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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Posts Tagged ‘fatturato’

Turismo e arte, nel 2021 nuovo crollo per il fatturato degli editori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2022

Non si ferma la crisi per gli editori di turismo e arte in Italia: dopo un calo dei fatturati nel 2020 dell’85%, nei primi otto mesi del 2021 la perdita percentuale rispetto al 2019 arriva all’80%, secondo le segnalazioni delle case editrici del settore.L’Associazione Italiana Editori (AIE) torna così a chiedere al governo e al parlamento di intervenire per assicurare i ristori necessari a proseguire le attività oltre la crisi, riorganizzando il proprio business e la propria offerta editoriale.“Dopo 22 mesi di fatturati in pesante calo e la fine della cassa integrazione Covid a giugno 2021 – spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi – molte case editrici hanno dovuto fare ricorso al credito bancario per continuare le attività. Sono necessari aiuti immediati per garantire la sopravvivenza di chi pubblica guide turistiche e libri d’arte”.La crisi di questo comparto editoriale è conseguenza della crisi più larga del settore del turismo, per cui il governo ha recentemente stanziato un fondo da 150 milioni per il 2022. A fronte dei 220 milioni di presenze straniere nel 2019, a fine ottobre 2021 l’Italia ne ha registrate poco più di 15 milioni (a Roma il tasso di occupazione camere registra un calo del 63,6% rispetto al periodo gennaio/settembre 2019) e nei prossimi mesi, con il perdurare delle restrizioni di viaggio e di nuove varianti del virus, non sono previsti miglioramenti.La crisi dei viaggi internazionali ha ridotto al minimo la domanda per le guide, riducendo gli introiti per i titoli di catalogo. Allo stesso tempo, investire in nuove edizioni è problematico proprio perché non esiste visibilità su quello che succederà nei prossimi mesi.Gli editori di libri d’arte soffrono in particolare la crisi delle vendite nei bookshop museali i cui flussi di pubblico sono molto diminuiti. Le difficoltà legate alla pianificazione delle mostre, inoltre, costringono gli editori a mandare in stampa i cataloghi senza avere alcuna visibilità sul pubblico previsto e questo, in una fase in cui i costi per la carta e la stampa sono molto cresciuti (oltre il 20%), significa il rischio di dover mettere a budget un grande numero di resi o, al contrario, di non stampare abbastanza libri per far fronte alla domanda.Molte case editrici si stanno muovendo – sia nel settore dell’arte che del turismo – per riorientare la loro offerta, ma per farlo sono necessari nuovi investimenti, difficili da fare con fatturati in forte flessione.

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Società con un fatturato che cresce di oltre il 20% per tre anni consecutivi

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2021

A novembre 2021, in Friuli Venezia Giulia, sono 188 le cosiddette imprese “scale-up” (definizione Eurostat-Ocse) e rappresentano l’1,4% del totale delle imprese considerate. Di queste, sono 37 quelle che potrebbero definirsi “top” scale-up, ossia che partono con un fatturato, nel primo anno preso in considerazione, di 500 mila euro, quindi con crescite maggiori in termini di valore (e altre ricadute positive sull’economia).Il dato emerge dalla nuova ricerca del Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che ha analizzato i dati Infocamere sui fatturati disponibili relativi agli anni 2017-2020. L’analisi ha preso in considerazione quelle imprese attive, iscritte nei Registri Imprese Fvg entro l’anno 2017, che depositano i bilanci, ossia una platea di partenza di 13.785 imprese di diversa natura giuridica: società di capitali ma anche altre realtà come associazioni, aziende speciali, consorzi, cooperative sociali, enti pubblici economici, enti sociali, fondazioni, società consortili, cooperative. Per poter effettuare l’analisi sugli incrementi di fatturato nell’ultimo triennio sono state escluse quelle di più recente costituzione (dal 2018 in poi), per cui non sarebbero stati ancora disponibili tutti i dati. «Le scale-up prese in esame dal nostro nuovo studio – commenta il presidente camerale Giovanni Da Pozzo –, con la loro rapidissima crescita, apportano esternalità positive all’economia in termini di reddito, creazione di nuovi posti di lavoro, ma anche – fattore importante – in termini di introduzione di prodotti e servizi innovativi sul territorio, di attenzione alle richieste del mercato e anticipazione di tendenze.”

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24ORE Business School raddoppia il fatturato e diventa la prima business school digitale italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2021

Milano 24ORE Business School prevede di chiudere il bilancio annuale con un raddoppio del proprio fatturato che si attesta intorno ai 40 milioni di euro, superando il già positivo trend di crescita del settore dell’Education in Europa. L’Education è un mercato che a livello globale vale circa 2.200 miliardi e in Europa cresce a doppia cifra, tra il 10% e il 12% all’anno. La digitalizzazione infatti, da un lato, ha portato a una accessibilità maggiore dei contenuti formativi e, dall’altro, ha permesso di raggiungere sempre più studenti su tutto il territorio.Infatti, si parla oggi di Edutech, ovvero l’applicazione della tecnologia al mondo dell’Education, settore in cui Palamon Capital Partners, il principale azionista della 24ORE Business School è già da tempo attivo in diversi paesi europei. Nello specifico, il serrato investimento in digitalizzazione in questo ultimo anno ha permesso di raggiungere risultati significativi, che confermano questo trend europeo. Rispetto agli anni precedenti i master della 24ORE Business School che vivono soltanto in modalità digitale sono cresciuti del +200% solo nel 2021, portando a un aumento degli studenti che nel 2021 sono stati oltre 15mila. Solamente 18 mesi fa il 100% delle lezioni veniva tenuto in presenza mentre oggi solo il 28% ha la possibilità di essere fruito fisicamente in aula a discrezione degli studenti, mentre il 72% è fruito completamente online. Questa nuova dimensione ibrida della formazione di 24ORE Business School è la chiave per elevare il livello professionale del Paese e rafforzare il collegamento tra la formazione e il mondo del lavoro. Infatti il 95% dei partecipanti ai master post universitari, che alla 24ORE Business School comprendono uno stage garantito, viene assunto in azienda.La crescita degli iscritti riguarda, infatti, tutte le fasce d’età: non solo neolaureati, che solo nell’ultimo anno sono cresciuti di quasi il 50%, ma anche e soprattutto i professionisti (+116% rispetto al 2020), che in uno scenario lavorativo in continua evoluzione e sempre più competitivo, hanno il desiderio di aggiornare le proprie competenze. Non solo, la democratizzazione è evidente anche a livello geografico: nel 2021 la 24ORE Business School ha registrato un incremento delle iscrizioni rispetto al 2019, pre pandemia, in particolare nelle Isole e nel Sud Italia, con la Sardegna (con un +240%), la Campania (+150%), Sicilia (+184%) e Puglia (+114%). Non solo le grandi città, ma la crescita degli iscritti si registra anche nelle piccole e medie province, rispettivamente di +92% e +160% rispetto al 2019.

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Industria: Istat, fatturato settembre +15,2% su anno

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a settembre sale dello 0,1% sul mese precedente e del 15,2% su base annua.”Dati ottimi che confermano la piena uscita dal tunnel della crisi per le nostre industrie. Anche se il rialzo congiunturale non è esaltante, per la settima volta consecutiva il fatturato è superiore ai valori pre-crisi sia di gennaio che di febbraio 2020. Un trend positivo iniziato a marzo 2021 e che non si è più interrotto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 9,9%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore del 7,9%. Ancora meglio per il fatturato interno che segna, rispettivamente, +12,7% e +10,4%. Inoltre, anche andando indietro di due anni, rispetto a settembre 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 9,9%, +8,3% su settembre 2018. Insomma, una vittoria su tutta la linea. Per ora la difficoltà di reperimento delle materie prime non ha rallentato la corsa delle nostre industrie. L’unico settore di attività economica in territorio negativo che risente probabilmente del problema di approvvigionamento delle componenti è quello dei mezzi di trasporto, con un pesante -17,8% su base annua” conclude Dona.

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Industria: Istat, fatturato agosto +0,8% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria ad agosto sale dello 0,8% sul mese precedente e del 13,8% su base annua.”Dati eccellenti. Nonostante agosto sia un mese anomalo, con valori contenuti, dove quindi ci possono essere variazioni percentuali consistenti, amplificate rispetto ad altri mesi, si tratta di dati indubbiamente ottimi. Il fatturato, infatti, è in territorio positivo non solo su agosto 2020 o su luglio 2021, ma anche rispetto ai valori pre-crisi di gennaio e febbraio 2020″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 10,5%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore dell’8,5%. Inoltre, anche andando indietro di due anni, rispetto ad agosto 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 9,7%, +7% su agosto 2018. Insomma, non c’è confronto che non sia abbondantemente positivo, sia nei dati interni che esteri” conclude Dona.

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Turismo: “Fatturato Roma crolla da 330 mln a 109 mln”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2021

La pandemia da Covid 10 ha ridotto a un terzo il fatturato del turismo extralberghiero a Roma. Secondo i dati elaborati da Otex, primo osservatorio sul turismo residenziale extralberghiero in Italia promosso dall’associazione Property Managers Italia, nel 2019 la capitale registrava un fatturato di 330 milioni di euro, che nel 2020 sono scesi a 139 milioni e nel 2021 a 109 milioni. Lo confermano i dati mese su mese dell’estate: giugno 2021 ha perso il 72,7% del fatturato rispetto a giugno 2019; luglio registra un -55,4% sul 2019 e agosto vede una flessione del 42,7% rispetto allo stesso mese di due anni fa. “Le città d’arte rispetto alle destinazioni marittime sono molto più sofferenti – commenta Marco Nicosia data analyst di Otex e fondatore di Full price – e Roma, in particolare, evidenzia perdite drammatiche a confronto con il fatturato pre Covid, ma anche una situazione negativa rispetto al 2020. La parte iniziale dell’anno ha inciso e incide ancora duramente sulla situazione attuale, vedremo il prossimo trimestre se sarà possibile chiudere un 2021 in positivo rispetto al 2020”. Guardando il confronto con lo scorso anno, l’estate 2021 di Roma è andata tutto sommato meglio. Il fatturato di giugno segna una crescita del 13% sullo scorso anno, quello di luglio del +48,8% e, infine, di agosto +54,1%. “Il comparto turistico extralberghiero è ancora molto lontano dai livelli pre Covid – dice Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia, Ceo di Rentopolis e Shomy Tech – anche se in alcuni casi l’estate dal 2021 ha spinto la domanda di appartamenti fortemente al rialzo e quindi anche il fatturato delle aziende. Nei prossimi mesi sarà cruciale portare avanti il nostro lavoro senza più interruzioni e chiusure causate dalla pandemia, che mi sembra sia finalmente sotto controllo grazie ai vaccini, per capire se riusciremo a chiudere l’anno almeno in linea con il 2020, o, dove possibile, anche in crescita. Il prossimo anno poi l’obiettivo sarà quello di tornare ai livelli pre crisi puntando sulla voglia di viaggiare delle persone. Per farlo però è necessario avere regole chiare sugli spostamenti, anche degli stranieri, perché sono una componente fondamentale per il nostro comparto dal nord al sud dell’Italia”.

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Mediberg, nel 2021 il fatturato sarà di 30 milioni di euro

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 ottobre 2021

Mediberg, è una società italiana ed è l’unica azienda in Europa a produrre e confezionare mascherine con la stessa procedura utilizzata per tutti gli strumenti usati in camera operatoria. Un processo che garantisce il rispetto delle stringenti norme sulla produzione di presidi medici, che vanno ben oltre le normative di legge richieste per le mascherine.L’azienda di Calcinate in provincia di Bergamo ha attualmente 90 dipendenti e nel corso degli ultimi anni ha continuato ad incrementare progressivamente il proprio personale e, se le condizioni di mercato lo consentiranno, confida di continuare in questa direzione stimando una previsione del fatturato dell’anno in corso, 2021, di 30 milioni di Euro.Mediberg è una società italiana al 100% e da oltre 35 anni opera nel settore delle strutture ospedaliere. Attualmente nello stabilimento di Calcinate sono in corso i lavori di ampliamento: 7.000 metri quadri di superficie calpestabile che si affiancano agli attuali 8.000. Questo permetterà all’azienda di disporre di 3.000 metri quadrati in più di produzioni specialistiche in camera bianca da affiancare ai 1.500 già esistenti, triplicando gli ambienti dedicati a produzioni avanzate con un investimento previsto di circa 5 milioni di Euro.Specializzata nelle produzioni di abbigliamento sterile, teleria chirurgica, prodotti di medicazione e kit procedurali, l’azienda ha sempre investito sulla ricerca distinguendosi sul mercato per l’elevata qualità dei suoi prodotti. Oltre alla produzione in camera bianca, l’innovativa mascherina Mediberg è fabbricata con materiali selezionati in 5 differenti Paesi Europei, che garantiscono una filtrazione batterica superiore al 99%, fra cui uno strato esterno idrorepellente che blocca e respinge il doppler, veicolo di virus e batteri. Anche l’apertura del nuovo canale e-commerce http://www.mascherine.mediberg.com/ rientra tra le novità del 2021. Un adeguamento tecnologico della strategia distributiva per rendere facilmente disponibile non solo alle aziende, ma anche ai privati, mascherine di alta qualità.

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Turismo: “A Venezia fatturato 2021 in linea con 2020”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Venezia. Un 2021 in linea con il 2020, ma ancora in netto calo rispetto al 2019, ultimo anno prima della crisi da Covid-19. E’ il risultato dal comparto extralberghiero di Venezia fotografato da Otex, primo osservatorio sul turismo residenziale extralberghiero in Italia promosso dall’associazione Property Managers Italia. Da gennaio ad agosto l’affitto turistico di appartamenti in città ha registrato un fatturato pari a 52,4 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 52,6 milioni del 2020. Nel 2019, invece, il fatturato del comparto è stato pari a oltre 134 milioni, più del doppio. Guardando, infatti, al fatturato del 2021 rispetto al 2019 le perdite vanno dal -65% di giugno al -26% di agosto, mentre rispetto al 2020 il fatturato di quest’anno è aumentato dal 42% a giugno, del 56% a luglio e del 53% ad agosto. “Il comparto turistico extralberghiero è ancora molto lontano dai livelli pre Covid – dice Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia, Ceo di Rentopolis e Shomy Tech – anche se in alcuni casi l’estate dal 2021 ha spinto la domanda di appartamenti fortemente al rialzo e quindi anche il fatturato delle aziende. Nei prossimi mesi sarà cruciale portare avanti il nostro lavoro senza più interruzioni e chiusure causate dalla pandemia, che mi sembra sia finalmente sotto controllo grazie ai vaccini, per capire se riusciremo a chiudere l’anno almeno in linea con il 2020, o, dove possibile, anche in crescita. Il prossimo anno poi l’obiettivo sarà quello di tornare ai livelli pre crisi puntando sulla voglia di viaggiare delle persone. Per farlo però è necessario avere regole chiare sugli spostamenti, anche degli stranieri, perché sono una componente fondamentale per il nostro comparto dal nord al sud dell’Italia”.

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Fire Group: Fatturato in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

Il Consiglio di Amministrazione di Fire Group, 1° gruppo indipendente in Italia nella gestione del credito, ha approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021. Fatturato pari a 24,2 milioni di euro, in crescita del 10% vs 1H 2020; Ebitda pari a 2,3 milioni di euro con marginalità del 9,3% sui ricavi, stabile vs 1H 2020; Ebitda adjusted pari a 3,2 milioni di euro con marginalità del 12,4% sui ricavi, stabile vs 1H 2020. Fire Group S.p.A: Forte di oltre 29 anni di esperienza, oggi è il 1° Gruppo indipendente attivo nella gestione del credito fin dai primi stadi di problematicità, con 5 società operative specializzate su servizi lungo la filiera: credit management, restructuring, advisory e due diligence per acquisto di portafogli, fiscalità locale e riscossione tributi, business information, scoring PMI (Z-score). Grazie a risorse specializzate e ad una piattaforma gestionale best-in-class con workflow industrializzati e strumenti basati su intelligenza artificiale e machine learning, il Gruppo supporta banche, investitori istituzionali, società di credito al consumo e leasing, utility e multiutility, piccole e grandi imprese commerciali ed enti locali.

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Industria: Istat, fatturato giugno +3,1% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a giugno sale del 3,1% sul mese precedente e del 28,4% su base annua. “Dati ottimi. Non solo è un bene che, dopo il calo congiunturale di maggio, a giugno si sia tornati subito in territorio positivo, ma il rialzo è anche consistente e promettente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore dell’8,4%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore del 6,3%. Non solo, ma andando indietro di due anni, rispetto a giugno 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto del 7,4%, +6,8% su giugno 2018. Insomma, non c’è raffronto che non sia molto positivo” conclude Dona. (By Mauro Antonelli)

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A Milano cala del 7% il fatturato del commercio

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2021

Il tessuto imprenditoriale di Milano, sebbene si sia dimostrato estremamente resiliente, ha subito un inevitabile rallentamento dovuto alla pandemia come riscontrato anche nel 31° Rapporto Milano Produttiva sull’economia dei territori di Milano, Monza Brianza e Lodi. Se, nel primo trimestre 2021, l’industria manifatturiera ha dato segni di una lenta ripresa, con la produzione che ha ripreso a crescere in tutti i territori di circa il 7%, risultano ancora forti gli effetti del lockdown sul terziario. Milano per esempio registra una pesante flessione del fatturato per il commercio (-6,9%) e un arretramento di quello dei servizi (-1,7%). Parte da questi dati la riflessione di Domenico Romano, Amministratore Delegato di Fandango Club Creators e autore del libro Open Retail, intervenuto al secondo appuntamento della seconda edizione de L’Età Ibrida, il percorso “in-formativo” tra pionieri dell’innovazione digitale pensato dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi a cura di Paolo Iabichino. L’idea per il suo libro nasce proprio quando l’epidemia da Covid scoppia in Italia e Domenico si trova ad affrontare la crisi in qualità di Direttore marketing in AW LAB, uno dei principali retailer di abbigliamento sportivo di tutta Europa. “Proprio in quei mesi così bui, quelli in cui il pianeta sembrava trincerarsi contro un nemico invisibile, mi sono immaginato un mondo del retail nuovo, finalmente più aperto, che ascolta i propri clienti, ibrido – racconta Domenico Romano – Essere aperti non vuol dire soltanto alzare la serranda, ma significa soprattutto rimanere attenti ai cambiamenti, lavorare sulle proprie barriere cognitive e non smettere mai di imparare”. “Se guardiamo i dati sulle chiusure dei negozi dei principali retailer del mondo, ci accorgiamo che la crisi di questo settore non è iniziata con la pandemia, ma è scoppiata già nel 2015 a causa di profondi mutamenti demografici, tecnologici e sociologici. – Continua Domenico Romano – Imparare i nuovi linguaggi è essenziale per rimanere sul mercato, aggiornarsi sulle tecnologie è un tassello fondamentale del proprio business. Sicuramente la pandemia ha accelerato il cambiamento. Se da un lato l’e-commerce va sempre meglio e assume forme ibride, mescolando l’esperienza online con quella fisica, è necessario dall’altro che i negozi al dettaglio si evolvano insieme ai nuovi strumenti del digitale, per esempio imparando tecniche di acquisizione del dato, esternalizzando i magazzini oppure offrendo un prodotto personalizzato”.Ad arricchire la conversazione sul tema hanno portato la propria testimonianza due startup selezionate all’interno della community di Tavolo Giovani, iniziativa tramite cui la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi dal 2016 mette a disposizione delle startup una vetrina digitale e numerose occasioni di networking con imprese consolidate, investitori ed ecosistema startup del territorio, che partecipano agli incontri di Tavolo giovani, per conoscere ed entrare in contatto con le giovani imprese innovative ed esplorare la possibilità di creare sinergie e collaborazioni. Cristiano Di Battista, fondatore di AppY Lab (startup che sviluppa progetti innovativi) ha raccontato come durante i mesi di lockdown ha sviluppato la piattaforma TakeItHome, un’app scaricabile dagli store Google e Apple, in cui sono segnalati gli esercenti che aderiscono al programma, divisi per categoria e corredati da informazioni di ogni tipo. Dal menù proposto alla possibilità di riservare una prenotazione, dalla consegna a domicilio al servizio take away.Marco Mutto, co-fondatore di Viamadeinitaly, una piattaforma digitale che mette in comunicazione le piccole-medie aziende italiane (prevalentemente del mondo fashion e del design) con acquirenti internazionali, che siano buyer, boutique, negozianti o brand. Una sorta di fiera online sempre aperta.L’intero evento è visionabile sul canale YouTube della Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi, a questo link. La riflessione di Domenico Romano la trovata sintetizzata a questo link sul canale Medium dell’Età Ibrida, mentre a questo link maggiori dettagli sulle startup intervenute.Il prossimo appuntamento live con l’Età Ibrida è per il 20 settembre alle 18.00 con Giuseppe Stigliano, CEO di Wunderman Thompson, sempre da Palazzo Giureconsulti.

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Industria: Istat, fatturato aprile +3,3% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria ad aprile sale del 3,3% sul mese precedente e del 105,1% su base annua. “Dati eccellenti, per non dire fantastici. Finalmente recuperati i valori pre-crisi. Non solo si tratta del quinto rialzo mensile consecutivo, ma si è recuperato abbondantemente quanto perso per colpa del Covid. Meglio di così non si poteva sperare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, infatti, se si confronta il fatturato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, è superiore del 5,6%, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è superiore del 3,5%. Non solo, ma andando indietro di due anni, rispetto ad aprile 2019, ora il livello, nei dati corretti per gli effetti di calendario, è più alto dell’8,2%, +7,6% su aprile 2018. Insomma, una vittoria su tutta la linea” conclude Dona.

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Industria: Istat, fatturato febbraio +0,2% su mese

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria a febbraio sale dello 0,2% sul mese precedente e dello 0,9% su base annua.”Dati molto promettenti. Se il rialzo su gennaio è minimale, appena sopra lo zero, è un’ottima notizia il fatto che per la prima volta da quando è scattato in Italia il lockdown, ossia da marzo 2020, si registra un dato positivo nel confronto su base annua, +0,9% su febbraio 2020″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo lo studio dell’associazione, inoltre, il fatturato è superiore non solo rispetto a gennaio 2021, ma anche nel confronto con tutti i precedenti picchi degli indici destagionalizzati avvenuti dopo lo scoppio della pandemia: dicembre (+2,8%), ottobre (+2%) e soprattutto agosto (+1,2%), quando c’era stato un notevole rimbalzo.

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Perdite di fatturato nelle grandi imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

«Nelle grandi industrie la perdita di fatturato varia invece tra il 6% ed il 26% della spesa energetica» sottolinea Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com, scelto da Forbes come uno dei 30 talenti globali under-30 del 2020.Partendo dallo studio dell’ultimo rapporto disponibile dell’Enea sui dati pervenuti dalle diagnosi energetiche obbligatorie (Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2019), Ener2Crowd.com è riuscita —in collaborazione con il GreenVestingForum, il forum della finanza alternativa green— a calcolare questo “gap di competitività”.«L’elaborazione è stata fatta tenendo contro della bolletta energetica e dei dati di consumo nazionali. Così è stato possibile calcolare che ogni 1.000 euro investiti in soluzioni di riduzione dei consumi oppure in efficientamento energetico è in grado di generare un risparmio diretto di costi energetici di 370 euro l’anno» ribadisce Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore di Ener2Crowd.com nonché chief analyst del GreenVestingForum.it. Insomma l’investimento si ripaga da solo in meno di 3 anni. Ma, proprio come —su un altro livello, quello dei privati— accade per il Superbonus 110%, non tutte le aziende hanno saputo cogliere questa opportunità. La perdita totale, calcolata da Ener2Crowd.com in collaborazione con il GreenVestingForum.it, è di 27 miliardi di euro annui, pari all’1% del fatturato totale delle imprese italiane, di cui ben 21 miliardi di euro nel segmento delle piccole e medie imprese. «Per recuperare l’extra-costo energetico del sistema imprese italiano ci vorrebbero ora 25 miliardi di euro di investimenti, un ammontare che porterebbe a generare una crescita di valore aggiunto complessivo di 16 miliardi di euro» spiega Giorgio Mottironi.In altri termini si tratterebbe di raddoppiare l’attuale volume di investimenti nel comparto energetico ed aumentare di circa 25 volte quelli nel campo dell’efficienza energetica. «È un grande sforzo che oggi però può beneficiare di nuovi strumenti di diretto coinvolgimento della ricchezza privata, quella attenta al futuro del nostro pianeta ed interessata a rendimenti superiori a quelli della finanza tradizionale: Ener2Crowd è stata creata proprio per questo motivo, per coinvolgere in modo democratico le persone, vere protagoniste della transizione energetica» sostiene Niccolò Sovico. Secondo il ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com, le soluzioni per ridurre i costi energetici a disposizione delle imprese sono molteplici, a partire dalla generazione da fonti rinnovabili —in grado di produrre (anche tenendo presente del costo degli impianti) risparmi per almeno il 20% sui costi di natura elettrica delle piccole e medie imprese— passando per gli interventi di “retrofitting” o “renewal” degli impianti di produzione —con un ritorno sugli investimenti pari al 25% annuo— fino ad arrivare a soluzioni di efficienza gestionale, quali ad esempio la dotazione di un software di monitoraggio e gestione automatica delle utenze in base alla necessità d’uso, implementando il quale si riesce ad ottenere un ulteriore 5% di risparmio sui costi energetici totali. Per sostenere un flusso diretto ed efficace di risorse verso queste opportunità di trasformazione esiste oggi l’energy crowdfunding di Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di investimenti “diffusi” nella green economy, con una community che già oggi conta 3 mila investitori, che nel 2020 ha erogato 1,6 milioni di euro a favore di aziende pronte a ridurre i loro impatti ambientali migliorando nel contempo la propria competitività e che punta nel 2021 a 24 raccolte per un totale di ulteriori 3 milioni di euro.E a guidare il settore di questa tipologia di finanziamento è proprio Ener2Crowd.com. La piattaforma può essere utilizzata sia dalle società del settore dei servizi energetici come strumento parabancario insieme ad altri canali di finanziamento, sia direttamente dalle imprese che debbano acquistare nuovi impianti o introdurre soluzioni più efficienti o alternative in grado di aumentarne la sostenibilità. Come già sottolineato gli obiettivi per il 2021 puntano a 24 raccolte per un totale di 3 milioni di euro. Un traguardo che sarà facilmente raggiunto grazie alla continua crescita di iscritti su Ener2Crowd.com, persone che hanno scelto di impiegare i propri risparmi per costruire un futuro migliore, certamente, ma anche per garantirsi degli ottimi interessi nel presente dato che la natura dei progetti permette di ripagare in modo “sostenibile” fino al 6% di interesse lordo annuo. Interessi più che accettabili per le aziende che riescono a veder finanziare i loro progetti in pochi giorni o —come accade— anche in poche ore. (AJ-Com.Net). REPORT COMPLETO: https://www.aj-com.net/ener2crowd/e2c_extra-costo-energetico.pdf

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Industria: Istat, fatturato gennaio +2,5% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria sale del 2,5% sul mese precedente e scende dell’1,6% su base annua.”Un effetto ottico! Il buon recupero su dicembre è solo un’illusione, un abbaglio che non deve trarre in inganno. Infatti, la vera cartina di tornasole per capire se si è finalmente usciti dal tunnel della crisi è il fatturato rispetto all’ultimo mese pre-pandemia, ossia gennaio 2020, ancora inferiore dell’1,6 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre, il fatturato, nei dati destagionalizzati, risulta ancora inferiore dello 0,6% anche su febbraio, ultimo mese pre-lockdown. Insomma, si sta andando nella direzione giusta ma il cammino è ancora lungo. Non si uscirà dal tunnel e i dati resteranno altalenanti fino a che non si uscirà dalle misure restrittive e dalle varie chiusure delle attività economiche” prosegue Dona. “Purtroppo ci sentiamo orfani del dato degli ordinativi, che avrebbe potuto darci un’idea dell’andamento futuro del fatturato e dello stato di salute delle nostre industrie” conclude Dona.

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Industria calzaturiera: Brusco calo del fatturato

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2021

Il report di Assocalzaturifici analizza nel dettaglio l’export, da cui emerge che tra i primi 10 mercati esteri in valore cresce solo la Corea del Sud (+14,3% nei primi 11 mesi), che cede peraltro il -5,2% in quantità. Contengono le perdite la Svizzera (-7,6%, destinazione dei prodotti realizzati dalle aziende terziste per le griffe internazionali del lusso) e la Cina (-4,4%), protagonista di un forte recupero (+43%) nel bimestre ottobre-novembre. Marcato calo delle vendite sia verso i partner dell’Unione Europea (-13% in valore la UE27) che fuori dai confini comunitari (-18%), dove il Nord America perde il -30% in valore, l’area CSI il -20%, il Medio Oriente il -25%, il Far East il -13%. L’attivo del saldo commerciale è atteso ridursi a 4,2 miliardi di euro (in flessione del -14% sul 2019). Al crollo dei livelli di attività nella prima parte dell’anno, causato dal lockdown, ha fatto seguito, nei due trimestri successivi, solo un’attenuazione della caduta (rimasta peraltro a doppia cifra), anziché un rimbalzo. La seconda ondata del virus in autunno ha subito interrotto i primi timidi segnali di risalita (a settembre vendite estere e acquisti delle famiglie in Italia avevano eguagliato i volumi dell’analogo mese 2019). Nel trimestre conclusivo dell’anno, in particolare, export e consumi (con le vendite natalizie compromesse dalle misure restrittive) sono risultati ancora largamente insoddisfacenti. In merito ai consumi, secondo il Fashion Consumer Panel di Sita Ricerca per Assocalzaturifici, in Italia nel 2020 sono state acquistate 26 milioni di paia in meno rispetto al 2019. Il prezzo medio al paio risulta sceso del -6,8% anche per il maggior utilizzo, nei mesi di quarantena, di pantofoleria e calzature informali di minor valore medio unitario.I segmenti merceologici più colpiti sono quelli delle scarpe “classiche” per uomo e donna (con cali di poco inferiori al -30% in quantità), mentre per le calzature da bambino e le sportive/sneakers le flessioni sono nell’ordine del -15%. Meno pesante, la frenata per il segmento pantofoleria/relax, sceso del -6,1% in paia e del -5,3% in spesa.Per quanto riguarda i canali di vendita, crescita decisa dell’online (+30% in quantità e +17% in spesa). La quota sul totale valore di tale modalità di shopping (peraltro in costante ascesa negli anni recenti) è passata dal 14,1% del consuntivo 2019 al 21,4%. Solo sette anni prima (2013) gli acquisti su internet coprivano appena il 3,6% della spesa per calzature delle famiglie.
Gli altri canali di vendita hanno invece chiuso il 2020 con profonde perdite: -28% le paia acquistate presso il dettaglio tradizionale (ma con un -42% in spesa); -44,4% quelle presso gli ambulanti; tra il -20 e il -25% quelle comprate nelle catene di negozi, nei grandi magazzini o nelle grandi superfici specializzate.

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Dl Sostegni: Castelli, calcoli su annualità, tetti fatturato più alti

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2021

La cancellazione dei codici Ateco e’ un punto su cui “la maggioranza e’ molto coordinata” per i nuovi sostegni alle imprese. Lo ha detto il vice ministro dell’Economia Laura Castelli su Radio 24, parlando del prossimo decreto allo studio del Governo che passera’ dai ristori ai sostegni: “Confronti e calcoli sono fatti sulle annualita’ e non piu’ sulle mensilita’, riguarderanno tutte le partite Iva e i professionisti, considerando solo il fatturato e con tetti piu’ alti”, ha detto Castelli, spiegando la differenza tra i due approcci. Castelli ha segnalato che il Governo si occupera’ della montagna.Sostegni alle imprese, ammortizzatori e cassa integrazione, enti territoriali in difficoltà, vaccini. Sono questi i temi fondamentali del dl sostegno che arriverà “penso la prossima settimana, stiamo facendo il più in fretta possibile”. Lo ha sottolineato la viceministra dell’Economia, Laura Castelli, a 24 Mattino su Radio 24. Il decreto partirà dalle proposte della maggioranza, come la cancellazione dei codici Ateco, ha spiegato. Si pensa anche di fare “confronti e calcoli sulle annualità non più mensilità e si considererà il calo di fatturato, con tetti più alti di fatturato”. Per la montagna, che per l’emergenza Covid ha perso in pieno la stagione sciistica, il governo pensa ad “un intervento ad hoc, specifico, come chiesto dalle Regioni”. Lo ha detto la viceministra dell’Economia, Laura Castelli, a Radio 24. “I settori che hanno alti costi fissi è chiaro che non possono avere un calcolo normale”, ha spiegato. “Nessuno parla di farlo saltare”. Così la viceministra dell’Economia Laura Castelli a Radio 24 , parla del Cashback dopo le indiscrezioni su una possibile revisione della misura introdotta dal governo Conte. “Le risorse che questa misura impegna sono molte, io penso – ha aggiunto a Radio24 Mattina – che ci si debba sempre evolvere su questa scia” di cambiamento del modo di utilizzare il denaro. “Credo che una maggioranza così ampia ci permetterà di fare un ragionamento che non sia solo ‘posso usare questi 4 miliardi in modo diverso’, ma anche come procedere verso un processo dal quale non si può tornare indietro, la moneta elettronica”, ha concluso.

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Industria: fatturato 2020 -11,5% su 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il fatturato dell’industria scende nella media del 2020 dell’11,5%.”Un anno funesto! Dati devastanti. Il 2020 segna un tracollo del fatturato, -11,5%, secondo solo a quello dell’anno più buio della crisi precedente, il 2009, quando rispetto al 2008 ci fu un tonfo pari al 19%. Anche il fatturato interno registra un -11,5% contro il -17,5% del 2009″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.“Gli ordinativi, che purtroppo non saranno più rilevati a partire dal prossimo comunicato, pur scendendo del 9,6% rispetto al 2019, hanno, però, una caduta più contenuta nel confronto con il 2009, -9,6% contro un -22,3%, un dato che fa sperare in un ripresa del fatturato 2021″ conclude Dona.

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Labomar: fatturato consolidato 2020 sale a €61,1 mln

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

Labomar (AIM Ticker: LBM), azienda nutraceutica italiana attiva a livello internazionale, ha chiuso il 2020 con un fatturato consolidato preliminare pari a circa 61,1 milioni di euro (a cambi costanti pari a circa 61,5 milioni di euro), in incremento del 26,3% (27,2% a cambi costanti) rispetto al fatturato consolidato realizzato nel 2019. Il dato 2020 include per la prima volta un intero anno di ricavi e marginalità della canadese ImportFab, acquistata nel mese di ottobre del 2019. Il fatturato della sola Labomar SpA nel 2020 è stato pari a circa 51,8 milioni di euro (+10,2% vs 2019).“Il 2020 è stato un altro anno di forte accelerazione per Labomar – ha spiegato l’AD e fondatore Walter Bertin – un anno non semplice, caratterizzato dall’emergenza Covid, che ci ha portato una volta di più a tirare fuori il meglio di noi. Nonostante qualche rallentamento temporaneo del mercato, abbiamo dimostrato la capacità di crescere anche in un contesto economico negativo capitalizzando il nostro patrimonio di esperienze e il know-how acquisito grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo realizzati nel corso degli anni. La resilienza dell’azienda, la sua capacità di adattarsi e cavalcare i cambiamenti hanno consentito un robusto incremento del fatturato di cui siamo soddisfatti e orgogliosi. Il forte dinamismo di Labomar ci ha consentito, in un contesto complesso, al contempo di approcciare nuovi mercati e di consolidare le relazioni con i nostri clienti storici”. Il Consiglio di Amministrazione chiamato all’approvazione del progetto di Bilancio d’Esercizio 2020 sarà convocato per il 29 marzo.

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Bonprix vola nelle vendite e si conferma anche nel 2021 Insegna dell’anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Valdengo (Biella) Arriva a quota 258 milioni di euro (+19%) il fatturato del gruppo bonprix Italia, cui fanno capo le filiali di Italia, Grecia, Slovenia, Austria e Svizzera, queste ultime con un rilevante incremento. All’importante risultato ha contribuito anche l’ingresso di bonprix nel mercato spagnolo a maggio 2020, una nuova scommessa del gruppo con sede a Valdengo, che dopo i primi 8 mesi di vita si conferma a tutti gli effetti vinta.Nel 2020 bonprix Italia ha raggiunto, da sola, quota 104 milioni di euro, segnando un +25% rispetto all’anno precedente. Dello stesso gruppo fa parte anche il brand di prodotti per la casa, Euronova, che nel 2020 ha registrato un +13%, e Lascana, l’e-commerce dedicato alla lingerie di alta qualità e ai costumi da bagno, che nel suo primo anno di vita in Italia ha totalizzato ottimi risultati.Se a livello globale le vendite tramite piattaforme online nel 2020 sono aumentate del +27,6% (dati eMarketer) proprio a causa dei lockdown e dell’impossibilità delle persone di rivolgersi ai negozi fisici, anche per bonprix e le altre aziende del gruppo, l’emergenza Covid-19 ha accelerato notevolmente le vendite durante tutto il 2020 portando alla conquista di clienti ancora mai approdati sull’e-commerce dell’azienda tedesca. Le categorie di prodotti maggiormente acquistati proprio durante il lockdown sono state la biancheria, l’abbigliamento sportivo e la moda per bambini.bonprix è presente in 30 paesi del mondo e conta oltre 35 milioni di clienti, a livello mondiale il fatturato di bonprix supera il miliardo di euro.
Da 20 anni in Italia, Stephan Elsner, direttore generale di bonprix Italia dichiara: «Il 2020 è stato un anno record per noi, il lockdown ha dato una spinta alla digitalizzazione del consumatore italiano in modo irreversibile: si tratta di una grande opportunità di ulteriore crescita per il gruppo bonprix. Per il 2021 il nostro obiettivo è stabilizzare il trend e consolidare la fiducia dei nuovi clienti acquisiti».Infine, anche nel 2020 bonprix si conferma essere il marchio online preferito dai consumatori, aggiudicandosi per il terzo anno consecutivo il premio Insegna dell’Anno per la categoria Abbigliamento Donna. Nonostante le complessità di questo momento, ben 106.320 votanti in tutta Italia hanno espresso un totale di 205.500 preferenze certificate, alle 543 insegne valutate, tra cui bonprix.

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