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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘fantasma’

Terremoti: dove è il volume fantasma?

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

La sequenza sismica che si è verificata nel Centro Italia dal 24 agosto 2016 è legata all’estensione che coinvolge gli Appennini e misurata tramite la rete GPS in circa 4-5 mm all’anno. La sorpresa è che grazie alle nuove tecnologie satellitari è stato possibile misurare come il terremoto abbia determinato l’abbassamento di un volume di crosta terrestre almeno 7 volte maggiore di quello sollevato.“Attraverso l’uso di dati geodetici e tecniche interferometriche satellitari applicate a immagini radar InSAR (Interferometric Synthetic Aperture Radar)”, spiega Christian Bignami dell’INGV, “sono state acquisite immagini che hanno permesso l’esatta misurazione dei volumi di roccia mobilizzati durante il terremoto di Amatrice – Norcia”.Da circa venti anni i satelliti per l’osservazione della Terra permettono di studiare gli eventi sismici. In particolare, i satelliti che equipaggiano un sensore RADAR, il SAR (dall’inglese Synthetic Aperture Radar), sono utilizzati per misurare con precisione le deformazioni della superficie terrestre indotte dai terremoti. Situati su una piattaforma satellitare in orbita attorno alla Terra, i SAR permettono di ottenere informazioni dettagliate sotto forma di immagini. Applicando una particolare tecnica di elaborazione del segnale, l’Interferometria SAR (InSAR), è possibile analizzare e misurare i movimenti del suolo. “L’interferometria SAR”, spiegano Christian Bignami ed Emanuela Valerio, “ha permesso di estrarre l’informazione circa la distanza che ciascun punto (il pixel delle immagini) al suolo ha rispetto al SAR, consentendo quindi la misura delle variazioni avvenute nell’area ‘fotografata’ dal satellite a seguito del terremoto. È stato così possibile calcolare gli abbassamenti e sollevamenti del suolo, e i relativi volumi di roccia mobilitati dagli eventi sismici avvenuti il 24 agosto 2016 di magnitudo 6 e il 30 ottobre 2016 di magnitudo 6.5”.I risultati ottenuti pongono un quesito molto importante: dove va a finire in profondità questa massa crostale in eccesso? Il modello prevede che nella fase preparatoria del terremoto, che può durare alcune centinaia di anni, si formino nella crosta fragile (i primi 10-15 km) alcune migliaia di microfratture legate all’estensione in corso lungo la catena appenninica e quindi la creazione di un volume “dilatato” che, raggiunto uno stato limite in cui non è più in grado di sostenere il peso delle rocce sovrastanti, il volume dilatato collassi, accogliendo il volume in eccesso che si abbassa durante il terremoto, come la richiusura di una fisarmonica.“In particolare, grazie a questi dati”, aggiunge il Presidente INGV Carlo Doglioni, “è stato valutato il rapporto tra volume di roccia in subsidenza e volume in sollevamento, gettando nuova luce e conferme sul ruolo della forza di gravità nei terremoti relativi a faglie estensionali. Prossimo obiettivo è la caccia ai volumi crostali in cui lungo l’Appennino vi siano zone dilatate, prone a generare un futuro evento sismico.Lo studio Volume unbalance on the 2016 Amatrice – Norcia (Central Italy) seismic sequence and insights on normal fault earthquake mechanism, autori C. Bignami, E. Valerio, E. Carminati, C. Doglioni, R. Lanari e P. Tizzani, è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports-Nature.
We analyse the Mw 6.5, 2016 Amatrice-Norcia (Central Italy) seismic sequence by means of InSAR, GPS, seismological and geologic data. The >1000 km2 area affected by deformation is involving a volume of about 6000 km3 and the relocated seismicity is widely distributed in the hangingwall of the master fault system and the conjugate antithetic faults. Noteworthy, the coseismically subsided hangingwall volume is about 0.12 km3, whereas the uplifted adjacent volumes uplifted only 0.016 km3. Therefore, the subsided volume was about 7.5 times larger than the uplifted one. The coseismic motion requires equivalent volume at depth absorbing the hangingwall downward movement. This unbalance regularly occurs in normal fault-related earthquakes and can be inferred as a significant contribution to coseismic strain accomodated by a stress-drop driven collapse of precursory dilatancy. The vertical coseismic displacement is in fact larger than the horizontal component, consistent with the vertical orientation of the maximum lithostatic stress tensor.

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“Il Fantasma della Miniera”

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 agosto 2018

Nuovo romanzo di Lucia Galliani e Guido Saletti ambientato nel Tarvisiano, dopo “Le quattro stagioni del giallo”. Pubblicazione edita da Froogs (300 pagine circa, prezzo 15 euro). Una gita nell’ex miniera di Cave del Predil si trasforma in tragedia. Una donna viene trovata morta durante un’escursione con il trenino all’interno dell’ex compendio minerario dove si estraevano, fino al 1991, piombo e zinco. E da qui, è tutto un susseguirsi di misteri, con altre persone destinate a perdere la vita e indagini tutt’altro che semplici.
A scriverlo, mescolando suspense e particolari del territorio, sono Lucia Galliani e Guido Saletti, emiliani di natali e residenza, ma innamorati di questo lembo del Friuli Venezia Giulia. Apprezzano così tanto la zona da aver già scritto dei racconti, “Le quattro stagioni del giallo”, con Sella Nevea e Cave del Predil quale cornice delle storie. E ora, nel loro nuovo lavoro, ritornano alcuni personaggi che hanno caratterizzato il volume precedente: su tutti, il giornalista-investigatore Guido Pizzul, chiamato ancora una volta sul luogo di un fatto di sangue. Con lui, riecco anche Paola Marcon, una delle due gemelle – l’altra è Patrizia – che sono l’oggetto del desiderio (ma anche dei dubbi) di Pizzul, tanto talentuoso come indagatore quanto limitato sotto il profilo affettivo. Con loro, rientrano in scena anche altri personaggi, per esempio il maresciallo Ferri che comanda la stazione dei carabinieri di Chiusaforte, punto di riferimento per Pizzul e che anche ne “Il Fantasma della Miniera”, seppure fuori giurisdizione, rimarrà centrale nella vicenda.Delitti e intrighi, dunque, sono alla base di un romanzo capace di appassionare fino all’ultima riga. Il libro, però, è anche altro, come racconta Lucia Galliani: «Lo hanno definito un “B.I.T.”, acronimo che sta per Book Identity Territory. Si tratta di un volume che racconta un intero territorio, assoluto protagonista e non semplice ambientazione della storia». Nelle 300 pagine della pubblicazione, infatti, ogni capitolo del romanzo è intervallato da una pagina con notizie, mappe, foto, illustrazioni – realizzate dalla giovanissima Gaia Bolognesi – curiosità e pillole poetiche, legate alla miniera di Cave e alla vita della piccola frazione. Una storia, quella del compendio minerario di Cave del Predil, dei suoi abitanti e della faticosa vita dei minatori, che non è semplice sfondo del volume, ma ne diventa parte integrante.
Lucia Galliani e Guido Saletti, coniugi, vivono a Finale Emilia, cittadina in provincia di Modena. Scrivono per passione e durante le loro vacanze tra Sella Nevea e Tarvisio hanno ricevuto importanti stimoli dagli abitanti di questi luoghi, posti che hanno imparato ad amare e apprezzare. Il fascino e la magia dei boschi, la natura aspra e la maestosa bellezza delle vette10 li hanno ispirati in diversi loro lavori, come per esempio la fiaba “Gemelle d’acqua”. Lucia Galliani ha pubblicato i romanzi “Giallo a Capo Verde”, “Controvento”, “Cuore orfano” (per i ragazzi) e il racconto “L’ultima castellana”. Guido Saletti, invece, oltre a essere l’autore di testi di canzoni, ha anche scritto soggetto e sceneggiatura del film fantastico “Arcatrek e il segreto delle tre pergamene”.

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Terrorismo: Un fantasma volteggia sull’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2016

terrorismoE’ il fantasma che ci richiama ai nostri trascorsi. Se tralasciamo il passato remoto e partiamo dal XIX secolo dobbiamo dire che il frutto più velenoso che abbiamo fatto crescere dalla pianta della vita è stato il colonialismo. Suo tramite abbiamo schiavizzato continenti, in specie quello africano, per depredarli delle loro ricchezze naturali. Siamo stati, in seguito, per via delle rivolte popolari degli oppressi, più trasformisti delegando agli autoctoni il governo dei paesi emergenti per poi renderli sudditi servili e sciocchi per un pugno di fave secche e inventandoci a questo riguardo il post-colonialismo. Abbiamo dato sfogo alla nostra vocazione di mercanti barattando soprattutto armi per tenere in piedi governi fantoccio e corrompendoli con i classici trenta denari. Abbiamo provocato guerre regionali, stimolato conflitti razziali e religiosi per tenere occupati i più riottosi offrendo loro un balocco con il quale cimentarsi e per dare sfogo alla loro rabbia repressa. Ora che il risultato della nostra indifferenza e provocazione ha generato focolai di rivolta per lo più sanguinosi e distruttivi il male che abbiamo alimentato sembra ritorcersi contro. Stiamo subendo gli effetti della bomba demografica che si riversa sulle nostre coste, penetra nelle città e tende a destabilizzarci. Si aggiunge, foriero di mali peggiore, l’integralismo religioso e l’odio represso dei figli e dei nipoti di quei padri e pronipoti che hanno dovuto subire le angherie dirette e indirette, attraverso i loro servili plenipotenziari, e che sembrano ancora sentire il dolore dello scudiscio che lacera le loro carni.
Ora quel fantasma si sta reincarnando e le nostre città non sono più sicure. E il prezzo che stiamo pagando al nostro passato e, nonostante tutto, continuiamo a viverlo nel nostro presente come se nulla fosse. Non vogliamo renderci conto che il veleno che arrossa e dilata le pupille dei nuovi figli della gleba altro non è che la conseguenza del nostro credo capitalista, guerrafondaio, cinico e perverso che si fonda sul Dio denaro, sul profitto, costi quel che costi, e sull’arroganza e la presunzione di sentirsi degli eletti ai quali tutto è dovuto e nulla è richiesto.
E oggi a morire sono gli stessi figli del popolo che un tempo affollavano le strade delle città da noi colonizzate. E’ che sono state invertite le posizioni. La sola colpa, ma la più grave agli occhi dei nostri critici, è che hanno accettato d’essere governati da chi fa scempio della democrazia e della dignità umana perché il regno appartiene all’avere e non all’essere.
E allora non prendiamoci in giro con le nostre derive populiste o con l’integralismo religioso perché sono solo un mezzo e non un fine. (Riccardo Alfonso: https://fidest.wordpress.com)

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Luisa Ruggio: Afra

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Autore: Luisa Ruggio Collana: Nuove Lune 43 Categoria: letteratura italiana Pagine: 224ISBN 978-88-497-0724-3 Prezzo: € 17,00 Cinque donne si muovono in un’indimenticabile geografia dell’anima. Una puttana analfabeta che conserva una piccola Bibbia piena di annotazioni a margine, la grazia del fantasma di una donna tradita per il miraggio novecentesco dell’America e innamorata di una terra chiamata Afra, la forza di una monaca che ha smesso di attendere notizie dal fronte africano di El Alamein, un’adolescente scampata ai bombardamenti su Napoli e sopravvissuta alle sue sorelle nelle atmosfere surreali della seconda guerra mondiale, una domestica bambina posseduta dal dèmone dell’amore. Che cosa lega il loro destino e il loro punto di vista sensuale e disperato?  Le loro vite si sfiorano alle straordinarie altezze del pudore dell’amore, condizionato dalle ferite della Storia e l’invadenza del caso fino a diventare attesa dei ritorni mancati. Afra è la terra, alma mater, che attraversa questa storia con una forma sottilissima di erotismo ed è anche un’eco in cui riconosciamo la voce di una scrittrice italiana.Luisa Ruggio, giornalista e scrittrice di origini pugliesi, ha pubblicato con Besa Senza Storie (2010), Menzione Speciale Premio Bodini 2010. Afra, il suo primo romanzo, ha vinto quattro premi letterari. È autrice del blog dedicato alla scrittura “Dentro Luisa”, http://www.luisaruggio.blogs.it

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Rc auto, e le compagnie assicurative fantasma

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2010

L’aumento vertiginoso dei costi dei premi delle polizze R.C.Auto tenta più di un automobilista a guardarsi intorno alla ricerca delle soluzioni più vantaggiose per risparmiare qualche soldino e non di rado sta capitando che, il consumatore, stimolato da alcune offerte allettanti, si rivolga inconsapevolmente a sigle non autorizzate dall’ISVAP, l’Istituto di Vigilanza delle assicurazioni private. Infatti, nel solo 2010, sono state segnalate dall’ente ben nove compagnie “fantasma” che stipulavano sul territorio nazionale polizze evidentemente fasulle.Accade, peraltro, che sigle di compagnie operanti regolarmente in Italia e correttamente autorizzate, vengano distorte e per il cittadino sono guai, perché in caso di sinistro dovrà provvedere al risarcimento dei danni con i propri danari in quanto le polizze stipulate non hanno alcuna validità. Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello Dei Diritti”, invita quindi tutti gli automobilisti e proprietari di automobili a verificare sul sito dell’ISVAP al link https://nsiv.isvap.it/Albi/Albi/defaultImprese.jsp? view=albi&viewSet=imprese la presenza della compagnia con la quale si è scelto di stipulare la propria polizza R.C.Auto nell’apposito albo delle imprese regolarmente registrate per evitare sorprese.

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GDO: comportamenti scorretti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2010

“E’ preoccupante l’emersione di reiterati comportamenti scorretti da parte della Grande distribuzione. Dopo le 5 istruttorie avviate nei confronti di 7 aziende nel campo della vendita degli elettrodomestici per il mancato rispetto della normativa sulla garanzia legale sui prodotti, ora è arrivata anche la multa di 110.000 euro inflitta dall’Antitrust ad Auchan S.p.A. per pratica commerciale scorretta”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che aggiunge: “Basta! Ancora le mani nella marmellata!?”
“Da sempre denunciamo volantini e cartelloni che pubblicizzano offerte ‘fantasma’, veri e propri specchietti per le allodole per i consumatori in cerca di risparmio”, prosegue Dona commentando l’iniziativa dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato che ha sanzionato il comportamento tenuto da Auchan in occasione delle iniziative promozionali, per cui in molti supermercati della catena sparsi in tutta Italia i prodotti oggetto di particolari offerte promozionali sono risultati indisponibili, sin dall’inizio della promozione. “Il mercato italiano dimostra una volta di più un generalizzato degrado di rispetto nei confronti del consumatore. Mi chiedo allora -conclude il Segretario generale dell’UNC- che senso abbia parlare di etica del mercato o di responsabilità sociale d’impresa se tali condotte assurgono a consueto modo di operare nei confronti dei consumatori”.

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“Il fantasma del greto”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2010

Collecchio  (PR). 14 marzo 2010 ore 16,00 Teatro alla Corte di Giarola appuntamento al Parco del Taro con le animazioni della Laboteca, la rassegna di teatro e creatività per famiglie giunta ormai alla sua quinta edizione. Il suggestivo Teatro alla Corte di Giarola ospiterà “Il fantasma del greto” che offrirà a grandi e bambini l’occasione per scoprire in modo divertente e conoscere le abitudini di uno dei più suggestivi abitanti del fiume: l’Occhione La Laboteca, ideata e realizzata dalla società Esperta, diventa così un mezzo coinvolgente e piacevole per trasmettere contenuti di educazione ambientale rivolgendosi alle famiglie, con l’intento di offrire loro un’occasione per trascorrere e condividere il tempo, in un’atmosfera di collaborazione e divertimento costruttivo. L’appuntamento sarà costituito da un’ animazione teatrale che si concluderà con una divertente “caccia al fantasma”, che porterà i bambini a scoprire l’identità del misterioso abitante del greto, e infine con un breve laboratorio. L’appuntamento è a ingresso gratuito, grazie al sostegno che il progetto, di cui è capofila il Parco del Taro, ha ricevuto dalla Regione Emilia Romagna.

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Vendesi castello

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Sono oltre 55.000 gli immobili italiani categorizzati come dimore di lusso e nonostante il settore immobiliare abbia sofferto notevolmente nello scorso anno (-18% il valore delle compravendite del 2009 rispetto al 2008), questa nicchia continua a registrare un incremento notevole e il suo valore ha ormai raggiunto i 52 miliardi di euro.  La vera sorpresa è  che il lusso sembra aver trovato una nuova frontiera; il web e secondo i dati diffusi oggi da Immobiliare.it, leader degli annunci immobiliari online con oltre 2.500.000 offerte attive ogni giorno, sono diversi, ad esempio, i castelli (medievali o più recenti) in vendita sul sito. Certo, il costo non è trascurabile, ma pensate al fascino di vivere fra le mura che hanno ospitato dame, cavalieri e chissà, magari anche qualche fantasma.  Ma come sono i castelli in vendita su Immobiliare.it? Le proposte sono tante, differenti e arrivano da quasi ogni parte dello Stivale. Si va dal castello medioevale di Lecco (prezzo 2.600.000€, descritto dal venditore come ottimo per ospitare una beauty farm, ma anche una residenza per la terza età) a quello con giardino pensile, posto auto, termo autonomo e vista panoramica sulla Sabina, alle porte di Roma. In questo il caso il prezzo è di 2.000.000 di euro. Se avete sempre sognato di dedicarvi al vino e volete sentirvi sicuri a casa vostra, potrebbe fare al caso vostro il castello messo in vendita a Rignano sull’Arno (FI). Nell’annuncio pubblicato su Immobiliare.it si legge che nel prezzo (trattativa riservata) sono compresi anche 3 ettari di vigna e una fortificazione d’epoca. (castello)

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Possiamo essere liberi se tutti lo sono

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2009

Editoriale fidest. Il fantasma di Hegel aleggia nell’aria con queste parole. E’ la storia dei grandi movimenti di pensiero che affrontano i travagli della vita e vi instillano la “gutta cavat lapidem”. E’ la ricerca di un pensiero condiviso sui valori fondanti. E’ la voglia per la conquista di una società di eguali, dove anche il “primus inter pares” è una scelta di saggezza e non di sudditanza. I nostri conflitti ideologici partono tutti, compresi i più estremi, e persino aberranti, dall’idea che occorre ricercare una base comune per crescere secondo virtù e ragione e non lasciarsi sorprendere dalle passioni, dagli odi, dalle violenze. L’essere umano ha affrontato secoli e millenni di lotte, spesso fratricide, per stabilire un primato, per far trionfare un’idea, per assicurare la libertà di pensiero e di azione e tutte le volte è stato votato al fallimento. La ragione è che non si può modellare una società evoluta se l’evoluzione non è corale. Se non impariamo che possiamo crescere e prosperare solo attraverso una base comune fondata sulla costante del bene e nel ripudio del male. Dobbiamo convincerci che ci avviamo a grandi passi verso un nuovo rapporto esistenziale e che esso è originato dall’evoluzione delle tecniche, delle scienze, della conoscenza. Abbiamo imparato a usare la spada per difenderci ma anche per offendere. Abbiamo imparato ad usare la parola per riempirla di dolci suoni ma anche di aspri toni. Abbiamo imparato a parlare e a urlare. Ora dobbiamo incominciare ad affrontare un altro e più impegnativo percorso. Quello in cui la ricchezza e la povertà diventano un non senso. Quello in cui la libertà non finisce dove incomincia quella dell’altro ma ne rappresenta la continuità. E’ una catena che non va spezzata. Se non realizziamo questo progetto, non riusciremo ad essere gestori del nostro vivere, a dare un’impronta nuova al nostro essere e divenire. A restituire ai nostri padri della saggezza antica il primato che appartiene loro e che fu inutilizzato proprio perché la catena si spezzò in più punti. Ecco perché serve poco avere un pensiero guida che apra e chiuda la parentesi ad una elite di esclusivi. L’essere umano deve imparare a vivere in funzione degli altri, a ricercare, pur nelle specifiche diversità, il filo comune, quel legame che è stato spezzato. Lo deve se vuole crescere. Lo deve se vuole dare un senso alla sua esistenza. Lo deve se vuole capire cosa gli riserva la vita oltre la vita. Noi oggi vediamo ciò che è dato da vedere perché siamo condizionati dalle nostre passioni, dalle logiche consumistiche e dal nostro egocentrismo. La nostra vista è limitata da questo drappo nero che avvolge il nostro corpo e ci rende schiavi di ciò che siamo e non di ciò che dovremmo essere. Incominciamo ad esserne consapevoli. Incominciamo ad aprirci un varco. Incominciamo ad appropriarci delle nostre potenzialità e volgiamole al bene dell’umanità senza riserve creando quella catena non solo ideale ma soprattutto reale che è il nostro destino di sempre e per sempre. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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