Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘farmaci’

“Farmaci: danni e vantaggi nell’anziano”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

L’Accademia di Medicina e l’Accademia delle Scienze organizzano il 16 novembre alle ore 16 una conferenza sul tema “Farmaci: danni e vantaggi nell’anziano”, nell’ambito dell’iniziativa “Longevità e senescenza: come invecchiare in salute”, con il supporto della Bioindustry Park di Colleretto Giacosa. Luigi Maria Pernigotti, medico geriatra e membro del Comitato scientifico dell’Associazione Alzheimer Piemonte e Francesco Scaroina, Primario emerito di Medicina Generale presso il San Giovanni Bosco di Torino e Segretario generale dell’Accademia di Medicina saranno introdotti da Antonino Cotroneo, direttore Stuttura complessa di Geriatria, Ospedale Maria Vittoria di Torino e Presidente della sezione regionale dell’Associazione italiana di Psicogeriatria. A seguito del DPCM del 18 ottobre 2020 si potrà assistere alla conferenza solamente da remoto. Per seguire la diretta streaming occorre collegarsi al canale youtube dell’Accademia. Il link è il seguente (www.youtube.com/c/AccademiadelleScienzediTorino).

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«Invitare Regioni a programmare forniture farmaci per l’emergenza Covid»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

Roma. Le terapie intensive sono di nuovo sotto pressione e scatta l’allerta anche da parte delle industrie farmaceutiche chiamate come nella prima ondata della pandemia a garantire continuità nella fornitura dei medicinali necessari sia nella prima linea ospedaliera che nella seconda linea domiciliare per i casi meno gravi.A segnalare i rischi derivanti dalla mancata programmazione dei fabbisogni da parte delle Regioni, in una lettera inviata venerdì al ministro della Salute, Roberto Speranza e al direttore generale dell’AIFA, Nicola Magrini, è il presidente EGUALIA, (già Assogenerici), Enrique Häusermann.«Sin dallo scorso Marzo le associazioni di categoria dell’industria del farmaco in Italia sono incessantemente al lavoro con l’Unità di Crisi costituita presso l’AIFA, per garantire adeguate scorte di medicinali utilizzati per la gestione dei pazienti trattati, dentro e fuori le terapie intensive, per la malattia da SARS COV-2. – scrive Häusermann -. Da allora la collaborazione istituzionale non si è mai interrotta». «In queste ultime settimane – prosegue il presidente EGUALIA – di fronte al progredire della diffusione del virus, attraverso la suddetta Unità di crisi abbiamo aumentato il livello di attenzione per la necessità di stoccaggio preventivo dei farmaci essenziali in particolare per le terapie intensive. Da circa 4 mesi è attivo un dialogo costante con le Regioni per un progetto di quantificazione dei fabbisogni, in grado di garantire per il futuro un’adeguata fornitura dei medicinali necessari. Ma i segnali di risposta a questo progetto da parte delle autorità regionali sono ancora parziali». Di qui l’esplicita richiesta a Ministero della Salute ed Aifa di «sensibilizzare le Regioni affinché procedano nella quantificazione dei fabbisogni di sicurezza e provvedano agli acquisti delle quantità di medicinali necessari, consentendo all’Unità di Crisi di rispondere efficacemente ad ogni possibile scenario».L’effetto della mancata programmazione preoccupa l’industria farmaceutica, che opera attraverso una catena di approvvigionamento globale chiamata a rispondere alle esigenze di tutti i continenti coinvolti nella pandemia. «Se dovessimo andare di nuovo incontro ad una massiccia domanda di medicinali per le terapie intensive senza adeguata programmazione e senza la previsione di specifici stock di sicurezza, l’attivazione della catena produttiva non potrà avvenire con la velocità attesa – conclude Häusermann – E tale scenario non potrebbe, peraltro, nemmeno essere mitigato da eventuali giacenze di stock a livello regionale che invece di essere state mantenute dopo la fase più critica, sono state rimandate indietro alle aziende farmaceutiche attraverso procedure di reso o annullamento degli ordini già inviati».

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Acquisti farmaci da parte delle regioni

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Al 30 settembre 2020, gli acquisti di farmaci da parte delle Regioni sul “Sistema-Consip” (attraverso lo SDAPA – Sistema Dinamico di Acquisizione della PA) sono più che raddoppiati rispetto all’intero 2019.Nei primi 9 mesi del 2020 (gen-set) sono state 42 le gare dalla PA (c.d. appalti specifici) per un totale di 6.475 lotti (+53% rispetto a 4.026 lotti dell’intero 2019) e un valore di oltre 4 miliardi di euro (+135% rispetto a 1,7 miliardi dell’intero 2019).Lo Sdapa Farmaci di Consip – che ad oggi permette di scegliere tra oltre 6.400 combinazioni tra principio attivo, forma farmaceutica e dosaggio – offre alle amministrazioni la possibilità di negoziare tutti i farmaci presenti sul mercato e autorizzati da AIFA.Tra le diverse specialità farmaceutiche oggetto di acquisto, si segnala il dato di: Farmaci antivirali. Nei primi 9 mesi del 2020 sono stati acquistati oltre 21,2 milioni di unità di prodotto tra compresse, fiale e flaconi (+231% rispetto a oltre 6,4 milioni di unità dell’intero 2019) Vaccini antinfluenzali. Negli ultimi cinque mesi (maggio-settembre 2020) sono state acquisite oltre 2 milioni di dosi di vaccino per il fabbisogno di 6 Regioni, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Umbria (+25% rispetto a oltre 1,6 milioni di dosi dell’intero 2019) I dati evidenziano l’apprezzamento della PA verso il Sistema Dinamico di Acquisizione, che consente di negoziare in autonomia gare sopra e sottosoglia comunitaria in maniera rapida e semplificata, attraverso modelli di negoziazione già predisposti, gestione efficiente delle fasi di valutazione e aggiudicazione, formulazione automatica della graduatoria di merito. Dal 12 ottobre 2020, inoltre, è stata ulteriormente arricchita l’offerta per l’emergenza Covid: le Stazioni Appaltanti possono avviare appalti specifici anche per l’acquisto di test di tipo molecolare, antigenico e sierologico.

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4 miliardi in 9 mesi il valore degli acquisti di farmaci delle PA

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Al 30 settembre 2020, gli acquisti di farmaci da parte delle Regioni sul “Sistema-Consip” (attraverso lo SDAPA – Sistema Dinamico di Acquisizione della PA) sono più che raddoppiati rispetto all’intero 2019. Nei primi 9 mesi del 2020 (gen-set) sono state 42 le gare dalla PA (c.d. appalti specifici) per un totale di 6.475 lotti (+53% rispetto a 4.026 lotti dell’intero 2019) e un valore di oltre 4 miliardi di euro (+135% rispetto a 1,7 miliardi dell’intero 2019). Lo Sdapa Farmaci di Consip – che ad oggi permette di scegliere tra oltre 6.400 combinazioni tra principio attivo, forma farmaceutica e dosaggio – offre alle amministrazioni la possibilità di negoziare tutti i farmaci presenti sul mercato e autorizzati da AIFA.Tra le diverse specialità farmaceutiche oggetto di acquisto, si segnala il dato di: Farmaci antivirali. Nei primi 9 mesi del 2020 sono stati acquistati oltre 21,2 milioni di unità di prodotto tra compresse, fiale e flaconi (+231% rispetto a oltre 6,4 milioni di unità dell’intero 2019) Vaccini antinfluenzali. Negli ultimi cinque mesi (maggio-settembre 2020) sono state acquisite oltre 2 milioni di dosi di vaccino per il fabbisogno di 6 Regioni, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Umbria (+25% rispetto a oltre 1,6 milioni di dosi dell’intero 2019) I dati evidenziano l’apprezzamento della PA verso il Sistema Dinamico di Acquisizione, che consente di negoziare in autonomia gare sopra e sottosoglia comunitaria in maniera rapida e semplificata, attraverso modelli di negoziazione già predisposti, gestione efficiente delle fasi di valutazione e aggiudicazione, formulazione automatica della graduatoria di merito.Dal 12 ottobre 2020, inoltre, è stata ulteriormente arricchita l’offerta per l’emergenza Covid: le Stazioni Appaltanti possono avviare appalti specifici anche per l’acquisto di test di tipo molecolare, antigenico e sierologico.

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Sul territorio pochi farmaci per arginare il Covid-19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2020

I medici di famiglia denunciano: non abbiamo armi per curare a casa i pazienti Covid, ma in vista dell’autunno e della possibile ripresa dell’epidemia è indispensabile che possiamo prescrivere farmaci idonei. Le regioni ora vengono loro dietro. In particolare, sull’idrossiclorochina il coordinatore degli assessori alla salute Luigi Icardi ha chiesto al presidente dell’Agenzia del farmaco Domenico Mantoan di rivedere qualcosa, dopo la retromarcia degli ultimi mesi. I risultati ottenuti sui pazienti in Piemonte dimostrano una certa efficacia, la richiesta è di attivare la nota 648 per la prescrizione off label ed un registro di monitoraggio. Che l’esperienza dei medici di famiglia con il Plaquenil non sia del tutto da rivedere lo conferma Roberto Venesia responsabile area farmaco Fimmg, torinese, che chiede per i mmg più poteri prescrittivi e da “pubblico ufficiale” nel garantire un’efficace quarantena di pazienti positivi o sospetti.Partiamo dalle terapie, prima di impostarle è necessario individuare l’infezione da coronavirus. «Il sintomo “maggiore” indicativo è la febbre persistente sopra 37,5° accompagnata o meno da disgeusia; secondo il protocollo attivato in Piemonte, nel giovane senza fattori di rischio si usano tachipirina e medicinali periferici per il controllo della tosse. Ma nel paziente “borderline”, sopra i 50 anni, se i sintomi persistono dopo tre giorni occorre evitare un possibile peggioramento. Ad aprile, a Torino, abbiamo messo a punto con l’ospedale Amedeo di Savoia e con il gruppo dell’Università guidato dal professor Giovanni Di Perri un protocollo che prevede dopo 3 giorni di sintomi, uno maggiore (febbre) e due tre minori (dolori articolari, tosse) l’uso di eparine a basso peso molecolare, che come anti-trombotico noi medici di famiglia possiamo prescrivere in-label, e di idrossiclorochina, prescrivibile invece off-label, nonché eventuale utilizzo di antibiotici. Con l’idrossiclorochina, antimalarico -ammette Venesia- se somministrata per tempo avevamo osservato risultati positivi, ma dopo una serie di esiti dubbi su numeri ampi uno studio su Lancet lo ha ridimensionato e l’indicazione non è stata ripresa da Organizzazione mondiale della sanità e dall’Aifa. Va detto che lo studio, ritrattato da 3 autori, si riferiva per lo più a pazienti con malattia avanzata, in una fase in cui l’azione antivirale è meno efficace. Per capire meglio aspettiamo esiti di studi randomizzati. Un successivo gruppo di lavoro Fimmg nel disegnare un modello di gestione territoriale per tutta Italia ha “attenzionato” degli antivirali (lopinavir, darunavir) con letteratura promettente che però richiedono ricetta specialistica di infettivologo o pneumologo». In sintesi, al momento, il medico di famiglia al di là degli anticoagulanti non ha armi. «Nell’eventualità di una ripresa pandemica, come si è proceduto al distanziamento, all’acquisto di DPI, alla prova della febbre a distanza, per evitare un secondo lock-down si deve armare la medicina generale, remunerando ore in più di personale di studio per tenere gli studi aperti più a lungo, aiutandola ad investire in misure di sanificazione e sicurezza e soprattutto mettendola in condizione di prescrivere farmaci sulla base di protocolli validati a livello nazionale. In Fimmg – aggiunge Venesia – valutiamo di metterci a disposizione in vista della riapertura delle scuole per praticare i test sierologici al personale». Un lavoro che spetta a una medicina generale “ritrovata” più che alle Usca. «Le unità territoriali sono nate per gestire l’emergenza a casa del paziente sintomatico ma erroneamente qualche Asl sembra vederle come strumento per ridisegnare la continuità assistenziale (per inciso, i colleghi prendono 40 euro l’ora contro 25 del medico di guardia, il che può scoraggiare molti aspiranti mmg)».Oltre che per le scuole, ricorda il segretario Fimmg piemontese, i medici di famiglia sono disponibili a creare una rete di “sentinelle” del virus atte ad individuare e circoscrivere i focolai. «Questa rete c’è in Puglia e Piemonte, da noi c’è pure l’assistenza domiciliare codificata ai pazienti Covid nell’accordo integrativo firmato di recente. Ora sarebbe opportuno un passo ulteriore, “sovra-regionale”, una modifica di legge. Al medico di famiglia si dia il ruolo di pubblico ufficiale quando pone in isolamento i pazienti Covid ed i contatti stretti. Oggi per attestare che il contatto di un paziente Covid-19 non deve andare al lavoro pur se asintomatico c’è bisogno della comunicazione del Servizio di igiene e prevenzione dell’Asl che ha i suoi tempi; il mmg potrebbe accorciare i passaggi burocratici ma per legge non può dichiarare in malattia un assistito che malato non è; sarebbe bene poter disporre dei poteri del Sisp, e porre in isolamento l’assistito e che per le violazioni scattassero in tutta Italia le sanzioni penali». By Mauro Miserendino fonte: Doctor33)

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Dpc farmaci, impatti Legge Rilancio

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Con la conversione in legge del cosiddetto Decreto Rilancio (GU n. 180 del 18-07-2020) è stato definitivamente approvato il testo, introdotto per emendamento, che ha potenziato la distribuzione per conto in farmacia dei farmaci della diretta. Una misura che è stata considerata da molti un passo avanti, anche se è stato evidenziato che si tratta di una possibilità che non vincola le Regioni. A destare preoccupazione c’è poi l’invarianza di costi per il Servizio sanitario nazionale, anche se si guarda con speranza agli aiuti che vengono dall’Europa e che potrebbero dare respiro alla sanità.
«La rete delle farmacie pubbliche e private ha dimostrato in questo periodo tutto il suo valore» ha fatto il punto Francesco Schito, segretario generale Assofarm, «ma, alla luce delle criticità che da tempo sta vivendo, va sostenuta. Il potenziamento della Dpc è, senz’altro, un importante passo avanti, perché offre un’opportunità in più alle farmacie, e va fatto un plauso ai parlamentari che hanno portato avanti la istanza (Trizzino, Gemmato, Mandelli). Si tratta di un completamento di un percorso che era stato avviato con l’emendamento al Decreto Liquidità dell’onorevole Gemmato, con un ampliamento, ora, a tutti i farmaci della diretta». In merito ai contenuti, «va rilevato il fatto che le Regioni “possono” provvedere a distribuire, dal primo ottobre, nell’ambito dei limiti della spesa farmaceutica programmata, i farmaci della diretta attraverso la distribuzione per conto: non si tratta, cioè, di un vincolo, ma di una possibilità, che certamente potrebbe rappresentare, per le Regioni più aperte verso questa modalità di distribuzione, uno stimolo. Dal lato nostro, abbiamo già fatto presente a tutti i presidenti di Regione la nostra totale disponibilità e stiamo avviando contatti in questa direzione. Ma va anche detto che, soprattutto in quelle Regioni che nel tempo si sono maggiormente attrezzate per la diretta, con strutture e investimenti, il passaggio potrebbe porre qualche difficoltà in più. Insomma, la norma è uno stimolo, ma il percorso potrebbe essere lungo».Per rendere operativa la norma, come si legge, dovrà esserci, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore, un decreto del Ministro della salute – di concerto con quello dell’Economia e previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, ma sentite le organizzazioni delle farmacie e gli ordini professionali – che dovrà stabilire “condizioni, modalità di remunerazione e criteri” e che comunque dovrà essere “senza nuovi o maggiori oneri a carico del Servizio sanitario nazionale”. «Al di là di tutto, sono convinto che sia il momento di muoversi in più direzioni: prendendo contatti con le Regioni, ma non solo. Credo che un importante alleato, in questo frangente, possa essere anche il paziente. Proporre e avviare sperimentazioni o progetti può essere importante anche perché si avvia un processo in cui si rende maggiormente determinante il cittadino nella scelta dei canali».Quanto, infine, all’invarianza di costi, «è un vincolo che ormai abbiamo visto tante volte» aggiunge Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, «ma in questo momento guardiamo con speranza agli aiuti che arriveranno dall’Europa, che potrebbero rappresentare una iniezione per la sanità, per le Regioni e per la farmaceutica e potrebbero costituire una opportunità in più. Dal nostro punto di vista, anche la distribuzione intermedia sta vivendo un momento di grande difficoltà: in questo contesto, sia in termini di sostenibilità sia di operatività, per noi è quanto mai necessario una uniformazione sul territorio nazionale delle modalità distributive, favorendo il passaggio dei farmaci delle strutture della diretta alle farmacie del territorio. Per questo, intendiamo muoverci al fianco delle rappresentanze delle farmacie, cercando di portare a compimento il più possibile l’opportunità fornita dalla norma». By Francesca Giani – fonte: Farmacista33)

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Truffa sui farmaci

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

“Con l’avviso di conclusione delle indagini sulla vicenda dei file F che venivano fatturati dal Gruppo San Donato a Regione Lombardia senza che venissero depurate delle relative note di credito a titolo di sconto che i fornitori inviano all’ente privato si potrà fare chiarezza circa l’eventuale truffa ai danni di Regione Lombardia.È già di per sé incredibile che tra case farmaceutiche e colossi della sanità privata ci si dimenticava di “girare” gli sconti a Regione Lombardia”, dichiara Marco Fumagalli, capogruppo del M5S Lombardia.“Quello che però risulta più strano è che questo contestato è stata commesso tra il 2013 e il 2018 proprio sotto la presidenza Maroni che proprio in questi giorni è stato nominato nel consiglio di amministrazione del Gruppo San Donato. Appare molto poco opportuno che il legale rappresentante dell’ente truffato sia ora nell’organo di gestione dell’ipotetico truffatore. Queste ‘porte girevoli’ tra politica e sanità privata deve cessare perché è poco opportuna. È evidente come ci siano dei pesanti condizionamenti politici nella programmazione dell’attività sanitaria per favorire il sistema privato.  Non vorremmo che in futuro il Gruppo San Donato diventi il Partito San Donato”, conclude Fumagalli.

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Malattie croniche e farmaci di nuova generazione

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

“Permettere ai medici di medicina generale la prescrizione dei nuovi trattamenti per importanti patologie croniche, come la fibrillazione atriale e il diabete, è indispensabile per potenziare l’assistenza territoriale” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, Andrea Mandelli. “Non possiamo che apprezzare, quindi, la decisione dell’AIFA di estendere anche ai medici di famiglia la prescrizione dei nuovi anticoagulanti orali. E sosteniamo la proposta della SIMG di estendere questa possibilità anche agli antidiabetici di nuova generazione, le incretine e le glifozine, mantenendo il nuovo regime anche dopo la fine dell’emergenza COVID-19” prosegue Mandelli. ”E’ un passaggio fondamentale per far sì che il paziente cronico venga preso in carico dall’assistenza territoriale, diminuendo il carico di lavoro dell’ospedale. Tuttavia l’inversione di tendenza per essere completa deve prevedere la distribuzione di questi farmaci attraverso le farmacie di comunità. Da tempo la spesa farmaceutica territoriale è sotto controllo e ben inferiore al tetto programmato, ed è venuto il momento di investire questo risparmio nel trasferimento dell’innovazione farmacologica sul territorio a tutto vantaggio del paziente, come sottolineato recentemente anche da Cittadinanzattiva” conclude Andrea Mandelli.

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Takeda Italia porta i farmaci nelle case dei pazienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

L’infezione da Coronavirus diffusasi in questi mesi è una minaccia per la salute di tutti, ma ancora di più per la salute di categorie di persone fragili e immunocompromesse, come i pazienti con patologie onco-ematologiche e con malattie rare.
La nuova emergenza sanitaria, però, non ferma l’impegno di Takeda Italia che, in linea con la propria mission e le priorità strategiche che pongono in primo piano l’interesse del paziente, lancia Takeda@Home, il servizio di consegna a domicilio dei propri farmaci per i pazienti con Mieloma Multiplo, Angioedema Ereditario, Emofilia e Immunodeficienze Primitive. Takeda@Home sarà attivato per tutti i centri che ne faranno richiesta e coprirà l’intero territorio nazionale per aiutare i pazienti, soprattutto quelli più vulnerabili, ad evitare i numerosi accessi in ospedale.«La salute delle persone è la nostra priorità ed oggi lo è più che mai», afferma Rita Cataldo, Amministratore Delegato di Takeda Italia. «Con Takeda@Home vogliamo garantire la continuità terapeutica e assistenziale e allo stesso tempo proteggere pazienti, familiari e operatori sanitari. Il nostro impegno è rivolto ai pazienti più fragili come i pazienti oncologici e quanti convivono con una patologia rara come l’angioedema ereditario, le immunodeficienze primitive e l’emofilia, per agevolare la gestione della malattia in un momento delicato come quello che stiamo vivendo», conclude l’Amministratore Delegato.

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In nessun caso cure fai-da-te

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

«La preoccupazione generata dall’emergenza Covid-19 ha scatenato, in alcuni casi, una vera e propria “caccia al farmaco”. Molto spesso tale atteggiamento è incoraggiato da informazioni fuorvianti che circolano sul web» ha spiegato Patrizia Popoli, direttrice Centro Nazionale Ricerca e Valutazione Preclinica e Clinica dei Farmaci dell’ISS. «Innanzitutto, al momento non esiste nessun farmaco che abbia come indicazione terapeutica la prevenzione o il trattamento di COVID-19. In considerazione della situazione di emergenza, alcuni farmaci già noti ed utilizzati per il trattamento di altre malattie possono essere usati in pazienti con COVID-19, ma tale trattamento (che si basa su conoscenze ancora incomplete ed è giustificabile solo a fronte della mancanza di alternative) può avvenire solo su prescrizione medica. Solo il medico può decidere quando usare questi farmaci e può controllarne la sicurezza nel singolo paziente».
In nessun caso, poi, «è giustificabile il ricorso a terapie “fai da te”. Tutti i farmaci hanno degli effetti collaterali più o meno gravi, e l’automedicazione comporta rischi ancora più gravi quando si usano farmaci non autorizzati. In caso di acquisti online, poi, tali rischi sono moltiplicati perché i farmaci potrebbero essere contraffatti». Parte da queste premesse il Decalogo Iss che riporta dieci raccomandazioni in tema di farmaci per favorire una corretta informazione e un appropriato utilizzo: «In presenza di sintomi, prima di assumere qualsiasi farmaco rivolgiti al tuo medico di medicina generale» è la prima delle indicazioni fornite, seguita da quella di «non assumere antivirali o antibiotici se non ti sono stati prescritti dal medico».
Ma a essere rimarcata è anche la normativa relativa agli acquisti online: «La legge consente di acquistare online solo i cosiddetti farmaci da banco, cioè i farmaci che non richiedono la prescrizione medica. Le farmacie online autorizzate devono avere sulle proprie pagine web dedicate alla vendita di medicinali il logo» che rimanda al sito del ministero della Salute. «I siti web che vendono farmaci antivirali per la terapia dell’infezione da nuovo coronavirus sono illegali e potrebbero vendere farmaci falsificati e pericolosi per la salute». In ogni caso, «diffida delle “cure miracolose” e dei filmati diffusi sui social e in rete che propongono farmaci per la prevenzione e la cura dell’infezione da nuovo coronavirus». (by Francesca Giani fonte farmacista33)

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Covid-19, Decalogo Iss su uso dei farmaci. Massima attenzione al fai-da-te

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

I siti web che vendono farmaci antivirali per la terapia del Covid-19 sono illegali e potrebbero vendere farmaci falsificati e pericolosi per la salute. Non esiste attualmente nessuna profilassi farmacologica per chi ha avuto contatti con soggetti positivi. Le terapie attualmente in studio per pazienti con covid-19 possono essere assunte solo dietro prescrizione medica e, nella maggior parte dei casi, solo a livello ospedaliero.
Sono questi alcuni messaggi veicolati nel decalogo Iss “10 informazioni importanti sull’uso dei farmaci”, messaggi che restituiscono l’idea di una situazione in cui a essere a rischio è il cittadino stesso. È di oggi la notizia dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato relativa all’oscuramento di due siti web che vendevano farmaci soggetti a prescrizione, quali Lopinavir/Ritonavir, a un prezzo di circa 384 euro.

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Novo Nordisk continua il suo impegno per pazienti e medici

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, oltre alla fornitura dei farmaci, Novo Nordisk intensifica il supporto a medici e pazienti con i suoi programmi di assistenza (Patient support program) e sostegno alle persone con emofilia, diabete tipo 2, obesità e disturbi della crescita allo scopo di fornire un aiuto concreto anche in questo periodo difficile per tutti.Per le persone con emofilia è, infatti, attivo Enixe, il programma di supporto infermieristico e fisioterapico domiciliare. Lo scopo di questo programma è quello di migliorare la qualità di vita della persona, l’aderenza terapeutica e, allo stesso tempo, aiutare lo specialista e i centri a gestire la salute dei propri pazienti via web.Allo stesso modo, nei centri già aderenti, prosegue BethCare, il programma nato per dare un supporto motivazionale ed educazionale alle persone con diabete tipo 2 in trattamento con insulina basale, offrendo al contempo al diabetologo un sostegno per la gestione dei suoi assistiti attraverso una piattaforma digitale di monitoraggio delle attività dei propri pazienti.Per le persone con obesità, invece, grazie all’applicazione App&Opp e ad un team dedicato di professionisti, oltre al servizio che aiuta i pazienti giorno per giorno nel percorso di cura, si offre un ulteriore supporto motivazionale a sostegno dei pazienti, sgravando, anche in questo momento difficile, il medico da eventuali richieste di supporto aggiuntive.Infine, continua il GHD Patient Support Program, il servizio di addestramento infermieristico domiciliare per coloro che hanno disturbi della crescita e per i loro cargiver, allo scopo di educare pazienti e familiari a provvedere in modo autonomo alla somministrazione del farmaco e di offrire assistenza continuativa direttamente a casa ai pazienti che hanno difficoltà nel gestire autonomamente la terapia.
“Questi programmi sono strumenti che Novo Nordisk SpA, in collaborazione con partner specializzati nel settore, mette al servizio diretto dei pazienti e degli operatori sanitari per fare in modo che ogni singola persona possa intraprendere un viaggio il più personalizzato e specifico possibile, aumentando il coinvolgimento nel percorso di cura della sua malattia, al fine di raggiungere gli obiettivi terapeutici fissati” ha dichiarato Drago Vuina, General Manager Corporate Vice President di Novo Nordisk Italia. “In questo particolare momento abbiamo ritenuto necessario proseguire questi servizi per sostenere il più possibile i nostri pazienti e aiutare gli specialisti” ha aggiunto.

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Attenzione ai farmaci contraffatti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

“In un momento di massima allerta e grande incertezza come quello che stiamo attraversando, è fondamentale che i cittadini non ricorrano a cure fai-da-te e prestino molta attenzione all’acquisto online dei farmaci: purtroppo molto spesso le piattaforme che offrono il servizio di vendita dei medicinali sono siti non sicuri, non approvati e i farmaci possono essere per di più contraffatti. Proprio oggi, l’antitrust ha disposto l’oscuramento di due siti che vendevano farmaci senza autorizzazione. I siti online per la vendita di farmaci devono essere vere e proprie farmacie, riconosciute e registrate – ha detto Annarosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia -. Comprare farmaci on line da siti non autorizzati è pericolosissimo: i farmaci possono essere privi di principi attivi, con principi attivi diversi da quelli dichiarati e spesso mal conservati. La legge italiana permette l’acquisto online solamente di medicinali senza obbligo di ricetta medica e da siti che fanno capo a farmacie reali, autorizzati dal Ministero della Salute e dalle Regioni e riconoscibili da un apposito logo. Per non rischiare di incappare in rivenditori non autorizzati, ricordo ai cittadini lombardi over-65, non autosufficienti, sottoposti alla quarantena o risultati positivi al Covid-19, che potranno ricevere a casa i medicinali, senza alcun costo aggiuntivo, semplicemente chiamando il numero 02.388.3350. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 09:00 alle 19:00. Il servizio si chiama CRI Pronto farmaco, nuovo servizio per la consegna dei farmaci a domicilio attivato da Federfarma Lombardia e dal Comitato Regionale Lombardia di Croce Rossa Italiana.Inoltre, le farmacie lombarde possono stampare i promemoria delle ricette dematerializzate, secondo le seguenti regole. È sufficiente che il cittadino abbia con sé il codice NRE della ricetta – che può ricevere telematicamente o telefonicamente dal medico prescrittore – e il proprio Codice Fiscale o Tessera Sanitaria. Questa possibilità, combinata con la consegna domiciliare, permette alle persone fragili di evitare di uscire di casa”.

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Lombardia, per ritirare i farmaci basta un codice: la ricetta si stampa direttamente in farmacia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

In questo periodo di urgenza, la copia cartacea della ricetta dematerializzata – ovviamente e come sempre su prescrizione del medico – si può stampare direttamente in farmacia. Perciò i cittadini lombardi non devono più recarsi nello studio del proprio medico di Medicina Generale per ritirarla in formato cartaceo. Sarà sufficiente il Numero di Ricetta Elettronica (NRE) comunicato dal proprio medico e la Tessera Sanitaria. Le farmacie lombarde si fanno così carico di un passaggio burocratico, per contribuire a ridurre al minimo le occasioni di contatto tra pazienti e per evitare che si creino lunghe code negli ambulatori, purtroppo più affollati del solito in questi giorni, nonostante l’invito della Regione sia quello di non recarsi dal proprio medico di famiglia se non per reale necessità.

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Alzheimer ereditario, i risultati degli ultimi studi sui farmaci

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

I risultati delle fasi 2 e 3 dello studio DIAN-TU, acronimo per Dominantly Inherited Alzheimer’s Network-Trials Unit dimostra che i nuovi farmaci gantenerumab (Roche) e solanezumab (Lilly) non hanno raggiunto l’endpoint primario nei pazienti con malattia di Alzheimer (AD) autosomica dominante in fase iniziale. «Il morbo di Alzheimer può comparire precocemente, fra i 30 e i 65 anni, in una piccola percentuale di casi stimata in circa il 6% del totale. Geneticamente, la trasmissione è autosomica dominante, causata da mutazioni sui cromosomi 21, 14 e/o 1 che hanno un ruolo nella scomposizione delle proteine amiloidi e nella formazione di placche amiloidi» spiega Randall Bateman della scuola di medicina all’Università di Washington di St Louis, Missouri, coautore dello studio internazionale che ha coinvolto quasi 200 partecipanti e che ha valutato separatamente i due composti sperimentali.«Purtroppo, dalle valutazioni iniziali dei dati raccolti emerge che nessuno dei due rallenta in modo significativo il declino cognitivo o la perdita di memoria» scrivono i ricercatori, che tuttavia continueranno ad analizzare i dati dai risultati cognitivi e clinici di DIAN-TU e sono ancora in attesa dei dosaggi di vari biomarcatori. «Anche se i farmaci che abbiamo valutato non hanno avuto successo, la sperimentazione fornirà conoscenze preziose nella comprensione dell’Alzheimer» commenta Bateman. E Maria Carrillo, direttore scientifico dell’Associazione Alzheimer, uno dei finanziatori della sperimentazione insieme all’Istituto nazionale sull’invecchiamento, commenta: «Di fronte alla scarsa significatività dei primi dati, l’Associazione Alzheimer attende con impazienza un’analisi più completa alle prossime conferenze scientifiche». Rebecca Edelmayer, direttrice dell’impegno scientifico dell’Associazione Alzheimer, concorda con Carrillo che, sebbene i risultati siano per ora deludenti, i dati sono comunque utili in termini di nuove conoscenze. «Nonostante sia difficile ricevere notizie come questa, sono sicura che lo studio fornirà informazioni preziose una volta che saremo davvero in grado di raccogliere tutti i dati» conclude Edelmayer. (fonte: doctor33 e Seminal, Highly Anticipated Alzheimer’sTrial Falters – Medscape – Feb 11, 2020. https://www.medscape.com/viewarticle/925069

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Reazioni cutanee da farmaci

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

Le parole, come cita un noto film, sono importanti. E un loro uso appropriato e’ ancora piu’ importante in campo sanitario, dove generiche attribuzioni date ad alcune condizioni cliniche possono avere conseguenze negative sullo stato di salute del paziente. Questo accade anche in ambito dermatologico, dove a volte gli stessi specialisti non hanno un’adeguata preparazione per affrontare alcune gravi reazioni cutanee da farmaco, scambiandole per esempio per un semplice rash cutaneo. A rimetterci sono i pazienti, che in questo rischiano di andare incontro ad un peggioramento della loro condizione.
Allora punta anche ad uniformare le terminologie dermatologiche il ‘Corso intensivo sulle reazioni cutanee ai farmaci: diagnosi di sospetto, imputabilita’ e gestione clinica’ promosso dall’Accademia nazionale di Medicina – sezione Dermatologia con il patrocinio dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani. Il corso, rivolto a medici specialisti, si tiene a Vicenza (presso il Viest Hotel, in via Uberto Scarpelli). Responsabile scientifico del corso, insieme al dottor Roberto Leone, il dottor Luigi Naldi, direttore del dipartimento di Dermatologia dell’ospedale San Bortolo di Vicenza e consigliere ADOI.

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Il consumo di farmaci a base di vitamina D in Italia cresce di anno in anno

Posted by fidest press agency su sabato, 8 febbraio 2020

Nel 2017 la spesa pubblica per questi farmaci ha raggiunto i 260 milioni di euro e 12,6 italiani su mille li hanno assunti (il doppio rispetto al 2013) secondo l’AIFA, che proprio lo scorso ottobre, con la nota 96, ha posto nuovi limiti alla prescrivibilità di questi farmaci a carico del SSN. Così, questi medicinali sono rimborsabili solo previo un test a carico del cittadino che accerti la carenza di vitamina D, e solo ad alcune categorie di pazienti (persone con osteoporosi e osteopatie, donne in gravidanza o allattamento, persone che soffrono di carenze iatrogene o hanno malattie che causano il malassorbimento della vitamina). Ma i preparati a base di vitamina D sono presenti sul mercato anche come integratori, quindi acquistabili senza bisogno di ricetta medica: «Si tratta di importanti alleati nella prevenzione, perché le carenze di vitamina D sono molto comuni in tutta l’Italia, non soltanto al Nord. Infatti il 60-80% della popolazione italiana ne è interessato» spiega Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics Italia, produttore e distributore di integratori alimentari ad alto impatto che nel 2019 ha visto aumentare le vendite dei propri integratori a base di vitamina D del 40%.La vitamina D infatti dà un contributo fondamentale alla salute di ossa e denti, alle funzioni del sistema immunitario, alla funzione muscolare, al mantenimento dei livelli di calcio nel sangue e al normale assorbimento del calcio e del fosforo. È una sostanza che viene prodotta dal corpo grazie soprattutto all’esposizione alla luce solare, mentre la dieta ci fornisce solo 20% dell’apporto giornaliero.
L’indicazione più importante, sottolineata proprio dall’AIFA nelle avvertenze alla nota 96, recita: “l’approccio più fisiologico della supplementazione con vitamina D è quello giornaliero col quale sono stati realizzati i principali studi che ne documentano l’efficacia”. «Dato che la vitamina D ha la caratteristica di accumularsi nel tessuto adiposo è consigliabile assumere la dose giornaliera raccomandata quotidianamente, piuttosto che un dosaggio più elevato saltuariamente» spiega Salamone. La precisione nella quantità è quindi fondamentale, ed è per questo che Metagenics ha sviluppato una gamma di prodotti calibrate su esigenze diverse: 400 U.I. per i bambini, 1000 U.I. per adolescenti e adulti, 2000 U.I. per gli anziani e le donne in gravidanza, fino alle 4000 U.I. per chi presenta carenze gravi. «La cosa migliore – sottolinea Salamone – è sempre consultare il proprio specialista di fiducia per definire la posologia corretta, in modo da massimizzare i benefici».Inoltre sono da preferire prodotti facili da assumere e gradevoli al gusto: Metagenics pone grande importanza non soltanto alle formulazioni ma anche alla facilità di assunzione. Nel caso specifico della Vitamina D sono disponibili sia le compresse masticabili al gusto lime, dolcificate con stevia, sia le gocce dal gusto neutro a base di olio MCT (medium chain triglycerides) ben digeribile e tollerabile, adatto anche ai neonati. Con una scelta mirata e una spesa molto contenuta, quindi, la prevenzione di una delle più diffuse carenze micronutrizionali è davvero alla portata di tutti, eliminando in questo modo il problema della ridotta mutuabilità della vitamina D generata dalla recente nota 96. http://www.metagenics.it

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Droni che consegnano farmaci e la stampante 3D più grande al mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

«Tra due anni avremo i droni che portano i farmaci ai nostri assistiti. E stiamo costruendo la più grande stampante 3d al mondo, in competizione con Chicago». A parlare è Fabrizio Sala, vicepresidente di Regione Lombardia, durante l’incontro dal titolo “Il sistema Regione: Lombardia e Lazio a confronto”, che si è tenuto alla fondazione Stelline di Milano nel corso di Italia Direzione Nord. Al centro del dibattito soprattutto l’innovazione praticata nelle due regioni e le politiche attuate in questo ambito. «In questi anni abbiamo cercato di coinvolgere tutti, nella nostra strategia di innovazione, non solo le grandi imprese, come si faceva in passato – ha spiegato Daniele Leodori, vicepresidente di Regione Lazio -. Abbiamo individuato 45 grandi azioni strategiche indirizzate soprattutto verso le aziende tra i 100 e i 200 dipendenti. Azioni che, anche in raccordo con l’università, stanno dando grandi risultati». Daniele Leodori cita un progetto di eccellenza: il distretto tecnologico culturale. «Per Roma la cultura è un settore strategico e potrebbe esserlo sempre di più – ha spiegato il vicepresidente del Lazio -. C’è infatti ancora molto che si può migliorare. Abbiamo immaginato questo distretto per investire nella cultura, creando una rete e coinvolgendo tutte le realtà universitarie regionali. Uno degli obiettivi è proprio quello di mettere in rete tutte le realtà che fanno cultura e che possano innovare».Il vicepresidente Fabrizio Sala ha sottolineato come, in Regione Lombardia, il tessuto delle piccole e medie imprese non è slegato dalle grandi aziende. «Abbiamo approvato un piano triennale da 750 milioni di euro sull’innovazione – ha spiegato Fabrizio Sala – e tra le altre cose voglio segnalare un bando dal nome Call Hub. Per poter accedere a questo bando servono 7 soggetti, tra cui almeno una piccola o media impresa e una università o un centro di ricerca. La Regione investe poi fino a 5 milioni di euro a fondo perso». Questo bando è stato vinto da 33 aziende e tra queste ci sono anche progetti molto interessanti. Altro elemento di innovazione è a presenza della connessione 5G. «Già oggi più di 200 start up sono nate a Milano e nei 60 comuni limitrofi proprio grazie al 5G – spiega Fabrizio Sala -. Tra due anni consegneremo tramite droni i farmaci urgenti agli ospedali. Mentre già oggi abbiamo ambulanze 5G che fanno il triage già direttamente in ambulanza».“Per sostenere l’ingresso delle imprese nell’industria 4.0 – ha spiegato Leodori – e mettere le aziende nelle condizioni di essere competitive con le nuove tecnologie e i nuovi modelli industriali, abbiamo pubblicato lo scorso anno 8 bandi per 100 milioni di euro, di cui 88 milioni già spesi. Abbiamo creato le cosiddette Apea, (Aree produttive ecologicamente avanzate), e abbiamo cercato di mettere in rete e riqualificare le aziende in aree specifiche, portando l’investimento a complessivi 110 milioni di euro nel Lazio”.

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Raccolta di farmaci all’Università Europea di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

Roma Il 28 e 29 novembre 2019 l’Università Europea di Roma, in collaborazione con la Fondazione Banco Farmaceutico ONLUS, organizza due Giornate di raccolta farmaci nell’atrio dell’ateneo, via degli Aldobrandeschi 190, dalle ore 9:30 alle 15:30. Gli studenti dell’Università Europea di Roma affiancheranno gli operatori della Fondazione Banco Farmaceutico ONLUS nella raccolta di farmaci per iniziative di solidarietà. I medicinali saranno destinati al Dispensario Pediatrico Santa Marta e ai volontari di Gioventù Missionaria, per la loro missione in Messico.Nel mondo esistono persone talmente povere da non potersi comprare neppure le medicine per poter sopravvivere.La Fondazione Banco Farmaceutico ONLUS ha l’obiettivo di rispondere al bisogno delle persone indigenti, attraverso la collaborazione con le realtà assistenziali che già operano contro la povertà sanitaria, testimoniando un cammino di educazione alla condivisione e alla gratuità. Le due Giornate di raccolta di farmaci fanno parte delle attività di responsabilità sociale dell’Università Europea di Roma, che ha tra i suoi obiettivi principali la formazione integrale della persona. Una formazione che consenta non solo l’acquisizione di competenze professionali, ma che orienti lo studente ad una crescita personale e sviluppi uno spirito di servizio per gli altri.

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Ipertensione, farmaci a confronto nel trattamento di prima linea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 novembre 2019

Nel trattamento di prima linea dell’ipertensione, gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) non hanno la stessa efficacia e sicurezza dei diuretici tiazidici. Questo è ciò che emerge da uno studio pubblicato su Lancet. «La scoperta della maggior efficacia e sicurezza globale dei diuretici tiazidici e tiazidici-like rispetto agli ACE-inibitori è un nuovo risultato che deve essere preso sul serio» ha dichiarato uno degli autori George Hripcsak, della Columbia University di New York. Le attuali linee guida statunitensi raccomandano per l’ipertensione diversi farmaci di prima linea, tra cui i diuretici tiazidici o tiazidici-like e gli ACE-inibitori, ma anche i bloccanti del recettore dell’angiotensina, i calcio antagonisti diidropiridinici o non diidropiridinici in alcuni casi. Non è chiaro però quale iniziare nei pazienti con ipertensione di nuova diagnosi. Gli autori hanno messo a confronto questi farmaci utilizzando i dati di 4,9 milioni di pazienti che hanno iniziato una terapia anti-ipertensiva tra il 1996 e il 2018 e sono stati seguiti per una media di 2 anni. Tre gli endpoint primari (infarto del miocardio, ricovero ospedaliero per scompenso cardiaco e ictus), 6 quelli secondari di efficacia e 46 quelli di sicurezza. L’efficacia osservata è stata paragonabile tra le classi di farmaci, ma i diuretici tiazidici o tiazidici-like hanno mostrato un favorevole profilo sicurezza e una migliore efficacia primaria rispetto agli ACE-inibitori. Secondo gli autori dello studio, iniziare una terapia antiipertensiva con un tiazide invece che con un ACE-inibitore potrebbe evitare importanti eventi cardiovascolari e merita ulteriori studi. «I diuretici dovrebbero davvero essere il fondamento del trattamento iniziale a meno che il paziente non sia intollerante» ha affermato Suzanne Oparil autrice di un commento insieme a Christopher Ives, entrambi della University of Alabama a Birmingham. Tra i limiti della ricerca ci sono la mancanza di misurazioni della pressione sanguigna e quella di dati sull’aderenza alle terapie e il fatto che lo studio sia stato condotto su pazienti ipertesi con nuova diagnosi che hanno iniziato una monoterapia. «Le attuali linee guida per l’ipertensione raccomandano, sulla base del parere di esperti, di prendere eventualmente in considerazione la terapia combinata se la pressione iniziale supera una soglia specifica» hanno spiegato Ives e Oparil. (fonte: doctor33)

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