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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 19

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38esimo Congresso della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (Sifo)

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

Hotel Rome CavalieriSi terrà a Roma dal 23 al 26 novembre (Hotel Rome Cavalieri). Metterà al centro della sua riflessione proprio ‘Il farmacista nel futuro del Sistema Salute’. Un titolo specifico capace di coinvolgere l’interesse di un ambito molto vasto di professionisti, di specialisti e di osservatori del nostro sistema sanitario perché vuole interrogare e approfondire il ‘domani’ del nostro Ssn alla luce di ciò che già oggi si può definire e intuire come strada del cambiamento e dell’innovazione.
“Il messaggio che Sifo intende lanciare durante il Congresso di Roma, sarà in continuità con il percorso già sviluppato negli ultimi anni”, dichiara Simona Creazzola, presidente nazionale Sifo, “I farmacisti sanno, di fronte alle importanti emergenze di crisi e cambiamento del SSN, di dover ‘fare quadrato’ con tutti gli attori coinvolti, per la salvaguardia della salute e a difesa del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Oggi ci sentiamo più che mai pronti ad assumerci le responsabilità connesse alla rilevanza del nostro profilo professionale, lavorando in sinergia con gli altri stakeholders in una logica funzionale di integrazione delle competenze. E’ ormai chiaro che gli stessi decision makers sono certi che valorizzare e consolidare la figura del farmacista del SSN sia un elemento strategico per il successo delle azioni di politica sanitaria e per garantire la sostenibilità del sistema; dal canto nostro siamo consapevoli delle responsabilità che ne derivano e siamo pronti ad attivare ulteriori azioni per ottimizzare l’apporto offerto dalla nostra professione. Al farmacista del Ssn, infatti, si chiedono sempre più conoscenze e competenze, versatilità nel recepimento dei cambiamenti, acquisizione di responsabilità maggiori”.
“Come professionisti- conclude il presidente Creazzola- siamo pronti a giocare la nostra parte, ma occorre riconoscimento istituzionale in tutti gli ambiti di nuova attività e competenza e investimenti conseguenti da parte delle istituzioni”. Per seguire questa impostazione di alto profilo nazionale, l’assise della Sifo vedrà nella sua giornata inaugurale (il 23 novembre) i rappresentanti politici, del Governo, delle Istituzioni, del Ministero, delle Regioni, dell’Aifa e di Farmindustria dialogare per cercare di delineare quale sarà la vision futura per il Ssn e per la professione del Farmacista Ospedaliero. Per l’evento di apertura Congressuale sono stati invitati il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ed il Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. Insieme a loro anche il Sottosegretario al Miur, Vito de Filippo, il Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, il Direttore Generale di Aifa, Mario Melazzini, il Segretario Generale di Cittadinanza Attiva, Antonio Gaudioso.
Il congresso avrà anche l’onore di proporre la lettura magistrale del presidente dell’AIFA, Stefano Vella, su ‘Dall’Aids alla Salute Globale: un modello per l’accesso universale ai Farmaci’, evento centrale di un simposio che già si preannuncia come strategico per il dibattito sul futuro del ‘sistema salute’. Nelle giornate congressuali si susseguiranno sessioni sui temi nevralgici dell’innovazione, della ricerca e della gestione, iniziando dall’analisi del nuovo Decreto Gelli sulla responsabilità professionale all’innovazione terapeutica, dai dispositivi medici innovativi ai vaccini, dalla cannabis per uso terapeutico alle nuove frontiere della medicina di precisione in oncologia, dal ruolo del farmacista nei processi di acquisizione dei beni sanitari alla gestione dei dati in campo sanitario, dando in quest’ultimo evento ampio spazio a un tema particolarmente delicato come la real world evidence e l’integrazione dei database nazionali.
Nell’epoca delle comunicazioni condivise anche lo stile con cui Sifo avvia il suo Congresso sarà particolarmente collaborativo e dinamico: “Lo stile che ci contraddistingue per i nostri lavori è quello della condivisione di idee e di obiettivi messi a sistema con il contributo di figure professionali multidisciplinari”, è la precisazione di Arturo Cavaliere, Presidente del Comitato Organizzatore del Congresso di Roma. “Nel nostro Comitato abbiamo voluto la presenza qualificata di professionisti di alto valore provenienti da altri ambiti professionali ed a questi abbiamo aggiunto anche la forte rappresentanza dei cittadini che sono i veri attori centrali del sistema sanitario. Credo che l’apporto di idee e competenze e di nuovi modelli di interscambio professionale abbia sortito un programma di alto contenuto scientifico tutto da seguire”.
Così nel Comitato Scientifico – presieduto da Piera Polidori, farmacista dell’Ismett di Palermo – ci sono i nomi di Marcella Marletta (Ministero Salute), Walter Ricciardi (Iss), Giovanna Scroccaro (Servizio del Farmaco, Regione Veneto), Tonino Aceti (Cittadinanzattiva), Marina Cerbo (Agenas), Lorella Lombardozzi (Regione Lazio), Roberta Di Turi (Sinafo), Annarosa Marra (AIFA), solo per citare alcuni degli esperti che hanno contribuito a sviluppare il programma congressuale. Particolare attenzione è stata poi data nel programma alle best practice, “un argomento”, precisa il Presidente del Comitato Organizzatore, “su cui Sifo è impegnato da tempo con le numerose aree scientifiche che sono abitualmente concentrate durante l’anno e che durante il Congresso giungono così a sintetizzare il lavoro svolto”.
E Cavaliere aggiunge: “Voglio inoltre ricordare che il Congresso si chiuderà con il confronto con i colleghi europei per cercare di identificare insieme percorsi comuni per tutti quei giovani che desiderano percorrere la bellissima strada della nostra professione”. L’ultima plenaria Sifo darà vita infatti al Confronto europeo sugli Statement della farmacia ospedaliera, simposio che ha l’obiettivo di identificare il futuro dei giovani farmacisti a cui parteciperanno anche rappresentanti delle associazioni europee di farmacisti. A conferma dell’attenzione verso i giovani professionisti, il Congresso Sifo si concluderà domenica 26 novembre con la consegna dei premi per i migliori e più innovativi Poster in Farmacia ospedaliera.

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Farmacisti ospedalieri: risorsa da rivalutare

Posted by fidest press agency su martedì, 25 ottobre 2011

Il Grande Farmacista

Image by indrasensi via Flickr

Sono interlocutori primari nel settore della sanità ma poco conosciuti. Negli ospedali il rapporto tra medici e farmacisti è di 60 a 1. Eppure il ruolo del farmacista ospedaliero è fondamentale: facilita l’amministrazione dei budget di spesa a disposizione di ciascun reparto, fornendo alla direzione sanitaria i dati per un controllo di gestione organico, nel rispetto delle esigenze delle diverse unità operative.
Benevento, 24 ottobre 2011 – Nell’immaginario collettivo è immediato vedere un farmacista dietro il bancone di una farmacia, così come è diretta la visione di un medico accanto al letto di un malato in un reparto d’ospedale. Invece non è altrettanto naturale immaginare un farmacista in ospedale. A giocare a sfavore del farmacista ospedaliero sono anche i numeri. Mentre sul territorio si trova una farmacia con almeno un farmacista ogni cinquemila abitanti, la stessa distribuzione territoriale non vale per gli ospedali e il rapporto numerico tra medici e farmacisti è di 60 a 1. Non è così in altri Paesi. Ad esempio in Spagna l’organizzazione del servizio prevede una farmacia centrale con più farmacie satellite adeguate alle caratteristiche dei reparti afferenti. Da un’indagine promossa dalla SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera) risulta che solo il 44% degli operatori sanitari ospedalieri (medici, biologi, fisioterapisti, infermieri professionali, ecc.) conosce esattamente l’attività della farmacia ospedaliera. Naturalmente il farmacista ospedaliero non si occupa solo del rifornimento farmaci ai reparti ma il suo ambito applicativo è vario e complesso, come spiega la dottoressa Assunta Racca, direttore di Struttura Complessa di Farmacia Ospedaliera presso l’Azienda ospedaliera “G. Rummo” di Benevento.
Il recupero della dimensione clinica e di un rapporto diretto con il paziente ha proiettato i farmacisti ospedalieri verso un nuovo tipo di assistenza farmaceutica (pharmaceutical care) che li vede ogni giorno in prima linea accanto ai medici. Oggi sono parte integrante di team multidisciplinari, partecipando alle scelte delle terapie farmacologiche e intervenendo in modo più mirato su ogni aspetto legato al farmaco. “Il farmacista nei reparti può essere di aiuto nella scelta appropriata dei farmaci, dei dosaggi più adeguati alle esigenze del singolo paziente, della riduzione del rischio di interazione tra farmaci – precisa la dott.ssa Racca -. Può condividere con il medico modifiche di terapia farmacologica e fornire un servizio di informazione scientifica sui farmaci. In sintesi, può contribuire a migliorare la qualità delle cure, razionalizzandone i costi. I farmacisti ospedalieri però non sono numerosi e far fronte alle differenti esigenze dei reparti diventa complesso e gravoso”.

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Dirigenti ospedalieri: prevalgono le donne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2010

La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (Sifo) plaude alle iniziative annunciate in questi giorni dal sottosegretario alla salute Francesca Martini  dirette a facilitare l’accesso delle donne a posizioni apicali nell’ambito del Sistema sanitario nazionale (Ssn). «I farmacisti ospedalieri rappresentano già un’eccezione nel Ssn – afferma Laura Fabrizio, una delle poche donne presidente di una società scientifica italiana, la Sifo – la maggior parte infatti, così come del resto i soci dell’associazione che rappresento, sono donne. Rispetto alla media nazionale del Ssn in cui, come riportato dal sottosegretario Martini, solo il 35% delle donne ha un ruolo di dirigente e un 10% ricopre incarichi apicali, il 77% dei farmacisti dirigenti degli ospedali e delle Asl sono donne e le stesse ricoprono circa il 60% degli incarichi apicali. Oggi appare necessario prevedere delle forme contrattualistiche e di organizzazione  del lavoro che tengano conto delle esigenze specifiche delle donne. Per questo riteniamo di poter dare il nostro contributo di esperienza per far sì che le quote rosa si amplifichino anche nel settore medico, raggiungendo quelli standard che, specie nei paesi del Nord Europa, sono ormai consolidati». Nonostante tutti gli sforzi diretti a conquistare la parità professionale, le donne sono ancora meno presenti nelle posizioni che contano nell’ambito del sistema sanitario e delle società scientifiche stesse, e ciò potrebbe incidere anche nel campo della farmacologia e nella clinica. «Molto andrebbe fatto ad esempio nella preparazione di medicinali  tarati “ad hoc” per le donne – aggiunge la Fabrizio – oltre che sul fronte dei trial clinici, della sicurezza delle terapie e della rilevazione degli effetti collaterali. Tutti fattori che come farmacisti operanti negli ospedali e nelle corsie ci vedono impegnati ogni giorno per far sì che le donne ricevano trattamento adeguati e di qualità.  Crediamo infine che il convegno sulla femminilizzazione del Ssn, annunciato dal Ministero per il prossimo ottobre, rappresenti un’occasione unica per dare rilievo a tali questioni e rilanciare con forza il ruolo primario delle donne nell’ambito del sistema sanitario italiano». (fonte farmacista33)

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