Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘fatturazione’

Continua la saga della fatturazione a 28 giorni

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Peccato che, quello che ancora sfugge alle compagnie telefoniche, è che per ottenere i rimborsi i cittadini non devono fare assolutamente nulla. Il pronunciamento del Consiglio di Stato è stato estremamente chiaro in questo senso, riconoscendo una volta per tutte il criterio automatico da adottare per l’erogazione dei rimborsi a cui gli utenti hanno diritto.Di fronte all’insistenza e alle scorrettezze delle compagnie, anche l’AGCOM ha deciso di intervenire nuovamente, avviando una procedura sanzionatoria contro queste ultime. Da fonti di stampa, la decisione risale a luglio ma è stata notificata agli operatori solo nei giorni scorsi.L’Agcom conferma che la sua delibera sui rimborsi va interpretata dalle compagnie riconoscendo in automatico i rimborsi, come del resto abbiamo sottolineato e ribadito a più riprese. Se le compagnie continueranno ad agire in questo modo, la Federconsumatori avvierà gli opportuni interventi di carattere legale per garantire il rispetto delle norme e il diritto dei cittadini ad ottenere, senza alcun ostacolo o vessazione, quanto loro riconosciuto.Apprezziamo l’intervento tempestivo dell’AGCOM, che conferma la sua condotta improntata alla professionalità e competenza, che ci auguriamo che prosegua anche dopo la nomina del nuovo Consiglio. Una nomina che dovrà avvenire entro i tempi previsti, sempre rispettando criteri imprescindibili di autonomia e indipendenza da ogni logica politica.

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28 giorni, Adoc: rimborso anche per chi ha cambiato operatore o chiuso l’utenza

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

A seguito del dispositivo di sentenza del Consiglio di Stato gli operatori telefonici dovranno restituire in fattura quanto pagato in più dai consumatori a fronte della fatturazione ogni quattro settimane rispetto a quella mensile.Per Adoc è una tardiva vittoria dei consumatori che lascia comunque l’amaro in bocca: “La sentenza del Consiglio di Stato mette finalmente fine ad una situazione iniqua e dannosa che è durata fin troppo – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – a causa del lungo lasso di tempo intercorso tra i primi atti dell’Autorità e la decisione del Consiglio di Stato.” A fronte della sentenza, dunque, i consumatori hanno diritto ad essere pienamente rimborsati del mal tolto e questo, secondo l’ADOC, indipendentemente dal fatto che siano ancora clienti dell’operatore che ha – a suo tempo – modificato unilateralmente la fatturazione con cadenza a 28 giorni.“A nostro avviso – precisa Tascini – la sentenza è chiara ed esplicita e non può essere soggetta ad interpretazioni. La restituzione dei giorni erosi deve avvenire in maniera automatica e tempestiva. Anche chi nel frattempo ha cambiato operatore o ha chiuso l’utenza dovrà essere tutelato: esortiamo l’AgCom a definire quanto prima modalità di rimborso adeguate in favore di quei consumatori che non siano più clienti dell’operatore artefice della fatturazione a 28 giorni, che ad oggi versano in una situazione di totale incertezza.Resta inteso che la scelta in favore di soluzioni alternative – eventualmente proposte dagli operatori – rispetto alla restituzione automatica dei giorni di servizio non fruiti è rimessa alla autonoma ed esclusiva valutazione del consumatore, ma dovrà essere sempre proposta nel rispetto degli obblighi di trasparenza, chiarezza e completezza delle informazioni rese. Dovrà essere manifestata, altresì, attraverso un consenso esplicito reso in modalità opt-in. Dunque invitiamo i consumatori a riflettere attentamente prima di accettare la proposta alternativa, la quale comporterà la rinuncia alla restituzione automatica.” Esortiamo i consumatori, infine, a segnalarci eventuali atteggiamenti dilatori o ostruzionistici da parte dei gestori telefonici, per valutare ulteriori iniziative ed azioni in favore degli utenti danneggiati.

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Fatturazione mensile telefonica

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

Da quanto risulta emergere dall’ultimo vertice Agcm, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha confermato le misure cautelari adottate in via d’urgenza in data 21 marzo 2018 nell’ambito del caso di un’intesa restrittiva della concorrenza tra TIM, Vodafone, Fastweb e Wind Tre. I principali operatori telefonici avrebbero, anche tramite l’associazione di categoria Assotelecomunicazioni – Asstel, coordinato la propria strategia commerciale relativa alla cadenza dei rinnovi e alla fatturazione delle offerte sui mercati della telefonia fissa e mobile, a seguito dell’introduzione dei nuovi obblighi regolamentari e normativi introdotti dall’articolo 19 del D.L. n. 148/2017 (convertito dalla L. n. 172/2017). L’Autorità ha ritenuto fondata l’ipotesi istruttoria di un coordinamento tra le Parti in occasione della rimodulazione del ciclo di fatturazione in ottemperanza alla legge 172/2017. In particolare, le Società di telefonia avrebbero comunicato, quasi contestualmente, ai propri clienti che la fatturazione delle offerte e dei servizi sarebbe stata effettuata su base mensile anziché su quattro settimane, prevedendo, al contempo, una variazione in aumento del canone mensile per distribuire la spesa annuale complessiva su 12 mesi, invece che 13. Pertanto, al fine di evitare il prodursi di un danno grave e irreparabile per la concorrenza e, in ultima istanza, per i consumatori, l’Autorità ha confermato il proprio provvedimento di adozione di misure cautelari, in ottemperanza al quale gli operatori devono sospendere l’attuazione del repricing e definire la propria offerta di servizi in modo autonomo rispetto ai propri concorrenti.
“L’Associazione CODICI continuerà a tutelare i consumatori dato che su questa partita della telefonia il consumatore deve essere informato – ha dichiarato il Segretario Nazionale Ivano Giacomelli. Ad oggi – prosegue il Segretario Nazionale – rimane fermo il fatto che gli operatori telefonici devono tornare alla fatturazione mensile senza riversare altre spese a carico dei clienti.

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Divieto di fatturazioni a 28 giorni

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

montecitorioCon un emendamento alla Legge di Bilancio 2018, in corso di approvazione, dovrebbe tornare la fatturazione mensile per tutti i servizi di telecomunicazione, compresa la pay tv, anche se al momento non sembra riguardare le sim ricaricabili. Per Adoc i consumatori hanno poco da festeggiare, il vero problema sono gli aumenti, che restano, e un mercato con concorrenza bassa, per non dire assente.
“Imporre la tariffazione mensile senza intervenire sugli aumenti e sull’allargamento del mercato significa guardare il dito e non la luna – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – il cambio di fatturazione a 28 giorni operato dalle Telco è stato solo un escamotage per imporre un aumento del canone, mediamente pari all’8,6%. Una prassi che ha penalizzato gli utenti, ai limiti della pubblicità ingannevole e delle pratiche commerciali scorrette. E che per questo è inaccettabile e particolarmente invisa ai consumatori. Questi ultimi sono intrappolati in un mercato non concorrenziale, dove tutti gli operatori applicano la stessa tipologia di fatturazione. L’unica arma a disposizione del consumatore, quando subisce una modifica unilaterale del contratto, è esercitare il diritto di recesso per passare ad un altro operatore. Ma se tutti gli operatori hanno provveduto ad aumentare i costi del servizio, mascherandoli dietro al cambio di fatturazione, quest’arma è spuntata, per non dire inutile. Noi crediamo che se almeno uno dei principali operatori fosse rimasto alla vecchia tariffazione su base mensile, i consumatori avrebbero scelto di cambiare. L’emendamento ha come pregio quello di imporre una maggiore trasparenza sull’operato delle aziende, ma non prevede significative novità né sul piano sanzionatorio né sul mercato in sé. Si sarebbe dovuto sancire il principio dell’invarianza di spesa per il consumatore a fronte di ogni modifica della tempistica di fatturazione, per tutti i servizi. Un cambio di fatturazione dovrebbe, infatti, essere necessariamente basato su una riproporzione delle precedenti condizioni economiche, il consumatore non deve subire variazioni dei costi sostenuti. Altrimenti, come in questo caso, stiamo parlando di un aumento nascosto.”Per Adoc occorre anche prevedere nuovi ingressi di operatori nel mercato e dotare di maggiori potere l’Agcom.

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Gruppo Tecnoinvestimenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2016

mercato digitaleIl Gruppo Tecnoinvestimenti è tra gli operatori leader in Italia nei servizi di sicurezza digitale (Digital trust), di informazione e gestione del credito (Credit Information & Management) e servizi per il marketing internazionale (Sales & Marketing Solutions).
È composto di tre Business Unit. La Business Unit Digital Trust eroga, attraverso la società InfoCert, prodotti e servizi per la digitalizzazione documentale, la fatturazione elettronica, la posta certificata, la firma digitale, è Certification Authority e uno dei tre Identity provider accreditati in Italia.
La Business Unit Credit Information & Management, in cui operano le società Ribes, Assicom e le loro controllate, offreservizi a supporto dei processi decisionali come informazioni camerali e immobiliari, report aggregati, rating sintetici,modelli decisionali, perizie e valutazioni immobiliari con particolare riferimento all’ambito dell’erogazione, valutazionee recupero del credito.
La Business Unit Sales & Marketing Solutions, attraverso la società Co.Mark, offre soluzioni e strumenti per accompagnare le piccole e medie aziende verso l’espansione geografica oltre confine.

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Arriva la cartella clinica elettronica

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2016

medicoMolto presto ogni cittadino italiano avrà la sua Cartella Clinica Elettronica (CCE), che sarà una vera e propria”carta di identità digitale sanitaria”. Le cartelle cliniche elettroniche possono contenere infatti dati demografici, storia medicale, cure e allergie, stato immunitario, risultati di test di laboratorio, immagini radiologiche, segnali vitali, statistiche personali come età e peso e informazioni di fatturazione. Ultimamente si sta parlando molto della implementazione della Cartella Clinica Elettronica e delle sue implicazioni sulle aziende sanitarie in termini funzionali, organizzative, di processo ed economiche, compresa anche la maggiore sicurezza nella conservazione dei dati. Non bisogna però confondere la gestione elettronica di una cartella clinica con una cartella clinica elettronica a tutti gli effetti perché le 2 cose sono profondamente differenti, soprattutto in termini di processi. La gestione elettronica di una cartella clinica altro non è che una semplice gestione informatizzata della cartella clinica, che consiste nella produzione e redazione dei documenti che la costituiscono, con l’ausilio di strumentazioni elettroniche, che termina però con la stampa di questi documenti, con l’apposizione di firme autografe e con la conservazione a vita in un archivio cartaceo che per sua natura tende chiaramente prima o poi a saturarsi. Altro non è quindi che una Cartella Clinica Cartacea creata con elaboratori elettronici, detta anche cartella clinica informatizzata. Una cartella clinica elettronica a tutti gli effetti, invece dematerializza il processo che produce questa documentazione gestendo le informazioni in maniera nativamente digitale. Non ci saranno più firme autografe ma firme digitali e firme elettroniche avanzate. Non ci sarà finalmente più un archivio cartaceo ma un archivio digitale conservato a norma. Le informazioni sanitarie sono sensibili e vanno quindi trattate con la massima cautela e sicurezza. Ne discende, ovviamente, che la dematerializzazione del processo o meglio dei processi e dei sotto-processi che stanno alla base della produzione delle informazioni contenute nella cartella clinica deve assicurare, in tutti i suoi passaggi, la massima robustezza e sicurezza. Il processo si conclude poi con il versamento di questi documenti (informatici) al sistema di conservazione che ne assicura validità ed immodificabilità nel tempo. C’è una profonda differenza quindi tra le due situazioni, proprio come dicevamo anche sopra. La cosa che salta sicuramente più all’occhio, come primo impatto e anche come prima considerazione, è la tenuta degli archivi. Le informazioni sanitarie sono molto importanti e quindi, come abbiamo ribadito più volte, vanno trattate con la massima sicurezza. La domanda che ci si pone in questi casi allora è: “Ma cosa è più sicuro, un archivio cartaceo che si può allagare, bruciare, essere mangiato dai topi, e che col passare del tempo riempie tutto il magazzino, oppure un archivio digitale, replicabile teoricamente sulla base di infinite copie tutte originali e volendo anche custodite in luoghi differenti tra loro”? “Beh, direi che è ovvio. È cosa importantissimo digitalizzare il processo e quindi ottenere il vantaggio non solo in termini di non stampa, ma anche e soprattutto in termini di compliance normativa, collaborazione, sicurezza, integrità, certezza, efficacia ed efficienza” ci spiega Nicola Savino esperto nazionale per la digitalizzazione a norma dei processi e CEO Seen Solution Srl (www.nicolasavino.com). Insomma le informazioni sanitarie non solo vivranno direttamente in digitale e con un valore probatorio, ma anche digitalizzate nel processo. Dove il documento non sarà più un semplice PDF, ma un record, una riga di un database, una semplice informazione dunque. Siamo in epoca di continui tagli alla sanità pubblica e allora sorge un’altra domanda: Cosa costa di più una gestione cartacea degli archivi od una gestione digitale? “Direi che anche qui la risposta è ovvia. Basta pensare che la cartella clinica va conservata a vita e che l’archivio non può che crescere e, nel caso della carta, c’è bisogno continuamente di nuovi spazi e di persone che li custodiscono questi spazi. Per questo è senza dubbio consigliabile la gestione digitale” continua Nicola Savino. E se poi c’è bisogno di recuperare un originale? Vediamo insieme le due alternative. Archivio digitale: imposto le chiavi di ricerca e trovo i documenti. Archivio cartaceo: vado nel deposito (che può essere distante anche molti e molti km), capisco la logica con cui sono archiviati i faldoni e poi cerco con la speranza di fare presto e soprattutto di trovare quello che sto cercando. Potremmo andare avanti ancora. Ma è chiaro che una cartella clinica elettronica è più sicura di una cartacea, in quanto permette di garantire maggiore sicurezza alle informazioni conservate e gestire in digitale. Assodato quanto detto sopra, c’è da aggiungere poi che la cartella clinica non è l’unico documento (o insieme di documenti) dematerializzabile in sanità. Possiamo pensare alla dematerializzazione di tutti gli altri documenti come i referti, i moduli privacy, i consensi informati, i documenti fiscali, ecc. Questi documenti possono essere gestiti e trattati nativamente in digitale, proprio come la cartella clinica elettronica. Anche per quei documenti in cui è necessario apporre una firma autografa da parte di un paziente (come per i consensi o le informative ad esempio). In questo caso si ricorre alle soluzioni di firma grafometrica, che realizzano un documento informatico firmato in maniera autografa attraverso delle tavolette forensi con rilevazione della pressione. Anche per questi documenti valgono esattamente le stesse considerazioni in termini di sicurezza, di economicità, e di praticità che abbiamo fatto in relazione alla cartella clinica elettronica. Supponiamo ora di trattare in digitale e quindi di conservare a norma i documenti sanitari compreso la Cartella Clinica Elettronica. C’è però un archivio cartaceo pregresso. Le cartelle cliniche ad esempio vanno conservate a vita. Gli archivi cartacei quindi esplodono e col passare del tempo diventano sempre meno leggibili, si possono allagare, bruciare o essere distrutti per qualunque altro fattore naturale. Per la sicurezza delle informazioni contenute, anche queste possono essere sottoposte al processo di conservazione sostitutiva secondo ben determinate e imprescindibili regole progettuali e di comportamento. Andremo così quindi a formare un archivio digitale a partire da un archivio cartaceo, anche se a questo livello non stiamo trattando informazioni nativamente digitali ma stiamo digitalizzando dei pregressi documenti analogici. In ogni caso beneficeremo dei risultati di una digitalizzazione delle informazioni anche se non ancora dei processi, in termini di sicurezza, di economicità e di praticità. La vera sanità digitale altro non è che la trattazione in maniera nativa digitale delle informazioni, certo, ma non si può prescindere dalla presenza pregressa dei documenti cartacei. In poche parole, con la sanità digitale non produrremo più carta e con la trasformazione dell’archivio delle cartelle cliniche da analogico a digitale elimineremo quella carta che è stata prodotta nel corso degli anni e che dovremmo conservare a vita, con tutti i vantaggi del caso. Le norme ci sono, la tecnologia c’è, gli strumenti ci sono e allora, a questo punto non vale più il concetto che possiamo andare verso una sanità digitale, quanto, piuttosto, il concetto che dobbiamo andare verso una vera sanità digitale E come abbiamo già detto sono molti i vantaggi in termini di sicurezza, di economicità, di funzionalità e di semplicità a cui si andrà incontro. Per sapere come si conserva a norma una cartella clinica elettronica, scarica il white paper disponibile per il download. (foto: medico)

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Gas: Moratoria per bollette luce e gas

Posted by fidest press agency su martedì, 29 dicembre 2009

L’Autorità per l’energia elettrica ed il gas stabilirà le nuove tariffe del gas e dell’elettricità in base alle variazioni intervenute nei tre mesi precedenti.  Si prevede qualche aggravio per il gas, mentre le tariffe elettriche non dovrebbero subire aumenti. Molte sono però le famiglie che si rivolgono all’Adiconsum perché hanno difficoltà nel pagare la bolletta a seguito della cassa integrazione o della perdita del posto di lavoro. Per queste famiglie Adiconsum ha chiesto un incontro all’Autorità per l’energia per definire criteri per una moratoria che impedisca loro di diventare  morose. Adiconsum intende anche segnalare all’Autorità regole più rigorose per contrastare la doppia fatturazione subita da molti utenti che hanno chiesto il passaggio ad un altro gestore. Regole più rigorose anche per quanto riguarda il consumo presunto. Troppe sono le situazioni in cui i consumatori sono tenuti a pagare bollette con consumi di gran lunga superiori a quelli effettivi. I consumatori divengono così “banca” del gestore ad interessi zero. Adiconsum ricorda agli utenti e a quelle famiglie che posseggono i criteri per richiedere la tariffa sociale del gas (ISEE fino a 7.500 euro per nuclei fino a 4 componenti e fino a 20.000 euro per nuclei più numerosi) di presentare immediatamente la domanda presso il proprio comune di residenza. La tariffa sociale del gas consente una riduzione della bolletta (retroattiva al 1° gennaio 2009) di circa 70-100 euro, fino a 150-200 euro per le famiglie più numerose. Per ulteriori informazioni http://www.adiconsum.it

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Economia “cash is king”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

Tenendo conto della diminuzione delle entrate e delle difficoltà creditizie, l’attuale situazione economica rende la disponibilità di liquidità un fattore determinante per le aziende. Quando la liquidità assume un ruolo così importante, secondo gli esperti di Open Text™ (NASDAQ: OTEX, TSX: OTC), fornitore globale di soluzioni per l’enterprise content management (ECM), le aziende devono assicurarsi di avere il completo controllo della propria liquidità al fine di ridurre i costi. In questo senso, il valore strategico che una corretta gestione del conto fornitori o accounts payable può portare all’organizzazione diventa ancora più rilevante. Sebbene molte delle grandi aziende dispongano di sistemi finanziari solidi, come ad esempio SAP, la maggior parte delle attività di fatturazione – pari al 90% – viene ancora gestita tramite processi cartacei. Storicamente, afferma Tom Walker, corresponsabile delle soluzioni accounts payable di Open Text, le aziende si sono sviluppate avvalendosi di processi di fatturazione cartacei. Dal momento che non esistevano problemi di liquidità, non era necessario ottimizzare queste funzioni, in quanto il processo di fatturazione non era visto come elemento determinante per il business. Nell’economia odierna, la gestione elettronica delle fatture ha assunto un valore estremamente rilevante, poiché garantisce al management un controllo maggiore sul flusso di cassa ed apre a nuove opportunità di risparmio in termini di costi.  Secondo Walzer, un’opportunità risiede nell’abilità di ottenere termini di pagamento favorevoli. Con sistemi basati su carta, il tempo richiesto dal processo di fatturazione è di circa tre settimane. Al contrario, il tempo impiegato per questo processo con una soluzione per la gestione delle fatture è di solo uno o due giorni. Ciò significa che l’azienda ora ha la possibilità di negoziare tassi più bassi in cambio di pagamenti più rapidi. Per un’azienda da 5 miliardi di dollari, uno sconto del 2% potrebbe tradursi – nel corso di un anno – in un risparmio di diversi milioni di dollari in contanti, e potrebbe aiutare a compensare un’ulteriore e sostanziale riduzione del fatturato.
Open Text™, produttore di software enterprise e leader nell’Enterprise Content Management, aiuta le organizzazioni a gestire e ad ottenere il valore reale dai loro documenti di business. Open Text vanta oltre vent’anni di esperienza nel supportare 50 milioni di utenti in 114 paesi. Lavorando con i nostri clienti e partner, offriamo la nostra competenza in qualità di Content ExpertTM per aiutare le organizzazioni a catturare e conservare la memoria aziendale, incrementare la brand equity, automatizzare i processi, ridurre i rischi, gestire la compliance e aumentare la competitività. http://www.opentext.com.

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