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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Posts Tagged ‘farmacista’

Un testo base per disegnare il futuro del farmacista

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

Interno farmacia

Milano. E’ stato pubblicato il testo del disegno di legge “Disposizioni in materia di attività professionali del farmacista” presentato lo scorso 1° marzo dai Senatori Luigi D’Ambrosio Lettieri e Andrea Mandelli, vicepresidente e presidente della FOFI. Un atto che mira “ad allargare e aggiornare il perimetro al cui interno possono trovare sbocco le competenze e il patrimonio dei saperi del farmacista. Competenze e saperi acquisiti nel corso di studi, ma anche nella formazione post laurea, e che vanno valorizzati per offrire una risposta maggiore e migliore ai bisogni di salute del cittadino e alla governance del sistema, in primo luogo attraverso l’implementazione dei servizi cognitivi all’interno di una farmacia intesa come presidio sanitario polifunzionale” dice Luigi D’Ambrosio Lettieri. “La nostra è una professione antica che molto ha dato alla tutela della salute in Italia, ma che per continuare a dare un contributo all’altezza dei tempi richiede un’azione di svecchiamento e chiarimento degli ambiti e delle modalità di intervento del farmacista, anche come risposta alle evidenti difficoltà sul piano occupazionale” dice Andrea Mandelli. E così, accanto a indicazioni quali l’obbligatorietà della presenza del farmacista in strutture quali le case di cura, i Sert o gli istituti penitenziari, ce ne sono altre che mirano a includere nell’attività del farmacista l’esecuzione e la refertazione di analisi chimiche, chimico cliniche e bromatologiche o l’attività in campo nutrizionale, oltre alle attività di pharmaceutical care, a cominciare dal supporto all’aderenza alle terapie farmacologiche. Un’azione di riforma, dunque, che però, sottolinea D’Ambrosio Lettieri, “non può prescindere da una diversa e più stretta regolazione dell’accesso ai corsi di laurea, e a una programmazione aderente alle necessità del servizio farmaceutico e del sistema salute nel suo complesso”. Questo provvedimento, concludono i due senatori proponenti, rappresenta il “testo base” di un disegno di legge che, nel corso dell’iter legislativo, potrà essere integrato con le proposte che emergeranno nel corso di confronti e approfondimenti che la Federazione promuoverà a partire dall’imminente congresso nazionale FarmacistaPiù che si aprirà a Milano il prossimo 17 marzo.

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Della professione per l’universalità e la sostenibilità del SSN alla IV edizione di Farmacista Più

Posted by fidest press agency su domenica, 12 marzo 2017

Interno farmacia

Milano. Si aprirà il 17 marzo la quarta edizione di FarmacistaPiù, il congresso nazionale deila professione (Milano Congressi, piazza Carlo Magno,1, fino al 19 marzo) promosso e organizzato da Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Fondazione Francesco Cannavò, Unione Tecnica Farmacisti Italiani. Significativamente intitolato “La professione tra innovazione e politiche della salute per lo Stato e il mercato”, si articolerà in tre giorni di lavori sui grandi temi, e le grandi criticità, della sanità italiana affrontati dal punto di vista dello specialista del farmaco. “Come avviene per quelli delle società professionali europee, il nostro Congresso vuole essere il momento in cui la professione si confronta con gli stakeholder, per condurre un’analisi approfondita dello scenario, certamente, ma anche per dare il proprio contributo“ dice il vicepresidente della FOFI e presidente del Comitato scientifico, Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri. “Non dimentichiamo che l’assistenza farmaceutica, nell’ospedale come sul territorio, è un aspetto cruciale della tutela della salute, e il farmacista vi ha un ruolo fondamentale. La nostra professione sta evolvendo in funzione dei bisogni del Servizio sanitario e della collettività e ha sue proposte originali per conciliare la qualità delle cure e l’equità dell’accesso con la compatibilità economica”. “Fin dalla prima edizione di Farmacista Più abbiamo voluto che fosse non una kermesse, ma un appuntamento di professionisti della salute dal quale uscire portando con sé un’idea e non un gadget e questa filosofia è stata condivisa dai colleghi che ogni anno partecipano più numerosi” dice il presidente della FOFI, senatore Andrea Mandelli. “Da parte nostra abbiamo sempre cercato di far evolvere costantemente il nostro congresso in funzione diuna sempre maggiore partecipazione di tutti i colleghi”. Non mancheranno, come naturale, i temi che toccano più direttamente la professione in quanto tale: la formazione universitaria, le prospettive occupazionali, gli effetti del DDL concorrenza e delle ipotesi di apertura ai capitali. E proprio nel corso del convegno “Dal DDL concorrenza al DDL sulle prospettive occupazionali del farmacista. La parola al Governo e al Parlamento” (sabato 18 marzo) sarà presentato il DdL “Disposizioni in materia di attività professionali del farmacista” a firma dei senatori D’Ambrosio Lettieri e Mandelli. Molti e autorevoli gli interlocutori che interverranno al Congresso: dal Ministro della Salute, Onorevole Beatrice Lorenzin, al Viceministro dell’Economia Senatore Antonio Gentile, dal Direttore Generale dell’AIFA, professor Mario Melazzini al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Gualtiero Walter Ricciardi, dal professor Americo Cicchetti, Direttore Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari, al Professor Luca Pani membro del CHMP e del SAWP dell’Agenzia Europea del Farmaco.

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Farmacista e aderenza terapeutica, al via nuovo progetto

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2016

interventoSi chiama Friend-Pharma ed è il nuovo progetto scientifico che prevede il sostegno alla popolazione anziana (ultra sessantacinquenni) nell’aderenza alla terapia, ovvero nel supporto a una corretta e puntuale assunzione dei farmaci nella quotidianità rispetto a tempi, dosi e frequenza per l’intero ciclo della terapia. Nata su sollecitazione di Federanziani (associazione cui partecipano oltre 3,5 milioni di over 65enni in Italia) e Federfarmaco, l’iniziativa ha trovato come primi partner l’Ordine dei farmacisti di Brescia e Federfarma Brescia che hanno, poi, garantito la collaborazione scientifica dell’Università degli Studi di Brescia.«Se le persone affette da una malattia cronica assumessero regolarmente i farmaci così come prescritto dai medici – spiega a Farmacista33, Francesco Rastrelli presidente dell’Ordine dei farmacisti di Brescia – si potrebbero risparmiare ogni anno 14,9 miliardi. Una cifra significativa per un Sistema sanitario nazionale che rischia di non essere più sostenibile per una serie di ragioni, in particolare per il progressivo invecchiamento della popolazione (si prevede che gli over 65 diventeranno il 30,5% della popolazione totale nel 2050 a fronte dell’attuale 20,6%) e i relativi maggiori bisogni di salute che questa comporta». Un risparmio che è prodotto dalla riduzione degli eventi avversi, quali l’inferiore accesso a pronto soccorso e ospedalizzazione, la risoluzione della patologia negli stadi iniziali e una maggiore appropriatezza terapeutica e farmaceutica, con relativo contenimento della spesa. «Accade che sei anziani su dieci – continua Rastrelli – non seguano correttamente le indicazioni del medico, perché assumono i farmaci in dosaggio eccessivo o insufficiente. Inoltre interrompono le terapie senza il consenso del medico o prendono farmaci senza l’indicazione e senza conoscerne gli effetti e i rischi di eventuali reazioni avverse derivanti dall’interazione con altri medicinali. Per questo è nato il progetto Friend-Pharma, che coinvolgerà numerose farmacie a livello nazionale, di cui più di una cinquantina solo a Brescia».
Brescia, dunque, torna capofila di un progetto sull’aderenza alla terapia dopo quello di respiro nazionale (I-Mur) messo in campo dalla Fofi, per dimostrare l’impatto dell’intervento del farmacista sulla salute del paziente e sull’economia della spesa sanitaria. «Ripetiamo ora quella esperienza – aggiunge Rastrelli – proponendo un altro progetto, convalidato dal Comitato etico provinciale di Brescia, frutto di uno studio clinico progettato dall’Università di Brescia. Studio clinico che si rende necessario perché oltre che dar vita ad una sperimentazione, evidenza anche quali sono le ricadute in termini di risultati, di indicatori di processo e sugli esiti, capendo se c’è un miglioramento dell’efficacia terapeutica. Ma la cosa importante è che tutte le sperimentazioni che ci sono in corso, vengono realizzate attraverso uno studio clinico vero e proprio». Il progetto sarà presentato alle farmacie bresciane nei prossimi giorni e partirà entro la fine di ottobre. Si tratta di un vero e proprio studio clinico per valutare l’efficacia di un alert informatico (sms) e di un programma di counseling nel migliorare l’aderenza alla terapia farmacologica in pazienti anziani basso-aderenti. Prevede, nello specifico, il reclutamento di dieci anziani non aderenti (ovvero che non seguono correttamente quanto loro prescritto dal medico o dallo specialista) per farmacia, affetti da almeno due patologie croniche quali ipertensione e ipercolesterolemia. Cinque di loro riceveranno dei messaggi sms che richiamano l’assunzione del farmaco all’ora stabilita, mentre gli altri cinque non li riceveranno, essendo considerati solo come control test. Il farmacista ha il compito di arruolare i pazienti, dapprima con un colloquio e somministrando un test, e quindi di compilare con loro una scheda elettronica con delle informazioni di dettaglio e la posologia dei farmaci, mantenendo poi il rapporto nel tempo. «L’iniziativa vuole andare oltre i confini bresciani – conclude Rastrelli – partirà infatti anche a Verona, Genova e un’altra provincia della Puglia. Rientra nel modello professionale di farmacia dei servizi e conferma l’impegno di Ordine dei farmacisti e Federfarma Brescia per lo sviluppo e il miglioramento di nuovi e più moderni modelli professionali nella farmacia di comunità. La scientificità dell’intervento è garantita dall’Università di Brescia, grazie alla collaborazione del professor Maurizio Memo, ordinario di Farmacologia della facoltà di Medicina e chirurgia». (By Rossella Gemma) (foto: intervento) (fonte: farmacista33)

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Il farmacista ospedaliero tra scelte e futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2015

cataniaCatania dal 22 al 25 ottobre XXXVI congresso nazionale SIFO. L’evento vedrà riunirsi oltre 1.500 professionisti che lavorano nel campo sanitario: oltre ad un “esercito” di farmacisti degli ospedali pubblici e privati e delle strutture territoriali del Servizio sanitario nazionale (le pre-iscrizioni a dieci giorni dall’inizio dell’evento sfioravano il tetto delle 1000 persone), a Catania arriveranno anche autorità, rappresentanti del mondo dell’industria farmaceutica, professori, studenti e ospiti esterni. “Il Farmacista per Scelte, Interventi, Futuro, Outcome”, questo il titolo del congresso scelto dopo un certosino lavoro di selezione tra oltre 100 parole rappresentative dello scenario in cui in questo momento si muovono i farmacisti. Il congresso, che torna a svolgersi nel centro Le Ciminiere di Catania come accadde nel 2005, prende il via giovedì pomeriggio e prosegue fino a domenica. Quattro giorni densi di appuntamenti, tra lezioni magistrali (che vedranno in cattedra scienziati del calibro di Silvio Garattini e Napoleone Ferrara) e un corso pre-congressuale, lunch meeting, sei sessioni plenarie e 14 parallele. Per arricchire la sessione inaugurale di giovedì sarà lanciato un talk twitter all’insegna dell’hashtag #Sifo2015, mentre la sessione conclusiva di domenica si articolerà in un talk show condotto dal giornalista televisivo Franco Di Mare. Un’altra curiosità del congresso è il Worshop lab movie (a numero chiuso) di venerdì, pensato per formare farmacisti galenici a eseguire correttamente le preparazioni ma anche a produrre video efficaci per insegnare ai colleghi i dettagli della galenica. Ogni giorno, poi, dalle 14 alle 15, ci sarà uno spazio dedicato ai simposi aziendali, nei quali saranno affrontate le novità del momento.
A fare gli onori di casa come presidente del congresso ci sarà Franco Rapisarda, segretario nazionale SIFO e direttore del Dipartimento strutturale del farmaco all’Asp di Catania, a cui spetterà il compito di accogliere gli oltre mille colleghi arrivati in Sicilia per questo momento di confronto sui temi attuali in campo farmaceutico e sui progetti avviati e portati a termine da SIFO nel corso dell’ultimo anno. Il congresso sarà pertanto l’occasione per parlare del nuovo regolamento europeo per la sperimentazione clinica, ma anche dell’Health tecnology assestment, dei dispositivi medici e di appropriatezza ed errori di terapia, ma anche di molto altro. E ancora, quella di Catania sarà anche la vetrina da cui presentare un manuale sul rischio clinico messo a punto da SIFO per promuovere una maggior consapevolezza nei farmacisti e un’appropriata interpretazione delle prescrizioni compilate dai medici. Quello sul rischio clinico non sarà l’unico manuale che verrà present ato al congresso: ce ne saranno anche due sul tema dell’Hta e uno sui farmaci biosimilari, una sulla gestione dei gas medicinali, oltre ad un vademecum per gli specializzandi e a due documenti di indirizzo sul rischio chimico.“Quello che questo congresso si prefigge, perché è la sfida dei prossimi anni, è discutere e capire insieme il fatto che, per assicurare l’equità dell’accesso ed il diritto delle cure,è necessario saper fare delle scelte, scelte consapevoli e professionali, ma sempre più anche di tipo etico, che coinvolgeranno inevitabilmente le coscienze e i comportamenti dei decisori, costretti ad assumersi piena responsabilità”, afferma Franco Rapisarda, presidente del congresso. In questo scenario, conclude Rapisarda, “dovremo pensare a un processo decisionale al quale anche il farmacista con la sua storia e la sua cultura, ma anche con le sue conoscenze specialistiche, potrà e dovrà contribuire”.

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Il farmacista a supporto dell’aderenza alla terapia

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2015

farmacia verbanoRoma, 12 ottobre 2015 – h. 11,30 Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama. Lo studio Re-I-MUR, patrocinato dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani e condotto con la Medway School of Pharmacy dell’Università del Kent, rappresenta il primo studio randomizzato e clusterizzato mai condotto nel setting della farmacia italiana, e si propone di valutare l’impatto dell’intervento del farmacista a supporto dell’aderenza alla terapia sulla salute dei pazienti affetti da asma e sui costi sanitari correlati. Per la dimensione del campione e per l’estensione geografica – sono state interessate 15 regioni per un totale di 1.327 pazienti e 216 farmacisti – Re-I-MUR rappresenta il più vasto studio europeo dedicato alla pharmaceutical care nell’ambito della farmacia di comunità.

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Il cittadino è più attento alle cure se interviene anche il farmacista

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2015

farmacia verbano“Condividiamo le preoccupazioni espresse dall’Agenzia del Farmaco a proposito della scarsa aderenza alla terapia, che partono da dati inequivocabili confermati anche dalla nostra prima sperimentazione condotta sui pazienti asmatici: solo il 18% dei pazienti non presenta alcun problema con la terapia prescritta: il 46% dimenticava di assumere i farmaci o li assumeva scorrettamente e il 60% presentava qualche difficoltà nell’uso dei medicinali prescritti” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani Andrea Mandelli. “Ma, e anche questo è un dato scientificamente provato, aumentare l’aderenza alla terapia è un compito che richiede l’intervento di tutti i professionisti sanitari, a cominciare dai farmacisti. Nella sola Inghilterra, le farmacie accreditate hanno eseguito nel primo semestre 2015 oltre un milione e trecentomila prestazioni a supporto dell’aderenza terapeutica. Si tratta della revisione dell’uso dei medicinali (MUR, Medicine Use Review) che la Federazione degli Ordini ha sperimentato in Italia e sulla quale ha promosso uno studio randomizzato e controllato di cui a breve verranno comunicati i risultati. Questo studio, che si chiama Re I-MUR ed è stato condotto in 10 regioni, è già stato segnalato dal NICE inglese per la sua impostazione rigorosa e innovativa” spiega Mandelli. Dalle prime analisi si conferma che l’intervento del farmacista in collaborazione con il medico curante può migliorare lo stato di salute del paziente e ridurre il costo dei trattamenti. “E’ uno strumento fondamentale per la gestione delle malattie croniche, che ha dato un contributo significativo al miglioramento del processo di cura in paesi come il Canada e la Nuova Zelanda, ma anche in Belgio. Come rappresentanza della professione abbiamo ritenuto importante studiare e adattare l’MUR alla realtà italiana e offrire questo strumento alla sanità italiana a vantaggio, in primo luogo dei cittadini. Chiediamo quindi che i mezzi e le strategie per aumentare l’aderenza alle terapie vengano messi all’ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni: la Federazione degli Ordini è pronta a presentare proposte concrete”.

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Ipertensione, il telemonitoraggio del farmacista è efficace

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2012

I pazienti che vengono seguiti da un farmacista mediante telemonitoraggio unitamente a un supporto per la gestione dell’ipertensione sanguigna, hanno più probabilità di migliorare i valori pressori, rispetto a quelli che non ricevono sostegno supplementare. Lo ha rilevato una ricerca presentata alle American heart association’s quality of care and outcomes research scientific sessions 2012. I soggetti inclusi nel programma di telemonitoraggio, erano stati istruiti a inviare i valori pressori misurati a casa con dispositivi elettronici, tramite un sito web ad accesso protetto. Dal canto loro, i f armacisti potevano accedere alle letture e consultavano il paziente ogni due o quattro se settimane per telefono. Per avere dati certi e corretti, per tutti i 450 soggetti era prevista una misurazione iniziale e dopo sei mesi, presso un centro clinico coinvolto nella ricerca. Gli autori hanno rilevato che la riduzione della pressione al di sotto di 140/90 mm Hg interessava il 45,2% del gruppo in terapia tradizionale e il 71,8% del gruppo “telemonitorato”. Inoltre in questo gruppo il calo era più marcato, infatti, se al basale i valori medi si attestavano 148/85 mm Hg, dopo un semestre di programma la media era scesa a 126/76 mm Hg contro 138/82 mm Hg dell’altro gruppo. I vantaggi si sono evidenziati anche sul fronte terapeutico, con una maggior aderenza alla terapia e gli stessi pazienti telemonitorati confermavano di essersi ricordati più facilmente di assumere i farmaci correttamente. L’attività del farmacista, on line e telefonica, diventa, quindi, un valore a ggiunto nella gestione dell’ipertensione e, secondo gli autori, «se questi primi risultati potessero essere mantenuti nel lungo periodo, potrebbe diminuire il numero di attacchi cardiaci, ictus o altra complicazione di alta pressione sanguigna».(fonte farmacista33)

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In Friuli un convegno sul nuovo status del farmacista

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 aprile 2012

Avviare una riflessione sullo stato della farmacia nel contesto di un quadro normativo in continua evoluzione e trovare un punto di equilibrio tra servizio al cittadino e impresa etica. Questo sarà al centro del convegno “La farmacia in Italia oggi: tradizione e prospettive”, organizzato a Codroipo (Ud) dal Conasfa e dalle associazioni farmacisti non titolari della provincia di Pordenone e di Udine, con il patrocinio dell’Ordine regionale. Il convegno si propone di indagare la status e l’essenza della farmacia alla luce delle modifiche al sistema della distribuzione, dovute alle ultime modifiche normative, ma anche del concetto della farmacia dei servizi. In particolare, la discussione sarà diretta a capire come sia possibile raccordare le nuove esigenze del Ssn, sempre più alle prese con tagli ai finanziamenti e contemporaneamente con diversi bisogni di salute, e dare una risposta efficiente al territorio. Un aiuto alla discussione arriva anche dal quadro sulla situazione al di fuori dei confini nazionali, con uno sguardo alle realtà europee. Parte importante della discussione andrà poi all’ordinamento didattico e alle possibilità formative per la figura del farmacista che è chiamato a esercitare un ruolo sempre più centrale.(fonte farmacista33)

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Rapporto paziente farmacista

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2011

Heidelberg Apoteke Museum

Image by dr_stupid58 via Flickr

«Ha un significato particolarmente rilevante il rapporto fiduciario e di conoscenza consolidato nel tempo, che esiste tra paziente e farmacia. Sono elementi, questi, che è importante considerare quando si intenda ampliare la liberalizzazione della vendita dei medicinali». Lo afferma il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, in merito alla misura contenuta nel decreto presentato dal presidente del Consiglio, Mario Monti, sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C. «Il farmaco è un bene con caratteristiche peculiari, che contribuisce in maniera sostanziale a migliorare la vita delle persone» sottolinea Scaccabarozzi . «Proprio a garanzia della salute dei cittadini sono previsti, in ogni fase dello sviluppo e della commercializzazione, controlli molteplici e severi secondo rigorosi standard internazionali».

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Farmacista: è affare di famiglia?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

Gran cosa la famiglia, soprattutto se si vuole fare il farmacista, il medico o l’avvocato. Lo conferma una ricerca sulle professioni regolamentate condotta dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti e presentata in un workshop ospitato dall’Università Bocconi di Milano: tra i farmacisti il numero dei figli o dei nipoti che fanno lo stesso lavoro del papà o del nonno risulta superiore di 3,5 volte alla media che si riscontra nella più ampia e indistinta platea dei liberi professionisti; esattamente la stessa incidenza che si registra tra gli avvocati e mezzo punto sotto i medici, dove la “trasmissione” del camice è addirittura 4 volte superiore alla media. Lo si può chiamare “familismo” e per gli autori dello studio, che ha misurato l’incidenza delle “dinastie professionali” in undici professioni regolamentate (tra le quali anche notai, giornalisti e commercialisti), rappresenta un gigantesco punto interrogativo rispetto all’efficienza e alla qualità dei servizi che quelle stesse professioni erogano. Il “familismo”, infatti, potrebbe avere effetti virtuosi nel caso in cui «i figli di bravi professionisti ricevono dai genitori formazione e consigli utili a diventare anch’essi bravi professionisti». Rischia invece di diventare nepotismo quando la tradizione familiare si fa soltanto scorciatoia per l’ingresso nella professione, in barba alla meritocrazia e alle finalità stesse degli Ordini, che difendono l’accesso selezionato per garantire standard qualitativi elevati. Dallo studio arrivano stime che sembrano confermare entrambe le ipotesi. Nel caso dei medici, per esempio, il “familismo” pare avere effetti virtuosi, perché dove il fenomeno è più diffuso (Sud Italia e Nord est) si registrano dati sociosanitari migliori. Valutazioni apparentemente opposte per commercialisti e consulenti del lavoro, perché nelle regioni con più forte familismo si associano tassi più elevati di evasione fiscale e liti sul lavoro. Al di là di dati empirici che gli stessi autori prendono con le dovute cautele, lo studio serve ad avviare una seria riflessione sull’istituto ordinistico. «Come indicato anche dal Garante della Concorrenza» ricordano i ricercatori «esistono al momento numerose norme che poco hanno a che vedere con la necessità di garantire un elevato livello di qualità dei servizi offerti nelle libere professioni». In particolare, gli autori invitano gli ordini ridurre il più possibile qualsiasi conflitto di interesse nell’esame di ingresso, « evitando che sia preparato e/o corretto dagli iscritti all’albo che saranno a breve concorrenti diretti dei neo-iscritti». Inoltre, gli albi dovrebbero distinguere il ruolo di garanti della qualità dei servizi offerti dai propri iscritti da quello di organi di rappresentanza della categoria, «magari creando due strutture separate che svolgano in totale autonomia queste due diverse funzioni». (fonte farmacista33)

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Farmaci fascia C

Posted by fidest press agency su domenica, 5 dicembre 2010

CONASFA Federazione Nazionale delle Associazioni dei Farmacisti Non Titolari esprime soddisfazione nell’apprendere che l’emendamento 1.184 all’AS 2464, per permettere la vendita dei farmaci di fascia C al di fuori delle Farmacie, sia stato respinto. Il Farmaco, infatti, non è un bene di consumo qualsiasi. Il Farmaco di fascia C, che richiede la
prescrizione del medico, deve essere tenuto al di fuori delle logiche di mercato, proprie degli esercizi commerciali, e restare legato alle necessità di salute dei cittadini. Proprio a queste necessità ha sempre cercato di dare risposta il Farmacista in Farmacia. Non vanno inoltre dimenticati i possibili risvolti occupazionali che provvedimenti di questo tipo rischierebbero di avere sui 40.000 Farmacisti dipendenti di Farmacia

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Farmacista ospedaliero

Posted by fidest press agency su domenica, 26 settembre 2010

Il ruolo dei farmacisti ospedalieri sta per cambiare. Il ministero della Salute sta, infatti, lavorando per creare la figura del farmacista di dipartimento, che sarà presente in ogni dipartimento ospedaliero nella veste di consulente per il medico, sulla scorta di modelli già adottati negli Stati uniti e in Germania. Lo hanno reso noto alcuni tecnici del ministero della Salute, durante un seminario sulla gestione del rischio clinico e sicurezza nell’uso dei farmaci. «Negli ospedali i singoli reparti sono stati ormai conglobati nei dipartimenti, cui fanno riferimento più discipline insieme – spiega Filippo Palumbo, capo dipartimento Qualità del ministero della Salute – Spesso però per il medico è molto difficile avere un dialogo con il farmacista ospedaliero, perché magari la farmacia ospedaliera è lontana o ci sono code lunghe. La nostra idea è quella di avvicinarla di più ai medici, mettendo un farmacista in ogni dipartimento ospedaliero, in modo da affiancarli nell’attività clinica nella veste di consulenti fissi, mantenendo anche la loro attività di distribuzione interna dei farmaci». Questo tipo di figura, che già alcuni ospedali italiani hanno iniziato ad implementare, «sarà più realizzabile – conclude Palumbo – negli ospedali di medie e grandi dimensioni, dopo che verranno riconvertiti quelli piccoli». (fonte farmacista33)

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Il Farmacista di dipartimento in oncologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

Camerino. Ha preso il via il Programma promosso da Ministero Salute e Società Italiana di Farmacia Ospedaliera sul Farmacista di Dipartimento in ambito oncologico. L’iniziativa, finanziata dal Ministero della Salute e scaturita da un accordo tra il Ministero stesso e la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera si propone di produrre un modello di riferimento per avviare l’introduzione del Farmacista di Dipartimento in ambito oncologico nelle strutture sanitarie al fine di ridurre gli errori in terapia e migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie. La sperimentazione si svolgerà al momento solo presso cinque Aziende Sanitarie in tutta Italia e tra queste figura anche l’Azienda Ospedaliera – Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona. Università di Camerino e Asur Marche hanno precorso i tempi in questo settore, nello scenario regionale e italiano. Già nel 2006, infatti, l’Asur Marche, a quel tempo diretta dal dott. Antonio Aprile, e la Facoltà di Farmacia di Unicam organizzarono, in collaborazione con la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO) regionale e con il Centro Studi SIFO del Mario Negri Sud, un corso di perfezionamento dal titolo “Il farmacista collaboratore del medico nel governo clinico” per farmacisti del Servizio Sanitario Regionale (SSR). Il corso, dedicato a tematiche quali le metodologie di informazione e documentazione sul farmaco, la medicina basata sulle evidenze, il risk management, la farmacovigilanza, ha approfondito il tema delle opportunità legate ad una più stretta interazione professionale tra farmacista ospedaliero e medico ospedaliero nella gestione del governo clinico. Per ciascuna Azienda Sanitaria sono stati individuati un farmacista tutor strutturato e un farmacista borsista specializzato in Farmacia Ospedaliera, ma non strutturato.

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Il farmacista affianca il medico in corsia

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2010

Risparmiare il 40% della spesa per medicinali e ausili terapeutici (dai cerotti ai pacemaker) negli ospedali italiani. Un obiettivo ambizioso ma che si può raggiungere  con l’impiego dei farmacisti di dipartimento che lavorano in corsia a stretto contatto con il medico e permettono una gestione più oculata del farmaco nei nosocomi italiani, abbattendo inoltre del 30% le possibilità di errori come gli scambi delle medicine tra un paziente e l’altro. Dati sorprendenti ma reali, che si basano su risultati già registrati in alcuni ospedali italiani. Perciò il Ministero della Salute, dipartimento della Qualità, in collaborazione con la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO), la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e la European Association of Hospital Pharmacists (EAHP), ha avviato il progetto ‘Farmacista di Dipartimento’. La prima fase, dedicata alla formazione, si è svolta a Roma presso il Ministero e si è appena conclusa.  Dal primo luglio partirà la sperimentazione sul campo. Dieci farmacisti sono pronti a scendere in corsia alle Molinette di Torino, all’Istituto Oncologico Veneto di Padova, agli Ospedali Riuniti di Ancona, all’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari e all’Ospedale San Vincenzo di Taormina (Me). La sperimentazione, prima nel suo genere in Italia, si concluderà a marzo 2011 con una giornata di presentazione del documento di indirizzo che illustrerà il modello di riferimento per avviare l’introduzione del Farmacista di Dipartimento nelle Strutture sanitarie italiane. “La fase di formazione del Programma ‘Il Farmacista di Dipartimento quale strumento per la prevenzione degli errori in terapia e l’implementazione delle politiche di Governo clinico in ambito oncologico’, promosso dal Ministero della salute in collaborazione con SIFO e FOFI – spiega il dott. Filippo Palumbo, Capo Dipartimento della Qualità del Ministero della Salute – ha avuto la finalità di dotare i farmacisti delle competenze necessarie per poter svolgere l’attività di farmacista di dipartimento ai fini della sicurezza dei pazienti in ambito oncologico/oncoematologico e contribuire all’elaborazione di un modello di farmacista di dipartimento che possa essere adottato in realtà diverse e in ambiti diversi da quello oncologico, anche assicurando  il contributo nella prevenzione degli errori in terapia farmacologica e quindi nel miglioramento della qualità delle cure. Il corso ha fornito anche gli strumenti necessari a migliorare gli aspetti professionali correlati alla comunicazione per assicurare una rapida ed efficace integrazione con le diverse figure del dipartimento. Le lezioni sono state tenute da relatori nazionali ed internazionali, esperti del tema della sicurezza dei pazienti, fra cui tutto l’Ufficio III Direzione generale della programmazione sanitaria, referenti SIFO e FOFI”.

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“Il farmacista on line”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 maggio 2010

Forte del successo ottenuto dalla sua attività di informazione e formazione rivolta alla professione, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani compie ora un ulteriore passo avanti nella capacità di comunicazione. Nel mese di luglio, uscirà il primo numero del nuovo quotidiano elettronico rivolto agli ottantamila farmacisti italiani.  Il Farmacista on line – questo il nome scelto per la nuova testata – si propone di rendere ancora più dinamica l’informazione politico sanitaria, scientifica ed economica rivolta ai professionisti del farmaco italiani. Il Farmacista on line, oltre a fornire un’informazione tempestiva, sintetica e puntuale, sarà anche il veicolo di una vasta gamma di servizi aggiuntivi on demand, pensati per le diverse aree di attività in cui oggi il farmacista è inserito: dalla farmacia di comunità all’ospedale, dall’industria alla distribuzione intermedia. Questa e altre novità sono rese possibili anche grazie alla partnership con la Euro Rscg Life, multinazionale leader nella comunicazione nel settore della salute, che curerà il rinnovamento del sito ufficiale della Federazione (www.fofi.it) e l’organizzazione delle attività ECM federali sia di formazione a distanza sia residenziali.  “Desidero ringraziare l’editore Edra-Elsevier che ci ha supportato finora nelle nostre attività di comunicazione on-line” dice Andrea Mandelli, Presidente della Federazione “così come desidero esprimere la soddisfazione per i progetti elaborati con il nostro nuovo partner Euro Rscg Life”; progetti, ha proseguito Mandelli, che saranno illustrati nel corso del convegno “Farmacista e Federazione: un dialogo in continua evoluzione per un professionista al servizio della comunità” che si terrà il 16 giugno a Milano presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci, in Via San Vittore, 21.

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Le conoscenze informatiche del farmacista

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2009

Ancona 31 maggio 2009 ad con inizio alle ore 10.00, nella suggestiva cornice del Teatrino del Poggio (Via del Poggio,1), un convegno di presentazione di una ricerca sulle conoscenze informatiche del farmacista condotta in collaborazione tra la Facoltà di Farmacia dell’Università di Camerino, la Consulta Regionale dei Farmacisti delle Marche e gli Ordini delle quattro Province marchigiane. La ricerca, è stata supportata da Telemeditalia, il mensile on-line di tecnologie sanitarie, sanità, salute.   “L’informatica e le possibilità di scambio in tempo reale di dati, grazie alla diffusione delle procedure dell’Information and Communication Technology (ICT) – sottolinea il Prof. Francesco Amenta, docente Unicam della Facoltà di Farmacia – consentono agli operatori sanitari, in particolare ai farmacisti, di avere accesso ad un grande numero di informazioni utili per offrire ai cittadini-utenti il migliore servizio. Per un ottimale e più proficuo utilizzo delle risorse della ICT è peraltro indispensabile che il farmacista abbia un adeguato background che gli permetta in futuro di accedere anche, per la parte che lo riguarderà, al fascicolo sanitario personale. L’indagine realizzata dai ricercatori della Facoltà di Farmacia di Unicam – prosegue il Prof. Amenta – è proprio dedicata alla conoscenza di tale background e, oltre a fotografare la situazione attuale, ha messo in evidenza le esigenze specifiche di formazione dei futuri farmacisti e la necessità che vengano concretamente realizzate”. Il convegno è stato accreditato ai fini dell’Educazione Continua in Medicina (ECM) per il farmacista.

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