Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘farmaci’

Nuovo farmaco per la cura dell’Alzheimer

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

La Società Italiana di Neurologia (SIN) e L’Associazione SIN demenze (SINdem) accolgono favorevolmente la decisione assunta dalla Food and Drug Administration (USA), l’autorevole Agenzia americana per il controllo dei farmaci, a favore di una «approvazione accelerata» del farmaco Aducanumab, prodotto da Biogen, per il trattamento della Malattia di Alzheimer. Tale decisione, pur se non condivisa da tutta la comunità scientifica internazionale, giunge dopo anni di ricerche infruttuose e di fallimenti di studi clinici mirati alla cura della principale causa di demenza e apre uno scenario nuovo.“Gli studi che hanno condotto alla approvazione – commenta il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente SIN – hanno documentato la riduzione del deposito di amiloide nel cervello dei pazienti trattati e pur mancando ancora la conferma che questo dato strumentale correli con un reale miglioramento clinico, la notizia è senza dubbio importante. La deposizione di amiloide nei neuroni non è probabilmente la sola causa della Malattia di Alzheimer, ma rappresenta certamente un attore importante nel meccanismo di malattia”. La SIN e la SINdem accolgono tale decisione manifestando soddisfazione per il lavoro di tanti ricercatori e studiosi, anche italiani, consapevole che saranno necessari studi di conferma e test clinici per documentare la reale efficacia clinica nelle fasi iniziali della Malattia di Alzheimer. La SIN e la SINdem sono da tempo impegnate nello studio e nella ricerca della Malattia di Alzheimer e riconoscono che l’accumulo dell’amiloide è uno dei bersagli importanti per la cura di questa malattia. Tuttavia, è noto che vi sono altri bersagli e meccanismi probabilmente altrettanto rilevanti nelle diverse fasi della malattia e che potrebbero divenire nel prossimo futuro target da colpire per una migliore efficacia terapeutica.La SIN e la SINdem invitano la comunità neurologica scientifica e clinica a continuare la propria attività tenendo conto che le cure, anche quelle attualmente a disposizione, per essere realmente efficaci necessitano di diagnosi tempestive e corrette, di percorsi gestionali standardizzati e multidimensionali, e di una adeguata presa in carico del malato e dei caregiver. Infine, auspicando che gli Enti regolatori Europei e Nazionali prendano atto della decisione assunta dalla FDA, la SIN e la SINdem ritiengono fondamentale una profonda riflessione sull’attuale organizzazione dei Servizi Sanitari e dei Centro dedicati al Declino Cognitivo e Demenze, sulla base della quale promuovere un aggiornamento del Piano Nazionale delle Demenze e investimenti adeguati.

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Focus Lazio. Farmaci equivalenti motore di sostenibilità per il SSN

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Roma. martedì 8 giugno 2021, dalle ore 11 alle 13, si terrà il webinar ‘Focus Lazio. Farmaci equivalenti motore di sostenibilità per il SSN’, organizzato da Motore Sanità. Nonostante gli equivalenti abbiano caratteristiche di qualità identiche ai prodotti originator, con identiche procedure che certificano la purezza delle materie prime e la loro qualità, identici controlli nelle procedure di produzione, ispezione e verifica, il loro utilizzo in particolare nel Nostro paese è ancora basso rispetto ai medicinali “griffati”. Questo indica che molto lavoro di comunicazione deve ancora essere fatto, sebbene la situazione sia molto diversa tra le regioni d’Italia. Infatti l’analisi dei consumi per area geografica, nei primi nove mesi 2019 ci dice che il consumo degli equivalenti di classe A è risultato concentrato al Nord (37,3% unità e 29,1% valori), rispetto al Centro (27,9%; 22,5%) ed al Sud Italia (22,4%; 18,1%). Quali i motivi di queste differenze? La scelta deve coinvolgere medico, farmacista e paziente correttamente informati, senza pregiudizi e con dati che si basino sui principi di evidenza scientifica prima e su aspetti di sostenibilità economica poi.Tra gli altri, partecipano: Pierluigi Bartoletti, Vice Segretario Vicario FIMMG Giorgio Colombo, Direttore Scientifico CEFAT – Centro di Economia e valutazione del Farmaco e delle Tecnologie sanitarie, Università degli Studi di Pavia,Claudio Cricelli, Presidente SIMG, Fulvio Ferrante, Direttore Dipartimento della Diagnostica e Assistenza Farmaceutica, ASL Frosinone, Alberto Giovanzana, Associate Director Government & Regional Affairs Teva Italia, Paolo Guzzonato, Direzione Scientifica Motore Sanità, Eugenio Leopardi, Presidente Federfarma Regione Lazio, Lorella Lombardozzi, Direttore Farmaceutica Regionale, Regione Lazio, Elio Rosati, Segretario Regionale Cittadinanzattiva Lazio, Claudio Santini, Responsabile Rapporti con le Istituzioni FADOI Federazione Associazioni Dirigenti Ospedalieri Internisti, Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità.

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Farmaci anti-Covid, Fda accelera terapie adatte ai bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 maggio 2021

A fronte di oltre 31 milioni di casi e più di 564.000 decessi provocati nei soli Stati Uniti dalla pandemia Covid-19 la Food and Drug Administration (Fda) ha creato il programma Ctap, acronimo per Coronavirus Treatment Acceleration Program, mirato ad accelerare lo sviluppo di nuovi trattamenti anti Sars-CoV-2. Più di 600 farmaci sono in fase di sviluppo e il Ctap ha esaminato oltre 400 studi clinici su farmaci contro il Coronavirus, di cui molti approvati dalla Fda o autorizzati per l’uso in emergenza (Eua).Tra questi remdesivir, un farmaco endovena che inibisce la replicazione virale, approvato dalla Fda nei bambini ricoverati in ospedale di età maggiore o uguale a 12 anni con peso di 40 kg o più che richiedono ossigeno supplementare, ventilazione meccanica invasiva o ossigenazione extracorporea a membrana (Ecmo). Remdesivir, invece, è in Eua per i bambini ricoverati sotto i 12 anni con peso tra 3,5 e 40 kg che richiedono supporto respiratorio. Va sottolineato che nessuno studio ha dimostrato la capacità di remdesivir di ridurre la mortalità associata a Covid-19. Approvato invece solo per uso off-label è il desametasone, un corticosteroide spesso usato in pediatria per trattare le comuni patologie infiammatorie e ampiamente testato nei pazienti con Covid-19. Il suo utilizzo è consentito nei bambini ricoverati in ospedale senza limiti di età che richiedono ossigeno supplementare, ventilazione meccanica invasiva o Ecmo. In Eua per il trattamento anti-Covid-19 anche diversi altri farmaci, tra cui baracitinib, un inibitore della Janus chinasi usato per trattare l’artrite reumatoide, approvato contro il Covid-19 nei bambini ricoverati in ospedale sopra i 2 anni in ossigenoterapia, ventilazione meccanica invasiva o Ecmo. Diversi, invece, i criteri di prescrivibilità per due associazioni a base di anticorpi monoclonali, ovvero bamlanivimab/etesevimab e casirivimab/imdevimab, da usare nei pazienti ambulatoriali di 12 anni o più e di peso uguale o superiore ai 40 kg risultati positivi al test Sars-CoV-2 che sono ad alto rischio di progressione a infezione grave e/o ricovero ospedaliero. Questi anticorpi si legano al virus e ne riducono la quantità libera presente nelle vie aeree. Bamlanivimab aveva precedentemente ricevuto una Eua dalla Fda, poi revocata per l’aumento delle varianti e per il rischio di fallimento del trattamento quando somministrato da solo. (fonte Doctor33)

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Interazioni tra farmaci ed Echinacea? No, grazie

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2021

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I preparati di Echinacea purpurea sono ampiamente utilizzati per la gestione di infezioni respiratorie superiori, spesso in combinazione con i farmaci convenzionali. In questo contesto, i costituenti fitochimici di E. purpurea possono potenzialmente interagire con altri composti, ad esempio attraverso i trasportatori di efflusso ABCB1 e ABCG2. Lo scopo dello studio di Awortwe et al (2021) è stato proprio quello di valutare l’impatto dei derivati dell’acido caffeico (acido cicorico ed echinacoside) e dei tetraeni (24 ore di esposizione a tre diverse concentrazioni dei vari composti 1, 10 e 50 ug/mL), derivati da E. purpurea, sui livelli di mRNA e proteine e sull’attività di efflusso di ABCB1 e ABCG2, in due modelli di linee cellulari intestinali (Caco-2) ed epatiche (HepG2). L’acido cicorico non ha mostrato alcun effetto citotossico fino alla concentrazione di 500 ug/mL, mentre i valori EC20 dei tetraeni (45,0±3,0 ug/mL in cellule Caco-2 e 28,0±4,3 ug/mL in cellule HepG2) ed echinacoside (52,0±4,0 ug/mL e 62,0±9,9 ug/mL) hanno messo in luce una tossicità concentrazione-dipendente. Comunque, gli autori sottolineano come la probabile concentrazione fisiologica di tetraeni (che sono i fitocomposti di E. purpurea maggiormente biodisponibili data la loro natura lipofila), in seguito alla somministrazione di diverse preparazioni di E. purpurea, sia stata stimata tra 0,28 e 14,8 ug/mL (a partire dalla somministrazione orale di prodotti commerciali di E. purpurea con un contenuto tra 0.04 e 18.8 mg/g di peso secco). Nessuno dei composti studiati ha significativamente modificato i livelli proteici di ABCG2, mentre sono stati in grado di indurre moderatamente la produzione di ABCB1, in entrambi i modelli cellulari. Considerando le possibili concentrazioni fisiologiche, i derivati dell’acido cicorico non sarebbero in grado di inibire o attivare ABCB1 e ABCG2 a una concentrazione simili all’EC20 sia negli enterociti che nelle cellule epatiche; i tetraeni, al contrario, potrebbero indurre ABCB1. Il saggio di trasporto bidirezionale sia per ABCB1 che per ABCG2 non ha mostrato alcun effetto sull’attività delle due pompe di efflusso da parte dei fitocomposti quando testati a concentrazioni non rilevanti clinicamente. Quindi, questo studio in vitro mostra una possibile induzione dell’espressione di ABCB1 da parte dei tetraeni di E. purpurea, ma non un effetto sull’attività del trasportatore tale da causare interazioni farmacologiche. Tuttavia, occorre considerare che ci sono altre preparazioni di E. purpurea che contengono quantità di fitocomposti superiori a quelle studiate nel presente lavoro. Inoltre, ci sono altri fattori, come la predisposizione genetica, che possono contribuire all’insorgenza di interazioni farmacologiche. (fonte: Fitoterapia33)

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Saturimetri e consiglio su farmaci e stile di vita: il ruolo del farmacista

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2021

Il ruolo della farmacia – Come ha messo in luce l’indagine pubblicata da International Journal of Clinical Pharmacy, a cura della Società italiana di farmacia clinica-Sifac e Humanitas University, il farmacista è diventato nel 2020 riferimento nella gestione dei minor diseases e nel monitoraggio delle terapie croniche ampliando nel 76% dei casi i suoi servizi consulenziali. «Il farmacista – sottolinea il presidente Sifac Corrado Giua – può fornire un valido supporto nel monitoraggio domiciliare: il suo contatto continuo con i pazienti lo colloca in una posizione ottimale per monitorarne le condizioni e individuare prontamente un peggioramento delle stesse. Al di là del monitoraggio di alcuni aspetti clinici relativi alle terapie farmacologiche, quali ad esempio l’aderenza alle stesse o la comparsa di eventuali reazioni avverse, particolarmente rilevante può essere anche il monitoraggio della saturazione dell’ossigeno tramite il pulsossimetro. Tale strumento – continua Giua – rappresenta una pietra angolare tra la terapia domiciliare del paziente e quella ospedaliera o, in alternativa, tra l’entità lieve-moderata della malattia e quella severa, che necessita di ossigenoterapia. Fondamentale è quindi, in quest’ottica, seguire i parametri di saturazione emoglobinica ma, ancor prima, istruire il paziente ad un corretto utilizzo dello strumento stesso. A tal proposito, le Linee guida del Ministero della Salute raccomandano di misurare la saturazione non soltanto a riposo ma anche sotto sforzo, eseguendo il “test del cammino” o “il test della sedia”, ampiamente documentati in letteratura, che impongono di effettuare la rilevazione a seguito di sforzi, eseguiti, ad esempio, nel primo caso, facendo camminare il paziente per casa in un percorso senza interruzioni per 6 minuti. Il valore dell’ossigenazione del sangue sotto sforzo – conclude Giua – fornisce infatti un’informazione affidabile e quantitativa e consente di individuare anche quelle condizioni di ipossia che sono talvolta “silenti”, in quanto non accompagnate da una sintomatologia clinica oggettiva di dispnea, per sottoporle dunque all’attenzione medica ai fini di un’eventuale ossigenoterapia domiciliare o, nei casi più gravi, ospedaliera. Il monitoraggio pone, in tal senso, le basi per candidare il farmacista al ruolo di detector, ancor meglio se coadiuvato dall’ausilio di saturimetri mediante telemedicina». Mauro Miserendino (fonte: doctor33)

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Produzione di principi attivi high potent impiegati principalmente nei farmaci e trattamenti oncologici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2021

Angelini Fine Chemicals, la Business Unit di Angelini Pharma specializzata nella produzione di principi attivi farmaceutici e leader in Italia nella produzione farmaceutica conto terzi (CDMO), punta sempre di più sulla produzione di principi attivi high potent (HPAPI). L’azienda ha infatti implementato una nuova area del suo stabilimento di Aprilia (LT), nel Lazio, con l’obiettivo di espandere la sua capacità di ricerca, sviluppo e produzione di HPAPI, rafforzando il proprio portafoglio e offrendo ai clienti attuali e futuri servizi sempre più su misura nell’analisi e produzione a livello industriale di principi attivi farmaceutici.La nuova area si estende per circa 120mq e consentirà di gestire attività produttive di HPAPI in due differenti laboratori di capacità da 0,25-5 kg massimo. L’espansione dello stabilimento rientra in un investimento da 4.000.000€ avviato nel 2017. Ai 3 laboratori già esistenti e dedicati ad attività di sviluppo per l’area CDMO e API generici si aggiunge un’area dedicata agli HPAPI. La nuova suite prevede due nuove aree per la gestione separata ed in contemporanea di differenti prodotti.La pandemia globale non ha rallentato la produzione di principi attivi, in particolar modo di HPAPI impiegati principalmente nei farmaci e trattamenti oncologici. Secondo l’ultimo rapporto di Transparency Market Research (TMR) il mercato globale dei principi attivi high potent (HPAPI) è stato valutato a 17,46 miliardi di dollari nel 2018 e si prevede che si espanderà di oltre l’8,7% dal 2019 al 2027.

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Effetto della succussione nella preparazione dei farmaci

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2021

di Andrea Dei. La succussione è uno dei fondamenti dell’omeopatia. Secondo Hahnemann lo scuotimento vigoroso della soluzione di un farmaco ne esalta l’efficacia e tale procedura rimane uno dei canoni che devono essere seguiti nella preparazione dei medicinali omeopatici. Il ruolo di tale procedimento non è stato compreso per molto tempo (Hahnemann postulava che si avesse un trasferimento di energia, ma al suo tempo la termodinamica era cosa ignota), né dagli omeopati, né dai suoi detrattori e solo di recente sono state avanzate ipotesi sulla sua reale natura. Pertanto, a ogni omeopata può apparire attraente leggere un lavoro a nome Kokornaczyk, Würtenberger e Baumgartner apparso di recente su Scientific Reports, giornale del gruppo Nature, riguardante l’effetto della succussione nella preparativa dei farmaci. In tale lavoro gli autori riportano i risultati dell’esame al microscopio dei residui di cinque soluzioni di medicinali omeopatici (in particolare Echinacea 10alla-2, Baptisia 10alla-3, Baptisia 10alla-4, Luffa 10alla-4 e Spongia 10alla-6) sia non succussi, succussi 10 volte e succussi 100 volte. Per la succussione è stato utilizzato un cilindro di vetro. I residui ottenuti dall’evaporazione di goccioline delle soluzioni presentano indubbiamente delle differenze e di questo gli autori forniscono ampia documentazione. Tuttavia, si guardano bene dal formulare una qualsivoglia teoria per spiegare i risultati osservati. In realtà essendo Baumgartner un noto ricercatore nel campo dell’omeopatia, uno si sarebbe aspettato di qualcosa di più. Premetto che se io fossi stato un reviewer del lavoro in questione, il mio giudizio sarebbe stato negativo. L’evaporazione di una soluzione porta alla saturazione con separazione del soluto. Tale soluto si presenta nelle forme più svariate in funzione della velocità di evaporazione, delle condizioni di nucleazione, della presenza di impurezze e della natura della superficie del recipiente. Questo è particolarmente vero quando il soluto è formato da molecole non simmetriche e, ricordando che la formazione di un solido è un fenomeno di organizzazione, non è strano che spesso tali molecole abbiano una certa difficoltà nell’organizzarsi. Quello che più colpisce tuttavia è il fatto che gli autori non sottolineino che tali solidi provengono da soluzioni diverse, dal momento che nella succussione si ha un trasferimento di metasilicati alcalini e alcalinoterrosi nella soluzione dell’ordine di diversi milligrammi per litro, concentrazioni cioè dell’ordine di quelle dei farmaci presi in considerazione. Ma di questo, che poi costituisce il nocciolo del processo di succussione dei farmaci omeopatici, gli autori si guardano dal fare menzione. Fatto che per un omeopata è oggettivamente grave. Bastava fare l’analisi del silicio delle soluzioni dei prodotti succussi e non succussi: i risultati osservati probabilmente sarebbero stati facilmente razionalizzati. (fonte.Omeopatia33)

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Farmaci anti-osteoporotici, possibile protezione dall’infezione da Sars-CoV-2

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Le manifestazioni cliniche dell’infezione da Sars-CoV-2 prevedono una prima fase di sintomi lievi (febbre, tosse secca, anosmia/ageusia e diarrea) e una seconda fase caratterizzata dagli effetti di uno stato sistemico proinfiammatorio, con progressione verso sintomi più severi (dispnea, grave compromissione del sistema respiratorio e ipossiemia). «La progressione della malattia» ricorda Maurizio Merico, Uoc Andrologia e Medicina della riproduzione, Azienda ospedaliera di Padova «è stata correlata a una risposta “iper-infiammatoria”, con alti livelli di indici infiammatori e citochine pro-infiammatorie, talvolta in associazione con uno stato procoagulativo».Durante questi mesi di pandemia da Sars-CoV-2 sono emerse alcune evidenze sulla possibile efficacia di farmaci reumatologici, già in uso per il trattamento di malattie infiammatorie immuno-mediate, come gli antagonisti della IL-6, tocilizumab e sarilumab, che, diminuendo la risposta infiammatoria, potrebbero ridurre le gravi manifestazioni cliniche della seconda fase dell’infezione. «Un recente studio trasversale ha valutato l’influenza dei farmaci anti-osteoporotici, con e senza effetti modulanti la risposta immunitaria, sull’incidenza dell’infezione Covid-19» segnala Merico. «È stata considerata una popolazione di 2102 pazienti afferenti al Servizio di reumatologia dell’Hospital del Mar di Barcellona, nel periodo dal 1° marzo al 3 maggio 2020, l’80.5% donne, con età media 66.4 anni, affetti da artrosi nel 63.7%, osteoporosi nel 43.5% e fibromialgia nel 27.2%, e con le seguenti comorbilità: ipertensione (42.4%), pneumopatia (15.0%), malattia cardio-vascolare (14.9%), diabete (12.6%)».Nella popolazione analizzata 109 pazienti (5.19%) sono stati colpiti da Covid-19, specifica lo specialista. Il rischio relativo per Covid-19 in relazione ai trattamenti anti-osteoporotici riporta Merico è risultato: a) denosumab 0.58 (IC 95% 0.28-1.22); b) zoledronato endovenoso 0.62 (IC 95% 0.27-1.41); c) calcio 0.64 (IC 95% 0.37-1.12); d) bisfosfonati orali, vitamina D (e diuretici tiazidici, FANS, analgesici): nessuna associazione. «Lo studio mostra quindi un effetto protettivo di denosumab e zoledronato verso il Covid-19, legato alle influenze di tali farmaci su diverse cellule coinvolte nella risposta infiammatoria» osserva Merico. «I limiti di questo lavoro» aggiunge «sono rappresentati dall’analisi di un campione eterogeneo di pazienti con quadri complessi e con comorbilità; inoltre, nella valutazione dell’effetto dei farmaci anti-osteoporotici sono stati considerati solo i casi di infezione Covid-19 manifesta e non i pazienti asintomatici». In conclusione, afferma Merico, «questo lavoro evidenzia una minore incidenza di infezione da Sars-CoV-2 nei pazienti trattati con alcuni farmaci anti-osteoporotici (denosumab, zoledronato e calcio) e un effetto neutrale di altri (bisfosfonati orali). Pur non potendo consigliare l’uso di questi farmaci per contrastare l’infezione da Sars-CoV2 (per l’esiguità dei dati e la natura trasversale dello studio, gravato da numerosi bias), si conferma la raccomandazione delle Società scientifiche di mantenere il trattamento con farmaci anti-osteoporotici nei pazienti affetti da Covid-19, di particolare rilevanza soprattutto nella popolazione anziana». (fonte: Endocrinologia33)

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Farmaci antiCovid-19: Dobbiamo ricevere il consenso informato

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Riguardo al CONSENSO INFORMATO per l’inoculazione di un farmaco antiCovid19, non essendo un esonero di responsabilità da parte del produttore del farmaco ma è un’indefettibile comunicazione a tutela del paziente, tanto più che, secondo alcuni, il produttore non è tenuto a risarcire il paziente per gli effetti collaterali:
1. deve essere redatto in modo che il consumatore possa esprimere la sua autodeterminazione di scelta con piena cognizione;
2. deve contenere la dichiarazione del titolare dell’autorizzazione alla produzione, del produttore, del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio che, nel caso che il farmaco per avere efficacia deve essere somministrato in più dosi a distanza nel tempo, si impegnano a far arrivare il relativo o i relativi farmaci in tempo utile per la successiva o successive somministrazioni;
3. deve essere firmato su tutte le pagine e, se vi sono delle opzioni, la firma deve essere ripetuta sotto ogni opzione;
4. deve contenere tutti i dati, sulla falsariga del cosiddetto bugiardino, al fine di far comprendere se l’effetto collaterale che potrebbe danneggiare e/o uccidere un paziente sia del tutto imprevedibile e le cause dell’insorgenza siano da considerarsi ignote e inimmaginabili;
5. aprendo il sito internet https://www.simg.it/ abbiamo trovato due consensi informati inerenti ai farmaci Pfizer-BionNTech e Moderna, ma: a pagina 2 è già stampato, quindi, verrebbe accettato il fatto che … ho posto domande in merito al vaccino e al mio stato di salute ottenendo risposte esaurienti e da me comprese. … Sono stato correttamente informato con parole a me chiare, ho compreso i benefici ed i rischi della vaccinazione ….. quando, invece, dette dichiarazioni devono essere delle opzioni sotto ciascuna delle quali prevedere la firma unicamente in caso di accettazione; in entrambi si parla di effetti collaterali, effetti indesiderati e reazioni avverse quasi come fossero sinonimi senza spiegare che in realtà si tratta di fenomeni diversi;
in entrambi a pagina 8, al punto 8, leggiamo: “L’elenco di reazioni avverse sovraesposto non è esaustivo di tutti i possibili effetti indesiderati che potrebbero manifestarsi durante l’assunzione del vaccino COVID-19 …” facendo percepire che il paziente è una cavia;
a pagina 8, in ambedue, al punto 10, leggiamo: “Non è possibile al momento prevedere danni a lunga distanza” senza spiegare se la lunga distanza sono mesi o anni;nelle schede e negli allegati
NON abbiamo trovato la risposta a un importante quesito: una volta vaccinati, si può essere portatori sani del Covid-19 ?
NON abbiamo trovato:
i dati del titolare dell’autorizzazione alla produzione; i dati del produttore; i dati del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio;
dove registrano il numero del lotto del prodotto, il numero e/o codice del flaconcino, il numero delle diluizioni effettuate con detto flaconcino, il numero dell’inoculazione e la quantità somministrata, la data della revisione del Consenso Informato da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco; la data di aggiornamento del Consenso Informato. By Pier Luigi Ciolli

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Ipercolesterolemia, dal 2021 in arrivo farmaci innovativi. Ecco quali

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

In Italia, ogni anno, per malattie cardiovascolari muoiono più di 224.000 persone: di queste, poco meno di 50.000 sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Su oltre un milione di pazienti più ad alto rischio, più di 8 su 10 hanno valori di colesterolo superiori a quelli delle linee guida europee. Un problema sanitario che rischia di aggravarsi anche per i controlli di routine saltati a causa della pandemia di Covid-19 ma che potrebbe ridursi grazie all’arrivo di farmaci innovativi, in grado di controllare i livelli di colesterolo troppo alti anche nei pazienti che non riescono a farlo con le statine.È quanto emerge dal congresso della Sic, la Società italiana di cardiologia, nel corso del quale sono state annunciate le due nuove molecole che saranno disponibili in Italia già dal 2021 grazie alla loro efficacia registrata in due studi già pubblicati sul New England Journal of Medicine. Un farmaco, infatti, determina la riduzione del 54% del colesterolo Ldl (noto come quello “cattivo”) grazie a due iniezioni sottocutanee l’anno. L’altro è l’acido bempedoico, che riduce di circa il 20% l’Ldl senza portare dolori muscolari come invece possono fare le statine. “La riduzione di livelli di colesterolo nel sangue nei pazienti ad alto rischio è un importante obiettivo di salute pubblica che in futuro potrebbe consentire di ridurre la mortalità per eventi cardiovascolari salvando 10.000 vite”, spiegano Ciro Indolfi, presidente Sic, e Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto Sic. (fonte: Doctor33)

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“Farmaci: danni e vantaggi nell’anziano”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

L’Accademia di Medicina e l’Accademia delle Scienze organizzano il 16 novembre alle ore 16 una conferenza sul tema “Farmaci: danni e vantaggi nell’anziano”, nell’ambito dell’iniziativa “Longevità e senescenza: come invecchiare in salute”, con il supporto della Bioindustry Park di Colleretto Giacosa. Luigi Maria Pernigotti, medico geriatra e membro del Comitato scientifico dell’Associazione Alzheimer Piemonte e Francesco Scaroina, Primario emerito di Medicina Generale presso il San Giovanni Bosco di Torino e Segretario generale dell’Accademia di Medicina saranno introdotti da Antonino Cotroneo, direttore Stuttura complessa di Geriatria, Ospedale Maria Vittoria di Torino e Presidente della sezione regionale dell’Associazione italiana di Psicogeriatria. A seguito del DPCM del 18 ottobre 2020 si potrà assistere alla conferenza solamente da remoto. Per seguire la diretta streaming occorre collegarsi al canale youtube dell’Accademia. Il link è il seguente (www.youtube.com/c/AccademiadelleScienzediTorino).

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«Invitare Regioni a programmare forniture farmaci per l’emergenza Covid»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

Roma. Le terapie intensive sono di nuovo sotto pressione e scatta l’allerta anche da parte delle industrie farmaceutiche chiamate come nella prima ondata della pandemia a garantire continuità nella fornitura dei medicinali necessari sia nella prima linea ospedaliera che nella seconda linea domiciliare per i casi meno gravi.A segnalare i rischi derivanti dalla mancata programmazione dei fabbisogni da parte delle Regioni, in una lettera inviata venerdì al ministro della Salute, Roberto Speranza e al direttore generale dell’AIFA, Nicola Magrini, è il presidente EGUALIA, (già Assogenerici), Enrique Häusermann.«Sin dallo scorso Marzo le associazioni di categoria dell’industria del farmaco in Italia sono incessantemente al lavoro con l’Unità di Crisi costituita presso l’AIFA, per garantire adeguate scorte di medicinali utilizzati per la gestione dei pazienti trattati, dentro e fuori le terapie intensive, per la malattia da SARS COV-2. – scrive Häusermann -. Da allora la collaborazione istituzionale non si è mai interrotta». «In queste ultime settimane – prosegue il presidente EGUALIA – di fronte al progredire della diffusione del virus, attraverso la suddetta Unità di crisi abbiamo aumentato il livello di attenzione per la necessità di stoccaggio preventivo dei farmaci essenziali in particolare per le terapie intensive. Da circa 4 mesi è attivo un dialogo costante con le Regioni per un progetto di quantificazione dei fabbisogni, in grado di garantire per il futuro un’adeguata fornitura dei medicinali necessari. Ma i segnali di risposta a questo progetto da parte delle autorità regionali sono ancora parziali». Di qui l’esplicita richiesta a Ministero della Salute ed Aifa di «sensibilizzare le Regioni affinché procedano nella quantificazione dei fabbisogni di sicurezza e provvedano agli acquisti delle quantità di medicinali necessari, consentendo all’Unità di Crisi di rispondere efficacemente ad ogni possibile scenario».L’effetto della mancata programmazione preoccupa l’industria farmaceutica, che opera attraverso una catena di approvvigionamento globale chiamata a rispondere alle esigenze di tutti i continenti coinvolti nella pandemia. «Se dovessimo andare di nuovo incontro ad una massiccia domanda di medicinali per le terapie intensive senza adeguata programmazione e senza la previsione di specifici stock di sicurezza, l’attivazione della catena produttiva non potrà avvenire con la velocità attesa – conclude Häusermann – E tale scenario non potrebbe, peraltro, nemmeno essere mitigato da eventuali giacenze di stock a livello regionale che invece di essere state mantenute dopo la fase più critica, sono state rimandate indietro alle aziende farmaceutiche attraverso procedure di reso o annullamento degli ordini già inviati».

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Acquisti farmaci da parte delle regioni

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Al 30 settembre 2020, gli acquisti di farmaci da parte delle Regioni sul “Sistema-Consip” (attraverso lo SDAPA – Sistema Dinamico di Acquisizione della PA) sono più che raddoppiati rispetto all’intero 2019.Nei primi 9 mesi del 2020 (gen-set) sono state 42 le gare dalla PA (c.d. appalti specifici) per un totale di 6.475 lotti (+53% rispetto a 4.026 lotti dell’intero 2019) e un valore di oltre 4 miliardi di euro (+135% rispetto a 1,7 miliardi dell’intero 2019).Lo Sdapa Farmaci di Consip – che ad oggi permette di scegliere tra oltre 6.400 combinazioni tra principio attivo, forma farmaceutica e dosaggio – offre alle amministrazioni la possibilità di negoziare tutti i farmaci presenti sul mercato e autorizzati da AIFA.Tra le diverse specialità farmaceutiche oggetto di acquisto, si segnala il dato di: Farmaci antivirali. Nei primi 9 mesi del 2020 sono stati acquistati oltre 21,2 milioni di unità di prodotto tra compresse, fiale e flaconi (+231% rispetto a oltre 6,4 milioni di unità dell’intero 2019) Vaccini antinfluenzali. Negli ultimi cinque mesi (maggio-settembre 2020) sono state acquisite oltre 2 milioni di dosi di vaccino per il fabbisogno di 6 Regioni, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Umbria (+25% rispetto a oltre 1,6 milioni di dosi dell’intero 2019) I dati evidenziano l’apprezzamento della PA verso il Sistema Dinamico di Acquisizione, che consente di negoziare in autonomia gare sopra e sottosoglia comunitaria in maniera rapida e semplificata, attraverso modelli di negoziazione già predisposti, gestione efficiente delle fasi di valutazione e aggiudicazione, formulazione automatica della graduatoria di merito. Dal 12 ottobre 2020, inoltre, è stata ulteriormente arricchita l’offerta per l’emergenza Covid: le Stazioni Appaltanti possono avviare appalti specifici anche per l’acquisto di test di tipo molecolare, antigenico e sierologico.

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4 miliardi in 9 mesi il valore degli acquisti di farmaci delle PA

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Al 30 settembre 2020, gli acquisti di farmaci da parte delle Regioni sul “Sistema-Consip” (attraverso lo SDAPA – Sistema Dinamico di Acquisizione della PA) sono più che raddoppiati rispetto all’intero 2019. Nei primi 9 mesi del 2020 (gen-set) sono state 42 le gare dalla PA (c.d. appalti specifici) per un totale di 6.475 lotti (+53% rispetto a 4.026 lotti dell’intero 2019) e un valore di oltre 4 miliardi di euro (+135% rispetto a 1,7 miliardi dell’intero 2019). Lo Sdapa Farmaci di Consip – che ad oggi permette di scegliere tra oltre 6.400 combinazioni tra principio attivo, forma farmaceutica e dosaggio – offre alle amministrazioni la possibilità di negoziare tutti i farmaci presenti sul mercato e autorizzati da AIFA.Tra le diverse specialità farmaceutiche oggetto di acquisto, si segnala il dato di: Farmaci antivirali. Nei primi 9 mesi del 2020 sono stati acquistati oltre 21,2 milioni di unità di prodotto tra compresse, fiale e flaconi (+231% rispetto a oltre 6,4 milioni di unità dell’intero 2019) Vaccini antinfluenzali. Negli ultimi cinque mesi (maggio-settembre 2020) sono state acquisite oltre 2 milioni di dosi di vaccino per il fabbisogno di 6 Regioni, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Umbria (+25% rispetto a oltre 1,6 milioni di dosi dell’intero 2019) I dati evidenziano l’apprezzamento della PA verso il Sistema Dinamico di Acquisizione, che consente di negoziare in autonomia gare sopra e sottosoglia comunitaria in maniera rapida e semplificata, attraverso modelli di negoziazione già predisposti, gestione efficiente delle fasi di valutazione e aggiudicazione, formulazione automatica della graduatoria di merito.Dal 12 ottobre 2020, inoltre, è stata ulteriormente arricchita l’offerta per l’emergenza Covid: le Stazioni Appaltanti possono avviare appalti specifici anche per l’acquisto di test di tipo molecolare, antigenico e sierologico.

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Sul territorio pochi farmaci per arginare il Covid-19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2020

I medici di famiglia denunciano: non abbiamo armi per curare a casa i pazienti Covid, ma in vista dell’autunno e della possibile ripresa dell’epidemia è indispensabile che possiamo prescrivere farmaci idonei. Le regioni ora vengono loro dietro. In particolare, sull’idrossiclorochina il coordinatore degli assessori alla salute Luigi Icardi ha chiesto al presidente dell’Agenzia del farmaco Domenico Mantoan di rivedere qualcosa, dopo la retromarcia degli ultimi mesi. I risultati ottenuti sui pazienti in Piemonte dimostrano una certa efficacia, la richiesta è di attivare la nota 648 per la prescrizione off label ed un registro di monitoraggio. Che l’esperienza dei medici di famiglia con il Plaquenil non sia del tutto da rivedere lo conferma Roberto Venesia responsabile area farmaco Fimmg, torinese, che chiede per i mmg più poteri prescrittivi e da “pubblico ufficiale” nel garantire un’efficace quarantena di pazienti positivi o sospetti.Partiamo dalle terapie, prima di impostarle è necessario individuare l’infezione da coronavirus. «Il sintomo “maggiore” indicativo è la febbre persistente sopra 37,5° accompagnata o meno da disgeusia; secondo il protocollo attivato in Piemonte, nel giovane senza fattori di rischio si usano tachipirina e medicinali periferici per il controllo della tosse. Ma nel paziente “borderline”, sopra i 50 anni, se i sintomi persistono dopo tre giorni occorre evitare un possibile peggioramento. Ad aprile, a Torino, abbiamo messo a punto con l’ospedale Amedeo di Savoia e con il gruppo dell’Università guidato dal professor Giovanni Di Perri un protocollo che prevede dopo 3 giorni di sintomi, uno maggiore (febbre) e due tre minori (dolori articolari, tosse) l’uso di eparine a basso peso molecolare, che come anti-trombotico noi medici di famiglia possiamo prescrivere in-label, e di idrossiclorochina, prescrivibile invece off-label, nonché eventuale utilizzo di antibiotici. Con l’idrossiclorochina, antimalarico -ammette Venesia- se somministrata per tempo avevamo osservato risultati positivi, ma dopo una serie di esiti dubbi su numeri ampi uno studio su Lancet lo ha ridimensionato e l’indicazione non è stata ripresa da Organizzazione mondiale della sanità e dall’Aifa. Va detto che lo studio, ritrattato da 3 autori, si riferiva per lo più a pazienti con malattia avanzata, in una fase in cui l’azione antivirale è meno efficace. Per capire meglio aspettiamo esiti di studi randomizzati. Un successivo gruppo di lavoro Fimmg nel disegnare un modello di gestione territoriale per tutta Italia ha “attenzionato” degli antivirali (lopinavir, darunavir) con letteratura promettente che però richiedono ricetta specialistica di infettivologo o pneumologo». In sintesi, al momento, il medico di famiglia al di là degli anticoagulanti non ha armi. «Nell’eventualità di una ripresa pandemica, come si è proceduto al distanziamento, all’acquisto di DPI, alla prova della febbre a distanza, per evitare un secondo lock-down si deve armare la medicina generale, remunerando ore in più di personale di studio per tenere gli studi aperti più a lungo, aiutandola ad investire in misure di sanificazione e sicurezza e soprattutto mettendola in condizione di prescrivere farmaci sulla base di protocolli validati a livello nazionale. In Fimmg – aggiunge Venesia – valutiamo di metterci a disposizione in vista della riapertura delle scuole per praticare i test sierologici al personale». Un lavoro che spetta a una medicina generale “ritrovata” più che alle Usca. «Le unità territoriali sono nate per gestire l’emergenza a casa del paziente sintomatico ma erroneamente qualche Asl sembra vederle come strumento per ridisegnare la continuità assistenziale (per inciso, i colleghi prendono 40 euro l’ora contro 25 del medico di guardia, il che può scoraggiare molti aspiranti mmg)».Oltre che per le scuole, ricorda il segretario Fimmg piemontese, i medici di famiglia sono disponibili a creare una rete di “sentinelle” del virus atte ad individuare e circoscrivere i focolai. «Questa rete c’è in Puglia e Piemonte, da noi c’è pure l’assistenza domiciliare codificata ai pazienti Covid nell’accordo integrativo firmato di recente. Ora sarebbe opportuno un passo ulteriore, “sovra-regionale”, una modifica di legge. Al medico di famiglia si dia il ruolo di pubblico ufficiale quando pone in isolamento i pazienti Covid ed i contatti stretti. Oggi per attestare che il contatto di un paziente Covid-19 non deve andare al lavoro pur se asintomatico c’è bisogno della comunicazione del Servizio di igiene e prevenzione dell’Asl che ha i suoi tempi; il mmg potrebbe accorciare i passaggi burocratici ma per legge non può dichiarare in malattia un assistito che malato non è; sarebbe bene poter disporre dei poteri del Sisp, e porre in isolamento l’assistito e che per le violazioni scattassero in tutta Italia le sanzioni penali». By Mauro Miserendino fonte: Doctor33)

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Dpc farmaci, impatti Legge Rilancio

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Con la conversione in legge del cosiddetto Decreto Rilancio (GU n. 180 del 18-07-2020) è stato definitivamente approvato il testo, introdotto per emendamento, che ha potenziato la distribuzione per conto in farmacia dei farmaci della diretta. Una misura che è stata considerata da molti un passo avanti, anche se è stato evidenziato che si tratta di una possibilità che non vincola le Regioni. A destare preoccupazione c’è poi l’invarianza di costi per il Servizio sanitario nazionale, anche se si guarda con speranza agli aiuti che vengono dall’Europa e che potrebbero dare respiro alla sanità.
«La rete delle farmacie pubbliche e private ha dimostrato in questo periodo tutto il suo valore» ha fatto il punto Francesco Schito, segretario generale Assofarm, «ma, alla luce delle criticità che da tempo sta vivendo, va sostenuta. Il potenziamento della Dpc è, senz’altro, un importante passo avanti, perché offre un’opportunità in più alle farmacie, e va fatto un plauso ai parlamentari che hanno portato avanti la istanza (Trizzino, Gemmato, Mandelli). Si tratta di un completamento di un percorso che era stato avviato con l’emendamento al Decreto Liquidità dell’onorevole Gemmato, con un ampliamento, ora, a tutti i farmaci della diretta». In merito ai contenuti, «va rilevato il fatto che le Regioni “possono” provvedere a distribuire, dal primo ottobre, nell’ambito dei limiti della spesa farmaceutica programmata, i farmaci della diretta attraverso la distribuzione per conto: non si tratta, cioè, di un vincolo, ma di una possibilità, che certamente potrebbe rappresentare, per le Regioni più aperte verso questa modalità di distribuzione, uno stimolo. Dal lato nostro, abbiamo già fatto presente a tutti i presidenti di Regione la nostra totale disponibilità e stiamo avviando contatti in questa direzione. Ma va anche detto che, soprattutto in quelle Regioni che nel tempo si sono maggiormente attrezzate per la diretta, con strutture e investimenti, il passaggio potrebbe porre qualche difficoltà in più. Insomma, la norma è uno stimolo, ma il percorso potrebbe essere lungo».Per rendere operativa la norma, come si legge, dovrà esserci, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore, un decreto del Ministro della salute – di concerto con quello dell’Economia e previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, ma sentite le organizzazioni delle farmacie e gli ordini professionali – che dovrà stabilire “condizioni, modalità di remunerazione e criteri” e che comunque dovrà essere “senza nuovi o maggiori oneri a carico del Servizio sanitario nazionale”. «Al di là di tutto, sono convinto che sia il momento di muoversi in più direzioni: prendendo contatti con le Regioni, ma non solo. Credo che un importante alleato, in questo frangente, possa essere anche il paziente. Proporre e avviare sperimentazioni o progetti può essere importante anche perché si avvia un processo in cui si rende maggiormente determinante il cittadino nella scelta dei canali».Quanto, infine, all’invarianza di costi, «è un vincolo che ormai abbiamo visto tante volte» aggiunge Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, «ma in questo momento guardiamo con speranza agli aiuti che arriveranno dall’Europa, che potrebbero rappresentare una iniezione per la sanità, per le Regioni e per la farmaceutica e potrebbero costituire una opportunità in più. Dal nostro punto di vista, anche la distribuzione intermedia sta vivendo un momento di grande difficoltà: in questo contesto, sia in termini di sostenibilità sia di operatività, per noi è quanto mai necessario una uniformazione sul territorio nazionale delle modalità distributive, favorendo il passaggio dei farmaci delle strutture della diretta alle farmacie del territorio. Per questo, intendiamo muoverci al fianco delle rappresentanze delle farmacie, cercando di portare a compimento il più possibile l’opportunità fornita dalla norma». By Francesca Giani – fonte: Farmacista33)

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Truffa sui farmaci

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

“Con l’avviso di conclusione delle indagini sulla vicenda dei file F che venivano fatturati dal Gruppo San Donato a Regione Lombardia senza che venissero depurate delle relative note di credito a titolo di sconto che i fornitori inviano all’ente privato si potrà fare chiarezza circa l’eventuale truffa ai danni di Regione Lombardia.È già di per sé incredibile che tra case farmaceutiche e colossi della sanità privata ci si dimenticava di “girare” gli sconti a Regione Lombardia”, dichiara Marco Fumagalli, capogruppo del M5S Lombardia.“Quello che però risulta più strano è che questo contestato è stata commesso tra il 2013 e il 2018 proprio sotto la presidenza Maroni che proprio in questi giorni è stato nominato nel consiglio di amministrazione del Gruppo San Donato. Appare molto poco opportuno che il legale rappresentante dell’ente truffato sia ora nell’organo di gestione dell’ipotetico truffatore. Queste ‘porte girevoli’ tra politica e sanità privata deve cessare perché è poco opportuna. È evidente come ci siano dei pesanti condizionamenti politici nella programmazione dell’attività sanitaria per favorire il sistema privato.  Non vorremmo che in futuro il Gruppo San Donato diventi il Partito San Donato”, conclude Fumagalli.

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Malattie croniche e farmaci di nuova generazione

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

“Permettere ai medici di medicina generale la prescrizione dei nuovi trattamenti per importanti patologie croniche, come la fibrillazione atriale e il diabete, è indispensabile per potenziare l’assistenza territoriale” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, Andrea Mandelli. “Non possiamo che apprezzare, quindi, la decisione dell’AIFA di estendere anche ai medici di famiglia la prescrizione dei nuovi anticoagulanti orali. E sosteniamo la proposta della SIMG di estendere questa possibilità anche agli antidiabetici di nuova generazione, le incretine e le glifozine, mantenendo il nuovo regime anche dopo la fine dell’emergenza COVID-19” prosegue Mandelli. ”E’ un passaggio fondamentale per far sì che il paziente cronico venga preso in carico dall’assistenza territoriale, diminuendo il carico di lavoro dell’ospedale. Tuttavia l’inversione di tendenza per essere completa deve prevedere la distribuzione di questi farmaci attraverso le farmacie di comunità. Da tempo la spesa farmaceutica territoriale è sotto controllo e ben inferiore al tetto programmato, ed è venuto il momento di investire questo risparmio nel trasferimento dell’innovazione farmacologica sul territorio a tutto vantaggio del paziente, come sottolineato recentemente anche da Cittadinanzattiva” conclude Andrea Mandelli.

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Takeda Italia porta i farmaci nelle case dei pazienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

L’infezione da Coronavirus diffusasi in questi mesi è una minaccia per la salute di tutti, ma ancora di più per la salute di categorie di persone fragili e immunocompromesse, come i pazienti con patologie onco-ematologiche e con malattie rare.
La nuova emergenza sanitaria, però, non ferma l’impegno di Takeda Italia che, in linea con la propria mission e le priorità strategiche che pongono in primo piano l’interesse del paziente, lancia Takeda@Home, il servizio di consegna a domicilio dei propri farmaci per i pazienti con Mieloma Multiplo, Angioedema Ereditario, Emofilia e Immunodeficienze Primitive. Takeda@Home sarà attivato per tutti i centri che ne faranno richiesta e coprirà l’intero territorio nazionale per aiutare i pazienti, soprattutto quelli più vulnerabili, ad evitare i numerosi accessi in ospedale.«La salute delle persone è la nostra priorità ed oggi lo è più che mai», afferma Rita Cataldo, Amministratore Delegato di Takeda Italia. «Con Takeda@Home vogliamo garantire la continuità terapeutica e assistenziale e allo stesso tempo proteggere pazienti, familiari e operatori sanitari. Il nostro impegno è rivolto ai pazienti più fragili come i pazienti oncologici e quanti convivono con una patologia rara come l’angioedema ereditario, le immunodeficienze primitive e l’emofilia, per agevolare la gestione della malattia in un momento delicato come quello che stiamo vivendo», conclude l’Amministratore Delegato.

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In nessun caso cure fai-da-te

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

«La preoccupazione generata dall’emergenza Covid-19 ha scatenato, in alcuni casi, una vera e propria “caccia al farmaco”. Molto spesso tale atteggiamento è incoraggiato da informazioni fuorvianti che circolano sul web» ha spiegato Patrizia Popoli, direttrice Centro Nazionale Ricerca e Valutazione Preclinica e Clinica dei Farmaci dell’ISS. «Innanzitutto, al momento non esiste nessun farmaco che abbia come indicazione terapeutica la prevenzione o il trattamento di COVID-19. In considerazione della situazione di emergenza, alcuni farmaci già noti ed utilizzati per il trattamento di altre malattie possono essere usati in pazienti con COVID-19, ma tale trattamento (che si basa su conoscenze ancora incomplete ed è giustificabile solo a fronte della mancanza di alternative) può avvenire solo su prescrizione medica. Solo il medico può decidere quando usare questi farmaci e può controllarne la sicurezza nel singolo paziente».
In nessun caso, poi, «è giustificabile il ricorso a terapie “fai da te”. Tutti i farmaci hanno degli effetti collaterali più o meno gravi, e l’automedicazione comporta rischi ancora più gravi quando si usano farmaci non autorizzati. In caso di acquisti online, poi, tali rischi sono moltiplicati perché i farmaci potrebbero essere contraffatti». Parte da queste premesse il Decalogo Iss che riporta dieci raccomandazioni in tema di farmaci per favorire una corretta informazione e un appropriato utilizzo: «In presenza di sintomi, prima di assumere qualsiasi farmaco rivolgiti al tuo medico di medicina generale» è la prima delle indicazioni fornite, seguita da quella di «non assumere antivirali o antibiotici se non ti sono stati prescritti dal medico».
Ma a essere rimarcata è anche la normativa relativa agli acquisti online: «La legge consente di acquistare online solo i cosiddetti farmaci da banco, cioè i farmaci che non richiedono la prescrizione medica. Le farmacie online autorizzate devono avere sulle proprie pagine web dedicate alla vendita di medicinali il logo» che rimanda al sito del ministero della Salute. «I siti web che vendono farmaci antivirali per la terapia dell’infezione da nuovo coronavirus sono illegali e potrebbero vendere farmaci falsificati e pericolosi per la salute». In ogni caso, «diffida delle “cure miracolose” e dei filmati diffusi sui social e in rete che propongono farmaci per la prevenzione e la cura dell’infezione da nuovo coronavirus». (by Francesca Giani fonte farmacista33)

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