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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘fatturato’

Istat: fatturato servizi primo trimestre -6,2%

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

L’Istat comunica che nel primo trimestre 2020 il fatturato dei servizi, rispetto al primo trimestre 2019, diminuisce del 7,2%, e del 24,1% per le attività di alloggio e ristorazione.”Dati molto allarmanti, ma il crollo più rilevante è quello delle agenzia di viaggio. Anche se apparentemente la voce nel complesso segna un calo tendenziale di appena il 2,8%, l’Attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione crolla del 32,3% segnando la variazione record, superiore anche al settore dell’alloggio (-24,7%) e del trasporto aereo (-24,6%)” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il fatto che il fatturato delle agenzie, relativamente alle prenotazioni, sia precipitato di un terzo, dimostra che il bonus vacanze non può bastare per salvare la stagione turistica” prosegue Dona.”Nessuno prenota oggi se non gli viene garantito che potrà recarsi nel luogo di villeggiatura, specie vista la bella pensata del ministro Franceschini di non poter riavere i soldi in caso di annullamento del pacchetto turistico, ma solo un voucher” conclude Dona.

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SMA Solar Technology AG incrementa notevolmente il fatturato nel primo trimestre 2020 aumentando l’utile

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2020

Nel 1° trimestre 2020 SMA Solar Technology AG (SMA/FWB: S92) ha venduto inverter per una potenza complessiva di circa 4,4 GW (1° trimestre 2019: 1,8 GW). Rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente, il fatturato è aumentato del 72%, attestandosi su 288 milioni di Euro (1° trimestre 2019: 168 milioni di Euro). L’aumento del fatturato deriva essenzialmente dalla realizzazione di progetti importanti negli Stati Uniti e dal buon andamento dall’attività commerciale in Europa, che ha dato nuovamente risultati positivi. Da gennaio a marzo 2020 il margine operativo lordo (EBITDA) di 12 milioni di Euro è risultato nettamente superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (margine EBITDA: 4,3%; 1° trimestre 2019: 1 milione di Euro, 0,4%). Nel primo trimestre, il volume di ordini ha registrato un andamento positivo in tutti i segmenti.
Nel primo trimestre 2020 il Gruppo ha chiuso in pareggio (1° trimestre 2019: –11 milioni di Euro). Il risultato per azione è stato quindi pari a –0,01 Euro (1° trimestre 2019: –0,30 Euro). Con una liquidità netta di 243 milioni di Euro (31/12/2019: 303 milioni di Euro) e un Equity Ratio di 40,3% (31/12/2019: 37,6%), SMA continua ad avere una struttura patrimoniale molto solida.
Nonostante l’attuale crisi causata dal coronavirus, il Consiglio di Amministrazione di SMA conferma le previsioni di fatturato e risultati per l’esercizio 2020 pubblicate il 7 febbraio 2020, con un aumento del fatturato che dovrebbe collocarsi fra 1,0 e 1,1 miliardi di Euro. SMA vanta un buon posizionamento, che le consente di conquistare quote di mercato anche nelle attuali circostanze. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre pianificato l’implementazione di ulteriori misure per la riduzione dei costi. In questo contesto, il Consiglio di Amministrazione di SMA prevede anche un’ulteriore crescita in termini di EBITDA, tra i 50 e gli 80 milioni di Euro.
La relazione trimestrale relativa al periodo da gennaio a marzo 2020 è disponibile online all’indirizzo http://www.SMA.de/IR/Finanzberichte. L’assemblea generale di SMA si volgerà il 4 giugno 2020.

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Imprese, Vitavigor aumenta il fatturato del 5% nel 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

Trend positivo per la storica azienda milanese protagonista del mercato dei sostitutivi del pane che ha chiuso il 2019 con un aumento del fatturato del 5% e ha chiuso con il segno più anche il primo trimestre di quest’anno grazie soprattutto all’ottima performance che contraddistinto i primi due mesi del 2020. Un segnale importante che ha interessato anche i rapporti con i paesi esteri, facendo registrare un aumento dell’export dal +2% dello scorso anno al +30% nel primo bimestre 2020: i paesi maggiormente coinvolti sono stati il Canada, con un aumento del 60%, la Spagna, dove l’azienda ha segnato un incremento del 18% e l’Australia con un +6%. Nonostante l’emergenza sanitaria in atto abbia reso più insicuri e instabili gli attuali scenari del commercio nazionale e internazionale, Vitavigor sta continuando a investire in ricerca e sviluppo, realizzando prodotti attenti alle esigenze dei consumatori e pensando a offerte, promozioni e nuovi canali di vendita per affrontare al meglio il post crisi e garantire la massima affidabilità nell’ambito della GDO. “Ci ritroviamo a vivere un momento di forte incertezza che forse , per alcuni aspetti, si avvicina ai tempi di guerra vissuti dai nostri nonni, ma vogliamo che la nostra azienda resti un punto fermo per i dipendenti, i clienti e i consumatori – ha spiegato Federica Bigiogera, Marketing Manager di Vitavigor – Stiamo lavorando duramente alla realizzazione di prodotti che avremmo dovuto presentare al Cibus di Parma e che risponderanno alle esigenze post crisi di buyer e clienti. Vogliamo aiutarli nella ripresa economica garantendo il rispetto di consegne e ordini, e mantenendo la massima affidabilità nell’ambito della GDO. Purtroppo le abitudini di tutti subiranno senza dubbio delle modifiche, è inevitabile, ma stiamo facendo il possibile per dare continuità alla nostra attività compatibilmente con le necessità imposte da questa contingente situazione di emergenza. Sul nostro blog, infine, abbiamo pensato a tante idee per consentire a mamme e bambini di riempire le loro giornate, purtroppo toccate dalla quarantena forzata”.

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Despar chiude il 2019 in crescita con 3,6 miliardi di fatturato al pubblico

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

Bologna. Despar Italia presenta i risultati 2019 che confermano i trend positivi registrati negli ultimi anni posizionando stabilmente l’Insegna tra le prime dieci nel panorama della distribuzione italiana.Con un fatturato di vendita al pubblico di 3,615 miliardi di euro, il Consorzio infatti cresce del 3% rispetto all’esercizio precedente. Incremento significativo anche nel fatturato in acquisto per i prodotti a marchio Despar che nel il 2019 è stato di 353,8 milioni di euro, registrando un +5,7% rispetto al 2018.Questo risultato porta la quota MDD sul totale grocery al 19,8% con un avanzamento di 0,6 punti percentuali in linea con le performance positive riscontrate negli ultimi anni.L’attuale stima di crescita per l’anno in corso, riferita al valore di acquisto destinato ai prodotti MDD, si attesta nell’ordine del 3%.Con l’ingresso del Gruppo 3 A nel Consorzio a partire dal 1° gennaio 2020, ai 1.240 punti vendita operativi nel 2019, tra diretti ed affiliati, si aggiungono ulteriori 149 esercizi.Despar, attraverso questa operazione, è oggi presente anche in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.Dal punto di vista dello sviluppo della rete, nel 2019 le società del Consorzio hanno investito complessivamente oltre 95 milioni di euro, impiegati prevalentemente per l’apertura di nuovi punti vendita e per interventi di ristrutturazione.A fine 2019 il personale impiegato dalle sei aziende del Consorzio ammontava a 13.000 collaboratori, considerando punti vendita, sedi e piattaforme logistiche.Per quanto riguarda le stime per l’anno in corso, è evidente che l’attuale stato emergenziale causato dall’epidemia ha modificato drasticamente gli scenari, condizionando i protagonisti della distribuzione nella revisione delle proprie strategie future.In questa direzione, Despar si è attivata immediatamente sia per accrescere la propria rapidità nel reagire ai cambiamenti, alcuni dei quali diventeranno strutturali come per esempio il ricorso alla spesa on line, sia per tutelare il potere d’acquisto dei consumatori.Proseguirà e si consoliderà nell’anno in corso il focus di Despar nell’instaurare partnership di lungo periodo con produttori italiani, che già oggi rappresentano oltre il 98% dei fornitori del Consorzio. La valorizzazione del prodotto a marchio è un secondo tema strategico che l’Insegna si impegna a sviluppare, seguendo i propri valori legati alla tutela della salute, al rispetto dell’ambiente e al supporto di territori e comunità.Si continuerà naturalmente a riservare grande attenzione alla sicurezza nei punti vendita e nelle piattaforme logistiche al fine di tutelare clienti e lavoratori.
Per quanto riguarda le fasi cruciali di approvvigionamento, l’Insegna sta lavorando per rafforzare ulteriormente il coordinamento con i fornitori al fine di garantirsi un network solido e affidabile che assicuri la continuità di rifornimento in un contesto instabile che, come per esempio nel caso del trasporto internazionale, potrebbe subire delle limitazioni.“Le nostre strategie future si orienteranno su alcuni principi strategici, il primo dei quali è certamente relativo alla sicurezza che sarà un fattore sempre più decisivo che orienterà le scelte consumatori. Accanto a questo continueremo a puntare sulla qualità dei nostri prodotti, investendo in particolare sulle linee salutistiche e sulla riduzione delle quantità di sale, zuccheri e grassi nelle referenze a marchio Despar. L’attenzione alla sostenibilità ambientale, con la progressiva riduzione dei pack di plastica, e il supporto a iniziative e progetti sociali, come nel caso della partnership con la Comunità di San Patrignano, sono ulteriori temi che ci stanno particolarmente a cuore e che ci vedranno ancora fortemente impegnati. Infine, proseguiremo nel percorso di valorizzazione di territori e fornitori locali, in modo da contribuire concretamente allo sviluppo di un’economia circolare e al sostegno della filiera agroalimentare italiana”, ha dichiarato Lucio Fochesato, Direttore Generale di Despar Italia.

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Fatturato record per Deutsche Post DHL

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Il Gruppo Deutsche Post DHL, una delle realtà più importanti nel settore della logistica, ha chiuso il 2019 con una crescita del 2,9% sul fatturato rispetto al 2018. Con la pubblicazione del rapporto annuale, vengono quindi confermati i dati preliminari già pubblicati a fine febbraio. Tutte le cinque divisioni del Gruppo hanno contribuito a raggiungere un fatturato di 63,3 miliardi di euro, registrando un utile operativo (EBIT) pari a 4,1 miliardi di euro, il 30,5% in più rispetto all’anno precedente. Le divisioni DHL hanno generato un utile operativo totale di 3,4 miliardi di euro. Ad oggi, le conseguenze del coronavirus stanno influenzando l’andamento del Gruppo, ma gli obiettivi annuali del 2020 sono confermati e ne escludono gli effetti.In un contesto di mercato difficile, le divisioni Global Forwarding e Freight hanno registrato un aumento del fatturato dell’1% rispetto al 2018, raggiungendo i 15,1 miliardi di euro. Lo sviluppo del mercato globale del trasporto aereo di merci si è però indebolito a partire dal secondo trimestre del 2019 e anche il trasporto merci via mare e via terra ha perso lo slancio iniziale con l’avanzare dell’anno.DHL Global Forwarding e Freight sono comunque riuscite a migliorare sensibilmente il bilancio grazie all’attuazione di misure specifiche volte ad aumentare l’efficienza dei costi. In questo modo, l’utile di esercizio è aumentato del 17,9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo complessivamente i 521 milioni di euro.

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Covid19: per le imprese italiane fatturati in calo fino a 650 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2020

Le imprese italiane potrebbero perdere tra i 270 e i 650 miliardi di fatturato nel biennio 2020-21 a causa della diffusione del Covid19, probabilmente il più importante shock che ha colpito il nostro sistema economico nel Dopoguerra. Una “forbice” che varia a seconda della durata dell’epidemia e della velocità di reazione che avrà il nostro sistema. E’ lo scenario che emerge dal nuovo Cerved Industry Forecast, l’analisi che Cerved, tra i principali operatori italiani nell’analisi e nella gestione del rischio di credito, ha dedicato agli impatti dell’epidemia in corso attesi su oltre 200 settori dell’economia italiana, inclusa una stima delle ricadute a livello regionale.
La contrazione sarebbe particolarmente violenta nell’anno in corso, con conseguenze senza precedenti per alcuni settori, come le strutture ricettive e la filiera dell’automotive. Nel 2021 si prevede invece un “rimbalzo” che riporterebbe i ricavi vicini e, in alcuni casi, al di sopra dei livelli del 2019, ma le perdite sarebbero comunque rilevanti considerato che quest’anno ci si attendeva una crescita dell’1,7% e il prossimo del 2%. Le stime sono state elaborate grazie a modelli statistici di previsione dei bilanci di cui dispone Cerved e applicati a una base di circa 750 mila società di capitale.
Sono stati disegnati due scenari: uno scenario base, secondo il quale l’emergenza terminerebbe a maggio 2020 e sarebbero necessari due mesi per tornare alla normalità, e un secondo scenario pessimistico, che prevede la durata dell’epidemia fino alla fine del 2020, sei mesi per tornare alla normalità e un completo isolamento dell’economia italiana. In entrambi i casi si prevedono importanti sostegni pubblici a favore di imprese e famiglie e la tenuta dei mercati finanziari.
Lo scenario base – In uno scenario di rapido rientro dell’emergenza, le imprese italiane perderebbero il 7,4% dei propri ricavi nel 2020, per poi riprendersi nell’anno successivo, in cui è previsto un aumento del 9,6%. Questo riporterebbe i fatturati di nuovo oltre i livelli del 2019. Rispetto a uno scenario senza epidemia, la perdita sarebbe comunque molto rilevante, pari a 220 miliardi nel 2020 e a 55 miliardi nel 2021.
Quasi la metà della perdita del 2020 sarebbe concentrata tra le imprese che hanno sede in Lombardia (-62 miliardi) e nel Lazio (-47 miliardi), ma in termini percentuali la caduta sarebbe più pesante per la Basilicata (-11,1%) e per il Piemonte (-9,6%), penalizzate dalla specializzazione nella filiera dell’automotive. Dal punto di vista settoriale, le perdite maggiori ricadrebbero su alberghi, agenzie di viaggio, strutture ricettive extra-alberghiere, trasporti aerei, organizzazione di eventi, produzione di rimorchi e allestimento di veicoli, concessionari auto, che vedrebbero una riduzione di oltre un quarto dei propri ricavi. Viceversa, alcuni settori potrebbero beneficiare dell’emergenza, come il commercio online (+26,3%), la distribuzione alimentare moderna (+12,9%) e gli apparecchi medicali (11%).
Nel caso di durata prolungata dell’emergenza, la caduta dei ricavi delle imprese nell’anno in corso sarebbe molto consistente: -17,8%, pari a una perdita di 470 miliardi rispetto a uno scenario senza epidemia, in base al quale i ricavi sarebbero aumentati dell’1,7%. Nel 2021 si prevede un “rimbalzo” che farà aumentare i ricavi del 17,5%: non abbastanza per recuperare i livelli del 2019 e in perdita di altri 172 miliardi rispetto alla stima tendenziale. I settori più colpiti sarebbero sostanzialmente gli stessi individuati nello scenario base, ma con impatti in alcuni casi drammatici: gli alberghi perderebbero nel 2020 quasi tre quarti dei propri ricavi, le agenzie di viaggi e le strutture extra-alberghiere quasi due terzi, l’automotive e i trasporti circa la metà.

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BrandOn Group ha chiuso il 2019 con un fatturato di 21 milioni di euro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

BrandOn, la società digitale che vende sulle principali piattaforme di e-commerce internazionali i prodotti e i brand di gruppi italiani ed europei, si prepara a chiudere il migliore esercizio di sempre, con un fatturato di 21 milioni di euro, in crescita del 130%, e un EBITDA quadruplicato rispetto al 2018, a circa un milione di euro, con un EBIT che supera i 300 mila e un net profit per la prima volta positivo.Il forte incremento dei ricavi è legato all’acquisizione di nuovi clienti e all’enorme aumento degli articoli in catalogo: le referenze offerte da BrandOn sono oggi oltre 800 mila rispetto alle 370 mila del 2018, per un totale di 1,2 milioni di prodotti venduti nel 2019, su oltre 50 piattaforme di e-commerce, in 35 Paesi, sia nell’Ue che nell’Europa dell’Est, oltre che in Medio Oriente. La gestione di questo esponenziale incremento dei clienti e dei prodotti venduti, su marketplace molto diversi tra loro e in così tanti Paesi, è garantita dalle piattaforme tecnologiche proprietarie di BrandOn, che automatizzano il processo di vendita e creano un collegamento diretto e in tempo reale tra i magazzini dei brand clienti e le piattaforme di e-commerce.La crescita della redditività è imputabile al processo di efficientamento avviato nel 2019, che ha portato alla razionalizzazione dei costi e a un’ottimizzazione dei processi interni.
Nel 2019 BrandOn consolida anche la sua vocazione di partner a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese: i Paesi esteri sono infatti il principale mercato di BrandOn (70% del fatturato complessivo) e sono soprattutto italiane (58% del totale) le aziende che si rivolgono alla scale up digitale per vendere i loro prodotti online in Italia e in Europa. Nel 2019, in particolare, le attività all’estero di BrandOn si sono sviluppate in Europa, con l’ingresso nel marketplace di Amazon Olanda e di diversi altri operatori in Russia e altri Paesi dell’Est, oltre che in Medio Oriente, con Amazon UAE.Sono sempre di più i nuovi brand e le aziende, anche della distribuzione tradizionale, che nel 2019 hanno scelto di affidare a BrandOn la gestione delle vendite online sulle principali piattaforme di e-commerce e i principali marketplace, oltre che sui siti di flash sales, con beauty, sport, fashion e home & living che si confermano i settori di riferimento. Tra gli altri, Under Armour, Speedo, Jack Wolfskin, Legea, Dunlop, e Piazza Italia, con accordi pluriennali in esclusiva su più canali e in più Paesi.
Nel corso del 2019 BrandOn ha anche rafforzato il team, con l’assunzione di sette nuove risorse, selezionate per ricoprire incarichi soprattutto nei team del Commerciale e nell’IT, che hanno portato a 29 il numero di dipendenti della scale up.“Il 2019 è un anno tutto in positivo per BrandOn: aumentano il fatturato, la redditività, i clienti, le piattaforme e i Paesi in cui siamo presenti. Un anno in cui il fatturato è cresciuto del 130% e in cui è triplicata la redditività”, ha commentato Ilaria Tiezzi, CEO di BrandOn Group. “Sono sempre di più i marchi e le grandi aziende che si rivolgono a noi per affidarci la gestione delle loro vendite online sui marketplace, perché abbiamo una proposta unica di servizi di brand protection, gestione della logistica, analisi dei dati e reportistica, che in meno di tre settimane ci permette di vendere i loro prodotti online in tutta Europa, gestendo la complessità di tutte le fasi della vendita e post-vendita. E il tutto avviene senza dover sostenere gli investimenti richiesti dalla creazione di un team, dallo sviluppo di piattaforme tecnologiche e di una supply chain dedicata alle vendite online e, in particolare, su marketplace”. In un contesto di mercato in cui il 99% delle imprese europee sono aziende con fatturati entro i 50 milioni di Euro, di cui solo il 15% di queste vende i suoi prodotti online e appena il 7,5% a livello internazionale, BrandOn ha ancora enormi margini di crescita nei prossimi anni.A fine 2018, dopo un round da 3 milioni di Euro e l’ingresso di Ilaria Tiezzi come CEO, con la founder Paola Marzario diventata Presidente dell’azienda, BrandOn aveva annunciato un obiettivo di crescita del fatturato a 50 mln di Euro entro il 2021, da raggiungere anche attraverso operazioni di M&A. Meno di un anno dopo la società supererà i 20 milioni di Euro di fatturato, e solo attraverso la crescita organica.

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Chryso Italia chiude il 2019 con un fatturato da 35 milioni di euro

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 febbraio 2020

Offrire soluzioni sicure e innovative, creare prodotti di qualità sempre più sostenibili per il Pianeta e garantire servizi di consulenza affidabili ai propri clienti, investendo nello sviluppo di tecnologie sempre più avanzate per l’industria delle costruzioni. Sono questi i punti di forza che contraddistinguono la linea operativa di Chryso Italia, filiale dell’omonimo gruppo francese e dal 1997 leader nel settore degli additivi in ambito edilizio, che ha concluso il 2019 registrando un fatturato da 35 milioni di euro, affermandosi ancora una volta sul mercato italiano e rafforzandosi su quello internazionale. Grazie alla disponibilità sul territorio di tre laboratori tecnologici, chimici e prove, e due siti produttivi in Lombardia, Chryso Italia offre ai propri clienti servizi sempre all’avanguardia coadiuvati da un’esperienza ventennale nella formulazione e nella conoscenza dei materiali. L’azienda, infatti, mette a disposizione un’ampia gamma di soluzioni tra cui additivi per calcestruzzo, additivi per cemento, sistemi di sollevamento e fissaggio per la prefabbricazione leggera e pesante, fibre e malte. “Siamo orgogliosi di aver chiuso il 2019 con un bilancio davvero positivo che testimonia il successo della nostra azienda nel garantire servizi di qualità e sviluppare nuove soluzioni per soddisfare al meglio le esigenze tecniche ed economiche dei clienti – ha spiegato Paolo Novello, CEO di Chryso Italia – L’innovazione è infatti parte integrante del nostro DNA poiché il 35% del fatturato è generato da prodotti che hanno meno di cinque anni e il 3% viene investito ogni anno in ricerca e sviluppo. Un lavoro svolto con un’attenzione costante alla sicurezza sul lavoro, dato che ci impegniamo quotidianamente nel mettere in atto misure volte a garantire la totale incolumità dei nostri dipendenti”. Ma non è tutto, perché Chryso Italia è attiva inoltre in un progetto di sviluppo sostenibile attraverso la creazione di soluzioni che riducano l’impatto ambientale, utilizzando componenti di origine vegetale e materie prime che consentano di formulare prodotti finalizzati alla riduzione dell’esposizione degli utilizzatori ai rischi del mestiere. L’azienda ha infatti ottenuto quattro certificazioni che consentono di garantire un’evoluzione costante e il miglioramento continuo dei processi: si tratta delle ISO 9001 (dal 1997), OHSAS 18001 (dal 2005), ISO 14001 (dal 2006) e SA 8000 (dal 2012). (fonte: Espresso Communication Srl)

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Adabra chiude il 2019 con un fatturato in crescita a due cifre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Si chiude con un fatturato in significativa crescita il 2019 di Adabra e l’azienda aretina conferma, così, la sua posizione di leadership nel mercato delle piattaforme di marketing automation omnichannel italiane.E se il 2019 ha rappresentato per Adabra un anno di consolidamento, il 2020, seppur cominciato da pochi mesi, si prospetta come un anno ricco di novità e di ambiziosi traguardi.Già da qualche mese Adabra ha, infatti, inaugurato la nuova sede e ha ampliato il proprio organico: marketer e UX designer hanno introdotto nuove professionalità in azienda e anche il team di software developer si è arricchito con nuove figure.“Ma la novità più grande è ancora tutta da scoprire – dichiara Gian Mario Infelici CEO di Adabra – Presto Adabra si presenterà rinnovata nel design, più semplice ed intuitiva, con nuove sezioni: una customer experience più coinvolgente per realizzare strategie di marketing automation omnichannel ancora più efficaci.”Nuova veste grafica, nuove funzionalità, un’infrastruttura più performante ma non solo: la nuova release della piattaforma è accompagnata anche da una più ricca offerta di servizi che trova nella soluzione tecnologica la componente più “operativa”. Adabra ha, infatti, scelto di affiancare alla piattaforma anche un servizio di supporto proattivo, finalizzato a coadiuvare il cliente nell’ideazione delle proprie strategie marketing, oltre che percorsi di training per tutto ciò che concerne gli aspetti più pratici inerenti l’utilizzo stesso della piattaforma e la realizzazione delle diverse attività.La scelta di ampliare la propria proposta commerciale si sta rivelando per l’azienda una scelta vincente, che le ha consentito di affacciarsi su nuovi segmenti di mercato, come ad esempio quello del turismo, costituiti sì da grandi player e brand, ma anche da tante piccole e medie realtà che, spesso, hanno necessità non solo di avere efficaci strumenti operativi, ma anche servizi di consulenza per efficaci strategie di marketing.Abbattere le barriere tra on-line e off-line, mettendo al centro il cliente ed offrendogli un’esperienza personalizzata, è ciò che consentirà alle aziende di vincere le nuove sfide di mercato nel prossimo futuro.Adabra si sta affermando con successo come il partner giusto per vincere questa sfida: un’azienda in crescita, dedita all’innovazione e sempre alla ricerca di nuovi talenti! (:https://www.adabra.com/jobs-careers-lavora-con-noi/)

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Industria: settembre, su anno fatturato -1,6%, ordini +0,3%

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a settembre scende su base annua il fatturato dell’industria (-1,6%) mentre gli ordinativi salgono (+0,3%).”Industrie ferme, come il Paese. Il lieve incremento del fatturato e degli ordinativi su base mensile era scontato e ovvio, visto che nel mese di agosto le industrie sono chiuse per ferie. Un rialzo che comunque non basta nemmeno a risollevare le sorti del terzo trimestre 2019, che si chiude in territorio negativo per entrambi. Su base annua, invece, il fatturato precipita, mentre il +0,3% degli ordinativi, non fa presagire nulla di buono per il futuro, visto che quelli esteri sono crollati del 2,3%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se confrontiamo i dati di oggi con i picchi pre-crisi, si evidenzia che gli ordinativi interni, rispetto a settembre 2008, sono ancora inferiori del 18,8%, mentre quelli esteri sono abbondantemente positivi, +13,5%. Insomma, durante la recessione hanno salvato le nostre industrie dal fallimento. Ecco perché la caduta su base annua di oggi è preoccupante. Anche il fatturato totale è calato del 7,1% rispetto ad 11 anni fa, ma quello estero segna un +17,4% mentre quello interno è franato del 16,6%” conclude Dona.

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Vendita a domicilio: fatturato

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

La Lombardia guida la classifica delle regioni italiane nella vendita a domicilio: nel 2018 le aziende associate Univendita hanno realizzato nella regione un fatturato di 249 milioni 318mila euro, in crescita del 5,1% rispetto al 2017. La rilevazione del Centro Studi Univendita certifica che la Lombardia vale a livello nazionale il 15% delle vendite, che nel 2018 hanno raggiunto la cifra di 1 miliardo 662 milioni di euro.Il Nord Ovest vale complessivamente il 25,2% del fatturato nazionale. In quest’area, dopo la Lombardia, seguono il Piemonte/Valle d’Aosta, con il 7,9% del fatturato, e la Liguria (2,3%). Nella classifica nazionale, sul secondo gradino del podio, dopo la Lombardia, c’è la Campania (176 milioni di euro di fatturato); al terzo posto il Veneto (161 milioni di euro) e al quarto il Lazio (131 milioni di euro). Nel complesso, Sud e Isole realizzano il 35,1% del fatturato (583 milioni di euro); seguono Nord Ovest (419 milioni di euro), Nord Est (370 milioni di euro) e Centro (289 milioni).La classifica cambia se guardiamo al numero degli addetti alla vendita: nel 2018 in Lombardia hanno operato quasi 18mila venditori a domicilio,pari all’11,2% degli oltre 159mila addetti complessivi. La Lombardia si piazza dunque al terzo posto per numero di venditori, dopo la Campania (24.800 addetti) e la Sicilia (con 22.700 addetti). L’area del Sud e Isole è infatti quella dove nel 2018 si è concentrato il 50,7% dei venditori, pari a 80.700 addetti. Seguono il Nord Ovest con 30.100 addetti (il 18,9% del totale), il Nord Est e il Centro, entrambe aree che contano circa 24.200 addetti (il 15,2% del totale).«Anche quest’anno si conferma il primato della Lombardia per quanto riguarda il fatturato realizzato dalle aziende della vendita a domicilio – dichiara Ciro Sinatra, presidente Univendita –. Le regioni meridionali sono invece quelle che guidano la classifica per quanto riguarda il numero di venditori: oltre la metà degli addetti delle aziende di Univendita opera nel Sud e Isole. In quest’area la vendita a domicilio rappresenta un’opportunità soprattutto per le donne, che rappresentano il 92,5% degli incaricati delle aziende Univendita a livello nazionale. Nelle regioni del Sud Italia, dove l’indice di occupazione femminile è più basso, le donne trovano nella vendita a domicilio una possibilità interessante per realizzarsi professionalmente, conciliando al contempo il lavoro con gli impegni familiari».

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Industria: aprile, su mese fatturato -1%, ordini -2,4%

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Secondo i dati resi noti dall’Istat, ad aprile scende su base mensile sia il fatturato dell’industria (-1%) che gli ordinativi (-2,4%).”Dati pessimi. Ora rischio recessione. Dopo il calo di aprile della produzione, è la volta di fatturato e ordini. Un secondo trimestre con un inizio da dimenticare al più presto, altrimenti di questo passo torniamo in recessione. Sale anche la probabilità di una manovra correttiva” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Rispetto ai valori pre-crisi, il quadro è ancora più sconfortante. Se confrontiamo i picchi pre-crisi, rispetto ad aprile 2008 il fatturato totale è diminuito dell’8,3%, quello interno è crollato addirittura del 17,3%. Gli ordinativi totali sono calati rispetto ad 11 anni fa del 13,9%, quelli interni sono franati del 25,8%, ossia di un quarto” conclude Dona.

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Industria: aprile, su mese fatturato -1%, ordini -2,4%

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, ad aprile scende su base mensile sia il fatturato dell’industria (-1%) che gli ordinativi (-2,4%).”Dati pessimi. Ora rischio recessione. Dopo il calo di aprile della produzione, è la volta di fatturato e ordini. Un secondo trimestre con un inizio da dimenticare al più presto, altrimenti di questo passo torniamo in recessione. Sale anche la probabilità di una manovra correttiva” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Rispetto ai valori pre-crisi, il quadro è ancora più sconfortante. Se confrontiamo i picchi pre-crisi, rispetto ad aprile 2008 il fatturato totale è diminuito dell’8,3%, quello interno è crollato addirittura del 17,3%. Gli ordinativi totali sono calati rispetto ad 11 anni fa del 13,9%, quelli interni sono franati del 25,8%, ossia di un quarto” conclude Dona.

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Industria: marzo, su anno fatturato +1,3%, ordini -3,6%

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 maggio 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a marzo sale su base mensile sia il fatturato dell’industria (+0,3%) che gli ordinativi (+2,2%).”Ancora luci ed ombre. Bene fatturato, male ordini. Se il dato del fatturato è certo positivo, con un rialzo sia su base mensile che annuale, gli ordini, purtroppo, scendono del 3,6% rispetto ad un anno fa e anche l’incremento su febbraio 2019, +2,2%, non basta a compensare l’andamento negativo del trimestre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Rispetto ai valori pre-crisi, il quadro è desolante. Se confrontiamo i picchi precrisi, rispetto a marzo 2008 il fatturato totale è diminuito del 6,6%, quello interno è crollato addirittura del 16,3%. Gli ordinativi totali, rispetto a marzo 2007, sono calati in 12 anni del 12,5%, quelli interni sono franati del 24,6%” conclude Dona.

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Fiasconaro: lancia linea dolci con Dolce & Gabbana, fatturato balza a 18 mln

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

(fonte: Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) Una linea di prodotti firmati Dolce & Gabbana, un nuovo hub destinato a diventare il più grande polo agroalimentare di tutta la Sicilia e un fatturato balzato nel 2018 a 18 milioni, con un incremento del 20% sul mercato estero. Sono mesi di grande fermento in casa Fiasconaro, azienda leader nella produzione di dolci da forno artigianali tipici della tradizione siciliana. Il Sole 24 Ore Radiocor ne ha parlato con Nicola Fiasconaro, che insieme con i fratelli Martino e Fausto, guida l’azienda fondata nel 1953 dal padre Mario a Castelbuono (Palermo) nel cuore del Parco delle Madonie. Sarà presentato a giugno il catalogo di prodotti destagionalizzati in collaborazione con la maison Dolce & Gabbana. Il sodalizio tra le due aziende si è già rivelato vincente con la commercializzazione del panettone “rivisitato ai sapori di Sicilia”, nelle versioni pistacchio ricoperto di cioccolato bianco e agrumi e zafferano, custoditi in scatole di latta da collezione, ispirati ai motivi decorativi del carretto siciliano e ai personaggi dell’Opera dei Pupi. “Oltre a un terzo panettone vestito dagli stilisti siciliani – racconta Nicola Fiasconaro – lanceremo una linea di prodotti destagionalizzati come la frutta Martorana e un cioccolatino nato dall’incontro tra la cioccolata di Modica e la pregiata nocciola di Polizzi Generosa, paese nativo di Domenico Dolce”. Intanto all’interno dell’azienda si lavora per rimettere in moto i cantieri che – secondo i progetti dell’imprenditore – porteranno alla realizzazione del primo polo agroalimentare di Sicilia. Diciottomila metri quadrati complessivi tra magazzini, logistica, siti produttivi, negozi. “I primi 3600 metri quadrati sono stati completati da due anni – spiega Fiasconaro – mancano i quattro siti produttivi che saranno adibiti a showroom e destinati alla trasformazione del prodotto agricolo e alla produzione di canditi, marmellate, miele, frutta Martorana. Pensiamo anche a un cantiere di tecnologia per la trasformazione agrumicola e a campi sperimentali per la produzione di uva sultanina, che oggi importiamo da Australia e Turchia”. L’obiettivo finale è una filiera molto corta. “Nell’hub trasferiremo l’attività che oggi viene effettuata in undici laboratori sparsi nelle nove Province siciliane”. I cantieri riapriranno nell’arco di un mese, superata la campagna pasquale che sta dando risultati eccellenti. “Quest’anno – racconta Fiasconaro – le vendite stanno avendo un incremento del 25%, con 50mila colombe in più”. Vola anche il fatturato, che negli ultimi due anni è passato dai 15 milioni del 2017 – dove il 18% era valore da addebitare al mercato estero – ai 18 milioni del 2018, con un incremento del mercato estero di circa il 20%. Canada, Francia, Stati Uniti, Germania e Inghilterra i Paesi con le maggiori quote di mercato. “Adesso – prosegue l’imprenditore – vogliamo concentrarci sulla Cina, come testimoniato dalla colomba donata al presidente cinese Xi Jinping, durante la sua recente visita a Palermo”.

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Ancora in crescita il fatturato di ICA Group

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Sono dati positivi quelli che registra ICA Group per l’anno 2018. L’azienda marchigiana della famiglia Paniccia, leader mondiale nel mercato di vernici a base d’acqua per legno, consolida la sua fase di ascesa e anche negli ultimi dodici mesi conferma il trend con il segno più.Il fatturato cresce ancora e si attesta a 122 milioni, 4 milioni in più rispetto al 2017 e 6 sul 2016. Aumenta anche la quota export, oggi al 57%, mantenendo comunque solida la posizione in Italia. Sono oltre 28 milioni i Kg di vernice prodotta e più di 15mila i clienti su scala mondiale. Tre impianti produttivi e 600 dipendenti (esclusi quelli della joint venture indiana), anche questo numero è salito rispetto al 2017 e dal 2000 si è praticamente quadruplicato.“Sono dati che sottolineano come le scelte effettuate si siano rivelate strategicamente premianti – afferma il presidente Sandro Paniccia – . Più di venti anni fa abbiamo intrapreso la strada della sostenibilità e già nel 1995 ci siamo aggiudicati il premio LIFE, che attesta l’attenzione e il rispetto per il pianeta. Ora siamo nella fase delle vernici bio, senza petrolio, che si stanno facendo notare in tutto il mondo e che insieme agli altri prodotti sostenibili saranno il traino della crescita futura, rispettando il benessere delle persone e del pianeta”.Anche ICA Academy, ente di formazione nato all’interno dell’azienda Made in Marche dalla volontà della terza generazione – Andrea, Claudio e Lorenzo Paniccia – e accreditato presso la Regione Marche, ottiene risultati notevoli. Dopo aver organizzato 2 International Career Master che hanno portato in azienda giovani promettenti, ha realizzato in tutta Italia 7 corsi per architetti (con crediti formativi per la professione) in sedi prestigiose tra cui la Fondazione Bisazza in Veneto, 44 lezioni, erogate per 150 aziende clienti, e 11mila ore complessive di formazione.Importante il capitolo degli investimenti in innovazioni di processo e di prodotto che fanno capire quanto la società stia puntando sullo sviluppo. Per il triennio 2019-2021, ICA Group ha pianificato 29 milioni di euro, di cui 15.900.000 di euro destinati alle immobilizzazioni materiali e immateriali e alle altre strutture aziendali; i restanti in Ricerca & Sviluppo (13.100.000), settore che registra un’interessante crescita media annua del 3,5%. Proprio legato al tema degli investimenti è la recente inaugurazione del primo stabilimento produttivo in India nel Gujarat realizzato per soddisfare le esigenze del mercato indiano e dei Paesi limitrofi. Nato dalla joint venture con la Pidilite, società indiana quotata in borsa impegnata in più settori, il nuovo impianto di 15.000 mq è stato progettato con il know-how marchigiano e tecnologie impiantistiche all’avanguardia. L’azienda civitanovese, che ha fatto dell’innovazione il suo marchio distintivo di fabbrica, è già presente fuori dai confini nazionali con società in Spagna, Germania, Cina e Polonia, e questo indiano rappresenta il primo grande stabilimento di produzione all’estero.
L’investimento complessivo è stato di 11 milioni di euro. L’impianto offrirà lavoro fin da subito a circa 90 dipendenti (la JV ICA Pidilite ha in totale 270 dipendenti); attualmente ha una capacità produttiva di più di 10 milioni di Kg di vernice all’anno su un unico turno, suddivisa in cinque diverse famiglie di prodotti vernicianti per legno. http://www.icaspa.com

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Bofrost: 238 milioni di fatturato nel 2018-19

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Bofrost Italia S.p.A., la più importante realtà italiana della vendita a domicilio di alimenti surgelati, ha chiuso a fine febbraio il bilancio 2018-19 con 238 milioni di euro di fatturato e una crescita del +0,2% rispetto all’esercizio precedente. L’azienda di San Vito al Tagliamento (PN), che detiene una quota di mercato del 10% (fonte GFK-Eurisko, AT ago ’18, Totale Italia) nel settore surgelati, ha comunicato questi risultati in occasione del meeting annuale che si è tenuto alla fine dell’anno commerciale.«Bofrost è un’azienda in salute che ha visto il proprio fatturato crescere di 77 milioni di euro negli ultimi dieci anni – ha commentato l’amministratore delegato Gianluca Tesolin –. In questo momento ci troviamo a dover rispondere alle sfide della trasformazione digitale, che non hanno portato alla “retail apocalypse” che si temeva qualche tempo fa, ma hanno certamente cambiato volto al settore. Il consumatore oggi richiede una customer experience di assoluta eccellenza, con prodotti e servizi incentrati sulle proprie esigenze. Il nostro obiettivo è offrire una proposta personalizzata per oltre un milione di clienti Bofrost, e la nostra strategia è puntare su tecnologia e innovazione ma sempre basati sul rapporto umano al fine esaltare la relazione che si crea tra i clienti e i nostri venditori, una relazione diretta e fidelizzante che rappresenta uno dei maggiori punti di forza di Bofrost».Negli ultimi mesi Bofrost ha dunque messo in campo un progetto di maggiore comprensione dei clienti allo scopo, spiega Tesolin, «di proporre il prodotto giusto, al cliente giusto, con la giusta modalità di comunicazione». Grande attenzione è stata dedicata a migliorare gli strumenti con cui tutti i venditori Bofrost in tutta Italia interagiscono quotidianamente e in modo diretto con i clienti offrendo la comodità del servizio a domicilio: nel corso dell’anno in tutte le 52 filiali Bofrost saranno operative le novità che renderanno più semplice ed efficace la gestione degli ordini.Altro progetto importante legato al digitale è b*Plus, l’app per i clienti che si è arricchita di nuove funzionalità che permettono di trovare più facilmente le informazioni sui prodotti (ingredienti, allergeni), creare cataloghi personalizzati, sperimentare video ricette e idee di menu e contattare il proprio venditore di fiducia.Nel corso del meeting inoltre è stato presentato il nuovo catalogo primavera-estate, con 520 referenze e 46 nuovi prodotti, studiati dal reparto Ricerca e Sviluppo per intercettare i trend alimentari emergenti: Bofrost infatti presenta un’offerta unica nel settore anche per quanto riguarda prodotti vegetariani e vegani, senza glutine, etnici e con ingredienti selezionati, DOP e IGP.Bofrost Italia rappresenta il 19% del fatturato del gruppo Bofrost International, presente in 12 paesi europei con un fatturato annuo di 1.242 milioni di euro. L’Italia è la seconda realtà più importante del gruppo dopo la Germania, paese di origine di Bofrost.

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Vendita a domicilio: il fatturato nel 2018 raggiunge 1,662 miliardi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Nonostante il momento difficile per l’intera economia italiana, le imprese associate Univendita consolidano e registrano un +0,2%. Aumenta anche il numero di venditori: oltre 159mila, +1,1%. Nel 2018 le imprese associate Univendita hanno realizzatoun fatturato pari a 1 miliardo e 662 milioni di euro, con unincremento dello 0,2% rispetto al 2017. «È il nono anno consecutivo chiuso con il segno positivo per un settore che si consolida sempre più grazie alla crescente fiducia da parte del consumatore – dichiara il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. In uno scenario di rallentamento economico che vede le famiglie italiane impoverirsi (Federconsumatori ad esempio rileva che dal 2013 al 2018 il reddito medio è aumentato solo del 4,4% a fronte di un aumento del costo della spesa del 6,4%),la vendita a domicilio prosegue il suo trend di crescita, grazie a un’esperienza d’acquisto che si fonda sul fattore umano, su quella relazione diretta che genera fiducia nel consumatore».Nel dettaglio, il comparto “alimentari e beni di consumo” ha registrato una crescita dello 0,7% e rappresenta il 18,4% del totale del fatturato delle aziende Univendita. Il settore “beni durevoli casa”, che rappresenta il 59,3% del mercato, è cresciuto dello 0,1%. Molto dinamico si è dimostrato il comparto “altri beni e servizi”, che rappresenta il 4,8% del mercato, e che ha registrato una crescita dell’1,3%. Il comparto “cosmesi e cura del corpo”, pari al 17,5% del fatturato totale, ha registrato una lieve flessione dello 0,2%.
Segno più anche per l’occupazione: nel 2018 i venditori a domicilio hanno superato quota 159mila (+1,1% rispetto al 2017), di cui il 92,5% donne: un dato positivo che pone questo settore come una valida alternativa occupazionale in un momento in cui il lavoro fisso stenta ad affermarsi. «Al contrario – fa notare Sinatra – la vendita a domicilio si dimostra attrattiva per chi vuole puntare su autonomia e flessibilità. La possibilità del part-time è apprezzata da chi ha necessità di conciliare lavoro e impegni familiari, mentre due categorie ai margini del mercato del lavoro, cioè i giovani senza esperienza e gli over 50, trovano modo di mettersi, o ri-mettersi, in gioco: nella vendita a domicilio le porte per loro sono aperte».I risultati della vendita a domicilio sono in linea con quelli delle vendite al dettaglio che nel 2018 sono cresciute complessivamente dello 0,2% rispetto all’anno precedente (dati Istat), sintesi di un aumento dello 0,6% delle vendite di generi alimentari e di una diminuzione dello 0,3% dei beni non alimentari.(www.univendita.it)

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Idealo: Fatturato 2018, overview e-commerce nel 2018 e previsioni per il 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Idealo, azienda di comparazione prezzi leader in Europa fondata a Berlino nel 2000 e facente parte del gruppo editoriale Axel Springer, rivela alcuni dati d’interesse legati all’anno appena trascorso, sia relativamente ai successi aziendali che, più in generale, all’ulteriore exploit legato al mondo e-commerce e ai prodotti che maggiormente hanno appassionato i consumatori digitali italiani nel 2018.
I successi aziendali – Il portale italiano di idealo ha chiuso il 2018 con una crescita superiore al 20% in termini di fatturato, che ha quindi raggiunto come nel 2017 le sette cifre, e un margine di guadagno raddoppiato rispetto all’anno precedente. L’azienda ha, infatti, generato un indotto in Italia, solo in quest’ultimo anno, di un valore complessivo pari a quasi 30 milioni di euro, di cui il 32% a vantaggio dei piccoli e-shop italiani. Uno sviluppo ben visibile anche nella crescita del team di idealo che si è espanso del 30% rispetto all’anno precedente.
L’e-commerce nel 2018 – La maggior parte dei consumatori digitali interessati ad acquistare online nel 2018 è stata sotto i 44 anni di età (59,2%). Nel dettaglio, i più interessati a comparare le offerte online sono stati gli adulti tra i 35 e i 44 anni (27,3%), seguiti dai giovani 25-34 (22,2%) e in una posizione leggermente inferiore dalla fascia 45-54 (20,9%). Gli uomini hanno effettuato il 59,6% delle ricerche contro il 40,4% effettuato dalle donne.
Le categorie di prodotti più desiderate in assoluto nel 2018 sono state smartphone, sneakers, frigoriferi, televisori e scarpe da corsa. Per quanto riguarda i prodotti veri e propri più cercati la top five di quelli più acquistati vede al primo posto gli auricolari Apple AirPods seguiti dallo smartphone Apple iPhone X, dal multimedia player Google Chromecast 2,dallo smartwatch Samsung Gear S3 Frontier e dalle sneakers Saucony Jazz Original.
Qualche previsione per il 2019: Tra i prodotti che continueranno ad attirare l’interesse degli e-consumer italiani, idealo prevede vi saranno ancora gli smartphone (anche se l’interesse nei confronti di questi device è leggermente diminuito). Oltre ai modelli di questa categoria, continueranno a crescere anche i prodotti legati al settore dell’elettronica di consumo – come cuffie, casse/speaker e smartwatch – e quelli legati all’abbigliamento, come sneakers e scarpe da corsa o da allenamento, che sono già state oggetto di grande attenzione nel 2018.

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Istat industria: dal 2007 ordini interni -34,6%, fatturato int. -37,9%

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, ad ottobre scendono su base mensile sia il fatturato dell’industria (-0,5%), che gli ordinativi (-0,3%).”Dati pessimi, che attestano il rallentamento dell’economia nel quarto trimestre. Le previsioni del Governo, quindi, di una crescita del Pil dell’1,2% per il 2018 diventa fantascienza. Non a caso, tutti, Ue, Upb, Istat, hanno previsto per quest’anno un +1,1 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Secondo lo studio dell’associazione, se si confrontano i dati dei premi 10 mesi del 2018 con quello medio pre-crisi del 2007, a fronte di un fatturato totale sceso del 30,8%, quello interno è crollato del 37,9%. Gli ordinativi ordinativi totali in 11 anni sono calati del 24,8%, quelli interni sono precipitati del 34,6%.”Non solo per tornare ai valori pre-crisi la distanza è ancora abissale, ma se le cose invece di migliorare peggiorano, allora il recupero diventa un miraggio” conclude Dona.

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