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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘fedeli’

Scuola: Un anno con la Fedeli tra i decreti delegati e le bocciature della Legge 107/2015

Posted by fidest press agency su martedì, 12 dicembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl 12 dicembre 2016 si insediava il nuovo Governo Gentiloni: un esecutivo che sembrava voler segnare una certa discontinuità con la politica scolastica precedente del Governo Renzi. Almeno sulla Scuola, uno dei motivi più importanti che portarono all’uscita di scena anticipata da premier dell’ex primo cittadino di Firenze. E con lui, unico ministro del suo Governo, anche la Ministra Stefania Giannini e gli irriducibili sostenitori della contestatissima Legge 107/2015: prima il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone e a seguire pure la responsabile scuola del Pd Francesca Puglisi. Le buone intenzioni, però, si sono perse con il passare dei mesi, peggiorando la cosiddetta Buona Scuola. Dando ragione alle forti proteste che nel maggio del 2015 avevano portato la stragrande maggioranza del personale docente e Ata a scendere in piazza per contestare la riforma su diversi piani: il reclutamento e la stabilizzazione del personale, l’inclusione scolastica, la valutazione, gli ordinamenti, gli insegnamenti all’estero e la revisione degli istituti professionali. Per non parlare delle occasioni mancate sul rilancio del diritto allo studio.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Da una Ministra che si professa vicina ai lavoratori e agli studenti ci saremmo aspettati innanzitutto un intervento sul sostegno ai disabili, per il quale sono state introdotte delle nuove norme di cui non si sentiva alcun bisogno. Come continua ad essere anche preoccupante la formazione FIT che attende i nuovi docenti, che penalizza laureati, abilitati e precari con 36 mesi. Non convince nemmeno la nuova valutazione che svilisce la categoria. Lascia poi molto a desiderare la situazione dei prof all’estero. Desta sconcerto la formazione 0-6 anni: la riforma è stata una delusione su tutti i punti di vista perché sono stati dimenticati i docenti della scuola dell’infanzia nel piano straordinario delle assunzioni ed in quello del potenziamento, perché ancora oggi copre meno del 30 per cento dell’utenza potenziale a livello nazionale, perché permangono pochissime classi ‘primavera’, perché l’anticipo a 5 anni di età della scuola primaria, in un anno di transizione, proposto dall’Anief, non ha avuto mai seguito, perché non sono state mai reintrodotte le ore del modulo e dello specialista inglese, tagliate in modo assurdo dalla riforma Berlusconi-Gelmini.

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Sostegno disabili, Fedeli: mancano docenti preparati

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 novembre 2017

valeria-fedeliIl sindacato autonomo respinge la tesi della Ministra, secondo la quale non ci sarebbero “persone preparate sul sostegno”. All’infanzia e primaria, inoltre, ci sono tantissimi idonei non considerati. In aggiunta, esistono 40mila cattedre che comunque ad oggi rimarrebbero bloccate: la Legge 449/1997 (art. 40), nata come un’introduzione provvisoria dei posti in deroga su sostegno, da assegnare con contratto a tempo determinato per garantire il diritto allo studio degli studenti con disabilità, si è trasformata nell’ultimo ventennio in una cattivissima prassi: la norma transitoria è stata infatti riproposta nel 2007, sancita nel 2010 e confermata dall’ex Ministro Maria Chiara Carrozza con la Legge 128/2013, attraverso cui si impone la copertura del 30% dei posti di sostegno liberi con supplenze al 30 giugno, dunque non disponibili né per i trasferimenti né tantomeno per le assunzioni a tempo indeterminato.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il Governo ha allestito una riforma sul sostegno fallimentare, da cui hanno preso le distanze anche le associazioni che tutelano i disabili e le loro famiglie. Per non parlare della pessima organizzazione delle graduatorie di merito dei concorsi attinenti alla scuola dell’infanzia e della primaria: siccome la correzione è arrivata solo per la scuola secondaria, ci ritroviamo con delle province, come quella di Roma, dove si sarebbero potuti stabilizzare centinaia e centinaia di docenti, ma che per un assurdo vincolo numerico, quale è appunto il 10% massimo oltre le immissioni in ruolo previsto, sono rimaste al palo. E se mancano docenti, allora perché l’ultimo corso di formazione è stato organizzato per meno di 10mila posti, mentre quelli liberi sono quattro volte tanto? Al massimo, comunque, potrebbero concorrere per coprire quelle cattedre fino al 30 giugno del 2018. Così lo Stato risparmia pure sui mesi estivi. E chi se ne importa se ancora oggi, a fine novembre, assistiamo all’ennesimo ‘balletto’ dei supplenti? Con alunni che per Natale, forse, avranno finalmente il loro supplente annuale definitivo, dopo averne cambiati anche tre o quattro da settembre.

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Date a Cesare quel che è di Cesare e a… è ancora valido come precetto cristiano?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

giulio cesareE’ quanto ci chiediamo non certo per rispolverare antichi steccati integralisti tra l’opera laica e quella religiosa sia pure espressa sul terreno del sociale e del civile. La verità è che ogni azione che una politica compie ha degli indubbi riflessi nel popolo che amministra. E se essi sono di segno negativo e ingenerano proteste e malumori di questo la Chiesa, sia essa cattolica o protestante o di altra professione religiosa, non può non riverberare il disagio avvertito dai propri fedeli. Ci si attende, quindi, una risposta etica di solidarietà per gli indigenti e di protesta nei confronti di coloro che si sono avventurati su un percorso così accidentato e capace di lasciare profonde tracce di malessere collettivo. Governare, è ovvio, non è facile in una società composita dove si intrecciano interessi interclassisti forti e ben organizzati, ma nello stesso tempo è dovere di tutti riconoscere che esiste una parte della società che raccoglie i più deboli ed i più esposti alle crisi occupazionali e di reddito, che i singoli e le famiglie registrano, e che essi vanno più degli altri difesi e sostenuti. E se il richiamo è formulato in nome di una solidarietà cristiana ciò non vuol dire che si debba partire dal fatto che non esiste un’altrettanta forte solidarietà laica. Tutt’altro. E’ che da qualche parte si recita il ruolo delle tre scimmiette: per non udire, per non parlare, per non vedere. E se tutto ciò comporta, e ci riferiamo in primo luogo al Sud del mondo, l’abbandono di intere popolazioni al loro tragico destino di fame, malattie, emigrazioni forzate, sanguinose lotte tribali dobbiamo chiederci se esiste una coscienza laica capace di digerire tutto ciò con indifferenza e distacco o se invece non si meriti un richiamo forte e deciso da chi non rappresenta solo e comunque una autorità religiosa ma quella ancora più incisiva di una coscienza civile verso il rispetto dell’essere umano in toto. Se il capitalismo ci ammannisce questi frutti avvelenati, è bene denunciarlo con forza, combatterlo con il linguaggio più appropriato e chiederci, in definitiva, se non è colpa di una cultura non acquisita o deviata che dobbiamo riportare sulla strada maestra prima che diventi troppo tardi per tutti.(Riccardo Alfonso direttore del centro studi religiosi e filosofici della Fidest)

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Scuola: Fedeli promette la partenza del nuovo anno regolare

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

valeria-fedeliLa Ministra dell’Istruzione ha detto che tutti i trasferimenti saranno attuati con almeno un mese di anticipo rispetto al 2016, che le nomine in ruolo si concluderanno entro agosto, che le assegnazioni provvisorie termineranno entro la fine dello stesso mese e che le supplenze lunghe su posti liberi si completeranno in corrispondenza dell’inizio delle prossime lezioni. Ha anche ricordato che le assunzioni a tempo indeterminato saranno 52mila e si ultimeranno entro il 14 agosto. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): su trasferimenti e nomine stavolta si rispetteranno semplicemente i tempi previsti dalla legge che da alcuni anni venivano sistematicamente elusi. Quello che è accaduto lo scorso anno, con le assegnazioni provvisorie concluse quasi a Natale, rappresenta uno dei punti più bassi toccati dall’amministrazione scolastica centrale. Evitare che ciò si ripeta appare il minimo risultato per chi ha il dovere di dirigere l’istruzione pubblica. Sulle supplenze si continua a giocare con i numeri e dire che si sono ridotte è riduttivo: perché gli Ambiti territoriali e dirigenti scolastici a settembre dovranno comunque stipulare ancora quasi 90mila contratti al 30 giugno o al 31 agosto 2018. Quindi l’85 per cento del precariato degli insegnanti rimane vivo e vegeto. E questo, francamente, rappresenta un vero fallimento. Contro cui continuiamo a opporci, anche ricorrendo al Tar contro l’assurda chiusura a doppia mandate delle GaE. Basti pensare ai circa 45mila, forse 50mila, per il sostegno. Tenerli nel limbo non fa bene a nessuno: ai supplenti, condannati in questo stato per troppi anni, agli alunni, alle famiglie, a tutta la scuola italiana.

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Istruzione: Fedeli vuole valorizzare i docenti con un acconto e cambiare la riforma Renzi solo per la scuola media

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

pacifico-marcelloReplica di Marcello Pacifico (Anief-Cisal) alle dichiarazioni della Ministra: nel corso dello stop contrattuale degli ultimi anni la busta paga di un lavoratore della scuola ha perso terreno anche rispetto al costo della vita: per un recupero equo di questo gap, che ha fatto sprofondare gli stipendi di docenti, Ata e dirigenti scolastici ben al di sotto della media Ocse, servirebbero 105 euro di indennità di vacanza contrattuale dal settembre 2015, come ha stabilito la Consulta. E altrettanti di vero e proprio aumento. Pensare di colmare quel divario con 85 euro lordi, soltanto in parte già finanziati e quindi da assegnare solo dopo l’approvazione della legge di Bilancio di fine 2017, non basta. I buchi della L. 107/15 sono diversi e relativi a più fronti: dall’alternanza scuola lavoro che rischia di diventare uno sfruttamento, alla scuola dell’infanzia, la cui riforma non ha risolto un bel nulla; dalla chiamata diretta che ha collocato forzatamente e con errori migliaia di docenti su posti lontani pur in presenza di cattedre vicino casa, alla mancata assunzione di intere categorie, a iniziare dagli Ata che sono stati esclusi pure dal potenziamento. E molti altri ancora. La riforma Renzi non è emendabile, si può solo cancellare.

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Scuola: Fedeli auspica aumenti per i docenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017

valeria-fedeliDurante un videoforum su Repubblica.it, il Ministro dell’Istruzione ha detto che ‘con 1.200 euro al mese tanti insegnanti hanno difficoltà a muoversi: dobbiamo avere una politica che continui a investire’. Anief apprezza la posizione del Ministro dell’Istruzione la quale, avendo un passato da insegnante e da sindacalista, ha una sensibilità maggiore sulla mancata retribuzione equa del personale scolastico. Allo stesso tempo, però, trova irrisorio quanto investito sino a oggi dagli ultimi due Governi per il rinnovo contrattuale, una media di 85 euro lordi a lavoratore pubblico, dopo che gli otto anni di blocco di stipendio hanno portato il potere delle buste paga di chi opera nella scuola quasi 20 punti percentuali sotto il costo della vita. Fedeli ha citato il caso del Centro Nord Italia, dove c’è carenza d’insegnanti di matematica e scienze, ricordando che sulla scelta di trasferirsi certamente non è trascurabile l’aspetto economico. Ha ragione: nel 2015 oltre 40mila docenti precari abilitati hanno deciso di rimanere supplenti pur di non rischiare di spostarsi di provincia o di regione.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i 210 euro netti sono una cifra che deriva per metà dalla mancata adozione dell’indennità di vacanza contrattuale, per l’altra metà dall’incremento stipendiale vero e proprio. In caso contrario, abbiamo già predisposto adeguato ricorso. Alla cifra da noi indicata, tra l’altro, vanno aggiunte delle indennità speciali, previste dalle direttive europee, qualora il docente debba raggiungere il luogo di lavoro in siti geografici lontani dalla propria residenza. È la stessa filosofia che ha ispirato Governo e legislatore nel realizzare la legge delega di riforma della scuola italiana all’estero, dove chi fa l’insegnante si vede ridotta l’indennità tabellare, a cui già erano state apportate insensate sforbiciate negli ultimi anni.Per il sindacato, visti i vantaggi economici ridotti al minimo, è decisamente meglio intervenire presentando ricorso in tribunale, in modo da ottenere il maltolto e quanto la legge prevede: l’allineamento stipendiale al 50% dell’inflazione. E questo va applicato mese dopo mese, a partire da settembre 2015. Come ha detto la Consulta.

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Papa Francesco (che Dio lo protegga) ultima spiaggia del cattolicesimo

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2015

papa francescoDa più parti mi giunge l’eco di una affermazione che appare perentoria, che non offre alternative, ma indica una strada come la sola percorribile. Il riferimento è alla incoerenza che ha frustrato l’andazzo del Vaticano, lasciando il mondo dei fedeli abbandonato a se stesso, in nome e per conto di una prassi non condivisa. L’affermazione che oggi si ripete come una eco non più lontana , e, quindi, capace di restituire speranze perdute; l’affermazione riguarda Papa Francesco, identificato come l’ultima spiaggia per restituire al cattolicesimo cristiano i principi che Cristo santificò nel “Non praevalebunt”. Gli accadimenti di questi giorni hanno risvegliato sopite memorie, che si levano come montagne che hanno ostacolato l’agilità del cammino. In molti abbiamo scritto, senza riuscire e dire qualcosa di nuovo, aperto alla speranza. Il funerale del boss, mitico “re di Roma”, ha dimostrato tangibilmente l’impotenza del potere costituito, vuoi che sia potere laico o che sia potere confessionale. Si è aperta una silenziosa battaglia nella quale ha vinto l’impossibile, lasciando il possibile e il doveroso all’ombra delle incertezze.
Così ci è tornato in mente il funerale di De Pedis e la successiva sepoltura nella Basilica di Sant’Apollinare, come se si trattare di un principe della Chiesa o del sovrano unico e assoluto dello Stato Città del Vaticano. Ci siamo ricordati del respingimento della salma di Piergiorgio Guelby, a cui vennero si opposte le porte sbarrate,della Chiesa di Don Bosco, dove i familiari volevano celebrare il funerale, “per un ordine arrivato dall’alto” (così affermò il parroco di allora). Nelle incertezze accadute, non comprese dal mondo cattolico, emerse solo la figura di Ratzinger, che riuscì a farsi eleggere pontefice “cui sibi nomen imposuit Benedictus vigesimus sextus”. Già da cardinale Ratzinger anticipò i peggiori errori compiuti da un pontefice (in)felicemente regnante, al punto da diventare, allora solo cardinale, destinatario di una indagine penale da parte di una corte americana del Texas, per ostacolo alla giustizia, con quella lettera, “crimen sollicitationis”, rivolta ai vescovi americani, nella quale imponeva un silenzio omertoso nei casi di pedofilia, da considerarsi un peccato da trattare nel segreto delle sacrestie, eliminando il reato penale con vittime che dovevano accettare l’omertà, pena la scomunica.
Quando dovette affrontare una visita pastorale negli USA, Ratzinger, temendo i rigori della legge penale americana, incontrò il presidente G.W. Bush in Vaticano e nella riservatezza di quella “scampagnata” nei giradini vaticani, affrontarono il problema, che G.W Bush risolse con molta semplicioneria, riconoscendo a Bendetto XVI l’immunità, in quanto capo di Stato in carica, mortificando l’affermazione di Cristo “Il mio regno non è di questo mondo”.
Non fu che uno dei gesti e atti che lasciarono perplessi i cattolici cristiani, ma non fu il solo. Ebbe il sopravvento sulla modestia che dovrebbe illuminare i gesti del Vaticano, specialmente nei suoi vertici massimi, quel battesimo in mondo visione la notte che ricordava al mondo cattolico la Resurrezione di Cristo, con Magdi Allam primo attore e Benedetto XVI, spalla di secondo piano, e l’on. Lupi, parlamentare berlusconiano,testimone, padrino del catecumeno, nonchè trait-d’union tra il liberismo berlusconiano e la personalissima teologia di Ratzinger.
Quel battesimo doveva essere, come lo fu, uno schiaffo al mondo musulmano, essendo stato Magdi Allam un apostata, diventato il peggior denigratore e accusatore dell’Islam, come religione della violenza. Ora lo stesso apostata ha lasciato la religione di Cristo, perché non abbastanza nemico dell’Islam, con l’elevazione al trono di Pietro di Mario Bergoglio, “cui sibi nomen imposuit Franciscus”. E’ così che Papa Francesco è visto oggi come l’ultima spiaggia del cattolicesimo cristiano, dopo avere sfiorato, con Ratzinger, un nuovo e definitivo scisma, evitato con le doverose dimissioni di Benedetto XVI, che pure, da “papa emerito”, continua a remare contro, servendosi di quei cardinali da lui stesso elevati alla porpora e inseriti nel sacro Concistoro. Da molte parti mi viene scritto che la Teologia della Liberazione rappresenta il solo possibile futuro della Chiesa, e solo Papa Francesco dispone dell’autorità morale e canonica di operare questa scelta epocale. Noi aspettiamo.
Papa Francesco più volte ha invitato i fedeli a pregare per Lui, segno che comprende il difficile compito che lo attende; noi cattolici, seguaci di quel “manifesto” della più grande rivoluzione sociale cui il mondo abbia assistito con il Discorso della Montagna e le Beatitudini, preghiamo per questo pontefice che la Provvidenza ci ha mandato, ma alle preghiere aggiungiamo un consiglio:“Santità, eviti di sorbire qualsiasi bevanda le venga offerta senza accurate attenzioni… non si sa mai! (Rosario Amico Roxas)

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Il mondo non è gay?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

Importanti risultati, di queste ore, conseguiti nel riscatto della cultura omosessuale, in vista delle imminenti elezioni amministrative, sensibile banco di prova delle tensioni politiche degli italiani. A quanto pare, infatti, brillantemente superata, dalla comunità islamica milanese, la fatwa lanciata dall’imam della moschea di Segrate (MI), Ali Abu Shwaima, tra i fedeli votanti della città di Milano e provincia, contro il gay Vendola promotore della lista S.E.L, politicamente “marchiato” della condizione di omosessuale. Al pari, matura e tollerante con la galassia Gay, è altrettanto la proposta elettorale del Carroccio, notoriamente machista e celodurista, del candidato Stefano Guida (ex attore di film hard e gay dichiarato) alle prossime amministrative bolognesi. Fatti che, se da una parte incoraggiano dall’altra attestano la confusione imperante (tra questioni culturali, ideologiche e religiose) e che impediscono i doverosi distinguo, tra vita pubblica e privata delle persone e che lasciano trasparire l’assenza del discernimento e dello spirito critico necessari (al di là delle posizioni strumentali), per operare le necessarie ed impellenti scelte etiche e di campo. E, in ultimo, non poteva mancare, ciliegina sulla torta, la citazione all’irriverente Angelo Quattrocchi, con il suo libro “No no no! Ratzy non è gay!” (Edizioni Malatempora), autore, forse, della più grossa e paradossale provocazione, degli ultimi tempi, che la storia cattolica ricordi…

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Roma primo maggio: trasporto pubblico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2011

«Per accogliere i numerosi fedeli che verranno in città il primo maggio, per l’evento della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, l’Amministrazione capitolina ha predisposto un piano eccezionale del trasporto pubblico, diviso in tre fasi: collocazione in apposite aree di 5.046 pullman, per un totale di oltre 260.000 persone trasportate; potenziamento della Metropolitana, attraverso l’apertura delle linee fino alle 2 del mattino di domenica primo maggio (compresa la linea A, solitamente chiusa dalle ore 21 per i lavori di realizzazione del nodo di interscambio con la nuova linea C), la riapertura delle stesse alle ore 4 e l’intensificazione della frequenza delle corse sia sabato 30 aprile che domenica primo maggio (fino a 3’ per la linea A e 4’ per la B); incremento di 180.000 chilometri/vettura del trasporto su gomma negli stessi due giorni, per agevolare i collegamenti con San Pietro e il Circo Massimo. Nello spirito del celeberrimo “Damose da fa’” di Papa Giovanni Paolo II, ci stiamo adoperando per dare la possibilità a tutti i fedeli di partecipare con i mezzi del trasporto pubblico anche alle tante manifestazioni che verranno organizzate in vari punti della città». È quanto dichiara l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma.

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Differenza tra Crocefisso e crocefisso

Posted by fidest press agency su sabato, 18 dicembre 2010

Lettera al direttore. Benedetto XVI ha ringraziato il governo italiano “per quanto ha fatto contro il “tentativo di eliminare il crocifisso dai luoghi pubblici”. Giusto che il Papa prenda posizione a favore del crocifisso nei luoghi pubblici. Che altro dovrebbe fare? Eppure qualcos’altro da fare ci sarebbe. Ad esempio si dovrebbe far notare ai fedeli la differenza tra il termine con la lettera maiuscola (Crocifisso) e quello con la lettera minuscola (crocifisso). E’ importante. Il primo si porta nel cuore, il secondo sul cuore, vale a dire sul petto. Il primo si trova in Chiesa, e quando i fedeli lo vedono lì, pensano al sacrificio del Cristo e lo ringraziano e lo pregano. Il secondo si appende alle pareti delle aule, dove si studia, ma dove alle volte si bestemmia, dove spesso (non alle volte) si maltratta il più debole; e si appende alle pareti dei tribunali, dove spesso entrano peccatori mai pentiti. La presenza del primo nelle Chiese non dà fastidio a nessuno (almeno nel nostro Paese), la presenza del secondo nei luoghi pubblici può dare fastidio a qualcuno. L’assenza del primo nelle Chiese, significherebbe l’assenza del cristianesimo. L’assenza del secondo sul petto o nei luoghi pubblici non significherebbe nella maniera più assoluta l’assenza del cristianesimo. E’ importante. (Francesca Ribeiro)

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In 250.00 acclamano al Papa a Palermo

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Dalle diciotto diocesi di Sicilia e dalla Palermo in 250.000 (dati ufficiali) fedeli per acclamare Benedetto XVI. Esplode la gioia al Foro Italico  in una splendida giornata di sole. Dopo l’arrivo in aeroporto e l’accoglienza delle autorità, il Santo Padre ha percorso le vie principali del Centro Storico.  Al Foro italico è stato accolto da una folla di fedeli sparsi nel prato verde adiacente al mare con lo sfondo il monte Pellegrino. Dopo il saluto del sindaco di Palermo, Diego Cammarata, e dell’Arcivescovo Paolo Romeo, nella qualità di Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana è avvenuto lo scambio dei doni.  È  seguita la celebrazione eucaristica, concelebranti il Card. Emerito di Palermo, Mons. Salvatore De Giorgi, e i Vescovi di Sicilia.  Dopo la recita dell’Angelus il Papa si è recato al Palazzo Arcivescovile per il pranzo, concludendo la mattinata di soggiorno a Palermo. Precedenti:qui

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Gheddafi, Berlusconi e il mondo degli affari

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

Non merita l’attenzione che le è stata dedicata, ovviamente, dai media di regime; si è trattato della parte terminale di un gioco pirotecnico, quando, terminate le esplosioni multicolori, nella parte finale vengono esplosi gli ultimi “botti”  più per fare scena che per convincere della bontà dello spettacolo. Il cavaliere cerca consensi, applausi, condivisioni, proprio quando i suoi più fedeli cercano di fargli capire che …la ricreazione è finita” e dovrebbe solo abbandonare la scena, magari barattando un “gran rifiuto”  con una perdonanza che gli salvi certe immunità. Anche il Milan fa parte del suo gioco d’immagine, teso a recuperare il tifo e i voti dei tifosi, con spese folli, almeno apparentemente; insisto  “apparentemente” perché anche queste spese calcistiche andranno sul conto di Pantalone. La squadra del cavaliere ha, infatti,  ricevuto  finanziamenti milionari dal  facoltoso sceicco Mohamed Bin Rashid Al Maktoum, che è anche vice-presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, ed è quindi un interlocutore politico del nostro governo oltre che uno dei principali clienti di Finmeccanica in quanto ad acquisto di armi italiane. Insomma Al Maktoun ha sponsorizzato con una cifra esorbitante, 75 milioni di euro in cinque anni, la squadra del presidente di un governo con cui  Dubai tratta un certo tipo di affari delicati. A questo punto è necessaria una ricostruzione cronologica, in gran parte già descritta da  Luigi Grimaldi, ma passata, quasi, sotto silenzio. Eccone una parte, molto interessante: 10 agosto 2007. L’Abu Dhabi Investment Authority (Mubadala Development), il principale fondo degli Emirati Arabi Uniti, diviene proprietario del 2,04% del capitale di Mediaset, la cassaforte dell’impero Berlusconi e, secondo alcuni analisti economici, punterebbe a rastrellare in breve un altro 3%, arrivando al cinque.  Tra giugno e ottobre 2009. Camera e senato approvano il disegno di legge che ratifica l’accordo di “cooperazione nel settore della sicurezza” firmato sei anni prima dall’allora ministro della difesa del governo Berlusconi Antonio Martino, dal principe ereditario di Dubai e dall’allora ministro della difesa degli E.A.U., sceicco Mohamed Bin Rashid Al Maktoum, che oggi, oltre ad essere il nuovo sponsor del Milan è anche il primo ministro degli emirati Arabi Uniti.
Si arriva allo scorso maggio quando i giornali cominciano a pubblicare notizie secondo cui Silvio Berlusconi “sembra si sia convinto a fare entrare capitali stranieri nel Milan” per accontentare quanti nella sua famiglia non vedono di buon occhio ingenti esborsi destinati al calcio. Capitali, come riporta la Gazzetta dello Sport, degli EmiratiArabi Uniti, attraverso l’Adug (la Abu Dhabi United Group di Mohamed bin Rashid Al Maktoum, emiro del Dubai, primo ministro e vicepresidente degli Emirati Arabi) “per l’acquisizione del 35 percento delle quote” del club rossonero. Il Milan smentisce ma, a gennaio, la squadra va in ritiro a Dubai. Fatto sta che dalle parti del primo ministro Al Maktoun pare apprezzino davvero il made in Italy. Al punto che il Milan magari non se lo comprano, preferendo sponsorizzarlo, mentre fanno letteralmente la spesa nelle basi della nostra Aeronautica militare. Non solo pensando alle guerre prossime venture ma anche alla pattuglia acrobatica. Dopo il Milan le Frecce Tricolori? E’ notizia dello scorso 19 luglio: gli MB.339 Aermacchi doteranno, dopo la nostra, una seconda pattuglia acrobatica, quella degli Emirati Arabi Uniti. L’operazione prevede un ruolo anche per l’Aeronautica Militare, che fornirà l’addestramento dei piloti acrobatici emiratini alcuni dei quali sono già arrivati presso la base di Rivolto (Udine), sede delle Frecce Tricolori. Si scopre così che la pattuglia acrobatica degli emirati ha molte ambizioni, ma non ancora gli aerei MB.339 Aermacchi. Va detto che a somiglianza delle Frecce Tricolori, la pattuglia Al Fursan (“I cavalieri”) messa su dallo sponsor del Milan, intende volare con dieci macchine anche se ne ha solo sei, di cui solo quattro in piena efficienza. Problema risolto all’istante perché l’Italia decide sui due piedi di privarsi di quattro MB.339 già utilizzati dal 61° Stormo di Lecce che vengono prontamente trasportati a Vengono per una revisione generale e trasformazione da parte di Alenia Aermacchi prima di proseguire per Rivolto. Gli interventi sugli altri sei aerei, ordinati in precedenza da Dubai, e oggi in linea di volo con gli EAU, vengono così effettuati da un team Aermacchi direttamente presso l’utilizzatore. Il valore complessivo dell’operazione, che riguarda aerei e servizi in gran parte della Aereonautica militare italiana, avrebbe dovuto aggirarsi sui 160 milioni di euro e invece è una miseria: appena una trentina di milioni di euro, meno di un quinto del valore di mercato, con un risparmio pari al doppio della sponsorizzazione concessa alla squadra calcistica di Berlusconi.(Rosario Amico Roxas)

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Il linguaggio della Chiesa e dei fedeli

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2010

Lettera al direttore. Caro Papa, posso osare di darti del tu come faccio con Gesù? Hai detto: “Viviamo in una grande confusione circa le scelte fondamentali della nostra vita”, e che il sacerdote “insegna in nome di Cristo presente, propone la verità che è Cristo”. Il problema è, caro Papa, che alle volte a noi poveri fedeli ignoranti, la confusione ce la crea proprio la Chiesa. Hai sentito con quale affermazione infelice se n’è uscito un tuo cardinale a proposito di omossessualità e pedofilia? Affermazione subito ritrattata? E ricordi di quel vescovo che scomunicò i medici che avevano fatto abortire una sventurata bimba brasiliana ripetutamente violentata dallo zio? Vescovo che meritò poi la critiche di mons. Fisichella, a sua volta subito criticato da alcuni membri della Pontificia Accademia per la Vita? Non è confusione questa? Cardinali e vescovi, caro Papa, parlano troppo. Parole, parole, parole, magari corrette o ritrattate dalla Santa Sede il giorno dopo. Non è confusione questa? Gesù disse: “Sia il vostro linguaggio: sì, sì; no, no; il superfluo procede dal maligno”. Non fa confusione la Chiesa quando mette sullo stesso piano il fratricidio di Caino (Evangelium vitae) e l’aborto? Oppure quando vuole la castità dei sacerdoti e la castità degli omosessuali (Catechismo n. 2359), come se fossero anch’essi sacerdoti? Devo continuare? Il problema è, caro Papa, che non sempre i fedeli riescono ad indentificare la verità (o le verità?) proposta dalla Chiesa con la “verità che è Cristo”. E grande, davvero grande, è la confusione. (Francesca Ribeiro)

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Cosa scrivono i fedeli a Giovanni Paolo II

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2010

Roma 30 marzo 2010 ore 12,00 Radio Vaticana, Sala Marconi Piazza Pia 3, Città del Vaticano presentazione del libroDi Elisabetta Lo Iacono Edizioni Messaggero Padova Pagg. 239 Euro 15,00  A cinque anni dalla sua scomparsa, il 2 aprile 2005, è tuttora ininterrotta la processione di persone che lasciano dinanzi alla tomba di Giovanni Paolo II un pezzetto della loro vita: un biglietto, un oggetto, un fiore. In un ininterrotto via-vai emozionale ed emozionante, migliaia di persone ogni giorno si rivolgono a questo Papa come a un uomo vivo, sentito, come scrive l’Autrice Elisabetta Lo Iacono, «depositario della saggezza propria di un nonno, della fermezza di un padre, della tenerezza di una madre, delle confidenze di un amico e della spiritualità di un santo». Elisabetta Lo Iacono ha letto migliaia di lettere, preghiere, intenzioni, ringraziamenti, dapprima sentendosi quasi in imbarazzo nel mettere mano a tutto questo materiale, «frugando tra tante vite – scrive – situazioni di dolore e di gioia, confessioni, racconti decisamente intimi». Poi però ha compreso la grande opportunità che le veniva offerta: testimoniare la solidarietà e l’intensità del rapporto tra Giovanni Paolo II e la gente. Il libro è inoltre arricchito da una riflessione del cardinale Angelo Comastri e da un intervento sul processo di beatificazione del postulatore monsignor Slawomir Oder; gli aspetti teologici, sociologici e mass-mediatici sono approfonditi dai contributi del cardinale Zenon Grocholewski, del sociologo Sabino Acquaviva e del giornalista vaticanista, direttore di Rai Vaticano, Giuseppe De Carli.
Elisabetta Lo Iacono, laureata in media e giornalismo presso l’Università degli studi di Firenze. Giornalista professionista, con numerose esperienze nel giornalismo radiofonico, della carta stampata e degli uffici stampa. Dal 2008 è docente di giornalismo presso la Pontificia facoltà teologica Seraphicum di Roma.(caro signor papa)

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Palermo: Via Crucis

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

Palermo 26 marzo. La partenza è fissata alle ore 21 dal Santuario della Madonna dei Rimedi in piazza Indipendenza. la tradizionale “Via Crucis” cittadina, in preparazione della Santa Pasqua, è stata organizzata dall’Arcidiocesi. Il pio esercizio di preghiera sarà guidato come di consueto dall’Arcivescovo mons. Paolo Romeo che ritorna da Roma dove ha preso parte ai lavori del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana. L’arrivo e la conclusione del corteo avverrà nel piazzale antistante la Cattedrale dove mons. Romeo pronuncerà una riflessione finale.
Sono invitati a partecipare i presbiteri e i diaconi, che indosseranno la stola di colore rosso, i religiosi e le religiose, i membri dei Consigli Pastorali e dei centri diocesani, i ministri istituiti, i ministri straordinari, i componenti delle associazioni e dei movimenti ecclesiali, delle confraternite laicali e i fedeli tutti.

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Bomba Tiburtina: la parrocchia si mobilita

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

Roma.14/3/2010,  La comunitá parrocchiale di San Romano Martire a L.go Beltramelli 18, in occasione della rimozione dell’ordigno bellico ritrovato nel cantiere della stazione tiburtina, si mobilita per garantire ai fedeli il normale svolgimento di tutte le attivitá festive. “Alle persone che, dopo aver partecipato alle S. Messe della domenica non potranno rientrare nelle proprie case fino al termine delle operazioni di despolettamento della bomba, sará   offerta accoglienza – scrive il parroco don Marco in una comunicazione affissa alle porte della chiesa. In particolare alle persone anziane o ammalate sará garantita l’assistenza dei volontari della parrocchia appartenenti alla Misericordia di S. Romano”. Le SS. Messe si svolgeranno come di consueto alle ore 8.30, 10 e 11.30 di domenica mattina nella chiesa parrocchiale, che non risulta inserita nell’elenco degli edifici sottoposti a ordinanza di evacuazione. qui La chiesa sará aperta a partire dalle ore 7 e fino alla conclusione dell’evacuazione come anche gli altri spazi della parrocchia. Nel teatro parrocchiale e in altri locali saranno accolte le persone che desiderano trascorrere la mattinata in ambiente riscaldato, mentre negli spazi all’aperto, campi da gioco e piazzali, le famiglie potranno giocare con i loro figli con l’animazione degli educatori dell’Azione Cattolica. Tutte le iniziative sono state concordate con la sala operativa della Protezione Civile, coordinata dalla Dott.sa Alessandroni, che ha offerto la massima disponibilitá per garantire ai fedeli l’accesso al luogo di culto. “Tutto questo é possibile – conclude il parroco – grazie alla collaborazione di tutti gli operatori pastorali della parrocchia, in particolare dei volontari della Misericordia, che offrono anche tutti i giorni un posto di emergenza con l’ambulanza del 118,  e degli animatori delle varie associazioni presenti nella comunitá: Azione Cattolica, Movimento Apostolico e Scout”

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La chiesa che parla

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2009

Lettere al direttore. Quante volte la Chiesa negli ultimi tempi  ha parlato, gridato, quando non doveva parlare, o perlomeno doveva farlo sommessamente? Chi può dimenticare il chiasso della gerarchia ecclesiastica al tempo del referendum sulla fecondazione assistita, quando arrivò a diffondere nelle chiese volantini che invitavano i fedeli ad astenersi dal voto? Oppure quando nel giugno del 2003 dava alle stampe un opuscolo firmato Joseph Card. Ratzinger, in cui si invitavano i parlamentari cattolici a “votare contro” un eventuale “progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali”? Come dimenticare le parole dure come pietre di Monsignor Crociata e del cardinale Barragan riguardo al padre di Eluana Englaro? Eppure nè la ragione né il vangelo imponevano di parlare. Oggi la Chiesa dovrebbe dire una parola perlomeno ai fedeli, riguardo al cattivo esempio dato dal presidente del Consiglio, ed invece tace. Eppure il Vangelo le imporrebbe di parlare: “Se uno sarà di scandalo a uno di questi piccoli che credono in me, è meglio per lui che gli sia legata al collo una mola asinaria e sia precipitato nel fondo del mare. Guai al mondo per gli scandali!” (cf Mt 18, 6-7). Ma tra questa Chiesa e il Cristo c’è un abisso. (Miriam Della Croce)

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Tra cattolici praticanti e non

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2009

Lettera al direttore. Gentile direttore, Bendetto XVI in una lettera a tutti preti del mondo ha raccomandato: “I sacerdoti non dovrebbero mai rassegnarsi a vedere deserti i loro confessionali”. Contemporaneamente il suo cardinale vicario Agostino Vallini ha condannato la mozione del Consiglio provinciale di Roma che prevede l’installazione di distributori automatici di preservativi nelle scuole superiori. Se il Pontefice chiedesse ai preti per quale motivo, secondo loro, i fedeli disertano i confessionali, qualche sacerdote potrebbe rispondere: “Sua Santità, molti fedeli,  e soprattutto i giovani, preferiscono non venire da noi, per evitare di sentirsi dire che il ricorso al condom è un peccato, e che non potranno essere assolti se vorranno continuare ad usarlo”. E qualche altro sacerdote potrebbe rispondere: “Sua Santità, molti fedeli preferiscono non venire da noi per evitare di sentirsi dire che i rapporti tra un uomo e una donna liberi, al di fuori del matrimonio, sono gravemente contrari alla dignità della persona (cf n. 2353), e che non potranno essere assolti se non si impegneranno ad osservare astinenza fino al matrimonio”.  E qualche altro: “Sua Santità, molti fedeli, e soprattutto i ragazzi, preferiscono non venire da noi per non sentirsi dire che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato (cf 2352), e che non potranno essere assolti se non s’impegneranno a smettere. Anche perché sanno perfettamente che non potranno mantenere l’impegno”. E qualche altro sacerdote: “Sua Santità, come possono venire da noi tanti fedeli divorziati risposati, sapendo che non avranno assoluzione, se non s’impegneranno a separarsi oppure a vivere come fratello e sorella?”. E qualche altro sacerdote… (Renato Pierri)

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