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Le agenzie alimentari delle Nazioni Unite allarmate per l’aggravarsi dell’insicurezza alimentare nel sud del Madagascar

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2016

Fao-RomaGli agricoltori nel sud del Madagascar, colpiti da tre anni di devastante siccità, hanno urgente bisogno di maggiore sostegno così da poter seminare in tempo per le stagioni di dicembre e di gennaio, hanno reso noto oggi l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO ) e il Programma Alimentare Mondiale (WFP).Le due agenzie hanno sottolineato che per fornire questo sostegno e aiutare ad affrontare l’aggravarsi dell’insicurezza alimentare nel sud del Madagascar sono necessari maggiori finanziamenti.
La FAO inizierà la distribuzione di talee e sementi il mese prossimo, con l’intento di raggiungere circa 170.000 famiglie di contadini nei distretti del sud dove più grave è l’insicurezza alimentare. Contemporaneamente, queste stesse famiglie riceveranno cibo o contanti come parte di un programma di assistenza in corso del WFP così da riuscire a sopravvivere fino al prossimo raccolto di marzo/aprile. Il WFP ha distribuito cibo nelle aree di maggiore necessità sin da giugno e denaro in luoghi dove i mercati sono ancora funzionanti, sin da luglio.
850.000 persone – circa la metà della popolazione del sud del paese – stanno patendo la fame e hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente, secondo i più recenti riscontri del Quadro Integrato di Classificazione della Sicurezza Alimentare (IPC). Questi indicano che la sicurezza alimentare e nutrizionale potrebbe peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi se non s’incrementeranno con urgenza gli interventi umanitari. Si stima che nel complesso, nel 2016/17, siano circa 1,4 milioni le persone che soffrono d’insicurezza alimentare nelle tre regioni meridionali dell’isola.
La FAO sta fornendo patate dolci e di manioca per le semine dei piccoli agricoltori, oltre a una varietà di sementi resistenti alla siccità. Saranno anche distribuiti strumenti e offerto sostegno alle famiglie di piccoli allevatori.
Mentre il WFP e la FAO hanno assicurato i fondi per lanciare il loro programma congiunto di assistenza, senza nuovi finanziamenti non riusciranno a raggiungere tutte le famiglie contadine colpite dalla siccità. Dei 22 milioni di dollari necessari, la FAO ne ha ricevuti sinora soltanto 4,5 milioni. L’operazione di aiuti contro la siccità del WFP, che si estende fino a marzo 2017, si trova ad affrontare un deficit di 50 milioni di dollari su un totale di 82 milioni di dollari necessari.
All’inizio di quest’anno, la mancanza di piogge ha determinato nel sud dell’isola un calo significativo della produzione di mais, di manioca e di riso. Nel frattempo, l’aumento dei prezzi continua a ridurre il potere d’acquisto della popolazione e a erodere la sicurezza alimentare dei più vulnerabili. Molte famiglie hanno adottato strategie di sopravvivenza, come mangiare meno spesso, cibarsi di semi, e vendere animali, attrezzi agricoli e persino terreni. La risposta immediata della FAO mira a raggiungere 850.000 persone (170.000 famiglie di piccoli agricoltori) nei distretti più colpiti. L’assistenza combina fornitura di sementi a rapida maturazione e resistenti alla siccità e tuberi (manioca e patate dolci). Gli agricoltori riceveranno anche strumenti per sostituire quelli che potrebbero essere stati venduti durante l’attuale stagione di fame prolungata. Sarà anche fornito sostegno alla produzione zootecnica attraverso programmi di alimentazione supplementare e attività connesse alla salute del bestiame.Il WFP sta aumentando le sue operazioni di soccorso alimentare e in denaro in corso per raggiungere quasi 1 milione di persone vulnerabili entro la fine di questo mese. Allo stesso tempo, il WFP sta espandendo il suo programma di nutrizione per prevenire e curare la malnutrizione tra più di 200.000 donne in gravidanza, mamme che allattano e bambini sotto i cinque anni, pur continuando ad assistere circa 230.000 bambini in età scolare con pasti caldi ogni giorno. SOURCE Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO)
Gli agricoltori nel sud del Madagascar, colpiti da tre anni di devastante siccità, hanno urgente bisogno di maggiore sostegno così da poter seminare in tempo per le stagioni di dicembre e di gennaio, hanno reso noto oggi l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO ) e il Programma Alimentare Mondiale (WFP).Le due agenzie hanno sottolineato che per fornire questo sostegno e aiutare ad affrontare l’aggravarsi dell’insicurezza alimentare nel sud del Madagascar sono necessari maggiori finanziamenti.
La FAO inizierà la distribuzione di talee e sementi il mese prossimo, con l’intento di raggiungere circa 170.000 famiglie di contadini nei distretti del sud dove più grave è l’insicurezza alimentare. Contemporaneamente, queste stesse famiglie riceveranno cibo o contanti come parte di un programma di assistenza in corso del WFP così da riuscire a sopravvivere fino al prossimo raccolto di marzo/aprile. Il WFP ha distribuito cibo nelle aree di maggiore necessità sin da giugno e denaro in luoghi dove i mercati sono ancora funzionanti, sin da luglio.
850.000 persone – circa la metà della popolazione del sud del paese – stanno patendo la fame e hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente, secondo i più recenti riscontri del Quadro Integrato di Classificazione della Sicurezza Alimentare (IPC). Questi indicano che la sicurezza alimentare e nutrizionale potrebbe peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi se non s’incrementeranno con urgenza gli interventi umanitari. Si stima che nel complesso, nel 2016/17, siano circa 1,4 milioni le persone che soffrono d’insicurezza alimentare nelle tre regioni meridionali dell’isola.
La FAO sta fornendo patate dolci e di manioca per le semine dei piccoli agricoltori, oltre a una varietà di sementi resistenti alla siccità. Saranno anche distribuiti strumenti e offerto sostegno alle famiglie di piccoli allevatori.
Mentre il WFP e la FAO hanno assicurato i fondi per lanciare il loro programma congiunto di assistenza, senza nuovi finanziamenti non riusciranno a raggiungere tutte le famiglie contadine colpite dalla siccità. Dei 22 milioni di dollari necessari, la FAO ne ha ricevuti sinora soltanto 4,5 milioni. L’operazione di aiuti contro la siccità del WFP, che si estende fino a marzo 2017, si trova ad affrontare un deficit di 50 milioni di dollari su un totale di 82 milioni di dollari necessari.
All’inizio di quest’anno, la mancanza di piogge ha determinato nel sud dell’isola un calo significativo della produzione di mais, di manioca e di riso. Nel frattempo, l’aumento dei prezzi continua a ridurre il potere d’acquisto della popolazione e a erodere la sicurezza alimentare dei più vulnerabili. Molte famiglie hanno adottato strategie di sopravvivenza, come mangiare meno spesso, cibarsi di semi, e vendere animali, attrezzi agricoli e persino terreni. La risposta immediata della FAO mira a raggiungere 850.000 persone (170.000 famiglie di piccoli agricoltori) nei distretti più colpiti. L’assistenza combina fornitura di sementi a rapida maturazione e resistenti alla siccità e tuberi (manioca e patate dolci). Gli agricoltori riceveranno anche strumenti per sostituire quelli che potrebbero essere stati venduti durante l’attuale stagione di fame prolungata. Sarà anche fornito sostegno alla produzione zootecnica attraverso programmi di alimentazione supplementare e attività connesse alla salute del bestiame.Il WFP sta aumentando le sue operazioni di soccorso alimentare e in denaro in corso per raggiungere quasi 1 milione di persone vulnerabili entro la fine di questo mese. Allo stesso tempo, il WFP sta espandendo il suo programma di nutrizione per prevenire e curare la malnutrizione tra più di 200.000 donne in gravidanza, mamme che allattano e bambini sotto i cinque anni, pur continuando ad assistere circa 230.000 bambini in età scolare con pasti caldi ogni giorno. SOURCE Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO)

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La sfida per il raggiungimento di Fame Zero (Zero Hunger)

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2016

Fao-RomaNEW YORK In vista dell’evento che si tiene a New York, il Presidente dell’IFAD, Kanayo F. Nwanze, da Roma, ha detto: “Con quasi 800 milioni di persone che vanno a letto affamate ogni giorno, è cruciale che si continui a lavorare su questo impulso generato dalla Sfida Fame Zero e dal Segretario Generale. Insieme possiamo realizzare fame zero, ma solo se ci concentriamo sulle aree rurali dei paesi in via di sviluppo dove vive la gran parte delle persone più povere ed affamate al mondo”.
La Sfida Fame Zero invita leaders, il mondo del business e la società civile ad aumentare gli sforzi per porre fine alla fame nell’arco delle nostre vite. Si basa su cinque obiettivi: accesso a cibo sufficiente e a un regime alimentare salutare per tutti, sempre; fine della malnutrizione in tutte le sue forme; sistemi alimentari sostenibili dalla produzione al consumo; fine dalla povertà rurale – raddoppiando la produttività e il reddito dei piccoli agricoltori; adeguamento dei sistemi alimentari al fine di ridurre le perdite e gli sprechi.
I capi delle agenzie delle Nazioni Unite per il cibo e l’agricoltura con base a Roma hanno, ringraziato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon per il suo impegno personale e la sua leadership nel proporre al mondo la sfida per il raggiungimento di Fame Zero (Zero Hunger). I responsabili delle agenzie hanno promesso di continuare nel lavoro iniziato al fine di raggiungere l’ambizioso obiettivo entro il 2030. La Sfida Fame Zero fu lanciata nel 2012 dal Segretario Generale che, oggi, ha passato l’iniziativa Fame Zero alle tre agenzie nel corso di un evento a New York tenutosi a margine dell’Assemblea Generale dell’ONU.
“In molti hanno risposto alla Sfida Fame Zero”, ha detto il Segretario Generale. “Alla conclusione del mio mandato, chiedo alla FAO, al WFP e all’IFAD di portare avanti questa sfida. Sono sicuro che non si fermeranno finché Fame Zero non diventerà una realtà.”Il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, il Presidente dell’IFAD, Kanayo F. Nwanze e la Direttrice Esecutiva del Programma Alimentare Mondiale (WFP), Ertharin Cousin, hanno preso l’impegno per conto delle proprie organizzazioni a continuare la Sfida Fame Zero e a perseguire i suoi obiettivi.Parlando prima dell’inizio dell’evento “Pathways to Zero Hunger”, sponsorizzato dalle tre agenzie, dal Global Compact delle Nazioni Unite e dall’Ufficio dell’Inviato del Segretario Generale per la Gioventù, il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva ha detto: “Una volta si consideravano la sicurezza alimentare, la nutrizione, i mezzi di sostentamento rurali e l’agricoltura sostenibile come attività separate, come responsabilità di diversi attori e con diverse finalità”.“Il successo di Fame Zero, a cui il Brasile ha aperto la strada e che è stato poi adottato e adattato in diversi paesi nel mondo, mostra come questi argomenti dovrebbero essere considerati nel loro insieme, in un sforzo complessivo che coinvolge i governi, le istituzioni internazionali, gli agricoltori di sussistenza, la società civile e il settore privato”, ha spiegato Graziano da Silva.“Il Segretario Generale ci ha sempre spronato a lavorare in partnership e a costruire un vero movimento globale per Fame Zero. La sua leadership è fonte di ispirazione e noi, a Roma, ora dobbiamo avere un ruolo ancora maggiore nel dare impulso e rafforzare le partnership per realizzare la sua visione di un mondo libero dalla fame”, ha detto Ertharin Cousin, Direttrice Esecutiva del WFP.
La FAO è a capo degli sforzi internazionali per sconfiggere la fame. L’organizzazione aiuta i paesi nei processi di modernizzazione e miglioramento delle pratiche agricole, forestali e di pesca per assicurare a tutti una buona nutrizione. La FAO rivolge un’attenzione speciale alle aree rurali in via di sviluppo, dove vive il 70 per cento dei poveri ed affamati nel mondo. http://www.fao.org
L’IFAD investe nelle popolazioni rurali, mettendole nelle condizioni di ridurre la povertà, aumentare la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e rafforzare la resilienza. Dal 1978, l’IFAD ha fornito oltre 17,6 miliardi di dollari in grant e prestiti a basso interesse a progetti che hanno raggiunto circa 459 milioni di persone. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con base a Roma, polo agroalimentare delle Nazioni Unite.
Il WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 80 paesi.

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L’Università Roma Tre e la Fao rafforzano la loro collaborazione su sicurezza alimentare, nutrizione e sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2016

accordoL’accordo prevede la creazione di nuovi moduli formativi, scambio di materiale didattico e opportunità di stage per gli studenti. Roma Tre inserirà nei programmi dei suoi due master post laurea (in lingua inglese) “Human Development and Food Security” e “Cooperatives: Economics, Law and Management”, moduli specifici su temi quali l’agricoltura familiare, la nutrizione, la micro finanza, le cooperative, le questioni di genere, gli investimenti responsabili in agricoltura, la ricerca statistica e le linee guida volontarie per l’uso responsabile delle risorse fondiarie, ittiche e forestali. La Fao, da parte sua, offrirà il proprio sostegno fornendo materiale didattico, accesso a corsi di formazione online, supporto tecnico da parte dei propri esperti e possibilità di stage all’interno dell’organizzazione.«Le università devono essere il motore dello sviluppo sostenibile e del progresso. Questa partnership contribuirà alla formazione di una nuova generazione di studenti e cittadini consapevole e preparata ad affrontare le sfide dello sviluppo sostenibile contro la fame nel mondo, soprattutto oggi generata da uno squilibrio nella catena di distribuzione delle risorse», commenta il rettore Mario Panizza.Il nuovo accordo permetterà agli studenti di entrare in contatto e di familiarizzare con i temi fondanti del mandato della Fao per un mondo libero dalla fame e per uno sviluppo sostenibile, migliorando allo stesso tempo le proprie capacità tecniche e professionali. «Questa rinnovata collaborazione aggiunge valore al lavoro sia della Fao che dell’Università Roma Tre, portando la lunga esperienza sul campo e le conoscenze della Fao nelle aule. E ciò contribuirà a formare i futuri esperti e decisori politici che usciranno dall’Università Roma Tre», ha dichiarato alla firma dell’accordo il vicedirettore della Fao, Daniel Gustafson.Ospite della cerimonia anche l’ambasciatore Pierfrancesco Sacco, rappresentante permanente d’Italia presso le agenzie dell’Onu a Roma, che ha affermato: «Questa intesa è un primo importante passo nella prospettiva di ulteriori forme strutturate di collaborazione tra le università italiane e la Fao, per lavorare insieme nella nuova agenda internazionale dello sviluppo». (foto: Il rettore dell’Università Roma Tre, Mario Panizza, e il vicedirettore Generale della Fao, Daniel Gustafson, alla firma dell’accordo)

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Iniziativa Fao per la crescita dell’agricoltura

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2016

Fao-RomaIl concorso promosso dalla Fao per quei ragazzi che attraverso i loro progetti dovranno cercare di dare nuove idee sul come aumentare la produzione agricola mondiale tenendo conto dei cambiamenti climatici e del modificarsi del settore agroalimentare internazionale – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – rappresenta un giusto passo verso una giusta direzione.
Nel silenzio mediatico e politico – continua Tiso – sta passando sotto traccia una delle tematiche che invece dovrebbero essere centrali per uscire dalla logica emergenziale di questi decenni e per ragionare su di una strategia da applicare in futuro.
Ad Expo, che sarebbe dovuto essere una grande occasione di dibattito, infatti non si è minimamente discusso di come aiutare i piccoli produttori agricoli (numericamente i principali artefici del nutrimento del pianeta) o di come rispondere all’esigenza di aumentare la crescita delle derrate alimentari per far fronte al previsto aumento demografico del 2050.
Iniziative come quelle organizzate dalla Fao – conclude Tiso – hanno un importante merito: quello di attirare l’attenzione su quella che ormai sta divenendo una vera e propria emergenza; ora non c’è che da augurarsi che i governi, compreso quello italiano, imparino una lezione.

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Giornata mondiale dell’alimentazione

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2011

FAO - Food and Agriculture Organization of the...

Image by Dag Endresen via Flickr

Roma, 11 ottobre, ore 11: presidio e primo info stampa Concentramento in Piazza di Porta Capena Adiacente Viale delle Terme di Caracalla. La sede Fao a Roma sarà nelle prossime settimane teatro di grandi scelte che riguardano la terra e la sovranità alimentare di tutti gli abitanti del pianeta.
Dal 10 ottobre prossimo oltre 50 delegati delle organizzazioni sociali e contadine di tutto il mondo saranno in Italia per seguire i negoziati sulle linee guida …e spingere gli Stati ad affermare i propri obblighi legali e naturali di anteporre ad ogni altra scelta diritti umani quali il diritto a un’alimentazione adeguata, alla salute, al lavoro a rischio nella crisi presente. Dal 10 ottobre sarà allestito un presidio della società civile fuori della FAO dove saranno tenute delle conferenze stampa – correlate con le azioni dirette – che spiegheranno con l’aiuto di testimonianze dirette dal campo, alla stampa e all’opinione pubblica, l’andamento dei negoziati, le loro posizioni e proposte.
Dal 10 al 14 Ottobre ci sarà la discussione delle Linee Guida sul Governo dell’accesso alla terra, al territorio di pesca e delle foreste, che potrebbero essere uno strumento importante per fermare il Land grabbing, ovvero l’accaparramento di terre agricole in tutto il pianeta che vede anche importanti responsabilità di imprese e istituzioni italiane in molti Paesi in via di sviluppo
Il 16 e il 17 Ottobre si celebrerà la Giornata Mondiale dell’alimentazione, nel 60esimo anniversario dello spostamento a Roma dell’Agenzia delle nazione unite per l’Alimentazione
Fino al 22 Ottobre si riunisce il Comitato per la Sicurezza Alimentare , (Cfs) Organismo globale di governo dell’alimentazione , con la partecipazione della società civile che discuterà alla pari con Stati, Organizzazioni e settore privato su temi strategici per affrontare la crisi alimentare come la speculazione sui prezzi e il commercio del cibo.
Il Comitato italiano per la Sovranità Alimentare, con le oltre 270 associazioni, movimenti e reti che ne fanno parte, promuove un calendario comune di attività in tutta Italia in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione – ribattezzata dal CISA la Giornata Mondiale della Sovranità Alimentare.

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Fao: manifestazione contro gli sperperi

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

Roma 15 Ottobre alle ore 11.00 piazzale Ugo La Malfa, in occasione delle  celebrazioni per la Giornata Mondiale dell’alimentazione, manifestazione  per denunciare gli sperperi e le politiche che da sempre la FAO persegue.”Così dichiara in una nota Andrea Roncella, portavoce del Movimento Res (Roma Europa Sociale). “Ogni anno, questa organizzazione, nata per sconfiggere la fame nel mondo, spende l’89% del suo bilancio in burocrazia interna.” “Riteniamo che gli unici a trarre vantaggio da questa istituzione siano i propri dirigenti  ed impiegati, i quali beneficiano di ingenti contributi che i paesi membri, Italia compresa, versano periodicamente” “Ci chiediamo” continua Roncella “dove finiscano tutti  questi veri e propri tributi, visto che la fame nel mondo, come la stessa FAO ha ammesso, è aumentata e l’obiettivo di dimezzare il numero di persone che ne soffrono entro il 2015, appare sempre più come una barzelletta.” “Siamo stufi di sentire parlare di convegni, che nient’ altro sono che banchetti” conclude il RES “esigiamo risposte concrete alle quali devono seguire azioni concrete, pena lo smantellamento di un’istituzione che sembra essere stata creata per mantenere la fame nel mondo”

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Roma: vertice Fao

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2010

Roma. 15 Ottobre, in occasione delle  celebrazioni per la Giornata Mondiale dell’alimentazione, ci recheremo in piazzale Ugo La Malfa,  per denunciare gli sperperi e le politiche che da sempre la FAO persegue.”Così dichiara in una nota Andrea Roncella, portavoce del Movimento RES (ROMA EUROPA SOCIALE). “Ogni anno, questa organizzazione, nata per sconfiggere la fame nel mondo, spende l’89 % del suo bilancio in burocrazia interna.” “Riteniamo che gli unici a trarre vantaggio da questa istituzione siano i propri dirigenti  ed impiegati, i quali beneficiano di ingenti contributi che i paesi membri, Italia compresa, versano periodicamente” “Ci chiediamo” continua Roncella “ dove finiscano tutti  questi veri e propri tributi, visto che la fame nel mondo, come la stessa FAO ha ammesso, è aumentata e l’obiettivo di dimezzare il numero di persone che ne soffrono entro il 2015, appare sempre più come una barzelletta.” “Siamo stufi di sentire parlare di convegni, che nient’ altro sono che banchetti” conclude il RES “esigiamo risposte concrete alle quali devono seguire azioni concrete, pena lo smantellamento di un’istituzione che sembra essere stata creata per mantenere la fame nel mondo”

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FAO: Diouf, fermare la fame

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2010

“Probabilmente nessuno tra quelli che e’ in questa sala avra’ a a che fare con lo spettro della fame nel 2050, ma dobbiamo fare tutto cio’ che e’ in nostro potere per sconfiggerlo per sempre non solo per ragioni morali, ma economiche. E’ dimostrato, infatti, che l’aumento del Prodotto interno lordo in ambito agricolo e’ due volte piu’ efficace per la riduzione della poverta’ nei Paesi in via di sviluppo di quello prodotto in altri ambiti. Ed in tempi di crisi, questo non e’ un fattore ignorabile”. Il direttore generale della FAO Jacques Diouf, aprendo  a Roma i due giorni di High level experts Forum su come sfamare il mondo nel 2050, ha puntato il dito contro la riduzione degli investimenti internazionali per lo sviluppo agricolo: ”L’aiuto ufficiale allo sviluppo (ODA) indirizzato all’agricoltura si e’ contratto del 58% tra il 1980 e il 2005 -ha denunciato Diouf – scendendo dal 17% del totale dei fondi disponibili al 3,8%. Oggi siamo circa al 5% nonostante i grandi impegni assunti negli ultimi anni”. In preparazione del Vertice dei Capi di Stato e di Governo sulla Sicurezza alimentare che si terra’ sempre a Roma, nel quartier generale della FAO, dal 16 al 18 novembre prossimi, oltre 300 esperti si confronteranno in questi giorni sulle strategie piu’ efficaci per sconfiggere la fame entro il 2050, visto che la terra sara’ popolata da 9,1 miliardi di persone invece degli attuali 6,8 miliardi. ”Per farlo dovremo far aumentare la produzione agricola attuale di almeno il 70% – ha concluso Diouf – cioe’ di circa il 100% nei Paesi in via di sviluppo. I 192 Paesi membri della FAO dovranno trovare le risposte politiche ed economico per raggiungere questo obiettivo ambizioso”.

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FAO: nel 2050 crescono le bocche da sfamare

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2009

Nel 2050 ci sarà un terzo in più di bocche da sfamare in tutto il mondo e sarà necessario produrre il 70% di cibo in piu’ per i 2,3 miliardi di persone in piu’, al tempo stesso combattendo i problemi della poverta’ e della fame, usando in maniera piu’ efficiente. E’ questa la sfida al centro del Forum di Esperti di Alto Livello che si terra’ fino a domani a Roma, per discutere le strategie su ”Come Nutrire il Mondo nel 2050”. ”La FAO e’ cautamente ottimista riguardo le possibilità del mondo di produrre cibo a sufficienza per nutrire la popolazione mondiale nel 2050 – ha spiegato aprendo i lavori il direttore generale della Fao jacques Diouf, che però ha sottolineato anche – il mondo rischia di trovarsi con la credenza vuota e in grande difficolta”’. Senza un investimento adeguato però, hanno spiegato nel corso dei successivi interventi del pomeriggio i circa 300 esperti convenuti a Roma, circa 370 milioni di persone, quasi il 5% della popolazione dei paesi in via di sviluppo, potrebbero ancora soffrire la fame nel 2050. In quella data, infatti, circa il 70% della popolazione mondiale vivra’ nelle citta’ e nelle aree urbane, rispetto all’attuale 49% e sara’ ben lontana dalla possibilita’ di autoprodursi il cibo necessario a vivere, come accade adesso, pur con grande difficolta’, in area rurale. Si stima che la domanda di beni alimentari continuera’ ad aumentare, come conseguenza della crescita della popolazione e dell’incremento dei redditi. La domanda di cereali (per l’alimentazione umana e del bestiame) e’ prevista raggiungere circa 3 miliardi di tonnellate nel 2050. La produzione cerealicola annuale dovra’ aumentare di almeno un miliardo di tonnellate (a partire dagli attuali 2,1 miliardi), mentre la produzione di carne dovra’ aumentare di oltre 200 milioni di tonnellate per raggiungere nel 2050 un totale di 470 milioni di tonnellate, di cui il 72% verra’ consumato nei paesi in via di sviluppo (dove oggi se ne consuma il 58%). Da tutti gli esperti – e dalla FAO stessa – sono arrivate richieste per interventi piu’ decisi per ottenere progressi piu’ rapidi verso l’obiettivo della riduzione e dell’eliminazione della fame e della poverta’ nel mondo.”Gli investimenti nell’agricoltura primaria dovrebbero diventare una priorita’ ed essere aumentati di circa il 60% – ha sottolineato Diouf – poiche’ l’agricoltura non solo produce cibo ma genera anche redditi e favorisce la sussistenza nelle aree rurali”.

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Fao: diritto al cibo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2009

Roma. Garantire un sostegno finanziario per il governo mondiale della sicurezza alimentare è fondamentale per assicurare il diritto ad una adeguata alimentazione per tutti. Questo il richiamo che lancia ActionAid, insieme alle Organizzazioni e movimenti sociali che oggi hanno presentato il loro documento ufficiale, redatto in occasione del Forum parallelo tenutosi a Roma dal 13 al 17 novembre. “Nella dichiarazione conclusiva del Vertice Fao – spiega Luca De Fraia – gli Stati hanno ratificato la riforma del Comitato per la Sicurezza Alimentare che assicura una sistema di governance coordinato ed inclusivo in materia di sicurezza alimentare, ma se non verranno garantite le risorse finanziarie necessarie, il Comitato non potrà realizzare il suo mandato”.

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Vertice FAO: Intervento Barroso

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2009

Al vertice della FAO di Roma il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha proposto che per la sicurezza alimentare venga istituito un sistema di allarme rapido basato su dati scientifici. Nel suo discorso ai capi di Stato e di governo il presidente Barroso ha attirato l’attenzione sul nesso tra sicurezza alimentare, sicurezza mondiale e lotta contro il cambiamento climatico. Al vertice FAO hanno partecipato anche i commissari europei per l’agricoltura, Marian Fischer-Boel, e per lo sviluppo e gli aiuti umanitari, Karel De Gucht.  Il presidente Barroso ha dichiarato: “Un mondo dove un miliardo di persone sono affamate è non solo una macchia sulla nostra coscienza collettiva, ma anche una crescente minaccia per la nostra sicurezza mondiale. Come la lotta contro il cambiamento climatico, anche la lotta contro la fame non può aspettare: dobbiamo riuscire a dimezzare la fame nel mondo entro il 2015, secondo quanto previsto dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. E per la sicurezza alimentare dobbiamo creare un sistema mondiale di allarme rapido basato su dati scientifici, simile a quello istituito nell’ambito della lotta contro il cambiamento climatico. Questa conferenza deve affrontare tre importanti questioni, che sono interconnesse: la sicurezza alimentare, il cambiamento climatico e la biodiversità. Queste sono sfide importanti e difficili, ed io sono determinato ad affrontarle durante il prossimo mandato della Commissione europea.”  La scorsa settimana il presidente Barroso ha incontrato il direttore generale della FAO Jacques Diouf ed ha sottolineato come finanziamenti continui e investimenti mirati siano necessari per migliorare la sicurezza alimentare nel lungo periodo. Ma gli investimenti – ha sottolineato Barroso – devono essere accompagnati da una buona governance. Inoltre, il coordinamento delle organizzazioni internazionali è essenziale per completare e rafforzare le iniziative multilaterali e bilaterali esistenti.

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Fao: una bella scatola, che però resta vuota

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2009

“La dichiarazione finale del Vertice è una bella scatola, ma purtroppo è vuota: da un lato si fa un passo avanti nel riconoscimento del problema della fame ma dall’altro non ci sono elementi di novità sotto il punto di vista degli stanziamenti”, così Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid durante la prima giornata del Vertice Mondiale dell’Alimentazione che si è aperto oggi a Roma. Un giudizio positivo viene espresso dall’organizzazione in merito alla dichiarazione del Vertice di investire nei programmi di sviluppo rurale predisposti dai singoli governi. “Il riconoscimento della centralità dell’autonomia dei piani messi in atto dai paesi in via di sviluppo – che non devono essere influenzati dai paesi donatori e dalle organizzazioni internazionali – è un importante passo avanti, prosegue De Fraia”. Per la prima volta una dichiarazione internazionale riconosce l’importanza del ruolo che ha la società civile e le organizzazioni internazionali, inserendole tra gli attori che dovranno lavorare d’ora in avanti in modo coordinato in seno al nuovo Comitato per la Sicurezza Alimentare, segnala ActionAid. La riforma della governance internazionale, per favorire una migliore allocazione delle risorse, è dunque di fondamentale importanza ma manca ancora chiarezza su come il processo di riforma verrà finanziato. “Rimangono forti perplessità sul fatto che i governi ancora non predispongano piani di finanziamento degli aiuti finora promessi”, continua De Fraia. Il segretario generale della FAO ha oggi ribadito la necessità di investire 44 miliardi di dollari l’anno per lo sviluppo agricolo nel Sud del mondo, una piccola somma rispetto ai 365 miliardi di dollari destinati nel 2007 dai Paesi Ocse a sostegno dei rispettivi agricoltori e ai 1,340 miliardi di spesa militare registrata nello stesso anno. “Se comparate a queste spese – spiega il Segretario Generale aggiunto di ActionAid – il piano di stanziamento di 20 miliardi di dollari in tre anni predisposto dal G8 de L’Aquila, è veramente poca cosa”. “In particolare”, conclude De Fraia, “nonostante siano degni di apprezzamento i numerosi richiami del presidente del Consiglio Berlusconi alla centralità della sicurezza alimentare, ci saremmo aspettati da lui un passo in più che potesse essere da esempio per gli altri paesi: la conferma dello stanziamento dei 450 milioni di dollari promessi dal nostro paese”. Continua la mobilitazione virtuale di ActionAid per dire STOP ALLA FAME: sono oltre 163mila le persone che si sono finora unite all’organizzazione non governativa e alla sua campagna per il diritto al cibo attraverso l’appello lanciato con Avaaz.org.

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Vertice alimentazione mondiale

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2009

“Gli effetti delle attività della Fao sono ancora ben lungi dal raggiungere gli obiettivi preposti. Sono anni che si parla di risolvere i problemi delle malnutrizione dei bambini e delle condizioni alimentari gravemente insufficienti nei paesi sottosviluppati dell’Africa e non solo. Una struttura così imponente, dai costi esorbitanti ma dei risultanti scarsi, dovrebbe e potrebbe fare di più”. Questa la ferma posizione espressa da Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, relativa al vertice sull’Alimentazione della Fao, in corso a Roma in questi giorni. Il summit, cui partecipano una sessantina di Capi di Stato e di governo di tutto il mondo, si è aperto con l’annuncio che il numero di persone denutrite ha superato per la prima volta nella storia il miliardo, di cui più di 17.000 sono bambini. Poi l’esponente del movimento nato per volontà di Antonello De Pierro lancia un messaggio: “Tutti i governi dei paesi più avanzati e tutte le più grandi industrie e multinazionali del mondo devono contribuire in maniera concreta e sostanziosa per aiutare le nazioni più bisognose, con progetti mirati e seguiti attentamente nel corso del tempo, prestando le dovute considerazioni alle popolazioni indigenti e alle loro esigenze primarie. Sarebbe necessario e doveroso”.

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Fao vertice: dichiarazioni di Alemanno

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2009

“La fame è il principale indicatore del disagio di una popolazione. Combatterla è una sfida incredibile, come scalare una grande montagna, è un impegno su cui si misura la nostra dignità di esseri umani. Il documento finale del Vertice denota un grande impegno ma manca una chiara indicazione dell’impegno finanziario. Una mancanza a cui si deve porre rimedio: senza risorse e mezzi adeguati il diritto al cibo di più di un miliardo di persone che soffrono la fame non sarà assicurato”.  Lo ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel suo intervento al Vertice Mondiale sulla sicurezza alimentare in corso alla FAO. “Bisogna muoversi su tre linee: un’agricoltura forte e non sottomessa agli interessi dell’industria, una maggiore consapevolezza del problema, che troppo spesso manca anche nell’opinione pubblica, e una politica che si comporti in maniera retta. Bisogna che gli agricoltori riacquistino la loro dignità, ed è necessario abolire la brevettabilità dei viventi e la mercificazione dell’acqua. Abbiamo bisogno di una leadership forte per risolvere i problemi del pianeta e debellare la fame, come ci chiedono i produttori del Forum Parallelo della Società Civile, che si è svolto a Roma e che il Comune di Roma ha fortemente appoggiato”.  “Roma è orgogliosa – ha aggiunto il Sindaco – di ospitare il polo agroalimentare dell’Onu. La Capitale è il confine ideale tra il Nord e il Sud del mondo, ed è la sede naturale del  confronto e dell’incontro tra Paesi per costruire una globalizzazione ispirata veramente ai valori della persona umana”.

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Dal Forum parallelo Fao: l’agrobusiness

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2009

Caffè, vestiti, ma anche formaggio, pane, latte e verdura. Se un cittadino comincia a far domande a produttori e distributori per ricostruire come si distribuiscono dal campo alla cucina o all’armadio di casa propria i soldi che paga quando fa la spesa, finisce per mettersi le mani nei capelli. Innanzitutto perché è difficilissimo raccogliere informazioni univoche e attendibili, poi perché non può che constatare che la maggior parte dei soldi che spende non va ai produttori, o agli agricoltori, ma tra canali commerciali e distribuzione. Quando invece comincia a fare da se’, e a sviluppare filiere corte, cortissime, di commercio equo o attraverso i gruppi d’acquisto solidali, la musica cambia e ci guadagnano tutti.  Sono i risultati della ricerca-azione Ok il prezzo è giusto, che il coordinamento Help local trade – formato da ong Crocevia, Fair, Fairwatch, Mani Tese, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Mani Tese, ong MAIS e Servizio Civile Internazionale lanciano dal Forum Parallelo della Società civile in occasione del vertice Fao sulla sicurezza alimentare. All’indirizzo http://www.helplocaltrade.org si possono controllare direttamente esercizi di proiezione condotti su prezzi, filiere e scomposizioni produttive di alcuni dei principali prodotti della spesa quotidiana, e scoprire che cosa stiamo pagando troppo caro e perché. Le informazioni sono state trasformate in cartellini per i prezzi (giusti e ingiusti) che le organizzazioni promotrici utilizzeranno in decine di mercati contadini, da Torino, a Genova, da Roma a Lucca, a Napoli, per spiegare ai cittadini che cosa non va con il mercato convenzionale e come è possibile cambiarlo con le pratiche alternative già a disposizione. Le schede saranno distribuite in questi giorni a Roma in occasione del Vertice Fao, tra i materiali del Forum parallelo della Società Civile.  Nelle cinque città italiane, in occasione del nuovo Vertice ministeriale dell’organizzazione mondiale del commercio che a 10 anni da Seattle si aprirà il 30 settembre prossimo a Ginevra, verranno promosse iniziative di mobilitazione contro la privatizzazione dei beni comuni e dei servizi essenziali.Tutte le info sulle mobilitazioni http://www.faircoop.net/faircoop

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Vertice Fao e disagi per i romani

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2009

Roma. Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha telefonato al Questore di Roma e al Capo di Gabinetto del Ministero degli Interni, per chiedere che le misure di sicurezza per il vertice Fao, che comincia domani e terminerà mercoledì, siano studiate in modo tale da ridurre il più possibile i disagi per gli automobilisti e i cittadini romani.  “Ho chiesto al Questore e al Ministero una maggiore flessibilità e la massima sobrietà nell’organizzare le misure di sicurezza e le scorte per i Capi di Stato e di Governo che parteciperanno al vertice Fao. Già nella giornata di ieri si sono verificati gravi ingorghi stradali per la massiccia presenza di scorte e di sbarramento al traffico. Dobbiamo cercare di evitare che da domani la città rimanga paralizzata. Comprendo la necessità di tutelare al massimo la sicurezza di ospiti internazionali così importanti e credo che il vertice Fao rappresenti una grande occasione per combattere la piaga della fame nel mondo, per cui tanti bambini e tante persone muoiono ogni giorno, ma sono convinto che con flessibilità  e sobrietà tutto questo possa non essere pagato con gravissimi disagi dei cittadini romani. Il Questore e il Prefetto mi hanno garantito il massimo impegno in questo senso, e da parte mia ho offerto la piena collaborazione del Comune e della Polizia Municipale».

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Fao: Isabella Rauti al summit delle first ladies

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2009

Roma domenica 15 novembre ore 13.45 presso il palazzo della Fao la professoressa Isabella Rauti, moglie del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e Capo del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, parteciperà al Summit delle First Ladies dei Paesi Non Allineati, guidate da Suzanne Mubarak, moglie del presidente egiziano Hosni Mubarak, che discuterà come migliorare l’accesso delle donne alle risorse produttive. Il Summit dal titolo “Food Secuirity and Women’s Access to Resources” si svolgerà nell’ambito degli incontri paralleli al vertice, che si aprirà il 16 novembre. Al primo panel delle First Ladies interverranno Ms. Susanne MUBARAK (chairwoman) Mr. Kanayo F. NWANZE (presidente IFAD) e Ms Hafez GHANEM (assistente del Direttore generale Fao). Coordinatore del panel sarà Mankombu Sambasivan SWAMINATHAN, presidente del Pugwash Conference, gruppo internazionale di scienziati impegnati nella lotta alla proliferazione delle armi nucleari e vincitori nel 1995 del Premio Nobel per la Pace. Il panel metterà a confronto le varie esperienze mondiali volte ad assicurare l’accesso delle donne alla terra e al credito, per ridurre la fame nel mondo. Il dato di partenza è la consapevolezza che oggi le donne beneficiano solo del 10% dei crediti erogabili e possiedono il 2% del terreno coltivabile, nonostante siano responsabili della metà della produzione mondiale di cibo e nonostante le aspettative di vita di un bambino, allevato in una famiglia dove sia una donna a controllare e pianificare il budget familiare, aumentino del 20%.

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FAO: vertice a rischio fallimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2009

Roma Il vertice FAO in programma alla FAO dal 16 al 18 novembre rischia di chiudersi senza alcun passo in avanti: non c’è nulla di nuovo nella bozza di dichiarazione preparata, in vista dell’incontro, dalle missioni diplomatiche a Roma. Oxfam International e Ucodep avvertono che l’evento rischia di essere un’ulteriore spreco di tempo e denaro, a meno che i leader mondiali non rimettano mano al testo della dichiarazione, dimostrando così leadership e volontà di puntare a un accordo ambizioso. Dopo un duro negoziato, alcuni paesi in via di sviluppo sono riusciti a evitare che fossero cancellati gli impegni di promuovere il diritto al cibo e riformare il sistema globale di governance. Ma non sono riusciti ad assicurare le basi perché il vertice faccia la differenza nella lotta contro la fame. “Abbiamo letto la bozza della dichiarazione: parla di dimezzare il numero di persone affamate entro il 2015, come previsto dal primo Obiettivo di Sviluppo del Millennio. Il testo, però, non spiega come si farà a raggiungerlo”, dichiara Elisa Bacciotti, portavoce di Oxfam International e Ucodep. “Non ci sono date, né piani o modalità che assicurino che i paesi prendano le loro responsabilità sul serio. Anche i paesi in via di sviluppo, devono attivarsi tramite piani dettagliati per assistere chi soffre la fame e non saranno privi di colpe se il vertice fallisce”.  All’ultimo G8, i paesi industrializzati hanno promesso 20 miliardi di dollari per l’agricoltura nei prossimi tre anni. Pensano di aver fatto abbastanza, ma non è così. Meno di un quarto di quei 20 miliardi di dollari, infatti, sono aggiuntivi. Inoltre, considerando le stime della Task Force delle Nazioni Unite sulla sicurezza alimentare (HLTF) e l’impatto della crisi economica, Oxfam e Ucodep calcolano che c’è un bisogno di almeno 40 miliardi di dollari l’anno di fondi aggiuntivi se si vuole dimezzare il numero delle persone colpite dalla fame. L’Italia, in particolare, nonostante i roboanti annunci, ha ridotto i suoi impegni contro la fame nel mondo. Al G8, infatti, il nostro governo ha promesso 450 milioni di dollari in tre anni, una somma che include i soldi già spesi tra gennaio e luglio 2009. Avendo già stanziato nel 2009 circa 200 milioni di dollari, all’Italia basterà spendere 125 milioni di dollari circa in ciascuno dei prossimi due anni per mantenere le sue promesse.

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Rapporto Fao: Save the Children

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2009

La  morte di 3,2 milioni di bambini l’anno – quasi un terzo di tutti quelli che muoiono prima dei 5 anni – è associata alla malnutrizione, che è la principale concausa di morte per i bambini che muoiono prima di compiere 5 anni. Inoltre, si stima che a causa della crisi economica e finanziaria globale, tra il 2009 e il 2015, ci potrebbero essere dai  200.000 ai 400.000 bambini morti in più ogni anno. Questo l’allarme di Save the Children, commentando i dati diffusi dalla Fao e dal Programma Alimentare Mondiale. Globalmente ogni anno 18 milioni di bambini nascono con un peso molto basso in quanto prematuri o perché hanno ricevuto una scarsa nutrizione durante la gravidanza o nel periodo immediatamente post-gravidanza. L’Asia Meridionale ha la più alta incidenza di basso peso alla nascita – un quarto dei neonati pesa meno di 2,5 chili – nonché la più alta prevalenza di bambini sottopeso. La denutrizione indebolisce il sistema immunitario del bambino, rendendolo più esposto alle malattie e meno capace di combattere le infezioni, così come la carenza di certi micronutrienti indispensabili può anche danneggiare la salute della madre e del figlio e incrementare il rischio di mortalità materna e infantile. Ad esempio l’anemia, che interessa il 42% delle donne incinte in tutto il mondo, aumenta il rischio di parto prematuro, peso basso alla nascita, emorragia, setticemia. L’organizzazione, che ha appena lanciato la campagna EVERY ONE, per dire basta alla mortalità infantile, ricorda che basterebbero interventi semplici e a basso costo per fermare queste morti, che per la maggior parte avvengono in paesi in via di sviluppo, dove le principali cause di mortalità infantile (complicazioni neonatali, polmonite, diarrea, malaria e morbillo) sono aggravate da povertà endemica e malnutrizione.

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