Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘fatti’

Il bla, bla delle parole che di fatto ci negano un nuovo modello di sviluppo

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2021

È storia di questi giorni, ma è stata storia che si ripete a ogni generazione, quella di parlare di un “nuovo modello di sviluppo”. Non pochi sono coloro che si sono guardati bene dallo spiegarci con chiarezza cosa s’intende dire concretamente e, soprattutto, quali conseguenze possono derivarne per l’uomo che lavora, per la famiglia e per i ceti più deboli. È come dire che siamo insoddisfatti del modo come viviamo e vorremmo qualcosa d’altro, ma il passo che dobbiamo compiere mette in gioco molti interessi consolidati e che alla prova dei fatti non vorremmo rinunciarci. È questo l’effettivo nodo gordiano che non riusciamo a sciogliere e c’induce a gestire l’esistente guardando l’oltre solo con il pensiero. Finché non ci chiariamo le idee, e siamo con esse conseguenti, rischiamo di definirci con le parole ma non con i fatti. In tali condizioni una maggiore cautela sarebbe di rigore. “Io non nego – precisa Ferrarotti – che il concetto di partecipazione abbia lontane implicazioni di ordine filosofico e religioso”. “Inoltre mi sembra che non si possa prescindere dalla situazione economica e politica in cui versiamo”. “Non è per niente il caso di gridare allo scandalo, perché tutto è ridotto alla politica”. Al contrario. Si tratta invece di capire se la politica è cosa troppo importante per lasciarla, in esclusiva, nelle mani dei professionisti politici. “E questa presa di coscienza avrà la sua ragione d’essere se sarà assunta coralmente, se l’uomo della strada se ne farà carico, se riuscirà a coglierne il senso e a comprenderne l’importanza”. (Riccardo Alfonso)

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Il governo degli esperti: dalle parole ai fatti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2021

Quando si dice che il Movimento 5 Stelle non ha la sufficiente esperienza per governare il Paese perché non chiediamo a questi critici, che si considerano degli esperti, cosa hanno fatto per meritarsi tanti onori? Non sono quelli che hanno portato il debito pubblico alla cifra astronomica di 2600 miliardi di euro? Che hanno favorito un’evasione fiscale da oltre 120 miliardi di euro? Che hanno messo in ginocchio la giustizia e umiliato i tutori dell’ordine e della legalità? Che hanno arrecato discredito alle istituzioni con la corruzione e il mal governo? L’Italia è in ginocchio per colpa loro; eppure, hanno l’improntitudine di erigersi a tutori del buon governo. Se oggi milioni di italiani disertano le urne disgustati da tanto sfacelo e dalla convinzione che ci troviamo al cospetto di una classe politica che ha perso in dignità e fiducia, lo dobbiamo al disastro che hanno combinato e pensano di poter continuare come se nulla fosse turlupinando gli italiani e considerandoli degli gnoccoloni da strapazzare a loro piacimento. È tempo di destarsi dal torpore. È tempo di prendere coscienza che non possiamo fare a meno della politica perché essa è l’unica strada che abbiamo per migliorarci e progredire e permettere ai nostri figli un avvenire migliore. A patto che dimostriamo di saper fare scelte consapevoli e soprattutto farsi rappresentare non dai soliti pifferai di turno. E ricordiamo che un politico non deve essere necessariamente un esperto ma una persona che riesca ad avere una visione che ponga l’essere umano al primo posto nel suo diritto a vivere con dignità. (Riccardo Alfonso)

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Sassoli: Fatti di Minsk gravissimi

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Maggio 2021

Estratti del discorso del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, al Consiglio europeo del 24 maggio 2021. Durante il discorso di apertura del Consiglio europeo del 24 maggio, il Presidente del Parlamento europeo ha sottolineato la necessità di una risposta forte e comune in merito ai recenti avvenimenti in Bielorussia:“I fatti di ieri relativi all’atterraggio forzato a Minsk del volo Ryanair da Atene a Vilnius sono di una gravità inaudita. Il regime del Presidente Lukashenko ha privato della libertà Roman Protasevich ed un’altra persona che lo accompagnava e ora si trovano detenuti a Minsk. Chiediamo l’immediato rilascio di entrambi senza condizioni e la possibilità per loro di lasciare il paese”.“È senz’altro necessaria un’indagine internazionale per verificare se la sicurezza del trasporto aereo e dei passeggeri è stata messa a repentaglio da uno stato sovrano e se siamo in presenza di una violazione della Convenzione di Chicago”. “Ma la nostra risposta dev’essere forte, immediata e unitaria. L’Unione Europea deve agire senza esitazioni e punire i responsabili. Stasera avete una grande responsabilità per dimostrare che l’Unione non è una tigre di carta”.Sulle sanzioni russe, Sassoli ha aggiunto: “Risulta evidente che le ultime sanzioni della Russia non erano dirette soltanto contro la mia persona e quella della Vice Presidente Jourova ma anche contro le nostre rispettive istituzioni. Anziché intimidirci, questo ci incoraggia a non fermarci. La Russia rilasci Alexei Navalny”. Durante il suo discorso il Presidente Sassoli ha anche ribadito la necessità di un sistema europeo sulla migrazione, delineando tre aree in cui l’UE dovrebbe agire:“Primo, salvare vite umane. Questo è un obbligo giuridico e morale e non possiamo lasciare questa responsabilità solo alle ONG che svolgono una funzione di supplenza nel Mediterraneo. Dobbiamo tornare a pensare a una grande operazione comune dell’Unione Europea nel Mediterraneo che salvi vite e tolga terreno ai trafficanti. Occorre un meccanismo europeo di ricerca e salvataggio in mare, che utilizzi le competenze di tutti gli attori coinvolti, dagli Stati membri alla società civile alle agenzie europee”.“Secondo, le persone bisognose di protezione devono poter arrivare nell’Unione Europea in modo sicuro e non rischiando la vita. Abbiamo bisogno di canali umanitari da definire insieme all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e di un sistema europeo di reinsediamento fondato sulla nostra responsabilità comune. Stiamo parlando di persone che possono dare un contributo importante anche alla ripresa delle nostre società colpite dalla pandemia e dal calo demografico, grazie al loro lavoro e alle loro competenze”.“Infine, abbiamo bisogno di una politica europea di accoglienza degli immigrati. Il Parlamento europeo ha adottato proprio la scorsa settimana la sua risoluzione in materia”.Il Presidente Sassoli ha anche accolto con favore il recente accordo sul certificato europeo COVID-19, dichiarando:“Siamo particolarmente soddisfatti per il lavoro svolto insieme al Consiglio sul certificato Covid-19 per evitare un mosaico di soluzioni nazionali che avrebbe effetti dannosi per i cittadini, per il turismo e per la ripresa economica”.“Per il Parlamento, il certificato non può essere una condizione ostativa per la libera circolazione. Abbiamo inoltre indicato chiaramente che nessuno deve essere discriminato per le sue condizioni di salute o le scelte sanitarie e vogliamo che soltanto i dati necessari vi siano inclusi”.“La vera svolta sarà rappresentata dalla rapidità della campagna vaccinale nell’Unione Europea. Inoltre, data la situazione sanitaria attuale in molti paesi del mondo, è fondamentale pensare e agire al di là delle nostre frontiere. Per questo, come ho detto al forum globale per la salute del G20, occorre che tutti seguano l’esempio dell’Unione Europea esportando i vaccini e donando le dosi in sovrannumero ai paesi a basso e medio reddito”.“Ma non basta. Occorre impegnarsi per potenziare la produzione in questi paesi e, nel medio periodo, consentire la condivisione obbligatoria delle licenze per questo fine – utilizzando le flessibilità già consentite all’interno degli accordi TRIPS in sede OMC”.

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Scuola: Fatti, avvenimenti e persone – Consuntivo del 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

A cura di TUTTOSCUOLA. La redazione di Tuttoscuola, come consuetudine da quasi quattro lustri, ci ha resi partecipi quest’anno del riepilogo dei principali avvenimenti che hanno riguardato la scuola italiana nell’ultimo anno. Riassume in un comunicato fatti, avvenimenti e persone del 2020, un anno di scuola dalla A alla Z. Noi riprendiamo solo l’articolo che riguarda la Ministra Azzolina se non altro per il suo diretto coinvolgimento negli eventi di quest’anno. “(gennaio-dicembre) – Lucia Azzolina, insegnante e neo dirigente scolastica (ma è arrivata prima la nomina di Ministra che quella di DS), 37 anni (ora 38), subentrata al suo compagno di Movimento 5 Stelle Lorenzo Fioramonti – dimessosi dal governo e dal M5S per protesta contro il magro budget assegnato al suo Ministero dalla legge di bilancio – si è trovata nel corso dell’anno a combattere contemporaneamente su tanti fronti: quello politico, non solo con l’opposizione ma anche all’interno del governo e della maggioranza, non sempre solidali con le sue scelte; quello sindacale, su vari punti tra cui il concorso straordinario per i docenti precari, che le hanno chiesto congiuntamente e insistentemente di rinviare, cosa che lei non ha fatto se non a causa del Covid, ribadendo la fedeltà alla norma costituzionale che prevede i concorsi come via ordinaria di accesso alla pubbliche amministrazioni; quello mediatico, che l’ha vista bersaglio di attenzioni e di imitazioni e parodie non sempre, anzi quasi mai benevole, che ha saputo prendere con ironia (“a scuola mi chiamavano cazzolina…”). Ma soprattutto è la Ministra che ha dovuto affrontare la pandemia Covid, che l’ha costretta a decretare la più lunga serrata delle aule scolastiche di sempre. Una prova durissima, senza precedenti, che ha assorbito tantissime energie. Diventata ministra quasi per caso (era sottosegretaria), si è circondata di uno staff di fiducia ed è andata avanti con ostinazione sulla sua linea. Risalta il suo sincero legame con la scuola (è uno dei pochi ministri dell’istruzione che aspira dopo il suo incarico a tornare a scuola). Ha affrontato l’emergenza Covid con coraggio, non senza errori anche per inevitabile inesperienza (si pensi alla mancata occasione di un grande patto con la depopolata scuola non statale per approntare gli spazi necessari al distanziamento, che avrebbe consentito di limitare la forte e grave riduzione degli orari di lezione; ai ritardi nelle nomine per i problemi sulle graduatorie online; oppure all’eccessivo peso, sia economico sia strategico, dato all’operazione banchi, peraltro vissuta in balia del commissario straordinario che ha completato le consegne a fine anno; all’insufficiente coordinamento con gli altri ministri competenti su trasporti e tracciamento e con le Regioni, peraltro non attribuibile solo a lei). Soprattutto, è mancata finora la visione e la regia per trasformare la crisi del Covid in opportunità per accelerare fortemente il passaggio dal modello dell’insegnamento trasmissivo a quello dell’apprendimento coinvolgente. Un passaggio storico che richiederebbe un grande e strutturale piano di formazione e una calibrata e organica strategia di diffusione delle migliori pratiche (che esistono, come documenta tra gli altri l’inchiesta di Tuttoscuola La scuola che sogniamo), avvalendosi delle tante energie qualificate presenti nella e intorno alla scuola, anche attraverso forme di partenariato pubblico-privato e il coinvolgimento del mondo del volontariato e del terzo settore. Non è stata colta, ad oggi, l’occasione – colpa delle urgenze per il Covid, forse – di progettare e discutere pubblicamente una strategia di revisione della politica educativa nazionale in funzione delle linee e degli obiettivi indicati nel testo del Next Generation EU (gli incontri lanciati dal MI a fine dicembre su “Ripensare l’educazione nel XXI secolo” potranno forse offrire spunti utili). I media hanno ripetutamente indicato la Azzolina come una possibile e anzi probabile candidata ad essere sostituita in un eventuale rimpasto di governo, ma le va riconosciuto di aver provato a tener fermo il timone della scuola nella gran tempesta di questo anno terribile. Resiliente”.

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Sicilia: A 52 anni dai fatti di Avola il dovere del ricordo

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

«È giusto e necessario consegnare ai giovani la memoria di quei fatti e di quei braccianti siciliani che a Chiusa di Carlo, alle porte di Avola, 52 anni fa, persero la vita perché stavano lottando per sacrosanti diritti, per combattere le gabbie salariali, perché allora un bracciante di Avola percepiva un salario diverso da quello di un bracciante di Lentini, territorio nella stessa provincia di Siracusa». A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo Uno in Sicilia. «Ricordare per rendere onore a loro – continua Zappulla – e ad un’intera generazione di donne e uomini lavoratrici e lavoratori della terra, oggi anziani e pensionati, che in Italia hanno scritto la storia del movimento sindacale e delle conquiste dal dopoguerra ad oggi. In quel giorno ad Avola si consumò una tragedia e un dramma per due lavoratori, Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona, che persero la vita, per altri 48 che furono feriti e per le loro famiglie e compagni. «Penso proprio – conclude Zappulla – che questa celebrazione possa e debba rafforzare la lotta al caporalato e allo sfruttamento selvaggio purtroppo ancora diffuso e presente in molte aree e zone del Paese. Sfruttamento che, utilizzando anche i diversi colori della pelle e speculando sul bisogno, continua a comprimere i diritti fondamentali e la dignità dei lavoratori e del lavoro».

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Kyoto Club: “Un grande segnale di speranza da Presidente Ursula von der Leyen, ora i fatti. Subito”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

In occasione del discorso sullo Stato dell’Unione della Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, il Direttore di Kyoto Club, Sergio Andreis, ha dichiarato: “La proposta della Presidente von der Leyen di aumentare ad almeno il 55% gli obiettivi al 2030 per la riduzione delle emissioni di gas serra e di allocare almeno il 37% dei fondi di Next Generation EU agli obiettivi del Green Deal è una notizia molto positiva e un grande segnale di speranza. Non c’è però altro tempo da perdere: come hanno sottolineato più di 150 CEO di grandi aziende nella lettera inviata ieri, martedì 15 settembre, ai Rappresentanti delle istituzioni europee, il taglio del 55% delle emissioni è la conditio sine qua non per raggiungere gli obiettivi previsti dall’Accordo di Parigi – ossia contenere, entro il 2050, il riscaldamento globale entro 1,5/2 gradi centigradi – e per il successo del Green Deal. Ora i fatti, perchè gli effetti della crisi climatica non aspettano. Il banco di prova saranno gli interventi degli Stati membri finanziati con il Recovery e resilience plan e con il Piano finanziario pluriennale 2021-2027”.

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Anbi: Il coraggio dei fatti

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

“La Commissione Agricoltura ha lavorato molto bene, realizzando una fotografia dell’attuale situazione del Paese, mostrando il ruolo fondamentale svolto dai Consorzi di bonifica ed irrigazione nella gestione del territorio, lavorando in maniera propositiva per la risoluzione delle criticità; dall’analisi fatta è emerso però che, anche in questo settore, l’Italia viaggia a due velocità diverse tra Nord e Sud”: la dichiarazione è di Gianpaolo Vallardi, Presidente della Commissione Agricoltura del Senato, intervenuto alla prima giornata dell’Assemblea Nazionale ANBI 2020, l’Associazione dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, organizzata quest’anno on-line nel rispetto delle normative anti Covid-19.“L’urgenza è di trasformare questa emergenza in un’opportunità e per fare ciò ci vuole coraggio – continua il Presidente della ComAgri Senato- Fondamentale in questo momento sono gli investimenti, di cui abbiamo tanto sentito parlare e che speriamo si concretizzino con il Decreto Rilancio.”
“Il settore della bonifica è fondamentale per il Paese – conclude Vallardi – In questo momento è in grado di creare nuovi posti di lavoro al servizio delle necessità per il territorio grazie alla grande quantità di progetti approvati e pronti per essere realizzati. Per ripartire è necessario, però, migliorare l’aspetto politico- amministrativo, strumento imprescindibile per la gestione delle risorse destinate alla bonifica.”

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La politica senza slogan fa i fatti!

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

“L’esempio della buona politica, seria, senza slogan e modulata sul bene comune è quella da cui bisogna prendere esempio, perché pensa a fare i fatti e non campagna elettorale. Fontana prenda esempio dal governatore Stefano Bonaccini che ha stanziato un pacchetto di 320 milioni di euro per la “ricostruzione” della Regione” Questo il commento di Gregorio Mammì, pentastellato lombardo. “Un piano destinato ad imprese e famiglie. Bonaccini, tra le misure prese, ha pensato a premiare anche medici, infermieri e operatori sociosanitari con un contributo di mille euro ciascuno. Una misura omnicomprensiva che punta al rilancio e al sostegno, non abbandona nessuno in questo momento difficile. Credo che una Regione come la nostra possa fare lo stesso, anzi, meglio!”.

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Rinnoviamo le pubbliche amministrazioni: dalle parole i fatti

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

“Abbiamo apprezzato il metodo e la volontà di dialogo del ministro Dadone, attendiamo a breve il merito delle scelte, a partire dalle risorse da investire nei servizi pubblici. La vera sfida è l’innovazione, come abbiamo detto oggi: il rinnovamento delle pubbliche amministrazioni. Una sfida da cogliere e vincere intervenendo su alcune questioni nodali. In estrema sintesi: il rinnovo dei contratti, un piano straordinario di nuove assunzioni, la stabilizzazione dei precari e il nuovo sistema di classificazione. Su questi, e altri punti, facendo seguito alle parole del ministro, ci attendiamo a breve una convocazione”. Ad affermarlo sono i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, in merito all’incontro di oggi con il ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, in occasione del presidio unitario ‘Rinnoviamo la Pa – Contratti, Assunzioni, Risorse’. (Giorgio Saccoia)

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Trasparenza negli investimenti finanziari: è ora di passare dalle parole ai fatti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

Sulla questione della trasparenza negli investimenti finanziari è giunto il momento di fare un salto di qualità per la tutela dei diritti degli investitori. Aduc Investire Informati sta lavorando in queste settimane per preparare una nuova iniziativa che non sarà a termine, ma durerà fino a quando gli intermediari finanziari e le banche non rispetteranno le norme; non solo formalmente, ma nella sostanza.
Ricordiamo qual è il problema. Dal 2018 le banche avrebbero dovuto comunicare ai clienti i costi complessivi effettivamente sostenuti nell’anno precedente per la gestione degli investimenti. L’informazione deve essere espressa sia in termini percentuali che in termini monetari.Nel 2018, di fatto, le banche sono state esonerate. Ad inizio 2019 hanno iniziato a dire che fare i calcoli era troppo complesso, che i software dovevano essere aggiornati (erano anni che si sapeva che avrebbero avuto questo obbligo) ed hanno chiesto un’ulteriore proroga. Dopo che sulla stampa è uscita la notizia di un incontro fatto con la Consob (allora il presidente non era ancora il prof. Paolo Savona) per cercare di ottenere questa proroga, la Consob ha preso una posizione pubblica molto chiara ribadendo gli obblighi degli intermediari. Messi alle strette, la maggioranza degli intermediari ha iniziato a preparare un rendiconto che rendesse il meno probabile possibile che il cliente venisse realmente a conoscenza del dato rilevante: quanto effettivamente ha speso nel 2018.
Quali sono gli stratagemmi che la maggior parte delle grandi banche hanno messo in atto?
In primo luogo hanno deciso di inviare i rendiconti nel periodo estivo, durante le vacanze.
In questo modo è molto probabile che i clienti di ritornano dalle vacanze, trovandosi la “mazzetta” di lettere, pongano meno attenzione e tendano a cestinare con più facilità le comunicazione che appaiono poco rilevante.
Il secondo stratagemma è quello di “affogare” il dato rilevante all’interno di un mare di carte non importanti. Nella maggioranza dei casi il rendiconto è inserito in una ventina di pagine che contengono informazioni come l’andamento dei mercati finanziari nel 2018, modifiche normative, grafici e tabelle generiche, in alcuni casi addirittura ritagli di giornali e pubblicità di enti di beneficenza! Il chiaro obiettivo è quello di far cestinare la comunicazione prima di arrivare a conoscere il dato rilevante!
E’ evidente che questa sia una pratica, nella sostanza, scorretta la quale non risponde allo spirito della norma. E’ vero che la norma non specifica un modello standard con il quale presentare i dati. Anzi, specifica che i dati possono essere comunicati insieme ad altri rendiconti. Esiste, quindi, anche una battaglia da fare con i regolatori affinché le norme vengono aggiornate per evitare i comportamenti palesemente elusivi degli intermediari. Al tempo stesso, però, è anche necessario che i clienti si facciano parte diligente e utilizzino il potere che le nuove norme gli mettono a disposizione.
I clienti, infatti, possono richiedere le informazioni sui costi effettivamente pagati nell’anno precedente anche in forma ANALITICA. Davanti ad una specifica richiesta è chiaro che la banca non potrà fare “giochetti”. E’ chiaro che per un investitore informato e consapevole che esercita i propri diritti, purtroppo, ci sono centinaia – se non migliaia – di investitori distratti. Per questo Aduc ha deciso di concentrare le proprie energie su questo specifico tema e cercare di sensibilizzare il maggior numero di persone possibili affinché esercito il proprio diritto di conoscere quanto effettivamente hanno speso per far gestire i propri risparmi alla banca. Una volta conosciuto il dato di quanto spendono, finalmente, potranno valutare se a fronte della spesa hanno ricevuto un servizio adeguato.
Nelle prossime settimane ci saranno novità importanti. Nel frattempo, invitiamo tutti a richiedere alla propria banca i dettagli analitici dei costi effettivamente subiti nel 2018. Fino a prima delle vacanze, le banche rispondevano dicendo che stavano facendo i conti. Adesso che il grosso delle banche ha inviato i rendiconti sintetici non potranno più nascondersi dietro questa scusa e dovranno tirar fuori i dati veri. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Incontro “Migrazione in Italia e in Europa: opinioni e fatti”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Parma Lunedì 15 aprile, alle 16.30, nell’Aula K9 del Polo Didattico Universitario di via Kennedy, si terrà il seminario Migrazione in Italia e in Europa: opinioni e fatti, aperto alla cittadinanza interessata. L’incontro sarà l’occasione per presentare “Migration Facts”, un’iniziativa del Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale (CUCI) che nasce nell’ambito del progetto “Seminari di Europa”, di cui è responsabile organizzativo il prof. Alessandro Pagliara, docente del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali-DUSIC.Parteciperanno all’incontro Fabio Landini, economista dell’Università di Parma e organizzatore dell’evento, Paolo Pinotti, economista dell’Università Bocconi di Milano, Elly Schlein (in videoconferenza), Europarlamentare del Gruppo S&D, e Ayomide Folorunso, studentessa e atleta dell’Università di Parma e delle Fiamme Oro Atletica della Polizia di Stato.
Migration Facts nasce nel quadro del progetto “Seminari di Europa” e prende le mosse dalla duplice consapevolezza che le migrazioni sono un fenomeno complesso che coinvolgerà il nostro paese nei decenni a venire, e che buona parte del cosiddetto “problema immigrazione” è dovuta a una percezione distorta dei fatti riguardanti le migrazioni.
Su tale basi, il progetto si propone di favorire la condivisione di informazioni ed esperienze sul tema delle migrazioni avendo come riferimento particolare gli studenti delle scuole superiori. Tale attività prende due forme:
a) il coinvolgimento di un gruppo di studenti universitari nello sviluppo e gestione del portale “Migration Facts” e di pagine sui principali social network (per es. Facebook e Instagram) contenenti dati e informazioni sui fatti riguardanti il fenomeno migratorio
b) l’organizzazione di un ciclo di incontri con studenti delle scuole superiori in cui discutere di questi temi, con la partecipazione di giovani migranti di prima o seconda generazione che racconteranno il loro vissuto, favorendo la comprensione del cosa significhi essere “straniero” nell’Italia di oggi.Gli obiettivi del progetto sono i seguenti:
migliorare la conoscenza di tutti i soggetti coinvolti (studenti, ricercatori e la collettività) in merito alla portata e alle tendenze del fenomeno migratorio
stimolare la discussione e il dibattito pubblico inerente al tema dell’immigrazione favorire l’acquisizione da parte degli studenti universitari di competenze associate alla raccolta ed elaborazione di dati statistici.

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Migranti: occorrono i fatti. Europa svegliati

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

“Le premesse in vista del vertice sui migranti di domenica non fanno ben sperare, già si sa che non uscirà alcun documento scritto. Dal bilaterale franco-tedesco di qualche giorno fa, inoltre, era emersa una relazione che giustamente il premier Conte ha rispedito al mittente, perché non contemplava minimamente le istanze italiane”.Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista ad Agorà, su Rai Tre.“Noi facciamo il tifo per l’Italia e quindi ci auguriamo che il governo italiano passi dalle parole, dalle promesse, dalle minacce ai fatti. Però i fatti ancora non si vedono. Credo che la questione fondamentale, affinché il tema dell’immigrazione diventi veramente europeo e l’Italia non sia lasciata sola nel gestire questa emergenza, sarà la riforma del regolamento di Dublino, rispetto alla quale però Francia e Germania nicchiano e i Paesi di Visegrad non sembrano intenzionati a condividere le responsabilità. Sarà una battaglia assolutamente difficile”.

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Dimitte voces accipe sensum

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

corte europea giustiziaTralascia la parola, cogli il senso. E’ questa la regola d’oro tra quanti ascoltano il “vociare” della politica, fatta di promesse, di bugie, di disinformazione, di provocazioni e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo tante, tantissime parole in libera uscita che è arduo dare loro un ordine, una misura, una spiegazione logica. E’ che, come nel detto latino, dobbiamo abituarci, per vederci chiaro, a capire ciò che si nasconde dietro il paravento delle parole. La recente finanziaria è un campione di parole vendute al vento, raccolte dagli ingenui, smerciate dai furbi e dagli opportunisti delle opposte fazioni per gli usi di comodo. Se fossimo andati diritto alle riserve mentali che opportunamente nascondevano e ne avessimo colto gli umori, con molta probabilità oggi saremmo più arrabbiati di prima, più offesi nei confronti di chi ha carpito la nostra buona fede, per aver fatto mercimonio delle nostre idee e principi. Possibile che da 40 anni a questa parte non siamo riusciti ad abbreviare sensibilmente gli iter processuali che possono durare anche tre lustri per darci una sentenza definitiva? Possibile che le evasioni fiscali viaggiano a un ritmo di centinaia di miliardi di euro per poi accontentarci di qualche misero successo? Possibile che continuiamo a lasciar incancrenire la questione meridionale che risente i suoi effetti negativi oramai da oltre 150 anni? E potremmo continuare a lungo su questi temi, ma a che pro? Queste cose vorremmo non più dirle ma vederle risolte. E quel che è peggio sarebbe possibile porvi mano se mancasse proprio la volontà politica, quelle che tutte le volte con il nostro voto cerchiamo di stimolare invano.(Riccardo Alfonso)

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Vaccinazioni: Distinguere i fatti dai pregiudizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

vaccino bambino

In Italia la poliomielite è praticamente scomparsa. La poliomielite paralizzava 28.500 bambini ogni anno in Europa. Dal 2002 l’Europa è libera dalla poliomielite. Non esistono cure decisive per la poliomielite se non la vaccinazione. Questi i fatti. La soglia minima di copertura vaccinale è del 95%, vale a dire che, per garantire “l’immunità di gregge” è necessario che 95 individui siano vaccinati per garantire i rimanenti 5. In Italia solo alcune Regioni offrono la copertura del 95% per la poliomielite e questo potrebbe mettere a rischio la popolazione a causa della importazione del virus da zone dove la poliomielite è presente (Africa, Asia). Nonostante i risultati ottenuti con le vaccinazioni, permangono i pregiudizi, le dicerie, la superstizione. Non si creda che questi aspetti siano da collocare solo nelle menti degli sprovveduti, considerato che, per esempio, il Comune di Napoli voleva istallare un gigantesco corno sul lungomare partenopeo. Un corno antijella contro la probabile eruzione del Vesuvio. Non sarebbe meglio prevenire, cioè vaccinarsi contro la superstizione? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Diventiamo con i fatti costruttori di pace

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

uliveQuante volte abbiamo sentito governanti e capi religiosi e movimenti di varia natura invocare la pace e la fraternità umana e per quanto espressi con sincerità ne abbiamo colto l’enfasi ma non la volontà di operare in concreto per diventare reali costruttori di Pace. Esistono, indubbiamente, vari livelli di potere e d’incidenza sulle volontà operative e non pretendiamo, quindi, di voler addossare indebite responsabilità generalizzando il giudizio. Resta, tuttavia, un discorso di fondo che va rivolto a tutti. Noi sappiamo bene che la pace si costruisce con il “ramoscello d’ulivo”, se vogliano restare su un discorso espresso con taluni classici simbolismi, e non certo permettendo che vi siano ancora nel mondo fabbriche di armi, mercanti di armi, paesi che fanno del commercio lucroso nel vendere prodotti inquinanti e non favoriscono la diffusione di farmaci salvavita favorendone la gratuità. E che ancora non si può essere costruttori di pace se in luogo del colonialismo di stampo XIX secolo facciamo seguire un neo colonialismo con il crescente indebitamento dei paesi più poveri e con la compiacenza di una instaurazione dittatoriale con la quale dialogare a spese dei sudditi vessati sino all’impossibile. La pace non si costruisce sopra le baionette. Non si costruisce sopra le ipocrisie. La pace non si tratta con la logica delle tre scimmiette che non vedono, non parlano e non sentono. La pace si costruisce sui fatti e questi fatti li conosciamo bene. Incominciamo a non permettere l’esportazione di armi, a chiudere le fabbriche che le producono, a pretendere il rispetto dei diritti umani con una Onu che riprenda in mano il suo ruolo affidandole le necessarie risorse per operare in concreto. Solo in questo modo possiamo diventare dei veri costruttori di pace. E dimostrare di essere credibili. (Riccardo Alfonso)

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“Inciucio politico” tra parole e fatti

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

#nobday2 - San Giovanni

Image by jcp.im via Flickr

Siamo tutti convinti che la nostra palla al piede è il vertiginoso debito pubblico che di anno in anno non abbiamo fatto altro che accrescerlo invece, semmai, di contenerlo. Ora qualcuno ha presentato il conto e dobbiamo, in qualche modo, onorarlo. Ma se questa è la consapevolezza che ci rende pragmatici, sull’altra faccia della medaglia si affaccia l’incapacità della classe politica italiana a ristabilire l’ordine economico richiesto e necessitato dalle circostanze, non solo di natura internazionale. Questo perché siamo nella logica armiamoci e partite e ciò vuol dire: sono gli altri a fare i sacrifici noi, invece, ci sottraiamo ad essi perché siamo i più furbi, i più scaltri, i più intrallazzatori e di conseguenza ci meritiamo un distinguo.
Se questa situazione accadesse in una famiglia sono certo che a fronte di misere entrate i suoi componenti farebbero a gara per tagliare i rami secchi e puntare all’essenziale. Lo Stato, invece, attraverso la sua longa manu burocratica-clientelare, e il Parlamento che ne è l’emanazione, pensa solo all’interesse dei suoi componenti perché si ritengono al di sopra e al di fuori delle parti.
E’ un grave errore e lo rileva soprattutto Antonio di Pietro allorchè ci ammonisce: qui ci può scappare il morto, perché la rivolta sociale aspetta solo una scintilla per esplodere.
Ma cosa chiediamo ai signori che formano oggi la maggioranza politica del Paese? Innanzitutto di rinfoderare le solite tattiche diversive da furbastri da imbonitori dei mercati rionali e di sfoderare iniziative degne di questo nome anche a costo di passare per populisti.
Incominciamo con il dire che l’Italia non può permettersi sprechi nelle amministrazioni e che la Corte dei conti ha già quantificato in 70 miliardi di euro. Non può permettersi l’esistenza di oltre 200 mila auto blu, checché il ministro Brunetta dica. Non può permettersi un sistema assistenziale che per operare disperde risorse che non vanno di certo a beneficio di coloro che intende assistere tanto che un istituto di ricerca ha rilevato che per far funzionare la sola macchina burocratica si assorbono risorse del 35% del suo totale mentre in altri paesi la percentuale è più bassa (la media è del 20%). Ma dobbiamo mettere in conto anche i nostri “gioielli” di famiglia (enti a partecipazione statale che operano in regime di monopolio ma si sono rivelati più costosi degli omologhi stranieri che sono privati).
Tutte queste cose i nostri governanti come le opposizioni le sanno ma continuano a giocare sulle parole e alla fine non troveranno di meglio, come hanno già fatto in passato, anche recente, che continuare a succhiare il sangue dalle rape, e sembra, a dispetto della natura, che ci stanno riuscendo, Altro che neutrini che superano la velocità della luce. Costoro l’hanno già superata da un pezzo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Missioni esercito: i numeri del ministro

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

“Alla fine i conti non tornano e come al solito gli annunci creati ad uso del popolo dal Ministro della difesa, La Russa, vengono poi sempre smentiti dai fatti e per questo motivo vorremmo sapere quando la smetterà di raccontare favole al Parlamento e agli Italiani. Il decreto legge 12 luglio 2011, n. 107, dispone il finanziamento alle missioni militari all’estero che per il secondo semestre di quest’anno costeranno agli italiani 736.358.397 euro, quindi molto di più dei 698 milioni annunciati nei giorni scorsi dal Ministro della difesa. Questi soldi aggiunti agli 811 milioni spesi a regime fino al 30 giugno porteranno il totale per il 2011 a 1.547 milioni di euro dei quali solo l’1,5% circa è realmente speso per la cooperazione e lo sviluppo delle aree interessate mentre tutto il resto va in spese per armi , munizionamenti, mezzi e costi per le missioni del personale civile e militare. Da una prima lettura si nota chiaramente che lo stanziamento per la missione in Afghanistan è aumentato di 18.934.836 euro, rispetto ai 380.770.000 del semestre scorso, mentre per quanto riguarda la guerra contro la Libia, per il periodo 1 luglio -30 settembre, sono stati stanziato 58.075.656 euro che vanno a sommarsi ai 142 milioni spesi per il periodo dal 18 marzo al 30 giugno 2011. Riguardo ai numeri è facile leggere nel decreto la malcelata toppa che il Governo ha cercato di rifilare ai suoi colleghi della Lega Nord , infatti si parla di ridurre i contingenti di personale impiegato di 2070 unità entro il 31 dicembre, partendo dai 9250 del primo semestre e in cui sono compresi anche quelli impegnati nella guerra contro la Libia il cui termine dovrebbe essere il 30 settembre prossimo. Di fatto quindi non ci sarà alcuna significativa riduzione rispetto al passato e a fine anno ci saranno sempre 7.180 uomini impegnati a combattere guerre in giro per il mondo con i risultati pressoché fallimentari che oggi sono sotto gli occhi. Intanto che attendiamo una risposta che sicuramente non avremo mai, il prossimo 25 luglio assisteremo con interesse ai voli pindarici di quei parlamentari della maggioranza che, dopo la campagna delle scorse settimane contro le missioni e le guerre, si troveranno a dover decidere con il proprio voto quale concreta risposta dare a quell’80% degli Italiani che si dichiara stanco di dover assistere alla morte di tanti militari il cui nome , assieme alle necessità dei familiari, è poi regolarmente dimenticato dalle Istituzioni al termine della cerimonia dei funerali di Stato. Noi non discutiamo sulla necessita degli interventi umanitari di pace ma siamo convinti che vi siano strade alternative per realizzare concrete azioni di cooperazione allo sviluppo che non necessariamente debbano prevedere la presenza dei militari e dei loro armamenti da guerra.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Abusi e molestie sessuali in caserma

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2011

(fonte: GrNet.it) Una volontaria delle Forze armate, impegnata in varie missioni, anche all’estero, ha presentato una circostanziata denuncia alla magistratura ordinaria ed a quella militare contro tre superiori, due ufficiali ed un sottufficiale, che l’avrebbero fatta oggetto nel tempo di numerosi atti di molestia sessuale. Tra i superiori denunciati, c’è anche una donna che, nel corso di una missione all’estero, avrebbe preteso di coinvolgere la soldatessa in un rapporto sessuale di gruppo con due militari stranieri e che l’avrebbe poi mobbizzata per vendicarsi del rifiuto ricevuto. Ma non solo. La giovane caporale, di religione musulmana, ha denunciato anche di essere stata  oltraggiata nel suo sentimento religioso venendo appositamente “comandata” a partecipare alle funzioni religiose cattoliche, per esempio in qualità di corista delle cerimonie natalizie. L’incredibile vicenda sarebbe stata invano rappresentata ai superiori dei tre comandanti denunciati, ma la soldatessa non sarebbe stata creduta ed, anzi, avrebbe ricevuto l’invito a lasciar perdere. Anche questi superiori dovranno ora chiarire perché mai abbiano omesso di denunciare all’autorità giudiziaria i gravi fatti a loro rappresentati. La soldatessa si è indotta a denunciare tutto alla magistratura solo dopo che era stata ignorata anche la sua semplice richiesta di essere impiegata in una caserma diversa da quella dei tre molestatori. «La vicenda denunciata – riferisce l’Avvocato Giorgio Carta che assiste la giovane caporale – è tutt’altro che isolata. E’ almeno il terzo caso che mi viene proposto da una donna militare e duole constatare che, nei primi due casi, la vittima delle molestie si sia indotta a non denunciare gli abusi subiti solo per timore di non poter stabilizzare il proprio rapporto di lavoro». «Proprio la condizione di volontari in ferma, cioè di precari con le stellette, – aggiunge Giuseppe Paradiso, segretario nazionale del Partito Sicurezza e Difesa –  pone i nostri giovani in uniforme in una situazione di minorata difesa, atteso che il giudizio caratteristico positivo dei propri superiori è il primo requisito per transitare nel servizio permanente e, cioè, per stabilizzare il proprio rapporto di lavoro. Risulta, quindi, particolarmente odioso che vi sia chi approfitti di tale condizione di debolezza». «Anche la mia assistita è una precaria, ma, dopo numerose titubanze, si è infine indotta a denunciare i superiori, peraltro riferendo anche le molestie sessuali subite da una sua collega, che però non ha avuto il coraggio di denunciarle. Auspico che questa vicenda incoraggi anche le altre donne che hanno subito molestie in caserma a rompere gli indugi e a denunciare i colpevoli». «Il Partito Sicurezza e Difesa – conclude Giuseppe Paradiso – non esiterà a costituirsi parte civile nel processo che dovesse essere avviato nei confronti dei comandanti denunciati». (per la delicatezza del caso e allo scopo di preservare l’identità della donna, sono stati omessi ulteriori particolari che avrebbero potuto portare all’identificazione della giovane caporale)

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Turismo: Giordania sicura

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2011

Amman. Il settore turistico giordano, tenendo accuratamente sotto controllo gli sviluppi politici della regione, vuole rassicurare i propri partner internazionali sul fatto che il Regno Hashemita resta una destinazione assolutamente sicura.
In una dichiarazione ai media locali, il Ministro ha annunciato di cooperare con il Jordan Tourism Board (JTB), la Jordan Hotel Association (JHA) e la Jordan Inbound Tour Operators Association (JITOA) per riparare ad ogni fraintendimento dovuto ad una percezione sbagliata causata dalla sempre più pressante attenzione dei media su i fatti che coinvolgono l’area.
Nayef Al-Fayez, Direttore Generale del JTB ha criticato ogni legame a supposti ulteriori sviluppi nella regione, asserendo fermamente che la Giordania resta un Paese sicuro, aggiungendo “i turisti da tutto il mondo continuano a godere degli inestimabili ed innumerevoli tesori della Giordania, così come della sua ospitalità unica e riconosciuta a livello internazionale”.
Al-Fayez ha inoltre criticato ogni tentativo di collegare il progresso delle riforme democratiche giordane con il “malcontento politico” di Egitto e Tunisia ribadendo che la Giordania resta un paese moderno, che ha attraversato numerose fasi di riforma, avviate da Sua Maestà il Re Abdullah II sin da quando egli ha assunto i poteri conferitigli dalla costituzione.
Purtroppo alcune testate internazionali hanno riportato i fatti di cronaca riguardanti le proteste dilagate in Giordania attribuendole ad un malcontento politico, indicando la Giordania come vittima di questa situazione “Qualsiasi collegamento del genere non è obiettivo e di sicuro non è corretto dando forma ad una grande ingiustizia per quanto in realtà la Giordania rappresenta” ha aggiunto Al-Fayez.Jordan Tourism Board sottolinea ancora che la Giordania gode di una posizione strategica, nel cuore del Medio Oriente, crocevia di numerose civiltà, contesto che, anche se definito secondo alcuni stereotipi come turbolento, con a volte effetti controversi, fa distinguere il Paese per essere meta sicura ed ospitale.
Bisogna infine ricordare che il settore turistico in Giordania ha mostrato una crescita impressionante. Nel 2010 gli arrivi totali sono aumentati di quasi il 20% rispetto al 2009, portando a 4,6 milioni il numero dei visitatori che hanno pernottato nel Regno (a 8,2 milioni il numero totale se includiamo i visitatori in giornata). Più nello specifico, si è osservata una crescita del 12% tra i visitatori dalle Americhe, del 22,3% tra quelli dall’Europa (gli Italiani sono aumentati addirittura del 35%), del 25,4% dall’area asiatico-pacifica mentre la sola Asia ha totalizzato un aumento nel 2010 del 31,2%.www.visitjordan.com

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Fiat: molte promesse. I fatti attendono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

“È arrivato il momento, con la conclusione della vicenda di Mirafiori, di mettere la parola fine alle speculazioni ideologiche che tanto male hanno fatto a una vertenza così delicata, che investiva la vita quotidiana di migliaia di lavoratori e le sorti del più grande gruppo privato italiano. Ora ciascuno torni a svolgere il proprio ruolo: Marchionne, specie dopo la buona intervista di oggi a La Repubblica, deve subito dimostrare con fatti concreti che le promesse di sviluppo e di investimento corrispondono a realtà, costruendo il percorso verso una  condivisione vera degli obiettivi di crescita e partecipazione agli utili da parte dei lavoratori. La Fiom smetta, se ci riesce, i panni dell’’alfiere unico’ dei diritti degli operai e provi a rispettare tutti i lavoratori, compresi quelli che hanno votato sì, comunque la maggioranza, e che non sono certo figli di un dio minore. La politica, anziché assecondare chi ancora  intende speculare strumentalmente sulla vicenda, ritrovi le ragioni di un’autonomia piena da tutti i sindacati e avvii un confronto serio e rigorosissimo sulle regole della rappresentanza. Lo faccia soprattutto alla luce dell’irresponsabile assenza del  governo che, dall’inizio della legislatura, non ha mai fatto uno straccio di politica industriale. Perdiamo competitività, cresciamo meno di tutti gli altri Paesi europei, non attraiamo investimenti, rispondiamo con misure tampone a un’emergenza occupazionale che colpisce prima di tutto le giovani generazioni. Senza risposte serie a questi problemi i nodi sollevati da Marchionne non verranno mai sciolti. E a farne le spese sarà tutto il Paese”.  Lo scrive sul sito di TrecentoSessanta, Alessia Mosca, deputato PD, segretario della Commissione Lavoro della Camera e vicepresidente dell’Associazione di Enrico Letta.

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