Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘federalista’

Grecia: battaglia federalista

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2012

L’AICCRE esprime forte preoccupazione per quanto accaduto recentemente in Grecia, dove alcuni manifestanti hanno dato alle fiamme una bandiera della Germania insieme a una raffigurante la svastica, accusando i tedeschi di essere ancora dei nazisti. L’Associazione concorda con le parole espresse oggi dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del Giorno del ricordo delle foibe: soltanto la prospettiva europea può essere l’antidoto a derive nazionaliste. Ci auguriamo che le forze politiche italiane, insieme alla Società civile, facciano in modo che l’Italia sia tra i Paesi più avanzati in senso europeista e federalista per la riforma dei trattati europei. Il metodo intergovernativo ha mostrato i suoi limiti strutturali: gli interessi nazionali prevalgono sul bene comune europeo e limitano di fatto il processo di integrazione europea. Creare una federazione di stati europei basata sul rilancio delle autonomie territoriali è stata ed è la nostra “mission”. “Non possiamo e non dobbiamo restare inermi –hanno dichiarato Michele Picciano, Vincenzo Menna ed Emilio Verrengia, rispettivamente presidente, Segretario generale, Segretario generale aggiunto dell’AICCRE – di fronte alle grandi sfide che ci aspettano nell’immediato futuro ed anche al rigurgito di mai sopiti nazionalismi in seno ai singoli Paesi che compongono l’Unione europea. Bisogna mantenere alta la guardia”. A questo punto, seppure a malincuore, secondo l’AICCRE bisogna pensare ad un’Europa a due velocità e finalmente realizzare l’Europa federale, creando un governo dell’economia tra i paesi dell’euro, dotato di poteri reali e legittimato democraticamente. Solo con una federazione europea sarà infatti possibile incominciare a governare davvero la moneta unica e offrire una prospettiva positiva, sia sul piano politico sia su quello del rilancio dello sviluppo, agli sforzi che nei diversi paesi dovranno essere fatti per il risanamento finanziario e la ristrutturazione dei sistemi produttivi. “Ed è in questa prospettiva – hanno ripreso i dirigenti dell’AICCRE- che occorre coinvolgere gli enti locali e regionali attraverso la convocazione di un’ assemblea costituente”. Senza federalismo e senza gli enti locali sarebbe un’Europa con gravi limiti democratici, dove l’interesse nazionale prevarrebbe ancor più su quello europeo come hanno purtroppo dimostrato numerose volte i governanti dei Paesi membri dell’UE, incapaci di esprimere una visione univoca europea dei problemi, come accaduto nel recente passato sul tema, per esempio dell’immigrazione e della crisi dell’euro.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Spostamento ministeri

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2011

«A Bossi rispondo: l’unica parola data che conta è quella nei confronti degli elettori. Nel programma elettorale del centrodestra non è mai stato inserito lo spostamento dei ministeri. Quindi compiere questo atto, tra l’altro senza neppure un voto parlamentare, sarebbe una violazione del mandato elettorale. I nostri elettori si aspettano grandi riforme anche in senso federalista, si aspettano la riduzione dei ministeri non il loro spostamento con aumenti di costi e appesantimento delle burocrazie. Siamo sempre di fronte a balle perché oggi si parla di spostare solo ministeri senza portafoglio con solo qualche decina di dipendenti, ma si tratterebbe comunque di una violazione del mandato elettorale che rimette in discussione ogni equilibrio e ogni intesa. In altri termini avviso ai naviganti: Roma questa cosa non l’accetta». È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Dal Sindacato federalista delle autonomie territoriali

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2010

Riceviamo e pubblichiamo: “Perchè abbiamo deciso di esserci.  Ci siamo perché:
•    La complessità  che caratterizza gli attuali rapporti politici, Istituzionali, sociali ed economici richiedono una attenta riflessione sulla nuova fisionomia assunta dall’attuale sistema politico;
•    Oggi si assiste a una verticalizzazione del sistema politico e delle sue dinamiche interne, processo favorito dalla crisi delle strutture intermedie e dell’intero assetto istituzionale che ha modificato il processo decisionale ridimensionando il ruolo del Parlamento, causa le direttive d’imperio comunitarie e al ricorso diffuso alla decretazione d’urgenza;
•    Lo spostamento del potere effettivo dalla sede legislativa ad altri luoghi alimenta l’influenza degli interessi settoriali che pur non investiti formalmente del potere politico, sono in grado di esercitare un potere di condizionamento legislativo sostanziale incidendo concretamente sull’azione dei pubblici poteri producendone quindi effetti reali che si riversano negativamente sull’intera collettività.
In questo quadro, ritenendo sia necessario operare un riordino dei rapporti tra Stato e società civile, il CO.DI.R.E.S  si proietta nel panorama delle OO.SS., consapevole che attualmente le Associazioni di categoria  sono in grado di negoziare ed orientare le decisioni politiche intraprese dal Governo in particolar modo quelle sociali e del lavoro.
Spesso però, la realtà è assai meno ideale in quanto questo paritetico rapporto negoziale è spesso degenerato in un estenuante braccio di ferro capace di paralizzare il sistema, per meri interessi di parte o individuali, ove spesso non si intravedono le singole responsabilità: anche per questa assurda  anomalia del sistema  abbiamo deciso di esserci.
Ci siamo perché in Italia c’è una grave emergenza che riguarda tutta la società, in particolar modo le categorie medio – basse, Lavoratori dipendenti, precari, braccianti agricoli, cassintegrati, pensionati , disoccupati, casalinghe, giovani,  tutti i piccoli imprenditori. Categorie che sicuramente ad oggi pagano le tasse. Per questo grande disagio, il Sindacato CODIRES, lotterà nella consapevolezza che i Lavoratori del paese, con particolare attenzione alla comunità meridionale in atto più debole, debbano essere tutelati nella rivendicazione dei loro diritti e la conservazione del posto di lavoro, senza trascurare la ricerca di strategie condivise che determinino lo sviluppo economico occupazionale, con la ricerca di nuove strategie e politiche aziendali.
Manifesteremo con tutti i mezzi legittimi al fine di sensibilizzare le Istituzioni affinchè si superino i problemi che attanagliano il Paese ed in particolar modo le classi sociali più deboli; a tal fine chiederemo la nostra presenza ai tavoli di concertazione al fine di offrire un nostro contributo.
Il CODIRES, oltre ai principi programmatici e agli scopi sociali di pertinenza si propone di:
•    Realizzare nel rispetto della persona umana e delle sue libertà, l’unione e la solidarietà di tutte le categorie sociali, migliorandone le condizioni economiche e culturali;
•    Svolgere la propria azione su tutto il territorio nazionale nel rispetto delle regole di rappresentanza diretta e delle categorie;
•    Battersi per una applicazione della riforma federale in atto, in modo solidale e compensativo al fine di agevolare i territori che soffrono il maggior sottosviluppo economico ed infrastrutturale, causa di errate strategie di politiche economiche storicamente non compatibili con le reali vocazioni e tradizioni culturali;
•    Creare una nuova cultura del lavoro e della società interclassista e solidale”.
(Il segretario nazionale confederale codires Sante Pisani)

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scilipoti (idv): quale riforma federalista

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2010

“L’attesa riforma federalista in senso fiscale  è materia ancora vaga nei suoi contorni e negli effetti che dispiegherà sull’intero territorio nazionale”. Così l’On. Scilipoti sul federalismo fiscale. “I decreti attuativi arriveranno in autunno, mentre già a giugno la Commissione paritetica dovrà dare a Governo e Parlamento il quadro del nuovo assetto federale, con la definizione delle risorse per ciascun livello di governo. Il coordinamento Nazionale “per il Sud” – continua l’On. Scilipoti (IDV) – ritiene necessario che l’impostazione della Legge 5 maggio 2009 n. 42 “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’art. 119 della Costituzione” di là dall’annunciato miracolismo e vagheggiamento di riforma federalista a costo zero, non venga a tradursi perfidamente in una serie di costi ulteriori e di riparto  delle risorse fiscali del Paese che privilegino chi del federalismo ha da tempo assunto il ruolo di nume tutelare. Si vanificherebbe in tal modo – conclude l’On. Scilipoti – il vero significato che il federalismo fiscale potrebbe assumere nella nostra Italia: lo stimolo e l’incentivo ad un efficace buon governo che esalti la produttività delle regioni meridionali.”

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il decentramento federalista

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2009

Il decentramento istituzionale e territoriale non può non condurci verso l’affinamento dei compiti operativi purché si svolga nella coesione e nella solidarietà. E’ un processo, non dimentichiamolo, che può opportunamente accrescere la responsabilità degli enti decentrati nelle politiche dell’entrata e della spesa, ma non deve dare luogo a duplicazioni o, comunque, ad aumento dei costi amministrativi. I vantaggi del decentramento si misurano proprio su questa lunghezza d’onda nello sviluppo della sussidiarietà. Presuppone alcune fondamentali funzioni dello Stato, o la segmentazione del mercato nazionale, per provocare l’abbassamento dei livelli di concorrenza secondo una generale supremacy clause. In altri termini dobbiamo associare all’autonomia regionale che intendiamo conferire con le leggi di riforma istituzionale la capacità di aumentare l’efficienza dell’Amministrazione, per meglio rispondere alle esigenze dei cittadini, per irrobustire l’unità nazionale. Oggi questa strada è percorribile se vi aggiungiamo opportuni accorgimenti lungo il suo tratto per rendere più agevole la percorrenza a chi la imbocca. Pensiamo all’alta formazione, al modo di facilitare il decollo dei settori più innovativi e al modo di contribuire allo sviluppo di quelli tradizionali. La capacità di competere, in sistemi sempre più aperti, dipende in misura rilevante dalla formazione universitaria e professionale e dalla ricerca scientifica. Dobbiamo anche, politicamente, avere il coraggio di saper tagliare i rami secchi ovvero quelli che generano nella macchina amministrativa dei doppioni inutili. Pensiamo alle Province la cui eliminazioni era stata prevista fin dagli anni settanta e poi accantonata più per motivi di convenienza politica che per ragioni di efficienza amministrativa nella suddivisione dei compiti locali. Avere un modello di decentramento che fondasse il suo nucleo operativo attraverso la regione, il consorzio di piccoli comuni attigui per concentrare le funzioni amministrative di routine e il comune come ultimo anello della catena istituzionale, ci offrirebbe l’opportunità di razionalizzare al meglio le nostre risorse e favorirebbe l’introduzione di una più alta dose di innovazione tecnologica e di poter operare nel mercato globale, anche con investimenti di capitale fisico limitati. (A.R.)

Posted in Confronti/Your and my opinions, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Pannella scrive a Fini

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2009

“Presidente, molti dei convenuti radicali alla ormai tradizionale “Assemblea dei Mille autoconvocati” rappresentano la metamorfosi “antifascista” del male fascista, di questo erede assai più che degli ideali e degli obiettivi ad esso opposti (nelle sue molteplici forme autoritarie e totalitarie, comuniste incluse) che furono, e apparvero, alla fine vincenti, quali legittimazioni nuove del Potere statuale, ordinamentale, anche e soprattutto “globale”, mondiale. Altri si riferiscono ai corsi e ricorsi vichiani. Sta di fatto, ma non di diritto, che essi hanno ragione di ritenere – in probabile sintonia con il popolo “sovrano” – che l’Italia non sia più, e da tempo, una Democrazia, uno Stato di Diritto. E hanno, quindi, come obiettivo ideale e politico il costruirli, il renderli “vigenti” con le armi, con i mezzi della prefigurazione nonviolenta e tollerante, laica e liberale, federalista (kantiana per “profezia” filosofica) e politica, secondo la visione  – europea ma anche globale – di Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, del Manifesto di Ventotene. La nostra e sua Resistenza sembra sempre più drammaticamente ardua, fino ad apparire probabilmente – di nuovo – “perdente”. La militanza nonviolenta italiana ne risulta a volte una smentita, uno spiraglio, una forma esplicita di speranza.  La religiosità crociana e quella capitiniana, convergenti pur nella loro profonda diversità; quella risorgimentale, europea, sturziana e degasperiana, cattolico-liberale; con quella delle minoranze riformate alla M.L. King in tutto il mondo; il monachesimo buddista, non solamente tibetano (con la straordinaria testimonianza del Dalai Lama); il mondo missionario e del volontariato civile: tutto questo è – nel suo assieme, nella sua unità profonda – sottovalutato, quando non del tutto ignorato. Perché, Presidente Gianfranco Fini, questo pubblico omaggio, questo audace, e per me necessario, saluto radicale, e a nome dei Radicali, in occasione (anche se non – almeno formalmente – “a nome”) dell’Assemblea di Chianciano? Perché abbiamo in molti (anche, crediamo, nel “popolo sovrano”) il sospetto, l’intuizione, il conforto che Lei rappresenti, o quanto meno annunci, quella “metamorfosi del bene” antitotalitaria, laica, liberale, costituzionale e quindi antifascista, che invece, sotto mentite spoglie, gli eredi dei vincitori del 1945/48 hanno tradotto in un sessantennio partitocratico e come tale antidemocratico, riproposizione del Disordine Costituito in Italia e (forse, temiamo) anche in Europa. La risposta a questo interrogativo è in un solo semplicissimo motivo: perché Lei opera dimostrando di avere e rispettare, nell’esercizio delle Sue funzioni istituzionali e anche di quelle civili che non sono in esse incluse, un forte, reale senso dello Stato. (Marco Pannella)

Posted in Confronti/Your and my opinions, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »