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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘fatturato’

Industria: Istat, fatturato aprile +3,3% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria ad aprile sale del 3,3% sul mese precedente e del 105,1% su base annua. “Dati eccellenti, per non dire fantastici. Finalmente recuperati i valori pre-crisi. Non solo si tratta del quinto rialzo mensile consecutivo, ma si è recuperato abbondantemente quanto perso per colpa del Covid. Meglio di così non si poteva sperare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 5,6%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è superiore del 3,5%. Non solo, ma andando indietro di due anni, rispetto ad aprile 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto dell’8,2%, +7,6% su aprile 2018. Insomma, una vittoria su tutta la linea” conclude Dona.

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Industria: Istat, fatturato febbraio +0,2% su mese

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a febbraio sale dello 0,2% sul mese precedente e dello 0,9% su base annua.”Dati molto promettenti. Se il rialzo su gennaio è minimale, appena sopra lo zero, è un’ottima notizia il fatto che per la prima volta da quando è scattato in Italia il lockdown, ossia da marzo 2020, si registra un dato positivo nel confronto su base annua, +0,9% su febbraio 2020″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo lo studio dell’associazione, inoltre, il fatturato è superiore non solo rispetto a gennaio 2021, ma anche nel confronto con tutti i precedenti picchi degli indici destagionalizzati avvenuti dopo lo scoppio della pandemia: dicembre (+2,8%), ottobre (+2%) e soprattutto agosto (+1,2%), quando c’era stato un notevole rimbalzo.

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Perdite di fatturato nelle grandi imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

«Nelle grandi industrie la perdita di fatturato varia invece tra il 6% ed il 26% della spesa energetica» sottolinea Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com, scelto da Forbes come uno dei 30 talenti globali under-30 del 2020.Partendo dallo studio dell’ultimo rapporto disponibile dell’Enea sui dati pervenuti dalle diagnosi energetiche obbligatorie (Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2019), Ener2Crowd.com è riuscita —in collaborazione con il GreenVestingForum, il forum della finanza alternativa green— a calcolare questo “gap di competitività”.«L’elaborazione è stata fatta tenendo contro della bolletta energetica e dei dati di consumo nazionali. Così è stato possibile calcolare che ogni 1.000 euro investiti in soluzioni di riduzione dei consumi oppure in efficientamento energetico è in grado di generare un risparmio diretto di costi energetici di 370 euro l’anno» ribadisce Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore di Ener2Crowd.com nonché chief analyst del GreenVestingForum.it. Insomma l’investimento si ripaga da solo in meno di 3 anni. Ma, proprio come —su un altro livello, quello dei privati— accade per il Superbonus 110%, non tutte le aziende hanno saputo cogliere questa opportunità. La perdita totale, calcolata da Ener2Crowd.com in collaborazione con il GreenVestingForum.it, è di 27 miliardi di euro annui, pari all’1% del fatturato totale delle imprese italiane, di cui ben 21 miliardi di euro nel segmento delle piccole e medie imprese. «Per recuperare l’extra-costo energetico del sistema imprese italiano ci vorrebbero ora 25 miliardi di euro di investimenti, un ammontare che porterebbe a generare una crescita di valore aggiunto complessivo di 16 miliardi di euro» spiega Giorgio Mottironi.In altri termini si tratterebbe di raddoppiare l’attuale volume di investimenti nel comparto energetico ed aumentare di circa 25 volte quelli nel campo dell’efficienza energetica. «È un grande sforzo che oggi però può beneficiare di nuovi strumenti di diretto coinvolgimento della ricchezza privata, quella attenta al futuro del nostro pianeta ed interessata a rendimenti superiori a quelli della finanza tradizionale: Ener2Crowd è stata creata proprio per questo motivo, per coinvolgere in modo democratico le persone, vere protagoniste della transizione energetica» sostiene Niccolò Sovico. Secondo il ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com, le soluzioni per ridurre i costi energetici a disposizione delle imprese sono molteplici, a partire dalla generazione da fonti rinnovabili —in grado di produrre (anche tenendo presente del costo degli impianti) risparmi per almeno il 20% sui costi di natura elettrica delle piccole e medie imprese— passando per gli interventi di “retrofitting” o “renewal” degli impianti di produzione —con un ritorno sugli investimenti pari al 25% annuo— fino ad arrivare a soluzioni di efficienza gestionale, quali ad esempio la dotazione di un software di monitoraggio e gestione automatica delle utenze in base alla necessità d’uso, implementando il quale si riesce ad ottenere un ulteriore 5% di risparmio sui costi energetici totali. Per sostenere un flusso diretto ed efficace di risorse verso queste opportunità di trasformazione esiste oggi l’energy crowdfunding di Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di investimenti “diffusi” nella green economy, con una community che già oggi conta 3 mila investitori, che nel 2020 ha erogato 1,6 milioni di euro a favore di aziende pronte a ridurre i loro impatti ambientali migliorando nel contempo la propria competitività e che punta nel 2021 a 24 raccolte per un totale di ulteriori 3 milioni di euro.E a guidare il settore di questa tipologia di finanziamento è proprio Ener2Crowd.com. La piattaforma può essere utilizzata sia dalle società del settore dei servizi energetici come strumento parabancario insieme ad altri canali di finanziamento, sia direttamente dalle imprese che debbano acquistare nuovi impianti o introdurre soluzioni più efficienti o alternative in grado di aumentarne la sostenibilità. Come già sottolineato gli obiettivi per il 2021 puntano a 24 raccolte per un totale di 3 milioni di euro. Un traguardo che sarà facilmente raggiunto grazie alla continua crescita di iscritti su Ener2Crowd.com, persone che hanno scelto di impiegare i propri risparmi per costruire un futuro migliore, certamente, ma anche per garantirsi degli ottimi interessi nel presente dato che la natura dei progetti permette di ripagare in modo “sostenibile” fino al 6% di interesse lordo annuo. Interessi più che accettabili per le aziende che riescono a veder finanziare i loro progetti in pochi giorni o —come accade— anche in poche ore. (AJ-Com.Net). REPORT COMPLETO: https://www.aj-com.net/ener2crowd/e2c_extra-costo-energetico.pdf

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Industria: Istat, fatturato gennaio +2,5% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria sale del 2,5% sul mese precedente e scende dell’1,6% su base annua.”Un effetto ottico! Il buon recupero su dicembre è solo un’illusione, un abbaglio che non deve trarre in inganno. Infatti, la vera cartina di tornasole per capire se si è finalmente usciti dal tunnel della crisi è il fatturato rispetto all’ultimo mese pre-pandemia, ossia gennaio 2020, ancora inferiore dell’1,6 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre, il fatturato, nei dati destagionalizzati, risulta ancora inferiore dello 0,6% anche su febbraio, ultimo mese pre-lockdown. Insomma, si sta andando nella direzione giusta ma il cammino è ancora lungo. Non si uscirà dal tunnel e i dati resteranno altalenanti fino a che non si uscirà dalle misure restrittive e dalle varie chiusure delle attività economiche” prosegue Dona. “Purtroppo ci sentiamo orfani del dato degli ordinativi, che avrebbe potuto darci un’idea dell’andamento futuro del fatturato e dello stato di salute delle nostre industrie” conclude Dona.

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Industria calzaturiera: Brusco calo del fatturato

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2021

Il report di Assocalzaturifici analizza nel dettaglio l’export, da cui emerge che tra i primi 10 mercati esteri in valore cresce solo la Corea del Sud (+14,3% nei primi 11 mesi), che cede peraltro il -5,2% in quantità. Contengono le perdite la Svizzera (-7,6%, destinazione dei prodotti realizzati dalle aziende terziste per le griffe internazionali del lusso) e la Cina (-4,4%), protagonista di un forte recupero (+43%) nel bimestre ottobre-novembre. Marcato calo delle vendite sia verso i partner dell’Unione Europea (-13% in valore la UE27) che fuori dai confini comunitari (-18%), dove il Nord America perde il -30% in valore, l’area CSI il -20%, il Medio Oriente il -25%, il Far East il -13%. L’attivo del saldo commerciale è atteso ridursi a 4,2 miliardi di euro (in flessione del -14% sul 2019). Al crollo dei livelli di attività nella prima parte dell’anno, causato dal lockdown, ha fatto seguito, nei due trimestri successivi, solo un’attenuazione della caduta (rimasta peraltro a doppia cifra), anziché un rimbalzo. La seconda ondata del virus in autunno ha subito interrotto i primi timidi segnali di risalita (a settembre vendite estere e acquisti delle famiglie in Italia avevano eguagliato i volumi dell’analogo mese 2019). Nel trimestre conclusivo dell’anno, in particolare, export e consumi (con le vendite natalizie compromesse dalle misure restrittive) sono risultati ancora largamente insoddisfacenti. In merito ai consumi, secondo il Fashion Consumer Panel di Sita Ricerca per Assocalzaturifici, in Italia nel 2020 sono state acquistate 26 milioni di paia in meno rispetto al 2019. Il prezzo medio al paio risulta sceso del -6,8% anche per il maggior utilizzo, nei mesi di quarantena, di pantofoleria e calzature informali di minor valore medio unitario.I segmenti merceologici più colpiti sono quelli delle scarpe “classiche” per uomo e donna (con cali di poco inferiori al -30% in quantità), mentre per le calzature da bambino e le sportive/sneakers le flessioni sono nell’ordine del -15%. Meno pesante, la frenata per il segmento pantofoleria/relax, sceso del -6,1% in paia e del -5,3% in spesa.Per quanto riguarda i canali di vendita, crescita decisa dell’online (+30% in quantità e +17% in spesa). La quota sul totale valore di tale modalità di shopping (peraltro in costante ascesa negli anni recenti) è passata dal 14,1% del consuntivo 2019 al 21,4%. Solo sette anni prima (2013) gli acquisti su internet coprivano appena il 3,6% della spesa per calzature delle famiglie.
Gli altri canali di vendita hanno invece chiuso il 2020 con profonde perdite: -28% le paia acquistate presso il dettaglio tradizionale (ma con un -42% in spesa); -44,4% quelle presso gli ambulanti; tra il -20 e il -25% quelle comprate nelle catene di negozi, nei grandi magazzini o nelle grandi superfici specializzate.

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Dl Sostegni: Castelli, calcoli su annualità, tetti fatturato più alti

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2021

La cancellazione dei codici Ateco e’ un punto su cui “la maggioranza e’ molto coordinata” per i nuovi sostegni alle imprese. Lo ha detto il vice ministro dell’Economia Laura Castelli su Radio 24, parlando del prossimo decreto allo studio del Governo che passera’ dai ristori ai sostegni: “Confronti e calcoli sono fatti sulle annualita’ e non piu’ sulle mensilita’, riguarderanno tutte le partite Iva e i professionisti, considerando solo il fatturato e con tetti piu’ alti”, ha detto Castelli, spiegando la differenza tra i due approcci. Castelli ha segnalato che il Governo si occupera’ della montagna.Sostegni alle imprese, ammortizzatori e cassa integrazione, enti territoriali in difficoltà, vaccini. Sono questi i temi fondamentali del dl sostegno che arriverà “penso la prossima settimana, stiamo facendo il più in fretta possibile”. Lo ha sottolineato la viceministra dell’Economia, Laura Castelli, a 24 Mattino su Radio 24. Il decreto partirà dalle proposte della maggioranza, come la cancellazione dei codici Ateco, ha spiegato. Si pensa anche di fare “confronti e calcoli sulle annualità non più mensilità e si considererà il calo di fatturato, con tetti più alti di fatturato”. Per la montagna, che per l’emergenza Covid ha perso in pieno la stagione sciistica, il governo pensa ad “un intervento ad hoc, specifico, come chiesto dalle Regioni”. Lo ha detto la viceministra dell’Economia, Laura Castelli, a Radio 24. “I settori che hanno alti costi fissi è chiaro che non possono avere un calcolo normale”, ha spiegato. “Nessuno parla di farlo saltare”. Così la viceministra dell’Economia Laura Castelli a Radio 24 , parla del Cashback dopo le indiscrezioni su una possibile revisione della misura introdotta dal governo Conte. “Le risorse che questa misura impegna sono molte, io penso – ha aggiunto a Radio24 Mattina – che ci si debba sempre evolvere su questa scia” di cambiamento del modo di utilizzare il denaro. “Credo che una maggioranza così ampia ci permetterà di fare un ragionamento che non sia solo ‘posso usare questi 4 miliardi in modo diverso’, ma anche come procedere verso un processo dal quale non si può tornare indietro, la moneta elettronica”, ha concluso.

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Industria: fatturato 2020 -11,5% su 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria scende nella media del 2020 dell’11,5%.”Un anno funesto! Dati devastanti. Il 2020 segna un tracollo del fatturato, -11,5%, secondo solo a quello dell’anno più buio della crisi precedente, il 2009, quando rispetto al 2008 ci fu un tonfo pari al 19%. Anche il fatturato interno registra un -11,5% contro il -17,5% del 2009″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.“Gli ordinativi, che purtroppo non saranno più rilevati a partire dal prossimo comunicato, pur scendendo del 9,6% rispetto al 2019, hanno, però, una caduta più contenuta nel confronto con il 2009, -9,6% contro un -22,3%, un dato che fa sperare in un ripresa del fatturato 2021″ conclude Dona.

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Labomar: fatturato consolidato 2020 sale a €61,1 mln

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

Labomar (AIM Ticker: LBM), azienda nutraceutica italiana attiva a livello internazionale, ha chiuso il 2020 con un fatturato consolidato preliminare pari a circa 61,1 milioni di euro (a cambi costanti pari a circa 61,5 milioni di euro), in incremento del 26,3% (27,2% a cambi costanti) rispetto al fatturato consolidato realizzato nel 2019. Il dato 2020 include per la prima volta un intero anno di ricavi e marginalità della canadese ImportFab, acquistata nel mese di ottobre del 2019. Il fatturato della sola Labomar SpA nel 2020 è stato pari a circa 51,8 milioni di euro (+10,2% vs 2019).“Il 2020 è stato un altro anno di forte accelerazione per Labomar – ha spiegato l’AD e fondatore Walter Bertin – un anno non semplice, caratterizzato dall’emergenza Covid, che ci ha portato una volta di più a tirare fuori il meglio di noi. Nonostante qualche rallentamento temporaneo del mercato, abbiamo dimostrato la capacità di crescere anche in un contesto economico negativo capitalizzando il nostro patrimonio di esperienze e il know-how acquisito grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo realizzati nel corso degli anni. La resilienza dell’azienda, la sua capacità di adattarsi e cavalcare i cambiamenti hanno consentito un robusto incremento del fatturato di cui siamo soddisfatti e orgogliosi. Il forte dinamismo di Labomar ci ha consentito, in un contesto complesso, al contempo di approcciare nuovi mercati e di consolidare le relazioni con i nostri clienti storici”. Il Consiglio di Amministrazione chiamato all’approvazione del progetto di Bilancio d’Esercizio 2020 sarà convocato per il 29 marzo.

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Bonprix vola nelle vendite e si conferma anche nel 2021 Insegna dell’anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Valdengo (Biella) Arriva a quota 258 milioni di euro (+19%) il fatturato del gruppo bonprix Italia, cui fanno capo le filiali di Italia, Grecia, Slovenia, Austria e Svizzera, queste ultime con un rilevante incremento. All’importante risultato ha contribuito anche l’ingresso di bonprix nel mercato spagnolo a maggio 2020, una nuova scommessa del gruppo con sede a Valdengo, che dopo i primi 8 mesi di vita si conferma a tutti gli effetti vinta.Nel 2020 bonprix Italia ha raggiunto, da sola, quota 104 milioni di euro, segnando un +25% rispetto all’anno precedente. Dello stesso gruppo fa parte anche il brand di prodotti per la casa, Euronova, che nel 2020 ha registrato un +13%, e Lascana, l’e-commerce dedicato alla lingerie di alta qualità e ai costumi da bagno, che nel suo primo anno di vita in Italia ha totalizzato ottimi risultati.Se a livello globale le vendite tramite piattaforme online nel 2020 sono aumentate del +27,6% (dati eMarketer) proprio a causa dei lockdown e dell’impossibilità delle persone di rivolgersi ai negozi fisici, anche per bonprix e le altre aziende del gruppo, l’emergenza Covid-19 ha accelerato notevolmente le vendite durante tutto il 2020 portando alla conquista di clienti ancora mai approdati sull’e-commerce dell’azienda tedesca. Le categorie di prodotti maggiormente acquistati proprio durante il lockdown sono state la biancheria, l’abbigliamento sportivo e la moda per bambini.bonprix è presente in 30 paesi del mondo e conta oltre 35 milioni di clienti, a livello mondiale il fatturato di bonprix supera il miliardo di euro.
Da 20 anni in Italia, Stephan Elsner, direttore generale di bonprix Italia dichiara: «Il 2020 è stato un anno record per noi, il lockdown ha dato una spinta alla digitalizzazione del consumatore italiano in modo irreversibile: si tratta di una grande opportunità di ulteriore crescita per il gruppo bonprix. Per il 2021 il nostro obiettivo è stabilizzare il trend e consolidare la fiducia dei nuovi clienti acquisiti».Infine, anche nel 2020 bonprix si conferma essere il marchio online preferito dai consumatori, aggiudicandosi per il terzo anno consecutivo il premio Insegna dell’Anno per la categoria Abbigliamento Donna. Nonostante le complessità di questo momento, ben 106.320 votanti in tutta Italia hanno espresso un totale di 205.500 preferenze certificate, alle 543 insegne valutate, tra cui bonprix.

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Ebano spa: più di 18 milioni di fatturato e una nuova Academy

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2021

Più diciotto milioni di fatturato aggregato, oltre duecentocinquanta tra dipendenti e collaboratori, una clientela media annuale che supera, per il solo business della formazione, le seimila unità: sono questi alcuni dei numeri dell’Annual Report 2020 di Ebano Spa.Un documento che dimostra come il Gruppo fondato e guidato dal Presidente di Piccola Industria Confindustria Carlo Robiglio continui a crescere anche nella drammatica congiuntura segnata dalla pandemia.Sono nove le società operative di Ebano Spa, diciotto le partnership produttive. Il Gruppo opera principalmente nel campo editoriale ed è leader di mercato in Italia nella progettazione, realizzazione ed erogazione di corsi professionali in modalità FAD. Attraverso la società CEF Publishing il Gruppo propone al mercato consumer corsi professionali nei campi del sociale e della cura della persona, nel segmento “animal care” e in ambito “food”, con il primo corso per Cuoco Professionista erogato in modalità FAD e sviluppato in collaborazione con Re.Na.I.A. (Rete Nazionale Istituti Alberghieri). Fra le attività editoriali di Ebano, si segnalano le collane di narrativa, saggistica, critica letteraria e per ragazzi, distribuite a livello nazionale e realizzate dalla casa editrice Interlinea, con riconoscimenti nei premi letterari e riscontri sulle maggiori testate giornalistiche italiane. Il Gruppo Ebano tramite la controllata Cef Publishing, è anche certificata dal programma Elite di Borsa Italiana per i requisiti di affidabilità e trasparenza richiesti dai principali investitori istituzionali e ha vinto quest’anno per la seconda volta consecutiva il “Best Managed Companies”, iniziativa promossa da Deloitte per supportare e premiare le aziende italiane eccellenti per capacità organizzativa, strategia e performance. La sede principale del Gruppo si trova a Novara, mentre le società partecipate hanno sede anche in Piemonte, Puglia e Lombardia.Ma Ebano, con l’Accademia del Cimento, svolge anche attività di incubazione per le startup innovative, realtà in continua crescita, tutte ingaggiate in una logica di filiera, rispetto al core business e alle competenze del Gruppo. I suoi interessi si estendono inoltre al Marketing e Comunicazione (Strategica Srl), al Digital Marketing, E-Commerce e ai Social Media (E-Development, Brilliantrees, Vs Shopping), ai Servizi di grafica & Business Development (Innovation Lab).Tra i tanti campi d’azione di una realtà fortemente connotata sotto il profilo etico sociale (dal rating di legalità a B-Corp®, sono tanti gli avalli e le certificazioni), Ebano continua a stupire per la capacità di dare vita a nuove esperienze ambiziose, quanto di elevato profilo. Tra le ultime nate c’è Ebano Corporate Academy, uno strumento finalizzato a realizzare al proprio interno le competenze necessarie al perseguimento delle strategie aziendali. In linea con un Gruppo che fa dell’innovazione continua e dello sguardo verso il futuro la sua ragion d’essere e di agire.La realtà imprenditoriale fondata da Robiglio opera in settori complementari tra loro: dall’editoria al marketing, dall’e-commerce alla formazione a distanza. Ed è proprio quest’ultima uno dei punti di forza, grazie alla controllata Cef Publishing, leader di mercato nella realizzazione e nell’erogazione di corsi professionali per il mercato consumer, con più di 50 mila iscritti negli ultimi undici anni. Accanto a queste attività primarie, alcune società del Gruppo Ebano operano in ambito comunicazione, business intelligence, direct marketing e in iniziative legate a startup innovative rivolte al mondo della sharing economy, con particolare attenzione al digital marketing.

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Industria calzaturiera italiana: Calo produzione e fatturato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Il comparto calzaturiero in Italia ha sperimentato nel terzo trimestre dinamiche un po’ meno sfavorevoli, ma comunque ancora non positive. E’ quanto emerge dai dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici, che evidenziano nel periodo esaminato cali a doppia cifra nel fatturato delle aziende raggiunte dall’indagine (-26,6%). Solo il 14% degli intervistati ha dichiarato di aver superato, o quantomeno eguagliato, il fatturato del terzo trimestre 2019, mentre più della metà del panel ha denunciato un calo compreso tra il -20 e il -50%. Dati che trovano riscontro nell’indice della produzione industriale di Istat, che ha registrato in luglio-settembre un -17,4%. Il calo da inizio anno resta considerevole, in tutte le variabili.Nel dettaglio, relativamente al mercato interno, i dati cumulati dei primi 9 mesi mostrano contrazioni degli acquisti delle famiglie italiane del -17,8% in quantità e del -23% in termini di spesa, con prezzi medi in calo del -6,3%, anche per il maggior utilizzo, nei mesi di quarantena, di pantofoleria e calzature ad uso domestico di minor valore medio unitario (oltre che per il minor numero di cerimonie e occasioni di utilizzo). Secondo il Fashion Consumer Panel di Sita Ricerca per Assocalzaturifici, i segmenti merceologici più colpiti risultano quelli delle scarpe “classiche” per uomo e donna (con cali attorno al -30%), mentre per le calzature da bambino e le sportive/sneakers le flessioni sono comprese tra il -15 e il -20%. Meno pesante, come anticipato, la frenata per il segmento pantofoleria/relax, sceso del -7,4% in paia e del -6,8% in spesa.Malgrado il boom delle vendite online, si profila dunque un 2020 nero per gli acquisti in Italia, considerato anche il crollo dei flussi turistici dall’estero e dei mancati introiti da essi derivanti, soprattutto per le fasce lusso.Le esportazioni, che da sempre costituiscono il traino del settore, hanno subìto nei primi 9 mesi dell’anno una contrazione del -20,1% in quantità, con un -17,2% in termini di valore. Complessivamente sono stati esportati da gennaio a settembre, operazioni di pura commercializzazione incluse, 127,1 milioni di paia (quasi 32 milioni in meno rispetto all’analogo periodo del 2019) per 6,4 miliardi di euro. Prezzi medi in aumento del +3,6%.I dati diffusi da Istat evidenziano come, dopo il dimezzamento subìto nel bimestre marzo-aprile di lockdown (-52% in volume) e il trend ancora marcatamente sfavorevole di maggio-giugno (-26,5%), nel trimestre luglio-settembre, pur in assenza di alcun auspicabile “rimbalzo”, la riduzione si sia decisamente affievolita (-6,5% in volume e -1,5% in valore tendenziali), grazie in particolare al mese di settembre, in cui il numero di paia esportate ha eguagliato quello dello stesso mese 2019 (+0,3%).Le esportazioni entro i confini comunitari (che rappresentano il 65% del totale quantità) sono calate nei primi 9 mesi 2020 del -16,5% in volume (-14,5% a valore). Superiore al 20%, sia in quantità che valore, la flessione dei flussi verso la Francia, che comprendono anche prodotti del terzismo per le griffe; meno pesante quella verso Germania (-14% in paia, che fa seguito però alla riduzione del -8,4% registrata già a consuntivo 2019), Olanda (-12%, con un -2,6% in valore) e Belgio (-13,4%).Tra le destinazioni extra-UE (scese nell’insieme del -26% circa in quantità, quasi dieci punti percentuali più di quelle comunitarie, e del -19,3% in valore), cali nell’ordine del 30% per il Nord America (con gli USA che segnano un -35% in volume e -29,6% in valore). In Far East (che perde il -23,3% in quantità, globalmente), arretramenti non trascurabili in tutti i principali mercati (Cina -20% in volume, Hong Kong -35%, Giappone -25%), con l’unica eccezione della Corea del Sud (cresciuta del 16% in valore, pur a fronte di una flessione del -6,8% nelle paia), che ha raggiunto il settimo posto nella graduatoria dei paesi di destinazione in valore (era decima a consuntivo 2019). Quanto alla Cina, va sottolineato un certo dinamismo nel terzo trimestre (+16,8% a valore), ascrivibile perlopiù – considerato l’incremento rilevante dei prezzi medi – al solo alto di gamma: i volumi hanno ceduto infatti il -2,1% su luglio-settembre 2019. Male anche la CSI (con la Russia che perde il -25% in volume) e il Medio Oriente (-20,5%). Un po’ meno pesante (-16,4% in quantità e -9% in valore) la riduzione dell’export verso la Svizzera, tradizionale hub logistico-distributivo delle grandi multinazionali del lusso, grazie al recupero (+6% nelle paia e +10% in valore) registrato nel terzo trimestre.

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Istat fatturato: recupero troppo flebile

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a ottobre, su base mensile, sale sia il fatturato dell’industria (+2,2%) che gli ordinativi (+3%).”Un recupero troppo flebile. Il lieve ribalzo di ottobre non basta nemmeno a recuperare la perdita registrata a settembre. Rispetto ad agosto, infatti, il fatturato è ancora inferiore dello 0,8%, gli ordini addirittura del 2,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se poi si confrontano i dati di oggi con quelli dell’inizio dell’anno, il fatturato di ottobre risulta inferiore, nei dati destagionalizzati, del 4,5% su gennaio, ultimo mese pre-pandemia, e del 2,4% su febbraio, ultimo mese pre-lockdown, percentuale che sale, rispettivamente, al 7,2% e al 5,7% per il fatturato estero. Gli ordini, invece, hanno già recuperato il gap, segnando un +0,8% su gennaio e un +3,5% su febbraio. Un segnale positivo” conclude Dona.

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Nel 2020 cala il fatturato della logistica conto terzi

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Nel 2020 si attende un calo del 9,3% del mercato della Contract Logistics, a causa della riduzione dell’export e del traffico merci dovute alle restrizioni imposte dall’emergenza Covid, con un fatturato previsto di 77,8 miliardi di euro. La pandemia ha avuto un impatto anche sulle operazioni di fusione e acquisizione nel settore: delle 92 operazioni concluse fra il 2015 e il 2020, che hanno coinvolto fornitori di logistica internazionale (nel 34% dei casi) e nazionale (66%), solo 9 hanno avuto luogo quest’anno, contro le 16 del 2019, ed è calato notevolmente il fatturato delle aziende acquisite, pari a 100 milioni di euro contro i 500 milioni dell’anno precedente. Una forte contrazione che però non è stata omogenea durante l’anno, registrando un crollo dei volumi durante la quarantena per la maggior parte dei settori e dei canali di vendita, eccetto l’e-commerce e i settori Food e Healthcare, e una robusta ripresa a partire da giugno, quando i volumi sono aumentati del 6% rispetto allo stesso periodo del 2019. Le imprese della logistica hanno reagito positivamente all’emergenza, grazie alla capacità dei manager logistici di riconfigurare velocemente le reti di distribuzione e alla condivisione di asset lungo la filiera. Le criticità emerse, come la sicurezza dei lavoratori, la necessità di rafforzare la distribuzione locale per far fronte al boom dell’e-commerce e di potenziare il trasporto intermodale, sono state trasformate nelle priorità su cui intervenire nel 2021, che vedono ai primi posti la maggior flessibilità e resilienza del sistema logistico (per il 62% dei manager), la digitalizzazione dei processi (50%), la sicurezza di tutti gli operatori lungo la filiera (38%) e la semplificazione della gestione dei flussi logistici (27%).Nonostante la pandemia, la spinta all’innovazione nel settore non si è fermata, ma è persino aumentata: sono 501 le startup a livello internazionale che forniscono soluzioni hardware o software per la logistica, nuovi servizi innovativi per quanto riguarda l’area geografica servita, le attività o le tecnologie impiegate, o piattaforme che incrociano domanda e offerta di servizi logistici (+57% rispetto al 2018), per un finanziamento complessivo pari a 9,56 miliardi di dollari (+92%). L’emergenza sanitaria ha interrotto un trend di crescita pluriennale del settore, che nel 2019 aveva raggiunto un fatturato previsto pari a 86 miliardi di euro, +0,8% in termini reali sul 2018, e a 84,8 miliardi nei dodici mesi precedenti, +1,6% rispetto al 2017. La crescita del 2018 è trainata dai grandi operatori, che mostrano un incremento del 3,6%, mentre la redditività cala dal 3,9% al 3,6%. A incidere è anche la spinta della logistica in outsourcing, che raggiunge un valore di 49,3 miliardi di euro (+2,8%)[1] e rappresenta il 42,4% delle attività logistiche in Italia, complessivamente pari a 116,4 miliardi. La Strategic Contract Logistics, cioè l’esternalizzazione di una parte rilevante del processo logistico a un unico fornitore, cresce più del mercato complessivo (+26,2% dal 2009 contro il +16,6% del mercato della Contract Logistics), toccando quota 10,3 miliardi di euro. Nel 2018 sono 89mila le aziende che operano nella logistica conto terzi, in calo dell’8,2%; la maggior parte sono autotrasportatori (68mila, -8,8%), poi gestori di magazzino (4.400), spedizionieri (2.200, -2,5%) e operatori logistici (900, -9,2%); crescono solo i corrieri (+4,4%).Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano* (www.contractlogistics.it) presentata oggi durante il convegno online “Contract Logistics: dall’emergenza le basi per un nuovo futuro” e che ha visto la partecipazione di quasi 2.000 manager della logistica.

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Imprese: Aiuti per chi resta aperto ma ha un calo di fatturato

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“Nelle prossime settimane va fatto un passo in più. Vogliamo intervenire anche nei confronti di quelle attività che non hanno chiuso per i DPCM ma che hanno subito cali di fatturato. Immaginiamo di poterli aiutare, come Movimento 5 Stelle stiamo cercando di costruire una misura per chi è rimasto aperto ma ha subito un calo di fatturato. È un momento delicato, aver scelto di differenziare aperture e chiusure, di non chiudere tutto, ci deve far pensare anche a soluzioni nuove. Che è quello che abbiamo imparato di più in questa emergenza, dobbiamo agire passo dopo passo. Di fronte a situazioni straordinarie vanno immaginate soluzioni straordinarie, è quello che stiamo facendo”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, a “Il caffè della domenica”, condotto da Maria Latella su Radio 24.

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Secursat Srl annoverata tra le migliori 400 aziende in Italia per crescita di fatturato

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

Lo studio dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, giunto alla sua terza edizione, individua le aziende italiane in maggiore espansione economica. Ben 12.000 le aziende candidate ad un posto in classifica, che hanno partecipando inviando il proprio bilancio e dimostrando di possedere tutti gli stringenti requisiti e criteri di ammissione. 400 le migliori, tra cui Secursat, con una crescita del 15.8 % del fatturato tra il 2016 ed il 2019. La dettagliata indagine ha così messo in luce molte delle eccellenze dell’imprenditoria italiana, soprattutto del Centro-Nord – Secursat ha sede legale ad Asti e sedi a Milano e Roma – che, nonostante un quadro macroeconomico difficile e di prolungata crisi quale quello del triennio considerato, hanno registrato uno sviluppo notevole e un buon livello di onorabilità, indipendenza economica, sviluppo organico e capacità a competere a livello internazionale. Giustamente orgogliosa del successo economico ottenuto, che si è tradotto naturalmente, e per tutte le quattrocento aziende della classifica, anche in un incremento di posti di lavoro, Secursat ha assecondato questo trend anche durante il difficile periodo, tuttora in corso, dell’emergenza da Covid-19. Lo ha fatto anche incanalando le sue energie nel fornire risposte ai bisogni di consulenza e servizi in tema di sicurezza secondo un proprio originale modello di business, che unisce procedure di comportamento e tecnologia. Il Ceo di Secursat, Giuseppe Calabrese, lo ha raccontato anche recentemente in un convegno dedicato alla governance umana dell’Intelligenza Artificiale, a Roma, dove ha indicato quali siano le linee ispiratrici dei protocolli ideati da Secursat. Se le strategie economiche e politiche oggi sono inevitabilmente basate sull’analisi dei dati e dei comportamenti e su un uso non sempre trasparente della Rete, va perseguito per Calabrese l’equilibrio tra questo ed il diritto di protezione delle sfere di diritti individuali e collettivi, della privacy e della sicurezza personale. Gli strumenti digitali, l’intelligenza artificiale, le app possono in questo senso diventare presupposto per un più facile scambio di servizi ed informazioni e per immaginare/progettare modelli per rendere il mondo più sicuro, che è poi la mission di Secursat.

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Nel Lazio il fatturato 2019 delle aziende di vendita a domicilio

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

E’ stato di 123 milioni 813 mila euro (pari al 7,8% del totale nazionale), mentre i venditori operanti nella regione sono stati 13.779 (il 9,4% del totale). Questo fa del Lazio la prima regione del Centro Italia per fatturato e per numero di venditori secondo i dati annuali elaborati da Univendita, la maggiore associazione di categoria del settore con 1,587 miliardi di fatturato complessivo e 146mila venditori. Il Centro Italia rappresenta il 17,3% del fatturato delle aziende di Univendita. Dopo il Lazio, per quanto riguarda il fatturato, la seconda posizione è occupata dalla Toscana (92 milioni 66 mila euro, 5,8% del totale), seguita dalle Marche (33 milioni 334 mila euro, 2,1%) e dall’Umbria (25 milioni 397 mila euro, 1,6%).Stesse posizioni anche per la classifica basata sulla presenza dei venditori: in Toscana sono 5.864 (il 4% del totale nazionale), nelle Marche 2.492 (2,1%) e in Umbria 1.319 (1,6%).Se i dati 2019 confermano le tendenze degli anni precedenti, alcune sorprese potrebbero arrivare dalle future rilevazioni post-Covid. «È naturalmente troppo presto per poter ipotizzare se l’impatto della crisi si tradurrà in grossi cambiamenti nella distribuzione regionale di fatturato e di venditori – sottolinea Sinatra –. Ciò che sappiamo è che dopo il lockdown la vendita a domicilio è stata protagonista di una pronta ripresa, con livelli di fatturato nei mesi estivi in crescita rispetto al 2019. Possiamo quindi prevedere che il nostro settore, che ha sempre svolto un ruolo anticiclico dal punto di vista occupazionale, continuerà ad attrarre nei prossimi mesi un gran numero di persone alla ricerca di una seconda vita professionale o di una modalità per integrare il reddito familiare. Le nostre imprese in questo momento offrono oltre 30mila opportunità di lavoro supportate da percorsi di formazione gratuita e qualificata».

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Sale il fatturato dell’industria e degli ordinativi

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, ad agosto, su base mensile, sale sia il fatturato dell’industria (+5,9%) che gli ordinativi (+15,1%).”Ottimo rimbalzo per gli ordini, luci ed ombre per il fatturato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Nonostante in agosto alcune imprese quest’anno abbiano continuato l’attività per recuperare il tempo perso durante il lockdown, è evidente che comunque molte viaggiavano a regime ridotto rispetto a luglio. Positivo, quindi, che il fatturato sia salito del 5,9% sul mese precedente. Un balzo importante, perché indica che prosegue il cammino di recupero sui valori pre-crisi, ma purtroppo insufficiente, visto che rispetto ad agosto 2019 è sceso del 3,9%. Insomma, per il fatturato è ancora lungo il cammino da fare per recuperare i valori pre-crisi. Non per niente, secondo il nostro studio risulta ancora inferiore del 2,1% nel confronto con febbraio e del 4,1% su gennaio, percentuale che sale, rispettivamente, al 7,7% e al 9,1% per il fatturato estero” prosegue Dona.”Ottimo risultato, invece, senza se e senza ma, per gli ordini. Non solo perché salgono sia su mese, +15,1%, che su anno, +6,1%, facendo ben sperare per il futuro, ma soprattutto perché hanno finalmente colmato il gap rispetto ai valori pre-Covid, salendo del 3,7% su gennaio e addirittura dell’8,2% su febbraio, ultimo mese pre-lockdown, +9,7% gli ordini interni” conclude Dona.

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Secursat Srl annoverata tra le migliori 400 aziende in Italia per crescita di fatturato

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

Lo studio dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, giunto alla sua terza edizione, individua le aziende italiane in maggiore espansione economica. Ben 12.000 le aziende candidate ad un posto in classifica, che hanno partecipando inviando il proprio bilancio e dimostrando di possedere tutti gli stringenti requisiti e criteri di ammissione. 400 le migliori, tra cui Secursat, con una crescita del 15.8 % del fatturato tra il 2016 ed il 2019.  La dettagliata indagine ha così messo in luce molte delle eccellenze dell’imprenditoria italiana, soprattutto del Centro-Nord – Secursat ha sede legale ad Asti e sedi a Milano e Roma – che, nonostante un quadro macroeconomico difficile e di prolungata crisi quale quello del triennio considerato, hanno registrato uno sviluppo notevole e un buon livello di onorabilità, indipendenza economica, sviluppo organico e capacità a competere a livello internazionale.  Giustamente orgogliosa del successo economico ottenuto, che si è tradotto naturalmente, e per tutte le quattrocento aziende della classifica, anche in un incremento di posti di lavoro, Secursat ha assecondato questo trend anche durante il difficile periodo, tuttora in corso, dell’emergenza da Covid-19. Lo ha fatto anche incanalando le sue energie nel fornire risposte ai bisogni di consulenza e servizi in tema di sicurezza secondo un proprio originale modello di business, che unisce procedure di comportamento e tecnologia. Il Ceo di Secursat, Giuseppe Calabrese, lo ha raccontato anche recentemente in un convegno dedicato alla governance umana dell’Intelligenza Artificiale, a Roma, dove ha indicato quali siano le linee ispiratrici dei protocolli ideati da Secursat. Se le strategie economiche e politiche oggi sono inevitabilmente basate sull’analisi dei dati e dei comportamenti e su un uso non sempre trasparente della Rete, va perseguito per Calabrese l’equilibrio tra questo ed il diritto di protezione delle sfere di diritti individuali e collettivi, della privacy e della sicurezza personale. Gli strumenti digitali, l’intelligenza artificiale, le app possono in questo senso diventare presupposto per un più facile scambio di servizi ed informazioni e per immaginare/progettare modelli per rendere il mondo più sicuro, che è poi la mission di Secursat.

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NCC Lombardia: calo del fatturato di oltre il 70%

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2020

È categorico il giudizio di Giuseppe Mele, portavoce NCC di CNA Lombardia: “La politica in generale, le banche in particolare, sono distanti anni luce dai problemi del comparto NCC.” Un comparto in ginocchio a causa delle misure derivanti dall’esigenza di contenimento del Covid 19. In particolare, se le politiche di supporto del Governo al sistema del trasporto persone si è orientato al trasporto pubblico locale, appare ingiustificata la trascuratezza in cui la categoria è caduta. È stato molto grave non allargare a tutti i territori e gli operatori la fruibilità dei voucher per i passeggeri e la platea di interesse per gli incentivi a fondo perduto.”CNA Lombardia denuncia un calo di fatturato per il settore di oltre il 70%. Una situazione che mette a rischio l’attività di 6mila imprese e di circa 8mila persone occupate.“E’ un quadro drammatico a cui si aggiunge la tendenza del sistema del credito a finanziare poco e in ritardo le imprese rispetto agli impegni presi in occasione del decreto liquidità”, conclude Giuseppe Mele.

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Industria: luglio, su mese fatturato +8,1%, ordini +3,7%

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a luglio, su base mensile, sale sia il fatturato dell’industria (+8,1%) che gli ordinativi (+3,7%).”Rimbalzo deludente e insufficiente, per non dire allarmante. Purtroppo a luglio, con le imprese finalmente in piena attività, si attendeva un recupero maggiore rispetto ai dati pre-Covid” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Invece, nonostante il miglioramento rispetto a giugno, il rialzo non basta per colmare il gap rispetto all’inizio dell’anno. Il fatturato totale di luglio, infatti, al netto della stagionalità, risulta ancora inferiore del 7,7% nel confronto con febbraio, ultimo mese pre-emergenza Covid e addirittura del 9,5% su gennaio, percentuale che sale, rispettivamente, al 10,7% e al 12,1% per il fatturato estero. Gli ordinativi, invece, registrano un divario del 5,6% su febbraio e del 9,6% su gennaio, -7,6% e -11% per gli ordinativi esteri” prosegue Dona.”Insomma, il recupero è troppo lento rispetto a quello che servirebbe al Paese” conclude Dona.

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