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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘farmacie’

Wba, Ornella Barra: entro l’anno altre farmacie Boots. A Milano, ma non solo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

Non sono molte le uscite pubbliche in cui il gruppo Walgreens Boots Alliance si presenta e ora lo ha fatto nella sede della Borsa Italiana, a Milano, alla presenza di personaggi di rilievo – oltre al sindaco di Milano, Beppe Sala, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, l’amministratore delegato della Borsa italiana Raffaele Jerusalmi, l’ex presidenti del Consiglio Mario Monti e l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il Console Generale degli Stati Uniti a Milano Elizabeth Martinez.
Milano, forse, non a caso: non solo perché il primo test è partito da qui – il gruppo conta per ora su quattro farmacie – ma anche perché l’attenzione è soprattutto, almeno in questa fase iniziale, a questa area: «Al momento» ha spiegato Ornella Barra, co-chief operating officer di Walgreens Boots Alliance, «abbiamo quattro farmacie, tra cui anche quella centrale e storica Carlo Erba, e l’idea, durante l’anno, è di estendere il brand a diverse altre farmacie, non solo su Milano, ma prevalentemente su Milano».
Non è facile cogliere informazioni dettagliate su come il gruppo intenderà muoversi o sul modello che prenderà piede. «Il gruppo ha sede negli Stati Uniti» continua «e conta su 10mila farmacie. Boots, uno dei nostri marchi, è per noi catena di farmacie leader in Europa, con 2800 farmacie, tra Regno Unito, Olanda e Norvegia. Il nostro è un modello che combina farmacia, salute e bellezza» e la «nostra strategia è di studiare prima un modello» per «adattarlo alle logiche del consumatore».
Per quanto riguarda Boots «in UK conta su 2.500 farmacie – sono 12mila in tutto, di cui 6mila farmacie che sono rimaste indipendenti. In un anno, abbiamo visto un milione di transizioni e 250 milioni di prescrizioni».Boots «ha uno dei programmi di fedeltà più diffusi, con circa 15 milioni di membri attivi su una popolazione di circa 66milioni» e un elemento importante è «l’accessibilità», anche come prezzo e i «servizi».
«Da farmacista, ritengo che le farmacie italiane siano tra le meglio attrezzate e più capillari in Europa. È un patrimonio che i farmacisti titolari devono difendere adeguandolo ai tempi, affrontando le sfide in modo proattivo senza aspettare il cambiamento. Bisogna investire e far evolvere il ruolo della farmacia, ricordando che anche le farmacie del centro città, e non solo le rurali, sono a rischio finanziario. Aprirsi a investitori esteri non significa depauperare il sistema Paese. Confido nella capacità politica di saper cogliere l’opportunità di attrarre capitali anche dall’estero per rilanciare l’Italia. Oggi per il Paese è fondamentale promuovere il “Made in Italy”, ma mi permetto di aggiungere che è necessario promuovere anche il “Made with Italy”».
Ci «proponiamo di creare una piattaforma globale da cui possano trarre beneficio gli attori della filiera del farmaco, dell’universo della farmacia, con al centro l’attenzione per il paziente- consumatore».Tra gli interventi anche quello di Claudio Jommi, docente alla SDA della Bocconi, che, tra gli altri aspetti, ha fatto un excursus sulle liberalizzazioni che hanno investito il settore delle farmacie in Europa, mettendo l’accento sul fatto che «l’Italia, rispetto ad altri Paesi Continentali e Mediterranei, più regolamentati, come Austria, Danimarca, Finlandia, Francia e Spagna, ha avuto un processo più spinto, pur mantenendo una regolamentazione quanto alla distribuzione sul territorio delle farmacie. In questo modo, si colloca a metà tra i due poli dei Paesi più regolamentati e quelli più liberalizzati come UK, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia». (by Francesca Giani – Farmacista33)

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Indispensabile riportare i farmaci innovativi sul territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

“Le argomentazioni dei medici di medicina generale della FIMMG sono assolutamente condivisibili, e confermano quanto sosteniamo da sempre come farmacisti: una volta venute meno le esigenze di monitoraggio intensivo, e se non si tratta di medicinali riservati all’uso ospedaliero, anche i farmaci innovativi devono poter essere prescritti e dispensati sul territorio”. Così si è espresso presidente della FOFI, Andrea Mandelli, a proposito dell’incontro svoltosi tra la dirigenza dell’Agenzia Italiana del Farmaco e la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale a proposito della prescrivibilità sul territorio dei farmaci antidiabetici di nuova generazione. “Continuare per mere ragioni economiche a escludere dalla prescrizione del medico di famiglia farmaci che si sono rivelati sicuri quanto quelli tradizionali e più efficaci, o continuare a seguire come in altri casi la via della distribuzione diretta presso le ASL, anziché nelle farmacie, si traduce innanzitutto in un disagio per i cittadini e in un possibile peggioramento della qualità delle cure. Sfortunatamente il caso del diabete non è isolato, e ci auguriamo che anche a questo proposito si imbocchi la strada del potenziamento dell’assistenza sul territorio”.

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Sicurezza delle farmacie e del pubblico

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

“Se le cronache riportano da tempo un aumento delle rapine ai danni delle farmacie, e non solo, segnalano anche l’intervento sempre più efficacie dei tutori dell’ordine” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli. “Anche l’episodio riportato dai quotidiani dell’arresto in flagranza di reato eseguito dai Carabinieri a Milano testimonia il costante impegno delle forze di polizia, alle quali va il plauso e il ringraziamento di tutti i farmacisti: sapere di poter contare sulla loro presenza è fondamentale per poter svolgere al meglio la nostra professione al servizio dei cittadini”

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Farmacie: Lettera aperta al Governo sulla Legge di Bilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

Riceviamo e rilanciamo: “Egregio Presidente Conte, Onorevoli Ministro Di Maio e Ministro Salvini. In rappresentanza delle società che investono e gestiscono libere farmacie sul territorio italiano, desideriamo esprimere con questa lettera un segnale di allarme.
Il subemendamento alla Legge di Bilancio per il 2019, depositato dall’Onorevole Giorgio Trizzino del Movimento 5 Stelle nella mattinata di lunedì 3 dicembre 2018 costituirebbe un passo indietro fondamentale rispetto all’evoluzione del settore delle libere farmacie creando al contempo una grave incertezza del quadro normativo tale da minare la capacità di stimolare e attrarre investimenti anche in altri settori.Il subemendamento va infatti in direzione opposta rispetto a un trend che, come già successo a livello globale, vede le farmacie evolversi ed arricchirsi (in termini di offerta, di servizi aggiuntivi, di fruibilità e di accesso digitalizzato) sotto la gestione di soggetti specializzati capaci di investire e valorizzare le professionalità che offre il settore al fine di garantire migliori servizi e facilità di accesso ai cittadini, e di raccogliere le nuove sfide proposte dalla stessa Amministrazione Pubblica (si pensi al Piano Nazionale della Cronicità) e rispondere a queste in senso fattuale e concreto.Realtà come le nostre, società italiane e multinazionali, hanno deciso di investire sul tessuto produttivo nazionale creando e mantenendo migliaia di posti di lavoro, ed hanno già messo in campo grandi impegni e forti investimenti, palesemente non tenuti in considerazione dal subemendamento suddetto.Sono oltre 300 le farmacie che rischiano di non essere più sostenute da una società a seguito di questo provvedimento, oltre 1.500 i posti di lavoro che sarebbero in grande rischio, e ammontante a circa 500 milioni di Euro il fatturato aggregato delle aziende del settore che andrebbe irrimediabilmente a contrarsi, con gravi effetti anche sulla contribuzione all’erario”.

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Anche le farmacie coinvolte nella direttiva per la riduzione dell’uso della plastica a favore dell’ambiente

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

Interno farmacia

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Dal 1 gennaio 2018 anche le farmacie sono coinvolte nell’obbligo di far pagare al consumatore finale il sacchetto di plastica biodegradabile che contiene gli acquisti.Le farmacie rispettando la legge introdurranno nello scontrino la voce “shopper” o “busta” introducendo un costo simbolico per venire incontro anche alle esigenze dei cittadini.Nello spirito della normativa europea, che vuole portare alla riduzione dell’uso della plastica per salvaguardare l’ambiente e i nostri mari, i farmacisti potranno proporre ai clienti la possibilità di portare via il farmaco senza sacchetto, in particolare quando di tratta di una singola confezione, e saranno disponibili all’impiego della borsa riutilizzabile portata dal cliente in tutti gli altri casi.“Il rispetto della legge è una condizione naturale per la farmacia, e anche in questo caso la rispetteremo” spiega Annarosa Racca presidente di Federfarma Lombardia. “Le farmacie cercheranno di venire incontro alle esigenze dei cittadini, comprendiamo infatti che questa nuova norma comporta, per tutti noi consumatori, un esborso aggiuntivo. Introdurremo un costo molto limitato per i sacchetti e cercheremo di collaborare sempre con i nostri clienti con i quali abbiamo quotidianamente un dialogo, anche per spiegare l’obiettivo della legge, visto che abbiamo tutti a cuore il nostro territorio. Nelle farmacie saranno presenti anche cartelli informativi per spiegare in questo primo mese le novità.”

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Farmacie italiane, un mercato da 25 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

farmaciaRidurre il debito delle farmacie grazie a check-up finanziario e a nuovo ruolo di Credifarma, ottimizzazione delle risorse di Promofarma per avere un sistema omogeneo di gestione aziendale e di digitalizzazione di tutte le farmacie, inclusione di tutti i soggetti della filiera distributiva, nuovi servizi a standard omogenei che garantiscano la competitività e la sostenibilità economica delle farmacie (Ecg, Holter cardiaci e pressori, diagnosi in tempo reale, screening, aderenza terapeutica). Queste le quattro direttrici della strategia organizzativa e di marketing della “Rete di protezione”, progetto di aggregazione nazionale, col cappello di Federfarma nazionale e Federfarma Servizi, che sarà definito e presentato fra 16 settimane all’assemblea nazionale del sindacato. È quanto è emerso nel corso dell’assemblea dei titolari svoltasi a Palermo, che tra le altre cose, ha esaminato le criticità della legge 124 che «espone la proprietà delle farmacie, un mercato che vale 25 miliardi di euro, all’aggressione di società di capitali». Nel corso dell’evento, Roberto Tobia, tesoriere nazionale e presidente di Federfarma Palermo, ha sottolineato come i titolari vengano «tempestati da telefonate, pressioni e offerte da parte di presunti rappresentanti di fondi d’investimento e società di capitali». E ha lanciato un appello: «Aspettate questi quattro mesi necessari a costruire la “Rete di protezione”, resistete alla tentazione di vendere, significherebbe svendere la farmacia e la vostra professionalità». E ha aggiunto: «Lo scenario peggiore che apre la legge 124 è una farmacia posseduta al 100% da non farmacisti e, come lavoratore dipendente, un farmacista con l’incarico di direttore, verosimilmente costretto, esattamente come avviene nei punti vendita delle catene, a eseguire le indicazioni della proprietà sul sostenere un farmaco rispetto ad un altro». È fondamentale, ha detto Marco Cossolo presidente nazionale di Federfarma, «dimostrare alle istituzioni la reale capacità delle farmacie di fornire servizi utili per il Ssn» e creare «una nuova cultura. Ci opponiamo ai capitali che creeranno concentrazioni di farmacie. Il farmacista che vuole restare indipendente ha una sola via: aderire alla Rete nazionale di protezione. Ciò gli consentirà di tornare al banco per seguire esclusivamente il rapporto col cliente sapendo che alle questioni organizzative e burocratiche ci pensa alle sue spalle un sistema nazionale capace di farlo bene in una logica manageriale che garantisca il posizionamento strategico della farmacia nel mercato senza svilirne la libertà, i valori e la centralità della salute del paziente». E l’impatto della legge 124 rischi di ricadere anche sulle farmacie rurali: «Se da un lato non saranno oggetto d’attenzione dei capitali speculativi perché non redditizie» ha osservato Silvia Pagliacci, presidente nazionale del Sunifar «dall’altro vedranno i propri clienti attratti e fagocitati dalla concorrenza delle promozioni lanciate dalle concentrazioni di farmacie nei grandi centri abitati. Di questo passo saremo costretti a consegnare le chiavi ai sindaci». (Simona Zazzetta) (fonte farmacista33)

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Convenzione medici di famiglia ma non per le farmacie

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

farmaciaSisac: remunerazione e servizi temi prioritari Il presidente del comitato di settore Massimo Garavaglia ha annunciato l’atto di indirizzo pronto per i medici di famiglia. Buio pesto per quello delle farmacie. Ce lo conferma il coordinatore Sisac Vincenzo Pomo. «Non abbiamo ancora l’atto di indirizzo per le farmacie, ne abbiamo letto di ufficiosi sui media, e di quelli prendiamo atto ma noi potremo aprire la trattativa solo dopo che sarà arrivato l’atto di indirizzo ufficiale. Il testo redatto dal comitato (composto da assessori economici regionali ndr.) deve passare ai ministeri di Salute ed Economia e alla Presidenza del Consiglio. Una volta diventato esecutivo avvieremo le trattative ma i tempi al momento non sono prevedibili».
Pomo peraltro sintetizza le questioni in gioco. «Sono sostanzialmente due. La prima è la remunerazione, è prioritaria ma, stando appunto all’atto di indirizzo che leggo, la contrattazione in questo caso è stata affidata all’Agenzia del Farmaco. Ai tavoli noi e i farmacisti affronteremo le regole sulla parte organizzativa propedeutica allo sviluppo di accordi regionali cui sarà demandata la normativa di dettaglio». Ad esempio, decisioni sui turni, la dislocazione delle farmacie, le reperibilità.
«La seconda questione – continua Pomo -è lo sviluppo della farmacia dei servizi. I rappresentanti dei farmacisti stanno promuovendo tante idee e anche noi ne abbiamo e le abbiamo informalmente discusse; ma la realizzabilità delle nuove attività dipende anche dalla modalità della loro remunerazione. Ciò vuol dire che, anche per la farmacia dei servizi ci vorranno risorse a disposizione a partire dalle previsioni dell’atto di indirizzo. Sia nella classica dispensazione del farmaco sia nei nuovi servizi (prenotazioni di esami con collegamento al Cup, assistenza territoriale, monitoraggio dell’aderenza alle terapie) bisognerà capire da dove vengono le risorse, se dalla sanità nazionale o dalle disponibilità delle singole regioni. Nulla fin qui è stato stabilito in proposito».
Apriamo un inciso: il presidente del comitato di settore Garavaglia ha accennato al fatto che alcune regioni a statuto speciale non versano il contributo alla finanza pubblica: il servizio sanitario si gioverebbe quest’anno di 400 milioni e il prossimo di circa 600 da riversare su convenzioni e contratti. Il problema dunque sta a Roma. Ma una volta si risolvesse, la convenzione delle farmacie arriverà? È una trattativa abbordabile, coordinabile con quella dei medici di famiglia? «Le connessioni tra farmacie e medicina territoriale sono indiscusse ma i due accordi nazionali nascono slegati anche temporalmente; la consecutio cui lei accenna può avvenire nell’ambito organizzativo di ogni singola regione, atteso che in una stessa regione ci possono essere aree e realtà molto diverse. Però il problema adesso è l’assenza di un atto di indirizzo. Ad oggi si possono mettere a fuoco punti di contatto tra le convenzioni di medici e farmacisti, ma nulla più». (Mauro Miserendino fonte farmacista33)

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Massima fiducia nell’AIFA e massima attenzione da sempre agli abusi

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

farmacie“L’Agenzia italiana del farmaco è l’autorità di riferimento sulla classificazione dei medicinali, nella quale riponiamo la massima fiducia da sempre. Che un medicinale possa passare da farmaco di automedicazione a farmaco soggetto a prescrizione è un fatto che avviene quando se ne presenta la necessità, così come il percorso inverso” dice il presidente della FOFI, Senatore Andrea Mandelli. “Sembra difficile attribuire a queste decisioni motivazioni diverse da quelle dettate dalle evidenze epidemiologiche e dal dovere di tutelare la salute. Rimane dunque poco comprensibile il comunicato del Presidente della Federazione Nazionale Parafarmacie italiane, Davide Gullotta, che chiama anche in causa la Federazione a proposito di un ipotetico mancato controllo sulle dispensazioni abusive. Giova ricordare “conclude Mandelli “che la Federazione è intervenuta a più riprese sugli iscritti e sugli Ordini provinciali richiamando la necessità della più scrupolosa osservanza delle regole sulla dispensazione. Gli Ordini provinciali sono sempre intervenuti in sede disciplinare su tutti i comportamenti illeciti che siano stati oggetto di specifiche segnalazioni e non di denunce generiche”.

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Cannabis di Stato e d’importazione: Cosa cambia?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

cannabisCannabis di Stato e d’importazione, ecco cosa cambia. I chiarimenti da Sifap È ufficialmente al via la distribuzione della cannabis nostrana ad uso terapeutico nelle farmacie territoriali e ospedaliere che desiderano farne richiesta, e già a fine dicembre alcuni titolari hanno cominciato ad approvvigionarsi dallo Stato. Attualmente lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze sta producendo un solo tipo di cannabis simile al bediol olandese: sono pronti per la consegna 20 chilogrammi di prodotto, ma le serre stanno lavorando a pieno ritmo e per il 2017 si preparano a “sfornare” circa 100 kg di infiorescenze. Nello stabilimento non si lavora solo sulla quantità ma anche sulla “qualità”, e i ricercatori stanno mettendo a punto un’altra varietà di cannabis che contiene solo Thc in elevata concentrazione. Approvvigionarsi è semplice, basta seguire le indicazioni riportate per esteso sul sito internet dell’Istituto farmaceutico militare, oltre che sul sito del Ministero della salute. Tra la cannabis di importazione e la produzione nostrana cosa cambia esattamente? Chi pensa si tratti solo di una questione di prezzo si sbaglia: il prezzo della cannabis importata, infatti, negli ultimi mesi è stato ribassato di circa due terzi, nel lungimirante tentativo dei distributori di rendere concorrenziale un prodotto che difficilmente sarebbe rimasto appetibile per il mercato dopo l’immissione in commercio della produzione nostrana. A chiarire cosa fa veramente la differenza è il segretario della Sifap Marco Fortini che, parlando con Farmacista33, ha spiegato come «il certificato di analisi della cannabis di Stato sembrerebbe risolvere alcune delle principali criticità date dalla poca chiarezza del certificato di analisi della cannabis di importazione. Inoltre – prosegue – si parla di infiorescenze femminili essiccate e macinate, dunque una polvere che, qualora la granulometria lo permetta, potrebbe facilitare l’allestimento di capsule preriempite invece che di cartine. Per chi deve imbastire un quantitativo importante di prodotto, specialmente farmacie ospedaliere ma anche territoriali, è sicuramente una svolta e permette di risparmiare un notevole quantitativo di tempo all’operatore». Se da una parte, dunque, ciò che potrebbe far propendere la scelta del farmacista per la cannabis statale è prettamente di natura pratica, dall’altra con l’iniziativa statale viene spianata la strada ad un processo fondamentale per un utilizzo terapeutico corretto del prodotto, ovvero la standardizzazione: «Un certificato di analisi chiaro e facilmente interpretabile è fondamentale per favorire la riuscita della standardizzazione degli allestimenti alla quale sta lavorando la Sifap – spiega Fortini – le preparazioni a base di cannabis rivestano un carattere di necessità terapeutica e quindi hanno un valore aggiunto e per questo necessitano di ordine, condivisione e standardizzazione di comportamenti e metodiche per il bene del paziente». (Attilia Burke: fonte farmacista33) (foto: cannabis)

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Cannabis di Stato

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

marijuana plant in flowering, bid bud cannabisSono state stabilite modalità di distribuzione. A gennaio in farmacia A partire da gennaio la cannabis di Stato verrà distribuita a tutte le farmacie territoriali e ospedaliere che ne faranno richiesta. Doveva essere disponibile già da ottobre, ma alcuni cavilli burocratici avevano rallentato l’iter procedurale che avrebbe portato il prodotto finito dai magazzini dell’Istituto farmaceutico militare di Firenze al consumatore finale. «Le modalità di distribuzione sono state definite in tutti i dettagli nel mese di novembre nell’ambito di una convenzione tra la direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute e l’Agenzia Industria Difesa da cui noi dipendiamo», spiega a Farmacista33 il colonnello Antonio Medica. Bisognerà aspettare ancora qualche giorno per conoscere tutte le procedure informative che «verranno messe a disposizione dal Ministero della Salute sul proprio sito internet, oltre che sul nostro – spiega Medica – ci sarà tutto quello che serve al medico e al farmacista, dalla scheda tecnica del prodotto alle spiegazioni su come effettuare gli ordini». Attualmente sono 20kg di cannabis pronti per la distribuzione, mentre «già l’anno prossimo garantiremo la produzione di almeno 100kg anno – spiega Medica – tuttavia, siccome sappiamo già che il fabbisogno nell’ultimo anno è cresciuto ci stiamo organizzando e siamo già pronti ad aumentare il numero di serre, se necessario».Al momento l’Istituto farmaceutico militare ha messo a punto un solo tipo di cannabis simile al Bediol olandese, una qualità che contiene due principi attivi: thc e cbd. Tuttavia, «stiamo mettendo a punto un’altra varietà di cannabis che contiene solo Thc in elevata concentrazione, speriamo di averla a disposizione già per il 2017 – spiega Medica – Sappiamo che per alcune patologie i medici preferiscono utilizzare la cannabis a elevate concentrazione di thc, mentre quella che contiene i due principi attivi che stiamo già producendo, sembra che sia più facilmente impiegabile per le restanti patologie perché il Cbd, che non ha azione stupefacente psicotropa, ha però azione compensativa su quelli che sono gli effetti collaterali che il thc tende a dare se assunto a solo. Ci sono poi altri medici che vorrebbero un prodotto che contiene solo cbd perché sembrerebbe essere efficace per trattare l’epilessia pediatrica». Inizialmente continuerà l’importazione in parallelo di cannabis da Olanda. «Via via che arriveremo a saturare il fabbisogno italiano le importazioni cominceranno a diminuire», commenta medica. Due le modalità di produzione approvate: decotto o vaporizzazione. «Bisogna fare attenzione a non confondere infuso e decotto: la bollitura delle infiorescenze deve essere prolungata, 15-20 minuti, perché se si mette la bustina nell’acqua calda appena tolta dal fuoco non viene disperso nell’acqua nemmeno un microgrammo di principio attivo», spiega Medica. (Attilia Burke fonte Farmacista33) (foto: cannabis)

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Mal di schiena: iniziativa delle farmacie

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2016

farmacia verbanoOltre 500 farmacie coinvolte in tutta Italia, da metà aprile a fine 2016, per distribuire materiale informativo sul dolore e sulla Legge 38/2010 ma anche realizzare un’indagine volta a comprendere quali siano le reali esigenze e aspettative dei cittadini con sintomatologia algica. Sarà il Farmacista a gestire uno “screening” sulle diverse tipologie di dolore, tramite un’apposita “check list”, e ad individuare i potenziali pazienti con mal di schiena improvviso da inviare al Medico di famiglia, che valuterà se indirizzarli al Centro HUB più vicino per una visita specialistica e per l’eventuale inserimento, secondo precisi criteri di selezione, nell’ambito dell’innovativa Ricerca genomica Pain-OMICS. Questa strategia e relativa programmazione verrà affiancata dall’attivazione di un Numero Verde (800.178.541), cui potrà rivolgersi chiunque abbia problemi di dolore, per ricevere informazioni ed indicazioni sul Centro di terapia antalgica al quale rivolgersi.
Sono queste le caratteristiche della Campagna educazionale e di sensibilizzazione promossa da PINHUB (Pain Interregional Network HUB) – la prima Rete nazionale per la terapia del dolore – in collaborazione con la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) e con alcune Associazioni territoriali di Medici di Medicina Generale: l’iniziativa è stata presentata a Firenze, all’avvio dei lavori del Congresso Nazionale FarmacistaPiù.PINHUB, il network italiano che riunisce una ventina di Centri HUB di riferimentoper la terapia antalgica e le cure palliative, accreditati da Delibera regionale, è nato ufficialmente a gennaio 2016 con l’obiettivo di favorire la ricerca sul dolore, la definizione e implementazione di appropriati Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA), per garantire ai cittadini con sintomatologia dolorosa un’uguaglianza di trattamento, ovunque risiedano nel Paese, e una corretta e uniforme applicazionedella Legge 38.Tra i progetti più ambiziosi di PINHUB vi è il supporto alla Ricerca scientifica internazionale Pain-OMICS, coordinata dall’HUB di Parma e finalizzata a identificare i marcatori genetici associati alla trasformazione di un mal di schiena acuto, improvviso, in una forma cronica, per poterne migliorare la diagnosi e la cura. Si tratta di uno Studio di genetica totalmente finanziato con fondi della Commissione Europea ed è il più importante condotto finora a livello mondiale sulla lombalgia, patologia dolorosa molto diffusa, che nel 35% dei soggetti colpiti può sviluppare sintomi di cronicità. Obiettivo di Pain-OMICS è arruolare in Italia ben 5 mila pazienti entro la fine del 2016.“I tempi sono maturi per una reale applicazione della Legge 38”, esordisce il “padre” della normativa Guido Fanelli, Professore Ordinario di anestesia, rianimazione e terapia del dolore all’Università di Parma e Direttore Scientifico del progetto PINHUB. “L’accordo tra FOFI e PINHUB rappresenta uno step ulteriore nel cammino del nostro progetto e dà vita a un’alleanza che coinvolge non solo i Centri Hub di tutte le regioni, ma anche i Medici di famiglia e, da oggi, le farmacie. Questo in linea con i nostri obiettivi: assistere i cittadini con dolore, favorire lo scambio dei dati e promuovere la ricerca. A cominciare da quella sul mal di schiena, patologia che colpisce tra i 12 e i 15 milioni di italiani; ecco perché PINHUB supporta Pain-OMICS, il più significativo progetto di ricerca scientifica degli ultimi anni sulla lombalgia”.
“La Federazione degli Ordini dei Farmacisti ha deciso di sostenere questo progetto di PINHUB per una serie di considerazioni importanti”, spiega il Senatore Andrea Mandelli, Presidente FOFI. “Innanzitutto perché la patologia al centro dell’iniziativa è una delle occasioni più frequenti di accesso alla farmacia, soprattutto alla ricerca di un intervento in automedicazione, ma anche di consigli e indicazioni per affrontare correttamente e in modo efficace il mal di schiena. Il Farmacista, quindi, mette a disposizione la sua prossimità al cittadino per il reclutamento dei pazienti da avviare al percorso diagnostico-terapeutico e, al contempo, rinsalda il rapporto con gli altri professionisti della salute presenti sul territorio: il Medico di Medicina Generale e lo specialista algologo. Non poteva mancare l’apporto dei farmacisti a questo progetto, che punta a migliorare la qualità del trattamento del dolore, un’area che li ha sempre visti in prima fila”.

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Farmacie e farmaci

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 febbraio 2015

farmacie“I farmacisti italiani rappresentano da anni un reale punto di riferimento per tutti i cittadini e i pazienti di questo Paese. Sono presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale e offrono un presidio realmente importante. Per questo riteniamo critica e non adeguata per la realtà italiana la liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C in altre strutture”. Questa la posizione del presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, prof. Carmine Pinto, in relazione all’ipotesi di aprire la vendita anche agli ipermercati di questi prodotti. “Il farmaco, anche quello in fascia C, svolge un ruolo spesso essenziale, che non va banalizzato e va gestito da farmacisti – spiega il presidente – proprio per evitare una possibile assunzione non controllata e talora con informazioni non sufficienti su un farmaco. Non dobbiamo dimenticare poi che i maggiori consumatori sono le persone anziane, oltre 12 milioni di persone nel nostro Paese. Sono i pazienti più fragili che molto spesso devono assumere più farmaci insieme perché colpiti da più patologie croniche, talora anche in concomitanza con terapie orali oncologiche. E molti sono anche pazienti che sono riusciti a sconfiggere il cancro. Proprio per questo il farmaco in fascia C va distribuito in strutture con personale sanitario. Anche per noi come AIOM, infatti, il farmacista rappresenta un alleato importante che dovrebbe essere ulteriormente valorizzato proprio quando, grazie ai progressi della ricerca, stiamo rendendo croniche molte patologie oncologiche”.

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Salute per i cittadini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 ottobre 2014

farmacia verbanoOgni martedì (4-11-18-25 novembre), in tutti i 541 punti del network, sarà possibile effettuare un’autovalutazione guidata sul personale stile di vita e ottenere controlli gratuiti su prenotazione: misurazione della pressione arteriosa, della colesterolemia totale, dell’indice di massa corporea e della circonferenza addominale. Valori fondamentali per individuare rischi di futuri disturbi del cuore. I dati raccolti tramite i test saranno inseriti all’interno di un questionario che consente di ottenere la propria ‘Mappa del Benessere Cardiovascolare’, “Ma non è tutto – prosegue il dottor Ventriglia –. Infatti, qualora da questo controllo emergessero elementi di rischio particolare per la salute, il farmacista potrà consigliare di rivolgersi al proprio medico di famiglia, per un controllo più approfondito.” Grazie al supporto della SIMG, sensibilizzazione e prevenzione vanno oltre il loro valore informativo e creano una linea che collega il cittadino inconsapevolmente a rischio al proprio medico.
Le malattie cardiovascolari costituiscono, in Europa, la causa principale di mortalità con il 47% di tutte le morti (42% negli uomini e 52% nelle donne), e in Italia la prevalenza di malattie cardiovascolari è in crescita con un conseguente impatto negativo sulle spese del Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Secondo i dati ISTAT, in Italia, la spesa per gli interventi cardiochirurgici è stimabile in circa 650 milioni di euro/anno e rappresenta da sola l’1% della spesa sanitaria. Nonostante ciò, SIMG stima che circa l’80% degli interventi cardiovascolari che insorgono prima dei 75 anni è prevenibile e che il controllo dei fattori di rischio consenta una riduzione della mortalità per patologie cardiovascolari di oltre il 50%, mentre un corretto trattamento farmacologico del 40%1. Nel 2013 la spesa per i farmaci dell’apparato cardiovascolare rimane saldamente al primo posto, sia in termini di spesa farmaceutica complessiva (di cui l’85,9% è a carico dell’SSN) sia di consumi. Nell’arco degli ultimi 10 anni il tasso di mortalità per le malattie ischemiche del cuore è infatti diminuito del 33% (un terzo in meno) grazie alla diagnosi precoce, ai farmaci e all’attività di promozione di stili di vita sani. L’identificazione dei soggetti ad elevato rischio cardiovascolare rappresenta quindi il punto di partenza per l’attivazione di azioni finalizzate alla riduzione dei fattori di rischio modificabili, al cambiamento dello stile di vita e all’inizio di un intervento farmacologico. Ed è proprio questa fondamentale strategia che sarà l’oggetto della campagna “Ci sta a cuore il tuo cuore”, promossa da Apoteca Natura in collaborazione con SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie) e AMD (Associazione Medici Diabetologi) e da quest’anno patrocinata da FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani). Per tutto il mese di novembre, nelle 541 farmacie del network Apoteca Natura presenti in modo capillare su tutto il territorio italiano, i cittadini avranno a loro disposizione degli utili strumenti di prevenzione: un questionario per individuare i propri fattori di rischio cardiovascolare, modificabili e non, e un opuscolo informativo sui corretti stili di vita. Il Questionario si avvale anche di strumenti ufficiali: la ‘Carta del Rischio Cardiovascolare’ dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), per valutare la probabilità di sviluppare un evento cardiovascolare maggiore (infarto, ictus) nell’arco di 10 anni e il Test FINDRISC, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per stimare il rischio di sviluppare un diabete mellito di tipo 2. La compilazione potrà essere svolta direttamente nelle farmacie Apoteca Natura, oppure da casa rispondendo alle domande sul sito http://www.apotecanatura.it e ritirando poi i risultati del test nella sede del network più vicina. Novità del 2014 è la possibilità di compilare il questionario in modo nominativo, rendendo così concreta la promessa di seguire le persone nel loro percorso di prevenzione: dopo almeno 6 mesi è possibile, online o tornando in farmacia, compilare un questionario di controllo e monitorare i propri progressi. I dati acquisiti, in forma rigorosamente anonima, daranno vita a un importantissimo studio di farmacoeconomia, portato avanti nei prossimi due anni con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il patrocinio di FOFI, per valutare l’impatto economico della prevenzione sul Sistema Sanitario Nazionale. L’obiettivo è ufficializzare il ruolo delle farmacie, e in particolare di quelle Apoteca Natura, nella filiera sanitaria, dimostrandone i benefici.
“È importante diffondere in modo capillare un messaggio chiaro e fondamentale – afferma il dott. Giuseppe Ventriglia di SIMG – e cioè che il nostro stile di vita è la medicina più importante. Alimentazione corretta, attività fisica regolare e abolizione dei fattori di rischio, come ad esempio il fumo e l’alcool, rappresentano le armi vincenti per combattere, a qualsiasi età, l’insorgere di patologie cardiovascolari.” Una battaglia che vede nuovamente fianco a fianco medici e farmacisti. “Continua la nostra collaborazione con SIMG incentrata sulla prevenzione – sottolinea il dottor Dario Camisasca, della farmacia Apoteca Natura S. Emerenziana a Roma – Siamo ogni giorno in prima linea e poniamo al centro del nostro lavoro il dialogo con i cittadini. Raccogliere i dati sulla salute, ascoltare le persone, indagare sulle loro abitudini alimentari e sullo stile di vita al fine di evitare l’insorgenza di gravi malattie come in questo caso quelle cardiovascolari, fa parte dei nostri compiti e dei servizi che offriamo”.

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Farmacie online illegali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2013

“L’Italia, nel recepire la direttiva europea 2012/26 ha indubbiamente apportato un elemento di chiarezza che avevamo più volte richiesto, e cioè l’esplicito divieto di vendita on-line di medicinali soggetti a prescrizione medica anche nel momento in cui, fatte salve le garanzie poste a livello comunitario, si disciplina la vendita a distanza dei farmaci da automedicazione” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, senatore Andrea Mandelli, commentando il testo dei decreti legislativi che vertono su contraffazione farmaceutica, e-commerce e farmacovigilanza. “Un altro aspetto fondamentale è che oggi il Ministero della Salute ha il potere di oscurare i siti che commerciano farmaci al di fuori delle regole stabilite, sulla base delle segnalazioni delle forze di polizia competenti e dell’Agenzia del Farmaco” prosegue Mandelli. “Siamo felici per la definizione imposta a tutta la materia, che la Federazione ha sempre indicato come ormai non più rinviabile per la tutela dei cittadini”.

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Farmacie: Dall’Ici all’Imu, conto salato per i titolari

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2012

Il passaggio dall’Ici all’Imu dovrebbe comportare per le farmacie aumenti d’imposta compresi mediamente tra il 70 e il 100%. Un po’ più di quello che si attendono i negozi (che calcolano incrementi medi di quasi il 62%) e un po’ meno di quanto dovrebbero essere costretti a pagare bar e ristoranti, per i quali la Federazione dei pubblici esercizi stima aumenti attorno al 92%.
Rischia di essere salato il conto che arriverà dall’imposta introdotta dal Governo Monti per arrivare al pareggio di bilancio nel 2013. Questo al meno è quello che dicono le stime degli esperti, da prendere con la dovuta cautela a causa delle numerose variabili in gioco e del fatto che i comuni devono ancora fissare gli incrementi d’aliquota di loro spettanza. In ogni caso, un’idea dell’esborso che aspetta i titolari è già possibile farsela: «Da un’analisi effettuata su un campione di farmacie ubicate in immobili di categoria catastale C1» spiega Marcello Tarabusi, commercialista «si evince che in media le farmacie si troveranno a pagare un’Imu il cui valore si aggirerà tra il 170 e il 200% della vecchia Ici. In alcuni casi però ci saranno esborsi anche maggiori: una farmacia con immobile la cui rendita catastale si aggira sui 4mila euro, per esempio, potrà pagare anche il 300% della vecchia Ici. È vero però che la nuova Imposta sostituisce anche la tassazione sulla rendita catastale, quindi nei fatti il peso del prelievo potrebbe risultare inferiore».
Resta in og ni caso confermato quello che già altri giornali, dal Corriere della Sera al Sole-24 Ore, scrivevano nei giorni scorsi per il più generale comparto del commercio: l’Imu rischia di riscaldare l’inflazione, perché gli incrementi di costo si riverseranno sui prezzi. E i farmacisti, con la fascia A dal prezzo unico e la C che invoca sconti, dove si rivarranno? (fonte: farmacista33)

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Scioscia: troppo pochi gli sconti in farmacia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 maggio 2012

Trovare una farmacia pronta agli sconti dopo l’entrata in vigore del decreto sulle liberalizzazioni è un’impresa. A dichiararlo Federazione nazionale delle Parafarmacie che fa riferimento a un’indagine pubblicata dal settimanale L’Espresso. «Da sempre sosteniamo che non c’è nessuna volontà dei farmacisti di contribuire all’abbassamento del prezzo dei farmaci» sostiene il presidente della federazione, Giuseppe Scioscia. «Secondo i dati forniti da L’Espresso (fonte Cervas- Bocconi, Cerm) si rivela che l’Italia è uno dei Paesi europei con un basso prezzo dei farmaci all’uscita della fabbrica, ma il vantaggio si perde quando arriva al cliente. Uno dei fattori emerso rivela margini di ricavo di grossisti e farmacisti troppo elevati, non vincolati, liberi da sconti obbligatori e venduti in un sistema dove è assente la concorrenza. La soluzione resta sempre la stessa: irrobustire il secondo canale, quello delle parafarmacie. Rinnoviamo pertanto al ministro della Salute, Renato Balduzzi, l’invito a un incontro urgente per rimettere mano al delisting della fascia C che ci trova profondamente insoddisfatti». Intanto, sempre dalla Federazione nazionale delle Parafarmacie è arrivata la notizia di un’ordinanza del Tar di Reggio Calabria che avrebbe riaperto «la partita sui farmaci di fascia C riconoscendo alle parafarmacie il diritto a dispensare tutti i farmaci a completo carico del cittadino. «Il Tar ha ritenuto fondate le discriminazioni operate nei confronti dei farmacisti di parafarmacie e dei relativi esercizi e ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale. Questa pronuncia, insieme a quella del Tar di Milano (ora al vaglio della Corte di giustizia Europea) rappresentano un punto di svolta decisivo per le nostre sorti».(farmacista33)

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Nuove farmacie, le Regioni tendono a contenere e i comuni a spingere

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2012

È una scelta discrezionale dei comuni mettere o no in apertura le farmacie che scattano dall’eccedenza di abitanti prevista dal decreto liberalizzazioni. Questa almeno è l’interpretazione che con il passare delle settimane prende piede in un numero crescente di Regioni: la prima era stata la Lombardia, poi un paio di settimane fa si è aggiunto il Veneto (con una circolare che dà anche per «facoltativa» l’istituzione della prima farmacia nei paesi con meno di 3.300 abitanti), quindi il Lazio, l’Umbria e ora anche Piemonte.
Non sempre però i comuni rispettano le indicazioni. Anzi, i casi di sindaci che mettono in apertura pure le farmacie risultanti dai resti sono cons istenti anche dove le Regioni hanno fatto di tutto per “pilotare” le operazioni: nel Lazio, per esempio, gli uffici regionali hanno fatto i conti per i comuni e poi hanno trasmesso i totali (senza resti) per un riscontro; in diversi casi tuttavia le amministrazioni municipali hanno rifatto le somme e messo in apertura anche le farmacie risultanti dalle eccedenze. Anche in Umbria molti centri hanno fatto di testa propria, aiutati peraltro dalla Regione che ha comunicato solo nei giorni scorsi i criteri per il calcolo dei nuovi presidi.A giudicare da quanto raccontano i presidenti di ordine che a livello locale seguono lo svolgimento delle operazioni, questa “dissintonia” tra regioni e comuni non è frutto di capricci ma di preoccupazioni politiche divergenti: negli uffici di parecchi assessorati regionali si cerca in ogni modo di contenere il numero delle nuove aperture per gli oneri burocratici che ne deriveranno e i potenziali effetti sulla spesa farmaceutica regionale; tr a i sindaci, invece, l’apertura di nuove sedi è spesso un fiore all’occhiello da esibire alle prossime amministrative o comunque un segnale di attenzione nei confronti della comunità, quindi più ce ne sono e meglio è. Ed ecco allora spiegato perché altrove si preferisca temporeggiare: in Basilicata la Regione se ne rimarrà alla finestra fino alla scadenza del 26 aprile, quindi commissarierà per poi procedere ai conteggi secondo le proprie preferenze. Intanto procede anche l’applicazione del comma 17: lettere ai titolari over 65 in cui si chiede di indicare il nome del nuovo direttore (ma senza porre termini perentori) sono in distribuzione anche in Campania, con l’Asl di Avellino tra le più veloci a spedire. E qualche titolare a lamentarsi sui giornali per l’efficienza. «È l’unica azienda sanitaria della regione dove i ritardi si contano in giorni» commenta il presidente dell’Ordine provinciale, Ettore Novellino «l’effici enza non può essere a senso unico».(fonte farmacista33)

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Savona: intesa medici-farmacie sulla sostituibilità dei generici

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2012

Sulla sostituibilità del generico a Savona è “gentlemen agreement” tra medici di famiglia e farmacisti. L’intesa, che verrà formalizzata nei prossimi giorni, nasce da una proposta di Fimmg e Federfarma, il sindacato dei titolari di farmacia e impegna le due professioni a garantire la continuità della confezione ad anziani, cronici e pazienti in politerapia. «In sostanza» spiega Gianmario Massazza, segretario provinciale della Fimmg «medico e farmacista si impegnano a non cambiare marca

Savona harbour

Savona harbour (Photo credit: Tiziano Caviglia (Rhadamanth))

del farmaco fino al termine della terapia, a prescindere dal fatto che la prima scelta sia stata dell’uno o dell’altro. Basta che il paziente porti con sé la scatoletta vuota o dica con quale prodotto aveva avviato la cura e quello gli verrà dato». L’intesa, che ora verrà mostrata a Snami e Smi (gli altri sindacati della Mg rappresentati nel savonese) per avere anche la loro adesione, mira a ridurre i problemi di compliance che gravano solitamente sui cosiddetti pazienti “fragili”. «Sappiamo da tempo quanto è importante, in certi casi, che colore e nome della scatoletta rimangano gli stessi» conclude Massazza «questo patto tra gentiluomini ha per obiettivo venire incontro agli assistiti attraverso una più stretta collaborazione tra le due professioni. Non mi pare un caso che un plauso all’iniziativa sia arrivato anche dalle associazioni dei consumatori». «La richiesta che ci arrivava dai medici» aggiunge dal canto suo Aldo Gallo, presidente di Federfarma Savona «era quella di tenere in considerazione i rischi cui vanno incontro anziani cronici e politrattati quando si trovano davanti anche una decina di confezioni. Abbiamo accettato di buon grado l’intesa perché la nostra prima preoccupazione è quella di ridurre al minimo errori e scambi nell’assunzione dei farmaci».(fonte farmacista33)

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Farmacie di Dalmine: contro il fumo la rete fa la forza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2012

È stato dimostrato che per smettere di fumare la rete sociale è importante: i migliori risultati si hanno se si fanno attività con i gruppi di mutuo aiuto o con un amico o con il partner. Lo sostiene Roberto Moretti, responsabile del progetto promozione salute dell’Asl di Bergamo che aggiunge: «In compagnia, con un obiettivo comune, è più facile smettere». Con queste premesse, sei farmacie di Dalmine (Bg) hanno deciso di fare rete proponendo insieme un progetto antifumo, che dopo due-tre mesi di sperimentazione potrà essere esteso a tutta la provincia. Il percorso inizia con una valutazione sia del grado di dipendenza del fumatore sia quello motivazionale, per poi differenziarsi a seconda del profilo che si delinea. Nel progetto sperimentale è incluso il servizio “Smsmetto” che consiste nell’invio, su richiesta, di messaggi gratuiti sul telefono cellulare che possano dare supporto emotivo, per esempio “Butta l’accendino e le sigarette”, “Bravo resisti!”. Inoltre, sono previste sedute di gruppo, organizzate dall’Asl, nove in tutto per un costo di 90 euro (meno della spesa mensile per un pacchetto di sigarette al giorno). Infine, nelle farmacie aderenti è possibile eseguire misurazioni del monossido di carbonio, che i fumatori possono eseguire prima di iniziare il percorso e dopo quando non saranno più fumatori. «Abbiamo un vantaggio culturale» commenta Giorgio Locatelli, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bergamo «che &egra ve; la cultura solidaristica di prevenzione». «La farmacia» aggiunge Giovanni Petrosillo, di Federfarma Bergamo «deve essere sempre più integrata nel sistema sanitario. È questa la farmacia in cui crediamo e non certo quella che emerge dalla recentissima riforma che ha inteso erroneamente inquadrare le farmacie solo come unità commerciali».(fonte farmacista33)

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Liberalizzazioni, le parafarmacie non chiudono

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2012

Giudizio «nel complesso positivo» al Dl sulle Liberalizzazioni approvato dal Parlamento delle parafarmacie il cui Forum, in una nota, annuncia che il 29 marzo rimarranno aperte «le 4 mila parafarmacie italiane che si impegnano, ove necessario, a sostituirsi alle farmacie per il tempo che queste rimarranno chiuse». «Sebbene il nostro obiettivo resta la vendita della fascia C, senza ombra di dubbio il decreto, che a breve diverrà legge dello stato, è un primo passo verso una più adeguata distribuzione del farmaco, e assegna alle parafarmacie e ai farmacisti che vi operano la dignità professionale a lungo negata» commenta il presidente del Forum nazionale delle Parafarmacie, Giuseppe Scioscia. «Il decreto liberalizzazioni nel suo complesso produrrà effetti, sia pure non immediati, sulla crescita economica aumentando la concorrenza e garantendo una vita più facile alle imprese. Non sarà dunque lo sciopero contro il provvedimento indetto da Federfarma a stoppare questa salutare boccata di ossigeno», conclude Scioscia. (fonte frmacista33)

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