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Sauver l’organe d’appel de l’OMC ou revenir au Far West commercial?

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 Maggio 2018

Alors que Donald Trump a entrepris d’alterner des mesures commerciales punitives ciblées sur un produit ou un pays, et sanctions et concessions, les pays les plus exposés ajustent leur riposte.
Mais l’inquiétude se porte déjà sur la détermination du président américain à s’affranchir encore davantage des règles multilatérales. En continuant de bloquer la nomination des juges de l’organe d’appel de l’Organisation mondiale du commerce, les États-Unis peuvent-ils chercher à faire imploser le système de règlement des différends — clé de voûte de la régulation du commerce international? C’est à la guerre commerciale qu’il faudrait alors se préparer, c’est à dire à un commerce sans règle: le Far West commercial où tous les coups sont permis.
Ou bien, peuvent-ils entreprendre avec l’Union européenne, le Japon et d’autres, de s’attaquer plus sérieusement à certaines distorsions que le capitalisme d’État chinois provoque dans l’économie mondiale et qui pèsent de manière plus décisive sur le déficit commercial américain ?
L’OMC a besoin de ses deux jambes, celle du contentieux et celle de la négociation. C’est en parvenant à amener la Chine à la table des négociations que l’on peut restaurer la confiance des États- Unis dans la capacité de l’OMC à faire respecter des règles équitables et permettre à la « jambe » du contentieux de continuer à assurer sa fonction de réducteur des tensions commerciales. Au-delà, c’est la sauvegarde du multilatéralisme qui est en jeu et l’Union européenne doit y contribuer. Ce Policy Paper d’Elvire Fabry, Chercheuse senior à l’Institut Jacques Delors et Erik Tate, assistant de recherche:
revient sur les griefs de Washington contre l’organe d’appel,pour examiner les réformes de procédures qui peuvent en améliorer le fonctionnement,et se concentrer sur celles des mailles des disciplines multilatérales qui devraient être resserrées pour que le règlement des différends contribue à maintenir un fair trade. Si la vision du président américain s’avérait plus court-termiste, il resterait aux Européens et aux autres grandes puissances à préserver un cadre de régulation plurilatéral, qui sera d’autant plus décisif pour contrer le nouveau facteur disruptif américain.

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Treni regionali lombardi diventati un far west?

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

TRENOÈ accaduto di nuovo: è stato accoltellato alla mano un capotreno di un treno regionale della linea Milano-Piacenza nei pressi della stazione di Codogno. Pare che il capotreno sia accorso in aiuto ai viaggiatori molestati da un uomo presumibilmente straniero che lo ha aggredito, accoltellandolo, ed è fuggito.Iolanda Nanni, consigliera regionale del M5S Lombardia, dichiara: “E’ gravissimo, i treni regionali lombardi sono diventati un far west e a farne le spese, ancora una volta, un dipendente che stava accorrendo in aiuto dei viaggiatori e che ha rischiato la vita. Non è più tollerabile che i lavoratori, i pendolari e i viaggiatori debbano rischiare la vita per viaggiare quotidianamente su treni regionali in un clima di terrore con il timore di eventi fatali per la loro incolumità. Il millantato Piano di Sicurezza di Maroni si è rivelato un fiasco totale. Il M5S lo denuncia da due anni: uno spreco di milioni di euro per assumere steward, spacciati per guardie giurate, che ha avuto il solo risultato di aumentare la recrudescenza delle aggressioni sui treni. La sicurezza per la Lega è solo uno strumento per fare vuota propaganda. A monte c’è l’incapacità di programmare un PIANO DI PREVENZIONE A TERRA che il M5S chiede da anni a gran voce: l’unico modo per arginare questi episodi drammatici è attivare controlli a terra, impedendo ai delinquenti di salire sui treni e sostare nelle stazioni. Altro che protocolli e burocrazia: basterebbe un’azione coordinata fra Regione Lombardia, TRENORD ed RFI. Si poteva agire già due anni fa, ma l’autorevolezza della Giunta Maroni è rasente lo zero assoluto. Maroni ha preferito sfilare nelle stazioni lombarde col suo fido quanto inutile Assessore ai Trasporti per fare promesse che non è stato in grado di mantenere! Occorre competenza e capacità di programmazione per non consegnare viaggiatori e lavoratori TRENORD nelle mani di chi su un treno non deve neppure sognarsi di salire.
Esprimiamo solidarietà a vicinanza al capotreno, alla sua famiglia e a tutte le vittime di queste assurde aggressioni che hanno un responsabile politico unico e cioè il Governatore Maroni e la sua incapacità politica di arginare la violenza con un piano di prevenzione a terra che avrebbe effetti immediati”.

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Roma: “Da Far west non si esce con slogan ma con il contributo di tutti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

campidoglio“Quanto accaduto a Torbellamonaca non è solo l’ennesimo atto di violenza di stampo fascista. L’ultimo di una escalation che interessa non solo quel Municipio ma anche altre realtà romane in periferia. Sui recenti gravi avvenimenti di violenza registrati negli ultimi giorni il PD del VI municipio, attraverso il capogruppo e il neo eletto coordinatore municipale si è già attivato richiedendo un incontro urgente al Prefetto di Roma. Preoccupa ovviamente il ripetersi di manifestazioni squadriste e razzista che alimentano odio contro gli immigrati, ma sono altrettanto preoccupanti anche i gravi atti di intolleranza, gli accumuli dei rifiuti, le aree pubbliche abbandonate, il degrado con cui ormai si convive quasi quotidianamente, i gravi incidenti stradali determinati da comportamenti efferati, l’evidente apatia di una città che sembra quasi rassegnata e che non riesce più a supportare con energia le forze sane e attive che pure sono presenti e operano nel tessuto democratico cittadino. Il richiamo su un importante quotidiano nazionale di monsignor Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma, che per tanti anni ha esercitato la sua missione a Tor Bella Monaca e su cui i rappresentanti delle istituzioni dovrebbero riflettere, prende spunto da una consapevolezza: dal Far West descritto dalla sindaca Raggi si esce con l’aiuto di tutti, e tra i ‘tutti’ ci sono anche i partiti, magari con le loro insufficienze, ma che esercitano una funzione vitale a presidio della democrazia italiana così come è stata tracciata nella nostra costituzione. Come PD di Roma non ci illudiamo: per ridare speranza alla città e ai suoi quartieri più difficili ci vuole il contributo e lo sforzo di tutti: Istituzioni, associazionismo, partiti, organizzazioni dei lavoratori, volontariato ecc.. E’ ora di superare gli slogan che da mesi caratterizzano l’azione amministrativa della giunta Raggi. E’ necessaria ed urgente una presa di responsabilità nella consapevolezza che in gioco non ci sono le sorti dei partiti ma l’agibilità democratica e sociale della capitale. Ebbene noi siamo pronti a fare la nostra parte e a lavorare insieme con chi ci sta per il bene di Roma. Noi diamo la nostra disponibilità a concorrere al riscatto della capitale mettendo a disposizione tutte le nostre energie e competenze e anche dall’opposizione intendiamo contribuire all’elaborazione di progetti ad ampio respiro per risanare i contesti urbani e sociali del le nostre periferie.Cosi in una nota la capogruppo del PD capitolino Michela Di Biase e il segretario del PD romano Andrea Casu.

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Periferie. Pelonzi (PD):” Raggi in periferia ha trovato il Far West

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

metro-romaRoma “Nel corso della sua audizione in commissione di Inchiesta sulle periferie alla Camera dall’esposizione della sindaca Raggi si rileva che dell’anno della sua amministrazione alle periferie romane sono rimaste solo le promesse e qualche toppa nelle disastrate strade capitoline. Verde pubblico e rifiuti sono in emergenza e sui progetti speciali di riqualificazione urbana la giunta non è pervenuta.
La sindaca dice aver trovato il far west e ad Ottavia nella periferia nord dove abita la sindaca qualcuno già vorrebbe proiettare l’epopea dei film di John Ford che hanno come protagonista il mitico John Wayne. La metro C, il rafforzamento del trasporto pubblico e i programmi urbanistici di riqualificazione sono stati perfezionati nel corso della precedente giunta di centrosinistra , mentre i contributi speciali per progetti mirati di riqualificazione delle periferie (Corviale) sono stati stanziati dal governo.
A parte le anticipazioni e le nuove promesse sulle funivie, in periferia dell’attività della giunta M5S non c’è traccia. La delusione si percepisce non solo dai sondaggi, dove il 70% degli elettori dichiara non volerla rivotare, ma anche dalla vacuità delle promesse grilline di cui rimangono solo le enunciazioni in attesa, chissà quando, che siano seguite da fatti concreti.” Così in una nota il consigliere del PD capitolino Antongiulio Pelonzi.

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