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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘fascicolo’

La contaminazione

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

Editoriale Fidest. Ci risiamo: una indagine su un “uomo eccellente”, una fuga di notizie e un altro polverone che sembra ripetere il solito copione quello dei “cattivi” impersonato, per l’occasione, da taluni magistrati e del “buono”, alias presidente del consiglio, che viene travolto da sospetti e insinuazioni. Sullo sfondo la stessa coreografia: le elezioni. A questo punto ci chiediamo se sono più discutibili i magistrati che indagano o più colpevoli coloro che si sono fatta premura di scoprire questo vaso di Pandora. Oggi parliamo di un fascicolo aperto dai magistrati di Trani che hanno ravvisato nelle esternazioni di Berlusconi alcune ipotesi di reato in quanto si è lasciato sorprendere con dei giudizi “severi” con degli addetti ai lavori su talune trasmissioni a lui sgradite. Subito, per sua fortuna, il Presidente ha attivato i suoi legali l’avvocato Filiberto Palumbo, di Bari e Niccolò Ghedini che hanno chiesto spiegazioni alla procura di Trani nel merito. La richiesta è stata depositata all’ufficio registro generale della Procura ai sensi dell’art. 335 del Codice di procedura penale per sapere se il loro assistito fosse o meno iscritto nel registro degli indagati. Si fa sapere, in proposito, che la risposta non è scontata. La procura potrebbe “secretare”, se non è stato già fatto, l’indagine in atto per un periodo non superiore a tre mesi e non rinnovabile (comma 3 bis dell’art.335 del Codice di procedura penale). Intanto il ministro della giustizia Alfano ha disposto una ispezione a Trani per accertare sulla competenza territoriale dell’indagine, sull’eventuale abuso delle intercettazioni, e sulla fuga di notizie. Ma non è finita qui. Il Consiglio superiore della magistratura ravvisa nell’iniziativa del ministro una indebita interferenza in una indagine in corso e apre a sua volta un “fascicolo” sul ministro. Tutte faccende legali. Tutte relegate a colpi di carta bollata e noi ci chiediamo qual è il vero significato di questa surreale vicenda mentre il paese è chiamato ad affrontare una seria crisi economica e un crescente disagio sociale. Alla fine favoriremo solo il partito dell’assenteismo poiché non pochi restano disgustati di questo “teatrino della politica” che rincorre senza pudore le cronache rosa, nere, gialle e di tutti i restanti colori e sue combinazioni, ma non si degna di guardare in faccia la gente e a parlare il linguaggio dei fatti che ci riguardano da vicino e assillano i pensieri della massaia, del pensionato, della cassa integrato, del disoccupato, del precario, del lavoratore alle prese con un salario da fame in specie se costituisce l’unica fonte di reddito in famiglia. Perché dobbiamo disgustarci della politica se la politica è e resta l’unico strumento di quello strano “popolo sovrano”, ma dovremmo meglio dire “popolo servitore” per racimolare qualche briciola di giustizia, di libertà e di democrazia? Sembra proprio che vogliono toglierci anche questo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il “re nudo”

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Editoriale fidest. Parliamo di un personaggio dei nostri tempi. E’ “nudo” al confronto della curiosità popolare, del “pasto famelico” dei media  che sa scavare sino alla radice ogni cosa che si para dinanzi e capace di stuzzicare la curiosità dei propri lettori, telespettatori, navigatori di internet e per gli amatori di “passa parola” e di chi sa disvelare un segreto anche al cospetto del fatidico: “qui lo dico, qui lo nego”. Le redazioni dei giornali e delle emittenti televisive ricevono a getto continuo notizie da informatori anonimi ma ben documentati che dispiegano le loro verità che altrimenti resterebbero ad ammuffire nei fondi dei cassetti di chi apre un fascicolo e poi lo archivia per un nulla di fatto. Si sa che la giustizia si ciba di fatti e non sa che farsene dei si dice e delle dichiarazioni che non siano di prima mano. Ma non si sa mai. C’è sempre quel qualcuno che potrebbe sbagliare i conti ed affermare che due più due non fa quattro bensì cinque. Per lui la matematica è un’opinione. Ebbene di quel re che vi parliamo, di quel re travicello della leggenda non metropolitana noi possiamo vederlo anche internamente, tanto gli hanno fatto sia la radiografia sia l’ecografia sia l’endoscopia. Lascerebbe indifferente un patologo sul tavolo dell’obitorio: tanto non ci sarebbe altro da vedere. E’ tutto scritto nelle carte. E’ finito il tempo di chi con un dossier in cassaforte riusciva a preoccupare il possessore di uno scheletro nell’armadio. Oggi tutto si digerisce e tutto si scarica tra i rifiuti. Poco ci manca che qualche notabile non ci quereli per il semplice fatto che abbiamo dimenticato d’offenderlo, di rivelare che ha un’amante, che ha certe tendenze sessuali poco ortodosse, che evade il fisco e ha amici nella malavita organizzata. Un tempo il politico andava alle adunate di partito o a piedi o in bicicletta e se doveva coprire grosse distanze comprava un biglietto di seconda classe, proprio per darsi un certo contegno. Oggi se non arriva con l’auto blu, con la scorta, meglio se rafforzata, e un codazzo di portaborse, segretari, assistenti, consulenti e affiancato da ben dotate guardie del corpo, è uno squalificato, non vale un soldo bucato. E’ questo il pasto preferito dall’uomo della strada poiché vive di logiche e quella del consumismo è in cima ai suoi pensieri. Bisogna essere ricchi, belli, fotogenici e tremendamente viziosi per restare nel cuore del popolo, per farsi amare di un amore masochistico. Così nacquero le dittature e continuano ad esistere, così si riesce oggi a prendere in giro la democrazia così detta compiuta o è l’incompiuta di quel certo personaggio della musica? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.net)

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La politica tra giustizialisti e garantisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2009

Perché si continua ad arrestare e a incarcerare senza permettere al presunto colpevole d’essere interrogato, preventivamente, da un magistrato e alla presenza del proprio difensore? E nel dibattito politico si inserisce proprio questo aspetto della giustizia italiana che non sembra voler tener conto del diritto di chiunque ad essere ascoltato prima di emettere un provvedimento restrittivo. C’è chi chiama questa prassi giustizialismo ed altri ne contestano, ovviamente, il suo significato nella specificità procedurale. E’ una situazione, a nostro avviso, non solo formale che va affrontata in chiave politico-parlamentare entrando nella logica di una presenza del magistrato continua nel corso delle indagini giudiziarie nel momento in cui la procura apre un fascicolo nei confronti di chicchessia. In altri termini, se le “carte dicono” che esiste una presunta colpevolezza essa va subito integrata con il rilascio di una dichiarazione dell’inquisito di fronte al magistrato e solo dopo tale passaggio si può concretare un provvedimento detentivo. D’altra parte la natura del reato, si parla nella fattispecie, di concussione e di calunnia, avrebbe potuto consigliare altre soluzioni come quella, ad esempio, degli arresti domiciliari. Ora se andiamo oltre il fatto specifico sappiamo bene che sovente questa formalizzazione delle dichiarazioni dell’imputato di fronte al magistrato inquirente sui fatti contestati e sostanziati nell’avviso di garanzia, accade anche dopo giorni di detenzione e non ci sembra una prassi corretta anche se taluni vi possono individuare un aspetto meramente formale e che nulla potrebbe cambiare sulla conferma, da parte del magistrato, dell’avvenuto arresto. La differenza è, invece, a nostro avviso, sostanziale poiché non si può negare il diritto alla difesa, in via preventiva, di formalizzare la sua posizione davanti a chi ha dato il via ad un procedimento giudiziario, con le dichiarazioni del diretto interessato, e dalla sua viva voce, ed in presenza del suo legale. Ed è tale aspetto che il legislatore è chiamato a chiarire.

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