifica. Il nostro approccio con la scienza non deve limitarsi alle riflessioni filosofiche. Esse appartengono al nostro passato. Le continue innovazioni tecnologiche che fanno viaggiare le parole e le immagini nello spazio e ci fanno aprire dei varchi, oltre la vita, che ci hanno catturato, e al tempo che ha fatto da collante, rendono reale ciò che un momento prima ci sembrava irreale e, perciò, irrealizzabile. Luci e ombre appartengono alla storia del XXI secolo.
Reader, thou that passest by,
As thou art so once was I;
As I am so shalt thou be;
Wherefore, reader, pray for me.
O lettore che passi,
come tu sei così ero una volta io;
come io sono così tu diventerai;
perciò, o lettore prega per me.
… Perché questa memoria che ti affido possa farti comprendere il travaglio della mia esistenza. Un giorno non lontano tu potrai vivere in quel “tempo senza tempo” che un viaggiatore mi descrisse ed allora ci incontreremo nel nostro Paradiso ritrovato. (dal libro di Riccardo Alfonso “Le Ombre”)

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La rete del ragno: dalla fantascienza all’attualità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2010

Editoriale. Se si soffermiamo a quanto, è stato scritto su Berlusconi attraverso le note diplomatiche riservate pubblicate da Wikileaks, dobbiamo dire che il tutto si intreccia tra la politica internazionale e i fatti di casa nostra. L’U.R.S.S., se teniamo fede ad altre “rivelazioni” oggi passate nel dimenticatoio, non si è dissolta con il muro di Berlino ma ha cambiato semplicemente pelle. Invece di combattere vis a vis il suo nemico capitalista ha preferito la “guerriglia”, meno distruttiva ma ritenuta più efficace e adeguata alle circostanze. In pratica il comunismo ha smesso di diventare una ideologia e ha scelto la via della penetrazione intelligente cercando di smantellare dall’interno il sistema capitalista. In questa logica anche le risorse umane sono state scelte secondo un metro di giudizio più legate alle debolezze che non ai meriti. In questo frangente Berlusconi era e resta un soggetto ideale. Patron di televisioni e, quindi, con una capacità di comunicare ragguardevole. Esposto al ricatto con le sue amicizie in odore di mafia, con i suoi traffici che hanno risvegliato le attenzioni della magistratura e con le sue doti di affabulatore e di indubbie capacità aggregative. Il terreno su cui operava era altrettanto fertile. Si usciva, in Italia, da una crisi politica profonda con una Dc allo sbando, i socialisti resi acefali e un Pci che, pur ponendo mano ad un rinnovamento, restava non bene accetto alla maggioranza degli italiani, ma con una dirigenza disponibile a seguire i suggerimenti del Cremlino, o, meglio, quelli di un capo che, guarda caso era stato un alto dirigente del Kgb e, quindi, in possesso di segreti imbarazzanti anche per certi italiani. D’altra parte Berlusconi per i suoi trascorsi ben incarnava l’anticomunismo. Ben incarnava una destra che era uscita sconfitta dal fascismo e che non intendeva rinunciare al suo primato storico. Ma Berlusconi doveva servire anche ad altro nello scacchiere internazionale. Doveva diventare la punta di diamante di una strategia del Cremlino volta a saldare un’alleanza anti americana partendo da est con la Cina, attraversando gli Urali, la Russia ed approdando in Africa dove un Gheddafi lo avrebbe accolto a braccia aperte. Il futuro si traduce con la sconfitta del capitalismo di marca statunitense e l’avvento di un nuovo ordine mondiale. E una Europa privata dal servaggio americano si sarebbe naturalmente spostata ad est ed entrata nell’orbita del continente asiatico dove molte sono le eccellenze e anche le risorse energetiche. Questa consapevolezza oggi è nelle carte “riservate” e anche “top secret” della diplomazia americana ma per noi non costituiscono una novità. Lo avevamo scritto in una nostra intervista di sette anni fa ad un giornalista russo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Yoss: I sette peccati nazionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

(Yoss Pagine: 192 ISBN 978-88-497-0710-6 Prezzo: € 16,00) La voce più tagliente e impietosa dell’ultima generazione di narratori cubani canta, in sette quadri collegati tra loro, la dura e inebriante vita di oggi sull’isola più contraddittoria del pianeta. Un ceffone e una carezza per capire cosa resta del sogno rivoluzionario e cosa sta accadendo nelle viscere di un popolo senza mezze misure.
Yoss, pseudonimo di José Miguel Sánchez Gómez (L’Avana 1969), ha pubblicato la raccolta di racconti di fantascienza Timshel (1989) e il volume di testi realistico-sperimentali W (1997).
Ha vinto il premio David 1988. Suoi racconti compaiono nei volumi A labbra nude (Feltrinelli 1995), Vedi Cuba e poi muori. Fine secolo all’Avana (Feltrinelli 1997) e La baia delle gocce notturne (Besa 2001), tutti a cura di Danilo Manera.

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Se la Scienza diventa Fantascienza

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2010

New York. La Scienza, negli ultimi decenni, sull’onda di ideologie troppo astratte ed ansiogene (e talvolta anche un po’ sessiste) ha proclamato spesso le più bizzarre teorie sul futuro: la sparizione delle malattie, il gene della gioia (un click e accendi la felicità), il perfezionamento della specie umana attraverso selezioni artificiali (eugenetica), il “gender independent” ovvero una umanità senza più il fardello del sesso (come se avere un sesso, cioè essere uomini o donne, sia un peso..), insomma un’astrazione dietro l’altra, teorie vendute come accadimenti imminenti, futuro prossimo inevitabile.Intanto però molti decenni sono passati senza che nulla accadesse, appunto.. ed inoltre più andiamo avanti più ci accorgiamo invece che la Natura è ancora ben “superiore” a noi nel determinare il futuro e la direzione del nostro pianeta e della nostra specie, e anzi, abbiamo scoperto che quando forziamo la mano creiamo solo immani catastrofi (da Chernobyl alla marea nera del Messico). Un’altra storica fissazione pseudo-scientifica (e soprattutto ideologica) di recente smentita era quella che la maternità e la madre fossero qualcosa di preminente rispetto alla paternità ed al padre in ambito “familiare ed educativo”. La sconsacrazione definitiva di questo teorema viene dalla recente scoperta del German Primate Center * riguardo ai Barbary macachi (la specie di scimmie più evoluta e parenti biologici più “vicini” a noi) dove non solo la femmina madre si limita al parto e poi pensa a tutto il maschio padre ma addirittura la “gerarchia” e struttura sociale del gruppo è definita non in base alla aggressività e forza fisica ma alla capacità e peculiarità paterna. (http://www.youtube.com/watch?v=nMX2lzTWzJc) Perciò auspichiamoci intanto una scienza più “terrena”, e quando leggiamo l’ennesima “sparata” o scoperta scientifica prendiamola con le molle, con sano scetticismo, capacità critica, se una intuizione scientifica è davvero buona lo dimostrerà con i fatti e non ha bisogno di proclami, sponsor e pubblicità allarmistiche. Quasi cento anni fa Alexander Fleming scoprì una muffa, la penicillina, che negli ultimi decenni ha salvato milioni di persone da morte certa: ecco come si valuta la bontà di una scoperta scientifica.. col tempo. (Fabio Barzagli Responsabile Etico Nazionale – in sintesi)

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Convention di scienza e fantascienza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2010

Bari 11 aprile (dalle 9:00 alle 21:00) allo Sheraton Nicolaus Hotel&Conference Center”, via Cardinale Ciasca, 27  La LevanteCon è l’unica Manifestazione italiana che unisce, in un unico grande evento, Scienza e Fantascienza attraverso due eventi: il Festival dello Spazio e la Star Trek NautiCon. All’interno dell’evento gli appassionati e i curiosi potranno trovare il Planetario, esperimenti scientifici, talk-show con ospiti scientifici e fantascientifici, mostre,  oggetti viaggiati nello spazio, oggetti di scena di Star Trek e altre trenta attività. Alla manifestazione sono abbinati due premi nazionali molto importanti: il Premio Nazionale Divulghiamo la Scienza Galileo Galilei, dedicato al divulgatore dell’anno, che nel 2010 è stato assegnato, dal Festival Science Award Commission, al Dott. Umberto Guidoni (astronauta ASI e NASA) per l’opera svolta in oltre venticinque anni di lavoro nel campo della Fisica. L’alto riconoscimento, il Premio Nazionale Divulghiamo la Fantascienza Gene Roddenberry, che viene assegnato al soggetto o ente che si è distino nella divulgazione della fantascienza in Italia. Per questa edizione il premio è stato assegnato al network televisvo Sci Fi Italia (Steel – Gruppo Studios Universal). La premiazioni, alle 17:45 per il “Galileo Galilei” e alle 18:45 per il “Gene Ronddenberry”, saranno precedute da due importanti Talk-Show con ospiti di livello internazionale. Tra i vari eventi di quest’anno segnaliamo: ospiti di grande livello (Astronauta Umberto Guidoni) e in esposizione la riproduzione fedele della Tuta Spaziale di Buzz Aldrin (missione lunare Apollo 11).

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LevanteCon

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

Bari 11 aprile, dalle ore 9:00 alle 21:00, presso lo Sheraton Nicolaus Hotel la “Associazione Culturale Giulio Verne” è il “Parco Astronomico Sidereus” annunciano la seconda edizione della “LevanteCon – la Manifestazione italiana di Scienza e Fantascienza”  La LevanteCon è una manifestazione unica nel suo genere, dove i due temi principali, Scienza e Fantascienza, vengo trattati non come distinti e separati ma congiuntamente, come l’uno ispiratore dell’altro.  All’interno della Manifestazione, il visitatore potrà assistere a esperimenti scientifici, entrare in un grande planetario capace di riprodurre la volta celeste, osservare mostre a tema sulla Fantascienza e sulla Scienza, partecipare ad una serie di dibattiti (Talk-show) e incontri con ospiti di livello internazionale (astronauti, ricercatori del CERN, giornalisti, scrittori di fantascienza, editori, doppiatori, etc…), assistere a diverse proiezioni (documentari scientifici, serie televisive, film), assistere e partecipare a tavolo rotonde, immergersi in una scenografia a tema e molto altro ancora.  Inoltre é prevista l’esposizione di una vera  tuta spaziale. Ulteriori informazioni sull’argomento e su altri eventi importanti saranno comunicate in seguito. Mentre per gli istituti scolastici sarà approntato il “Progetto Scuola-School Pass Festival dello Spazio”. Questo programma vuole privilegiare le scuole, crogiuolo delle future generazioni, in modo che queste possano prenotare le “Sessioni al Planetario”, gli “Esperimenti Scientifici” e i “Relatori per le Mostre” che saranno presenti nella convention.  All’interno vi saranno anche tre importanti cerimonie: la consegna del “Premio Nazionale Divulghiamo la Fantascienza – Gene Roddemberry” (Presidente di Giuria il giornalista Dott. Costarella), del “Premio Nazionale di Divulghiamo la Scienza – Galileo Galilei” (Presidente di Giuria il ricercatore scientifico Dott. Licchelli) e  “Concorso di Letteratura di Fantascienza Giulio Verne” che vedrà Donato Altomare, scrittore internazionale, no degli artefici principali della Grande e importante Cerimionia di Premiazione. L’ingresso alla manifestazione è completamente gratuito e le attività proposte sono aperte a tutti gli appassionati, e non solo, che parteciperanno all’importante evento divulgativo.
La LevanteCon, che nella edizione del 2009 é stata visitata da oltre 1300 persone, è stata concepita per essere la prima manifestazione, per genere e grandezza, in Italia, capace di attrarre migliaia di appassionati grazie alla sua ricca offerta di attrazioni e alla sua capacità di crescere edizione dopo edizione.

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Rassegna dedicata alla fantascienza

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2009

Roma 30 giugno Teatro India “Urania, stregati dalla Luna nella città delle storie disabitate”  “Urania, stregati dalla Luna nella città delle storie disabitate”, la rassegna dedicata alla fantascienza si apre martedì 30 giugno al Teatro India. Il ricco programma di eventi, incontri, spettacoli, performance, inizia alle ore 19.00 con l’inaugurazione della mostra interdisciplinare Stregati dalla Luna”, a cura della Fondazione Fossati e prosegue alle ore 21.00 con il debutto dello spettacolo “Attrazione Terrestre” di Diego Romano con Giuliana Lojodice e Arnaldo Ninchi, nello spazio Indiateca sarà inoltre aperto al pubblico il Mercatino dei Libri Usati. Fossati e Zètema Progetto Cultura, che si inserisce nel programma dell’Estate Romana. Mostra: “Stregati dalla Luna”, una mostra interdisciplinare organizzata dalla Fondazione Fossati, che  ha come direttore artistico Pier Luigi Manieri il quale ha ideato un’esposizione comprendente videoproiezioni, film e incontri. L’esposizione si compone di materiali di rilevante pregio e rarità: opere di artisti come Crepax, Pratt, Thole affiancate a edizioni uniche come Buck Rogers del 1935, o Voyage dans Lune di Cyrano de Bergerac, del 1918, ed ancora approfondimenti su fenomeni di culto come UFO, Barbarella, Zaffiro & Acciaio e film come Capricorne One, Un lupo mannaro americano a Londra e Base Luna chiama Terra, oltre a esempi delle controculture pop e Sci fi come Tekkaman, il leggendario Daitarn3.

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XV Trofeo RiLL il miglior racconto fantastico

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2009

C’è tempo sino a lunedi’ 20 aprile 2009 per partecipare al XV Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico. Curato dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare, attiva dal 1992 in ambito letterario e ludico, il Trofeo RiLL è un premio per racconti brevi di genere fantastico, inteso nel senso più ampio del termine. Possono partecipare storie fantasy, di fantascienza, horror e, piu’ in generale, opere di ogni ambientazione, purche’ siano per trama e/o personaggi al di là del “reale” e del “verosimile”. Circa 200 i racconti partecipanti a ciascuna delle piu’ recenti edizioni, scritti anche da italiani residenti all’estero (Australia, Belgio, Germania, Irlanda, Svizzera, USA…) Nella giuria 2008, fra gli altri, gli scrittori Valerio Evangelisti, Giulio Leoni, Luca Di Fulvio, Sergio Valzania, Mariangela Cerrino, Gordiano Lupi, Massimo Mongai, gli accademici Carlo Maria Bajetta e Luca Giuliano e i giornalisti e autori di giochi Andrea Angiolino e Beniamino Sidoti. Dal 2003 RiLL ha curato sei antologie di racconti fantastici “dal Trofeo RiLL e dintorni”: la collana “Mondi Incantati”, pubblicata dalla Nexus Editrice col patrocinio del Comune di Lucca e della manifestazione internazionale Lucca Comics & Games, dove si svolge la cerimonia finale del Trofeo RiLL. Il più recente volume è “Fuga da Mondi Incantati” (Nexus Editrice, 2008), che ospita diciannove racconti, opera di autori premiati al Trofeo RiLL e di scrittori membri della giuria. Tutti i partecipanti al XV Trofeo RiLL riceveranno in omaggio una copia della raccolta.

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Cinema tra Scienza e Fantascienza

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2009

scienceGenova, 25-26-27-28 Marzo 2009  Cinema Nickelodeon  X-Science: Cinema tra Scienza e Fantascienza  La quarta edizione di X-Science, manifestazione nata dalla collaborazione tra la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Genova e il Genova Film Festival (Associazione Culturale Daunbailò) si avvale del contributo di Regione Liguria, di Ansaldo Energia e della collaborazione di Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. In programma il concorso internazionale di cortometraggi a tema, la Notte della Fantascienza, anteprime,  documentari, riletture di film di genere meno noti, capolavori restaurati della Storia del Cinema ed incontri con registi e scienziati.   Tra i protagonisti di questa edizione della manifestazione, Sean Gullette, attore e sceneggiatore del film Pi greco – il teorema del delirio esordio del regista cult Darren Aronosky, autore tra l’altro di The wrestler, con Mickey Rourke, vincitore dell’ultima edizione del Festival di Venezia. Sean Gullette presenterà la riproposta di Pi greco, film che racconta la storia di Max Cohen, genio della matematica, le cui scoperte fanno gola ai magnati di Wall Street. Sono pervenuti oltre 100 film da 18 Paesi: Albania, Austria, Belgio, Canada, Croazia, Danimarca, Filippine, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Repubblica Ceca, Russia, Spagna, Ungheria, USA.  I film, selezionati fra le migliori produzioni del mondo, affrontano il tema della  Scienza e Fantascienza attraverso letture che spaziano dal realismo al verosimile fino alla comicità. In tutte le produzioni emerge una grande curiosità verso la ricerca scientifica del presente, le possibili scoperte del futuro e gli “altri” mondi temuti o desiderati.    La ristretta rosa di selezionati sarà sottoposta al giudizio di una giuria internazionale composta da: Sean Gullette – attore e sceneggiatore, John Oliver  – curatore del British Film Institute, Maurizio Di Rienzo – critico cinematografico, Lorenzo Vignolo – regista, Ubaldo Garibaldi -fisico.  Durante X_Science saranno proposti lungometraggi a tema con una lettura critica da parte di scienziati e docenti della Facoltà di Scienze MFN e produzioni televisive inedite sul grande schermo, utili a veicolare il concetto di Scienza in modo piacevole e divertente attraverso il mezzo audiovisivo. Concluderà il Festival La Notte Della Fantascienza. A partire da Mezzanotte di Sabato 28 Marzo una maratona notturna sarà dedicata a grandi capolavori del cinema di Fantascienza Inglese degli anni Sessanta: VILLAGE OF THE DAMNED (Il villaggio dei dannati, 1960) di Wolf Rilla, CHILDREN OF  THE DAMNED (La stirpe dei dannati, 1963) Anton M. Leader, THE DAMNED (Hallucination, 1961)  Joseph Losey. Durante la notte gli appassionati cinefili saranno sostenuti nella loro partecipazione alla fantamaratona da un coffee break tra un film e l’altro.

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