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Far East Energy annuncia l’inizio della trivellazione di nove nuovi pozzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2013

HOUSTON, (GLOBE NEWSWIRE) — Far East Energy Corporation (OTCBB:FEEC) ha annunciato oggi l’avvio delle trivellazioni in altri nove pozzi, a 21 giorni dall’ultimo aggiornamento sul programma di trivellazioni diffuso giovedì 27 giugno; il numero complessivo di pozzi trivellati sale così a 52 nel 2013. Inoltre, con il raggiungimento della profondità massima in altri otto pozzi e l’esecuzione della fratturazione in 15 pozzi, Far East è ormai quasi a metà della sua prima campagna di fratturazioni programmate per il 2013. Al momento nel giacimento sono attivi 29 impianti di trivellazione. Fra i 52 pozzi avviati da FEEC nel 2013 25 sono di produzione, di cui 20 hanno raggiunto la massima profondità; al 17 luglio, 12 su 20 erano stati sottoposti a fratturazione. Oggi è prevista la fratturazione di un altro pozzo. Come annunciato in precedenza, a decorrere dal 10 luglio i prezzi del gas applicati nelle città cinesi sono cresciuti mediamente del 15% in tutto il paese, dopo l’intervento della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme, il più importante organismo cinese in materia di politiche nel settore. Secondo gli analisti, questo rialzo si tradurrà in un incremento alla fonte intorno al 25%. “Gli aumenti dei costi del gas, che secondo gli analisti potrebbero balzare fino al 25% per i prezzi alla fonte, congiuntamente al possibile triplicarsi dei sussidi destinati alla gassificazione di carbone da 0,2 a 0,6 RMB per metro cubo, una volta attuati potrebbero tradursi in un potenziale aumento dei prezzi di vendita del gas in una forbice compresa tra il 45% e il 50%. Questi sviluppi e i recenti annunci che evidenziano il permanere nel settore di un radicato interesse verso le attività di gassificazione del carbone in Cina hanno posto Far East in una posizione eccellente, mentre proseguiamo il più vasto e strategico programma di trivellazione della storia della nostra azienda”, ha dichiarato Jennifer Whitley, Direttore Finanziario di Far East.
Far East Energy Corporation La Società, con sede a Houston e filiali a Pechino e Taiyuan (Cina), si dedica alla prospezione e allo sviluppo della gassificazione di carbone in Cina.
Le dichiarazioni contenute nel presente comunicato, che esprimono le intenzioni, gli auspici, le stime, le convinzioni, le attese, le aspettative o i pronostici sul futuro di Far East Energy Corporation e dei suoi dirigenti hanno carattere previsionale ai sensi della Sezione 27A del Securities Act del 1933 e successive modifiche, e della Sezione 21E del Securities Exchange Act del 1934 e successive modifiche.

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Opportunità nel Far East per le imprese friulane

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

I settori più indicati ad affrontare il mercato cinese? Mobili, arredo-design e vino, ma anche Ict e tecnologie verdi, e ogni miglior espressione del made in Italy: in Cina, specie negli ultimi due anni, si sta registrando un forte cambiamento nei gusti dei cittadini consumatori e i comparti più gettonati risultano dunque quelli di alta gamma. Per le nostre Pmi, però, è indispensabile fare investimenti mirati in comunicazione e marketing, ed è meglio puntare sulle città di seconda o terza fascia, più arretrate rispetto alla costa e non ancora “inflazionate”, come queste, dai beni di lusso: in esse il mercato è dunque vivacissimo, tutto da costruire e sviluppare. Sono alcuni dei consigli di Elena Tosana, segretario generale della Camera di Commercio italiana a Pechino, che assieme ad altri cinque segretari generali di enti camerali italiani all’estero da Hong Kong, Repubblica di Corea, Thailandia e Singapore, India, ha illustrato le opportunità per le Pmi friulane (oltre quaranta quelle presenti) al Road Show Asia Pacific, giornata di approfondimenti che si è tenuta nei giorni scorsi in Sala Valduga – con analoghi appuntamenti anche nelle Cciaa di Trieste e Pordenone. I Paesi focus rappresentano economie molto diversificate, anche a livello di maggiori o minori restrizioni nelle burocrazie doganali e commerciali, ma con importanti affinità, prima fra tutte la crescente attenzione al made in Italy e della domanda di prodotti e servizi di fascia alta in cui le aziende italiane e friulane sono specializzate. E tutti Paesi, «verso cui la Cciaa udinese – ha spiegato il vicepresidente camerale Marco Bruseschi nell’introdurre i lavori – ha puntato e punta costantemente l’attenzione». Certo, sono mercati “altri”, da conoscere a fondo a partire dalle abitudini comportamentali, in genere molto diverse dalle nostre e che possono determinare da sole il successo o l’insuccesso di un accordo. Tra le opportunità più interessanti emerse dalle relazioni, quelle in Repubblica di Corea, tra l’altro nuova meta d’internazionalizzazione della Cciaa di Udine per il 2011, con una prima missione istituzionale esplorativa, a fine marzo, utile a preparare il terreno per quella aziendale che si svolgerà in autunno. La Repubblica di Corea, hanno spiegato il presidente e il segretario generale della locale Camera italiana, Alessandro Canova e Roberto Martorana, è generalmente – e inspiegabilmente – meno considerata di altri Paesi dell’area: è però il 1° Paese al mondo per connessioni Internet a banda larga nelle abitazioni (96% delle utenze), 1° per cantieristica navale e produzione di schermi Lcd. Un Paese in cui il Governo ha intenzione di passare dal 3,5% attuale al 5% del Pil di investimenti in R&S entro il 2012 e di investire 900 milioni di dollari in green economy nel 2011. Anche qui il made in Italy e il mercato del lusso, dall’artigianato alla moda all’arredo-design, diventano centrali, in un Paese in cui il 20% dei cittadini – ha spiegato Martorana tra lo stupore degli imprenditori – «ha almeno un milione di dollari in banca». Tra Unione europea e Corea, inoltre, esiste un importante Accordo di libero scambio, che fra l’altro prevede, a partire da luglio 2011, l’eliminazione delle tariffe doganali coreane sui prodotti Ue, interessando soprattutto prodotti agroalimentari, macchinari, prodotti chimici e industriali.  Il Roadshow, nel pomeriggio, è proseguito con incontri individuali tra le aziende e i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’estero. Il servizio pomeridiano si è esteso anche al mercato sudafricano e degli Emirati Arabi Uniti.

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