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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘fasce deboli’

Sanità: Attacco alle fasce più deboli

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

istituto superiore sanitàSi potrebbero cercare delle parole più sofisticate per dire una verità in modo più leggero. Ma ogni tanto nel nostro Paese la schiettezza va sostituita alla retorica; ed è per questo che va affermato con chiarezza – dichiara il Sindacato Labor – che la nuova mannaia del governo sulla sanità è un qualcosa di scandaloso e di minaccioso per i diritti essenziali delle persone, soprattutto per quelle che non hanno l’opportunità economica di curare la propria salute ricorrendo ai privati.
Il famoso elenco degli “esami inappropriati”, affiancato alle azioni punitive contro i medici che chiedono ulteriori accertamenti per verificare lo stato di salute di un paziente – continua il Sindacato Labor –, compongono insieme un quadro a tratti agghiacciante e svelano con evidenza il vero indirizzo dell’esecutivo: creare un Paese nel quale solo i ricchi possono permettersi una vita dignitosa.
Come Sindacato Labor – conclude l’organizzazione – chiediamo con forza un immediato ritiro del provvedimento. L’Italia che vogliamo, infatti, ha bisogno di una maggiore tutela degli individui e non di una ulteriore erosione dei diritti fondamentali.

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A proposito di prezzi e di rincari

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

Ora che si parla tanto di contenere le spese val bene riflettere su quanto è stato già tolto alle fasce deboli . Dal 2001 ad oggi il potere d’acquisto dei pensionati, delle famiglie monoreddito, dei precari, si è ridotto per lo meno del 65%. Gli aggiustamenti operati prima dal governo Berlusconi, poi da Prodi e ora di nuovo da Berlusconi hanno appena scalfito, mediamente, questo “disagio” con un beneficio calcolabile intorno all’1% annuo, ovvero di molto inferiore all’inflazione annua. Da allora e ancora prima a oggi abbiamo avanzato in tutte le sedi possibili due proposte che gli esperti hanno considerato praticabili ma di difficile attuazione per ragioni politiche (clientelari, corporative, lobbistiche). La prima riguarda la filiera distributiva. Sappiamo tutti bene che dal prodotto finito (industriale, alimentare e ortofrutticolo) all’ultimo consumatore il prezzo lievita tra il 90 e il 200%. Se consideriamo ragionevole un incremento dalla fonte di un 50% non possiamo capire la differenza che resta se non per il fatto che mancano i controlli, che la rete distributiva è a livelli abnormi e che gli speculatori hanno trovato la strada giusta per arricchirsi a spese dell’anello più debole della società e con la complicità di coloro che invece sono preposti ad evitare tale scempio. La seconda proposta è di agire sulla leva fiscale. Il meccanismo è semplice: vuoi aumentare i prezzi? bene. Noi aumentiamo le imposte sul maggiore profitto conseguito. A questo punto vorrei chiedere all’esercente della bancarella che staziona nei pressi di Fontana di Trevi a Roma e che vende i frutti di stagione tra i 15 e i 20 euro al chilo quanto paga di tasse? Correrei il rischio di sentirmi dire: ma cos’è? E’ un nuovo frutto? Mi dispiace non lo abbiamo. Abbiamo invece delle belle banane a….. E’ questo il vero male che corrode il nostro sistema paese e se non prendiamo il toro per le corna sarà il toro a infilarle a noi e così sia. Riccardo Alfonso

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Roma: possibile chiusura case famiglia

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 maggio 2011

Roma. Uno studio di settore delle organizzazioni che forniscono assistenza alle fasce più disagiate della Capitale, evidenzia i conti in rosso di 54 case famiglia, che rischiano la chiusura a causa dell’insufficiente sostegno economico pubblico. In merito, è intervenuto Roberto Soldà, segretario romano dell’Italia Dei Valori: “Queste associazioni svolgono un’attività encomiabile, occupandosi quotidianamente dell’assistenza alle fasce più deboli della nostra società. E’ il colmo che non venga loro dato il dovuto e meritato sostegno da parte dell’amministrazione comunale”.
Nelle strutture alloggiano 400 disabili, di cui molti di essi in gravi condizioni. Il rapporto denuncia un illusorio sostegno economico da parte dell’amministrazione capitolina. Sono destinati all’assistenza sociale ai disabili circa 13 milioni di euro all’anno, ma, dichiarano gli specialisti di settore, ne servirebbero almeno il doppio. “La carenza di finanziamenti al settore sociale non è un fulmine a ciel sereno – spiega l’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro -, purtroppo già dal bilancio comunale traspariva il prevalere di interessi ragionieristici su quelli pubblici. Le case famiglia rivestono il ruolo di paladini della società, mettendoci la faccia, amore, professionalità, dedizione e di certo non devono elemosinare allo Stato, ma ricevere tutto il necessario sostegno economico. Rappresentano un enorme patrimonio per la nostra città e l’intera società – conclude Soldà -, poiché dietro ogni disabile c’è una famiglia. L’amministrazione pubblica non deve ad ogni costo permettere la chiusura di queste strutture, finanziando la loro sopravvivenza

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Uniti per un nuovo Sud

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2010

Nella città  di Cosenza negli schieramenti tradizionali non c’è spazio per il cambiamento, si ripropongono vecchi schemi, vecchi metodi, inciuci, trasversalismi che poco hanno a che fare con una moderna città del mezzogiorno d’Italia. Oggi nella logica di una crisi europea senza batter ciglio anzichè, razionalizzare, innovare e programmare riduciamo i livelli occupazionali e i servizi in settori delicati quali la sanità. Come si puo’ pensare di evitare l’emigrazione sanitaria, quando tagliamo i livelli occupazionali a sostegno di alcuni unità operative importanti esistenti nell’ospedale locale? Una sanità  che non funziona nei servizi a tutela delle fasce deboli della società cosentina e calabrese e poi pretenderebbe nel nome di un nuovo modo di fare politica di trasferire somme nel cosiddetto privato a favore dei soliti  inciuci e trasversalismi.
Oggi il PDL è diviso nelle solite lotte interne e incapace di costruire una grande alleanza in vista della prossima competizione elettorale, il centro sinistra è incapace di trovare il bandolo della matassa e poi ci sono diverse posizioni anche autonome con prove di terzo polo a cui aderirebbe anche l’UDC. La lista dell’ADC a questo punto può fare la differenza,. La coalizione del cambiamento deve prefiggersi l’obiettivo di restituire la città  ai cittadini contro la vecchia politica fatta di accordi sottobanco, inciuci e trasversalismi che nulla hanno a che vedere con la politica dei liberi e dei forti. (Avv. Maximiliano Granata, in sintesi)

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350 mila euro a favore del Banco Alimentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2009

Il Gruppo UniCredit, riconoscendo l’importanza ed il valore raggiunti dal progetto Carta Etica, attivo già da quattro anni, ha allargato il numero delle iniziative ad esso collegate e oggi ha siglato un nuovo accordo con la Fondazione Banco Alimentare Onlus.  La firma apposta da Roberto Nicastro, Deputy Ceo di UniCredit, e da Mons. Mauro Inzoli Presidente della Fondazione Banco Alimentare, suggella il sesto progetto reso possibile grazie alla raccolta di fondi tramite “UniCreditCard Classic E”, una normale carta di credito che ha la particolarità di destinare il 3 per mille di ogni spesa effettuata dai possessori ad iniziative e aiuti concreti nei confronti delle fasce più deboli, senza nessun onere aggiuntivo. Il nuovo accordo prevede di destinare 350 mila euro a progetti della Rete Banco Alimentare  che oggi è costituita da una Fondazione e da 19 organizzazioni sparse su tutto il territorio italiano e ha lo scopo di raccogliere le eccedenze di produzione, agricole e dell’industria alimentare e di redistribuirle ad Enti ed iniziative di aiuto ai poveri e agli emarginati.
“Un ringraziamento sentito va a UniCredit per questa iniziativa che fornisce fondi preziosi che permetteranno di rendere sempre più efficace la nostra azione” ha spiegato Mons. Mauro Inzoli, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus. Il sostegno al Banco Alimentare e la fiducia nei valori che ne contraddistinguono l’operato da parte del mondo del profit è una premessa fondamentale per supportare quel circuito virtuoso che permette di prevenire lo spreco di risorse alimentari e di sfamare ogni giorno oltre 1 milione e mezzo di poveri nel nostro paese”.. Tra le iniziative finanziate finora, è importante ricordare gli accordi siglati con i Comuni di Roma, Reggio Emilia, Verona e Brescia a sostegno di madri/padri soli con bambini in situazione di difficoltà economica. I beneficiari di tali iniziative, segnalati dalle strutture di sostegno identificate dai Comuni aderenti agli accordi, ricevono l’importo a loro destinato tramite accrediti mensili su carta prepagata UniCredit Card Click a loro intestata. Inoltre, negli anni 2006-2008 la collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio ha dato vita a iniziative di solidarietà a favore dei senzatetto in Italia e per la registrazione anagrafica dei “bambini invisibili” nell’Africa sub-sahariana.

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“Colloquia con la Città”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2009

Roma 29 settembre ore 15,00  Sala Quaroni, Palazzo degli Uffici, Via Ciro il Grande 16. “In questi 18 mesi di Giunta abbiamo voluto dare priorità alle emergenze sociali e all’aiuto alle frange più fragili della nostra popolazione, in particolare anziani e famiglie” è quanto dichiara l’assessore alle Politiche sociali, Sveva Belviso, in attesa del suo intervento a “Colloquia con la città”, ciclo di incontri organizzati da Eur Spa.  L’assessorato Belviso si è fatto promotore di diverse iniziative a favore delle fasce deboli, iniziative come “Pronto Nonno”, che come spiega lo stesso onorevole, si tratta di “un numero verde dedicato ai nostri cittadini over65 che, oltre a  fornire informazioni di ogni tipo, prevede anche l’aiuto a domicilio in caso di malessere”. Per le famiglie inoltre, sottolinea ancora l’assessore, “è attiva da maggio Carta Bimbo, il progetto che mette a disposizione  delle neomamme che hanno partorito o partoriranno nel corso del 2009 l’aiuto di un ‘tutor’ qualificato e una sostegno al reddito attraverso sconti del 20 e 30% su prodotti per l’infanzia come latte, culle,pannolini e passeggini”.  Dall’altro lato, la Belviso punta l’attenzione anche sul tema particolarmente dibattuto relativo ai campi nomadi, sottolineando: “Abbiamo voluto dare una risposta concreta alla situazione relativa ai nomadi, per troppo tempo trascurata nella nostra città”, e specificando che il Piano predisposto a questa contingenza dal Comune di Roma e adottato dal Prefetto in qualità di Commissario straordinario dell’Emergenza nomadi del Lazio “risponde all’obiettivo di dare un nuovo volto a Roma, basato nel rispetto dei diritti e nell’osservanza dei doveri, inclusione sociale e legalità. Principi inscindibili, questi, che animano ogni giorno la nostra azione di Governo”. Il 29 settembre quindi, durante l’incontro con i rappresentanti politici, cittadini, aziendali e delle attività produttive, la Belviso focalizzerà l’attenzione proprio sulle succitate iniziative a sostegno delle fasce più deboli promosse dall’assessorato alle Politiche sociali.

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Disavanzo sanità nel Lazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

«A fronte di un budget di 10,500 miliardi di euro per coprire le spese della sanità del Lazio, il disavanzo regionale si attesta a 2 miliardi di vecchie lire. A parte il miliardo di euro che la Regione ha incassato dal Governo, manca un miliardo di euro per far quadrare i conti mentre la manovra commissariale é stata ritenuta attendibile dai tecnici commissariali solo per 264,56 milioni. Mancano ancora all’appello circa  700 milioni di euro». E’ quanto dichiara Luigi Celori,  Presidente della Commissione raccolta di analisi e predisposizione proposte per la Riforma del Sistema sanitario regionale. «Non è operando tagli ai servizi e chiudendo ospedali – prosegue Celori –,  non é mortificando l’alta professionalità di medici e paramedici, né tantomeno creando ulteriori disagi alle fasce più deboli della popolazione che si risana la sanità nel Lazio. E non ci si può giustificare con la favoletta,  a cui non crede nessuno, di un Governo nazionale che impone tagli alle prestazioni.». «I cittadini del Lazio – conclude – non possono continuare a pagare le conseguenze di una  incapacità gestionale della cosa pubblica da parte del presidente Marrazzo.Chiediamo più controlli ma soprattutto di investire nel privato, come si fa in altre regioni anche gestite dalla sinistra quali l’Emilia e la Toscana, che a differenza del pubblico è capace di offrire un servizio di qualità. Ci sono esempi virtuosi come il San Raffaele alla Pisana, dove l’attività riabilitativa è inserita in un contesto di sorveglianza medica polispecialistica pediatrica di alto livello e dove operano  professionalità di indiscusso valore, come il dr. Giorgio Albertini, che non può essere penalizzato nel suo ospedale da tagli del tutto ingiustificati».

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