Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Posts Tagged ‘farmacie’

Farmacie: Lavoratori in prima linea

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Non si sono tirati indietro in questi mesi di emergenza pandemica e sono tutt’ora in prima linea per offrire un presidio sanitario operativo e supportare i cittadini e il territorio. Il mondo delle farmacie è sempre stato, e lo è ancor di più ora, un punto di riferimento importante per la nostra società, ma le condizioni di lavoro degli addetti del settore sono difficili: dai problemi legati alla sicurezza nelle farmacie allo scarso riconoscimento professionale, dal mancato rinnovo del contratto nazionale al conseguente adeguamento salariale. Proprio per questo giorni fa si sono confrontati circa 500 farmacisti della Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, tutti online in un’unica assemblea nazionale, per condividere le difficoltà del momento ma, soprattutto, definire le azioni necessarie per contestare il mancato rinnovo dei contratti di settore delle farmacie private e speciali – Assofarm e Federfarma – fermi ormai da diversi anni. Federfarma, controparte datoriale, sta rallentando la trattativa con proposte inaccettabili che non tutelano adeguatamente l’occupazione e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori: da un eccesso di flessibilità oraria all’abbattimento delle maggiorazioni per il lavoro straordinario, fino alla proposta di condizionare l’aumento salariale al riassorbimento dei permessi individuali. Non è possibile continuare la discussione in questi termini, ed è il momento di farsi sentire. Per questo i farmacisti in assemblea considerano fondamentale il coinvolgimento dei ministeri del lavoro e della sanità di fronte allo stallo contrattuale in atto. Nelle prossime ore verrà inviata loro una lettera che descrive la situazione per richiedere un incontro questo è il primo passo di una serie di iniziative cadenziate nel tempo per riavviare il confronto.

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Salute: carenza di bombole di ossigeno presso le farmacie

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

All’inizio erano le mascherine, poi è stato il turno dell’alcol denaturato e dei guanti… ora l’oggetto del desiderio, ormai introvabile in molte città, sono le bombole di ossigeno.Sono arrivate alcune segnalazioni da parte di cittadini che non riescono a reperire bombole di ossigeno nelle farmacie per le cure domiciliari di pazienti covid.A peggiorare la situazione vi è l’allarme lanciato da Federfarma: non basta la carenza, a rendere ancor più difficile e intollerabile la situazione ci si mettono gli sciacalli! L’associazione dei farmacisti ha denunciato, infatti, come vi siano persone che, approfittando della situazione in difficoltà, non si fanno scrupolo a promettere di avere ossigeno da distribuire.Ma perché ci troviamo in questa situazione? A tentare di dare una risposta, seppur parziale, al fenomeno della scarsità di ossigeno è sempre Federfarma: molte famiglie, per paura di non trovarne, trattengono i contenitori a casa, senza restituirli, anche se non ne hanno immediato bisogno. Senza vuoti, però, non è possibile ricaricare nuove bombole! Ecco perché ha preso il via una campagna di sensibilizzazione, che volentieri diffondiamo, tesa a informare e responsabilizzare i cittadini, invitandoli a consegnare le bombole d’ossigeno esaurite o non più utilizzate alle farmacie. Così facendo riceveranno dei voucher da spendere presso i punti vendita che hanno aderito all’iniziativa. A migliorare la situazione dovrebbe contribuire, almeno in Campania, la regione maggiormente interessata dalla carenza, anche la recente autorizzazione alla vendita presso le farmacie dell’ossigeno liquido, normalmente distribuito dalle Asl. I pazienti che ne hanno bisogno possono prenotarlo con prescrizione.Si tratta comunque di una situazione che le regioni e il ministero devono monitorare attentamente, per sopperire in tempo ad eventuali criticità. Per questo abbiamo inviato una richiesta di intervento al Ministero della Salute e al Commissario straordinario per l’emergenza al fine di disporre un adeguato piano per il rifornimento delle bombole di ossigeno.

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Farmacisti e farmacie nella lotta alla COVID

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2020

“Ritengo che le esperienze di Lazio ed Emilia Romagna testimonino molto chiaramente quanto il coinvolgimento di farmacisti e farmacie sia centrale quando si tratta di garantire prestazioni in tempi rapidi e in sicurezza a una vasta fascia della popolazione, a maggior ragione in una fase quantomeno complessa come quella attuale”. Così Andrea Mandelli, presidente della FOFI, a commento del successo incontrato dall’esecuzione in farmacia dei test sierologici per la ricerca degli anticorpi al SARS-CoV-2, messa in atto in Emilia Romagna, e della distribuzione dei vaccini antinfluenzali in farmacia adottata dalla Regione Lazio. “A fronte del successo di queste iniziative, e della volontà espressa dalle Regioni di voler generalizzare il ricorso all’attività di screening, non è comprensibile l’atteggiamento del Governo. Infatti alla nostra proposta di coinvolgere i farmacisti nella campagna vaccinale e nelle attività di monitoraggio dei contagi ancora non è stata data una risposta. Eppure è evidente che oggi, con la forte ripresa della circolazione del Coronavirus, è indispensabile mettere a sistema tutte le risorse del territorio ed evitare il più possibile l’intasamento delle strutture di secondo livello. In tutta Europa da tempo si fa leva sulla capillarità delle farmacie per ottimizzare i risultati, per esempio, delle campagne vaccinali e il paese rischia di pagare a caro prezzo i ritardi a procedere in questa direzione”.

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Test sierologici in farmacia: preoccupa sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

In merito al progetto in partenza in Emilia Romagna, che vede il coinvolgimento delle farmacie di comunità nell’erogazione dei test sierologici rapidi a studenti, familiari e universitari, vengono condivisi «gli obiettivi», anche perché è una «conferma del ruolo di presidio sanitario territoriale delle farmacie», ma, al contempo, preoccupano «i molti aspetti legati alla salute e sicurezza dei lavoratori che non sono stati opportunamente valutati». In «mancanza di idonee misure di sicurezza e organizzative, la scelta della farmacia come luogo per effettuare i test sierologici» rischia di esporre «a maggiori rischi di contagi». Per quanto le procedure siano studiate per assicurare la tutela del farmacista, è «indubbio che si dovrà fare i conti con flussi di ingresso maggiori e al momento non prevedibili». A mancare è «stata la volontà di definire e declinare gli strumenti normativi previsti per la tutela e il monitoraggio della sicurezza sul lavoro».Se, nello specifico «chiediamo risposte urgenti e ci aspettiamo che, prima della partenza di questo importante servizio, si possa procedere a chiarire tutti gli aspetti di prevenzione, nonché organizzativi, e costituire i comitati come primo passo per garantire salute e sicurezza», va detto che per i sindacati la criticità relativa alla sicurezza è questione più generale. «L’intero settore manca, sia a livello nazionale sia a livello regionale, di uno specifico protocollo di prevenzione e sicurezza» e per di più «non sono stati costituiti i comitati per la sicurezza che erano stati previsti dal protocollo nazionale del 24 aprile – interamente recepito nel Dpcm del 26 aprile» che contiene le misure per il contenimento del contagio. A oggi si opera sulla base di misure di riferimento, viene segnalato, che sono quelle generali del protocollo, tanto in ambito nazionale quanto regionale, ma non specifiche.Ma c’è di più: «se, da un lato, è indubbio il ruolo di primo presidio sanitario che le farmacie territoriali svolgono, dall’altro, purtroppo, i farmacisti dipendenti sono spesso dimenticati. Anch’essi eroi sanitari, importanti e silenziosi, durante il periodo del lockdown hanno assicurato un servizio essenziale basilare. Ma, nonostante ciò, i dipendenti delle farmacie private non solo aspettano un rinnovo contrattuale da oltre 7 anni, ma sono anche gli unici lavoratori del settore sanitario che non hanno avuto alcun riconoscimento economico per l’impegno profuso e le difficoltà affrontate durante il culmine dell’emergenza sanitaria. Oggi è necessario che a loro venga garantito il rafforzamento delle misure necessarie a tutela della salute e della sicurezza». Francesca Giani fonte Farmacista33

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Il ruolo delle farmacie sul territorio

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

“La farmacia gioca un ruolo fondamentale sul territorio per la sua capillarità, la presenza costante e il consolidato rapporto di fiducia con il paziente. Queste caratteristiche le consentono di avere una grande potenzialità sia nel promuovere la prevenzione, sia nel monitorare e favorire l’aderenza alle cure, in particolare per le malattie croniche. In un simile contesto, il farmacista diventa partner strategico a fianco del medico di famiglia e dello specialista, all’interno di un’alleanza che deve rafforzarsi sempre di più. Il controllo della compliance sarà uno dei nuovi servizi che sperimenteremo con la Regione nelle farmacie territoriali”. Lo ha dichiarato Annarosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia, al IV Congresso Nazionale Onda, apertosi questa mattina in modalità virtuale e dedicato al tema “L’aderenza diagnostica e terapeutica nell’era Covid-19”. Riuscire a migliorare l’aderenza alle cure, ancor più nell’ambito della cronicità, è un obiettivo prioritario per le ricadute positive che avrebbe sulla salute della popolazione e sull’ottimizzazione delle risorse sanitarie. Di recente sono stati condotti diversi studi sul ruolo della farmacia per l’aderenza terapeutica nelle malattie croniche. Un’indagine svolta nelle farmacie in collaborazione con il Centro Cardiologico Monzino su oltre 3.000 cittadini lombardi ha evidenziato che solo 6 pazienti su 10 seguono correttamente le cure per lo scompenso cardiaco e la fibrillazione atriale. Anche nel campo del diabete è stato svolto, tramite le farmacie, un interessante studio nazionale dal quale è emerso che 1 paziente su 4 è poco aderente alla terapia e 2 su 3 la seguono ma non in modo ottimale.“La pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova la sanità italiana – ha concluso la Presidente di Federfarma Lombardia – e sta richiedendo una sua profonda trasformazione, che va verso un potenziamento dell’assistenza territoriale. In quest’ottica, la farmacia ha dimostrato nei mesi più critici di poter essere un punto di forza, in quanto avamposto del sistema e presidio sanitario imprescindibile a livello locale. La professionalità dei farmacisti ha permesso di veicolare messaggi e informazioni essenziali alla popolazione. In futuro, continueremo con lo stesso impegno a svolgere il nostro lavoro a supporto dei cittadini e ci auguriamo di poter fare ancora di più, in accordo con la Regione”.

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Sempre più preoccupante la mancanza di vaccino antinfluenzale nelle farmacie

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

“E’ fondamentale vaccinare contro l’influenza le categorie a rischio, ma è anche importantissimo immunizzare la cosiddetta popolazione attiva: le persone che lavorano, che si spostano sui mezzi pubblici e che spesso sono a contatto con il pubblico, a cominciare dai lavoratori del commercio. Insomma tutti i cittadini che costruiscono il PIL del nostro paese”. Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, intervistato oggi dal Tg Studio aperto, ha rilanciato l’allarme sulla situazione che vede le farmacie sprovviste delle dosi di vaccino necessarie a provvedere alle richieste delle persone che non rientrano nell’obiettivo della campagna nazionale, in un momento in cui tutta la comunità scientifica raccomanda di generalizzare il più possibile la copertura antinfluenzale. “Le dosi messe a disposizione delle Regioni, circa 250mila, sono insufficienti: ne occorrerebbero almeno un milione in più. Le aziende produttrici hanno scritto alla Federazione dicendo di non poter soddisfare eventuali ordini” ha proseguito Andrea Mandelli ”e nel frattempo le richieste dei cittadini nelle farmacie stanno diventando sempre più pressanti. A questo punto o le Regioni accettano di destinare al territorio un numero adeguato di dosi, che poi lo Stato provvederà a reintegrare, oppure si deve cercare di reperire sul mercato estero dosi da importare. Non vedo in questo momento altre soluzioni al problema”. Un problema che, se non risolto, oltre a complicare il contrasto della pandemia, rischia di generare allarme sociale, come avvenuto nel caso delle mascherine.Ufficio Stampa FOFI.

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Covid-19: screening e test rapidi. Ecco come possono essere coinvolte le farmacie

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Elemento fondamentale della strategia di contrasto al Covid-19 e di preparazione all’autunno – in modo particolare alla luce della ripresa della scuola – è l’attività di screening e, tra i temi al centro del dibattito, ci sono anche i test sierologici rapidi. Mentre dal territorio arrivano esempi di collaborazioni con le Asl da parte delle farmacie anche nell’effettuazione dei test – come è il caso delle farmacie altoatesine, che hanno visto una proroga della loro partecipazione nello screening sul personale scolastico – dall’altro lato, da parte della Fofi, viene richiamata l’attenzione sulle indicazioni ministeriali in merito all’uso non professionale e alla vendita in farmacia dei test.In particolare, per quanto riguarda la partecipazione attiva delle farmacie, di rilievo è l’iniziativa avviata nella provincia di Bolzano: come si apprende da una nota della Asl dell’Alto Adige, il progetto ha visto l’adesione di 119 su 145 presidi della provincia e circa 26 medici di medicina generale. Per quanto riguarda la scorsa settimana, «sono stati sottoposti al test sierologico volontario 6.342 insegnanti e personale non docente di scuole e asili», ma, per «dare al resto dei circa 18.000 dipendenti ancora un po’ di tempo», la campagna è stata prorogata di un’ulteriore settimana. Per quanto riguarda le farmacie, il test può essere effettuato in uno spazio dedicato oppure, laddove le dimensioni del presidio non lo consentano, all’interno della farmacia stessa durante l’orario di chiusura, su appuntamento. Mentre a Piacenza, secondo quanto riferisce una nota della Asl, le farmacie sono state coinvolte nella fase della prenotazione del test, che viene poi gestito dalla struttura pubblica. A ogni modo, una partecipazione dei farmacisti negli screening era stata invocata nei giorni scorsi, come si ricorderà, da Andrea Mandelli, presidente Fofi, che aveva fatto notare quanto la capillarità e la numerosità delle farmacie potesse essere un valore aggiunto in questo frangente, soprattutto a fronte delle difficoltà segnalate da alcuni ordini dei medici nella gestione anche dei test.Sempre in merito ai test sierologici, dalla Fofi, in una circolare di oggi, sono state ricapitolate le indicazioni ministeriali relative all’uso “non professionale” dei test, alla luce di alcuni dubbi espressi da alcune farmacie. In particolare, dalla Federazione viene ricordata la posizione del Ministero della Salute «sulla rilevanza e utilità dei test di screening e diagnostici nella ricerca e nella valutazione epidemiologica della circolazione virale, pur segnalando alcune criticità circa l’affidabilità dei test sierologici, soprattutto qualora non rispettino i parametri di specificità non inferiore al 95% e di sensibilità non inferiore al 90%». In linea generale, «i test basati sull’identificazione di anticorpi IgM e IgG specifici per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 non possono sostituire il test molecolare basato sull’identificazione di RNA virale con i tamponi nasofaringei». Inoltre, «il risultato qualitativo ottenuto su un singolo campione di siero non eÌ sufficientemente attendibile per una valutazione diagnostica», mentre «le diagnosi molecolari vanno eseguite presso i laboratori di riferimento regionali e laboratori aggiuntivi individuati dalle Regioni e dalle Province Autonome».Per quanto riguarda la «commercializzazione in farmacia dei test sierologici basati sull’identificazione anticorpale» va ricordato che «non essendo autodiagnostici, non devono essere venduti o messi a disposizione di soggetti “profani”», mentre può «essere definito autodiagnostico qualsiasi dispositivo predisposto dal fabbricante per poter essere usato a domicilio da persone non esperte». In generale, «nel caso in cui i dispositivi riportino diciture quali, per esempio, “Solo per uso diagnostico professionale in vitro” possono essere venduti soltanto a personale sanitario e non ai comuni pazienti».
Infine, «per quanto riguarda la tipologia dei cosiddetti test rapidi, eseguiti su sangue capillare, essendo di natura puramente qualitativa, possono solo indicare la presenza o assenza di anticorpi» e in caso di test positivo l’informazione riguarda «se la persona eÌ stata infettata da SARS-CoV-2 (se IgM positivi: infezione recente; se IgM negativi e IgG positivi: infezione passata), ma non necessariamente se gli anticorpi sono neutralizzanti, se una persona eÌ protetta e per quanto tempo e se la persona eÌ guarita». (by Francesca Giani fonte Doctor33)

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Le farmacie non devono essere private dei vaccini antinfluenzali

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

“Abbiamo il forte timore che sulla disponibilità nel territorio dei vaccini contro l’influenza stagionale, quelli normalmente acquistati da chi non appartiene alle categorie a rischio (stimati in circa 1 milione di dosi), possa crearsi una “tempesta perfetta” simile a quella generatasi per la questione delle mascherine” dice il presidente della FOFI Andrea Mandelli. “Da una parte abbiamo assistito alle dichiarazioni unanimi di tutta la comunità scientifica sulla necessità di estendere la copertura antinfluenzale non soltanto a tutta la popolazione a rischio, ma anche alle persone che non rientrano in questi gruppi; dall’altra le aziende produttrici denunciano la difficoltà di garantire una produzione di vaccini tale da soddisfare anche la richiesta privata. Come nel caso delle mascherine si rischia di suscitare una domanda della collettività – del tutto giustificata –alla quale si può rispondere solo parzialmente” prosegue Mandelli. “La penalizzazione della distribuzione dei vaccini sul territorio, nelle farmacie, sarebbe gravissima perché renderebbe impossibile intercettare la parte di popolazione che non rientra nelle categoria a rischio, non può rivolgersi alle strutture del SSN e provvede di norma privatamente anche in anticipo rispetto alla partenza della campagna” prosegue Mandelli. “Mi sembra indispensabile” conclude il presidente della FOFI “ che su questo aspetto si avvii immediatamente un tavolo di lavoro con tutte le parti interessate: Ministero della Salute, industria, professionisti della salute, rappresentanti dei cittadini”.Ufficio Stampa FOFI

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Vaccini antinfluenzali nelle farmacie, positivo incontro al Ministero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Il ministero della Salute ha raccolto le osservazioni e i dati a supporto della esigenza di rendere disponibili nelle farmacie i vaccini antinfluenzali in vista della prossima campagna vaccinale, presentati al Tavolo chiesto d’urgenza dalle rappresentanze di categoria, impegnandosi a trovare in tempi brevi una soluzione che verrà condivisa con le Organizzazioni di farmacisti in un incontro che si terrà la prossima settimana. Lo riporta una comunicazione congiunta diffusa da Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Federfarma e Assofarm che hanno incontrato i rappresentanti del Ministero della Salute per discutere delle possibili criticità della prossima campagna vaccinale contro l’influenza.Nei giorni scorsi, le tre sigle hanno chiesto urgentemente questo incontro a fronte “dell’impossibilità, comunicata dalle aziende produttrici, di rifornire di vaccini le farmacie attraverso le quali viene dispensato annualmente circa un milione di dosi”, dovuta all’importante aumento delle richieste da parte delle Regioni, anche a seguito dell’ampliamento delle categorie a rischio (in particolare l’abbassamento dell’età da 65 a 60 anni). Fofi, Federfarma e Assofarm hanno rappresentato al Ministero la “pericolosità di una situazione che, lasciando sprovvisto dei vaccini il canale delle farmacie, renderebbe oltremodo difficile il ricorso alla vaccinazione da parte delle persone che non rientrano nelle categorie a rischio e a coloro che intendono anticipare l’immunizzazionerispetto all’inizio della campagna, nonché l’acquisto dei vaccini stessi da parte delle aziende che offrono questa prestazione ai propri collaboratori. Resterebbe così esclusa una parte della popolazione che, trattandosi di persone in piena attività lavorativa, spesso a contatto con il pubblico, è strategico vaccinare anche ai fini della limitazione della circolazione del virus”.È stato, infine, richiamato “l’ulteriore impulso alla copertura vaccinale che un intervento attivo del Farmacista favorirebbe, ponendo l’Italia in linea con quanto avviene nella maggior parte dei principali paesi europei”. I rappresentanti del Ministero, scrivono le sigle, hanno “preso atto di queste osservazioni e dei dati presentati a supporto della necessità di impedire che le farmacie restino sguarnite, impegnandosi a trovare in tempi brevi, una soluzione che verrà condivisa con le Organizzazioni di farmacisti in un incontro che si terrà la prossima settimana”. Fofi, Federfarma e Assofarm ringraziano il Ministro della Salute, Roberto Speranza, per l’attenzione rivolta al tema ed esprimono l’auspicio che si giunga a una rapida soluzione di questa criticità a vantaggio, innanzitutto, della tutela della salute dei cittadini.

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A Milano le farmacie non si fermano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Ad agosto 2020, ogni giorno non festivo a Milano, più della metà delle farmacie saranno aperte al servizio dei cittadini.Infatti, sono 158 le farmacie di Milano che in agosto non chiuderanno per ferie, che diventano 190 aggiungendo quelle che fanno meno di 6 giorni ferie e che quindi rappresentano il 45% delle farmacie. Tenendo conto che la maggior parte delle altre farmacie resta aperta per due settimane (alternate in modo da non lasciare mai scoperto un quartiere), è evidente che ad agosto, ogni giorno lavorativo, Milano avrà più della metà delle sue farmacie a disposizione dei suoi abitanti rimasti in città.
Inoltre, 21 farmacie sono di turno ogni giorno, anche festivo, aperte dalle 8:30 alle 20. A Ferragosto saranno aperte 21 farmacie e 12 effettueranno il turno di notte (come ogni notte dell’anno a Milano, festivi e non). Dopo essere state in prima linea durante i mesi dell’emergenza Covid19, le farmacie di Milano garantiranno anche ad agosto un servizio capillare e continuativo ai cittadini che resteranno in città.
Per individuare la farmacia aperta più vicina al luogo desiderato, i cittadini hanno a disposizione alcuni importanti e intuitivi strumenti: coloro che sono in possesso di uno smartphone potranno scaricare l’applicazione Farmacia Aperta o collegarsi ai siti web http://www.farmacia-aperta.eu o http://www.turnifarmacie.it. A chi non avesse a disposizione uno smartphone o un pc, invece, ricordo che all’esterno di ogni farmacia è presente una bacheca in cui sono indicati giorni e orari del servizio”.
L’applicazione è gratuita ed è fruibile in modo facile e intuitivo: dopo aver localizzato la propria posizione corrente, o un indirizzo specifico da inserire sulla app, è possibile individuare sulla mappa le farmacie aperte nelle vicinanze. Per ciascuna farmacia sono indicati i dati di dettaglio (ragione sociale, indirizzo, telefono ed e-mail), gli orari e i turni, anche relativi a finestre temporali diverse da quella attuale; le farmacie chiuse in un determinato momento sono mostrate con un marker di colore diverso.

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Ricette online, invio in farmacia è reato

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 maggio 2020

Il medico di famiglia non può inviare direttamente in farmacia la ricetta dematerializzata di un suo assistito: non lo stabilisce fin qui nessun Decreto vigente, né può avere valore normativo una risposta FAQ del Garante della Privacy. Il rischio comparaggio è sempre dietro l’angolo. Sono diverse le prese di posizione di medici e farmacisti dopo che il Garante della Privacy ha pubblicato sul suo sito un parere espresso al Ministero dell’Economia su uno schema di decreto da trasmessogli “con nota del 1° aprile 2020 (prot. n.45020)». Secondo tale parere il mmg potrebbe inviare in farmacia la ricetta per un suo paziente durante l’emergenza Covid-19, cioè fino al 31 luglio. Lo schema di decreto non ancora uscito prevede che l’interessato possa delegare per telefono il medico prescrittore, al momento della compilazione della ricetta elettronica, all’invio del promemoria nella farmacia che lo stesso cittadino, ha scelto tramite e-mail o “specifica funzionalità da implementare sul Sistema TS”. Il Garante ha risposto al Mef che fino al perdurare dello stato di emergenza, a tale delega si possa acconsentire. Oggi replicano con una nota il medico di famiglia pescarese Massimo Calisi e Florindo Lalla, medico legale di Chieti, del Tribunale dei Diritti del malato e del medico.
Calisi sottolinea a DoctorNews che «nelle ordinanze nazionali sulla ricetta dematerializzata, fino ad ora, non si è mai stabilito e giustamente che il medico invii alla Farmacia le ricette. In quei testi – che i Nas prendono in considerazione quando verificano eventuali violazioni di legge da parte del medici – si parla specificamente di invio all’assistito del Numero di ricetta elettronica o di inserimento della ricetta elettronica nel fascicolo sanitario dell’assistito tramite Sistema di accoglienza centrale o regionale. Né ci può essere alcun conflitto tra normative perché i pareri non possono essere considerati in competizione con decreti vigenti».Anche le regioni hanno legiferato in modo da sostenere il principio che il medico di famiglia non possa spedire la ricetta a una “precisa farmacia”. Sul tema hanno legiferato la Sardegna, come sottolineato nel servizio di Doctor 33, e anche la Puglia, con nota regionale 1627 del 20 marzo 2020. Sulla lettura di tale nota prende posizione il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici Filippo Anelli che è anche presidente dell’Ordine dei medici di Bari, insieme al presidente dell’Ordine dei farmacisti Luigi D’Ambrosio Lettieri (vicepresidente della Federazione nazionale Fofi) e al presidente dell’Ordine farmacisti Barletta Andria Trani Benedetto Del Vecchio.Nel dare un’interpretazione condivisa sui profili strettamente ordinistici del tema, la nota ricorda che la nota «ammette solo che il medico si indirizzi all’assistito o al tutore o a chi esercita la responsabilità genitoriale (per i minori)». Gli Ordini firmatari dunque «invitano i propri iscritti al rispetto delle predette disposizioni regionali e ad astenersi dal definire accordi finalizzati alla trasmissione delle ricette direttamente dal medico prescrittore alla farmacia». Del resto, «quale è la difficoltà di inviare al paziente una mail o un sms o whatsapp?», si chiedono Calisi e Lalla. «Si è vero esistono anziani soli e fragili, ma in Italia nessuno è abbandonato. Familiari, volontari istituzioni, servizi sociali oltre portare la spesa e portare farmaci dalla farmacia a casa del paziente, e altri servizi, tali terze persone possono dare il proprio aiuto anche il proprio indirizzo email». (fonte Doctor33)

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Campidoglio, Servizio Giardini: igienizzate strade con farmacie, ospedali e commissariati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Oltre 1.290.000 litri di igienizzante irrorati nelle vie di Roma. Sono quasi tredicimila gli ettolitri di liquido impiegati fino ad oggi dalle 7 autobotti del Servizio Giardini di Roma Capitale che da martedì 24 marzo è al lavoro per sanificazione le strade della Capitale in collaborazione con AMA e Polizia di Stato.
Le operazioni si concentrano sui luoghi sensibili e più frequentati, 645 strade antistanti Farmacie e sedi Asl, oltre ai tratti nei pressi di ospedali e case di cura, sedi di municipi e commissariati.Nel dettaglio, ad oggi il Servizio Giardini ha effettuato un doppio passaggio nei pressi delle farmacie e sedi Asl dei Municipi I, II, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV e XV. Parallelamente ha lavato le strade attorno agli ospedali del centro come Policlinico Umberto I, Eastman, Mandelli, Spallanzani, San Camillo, San Raffaele, a quelli della zona Ovest come Policlinico Di Liegro, ospedale Israelitico e San Giovanni Battista e quelli nella zona Est tra cui Policlinico universitario Campus Bio-Medico, Ospedale Madre Giuseppina Vannini e Policlinico Tor Vergata.Igienizzate anche le aree antistanti tutte le fermate della Metro B e C e quelle della linea ferroviaria FM2: Cesano, Olgiata, Giustiniana, Ipogeo degli Ottavi, Ottavia, San Filippo Neri, Monte Mario, Gemelli.Effettuata, inoltre, la sanificazione delle vie consolari (Tiburtina, Nomentana, Salaria, Cassia), delle grandi arterie stradali come Bocce e Trionfale e delle principali vie di scorrimento di Roma Nord, da via Pineta Sacchetti a via di Portonaccio passando per via Due Ponti, viale Jonio, viale Regina Margherita, Viale Togliatti, solo per citarne alcune.Infine, lavate con igienizzante le strade dove si affacciano sedi istituzionali come municipi, gruppi di Polizia Locale di Roma Capitale, caserme dei Vigili del Fuoco, commissariati di Pubblica Sicurezza nei Municipi I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII e IX.
Il Servizio Giardini del Dipartimento Tutela Ambientale ha modificato le autobotti solitamente usate per irrigare al fine di ottenere una maggiore capacità di irrorazione. Ciascun mezzo è dotato di una cisterna contenente 10mila litri di liquido igienizzante, una soluzione a base di enzimi che non comporta rischi per la salute dei cittadini e dei loro animali anche durante o subito dopo il passaggio dei mezzi. Gli operatori del Servizio Giardini, provvisti di tute, guanti monouso, occhiali e mascherine, seguono itinerari stabiliti di giorno in giorno coordinandosi con AMA.

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Fare la spesa, ritirare una ricetta medica, passare in farmacia, pagare le bollette

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Attività che possono esporre soprattutto gli over 65 al rischio di contagio da coronavirus. Per aiutare questi cittadini, spesso colpiti da malattie croniche e debilitati da terapie impegnative a livello fisico e psicologico, UGO, servizio di accompagnamento rivolto agli anziani, amplia la rosa dei servizi (il costo è di 15 euro all’ora). “Le abitudini quotidiane sono compromesse dall’emergenza coronavirus e le persone sole non sanno a chi rivolgersi per avere un aiuto e procurarsi il necessario – spiega Michela Conti, co-founder UGO -. Prima come persone poi come imprenditori, ci siamo subito chiesti come dare un contributo. In che modo convertire velocemente le risorse a nostra disposizione per soddisfare nuove urgenze? Fino a qualche giorno fa, fare la spesa era una banalità, oggi per molti è un’attività sconsigliata e pericolosa. Abbiamo confermato la presenza sul territorio e ampliato i servizi: da oggi UGO andrà a fare la spesa per te. E anche in farmacia o alle poste a pagare le bollette. Chiediamo ai Comuni in cui siamo presenti di aiutarci a fare informazione perché le persone sappiano che si possono rivolgere a noi, che c’è una soluzione in più”. UGO è presente a Milano, Roma, Torino e Genova.
Prossimità territoriale, solidarietà, consapevolezza. UGO mette a disposizione la piattaforma e gli operatori per delegare le commissioni che non si possono svolgere in sicurezza. Fare la spesa, ritirare una ricetta, passare in farmacia, pagare le bollette, accompagnare in auto senza utilizzare i mezzi pubblici, giocare a carte o leggere un libro a casa. Ogni attività sarà svolta nel rispetto delle direttive ricevute dalle autorità: gli operatori UGO sono stati formati e sensibilizzati per applicare le misure di igiene e prevenzione. UGO diventa portavoce di responsabilità e attenzione ma soprattutto della speranza che nasce dal reagire. Per donare normalità in un momento oscurato dalla paura, UGO favorisce i suoi utenti applicando il 10% di sconto sui servizi.
La promozione sarà attiva inserendo nella richiesta online o comunicando al servizio clienti il codice promozionale

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Coronavirus, farmacie aperte anche in zone colpite: adempimenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Le farmacie di comunità restano aperte anche nelle zone colpite dal nuovo Coronavirus e continuano a rappresentare il primo presidio sul territorio, anche per informare e orientare il cittadino. Ma per garantire la sicurezza di chi opera in farmacia e dei cittadini che vi entrano, dal Ministero della Salute sono stati forniti nuovi aggiornamenti per gli operatori sanitari. A fare il punto la Fofi in una circolare, nella quale vengono date le indicazioni ai farmacisti a seconda che si trovino a operare nelle zone rosse (focolaio) o in quelle cosiddette gialle, per le quali cioè non siano state prese misure di contenimento.A fronte dell’aumento dei focolai nel nord Italia, riscontrato nel week end, sono state varate dal Governo misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica e dal Ministero della Salute sono stati forniti aggiornamenti sulla definizione di caso (sospetto ) e sulla loro gestione. Intanto, dalla Fofi, in una circolare, è stato fatto il punto sulle disposizioni relative ai farmacisti, che variano a seconda che si trovino in una zona cosiddetta rossa, cioè per la quale siano state adottate specifiche misure di contenimento e gestione dell’emergenza, o gialla, per le quali non vi siano al momento provvedimenti in corso.I farmacisti e il personale in servizio delle zone gialle dovranno:
1. svolgere l’attività a battenti aperti, con la precauzione di evitare il più possibile che sosti in farmacia un numero elevato di persone e facendo rispettare la distanza di sicurezza già presente per la normativa della privacy;
2. evitare il contatto ravvicinato con le persone che entrano in farmacia e in particolare con quelle che hanno evidenti sintomi di problemi respiratori;
3. non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani se prima non sono state lavate e successivamente disinfettare con soluzione disinfettante idroalcolica;
4. pulire le superfici esposte a contatto con disinfettanti a base di cloro o alcol.
Chi opera invece nelle cosiddette zone rosse dovrà:
1. svolgere l’attività a battenti aperti limitando il più possibile l’accesso della popolazione per evitare assembramenti. Se possibile fare accedere un cittadino alla volta – in attesa che vengano fornite ulteriori indicazioni sulla possibilità di svolgimento del servizio a battenti chiusi.
2. verificare che chi accede alle farmacie indossi un dispositivo di protezione individuale o adotti particolari misure di cautela eventualmente individuate dal Dipartimento di prevenzione dell’ATS o da ordinanze dei Sindaci dei Comuni interessati;
3. evitare il contatto ravvicinato con le persone che entrano in farmacia e in particolare con quelle che hanno evidenti sintomi di problemi respiratori;
4. mettere a disposizione nel locale vendite un numero adeguato di dispensatori di soluzioni disinfettanti idroalcoliche per il lavaggio delle mani da parte di tutti i clienti verificando che venga fatto sia quando entrano in farmacia sia quando escono;
5. non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani se prima non sono state lavate e successivamente disinfettate con soluzione disinfettante idroalcolico.
6. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
Per quanto riguarda la Lombardia, si legge ancora, «abbiamo inviato a tutti i farmacisti le indicazioni necessarie sia per operare in sicurezza, sia per affrontare eventuali casi sospetti e per informare e orientare il pubblico, il tutto sulla base delle indicazioni del Ministero della salute, dell’Istituto Superiore di Sanità e delle autorità regionali». In queste ore, ha aggiungo il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, «le nostre strutture restano il primo presidio sul territorio e mi piace sottolineare l’esempio di quella collega rimasta sempre aperta in una delle aree più a rischio. Dobbiamo garantire la salute degli operatori anche a tutela dei cittadini utilizzando mezzi adeguati di protezione per non creare panico tra chi si reca in farmacia». «La nostra professione» ha concluso Andrea Mandelli, presidente Fofi, «le nostre organizzazioni e società scientifiche sono come sempre a fianco della popolazione e i cittadini sappiano che possono contare sui 100.000 farmacisti italiani anche in questa emergenza». (by Francesca Giani – farmacista33)

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Wba, Ornella Barra: entro l’anno altre farmacie Boots. A Milano, ma non solo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

Non sono molte le uscite pubbliche in cui il gruppo Walgreens Boots Alliance si presenta e ora lo ha fatto nella sede della Borsa Italiana, a Milano, alla presenza di personaggi di rilievo – oltre al sindaco di Milano, Beppe Sala, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, l’amministratore delegato della Borsa italiana Raffaele Jerusalmi, l’ex presidenti del Consiglio Mario Monti e l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il Console Generale degli Stati Uniti a Milano Elizabeth Martinez.
Milano, forse, non a caso: non solo perché il primo test è partito da qui – il gruppo conta per ora su quattro farmacie – ma anche perché l’attenzione è soprattutto, almeno in questa fase iniziale, a questa area: «Al momento» ha spiegato Ornella Barra, co-chief operating officer di Walgreens Boots Alliance, «abbiamo quattro farmacie, tra cui anche quella centrale e storica Carlo Erba, e l’idea, durante l’anno, è di estendere il brand a diverse altre farmacie, non solo su Milano, ma prevalentemente su Milano».
Non è facile cogliere informazioni dettagliate su come il gruppo intenderà muoversi o sul modello che prenderà piede. «Il gruppo ha sede negli Stati Uniti» continua «e conta su 10mila farmacie. Boots, uno dei nostri marchi, è per noi catena di farmacie leader in Europa, con 2800 farmacie, tra Regno Unito, Olanda e Norvegia. Il nostro è un modello che combina farmacia, salute e bellezza» e la «nostra strategia è di studiare prima un modello» per «adattarlo alle logiche del consumatore».
Per quanto riguarda Boots «in UK conta su 2.500 farmacie – sono 12mila in tutto, di cui 6mila farmacie che sono rimaste indipendenti. In un anno, abbiamo visto un milione di transizioni e 250 milioni di prescrizioni».Boots «ha uno dei programmi di fedeltà più diffusi, con circa 15 milioni di membri attivi su una popolazione di circa 66milioni» e un elemento importante è «l’accessibilità», anche come prezzo e i «servizi».
«Da farmacista, ritengo che le farmacie italiane siano tra le meglio attrezzate e più capillari in Europa. È un patrimonio che i farmacisti titolari devono difendere adeguandolo ai tempi, affrontando le sfide in modo proattivo senza aspettare il cambiamento. Bisogna investire e far evolvere il ruolo della farmacia, ricordando che anche le farmacie del centro città, e non solo le rurali, sono a rischio finanziario. Aprirsi a investitori esteri non significa depauperare il sistema Paese. Confido nella capacità politica di saper cogliere l’opportunità di attrarre capitali anche dall’estero per rilanciare l’Italia. Oggi per il Paese è fondamentale promuovere il “Made in Italy”, ma mi permetto di aggiungere che è necessario promuovere anche il “Made with Italy”».
Ci «proponiamo di creare una piattaforma globale da cui possano trarre beneficio gli attori della filiera del farmaco, dell’universo della farmacia, con al centro l’attenzione per il paziente- consumatore».Tra gli interventi anche quello di Claudio Jommi, docente alla SDA della Bocconi, che, tra gli altri aspetti, ha fatto un excursus sulle liberalizzazioni che hanno investito il settore delle farmacie in Europa, mettendo l’accento sul fatto che «l’Italia, rispetto ad altri Paesi Continentali e Mediterranei, più regolamentati, come Austria, Danimarca, Finlandia, Francia e Spagna, ha avuto un processo più spinto, pur mantenendo una regolamentazione quanto alla distribuzione sul territorio delle farmacie. In questo modo, si colloca a metà tra i due poli dei Paesi più regolamentati e quelli più liberalizzati come UK, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia». (by Francesca Giani – Farmacista33)

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Indispensabile riportare i farmaci innovativi sul territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

“Le argomentazioni dei medici di medicina generale della FIMMG sono assolutamente condivisibili, e confermano quanto sosteniamo da sempre come farmacisti: una volta venute meno le esigenze di monitoraggio intensivo, e se non si tratta di medicinali riservati all’uso ospedaliero, anche i farmaci innovativi devono poter essere prescritti e dispensati sul territorio”. Così si è espresso presidente della FOFI, Andrea Mandelli, a proposito dell’incontro svoltosi tra la dirigenza dell’Agenzia Italiana del Farmaco e la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale a proposito della prescrivibilità sul territorio dei farmaci antidiabetici di nuova generazione. “Continuare per mere ragioni economiche a escludere dalla prescrizione del medico di famiglia farmaci che si sono rivelati sicuri quanto quelli tradizionali e più efficaci, o continuare a seguire come in altri casi la via della distribuzione diretta presso le ASL, anziché nelle farmacie, si traduce innanzitutto in un disagio per i cittadini e in un possibile peggioramento della qualità delle cure. Sfortunatamente il caso del diabete non è isolato, e ci auguriamo che anche a questo proposito si imbocchi la strada del potenziamento dell’assistenza sul territorio”.

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Sicurezza delle farmacie e del pubblico

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

“Se le cronache riportano da tempo un aumento delle rapine ai danni delle farmacie, e non solo, segnalano anche l’intervento sempre più efficacie dei tutori dell’ordine” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli. “Anche l’episodio riportato dai quotidiani dell’arresto in flagranza di reato eseguito dai Carabinieri a Milano testimonia il costante impegno delle forze di polizia, alle quali va il plauso e il ringraziamento di tutti i farmacisti: sapere di poter contare sulla loro presenza è fondamentale per poter svolgere al meglio la nostra professione al servizio dei cittadini”

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Farmacie: Lettera aperta al Governo sulla Legge di Bilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

Riceviamo e rilanciamo: “Egregio Presidente Conte, Onorevoli Ministro Di Maio e Ministro Salvini. In rappresentanza delle società che investono e gestiscono libere farmacie sul territorio italiano, desideriamo esprimere con questa lettera un segnale di allarme.
Il subemendamento alla Legge di Bilancio per il 2019, depositato dall’Onorevole Giorgio Trizzino del Movimento 5 Stelle nella mattinata di lunedì 3 dicembre 2018 costituirebbe un passo indietro fondamentale rispetto all’evoluzione del settore delle libere farmacie creando al contempo una grave incertezza del quadro normativo tale da minare la capacità di stimolare e attrarre investimenti anche in altri settori.Il subemendamento va infatti in direzione opposta rispetto a un trend che, come già successo a livello globale, vede le farmacie evolversi ed arricchirsi (in termini di offerta, di servizi aggiuntivi, di fruibilità e di accesso digitalizzato) sotto la gestione di soggetti specializzati capaci di investire e valorizzare le professionalità che offre il settore al fine di garantire migliori servizi e facilità di accesso ai cittadini, e di raccogliere le nuove sfide proposte dalla stessa Amministrazione Pubblica (si pensi al Piano Nazionale della Cronicità) e rispondere a queste in senso fattuale e concreto.Realtà come le nostre, società italiane e multinazionali, hanno deciso di investire sul tessuto produttivo nazionale creando e mantenendo migliaia di posti di lavoro, ed hanno già messo in campo grandi impegni e forti investimenti, palesemente non tenuti in considerazione dal subemendamento suddetto.Sono oltre 300 le farmacie che rischiano di non essere più sostenute da una società a seguito di questo provvedimento, oltre 1.500 i posti di lavoro che sarebbero in grande rischio, e ammontante a circa 500 milioni di Euro il fatturato aggregato delle aziende del settore che andrebbe irrimediabilmente a contrarsi, con gravi effetti anche sulla contribuzione all’erario”.

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Anche le farmacie coinvolte nella direttiva per la riduzione dell’uso della plastica a favore dell’ambiente

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

Interno farmacia

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Dal 1 gennaio 2018 anche le farmacie sono coinvolte nell’obbligo di far pagare al consumatore finale il sacchetto di plastica biodegradabile che contiene gli acquisti.Le farmacie rispettando la legge introdurranno nello scontrino la voce “shopper” o “busta” introducendo un costo simbolico per venire incontro anche alle esigenze dei cittadini.Nello spirito della normativa europea, che vuole portare alla riduzione dell’uso della plastica per salvaguardare l’ambiente e i nostri mari, i farmacisti potranno proporre ai clienti la possibilità di portare via il farmaco senza sacchetto, in particolare quando di tratta di una singola confezione, e saranno disponibili all’impiego della borsa riutilizzabile portata dal cliente in tutti gli altri casi.“Il rispetto della legge è una condizione naturale per la farmacia, e anche in questo caso la rispetteremo” spiega Annarosa Racca presidente di Federfarma Lombardia. “Le farmacie cercheranno di venire incontro alle esigenze dei cittadini, comprendiamo infatti che questa nuova norma comporta, per tutti noi consumatori, un esborso aggiuntivo. Introdurremo un costo molto limitato per i sacchetti e cercheremo di collaborare sempre con i nostri clienti con i quali abbiamo quotidianamente un dialogo, anche per spiegare l’obiettivo della legge, visto che abbiamo tutti a cuore il nostro territorio. Nelle farmacie saranno presenti anche cartelli informativi per spiegare in questo primo mese le novità.”

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Farmacie italiane, un mercato da 25 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

farmaciaRidurre il debito delle farmacie grazie a check-up finanziario e a nuovo ruolo di Credifarma, ottimizzazione delle risorse di Promofarma per avere un sistema omogeneo di gestione aziendale e di digitalizzazione di tutte le farmacie, inclusione di tutti i soggetti della filiera distributiva, nuovi servizi a standard omogenei che garantiscano la competitività e la sostenibilità economica delle farmacie (Ecg, Holter cardiaci e pressori, diagnosi in tempo reale, screening, aderenza terapeutica). Queste le quattro direttrici della strategia organizzativa e di marketing della “Rete di protezione”, progetto di aggregazione nazionale, col cappello di Federfarma nazionale e Federfarma Servizi, che sarà definito e presentato fra 16 settimane all’assemblea nazionale del sindacato. È quanto è emerso nel corso dell’assemblea dei titolari svoltasi a Palermo, che tra le altre cose, ha esaminato le criticità della legge 124 che «espone la proprietà delle farmacie, un mercato che vale 25 miliardi di euro, all’aggressione di società di capitali». Nel corso dell’evento, Roberto Tobia, tesoriere nazionale e presidente di Federfarma Palermo, ha sottolineato come i titolari vengano «tempestati da telefonate, pressioni e offerte da parte di presunti rappresentanti di fondi d’investimento e società di capitali». E ha lanciato un appello: «Aspettate questi quattro mesi necessari a costruire la “Rete di protezione”, resistete alla tentazione di vendere, significherebbe svendere la farmacia e la vostra professionalità». E ha aggiunto: «Lo scenario peggiore che apre la legge 124 è una farmacia posseduta al 100% da non farmacisti e, come lavoratore dipendente, un farmacista con l’incarico di direttore, verosimilmente costretto, esattamente come avviene nei punti vendita delle catene, a eseguire le indicazioni della proprietà sul sostenere un farmaco rispetto ad un altro». È fondamentale, ha detto Marco Cossolo presidente nazionale di Federfarma, «dimostrare alle istituzioni la reale capacità delle farmacie di fornire servizi utili per il Ssn» e creare «una nuova cultura. Ci opponiamo ai capitali che creeranno concentrazioni di farmacie. Il farmacista che vuole restare indipendente ha una sola via: aderire alla Rete nazionale di protezione. Ciò gli consentirà di tornare al banco per seguire esclusivamente il rapporto col cliente sapendo che alle questioni organizzative e burocratiche ci pensa alle sue spalle un sistema nazionale capace di farlo bene in una logica manageriale che garantisca il posizionamento strategico della farmacia nel mercato senza svilirne la libertà, i valori e la centralità della salute del paziente». E l’impatto della legge 124 rischi di ricadere anche sulle farmacie rurali: «Se da un lato non saranno oggetto d’attenzione dei capitali speculativi perché non redditizie» ha osservato Silvia Pagliacci, presidente nazionale del Sunifar «dall’altro vedranno i propri clienti attratti e fagocitati dalla concorrenza delle promozioni lanciate dalle concentrazioni di farmacie nei grandi centri abitati. Di questo passo saremo costretti a consegnare le chiavi ai sindaci». (Simona Zazzetta) (fonte farmacista33)

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