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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘farmaceutica’

Polifarma compie 100 anni

Posted by fidest press agency su domenica, 5 maggio 2019

Milano. 170 dipendenti in Italia, il 35% dei quali under-35, sviluppo sul mercato mondiale e una previsione di crescita del 30%, per un fatturato di oltre 55 milioni di euro atteso nel 2019, di cui il 50% destinato a nuovi progetti con un approccio digital oriented: sono i numeri che fotografano la realtà di Polifarma, una delle aziende farmaceutiche più antiche d’Italia, fondata a Roma nel 1919 e da vent’anni sotto la guida della signora Luisa Angelini che ne ha fatto un punto di riferimento nel mercato farmaceutico italiano, grazie a un nuovo modello di business e costanti investimenti a favore dell’innovazione.
Dalla nascita di una piccola azienda locale agli inizi del ‘900, Polifarma è cresciuta puntando sulla qualità e l’eccellenza dei propri prodotti e del capitale umano, uniti a un’informazione scientifica di valore veicolata alla classe medica, che, negli anni, le ha consentito di stringere importanti collaborazioni con multinazionali farmaceutiche per la gestione, il lancio e l’acquisto di nuove molecole.
Il vero ‘cambio di marcia’ di questo percorso di crescita lungo un secolo è avvenuto nel 1999 con l’acquisizione di Polifarma da parte del Gruppo Final, società finanziaria fondata dalla signora Luisa Angelini che, forte dell’esperienza maturata nell’impresa di famiglia, ha dato un nuovo impulso all’organizzazione aziendale, puntando sulle persone che già ne facevano parte e scegliendo di reinvestire la totalità dei profitti generati, nonché supportare l’azienda con ulteriori investimenti su nuovi progetti. Una strategia imprenditoriale che ancora oggi anima la proprietà e il top management, volta a promuovere la crescita del valore dell’azienda e dei posti di lavoro.Un’altra tappa fondamentale della storia di Polifarma si è aperta nel 2008: l’azienda, a seguito di un momento di crisi – con conseguente perdita di oltre il 40% del fatturato – dovuto a scadenze brevettuali e alla perdita di prodotti in licenza in area cardiovascolare, ha avviato un processo di change management che ha coinvolto le risorse umane, l’organizzazione e il modello di business, a cui si è aggiunto un forte investimento in innovazione in ambito digitale. Un cambiamento costruito intorno alle persone e fondato sulla diffusione, a tutti i livelli, di una cultura dell’innovazione come opportunità per gestire la complessità del mercato e di un rinnovato portfolio prodotti, esteso alle aree gastroenterologica, del sistema nervoso centrale e oftalmologica (oggi area di punta, che assorbe il 39% del fatturato totale).
Nei suoi cento anni di vita, Polifarma ha saputo coniugare il modello italiano dell’azienda di medie dimensioni con quello di un’impresa moderna che ha fatto dell’innovazione, della continuità manageriale e della centralità delle persone i fattori chiave per crescere e rimanere protagonisti in un settore altamente competitivo e in costante evoluzione. Dal 2014 ad oggi, in uno scenario generale fortemente cambiato, il fatturato di Polifarma è cresciuto del 41,8%, passando dai 29,6 milioni del 2014 ai 42 milioni nel 2018, con previsioni di ulteriore crescita per il 2019 (+30% rispetto al 2018).Altro fattore di successo, in controtendenza rispetto ad un settore farmaceutico ancora indietro in tema di digitalizzazione, è stata la creazione di un ecosistema digitale integrato a tutte le funzioni e i progetti aziendali, sviluppato con investimento iniziale molto rilevante in tre anni.

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“Facciamo crescere l’Italia: Dieci anni di industria farmaceutica nazionale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 gennaio 2019

Roma Giovedì 17 gennaio – ore 17.30 Hotel Nazionale, Sala Capranichetta Piazza Montecitorio 131 “Facciamo crescere l’Italia – Dieci anni di industria farmaceutica nazionale”. L’evento sarà occasione per fare il punto sullo stato dell’industria farmaceutica italiana e sui risultati raggiunti dal settore negli ultimi dieci anni, anche grazie alla presentazione dei dati del Rapporto Nomisma “Industria 2030 – La Farmaceutica Italiana e i suoi campioni alla sfida del nuovo paradigma manifatturiero”. Il farmaceutico è uno dei settori che contribuisce maggiormente a produrre crescita, sviluppo e occupazione in Italia, facendo primeggiare il nostro Paese anche a livello europeo: un successo reso possibile dai numerosi gruppi farmaceutici con proprietà ed headquarter italiani che, insieme alle multinazionali presenti in Italia, si sono distinti negli ultimi anni per gli elevati ritmi di crescita e redditività e per la capacità di internazionalizzazione e innovazione.Ad introdurre i lavori dell’evento saranno Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria e Piero Gnudi, Presidente di Nomisma. Seguirà un talk moderato dal giornalista Nicola Porro nel quale si confronteranno cinque tra i più importanti imprenditori dell’industria farmaceutica italiana: Alberto Chiesi, Presidente Chiesi, Sergio Dompé, Presidente e CEO Dompé, Stefano Golinelli, Presidente Alfasigma, Francesco De Santis, Presidente Italfarmaco e Lucia Aleotti, Presidente Menarini.

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Bayer: eccellenza produttiva italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 6 dicembre 2016

garbagnate-bayerNello stabilimento Bayer di Garbagnate Milanese si festeggia un nuovo importante traguardo: la produzione della dieci miliardesima compressa nell’anno in corso. A livello mondiale, il sito di Garbagnate rappresenta per Bayer un impianto d’eccellenza ad alta sostenibilità, che produce il maggior numero di compresse all’anno. Si tratta di un primato che ha visto raddoppiare, nel giro di soli quattro anni, la produzione di pastiglie passando da cinque miliardi nel 2013 a dieci miliardi nel corso della giornata del 28 novembre 2016.Sergio Re, direttore dello stabilimento, tiene a precisare quanti siano stati, nel corso del tempo, i continui interventi di miglioramento dell’efficienza. “Ciò ha portato a una riduzione del 47% del costo del prodotto finito, anche attraverso l’adozione di innovazioni tecnologiche, che garantiscono un minor impatto ambientale. Fondamentali sono però le persone che lavorano nello stabilimento. Le loro competenze, la grande motivazione unite al senso di responsabilità e allo spirito di iniziativa sono alla base delle continue innovazioni che hanno permesso il raggiungimento di questi importanti traguardi”.
Le potenzialità produttive di Bayer in Italia nel settore delle Life Sciences si basano su tre poli industriali, Garbagnate Milanese (MI), Segrate (MI), Filago (BG).
Il sito di Garbagnate, nato nel 1946 e collocato all’interno del Parco delle Groane alle porte di Milano, è specializzato nella produzione ed il confezionamento di farmaci in forma solida quali compresse e microcapsule sia per il mercato italiano che per quelli esteri.
Bayer è un’azienda globale con competenze chiave nei settori delle Life Sciences, Salute e Agricoltura. I prodotti e i servizi sono pensati per il benessere delle persone e per migliorare la qualità della loro vita. Allo stesso tempo, il Gruppo Bayer aspira a creare valore attraverso l’innovazione, la crescita e un’elevata redditività. Bayer fonda la propria attività sui principi di sviluppo sostenibile e sulla responsabilità etica e sociale. Nel 2015, il Gruppo ha impiegato 117.000 persone e registrato un fatturato di 46,3 miliardi di euro. Gli investimenti in conto capitale sono stati pari a 2,6 miliardi di euro mentre quelli in Ricerca & Sviluppo sono stati pari a 3,4 miliardi di euro. Queste cifre comprendono l’area di Business dei Materiali Polimerici Innovativi, portata sul mercato azionario come Covestro, società indipendente, il 6 ottobre 2015.

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Spesa farmaceutica in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

psicofarmaciIn costante aumento e sempre più difficile da contenere: la spesa farmaceutica in Italia è una delle voci che più incidono sul fondo sanitario. Il consumo di farmaci cresce e grazie all’innovazione sono disponibili sempre più medicinali e dispositivi ad alto costo. SIFO, Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi territoriali delle aziende sanitarie, farà il punto su questo tema durante il suo congresso nazionale, quest’anno giunto alla XXXVII edizione, che si svolge a Milano dall’1 al 4 dicembre, dal titolo oneroso ma obbligato:”Facciamo quadrato per la salute di tutti: Persona, Istituzioni, Professionisti, Tecnologie.” CHI SONO I FARMACISTI DI SIFO – Sono loro che si impegnano a far quadrare i conti del Servizio sanitario nazionale e cercare di unire qualità e risparmio. Negli ospedali i farmacisti sono coinvolti negli acquisti di farmaci e dispositivi medici impiegati al proprio interno, nel controllo dell’appropriatezza e nella gestione dei prodotti. Nei servizi farmaceutici territoriali delle aziende sanitarie, ai farmacisti spetta il compito di monitorare mensilmente le prescrizioni in SSN di farmaci da parte dei medici di assistenza primaria; spetta inoltre il monitoraggio delle spedizioni da parte delle Farmacie di comunità.
Sorpasso della spesa farmaceutica diretta e ospedaliera rispetto alla spesa cosiddetta convenzionata, ovvero quella che deriva dai farmaci erogati nelle farmacie di comunità. Il 2015 è stato l’anno in cui, per la prima volta, in Italia, la quota di spesa diretta ospedaliera ha superato quella convenzionata. Sul totale di oltre 18 miliardi, infatti, la ‘quota’ della spesa diretta ospedaliera si è attestata a 9 miliardi e 770 milioni di euro, mentre quella convenzionata è risultata di 8 miliardi e 470 milioni di euro. Se si guarda al 2014, la spesa convenzionata era stata di 8 miliardi e 598 milioni di euro contro gli 8 miliardi e 123 milioni di euro dell’ospedaliera (fonte Aifa). Cosa significa e da cosa dipende? Innanzitutto dal boom dei nuovi farmaci innovativi ad alto costo, in primis quelli per curare l’epatite C (di cui c’è stata una vera e propria esplosione nel 2015), che sono distribuiti solo in ospedale e hanno a vuto come effetto un consistente incremento della spesa ospedaliera. In parallelo prosegue il processo di riduzione dei costi di alcune tipologie di farmaci più ‘datati’- con il brevetto ormai scaduto e dunque diventati nel frattempo ‘generici’- che vengono erogati nelle farmacie di comunità. Trend, questo, che negli ultimi anni, progressivamente, ha fatto scendere la spesa convenzionata. Ma non ancora a sufficienza da compensare l’aumento di quella ospedaliera.
Negli ultimi due-tre anni, in Italia, si registra un vero e proprio boom di farmaci di nuova tecnologia, ad alto costo. Oltre agli oncologici (da ormai diverso tempo ai primi posti nelle voci della spesa farmaceutica), a quelli antivirali per curare l’epatite C (che nel 2015 sono costati un miliardo e 722 milioni di euro, ovvero il 7,8% della Spesa del Servizio sanitario nazionale) e a quelli per l’HIV, ci sono anche altri farmaci innovativi e molto costosi per determinate patologie (sclerosi multipla, artrite reumatoide e diabete, patologia quest’ultima in fortissimo aumento). Si tratta di medicinali che vengono gestiti e utilizzati unicamente attraverso l’ospedale, quindi vanno a pesare sulla spesa diretta ospedaliera. La categoria di farmaci per cui nel 2015 si è registrato l’aumento maggiore di spesa è quella degli immunomodulatori, utilizzati anche nella cura di patologie reumatiche, morbo di Chron, psoriasi grave. La spesa, nel 2015, si è att estata a un miliardo e 803 milioni di euro, con una crescita del 13% rispetto all’anno precedente. In crescita anche gli anticoagulanti (+10%), i farmaci per il dolore (+10%) e i vaccini (+9%). L’entità di spesa maggiore, invece, anche nel 2015 è stata quella per i farmaci oncologici, costati nel 2015 due miliardi e 372 milioni di euro (+7% sul 2014).
A fronte di esigenze di cura sempre più mirate e di una spesa farmaceutica sempre in crescita, cosa si può fare? L’incremento della spesa farmaceutica dipende dall’aumentato consumo, ma anche dai prezzi molto elevati degli ultimi farmaci, che arriva anche a decine di migliaia di euro per singolo trattamento- spiega Giovanna Scroccaro, dirigente del Servizio farmaceutico della Regione Veneto e past President SIFO-. L’aumento della spesa rischia di mettere a serio rischio la sostenibilità, l’equità e la universalità del nostro Sistema Sanitario; è pertanto necessaria e urgente una modifica legislativa dell’attuale meccanismo di definizione dei prezzi. Il prezzo attribuito ad un nuovo farmaco deve essere proporzionale ai vantaggi clinici che questo apporta rispetto alle terapie già disponibili e ai guadagni di salute; i farmaci che presentano risultati simili devono essere acquistati dal SSN al medesimo prezzo. Queste richieste sono state avanzate da tempo dalla Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome.
“Le Regioni, con le Aziende del SSN, dal canto loro, devono promuovere l’acquisto dei prodotti farmaceutici attraverso procedure trasparenti, con capitolati, formulati da esperti, che tutelino i requisiti di qualità e la sostenibilità dei costi. –spiega Maria Grazia Cattaneo, Presidente del Congresso SIFO. Sul versante clinico, è necessario attivarsi affinché le prescrizioni mediche siano sempre più appropriate, cioè effettuate all’interno delle indicazioni cliniche raccomandate dalle Linee Guida e all’interno delle indicazioni d’uso (dose, durata, …) per le quali è dimostrata l’efficacia.
E’ necessario, inoltre un migliore monitoraggio degli indicatori di prodotto, di risultato in termini di salute, di costo, possibile anche grazie all’adozione di sistemi informatici sempre più efficienti e completi”, conclude Cattaneo. ANCORA TROPPI SQUILIBRI TRA LE REGIONI, Uno sguardo ai dati suddivisi per regione (fonte Osmed) fa emergere una grande variabilità fra le Regioni e anche fra ospedale e ospedale. I dati della spesa farmaceutica (nazionali e regionali) saranno oggetto di studio durante il congresso, in cui sono in programma diversi momenti di confronto dedicati al tema. Considerando che la media dell’incidenza della spesa farmaceutica ospedaliera sul fondo sanitario regionale è del 4,91% (valore che attesta la messa in atto di misure di contenimento della spesa), ci sono 10 regioni che stanno sopra questo dato: la Toscana presenta l’incidenza più elevata con un valore del 6,34%. Seguono Sardegna con il 5,70%, Abruzzo con il 5,55%, Puglia con il 5,55%, Marche con il 5,30%, Calabria con il 5,21%, Emilia-Romagna con il 5,14%, Liguria con il 5,13%, Campania con il 5,03%. Al di sotto della media ci sono invece: Basilicata con il 4,90%, provincia autonoma di Bolzano con il 4,77%, Friuli Venezia Giulia con 4,76%, Piem onte con il 4,61%, Lombardia con il 4,57%, Lazio con il 4,53%, Veneto con il 4,34%, Valle d’Aosta il 4,31%, Sicilia il 4,29%, Molise il 4,19% e provincia autonoma di Trento il 3,36%.
Passando invece alla spesa farmaceutica territoriale, l’incidenza media per regione sul fondo sanitario è dell’11,61%. Nove regioni ‘sforano’ la media, con numeri più o meno alti: la Sardegna è in testa con il 15,06%. Seguono la Puglia (13,25%), Campania (12,99%), Lazio (12,73%), Calabria (12,70%), Abruzzo (12,62%), Sicilia (12,02%), Basilicata (11,92%), Marche (11,86%). Sotto la media ci sono invece il Friuli Venezia Giulia (11,38%), Molise (11,37%), Toscana (11,06%), Umbria (11,01%), Lombardia (10,84%), Liguria (10,81%), Piemonte (10,68%), Emilia-Romagna (10,22%), Veneto (10,03%), provincia autonoma di Trento (9,91%), Valle d’Aosta (9,82%) e provincia autonoma di Bolzano (8,90%). Dove i valori sono fortemente superiori al dato medio nazionale, è necessario migliorare i meccanismi di controllo sulle prescrizioni.
Durante il Congresso Nazionale SIFO sono previste numerose sessioni con focus importante sia sui farmaci che sui dispositivi medici, dove i diversi attori del sistema potranno discutere e condividere le migliori strategie per la sostenibilità del nostro sistema salute.

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L’industria farmaceutica italiana torna ad investire all’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2015

psicofarmaciL’italiana P&R ha acquisito il 20% di TRB Group, azienda svizzera operante a livello internazionale nel settore dei prodotti farmaceutici e dei dispositivi medici derivanti dall’acido ialuronico. P&R holding è uno dei principali gruppi chimico-farmaceutici italiani, controllante, tra le altre, di Fidia Farmaceutici (società leader nella ricerca, sviluppo e produzione di acido ialuronico). Con l’acquisizione di una quota di TRB, il gruppo prosegue la politica di internazionalizzazione, uno dei principi fondanti di P&R, già presente in US, Kazakhstan, Germania e Spagna a cui si affiancheranno nell’anno in corso Russia, Dubai e KSA. Attualmente P&R Impiega circa 2.000 dipendenti, incrementati del 22% negli ultimi 3 anni e distribuiti nei segmenti chimico e farmaceutico. Il gruppo genera un fatturato consolidato di circa 500 milioni di euro, di cui il 60% all’estero.

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Zambon lancia Xadago® (safinamide) in Germania per pazienti in stadio medio-avanzato con Malattia di Parkinson

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2015

Parkinson04Zambon S.p.A., azienda internazionale fortemente impegnata nell’area terapeutica del Sistema Nervoso Centrale (SNC), e il suo partner Newron Pharmaceuticals S.p.A. (“Newron”), azienda che si dedica alla ricerca e sviluppo di terapie innovative nell’ambito del SNC, hanno annunciato il lancio in Germania di Xadago® (safinamide) per il trattamento della Malattia di Parkinson (MP) idiopatica. La Germania è il primo paese a lanciare Xadago®, recentemente approvato come farmaco in aggiunta alla sola Levodopa (L-dopa) o in combinazione con altre terapie farmacologiche per la Malattia di Parkinson in pazienti fluttuanti in stadio medio-avanzato della malattia.
Safinamide è un nuovo principio attivo con un esclusivo duplice meccanismo d’azione: inibizione delle MAO-B altamente selettiva e reversibile e modulazione del rilascio eccessivo del glutammato tramite il blocco stato-dipendente dei canali del Sodio-voltaggio dipendenti. Gli studi clinici registrativi hanno dimostrato inequivocabilmente la sua efficacia nel controllare i sintomi motori e le complicanze motorie della Malattia di Parkinson nel breve periodo (6 mesi) mantenendo i benefici anche nel lungo termine (fino a 2 anni). I risultati di uno studio a lungo termine (24 mesi), in doppio cieco, controllato verso placebo, evidenziano che safinamide è efficace sulle fluttuazioni motorie (Tempo ON/OFF) senza aumentare il rischio di sviluppare discinesie invalidanti. Questo dato positivo può essere correlato al suo unico duplice meccanismo d’azione che agisce sulla trasmissione dopaminergica e glutammatergica. Safinamide è un farmaco ben tollerato, con un profilo di sicurezza favorevole ed è facile da usare: monosomministrazione, non necessita di modificare la dose di levodopa, non ha interazioni farmacologiche importanti, non richiede diete particolari grazie alla sua selettività MAO-B vs MAO-A.
La New Drug Application (NDA) di Xadago® (Safinamide) negli Stati Uniti è stata accettata da parte della Food and Drug Administration (FDA). In conformità al Prescription Drug User Fee Act (PDUFA), l’FDA ha indicato come data per il completamento della valutazione del dossier di Safinamide il 29 Dicembre 2015. A Marzo 2014, Zambon ha sottomesso a Swissmedic la richiesta di immissione nel mercato svizzero di Safinamide. Zambon ha i diritti sullo sviluppo clinico e sulla commercializzazione di Xadago® globalmente, ad eccezione del Giappone e di alcuni territori dove invece il diritto è di Meiji Seika.
La Malattia di Parkinson è la seconda patologia neurodegenerativa cronica per frequenza dopo la Malattia di Alzheimer; colpisce 1-2% delle persone di età ≥ 65 anni a livello mondiale. Ci si attende che il mercato globale della MP cresca nei prossimi anni a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle patologie correlate che contribuiscono ad aumentare il rischio di sviluppare la stessa MP. La diagnosi della MP è basata principalmente sulla presenza di rigidità muscolare, tremore a riposo, instabilità posturale e rallentamento. A causa del progredire della malattia i sintomi peggiorano: i pazienti nella fase iniziale della MP sono generalmente trattati con levodopa che rimane ancora oggi il trattamento più efficace. Tuttavia, il trattamento a lungo termine con levodopa provoca fluttuazioni motorie debilitanti, cioè fasi in cui la funzionalità motoria è mantenuta (Tempo ON) alternate a fasi in cui è ridotta (Tempo OFF). Inoltre, la levodopa ad alte dosi può provocare movimenti involontari chiamati discinesie (DIL=discinesie indotte da levodopa).
Man mano che la malattia progredisce, il paziente riceve altre terapie farmacologiche in aggiunta a quelle standard, con lo scopo di trattare i sintomi controllando le fluttuazioni motore e le DIL.
La maggior parte delle terapie presenti sul mercato agiscono sul sistema dopaminergico, aumentando la trasmissione dopaminergica, che è implicata nella patogenesi della MP, migliorando quindi i sintomi motori. C’è un interesse crescente verso nuove terapie che abbiano come bersaglio anche il sistema non dopaminergico e che possano quindi migliorare i sintomi della MP come le discinesie che non trovano beneficio dalle terapie attuali.
Zambon è un’impresa familiare italiana che da 109 anni opera nell’industria farmaceutica e della chimica fine che si è guadagnata nel tempo una forte reputazione per prodotti e servizi di alta qualità. Zambon ha una presenza consolidata in tre aree terapeutiche: respiratorio, dolore, donna ed è fortemente impegnata nell’ingresso all’interno dell’area del Sistema Nervoso Centrale. Zambon SpA copre tutta la filiera produttiva grazie a Zach (Zambon Chemical), partner privilegiato per la produzione di API, generici e prodotti custom. Il Gruppo si sta inoltre focalizzando sul rafforzamento dell’area respiratoria con il trattamento per la cura di patologie severe come l’asma, la broncopneumopatia cronico ostruttiva (BCPO), la fibrosi cistica e sull’area terapeutica del Sistema Nervoso Centrale con Xadago ™ (safinamide) per il trattamento di Parkinson. Zambon ha sede a Milano ed è stata fondata a Vicenza nel 1906. È presente con filiali in 15 Paesi, oltre di 2.600 dipendenti e unità produttive in Italia, Svizzera, Francia, Cina e Brasile. I prodotti Zambon sono commercializzati in 73 paesi. Per maggiori informazioni: http://www.zambongroup.com

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Nella farmaceutica l’unica crescita è quella dei tagli

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2015

medico_famiglia“Col passare dei giorni il conto che si presenta alla farmaceutica sembra salire ulteriormente e dai 300 milioni paventati pochi giorni fa si è passati a oltre 500, perché accanto alla riduzione dei livelli di spesa programmati ora ci sono altri 285 milioni che dovrebbero venire da misure di varia natura: dall’istituzione di prezzi di rimborso per classi terapeutiche alla revisione dei prezzi dei medicinali sottoposti a rimborso condizionato. A questo punto, paradossalmente, c’è da augurarsi una rapida approvazione della Legge, prima che le cifre salgano ulteriormente” dice Enrique Häusermann, presidente di AssoGenerici. Sembra invece mancare ancora una vera visione di riforma del settore, che incida realmente sui meccanismi di governance della spesa. “Ha poco senso occuparsi in prospettiva della determinazione del prezzo dei biosimilari se poi non ci sono misure a supporto del loro impiego, o anzi pensare di introdurre misure che annullerebbero ogni incentivo alla concorrenza come quelle relative alla riduzione di prezzo dei farmaci biologici originatori quando scade il brevetto, che ci sia o meno un concorrente sul mercato. Né ha senso continuare a spingere sui sistemi di acquisto centralizzati quando manca una reale previsione dei fabbisogni e, di conseguenza, la fissazione di tetti di spesa realistici. In questo modo si fa pagare alle aziende il costo dell’aumento della cronicità, oltretutto senza distinguere tra chi produce farmaci coperti da brevetto, più costosi, e chi invece contribuisce a generare risparmi come il nostro comparto. Temo che alla fine” prosegue Häusermann “saranno i cittadini a sopportare i risultati di tanta schizofrenia, visto che molte delle misure di cui si discute scaricano proprio su di loro una fetta importante di spesa. Questo paese soffre di un male, il “mal di concorrenza” e per curarlo le uniche ricette che per ora si propongono ricadono sempre sui soliti noti. Mi chiedo a questo punto quale senso abbia che la filiera del farmaco si sieda al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico che il Viceministro De Vincenti aveva annunciato essere il luogo deputato a riscrivere le regole del settore”. Conclude Häusermann “Il presidente Chiamparino ha dichiarato che un taglio alla spesa regionale non potrebbe essere replicato l’anno prossimo. A nostro avviso è impraticabile già quello di quest’anno”.

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Spesa farmaceutica 2012, cresce la probabilità di taglio al tetto

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2012

Con le liberalizzazioni sta per allargarsi il numero delle farmacie convenzionate, ma rischia di farsi più piccola la torta rappresentata dalla spesa di fascia A. Si fa ormai quasi certezza, infatti, l’eventualità che le Regioni abbassino dal 13,3 al 12,1% il tetto della spesa farmaceutica territoriale di quest’anno. Era l’ipotesi messa sul tappeto per il 2013 dalla Manovra di luglio del governo Berlusconi, in alternativa al ripiano del 35% del deficit sulla spesa ospedaliera da parte dell’industria, ma le stime sulla spesa 2012 e i dati degli ultimi due anni stanno convincendo i governi regionali ad anticipare di dodici mesi il provvedimento.Certo al momento si tratta solo di voci, ma il pessimismo che si annusa tanto in Federfarma quanto tra le sigle dei distributori intermedi fa capire che non siamo al mero gossip: ufficialmente il tema non è ancora nell’agenda delle prossime conferenze dei governatori, ma di certo è nella cassetta con la scritta “in valutazione”.Tanto che nel sindacato titolari si stanno già facendo informalmente alcune valutazioni sul conto che le farmacie rischiano di pagare. Perché un abbassamento di 1,2 punti percentuali del tetto metterebbe immediatamente la spesa farmaceutica convenzionata in allarme rosso (rosso nel senso di deficit, ovviamente). Da cui due effetti a cascata: appesantimento della distribuzione diretta in quelle Regioni che usano il doppio canale per spostare fette di spesa e, l’anno prossimo, ripiano dello sfondamento (quasi certo) a carico delle farmacie convenzionate per una quota proporzionale al loro margine.Questo in un futuro eventuale e probabile. Intanto comunque le farmacie territoriali devono già fare i conti con un altro pay back: è quello relativo alla spesa 2010 sulla distribuzione diretta, che le Regioni insistono a voler addebitare non solo all’industria, ma anche a grossisti e presidi. Per questi ultimi due attori, il “conto” ammonterebbe a sei milioni di euro, da recuperare con una maggiorazione dello sconto Ssn di sei decimi di punto. E intanto si è in attesa dei dati sulla spesa 2011, dai quali potrebbe spuntare un nuovo deficit.(fonte farmacista33)

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Farmindustria: innovazione a rischio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2011

I continui tagli alla Sanità potrebbero mettere a rischio gli investimenti in Ricerca e Sviluppo in Italia. Lo ha affermato Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato di Roche e vicepresidente di Farmindustria, a margine di un convegno sulla medicina personalizzata a Basilea. «Il difficile quadro economico e un contesto italiano che troppo spesso risponde alle esigenze di contenimento della spesa con interventi di breve periodo e non con misure strutturali» ha affermato De Cicco «possono disincentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo». Sotto accusa sono, secondo l’amministratore delegato, i provvedimenti contenuti nell’ultima manovra che fanno gravare in parte sulle aziende i deficit delle Regioni sulla spesa farmaceutica innovativa. La situazione italiana potrebbe portare a disparità tra pazienti europei e italiani. «Siamo molto legati all’Italia, ci siamo da decenni e vogliamo restare a lungo, ma siamo anche preoccupati per la situazione» aggiunge Severin Schwan, amministratore delegato dell’azienda farmaceutica. «In questo momento in Italia si parla solo di deficit, e non di innovazione, e questo é sbagliato» ha aggiunto «in tutta Europa il mercato dei farmaci sta diminuendo, mentre quello dei paesi emergenti cresce, e anche le risorse si spostano verso est. In Cina noi siamo considerati parte della soluzione ai problemi di salute pubblica, qui invece parte del problema, perché si guarda solo ai costi. Di questo passo si rischia di perdere il treno dell’innovazione».(fonte farmacista33)

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Farmaceutica: Janssen si consolida sul territorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

Ieri abbiamo assistito ad un avvenimento insolito nel rapporto imprenditoria, politica e burocrazia. Questo scenario è stato offerto con l’inaugurazione a Borgo San Michele (Latina), dello stabilimento Janssen. La ricetta, giustamente esaltata, è stata di una partnership pubblico-privato che ha saputo centrare in pieno il suo obiettivo: quello di catturare capitali stranieri, insediare un complesso industriale d’eccellenza, favorire il suo avvio, dare lavoro tra dipendenti e indotto a qualche migliaio di persone e rafforzare il polo farmaceutico pontino che è secondo solo a quello lombardo. Ma c’è di più e di meglio se consideriamo la circostanza che il sito nascente è “uno tra i più moderni e innovativi al mondo. Tanto che l’impegno sul fronte dell’innovazione contraddistingue l’azienda fin dalle origini, e che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso 4 molecole frutto della ricerca Janssen (l’antipsicotico aloperidolo, l’immunostimolante levamisolo, l’antimicotico miconazolo nitrato e l’antielmintico mebendazolo, nella lista dei “farmaci essenziali per l’umanità”. Ma a ben considerare non dovremmo certo avere dubbi sulla bontà dell’iniziativa se si pensa che la Janssen Italia SpA, è una società del Gruppo Johnson & Johnson, ovvero un’azienda leader nel settore farmaceutico con oltre 30 specialità medicinali in commercio, un fatturato 2010 di 515 milioni di euro e oltre 960 dipendenti. Essa è presente in Italia dal 1995 con le due sedi di Cologno Monzese e di Borgo San Michele (Latina), dove sorge il sito produttivo.
Ma “il miracolo” tutto italiano lo dobbiamo al fatto che gli ideatori di questo nuovo insediamento industriale hanno saputo giocare e vincere la partita politica mettendo insieme Enrico Letta, Vicesegretario del Partito Democratico e Maurizio Gasparri, Presidente dei Senatori del Popolo della libertà e che Andrea Pancani, Vicedirettore del TG de La 7, che ha moderato l’incontro, ha presentato, riuscendo a far dire loro ciò che più preme agli italiani: la possibilità di aprire un capitolo nuovo per il rilancio dell’economia italiana, per farla uscire dalla crisi e imporla all’attenzione mondiale oggi che, come è stato sottolineato, siamo passati da una grande Italia degli anni cinquanta e sessanta, che l’ha portata ad essere tra i cinque paesi più sviluppati in un mondo ancora piccolo, ad un mondo che è cresciuto mentre il nostro paese non è riuscito a restare al passo con i tempi e ha visto ridurre i suoi spazi operativi sulla scena internazionale. E’ giusto quindi prendere atto che questa consapevolezza, oggi possiamo misurarla in concreto con un insediamento industriale, che raddoppia la propria produzione, diventando punto di riferimento per il mercato statunitense dei farmaci OTC (farmaci da banco). L’investimento sostenuto per lo stabilimento di Latina rientra in quello complessivo di oltre 150 milioni di euro che il Gruppo ha destinato per l’Italia dal 2009 al 2014. In tale contesto è stata confermata la centralità dell’Italia nelle strategie di sviluppo mondiali del Gruppo. E la presenza, in particolare, di due ministri, ha dato la misura del successo dell’iniziativa. Gli onori di casa sono stati fatti da Luca Fogolari, Direttore dello stabilimento di Latina, Jane Griffiths, Company Group Chairman EMEA e da Massimo Scaccabarozzi, Amministratore delegato di Janssen Italia. Sono seguiti gli interventi di Ferruccio Fazio, Ministro della Salute, Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro, di Sergio Dompé, Presidente Farmindustria,e di Guido Rasi, Direttore generale dell’AIFA. E sempre l’ineffabile Pancani, al meglio delle sue doti di gran cerimoniere ha dato il via ad una tavola rotonda dove i protagonisti di questo “miracolo all’italiana” hanno saputo offrire al folto pubblico, presente in sala, le cifre di questa impresa nella quale Latina ne ha rafforzato la presenza nel network mondiale produttivo ed è riuscita a vincere la “gara” in concorrenza con altri paesi europei. Latina così rafforza la propria presenza nel network internazionale dei centri produttivi d’eccellenza del Gruppo Johnson & Johnson in Europa, insieme a quelli situati in Belgio, Francia, Svizzera e Irlanda, grazie a Janssen Italia, che si attesta come la 10° realtà farmaceutica nel Paese, con oltre 30 specialità medicinali in commercio, un fatturato 2010 di 515 milioni di euro, oltre 960 dipendenti e con investimenti in Ricerca e Sviluppo nel 2010 pari a 10,6 milioni di euro. Lo stabilimento di Latina, per il quale è previsto un piano di investimenti nel quinquennio 2009 -2014 di 60 milioni di euro, arriverà a fine 2012 a raddoppiare la propria capacità produttiva (da 1 miliardo e mezzo di unità a 3 miliardi), raggiungendo entro il 2014 i 4,5 miliardi di unità prodotte. La conseguente crescita occupazionale che ne deriverà, sarà del 30% (dagli attuali 350 dipendenti a oltre 450). L’incremento della produzione riguarda prevalentemente quella di farmaci OTC (antinfluenzali, antipiretici e coadiuvanti per il sonno) e il supporto alla produzione dei nuovi farmaci per il trattamento dell’Epatite C e dell’HIV. La sinergia, poi, venutasi a creare tra pubblico e privato ha permesso l’evoluzione di un processo strategico che vede l’Italia sempre più competitiva nella produzione farmaceutica a livello mondiale”. Il caso di Latina rappresenta, dunque, un esempio virtuoso nel panorama industriale nazionale e della Regione Lazio, in controtendenza rispetto a un sistema che tende a limitare, se non a contrarre, le presenze produttive e di ricerca nel nostro Paese. “Questo evento assume un duplice valore – ha tenuto a ribadire Massimo Scaccabarozzi, Amministratore Delegato di Janssen Italia – Da un lato, conferma l’importanza che il mercato italiano riveste a livello internazionale per il nostro Gruppo: il rafforzamento dello stabilimento di Latina permetterà, infatti, di integrare al meglio l’attività produttiva dei siti europei. Dall’altro, è un segnale incoraggiante e concreto delle capacità che il Sistema Italia possiede e che, se conosciute e valorizzate, non hanno nulla da invidiare a quelle di altri Paesi. E’ ora fondamentale – conclude Scaccabarozzi – che le qualità espresse dal sito di Latina, come quelle delle altre aziende del settore, siano sostenute da una sempre più efficace collaborazione e supporto da parte delle Istituzioni, al fine di garantire il futuro sviluppo di realtà industriali di altissimo livello per il mercato nazionale, mondiale e per l’intero Sistema Paese. Per questo motivo il mio auspicio, ma sento di parlare a nome di tutto il settore, è quello di poter contare su un contesto di regole certe che diano maggior garanzia di stabilità e che consentano, a chi decide di scommettere sul nostro Paese, di poter pianificare a medio- lungo termine.” precedenti: qui

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Nuovo presidente Boehringer Ingelheim Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Dal 1° gennaio 2011 Enrique Manzoni è il nuovo Presidente di Boehringer Ingelheim Italia. Nato a Buenos Aires da genitori italiani, 54 anni, una laurea in economia e commercio, Manzoni dopo una prima esperienza professionale nel settore servizi informatici dell’attuale Gruppo Novartis, svolge la propria carriera manageriale all’interno del Gruppo Boehringer Ingelheim. Nel 1988 è responsabile dei servizi informatici in Argentina e nel 1992 si trasferisce presso la sede di Ingelheim in Germania. Tre anni dopo, sempre presso l’headquarter, è responsabile del Controlling per la produzione farmaceutica e, dopo aver ricoperto per sette anni l’incarico di Chief Financial Officier in Grecia, nel 2005 ritorna in Germania come Head of Corporate Department Controlling Operations. In Italia arriva nel 2007 come Direttore Amministrazione e Finanza.Enrique Manzoni subentra a Sergio Daniotti che per 10 anni ha diretto la Country italiana che, con un fatturato nel 2009 di 496 milioni di euro, si colloca, a livello nazionale, tra le prime venti aziende farmaceutiche, a testimonianza del valore strategico dell’Italia nella politica industriale del Gruppo, soprattutto per la ricerca, sia di base che clinica, e la produzione dei principi attivi.“E’ un onore e un importante impegno ricevere il testimone da un personaggio di indiscusso valore come Sergio Daniotti – dichiara Enrique Manzoni – Un impegno che si traduce nella continuità dei nostri valori tra i quali, in primo luogo, la cultura dell’evoluzione e del miglioramento e la spinta all’innovazione, accompagnati dal rispetto della persona, che non può mancare nel DNA di chi opera per il miglioramento della salute”.“Importanti prove attendono il nostro Gruppo, che nel 2010 ha festeggiato 125 anni di storia – prosegue Manzoni – I prossimi anni saranno, infatti, cruciali: è in previsione il lancio di nuovi prodotti attualmente in fase di sviluppo che riteniamo possano cambiare il quadro terapeutico nelle rispettive aree, dall’ictus, all’oncologia, al diabete. L’innovazione – conclude Manzoni – sarà, dunque, l’elemento centrale su cui puntare per vincere le sfide poste dai nuovi scenari internazionali e per rendere sempre più competitivo il comparto in Italia”.
Il gruppo Boehringer Ingelheim è una delle prime 20 aziende farmaceutiche del mondo. Il gruppo ha sede a Ingelheim, Germania, e opera a livello globale con 142 affiliate in 50 paesi e più di 41.500 dipendenti. Sin dalla sua fondazione nel 1885, l’azienda indipendente a proprietà familiare si dedica a ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi dall’elevato valore terapeutico nel campo della medicina e della veterinaria. Nel 2009 Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di 12,7 miliardi di euro, investendo il 21% del fatturato netto della sua maggiore divisione “Farmaci da Prescrizione” in ricerca e sviluppo.

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Farmaceutica e investimenti in ricerca

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2010

Per il secondo anno consecutivo, il Gruppo Chiesi di Parma è al primo posto tra gli investitori italiani in Ricerca e Sviluppo del comparto farmaceutico, all’ottavo posto nella graduatoria dei maggiori gruppi nazionali di ogni settore e al quattordicesimo tra le multinazionali farmaceutiche in tutta Europa. A renderlo noto è il “Quadro di valutazione 2010 degli investimenti industriali europei in Ricerca & Sviluppo”, elaborato dal Joint Research Centre della Commissione Europea. Il rapporto è stato stilato in base ai bilanci trasmessi dalle imprese al JRC e non rappresenta quindi la totalità di quelle esistenti.
Grazie agli investimenti realizzati nel 2009, pari a 132,6 milioni di euro (+22,1% sul 2008), il Gruppo parmigiano segue, nella classifica elaborata dalla Commissione Europea, alcune tra le maggiori imprese nazionali, quali Finmeccanica, FIAT, Telecom Italia e Intesa Sanpaolo, mentre nel settore farmaceutico si colloca alle spalle di grandi gruppi quali Sanofi-Aventis, GlaxoSmithKline, Astrazeneca e Boehringer Ingelheim in Europa.
Gli investimenti del Gruppo Chiesi, che hanno raggiunto il 15,2% del fatturato, sono in controtendenza rispetto al dato medio degli investimenti sostenuti dalle imprese europee che, secondo il Quadro di valutazione, è calato del 2,6% nel 2009. Va tuttavia segnalato che questa contrazione è ben più contenuta del calo di fatturato e di profitti che ha colpito l’industria europea. Ancor più evidente la flessione degli investimenti per le imprese statunitensi (-5,1%), mentre quelle giapponesi (-1,9%) sono riuscite a limitare più di altre il calo degli investimenti. Nel complesso gli investimenti in ricerca e sviluppo delle imprese farmaceutiche dell’Unione Europea sono cresciuti dell’1,5% rispetto al 2008 e rappresentano il 14,2% del loro fatturato totale.
Fondato nel 1935 a Parma, nel 2009 il Gruppo Chiesi ha fatturato 872 milioni di euro, segnando un +13,7% rispetto al 2008. Si prevede che il fatturato 2010 raggiunga il miliardo di euro. Il Gruppo, principalmente attivo nelle aree terapeutiche respiratoria e cardiologica e nelle malattie specialistiche, conta 24 consociate a livello mondiale ed è presente in oltre 60 Paesi con i suoi farmaci, prodotti presso gli stabilimenti di Parma, Blois (Francia) e Santana de Parnaiba (Brasile).
Nel 2009 gli investimenti in R&Dhanno raggiunto i 132,6 milioni di euro, pari al 15,2% sul fatturato, un livello che l’azienda intende mantenere per i prossimi anni. Il centro di ricerche di Parma e i laboratori di Parigi, Rockville (USA) e Chippenham (UK) collaborano in modo integrato ai programmi di ricerca preclinica, clinica e registrativa del Gruppo.

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“Forum Nazionale per la Farmaceutica”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

Roma  22 ottobre 2010 ore 11.00  Sala delle Colonne – Palazzo Marini  Via Poli 19, 1°  Convegno nazionale “Forum Nazionale per la Farmaceutica”  “ ha per finalità la creazione di un movimento di opinione tra i cittadini e tra quanti operano nel settore che affermi il corretto uso ed impiego terapeutico dei farmaci, promuovendone l’efficienza, la reperibilità e l’accesso equo a tutela della salute dei cittadini, sensibilizzando il legislatore affinché l’assistenza farmaceutica diretta garantita dal SSN comprenda tutti i farmaci, erogati attraverso strutture distributive accreditate, di cui, secondo valutazione medica, il paziente ha bisogno”[Statuto, art.4]. Programma:
ore 10.30 – registrazione partecipanti  Introduce:
ore 10.40 – On. Dott. Domenico Scilipoti VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici Moderatore: Dott. Carmelo Carnovale Presidente Forum Nazionale per la Farmaceutica Prima sessione Farmaco, settore farmaceutico e difficoltà del settore
ore 11.00 – Dott.Tonino Aceti – Cittadinanzattiva, Resp.  Nazionale Associazioni Malati Cronici
ore 11.10 – Dott. Patrizio Mondì – Presidente nazionale AIISF/UnISF
ore 11.20 – Avv. Maurizio Cerchiara – Esperto diritto comunitario
ore 11.30 – Dott. Niccolò Eusepi – Presidente Nazionale Assoconsumatori
ore 11.40 – Dott Luigi Aloe – Segretario nazionale ATF
ore 11.50 – Avv.  Antonio Pileggi – Ord. Diritto del Lavoro, Università di Roma Tor Vergata
ore 12.00 – 13.00 Dibattito
Seconda sessione Problemi occupazionali
ore 14.00 – Dott. Giorgio Vitali – Segretario nazionale Inforquadri
ore 14.10 – Dott. Italo Pallone – Segretario nazionale SLF
ore 14.20 – Dott. Alberto Mazzei – Presidente nazionale Isf esuberi
ore 14.30 – Dott. Ciro Aurigemma – Psicologo, esperto sul mobbing
ore 14.40 – Avv. Maria Rita Famà – Avvocato
ore 14.50 – Avv. Concetta Bosurgi – Avvocato
ore 15.00 – Dott.ssa Giusi Sciacca- ISF
ore 15.10 – Dott. Giuseppe Turrisi – Esperto tecnico della sicurezza sul lavoro
ore 15.20 – 16.00 Dibattito conclusivo

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Manovra: misure per la farmaceutica

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

Ecco le misure in sintesi, per il mondo della farmaceutica, della manovra economica:“Uno degli aspetti più dibattuti è quello dei margini di distribuzione. Al termine di accese discussioni si è previsto che i tagli ricadano non solo su farmacisti e grossisti ma anche sulle industrie del farmaco. Lo stabilisce l’articolo 11 in base al quale a decorrere dall’entrata in vigore della manovra la quota minima spettante per i farmaci di classe A scende dal 6,65% al 3% per i grossisti, mentre aumenta dal 26,7% al 30,35% per i farmacisti, come già previsto nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri. A cambiare sarà la distribuzione della quota trattenuta dal Servizio sanitario nazionale, pari al 3,65%, che sarà a carico dei farmacisti per l’1,82% sul prezzo di vendita al pubblico al netto dell”Iva e a carico delle industrie del farmaco per l’1,83%. Lo stesso articolo 11 stabilisce una revisione dei criteri di remunerazione della spesa farmaceutica da discutere in un tavolo che coinvolga tutti gli attori della filiera farmaceutica. Con l’obiettivo di mettere a disposizione delle Regioni strumenti di programmazione e controllo, l’Aifa dovrà predisporre tabelle di raffronto tra la spesa farmaceutica territoriale delle varie Regioni suddivise per categorie terapeutiche equivalenti, al fine di individuare i maggiori risparmi realizzabili grazie al maggior impiego di farmaci generici o a prezzo minore. Sempre l’Agenzia italiana del farmaco dovrà individuare una lista di medicinali che verranno spostati dalla distribuzione ospedaliera a quella territoriale, per un totale di spesa di 600 milioni di euro. Importanti le novità sul fronte dei farmaci generici a cominciare dal prezzo medio europeo. A partire dal 2011 i prezzi massimi di rimborso saranno stabiliti dall’Aifa sulla base di una ricognizione sui prezzi medi europei e in misura idonea a realizzare un risparmio di spesa non inferiore a 600 milioni di euro annui che resteranno nelle disponibilità regionali. Prevista, inoltre, una riduzione del 12.5% sul prezzo al pubblico dei generici-equivalenti fino al 31 dicembre 2010. Un ultimo aspetto che riguarda molto da vicino i farmacisti è quello delle ricette online. Il testo prevede un’accelerazione del processo di informatizzazione delle ricette per consentire risparmi, specificando che l’invio telematico delle ricette sostituirà a tutti gli effetti la prescrizione medica in formato cartaceo (Marco Malagutti – fonte farmacista33)

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Nuovi tagli sul farmaco

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2010

Filtrano le prime indicazioni sull’ammontare del capitolo sanitario della manovra economica in discussione al Consiglio dei Ministri mentre questo numero di Farmacista33 è in chiusura. Il Governo si attende dalle misure sulla spesa sanitaria risparmi per 550 milioni di euro Come già anticipato anche dal Ministro della Salute, buona parte della riduzione di spesa dovrebbe essere ottenuta attraverso la riduzione degli sprechi, in particolare estendendo la centralizzazione degli acquisti di beni e servizi – si stima un 25% in meno della spesa complessiva per questa voce. Misure di austerità anche sul lato della spesa del Ministero della Salute (meno 10%) e una riduzione degli stipendi per la dirigenza del Servizio sanitario nazionale. Non mancano, come sempre, interventi sulla spesa farmaceutica. In primo luogo si prevede l’abolizione dell’extra-sconto concesso dalla distribuzione intermedia alle farmacie, prevedendo altresì una riduzione di prezzo generalizzata per i farmaci a brevetto scaduto. Sempre in questo capitolo si segnala l’istituzione di gare bandite dall’AIFA per l’individuazione delle specialità dispensabili come farmaci equivalenti, che non potranno essere più di quattro per ciascun originatore. Novità anche per la distribuzione diretta, che verrà ridotta così da portare un certo numero di medicinali all’interno della spesa territoriale, soggetta a un monitoraggio più diretto della spesa e al meccanismo del pay-back. Nella giornata di oggi sarà possibile conoscere l’esatto sviluppo della manovra economica. Farmacista33 ne darà conto nel numero di domani con il commento federale. (fonte farmacista33)

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Spesa farmaceutica nel 2009

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2010

La spesa farmaceutica netta convenzionata SSN, nell’anno 2009, secondo una nota Federfarma, è diminuita del -1,2% rispetto al 2008, a fronte di un incremento del numero delle ricette del +3,5%; continua invece ad aumentare la spesa ospedaliera, in modo incontrollato e senza garanzie di trasparenza. L’andamento della spesa farmaceutica convenzionata nel 2009 è il risultato di un costante incremento del numero delle ricette e di un contestuale calo del valore medio delle ricette stesse  (-4,5%): si prescrivono più farmaci, ma di prezzo mediamente più basso. Tale risultato è dovuto ai tagli dei prezzi dei medicinali varati da Governo e AIFA a partire dal 2006 (da ultimo quello del 12% sui medicinali generici SSN, in vigore dal 28 maggio al 31 dicembre 2009, che continua a produrre effetti anche nel 2010, in quanto le aziende produttrici non hanno ri-aumentato i prezzi), al crescente impatto del prezzo di riferimento per i medicinali equivalenti a seguito della progressiva scadenza di importanti brevetti e degli interventi adottati a livello regionale. Tra questi ultimi, l’estensione in diverse Regioni del rimborso di riferimento agli inibitori di pompa protonica; la reintroduzione (Abruzzo, Campania, Lazio e, dall’8 maggio 2009, Calabria) o l’appesantimento (Sicilia; Lazio dall’11 dicembre 2008) del ticket; la distribuzione diretta o tramite le farmacie di medicinali acquistati dalle ASL. Le farmacie continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa, oltre che con la diffusione degli equivalenti e la fornitura dei dati sui farmaci SSN, con lo sconto al SSN, che ha garantito un risparmio di oltre 600 milioni di euro nel 2009, ai quali si aggiungono oltre 77 milioni di euro derivanti dal pay-back, posto a carico delle farmacie dal 1° marzo 2007, prorogato per tutto il 2009 e per il 2010. A tali oneri, già estremamente pesanti per le farmacie, si è aggiunta, nel 2009, la trattenuta dell’1,4% sulla spesa farmaceutica, introdotta dal decreto-legge Abruzzo. Va anche ricordato che le farmacie di alcune Regioni (soprattutto Campania, ma in parte anche Puglia, Calabria e Sicilia) subiscono pesanti ritardi nei pagamenti da parte delle ASL. In aumento l’incidenza delle quote pagate dai cittadini nelle Regioni che non applicano ticket, a seguito delle polemiche sui farmaci generici e sulla sostituzione da parte del farmacista: i cittadini sono diventati più diffidenti nei confronti dei generici e tendono a preferire spesso i farmaci di marca, pur dovendo pagare la differenza di prezzo rispetto al generico gratuito. (farmacista33)

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Più controlli sul marketing digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2010

Più controlli sulle pratiche di marketing digitale messe in atto dalle industrie farmaceutiche, a difesa dei consumatori americani. A chiederlo è il Center for Digital Democracy (Cdd), che chiama in causa la Food and Drug Administration (Fda) incaricandola di analizzare più a fondo i sistemi con cui le aziende promuovono i loro medicinali utilizzando strumenti come il web, i telefonini cellulari, i social media e altro ancora. La salute e la sicurezza dei pazienti – scrive il Cdd in una lettera alla Fda – deve essere protetta dall’utilizzo inappropriato e spesso nocivo del marketing digitale. E’ essenziale che la Fda studi la situazione ed emani linee guida sul settore della comunicazione interattiva applicata alla promozione dei farmaci. Molte delle tecnologie impiegate oggi dall’industria farmaceutica, infatti, puntano alle preoccupazioni e alle ansie dei consumatori che sono in cerca di informazioni sulla loro salute o sulle malattie che li hanno colpiti. E alcune di esse possono essere davvero nocive, come i network dedicati a particolari patologie di cui non si conosce lo sponsor, oppure i sistemi per captare le informazioni che le persone si scambiano sui social network per organizzazione messaggi informativi ad hoc, o ancora l’uso del cosiddetto neuromarketing, che sfrutta le insicurezze e le paure dei consumatori per influenzarne le scelte riguardo a prodotti medicinali.

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“Chiesi” e gli investimenti in ricerca

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2009

Parma, Il Gruppo Chiesi, con sede a Parma, è al primo posto tra gli investitori italiani in Ricerca e Sviluppo del comparto farmaceutico, all’ottavo posto nella classifica dei maggiori gruppi nazionali di ogni settore, al tredicesimo tra le multinazionali farmaceutiche in Europa. Lo testimonia il “Quadro di valutazione 2009 degli investimenti industriali europei in Ricerca & Sviluppo”, elaborato dal Joint Research Centre della Commissione Europea. Tale documento è stato redatto in base ai bilanci trasmessi dalle imprese al JRC e non rappresenta la totalità di quelle esistenti. Il Gruppo Chiesi, con un investimento di 107,8 milioni di euro (+16,7% sul 2007), segue alcune tra le maggiori imprese nazionali, quali FIAT, Finmeccanica, Telecom Italia, Pirelli, mentre nel settore farmaceutico si colloca alle spalle di grandi gruppi quali Sanofi-Aventis, GlaxoSmithKline, Astrazeneca, Boheringer Ingeleheim in Europa.
Fondato nel 1935 a Parma, nel 2008 il Gruppo Chiesi ha fatturato 749 milioni di euro, segnando un +14,1% rispetto al 2007, quasi il triplo della crescita media del mercato europeo. Il Gruppo, principalmente attivo nell’area terapeutica respiratoria e nelle malattie rare, conta 23 consociate a livello mondiale ed è presente in oltre 50 Paesi con i suoi farmaci, prodotti presso gli stabilimenti di Parma, Blois (Francia) e Santana de Parnaiba (Brasile). Nel 2008 gli investimenti in R&D hanno raggiunto i 107,8 milioni di euro, pari al 14,5% sul fatturato, avvicinandosi all’obiettivo del 15% che l’azienda intende raggiungere e mantenere per i prossimi anni. Ai tre laboratori di ricerche di Parma, Parigi e Rockville (USA) si è aggiunto nel 2008 ed è ormai pienamente operativo quello di Chippenham (UK), che si propone l’obiettivo di portare innovazioni nella tecnologia degli aerosol pressurizzati. Alla fine del 2008 il Gruppo Chiesi contava 3.324 persone, di cui oltre 300 ricercatori e circa 600 attivi nei siti di produzione italiani, francese e brasiliano.

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Migliorare la sicurezza farmaceutica

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2009

Leamington Spa, Inghilterra, La formulazione a fiala singola è progettata per migliorare la sicurezza — Hospira, Inc. (NYSE: HSP), leader mondiale nei farmaceutici iniettabili generici, ha oggi annunciato il completamento della procedura decentralizzata (decentralised procedure, DCP) per il docetaxel generico e prevede di effettuare il lancio nella maggior parte dell’Europa da ora alla fine del 2010. Il farmaco per chemioterapia è una versione generica del Taxotere(R) di Sanofi-Aventis, che ha registrato vendite in Europa per circa 1,1 miliardi di dollari nel 2008. A differenza delle formulazioni del prodotto disponibili in precedenza, che richiedono ai sanitari di eseguire un processo in due fasi per la diluizione prima dell’infusione, il docetaxel di Hospira è fornito in una formulazione a fiala singola che è progettata per migliorare la sicurezza dei farmacisti. Il docetaxel di Hospira sarà prodotto nell’ambito della joint-venture della società con Zydus Cadila Healthcare, Ltd. Il docetaxel è un farmaco chemioterapico antimicotico, utilizzato principalmente per il trattamento del cancro alla mammella e del cancro alla prostata. È anche utilizzato nel cancro ai polmoni, nel cancro della testa e del collo e nell’adenocarcinoma gastrico. Le presentazioni di Hospira per il docetaxel comprenderanno fiale monodose da 20 mg, 80 mg e 160 mg. La fiala da 160 mg è una presentazione aggiuntiva, non disponibile per il farmaco originale.
La sede centrale della Società, che dà lavoro a circa 14.000 dipendenti, è a Lake Forest, Illinois (Stati Uniti). La sede centrale per Hospira in Europa, Medio Oriente e Africa si trova a Leamington Spa, Regno Unito. Maggiori informazioni su Hospira nel Regno Unito si trovano sul sito http://www.hospira.co.uk.

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VI Congresso europeo di Medicina tropicale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

Verona, Palazzo della Gran Guardia, fino al 10 settembre 2009. Lunedì 7 settembre alle ore 20.30, presso l’Auditorium della Gran Guardia, Gad Lerner animerà un dibattito su “Diritto alla salute o obbligo di malattia?  L’accesso alla salute, dal Sud del mondo all’immigrazione”.  Molti italiani ignorano che, paradossalmente, proprio nei Paesi più poveri le cure mediche sono a pagamento e spesso la scelta in caso di malattia è tra la morte per mancanza di risorse e la totale rovina economica della famiglia. Questo non è forse l’ultimo tra i motivi che spingono tanti disperati ad emigrare. L’Italia e l’Europa hanno una lunga tradizione nel considerare la salute un diritto fondamentale. Che risposte diamo?   Interverranno, fra gli altri, Flavio Tosi, Sindaco di Verona, Raffaella Ravinetto, presidente di Medici senza Frontiere, Joe Cohen (“padre” del vaccino antimalarico GSK), che discuterà delle responsabilità delle case farmaceutiche.

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