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Scuola: Contratto, aumento farsa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 settembre 2017

ministero-finanzeIl finanziamento pubblico è contenuto nella Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza che preannuncia la Legge di Bilancio 2018: se si divide la quota stanziata per i 3,1 milioni di dipendenti e dirigenti pubblici, la cifra copre appena 516,12 euro all’anno per il triennio di vacanza contrattuale i cui valori dell’indennità non sono stati ancora adeguati al 50 per cento del costo dell’inflazione registrata dal 2008.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Siamo molto al di sotto rispetto ai 12 miliardi che servivano per adeguare le buste paga dei lavoratori statali, ferme da oltre otto anni, sia all’inflazione, cresciuta nel frattempo di oltre 14 punti percentuali, sia a quelle che vengono percepite da colleghi che svolgono le stesse mansioni in altri comparti lavorativi. Da quando il contratto è sbloccato, ormai da oltre due anni, la cifra doveva provvedere agli aumenti e a riallineare l’inflazione all’aumento del costo della vita intercorso tra il 2008 e il 2015, al 5 per cento. Non sono spiccioli, ma oltre 100 euro a dipendente, a cui va aggiunta una cifra analoga per gli aumenti effettivi. Ciò non è avvenuto. Addirittura per il Mef, la quota di vacanza contrattuale dovrebbe rimanere congelata fino al 2021. È per questo motivo che abbiamo predisposto un ricorso specifico per recuperare l’intero maltolto.
Chi volesse ricorrere contro questo aumento-farsa, può pertanto scaricareformale diffida al Miur, bloccando in tal modo anche la prescrizione, sempre in attesa dell’esito del giudizio della Consulta: l’obiettivo è recuperare il 7% dello stipendio da settembre 2015, come già confermato dalla Corte Costituzionale. Appare invece inutile ricorrere contro il blocco del contratto dopo la sentenza della Consulta.

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Scuola – Vicepresidi siamo alla farsa: il Mef li manda in classe, ma il Miur invita i dirigenti scolastici a dargli gli esoneri disapplicando la riforma

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2015

ministero pubblica istruzionePer trovare una soluzione alla cancellazione della figura professionale prevista dalla Legge di Stabilità 2015, il dicastero di Viale Trastevere chiede di accantonare i posti dell’organico dell’autonomia, su cui però ancora si devono esprimere gli organi collegiali e non considerando che sono posti inutilizzabili per quest’anno scolastico. E soprattutto, mandando in fumo l’accordo con Mef sulle risorse aggiuntive, annunciato dal ministro Stefania Giannini soltanto qualche giorno fa.Marcello Pacifico (presidente Anief): il problema è che il Collegio dei Docenti potrebbe non ratificare la scelta del dirigente scolastico di esonerare i loro colleghi. E anche qualora approvino la proposta, sacrificando ogni cambiamento all’attuale Pof previsto dalla norma, non potrebbe tale scelta consentire esoneri per quest’anno non essendo economicamente possibile, ma soltanto giuridicamente, assegnare del personale alle scuole. Basta con gli annunci: il Miur deve trovare risorse aggiuntive subito, perché non si possono lasciare soli i dirigenti a gestire 5-6 plessi. In questo modo, la scuola diventerebbe ingestibile.Assume connotati sempre più teatrali la vicenda degli esoneri e dei semi-esoneri da assegnare a circa 5mila docenti per affiancare i presidi nella conduzione delle scuole: a seguito della assurda cancellazione della figura professionale, introdotta per meri motivi di risparmio a fine 2014 con la Legge di Stabilità (L. 190/14 art. 1, comma 329), il Governo ha cercato di coprire la “falla” attraverso la riforma approvata a luglio 2015: prevedendo la possibilità, con la il comma 83 della L. 107/15, che il dirigente scolastico possa “individuare nell’ambito dell’organico dell’autonomia, fino al 10 per cento di docenti che lo coadiuvano in attività di supporto organizzativo e didattico dell’istituzione scolastica”, ma sorvolando sul fatto che questo organico potrà realizzarsi, nella migliore delle ipotesi, non prima della fine del 2015, e di fatto solo a settembre 2016.Per tamponare la situazione – resa ancora più difficile dalla carenza cronica di presidi che con l’anno appena partito ha portate ad avere una scuola italiana su cinque affidata in reggenza – attraverso la nota prot. n. 0001875 del 3 settembre 2015 il capo dipartimento Miur ha invitato gli Uffici Scolastici Regionali a ricordare ai dirigenti scolastici della possibilità che hanno di concedere esoneri ai loro vicari e chiamare supplenti, salvo accantonamento dei posti nell’istituendo organico dell’autonomia. Peccato che la delibera del Pof sia di competenza del Collegio dei Docenti e vada ratificata dal Consiglio d’Istituto, entro il mese di ottobre. E che le stesse future nomine, per l’anno scolastico 2015/2016, saranno giuridiche e non economiche, producendo quindi un sicuro danno erariale alle casse dello Stato e violazione di legge. Inoltre, poiché nel linguaggio burocratico del capo dipartimento ministeriale si parla di invito e di possibilità, è evidente che le decisioni quando assunte saranno tutte sulle spalle dei dirigenti scolastici: gli unici responsabili del danno erariale prodotto e subito protagonisti di un conflitto con gli organi collegiali.Eppure, la soluzione fino a ieri sembrava diversa, con un impegno pubblico preso dallo stesso Ministro dell’Istruzione che rassicurava su altre risorse prossime ad essere approvate per coprire anche per quest’anno gli esoneri e i semi esoneri privati ai vicari: “I dirigenti scolastici avranno dal primo momento i vice presidi al loro fianco”, ha detto Stefania Giannini. “Si tratta di una buona notizia che accompagna l’avvio ufficiale del nuovo anno scolastico: d’accordo con il Ministero dell’Economia consentiremo di confermare l’esonero dall’insegnamento a un vicario per attività di supporto ai dirigenti scolastici alle scuole che lo avevano lo scorso anno”, ha confermato lo stesso Miur attraverso un comunicato ufficiale.Ora, alla luce degli accadimenti, sembra che queste risorse siano sparite in due giorni. Se inizia così l’applicazione della legge sull’organico dell’autonomia, allora si prevede un anno di fuoco. Per Anief, infatti, possono essere assegnati anche sei o sette esoneri a tutti i collaboratori che, questo sì, può indicare il dirigente scolastico. Ma sempre e solo a seguito della scelta del Collegio dei Docenti e l’adozione da parte del consiglio del Piano triennale dell’offerta formativa e della conseguente previsione nell’assegnazione dell’organico dell’autonomia, il quale, è bene ricordarlo, non prenderà servizio a novembre 2015 ma di fatto a settembre dell’anno prossimo. Perchè, si legge al punto C del comma 98, la Legge 107/15, i docenti dell’organico potenziato “sono assunti, con decorrenza giuridica al 1 settembre 2015, nel limite dei posti di cui alla Tabella 1, secondo la procedura nazionale di cui al comma 100”.“Il nodo della questione – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – sta nel fatto che il Collegio dei Docenti potrebbe non ratificare la scelta del dirigente scolastico di esonerare i loro colleghi. E anche qualora approvino la proposta, sacrificando ogni cambiamento all’attuale Piano dell’offerta formativa previsto dalla norma, non potrebbe tale scelta consentire esoneri per quest’anno non essendo economicamente possibile, ma soltanto giuridicamente, assegnare del personale alle scuole”.“La soluzione per quest’anno deve essere diversa: il Miur – continua il presidente Anief – deve trovare risorse aggiuntive subito, perché i vicari non possono tornare in classe e lasciare i dirigenti a gestire, senza collaboratori diretti esentati dalle lezioni, in media 5-6 plessi. In questo modo, la scuola sarebbe ingestibile”, “Inoltre, sorge un altro problema spontaneo – dice ancora Pacifico -: se la scuola chiede anche un esonero e accantona un posto per un vicario, secondo quale criterio il cervellone sceglierà il docente scorrendone la graduatoria nella fase C di assunzioni con 55mila posti da assegnare? Forse, non solo i docenti, ma anche al Miur avrebbero bisogno di un corso di aggiornamento sulla corretta applicazione della riforma”.
Per questi motivi, l’Anief sta realizzando in questi giorni 32 seminari specifici sulla Legge 107/2015, rivolti alle Rsu e al personale scolastico e da svolgersi prima dell’avvio dell’attività didattica; altrettanti seminari verranno realizzati, in ogni provincia, nella seconda metà di settembre, prima dell’approvazione della riforma.
Si ricorda, con l’occasione, che Anief ha riaperto i ricorsi in tribunale per il recupero della liquidazione dei vicari dei dirigenti scolastici: si tratta, oltre che di una battaglia di principio, di vedersi assegnare una cifra di mancati emolumenti che si aggira sui 25mila euro. Sono quelli spettanti, in media, al lavoro da svolto da un vicario negli ultimi cinque anni. A tal proposito, più di un giudice si è già pronunciato favorevolmente per il risarcimento. Tutti i vicari interessati ad ottenere la liquidazione spettante, a seguito della mancata assegnazione di indennità di reggenza e sostituzione del dirigente scolastico, anche per brevi-medi periodi, possono aderire ricorso preparato dall’Anief.

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Berlusconi: la farsa continua

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2013

“La farsa continua, c’è gente che sta giocando con gli interessi degli italiani, continua a far apparire un contrasto tra due forze politiche che in realtà stanno benissimo nel governo del grande inciucio, nessuno ha interesse che questo popolo vada avanti nello spirito della legalità che dovrebbe essere sancito dalla decadenza di Silvio Berlusconi”. Così Alfonso Bonafede, M5S, risponde a Radio 24 sulla possibile crisi di governo a seguito della decadenza di Berlusconi. “Berlusconi decadrà? Voglio essere sicuro che non ci siano scappatoie, oltre alla decadenza per la legge Severino ci sarà anche l’interdizione. Sarebbe il punto di non ritorno per tutto il popolo italiano per la civiltà di questo paese. Sono curioso di capire come si riusciranno a barcamenarsi Pd – Pdl, non ci saranno gli scenari di dissidio interni a questa maggioranza perché stanno benissimo insieme, hanno trovato il punto di intesa”. Ma c’è il contrasto su Berlusconi? “Non sarà dirimente perché a nessuna delle due forze politiche conviene andare al voto”. E Berlusconi che farà? “O aspetterà la decisione o deciderà di dimettersi un attimo prima che arrivi la decisione per vestire i panni del martire. Viene inscenato un teatrino che non risponde agli interessi degli italiani. Vogliamo che i cittadini si rendano conto della totale inidoneità di questa classe politica, vogliamo tornare al voto affinché i cittadini possano mandare dalle istituzioni i partiti e la gente che c’è dentro”.

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Perseguitati e persecutori

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2013

La giustizia in Italia ha toccato il fondo. I suoi limiti sono sotto gli occhi di tutti. E’ il caso “Berlusconi” a renderlo evidente in maniera davvero sconvolgente. E’ una giustizia che può essere imbrigliata come si vuole se si hanno gli ingredienti giusti e si adottano i suoi difetti per giustificare i propri. La mancanza è dei processi lunghi. L’anomalia è nei suoi tre gradi di giudizio. Il difetto sta nel legislatore che può cambiare a comando le leggi mentre si celebrano i processi depenalizzando il falso in bilancio, riducendo la prescrizione trasformando il legittimo impedimento in una farsa. Così questa giustizia ante litteram trasforma l’imputato in inquisitore e gli consente di prendersi beffa delle istituzioni trasformando le aule dei tribunali in tribune elettorali e per fare in modo che si proclami vittima e perseguitato. Ora che i processi “rischiano” di arrivare al loro naturale epilogo si trovano mille stratagemmi per umiliare non i giudici e i pubblici ministeri ma il sistema nel suo complesso. E questa farsa è destinata perpetuarsi perché la vittima-imputato ha da guadagnarci in termini elettorali riscuotendo negli ingenui elettori simpatie e complicità. Siamo noi come cittadini di questo paese che si chiama Italia a doverci vergognare che questa melina continui a rubare le prime pagine della carta stampata e dei media, più in generale, invece di parlare dei problemi reali del paese tra disoccupazione e miseria, ricchezza e povertà. Smettiamola una volta per sempre, diventiamo adulti. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Canone Rai. La farsa della Leganord

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

Puntuale come una vacca svizzera, arriva anche quest’anno la mungitura della Rai per dar da bere agli italiani un latte avvelenato: quello del finto impegno della Leganord per l’abolizione del canone. Finto impegno che serve solo a catturare presunti (per loro) allocchi che -non informati- credono di ottenere un risultato con l’evasione fiscale spacciata come obiezione di coscienza. E’ quanto viene perorato anche da autorevoli rappresentati di questo partito che siedono nella commissione di vigilanza parlamentare della Rai, come l’on. Davide Caparini. Una farsa che, secondo gli artefici, dovrebbe servire a portar loro piu’ consensi. L’elemento scatenante e’ stato l’abituale ridicolo spot della Rai che ogni fine anno promette ricchi premi e cotillon per quei cittadini che faranno il loro dovere di contribuenti pagando l’imposta per il possesso di un apparecchio tv. Con la scusa dei dialetti incomprensibili  ai non indigeni, si e’ scatenata una finta battaglia di spot. E al ridicolo della Rai si e’ aggiunta l’istigazione a disobbedire alle leggi da parte della Leganord che invita a fare “obiezione di coscienza” non pagando l’imposta Rai. Questo dell’imposta da non pagare e’ un motivetto che viene fuori a singhiozzo da parte di chi, espressione del potere costituito, ogni tanto si lamenta perche’ la tv di Stato non gli da’ quello che lui ritiene lo spazio giusto (Berlusconi, per esempio) o da’ informazioni ritenute difformi dal proprio pensiero (Leganord e Berlusconi, sempre come esempio). Il canone/imposta, cioe’, e’ una sorta di “pannicello caldo” (come dicono a Roma…) che serve a confortare il presunti fustigati di turno. Ma da qui a fare battaglia e proposta politica per la sua abolizione, ci passa un oceano. Non solo, ma il Governo Berlusconi di cui la Leganord e’ parte determinante, sta per far approvare un sistema di esazione del canone da incubo: se non lo paghi nella bolletta elettrica, ti tagliamo anche la luce!
Non ce ne vogliamo i molti abolizionisti presenti un po’ in tutti gli schieramenti. Ma un contribuente medio italiano, come crediamo di essere anche noi con la nostra associazione, non puo’ continuare a farsi prendere in giro senza far sentire la propria indignazione.
Noi siamo per l’abolizione del canone, per la privatizzazione della Rai e per l’abolizione di un servizio pubblico d’informazione e trattenimento gestito, com’e’ oggi, in abuso di posizione dominante nel mercato radiotelevisivo. Non ci piace, solo per fare un piccolo esempio, che lo Stato paghi quei ciarlatani che ci predicono l’oroscopo, e poi tutto il resto, che e’ ampiamente risaputo, Lo Stato pretende da noi rigore e precisione. Siamo delinquenti perche’ anche noi pretendiamo altrettanto in uno dei punti chiave del sistema di potere, cioe’ l’informazione? Qui in nostro canale web per la battaglia abolizionista sul canone Rai: http://tlc.aduc.it/rai/ (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Nucleare: la farsa governativa

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2010

“Il nuovo atto intimidatorio del Governo Berlusconi che mira ad impugnare le leggi contro il nucleare emanate da Puglia, Campania e Basilicata, troverà un muro invalicabile nella fiera opposizione che il mio partito porterà avanti”senza mezzi termini Claudio Bucci, presidente della Commissione Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio, ribadisce la sua opposizione all’inopportuno e demagogico atteggiamento del Consiglio dei Ministri nel voler tentare di impugnare le leggi che vietano la costruzione di nuove centrali nucleari sul territorio nazionale. “La Regione Lazio, insieme ad altre, ha firmato e presentato un ricorso alla Corte Costituzionale per un pronunciamento in merito alla legge 99/2009” ribadisce il presidente Bucci “è farsesco che il Governo continui a parlare di nuovo riguardo a tecnologie dimostratesi già obsolete e pericolose per la salute pubblica, tacendo, tra l’altro, dal rivelare i siti prescelti per timore di perdere consensi elettorali proprio in Regioni chiamate alle urne a fine marzo”. “La politica ambientale” conclude il Presidente della Commissione Ambiente “deve essere del tutto trasparente e finalizzata al bene comune dei cittadini non a minare la loro incolumità. La Regione Lazio ha intrapreso un percorso condiviso dalle forze del centro sinistra che punta verso una ‘green economy’ dai costi accessibili, realmente pulita e salutare”.

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