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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘federanziani’

Salute, attualità, stili di vita e molto altro

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2021

Il tutto in un contenitore d’informazione appositamente pensato per i senior e i per i loro interessi. E’ questo Senior News, il notiziario di informazione quotidiana di Senior Italia FederAnziani dedicato agli over 65, in onda dal lunedì al venerdì su Canale Italia alle 19:00 e su 22 radio italiane, oltre che su un network di oltre 100 radio in un’edizione settimanale con le notizie più importanti.Cos’è il diabete e quali sono i modi migliori per tenerlo sotto controllo? Come faccio ad aprire una casella di posta elettronica, un account su un social? Che cos’è lo Spid e come funziona? Di cosa parliamo quando parliamo di colesterolo? Sono tante le domande, che spaziano dalla salute all’inclusione digitale, a cui ogni giorno risponde Senior News, con un’informazione che la federazione della terza età offre ai suoi aderenti, e non solo. Una formula che ha trovato da subito l’interesse degli utenti e che negli ultimi mesi si è arricchita anche di inchieste speciali dedicate ai diritti degli over 65, e che via via si arricchisce sempre più di rubriche tematiche, approfondimenti, consigli pratici sui più vari aspetti della vita quotidiana.Il TG, nato nel luglio 2020, va in onda su Canale Italia 84 lcn Digitale Terrestre e Canale 937 Bouquet Sky alle 19.00, mentre l’edizione radiofonica è trasmessa dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria 16.30-18.00, su Radio Reporter, Radio Val del lago, Giornaleradio, Radio Anaunia, Radio Canale Italia, Radio Bologna Uno, Radio Emme, Nova Radio, Radio Ananas, NSL, Radio Italia anni 60, Spazio Blu, Radio Galileo, Radio Centrale Teramo, Radio amore, ARC Avellino, Radio master, Controradio, Radio Potenza centrale, Radio Crotone 97, Radio amore nostalgia, Radio internazionale. Un network di altre 100 radio inoltre ospita, tutti i venerdì alle 18.00, lo speciale settimanale dedicato alle più importanti notizie selezionate dalla redazione di Senior News. Il TG si può rivedere sul sito della federazione (www.senioritalia.it) e sui canali social (Youtube e Facebook).Tra le campagne portate avanti nell’ultimo anno quelle sulla promozione dei sani stili di vita, l’attenzione alla prevenzione, le malattie croniche, le patologie respiratorie, l’asma, l’asma grave, la bpco, le patologie oncologiche, il tumore del polmone o carcinoma polmonare, la leucemia, il diabete, lo scompenso cardiaco, l’ipertrofia prostatica benigna, la cistite, la fragilità ossea, le patologie delle valvole cardiache, l’ipercolesterolemia, l’incontinenza urinaria, l’epatite C, l’ipoacusia, l’aderenza alla terapia. Argomenti puntualmente approfonditi anche attraverso video interviste a medici ed esperti.

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Pronto Senior Salute: oltre 500 chiamate a settimana per il servizio di Senior Italia FederAnziani per le liste d’attesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2021

«Con un flusso di circa 500 chiamate a settimana e di fronte a noi il muro delle oltre 8 milioni di prestazioni sanitarie arretrate possiamo dire di trovarci davanti a un’impresa veramente ardua, nonostante il nostro impegno e il dispiegamento di un gran numero di operatori impiegati sia nel front office che nel back office del servizio» così Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani, fa il punto della situazione a due mesi dal lancio di Pronto Senior Salute, il servizio che la federazione ha attivato per supportare chi ha difficoltà con i tempi delle liste d’attesa. «La situazione che vediamo ogni giorno collima con i dati nazionali i quali evidenziano un vero e proprio crollo di nuove diagnosi, nuovi trattamenti, richieste di visite specialistiche ed esami in molte aree terapeutiche rispetto al periodo Pre-Covid, nel quale la situazione delle liste d’attesa già non era particolarmente rosea. Si parla di un calo del 10% nelle nuove diagnosi (-635mila), del 9% nei nuovi trattamenti (-455.000), del 32% negli invii allo specialista (-3.222.000), del 22% nelle richieste di esami (-3.739.000) solo nei mesi febbraio-maggio 2021 (Fonte: Osservatorio IQVIA sull’accesso alle diagnosi e alle cure. L’impatto della pandemia e le prospettive per il futuro, luglio 2021). Quello che preoccupa maggiormente sono gli screening effettuati con gravi ritardi, che si tradurranno in diagnosi altrettanto tardive e in maggiori difficoltà di cura per i diretti interessati; gli interventi rimandati, che porteranno a maggiori complicanze; e più in generale tutte quelle prestazioni che non vengono neanche richieste a causa del profondo scoraggiamento che questa situazione genera specialmente nelle persone più anziane» E per la sua campagna di comunicazione Senior Italia FederAnziani mette in campo Super Giò, il bambino supereroe protagonista dello spot dedicato a Pronto Senior Salute, che s’impegna a portare i nonni dal dottore facendo conoscere loro l’esistenza del servizio telefonico. Lo spot verrà diffuso a partire da oggi attraverso i canali social della federazione e lanciato nei 22 canali televisivi e nelle oltre 120 radio che mandano in onda il TG Senior News. Il numero 06.62274404 è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.30 ed è raggiungibile da telefono fisso e mobile.

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Senior Italia FederAnziani si rinnova

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2021

Dopo la collaborazione con EY e la partnership con Dedalus, Senior Italia FederAnziani prosegue nel rinnovo strategico della sua organizzazione e nel rafforzamento della sua squadra dirigente con l’arrivo in qualità di Responsabile per la Strategia di Maurizio Deplano, già Direttore Marketing di Pfizer Italia. Laureato in farmacia ed esperto di sanità, Maurizio Deplano assumerà un ruolo chiave nella federazione della terza età sia a livello italiano che europeo, entrando con il medesimo ruolo anche nell’organizzazione internazionale Senior International Health Association. Maurizio Deplano avrà il compito di modificare le progettualità e le strategie per i senior italiani ed europei sia alla luce del complesso scenario post-Covid, sia di fronte allo tsunami della longevità che in un ventennio vedrà l’Italia passare da poco meno di 14 milioni di over 65 a circa 20 milioni, richiedendo risposte sempre più evolute ai bisogni di salute della popolazione. «Lavorerò per aiutare Senior Italia FederAnziani a trasformarsi in una realtà sempre più centrata sui servizi, come i Patient Support Program, l’assistenza ai cittadini per le liste d’attesa, la comunicazione di pubblica utilità rivolta agli over 65 e non solo. I tavoli istituzionali nazionali e regionali saranno uno dei punti centrali del nuovo corso, che prevede una forte sinergia con le istituzioni di ogni livello. Sono lieto di poter mettere l’esperienza acquisita in questi anni nel mondo farmaceutico al servizio dei bisogni della popolazione anziana d’Italia e d’Europa, con la certezza che troveremo la forza e le soluzioni per aiutare i più fragili e sostenere le politiche socio sanitarie del prossimo futuro» ha dichiarato Maurizio Deplano.

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FederAnziani: Antonio Magi nuovo Presidente del Comitato Scientifico

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2021

«Antonio Magi, Segretario Generale del sindacato degli specialisti ambulatoriali del SUMAI Assoprof, è il nuovo Presidente del Comitato Scientifico di Senior Italia FederAnziani, la federazione delle associazioni della terza età. Già componente del Comitato Strategico di Senior Italia FederAnziani, nonché Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma e Provincia, Magi assume la guida del Comitato che svolge la funzione di definire l’indirizzo scientifico della più grande organizzazione impegnata nella tutela della terza età e nella promozione dell’invecchiamento attivo.La scelta di Antonio Magi vuole sottolineare l’importanza dell’alleanza tra pazienti e medici. Il ruolo centrale dei camici bianchi è emerso in modo ancora più importante in epoca Covid, ma dovrà essere a maggior ragione valorizzato nella fase successiva, quella in cui sarà necessario ripensare l’organizzazione della sanità italiana proprio a partire dal territorio, per una sanità più vicina ai pazienti» dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani.«La pandemia ha dimostrato che senza una sanità territoriale ben organizzata, composta da figure professionali competenti la risposta di salute è insufficiente e inadeguata. Gli specialisti ambulatoriali interni del SUMAI Assoprof hanno fatto del territorio e del rapporto con i pazienti, specie i cronici e gli anziani, il loro perimetro professionale quotidiano. E i nostri pazienti lo sanno. Ringrazio dunque Roberto Messina, e Senior Italia FederAnziani, per la fiducia che mi hanno accordato convinto che quest’ulteriore rafforzamento dell’alleanza tra il SUMAI Assoprof e la Federazione delle associazioni della terza età sia la rassicurazione migliore da dare ai nostri anziani, in termini di assistenza e salute. Specie dopo tutti questi mesi terribili che hanno passato» dichiara Antonio Magi, neo Presidente del Comitato Scientifico di Senior Italia FederAnziani.

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Vaccino Covid, Senior Italia FederAnziani: basta disdette

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2021

«I vari errori di comunicazione commessi fin qui rispetto al vaccino hanno prodotto come conseguenza una raffica di disdette (con punte del 70%) che rischia di mettere a rischio l’intera campagna vaccinale, e con essa la vita di centinaia di migliaia di anziani e di fragili. Ci rivolgiamo perciò non soltanto ai senior, ma anche ai tanti under 60 che proprio in queste ore stanno annullando le prenotazioni, per dire che questa paura del vaccino è irrazionale. A uccidere è il Covid, che dall’inizio della pandemia ha prodotto 116mila decessi soltanto in Italia, e non certo il vaccino, le cui reazioni avverse sono rarissime, mentre i soli 4 decessi segnalati in Italia tra i casi di evento avverso tromboembolico sono tuttora oggetto d’esame da parte di Aifa per una definitiva verifica del loro nesso di causalità con il vaccino» dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani. «Dall’inizio dell’emergenza Covid 19 – prosegue Messina – abbiamo visto sparire un pezzo importante di una generazione. Abbiamo aspettato per mesi l’arrivo del vaccino come unica speranza per arrivare alla fine di quest’incubo, abbiamo criticato i ritardi e gli errori, ma adesso la campagna vaccinale è nel pieno svolgimento e per fortuna questo ci permette di guardare avanti con ottimismo. Tutto quello che dobbiamo fare è affidarci alla scienza e non certo rinunciare alla prenotazione della nostra dose di vaccino, quale esso sia, perché vaccinarsi è l’unico modo per uscire dalla pandemia, per salvare le nostre vite quelle dei nostri cari e per far ripartire il paese e scongiurare il disastro economico. I vaccini sono sicuri, specialmente per gli over 60: gli eventi segnalati come reazioni avverse per i vaccini sono nella maggior parte dei casi innocui, mentre sono rarissimi quelli di maggiore gravità e comunque inferiori in numero rispetto alle reazioni avverse scatenate da tanti altri farmaci che assumiamo nella nostra vita di ogni giorno per gestire le nostre patologie croniche o anche per guarire da una banale influenza. Basti pensare che l’insorgenza di trombosi venosa in qualche modo collegabile al vaccino è rarissima. Su 25milioni di vaccinati si tratta di 3-4 casi per milione, incidenza che scende a 0 sopra i 60 anni. Secondo l’ultimo report realizzato dalla Sorveglianza dell’ISS, invece, al 19 marzo del 2021, il tasso di letalità del Covid 19 è pari al 3,1% nella popolazione complessiva, e sale al 21,4% tra gli over 80. Perciò questa irrazionale paura del vaccino deve essere lasciata da parte se non vogliamo protrarre l’ecatombe in corso, che provoca centinaia di morti al giorno, mentre avremmo la possibilità, in tempi rapidi, con la collaborazione di tutti, di azzerare la mortalità come già accaduto in altri paesi.»

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Da Senior Italia FederAnziani un Vademecum per gli over 65

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

Seguire degli stili di vita sani, idratarsi in modo adeguato, evitare gli sbalzi di temperatura, vivere in un ambiente salutare ed eseguire le vaccinazioni necessarie. Sono alcuni dei consigli contenuti nel Vademecum messo a punto da Senior Italia FederAnziani per orientare gli over 65 aiutandoli a prendersi cura della propria salute anche in quest’ultimo scorcio di inverno, per prevenire infreddature e influenze. L’attenzione alla salute delle vie respiratorie è infatti fondamentale per gli over 65, soprattutto per coloro che soffrono di patologie croniche come BPCO, diabete, patologie cardiovascolari, ipertensione, angina pectoris o malattie tiroidee. Per questo la federazione della terza età ha voluto lanciare una campagna di sensibilizzazione che invita a seguire alcune precauzioni importanti oltre alle fondamentali regole di prevenzione del Covid 19. «I cambi di stagione possono essere particolarmente insidiosi per le vie respiratorie soprattutto quando ci sono bruschi cambi di temperatura – afferma il Prof Mario Polverino, Sovrintendente Emergenza COVID ASL Salerno, Presidente Centro Studi Società Italiana di Pneumologia – Per le persone con più di sessantacinque anni è importante tutelare la propria salute, facendo regolari controlli e seguendo in ogni stagione alcuni specifici accorgimenti. In particolare, ora che l’inverno volge al termine, si rischia di farsi trarre in inganno dai primi raggi primaverili e di incorrere in infreddature e influenze che possono essere problematiche soprattutto per chi è affetto da patologie croniche”. I consigli del vademecum sono rivolti agli over 65 ma anche ai careviger che si prendono cura degli anziani più fragili e propongono una serie di raccomandazioni che, se messe in pratica, possono rivelarsi degli ottimi strumenti di prevenzione.

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FederAnziani: 14.357 morti in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 2 febbraio 2021

I decessi di anziani in Europa e in Italia a causa del coronavirus non si fermano. Nel solo mese di gennaio sono morte oltre quattordicimila persone solo nel nostro Paese (ovvero 463 decessi in media al giorno), e nella quasi totalità dei casi si tratta di over 80. Neanche il terremoto dell’Aquila, dell’Irpinia, del Belice, del Veneto, e del centro Italia del 2016, sommati insieme, hanno fatto tante vittime. Eppure davanti a questo vero e proprio genocidio stentiamo tuttavia a vedere una reazione adeguata da parte della classe politica Italiana ed europea.» A dichiararlo è il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, che prosegue: «Il piano di vaccinazione europeo procede a rilento, l’Europa è apparsa fin qui ostaggio della burocrazia e incapace di imprimere a questa battaglia fondamentale la celerità che sarebbe stata più che mai necessaria. Adesso si tratta di correre, gli Stati devono velocizzare la somministrazione dei vaccini, e bisogna mettere rapidamente in campo tutte le risorse economiche, logistiche e di comunicazione che consentano di raggiungere nel più breve tempo possibile la platea degli anziani e dei soggetti fragili che per primi devono essere messi in sicurezza. Con quasi 500 morti al giorno in Italia – età media 80 anni – stiamo assistendo alla scomparsa di una generazione, alla distruzione di un patrimonio di vite umane, ma anche di memoria collettiva e radici. Inoltre gli anziani sono disorientati rispetto alla campagna vaccinale, chiedono informazioni e hanno difficoltà a restare in contatto con la medicina del territorio, come emerge dalle centinaia di telefonate che arrivano al nostro numero verde (Emergenza Solitudine, 800.99.14.14). Alla paura e al disorientamento di questi mesi si somma ora la preoccupazione di non riuscire ad accedere al vaccino e di mancare così l’appuntamento fondamentale con quella che appare l’unica via di salvezza, la sola speranza di poter fare ritorno alla normalità. Dai nostri dati emerge anche una diffusa preoccupazione per il destino di figli e nipoti, molti dei quali hanno perso il lavoro o visto fallire le proprie attività a causa del prolungarsi dell’emergenza e della sordità della politica di fronte al dilagare della crisi economica oltre che al grido di dolore delle famiglie che ogni giorno vedono morire i loro anziani. Nessuno dimentichi che soltanto la nostra nazione in tutto il mondo è in grado, con la medicina del territorio, di vaccinare oltre un milione di persone al giorno.»

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Coronavirus, Senior Italia FederAnziani: lockdown per fasce d’età

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Al 4 novembre 2020 sono soltanto 1.793 su 39.052 i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai sessant’anni, mentre gli over 60 sono 37.259, ovvero il 95,4% del totale, di cui il 43,4% donne (16.181) e il restante 56,6% uomini (21.078). L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARSCoV-2 è 80 anni. Per questo è necessario un lockdown per fascia di età oppure, qualora ciò fosse impossibile, una mappatura dei soggetti fragili e massima attenzione nei loro confronti, concentrando tutte le risorse sugli over 60 con almeno una patologia, dato che i pazienti con almeno una o più patologie rappresentano il 96,6% dei decessi nel campione del recente studio condotto dall’ISS sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS.COV-2 in Italia.E’ il monito lanciato da Senior Italia FederAnziani dopo un approfondimento dei dati dell’ISS relativi allo studio condotto su 5.047 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche: il numero medio di patologie osservate è di 3,5; sul totale dei decessi presi in considerazione dall’Istituto superiore di sanità, il 96,6% del campione aveva una o più patologie pregresse: il 64,4% del campione aveva tre o più patologie, il 19,1% due patologie e il 13,1% una sola patologia. Soltanto il 3,4% del campione era privo di patologie. Le patologie presenti nelle persone decedute con positività al Covid sono prevalentemente l’ipertensione (65,7%), il diabete mellito di tipo due (29,3%), la cardiopatia ischemica (27,8%), la fibrillazione atriale (24%), la demenza (21,7%), l’insufficienza renale cronica (20,8%) e lo scompenso cardiaco (16,1%).«Questi dati ci spingono a lanciare un monito – dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale Senior Italia FederAnziani – o bisogna mettere in campo un lockdown per fasce d’età e patologie, oppure in subordinata occorre mappare i cittadini con più patologie, contattarli, sensibilizzarli sull’importanza di proteggersi perché sono loro che in caso di infezione rischiano la vita maggiormente, mentre un messaggio di allarme generalizzato senza analisi delle fasce d’età rischia di essere disorientante e controproducente. È fondamentale che i nostri anziani non interrompano le cure ordinarie, in questi difficili mesi in cui abbiamo visto sospesi tanti percorsi terapeutici, perché la sospensione delle terapie e le lacune nella presa in carico dei pazienti cronici polipatologici non possono che aggravare la situazione esistente. Inoltre man mano che i posti di terapia intensiva andranno a saturarsi aumenterà il rischio di trovarsi di fronte alla necessità di compiere scelte etiche che potrebbero penalizzare proprio le persone più anziane, come sta accadendo in altri paesi. Vogliamo scongiurare l’ipotesi aberrante che si arrivi a dover curare solamente le persone che hanno maggiore possibilità di sopravvivenza ovvero i giovani e i sani. Proprio per questo bisogna rafforzare la prevenzione ma dicendo a chiare lettere: sono gli anziani che rischiano la vita e sono loro che in caso di contagio rischiano di essere tagliati fuori dalle cure.» http://www.senioritalia.it

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Cronicità, Senior Italia FederAnziani: mancano i DPI per riaprire gli ambulatori

Posted by fidest press agency su sabato, 30 Maggio 2020

«Mettere subito gli ambulatori specialistici territoriali in condizione di riaprire e riprendere le loro attività di presa in carico di pazienti cronici e di attività diagnostica, anche attraverso un’adeguata dotazione di dispositivi di protezione individuale, la cui mancanza è spesso la causa dell’impossibilità di riaprire anche in quelle Regioni dove le linee guida sono già pronte. Questo l’appello lanciato dalle società scientifiche e dalle organizzazioni di medici riunite nell’Advisory Board di Senior Italia FederAnziani che ha promosso la tavola rotonda virtuale “Il problema delle cronicità al tempo del COVID -19” nella quale medici e pazienti hanno presentato le proprie criticità al Vice Ministro della Salute Pierpaolo Sileri.Tra le proposte chiave dei medici c’è il rafforzamento del numero di specialisti negli ambulatori e la valorizzazione del lavoro multidisciplinare, e della telemedicina e del telemonitoraggio, della medicina personalizzata, la somministrazione delle terapie a domicilio, ove possibile, anche prevedendo, come accade in oncologia, la consegna dei farmaci a domicilio o nella farmacia di prossimità. Occorre rafforzare il rapporto tra centri ospedalieri, poliambulatori specialistici territoriali e la medicina generale. Puntare cioè sull’integrazione e il ricongiungimento del dato tra medicina del territorio (medicina generale e specialistica ambulatoriale) e specialistica ospedaliera, attraverso una grande accelerazione sul fascicolo sanitario che dovrebbe essere impressa a livello centrale. Mantenere un canale aperto tra decisori e società scientifiche e sindacali in modo che collaborazione basata su evidenze scientifiche sia quanto più fattiva possibile. Sono 16 milioni in Italia i pazienti ipertesi che, a meno che non abbiano avuto un problema acuto, in questo periodo non sono stati visitati. Anche l’oculistica si è fermata, tanto più che data la prossimità nelle visite tra medico e pazienti in assenza di DPI è impossibile lavorare in sicurezza. Tutta la macchina deve ripartire con urgenza.
Il Vice Ministro Sileri ha annunciato la presentazione al Comitato Tecnico Scientifico del dossier elaborato dalle società scientifiche, dalle organizzazioni dei medici e da Senior Italia ed ha annunciato l’apertura di un tavolo che coinvolga i soggetti interessati in una discussione sulla nuova fase.

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Il numero verde di Senior Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 Maggio 2020

E’ sempre attivo, anche nella Fase 2, il numero verde 800.99.14.14 di Senior Italia FederAnziani, in collaborazione con WINDTRE e SIPEM SoS Federazione per combattere la solitudine nella popolazione anziana. Attraverso il numero verde gratuito, operativo dal 6 aprile scorso, gli psicologi ed esperti di SIPEM Sos sono a disposizione delle persone che abbiano bisogno di ascolto e supporto, tutti i pomeriggi dalle 14:00 alle 19:00. Il servizio è raggiungibile sia da rete fissa che mobile.
Ecco un bilancio del primo mese di attività: le persone che hanno chiamato sono in prevalenza settantenni e ottantenni (rispettivamente il 30% ed il 28%) si dichiarano sole (senza partner o lontani dalle famiglie) nel 66% dei casi; sono le signore (70%) ad utilizzare maggiormente il servizio. Ricerca di compagnia, solitudine, preoccupazione per la propria salute, disagio psicologico, situazioni famigliari complesse, sono alcune tra le ragioni per le quali gli anziani si rivolgono al 800.99.14.14. chiedendo un aiuto specifico.Ci attende una nuova normalità alquanto anormale, dovremo tutti prenderci il tempo per acquisire nuove competenze rinunciando alle abitudini sociali del passato: prima di uscire di casa sarà importante ripassare mentalmente quali siano le cose che si possono o non possono fare, usando i piccoli errori di interazione con gli altri come occasioni per imparare le nuove abitudini, al fine di farle diventare delle nuove routine.Dovremo essere tolleranti gli uni verso gli altri, aiutando chi “sbaglia” senza reagire aggressivamente, ripetendo ad esempio cosa fare e perché farlo, perché non tutti apprenderanno con la stessa velocità così tante cose nuove.
Senior Italia FederAnziani è la federazione delle associazioni della terza età fondata nel 2006 con lo scopo di tutelare i diritti e migliorare la qualità della vita delle persone Senior.

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Ipertrofia prostatica benigna

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

In Italia vivono circa 5 milioni e 995mila uomini over 65. Di questi, l’80%, quasi 4 milioni e 800 mila cittadini (4.795.900), è colpito da ipertrofia prostatica benigna. Ma troppi, almeno il 70%, evitano le cure e considerano i sintomi della malattia come conseguenze inevitabili legate all’età. Ne parlano poco anche con il medico di famiglia oppure ricorrono al ‘fai da te’. Un atteggiamento che accomuna i più anziani con i giovani adulti, perché la malattia è sottostimata e sottotrattata anche negli under 50. Si tratta di un “sommerso” preoccupante, perché i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna sono simili a quelli di altre malattie, tra cui il cancro alla prostata. Spetta al medico il compito di escluderle e, di fronte ai primi sintomi, è necessario rivolgersi al clinico. L’allarme per la “terra di nessuno” in cui sono lasciati gli anziani colpiti da ipertrofia prostatica benigna viene da CosmoSenior in corso a Rimini, il più grande appuntamento dedicato ai cittadini over 65, giunto alla settima edizione e organizzato da Senior Italia FederAnziani.
“Oggi vi sono farmaci in grado di controllare in modo efficace la patologia – afferma Vincenzo Mirone, Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’ -. In particolare, l’estratto esanico di Serenoa repens agisce con un potente effetto anti infiammatorio: ha dimostrato di ridurre in maniera statisticamente significativa, di circa il 30%, l’infiammazione all’origine della malattia. Il farmaco, che deve essere prescritto dal medico, ha efficacia nella gestione di sintomi e disturbi urinari di origine prostatica, comprovata da numerose pubblicazioni in letteratura e certificata da enti come l’agenzia regolatoria europea (EMA). Il punto di forza dell’estratto esanico di Serenoa repens, soprattutto nel paziente over 70, è l’ottimo profilo di tollerabilità. Al contrario degli alfa litici e degli inibitori della 5-alfareduttasi, non impatta negativamente sulla sfera sessuale (desiderio, erezione ed eiaculazione). Inoltre, non provoca un eccessivo abbassamento della pressione, in persone spesso già in trattamento farmacologico per ipertensione. Infine, non alterando i valori di PSA, permette lo screening e la diagnosi precoce del tumore della prostata”.“L’ipertrofia prostatica benigna colpisce più di sei milioni di cittadini over 50 – sottolinea Antonio Magi, Segretario Generale SUMAI (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria) -. Ma almeno 3 milioni e 357mila over 65 non la curano. Nell’immaginario comune, l’anziano deve rassegnarsi a soffrire di problematiche urinarie legate all’invecchiamento. Al contrario, oggi esistono numerose terapie mediche e chirurgiche. Se non trattata in modo tempestivo e appropriato, l’ipertrofia prostatica benigna può causare seri disturbi, ad esempio ritenzione urinaria acuta, una condizione che richiede l’intervento di cateterizzazione, fino all’asportazione chirurgica della prostata. Ciononostante, la maggior parte degli uomini richiede un consulto medico solo quando manifesta già da tempo i sintomi”. La malattia colpisce anche i più giovani (circa l’8% dei 31-40enni), interessa il 50% dei 51-60enni, il 70% dei 61-70enni per arrivare al 90% negli over 80.“Nei pazienti al di sotto dei 50 anni, i sintomi e disturbi legati alla prostata sono spesso ascritti ad un quadro non meglio specificato di ‘prostatite’, che si ritiene erroneamente dovuta ad un’infezione di origine batterica – spiega il prof. Mirone -. Molti giovani con disturbi urinari vengono pertanto sottoposti a numerosi cicli di antibioticoterapia, senza risolvere il quadro clinico. Le terapie comportamentali e mediche in molti casi non vengono prescritte. Da qui il ‘sommerso’ che riguarda anche i quarantenni”.
I sintomi più frequenti della malattia sono rappresentati dai disturbi minzionali (sintomi delle basse vie urinarie, “LUTS” in inglese: lower urinary tract symptoms), distinti in due categorie. Sintomi urinari ostruttivi, causati dall’ingrandimento della prostata, che determina compressione e ostruzione delle vie urinarie. Tipici sintomi urinari ostruttivi sono il getto urinario rallentato, la minzione in più tempi e la sensazione di mancato svuotamento vescicale (“tenesmo”). I sintomi urinari irritativi sono legati prevalentemente ad alterazioni della vescica, che avvengono come conseguenza della malattia. Sono rappresentati dalla necessità di urinare spesso durante la giornata (“pollachiuria”), dalla necessità di alzarsi più volte durante la notte per urinare (“nicturia”), dall’urgenza minzionale fino all’incontinenza urinaria da urgenza.Numerose evidenze in letteratura suggeriscono che un’attività fisica moderata e regolare (ad esempio camminare, nuotare, giocare a tennis, andare in bicicletta o fare ginnastica in palestra almeno tre volte a settimana) possa ridurre significativamente i disturbi urinari legati alla malattia. Gli anziani, però, sono poco propensi a seguire le regole della prevenzione. In Italia, il 36,1% degli uomini over 65 è completamente sedentario, il 48,2% è in sovrappeso, il 13,4% obeso, e il 32,6% consuma alcol in quantità che possono danneggiare la salute.“L’ipertrofia prostatica benigna colpisce una percentuale significativa di over 65, ma troppi non la curano – conclude Roberto Messina, Presidente Senior Italia FederAnziani -. È importante sensibilizzare tutti i cittadini, in particolare gli anziani, sulle terapie efficaci a disposizione, invitandoli a rivolgersi subito al medico di fronte ai primi sintomi. La continuità e la fiducia nel rapporto medico-paziente sono essenziali per affrontare una malattia cronica come l’ipertrofia prostatica benigna. Dall’altro lato, è necessario avviare campagne per informare tutti i cittadini sul ruolo della prevenzione grazie agli stili di vita sani, garantendo così consistenti risparmi al servizio sanitario nazionale”.

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Congresso Nazionale di Senior Italia FederAnziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 novembre 2019

Rimini dal 21 al 24 novembre si terrà a Rimini il Congresso Nazionale di Senior Italia FederAnziani. Per quattro giorni la città romagnola ospiterà il più importante appuntamento italiano dedicato alla terza età e promosso dalla Federazione che rappresenta oltre 3,9 milioni di over 65 residenti nel nostro Paese. Come ogni anno al Congresso si riuniscono rappresentati delle istituzioni, dei pazienti e dei medici. L’obiettivo è fare il punto sulle grandi sfide che l’invecchiamento della popolazione determina sull’intero sistema Paese. I due Presidenti del Congresso sono due Direttori Generali del Ministero della Salute: Claudio D’Amario (per la Prevenzione) e Marcella Marletta (per i Farmaci e Dispositivi Medici). La Presidenza Onoraria spetta invece al Vice Ministro della Salute Pierpaolo Sileri il quale interverrà, come relatore, ad alcune sessioni del congresso.Sono previste tre conferenze stampa ufficiali, che si svolgeranno in sede congressuale, e che tratteranno diversi temi:
Venerdì 22 alle ore 12.30: sarà dedicata alla ipertrofia prostatica benigna (una patologia tipica delle terza età e tra le più diffuse in Italia)
Venerdì 22 alle ore 13: verrà presentata la nuova campagna nazionale per la prevenzione della malattie reumatologiche (sarà itinerante e si svolgerà nei centri anziani della Penisola)
Sabato 23 alle ore 12: avrà al centro il tema dell’aderenza terapeutica e la sostenibilità del sistema sanitario nazionale.

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FederAnziani: buon lavoro al nuovo Governo Conte

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

“A nome dei senior italiani auguriamo buon lavoro al nuovo Governo Conte e al nuovo Ministro della Salute Roberto Speranza”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina. “Il nostro auspicio è che l’impegno del nuovo esecutivo possa dare risposte concrete alle molte emergenze che riguardano il popolo dei senior, colonna portante del nostro sistema sociale e, insieme, categoria su cui incide particolarmente la fragilità”, prosegue Messina, “Per questo chiediamo, in primo luogo, che il lavoro delle istituzioni si erga come continua tutela e garanzia della sanità pubblica e universale, in una costante capacità di ascolto delle istanze reali che provengono dai cittadini. Auspichiamo che il lavoro del nuovo Governo, e del nuovo Ministro della Salute in particolare, vada nella direzione di questo dialogo coi cittadini, impegnandosi ad affrontare snodi cruciali quali il rafforzamento della medicina del territorio, l’aumento del numero dei medici e degli infermieri, il sostegno alla disabilità e alla non autosufficienza, l’implementazione delle politiche di prevenzione ad ogni età. Di fronte a queste emergenze, come Senior Italia FederAnziani, quale organizzazione che rappresenta i senior del nostro paese, siamo pronti, sin da ora, a offrire il nostro contributo, in un dialogo che coinvolga tutti gli attori interessati, con l’obiettivo di promuovere la piena tutela dei diritti”.

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Più di 6 milioni di italiani over 50 sono colpiti da ipertrofia prostatica benigna

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

federanziani1Roma. L’allarme è stato lanciato dagli specialisti in una conferenza stampa al Senato, organizzata da Fondazione PRO (Prevenzione e Ricerca in Oncologia) in collaborazione con Senior Italia FederAnziani, con l’intervento di Pierpaolo Sileri, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato. Il 50% degli uomini di età compresa fra 51 e 60 anni, il 70% dei 61-70enni, per arrivare al picco del 90% negli ottantenni. Necessità di alzarsi più volte durante la notte per urinare, urgenza di vuotare la vescica in modo frequente anche durante il giorno e getto di urina che diventa sempre più debole con una sensazione di mancato svuotamento sono i sintomi più frequenti. Segni che, però, più del 50% degli uomini ignora, declassandoli a semplici fastidi legati all’età, evitando di andare dal medico per curarsi e, spesso, ricorrendo al “fai da te”. Rimedi che possono determinare diagnosi tardive. La malattia non deve essere banalizzata e va trattata sotto il controllo del medico, che dispone di terapie efficaci come l’estratto esanico di Serenoa repens, farmaco che agisce come potente anti infiammatorio e che può migliorare la qualità di vita dei pazienti.
“L’ipertrofia prostatica benigna è una malattia caratterizzata dall’ingrossamento della ghiandola prostatica che comprime il canale uretrale, causandone una parziale ostruzione e interferendo con la capacità di urinare – afferma il prof. Vincenzo Mirone, Presidente di Fondazione PRO e Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’ -. I sintomi determinano un forte impatto sulla qualità di vita delle persone, fino a costringerle a scegliere solo luoghi che abbiano la disponibilità di un bagno nelle vicinanze. Anche la vita familiare ne risente, i continui risvegli notturni influiscono sull’equilibrio della coppia e, nella maggior parte dei casi, sono proprio le compagne o mogli a ‘spronare’ gli uomini a recarsi dal medico per affrontare i sintomi con cure adeguate, che devono essere prescritte dal clinico”. “Nella prima fase della malattia, più del 75% degli uomini non si cura o ricorre al ‘fai da te’, soprattutto a integratori – spiega il prof. Mirone -. Un federanzianierrore grave. Solo il medico è in grado di trattare l’ipertrofia prostatica benigna che, se trascurata, può progredire fino a causare ritenzione urinaria con l’impossibilità di vuotare la vescica. La vittima di una prostata che cresce è proprio la vescica. Quest’organo è costituito da tessuto muscolare, che può aumentare il proprio volume per vincere la resistenza che la prostata oppone allo svuotamento. Il rischio è di ‘sfiancare’ completamente la vescica e di far soffrire i reni”.
“L’ipertrofia prostatica benigna è la patologia cronica più frequente negli over 50 dopo l’ipertensione arteriosa – sottolinea il dott. Antonio Magi, Segretario Generale SUMAI Assoprof (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria) -. La visita urologica, seguita da una ecografia endocavitaria, rappresenta ancora un tabù a cui gli uomini italiani preferiscono non sottoporsi se non necessaria. Va recuperato il rapporto con il clinico, con lo specialista, facendo capire ai cittadini che la malattia può essere affrontata con successo, se individuata in tempo. Per questo, è importante che tutti gli uomini over 50 si sottopongano a una visita specialistica una volta all’anno. I sintomi sono spesso comuni a quelli causati dal tumore della prostata: soltanto il medico può provvedere ai necessari approfondimenti per arrivare a una diagnosi certa. Preoccupa anche la scarsa aderenza alle terapie. Solo il 22,4% dei pazienti segue le cure in modo corretto. L’adesione più elevata è stata osservata negli uomini tra i 55 e i 64 anni (23,2%), mentre diminuisce fino al 21,9% fra i 45-54enni”.
Le cause principali della malattia sono l’invecchiamento e i cambiamenti ormonali che si verificano nell’età adulta. “I sintomi sono provocati in 3 casi su 4 dalla presenza di un’infiammazione cronica della prostata, che gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella progressione della patologia – continua il prof. Mirone -. Diverse ricerche scientifiche, condotte sia in vitro che in vivo, hanno dimostrato che un farmaco, l’estratto esanico di Serenoa repens, agisce con un effetto anti infiammatorio. Proprio basandosi sui dati di efficacia, l’ente regolatorio europeo (European Medicines Agency, EMA) ha redatto nel 2015 un report indicando l’estratto esanico come l’unico estratto di Serenoa repens supportato da sufficienti evidenze in grado di sostenerne un ampio utilizzo nell’ipertrofia prostatica benigna come farmaco di riconosciuta efficacia e sicurezza”. Uno studio, condotto nel 2018 su circa 100 pazienti, ha evidenziato, attraverso biopsie eseguite prima e al termine federanziani2di 6 mesi di terapia, una netta diminuzione dello stato infiammatorio. “Il farmaco è ben tollerato – sottolinea il prof. Mirone – e può essere utilizzato in associazione alle altre terapie disponibili come gli alfa litici e gli inibitori della 5-alfareduttasi che, però, non sono in grado di esercitare alcuna azione anti infiammatoria. Inoltre, recenti acquisizioni hanno evidenziato che l’estratto esanico di Serenoa repens è utile anche nel favorire l’efficacia degli altri trattamenti. Infatti la presenza di uno stato infiammatorio cronico di alto grado limita la risposta terapeutica degli alfa litici e degli inibitori della 5-alfareduttasi”. L’estratto esanico di Serenoa repens è un farmaco che deve essere prescritto dal medico. Va distinto dagli integratori (ve ne sono più di 200 in commercio) che contengono lo stesso principio attivo, ricavato da una pianta dell’America Sud orientale (Serenoa repens). Nonostante i dosaggi appaiano uguali o sovrapponibili, per ottenere la stessa azione di una capsula del farmaco, possono servire fino a 200 compresse di un integratore. Inoltre, per lo stesso integratore la composizione del principio attivo varia in modo considerevole a seconda del lotto di produzione. Questa disuguaglianza genera una diversità di azione fra due capsule dello stesso integratore fino a 10 volte. “L’ipertrofia prostatica benigna colpisce una percentuale significativa di over 65, ma troppi ricorrono al ‘fai da te’ – conclude Roberto Messina, Presidente Senior Italia FederAnziani -. È importante sensibilizzare tutti i cittadini, in particolare gli anziani, sulle terapie efficaci a disposizione, invitandoli a rivolgersi subito al medico di fronte ai primi sintomi. La continuità e la fiducia nel rapporto medico-paziente sono essenziali per affrontare una malattia cronica come l’ipertrofia prostatica benigna”.

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FederAnziani: cari medici, perché ci prescrivete i farmaci?

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2019

A chiederlo è Senior Italia FederAnziani in merito a quanto emerso in occasione della presentazione dei dati OsMed all’AIFA. “La nostra fiducia nei confronti della comunità medico-scientifica, dei medici di medicina generale, degli specialisti, delle istituzioni deputate a governare la nostra salute, insomma nei confronti di tutti gli attori del sistema sanitario, è crollata dopo che nei giorni scorsi abbiamo ascoltato le parole di illustri farmacologi in occasione della presentazione dei dati OsMed all’interno dell’AIFA.
Abbiamo sentito, per esempio, che la vitamina D, che pesa 280 milioni di euro l’anno sulla spesa farmaceutica, non serve a nulla poiché su 93 trial non ve ne è nessuno che ne dimostri l’efficacia; che in base a uno studio condotto su 38mila pazienti con ipertensione, di cui il 50% in trattamento e l’altra metà non trattati, i migliori benefici li hanno avuti quelli non trattati, anzi che quelli trattati stanno addirittura peggio. Noi pazienti, che siamo abituati a riporre la nostra fiducia nei camici bianchi, si tratti di specialisti universitari, ambulatoriali, medici di base, di fronte a queste autorevoli affermazioni fatte all’interno dell’agenzia regolatoria ci chiediamo a chi dovremmo affidarci da questo momento in poi, se è vero che i medici prescrivono farmaci inutili o inefficaci. A nessuno di noi piace prendere tante pillole e ogni giorno fatichiamo a mantenere la cosiddetta aderenza alla terapia, ovvero a rispettare le indicazioni dei nostri camici bianchi, e ora ci sentiamo dire che non serve a nulla, mentre dall’altra parte la comunità scientifica resta in silenzio, se si eccettua la difesa della FIMMG e della Fnomceo rispetto al loro ruolo e al loro rispetto della deontologia e delle linee guida. A chi dobbiamo credere, dunque? Chiediamo al Ministro della Salute Giulia Grillo, ai Sottosegretari Bartolazzi e Coletto, al Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Pierpaolo Sileri, alla Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati Marialucia Lorefice, ad AIFA e Istituto Superiore di Sanità e soprattutto alle società medico-scientifiche, ciascuno per le proprie competenze e per il proprio ruolo, di dare una risposta chiara ai pazienti alfine di farci ritrovare un po’ di fiducia”. (fonte:
AIFA: L’USO DEI FARMACI IN ITALIA, Rapporto Nazionale Anno 2018)

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Il 37,5% dei senior è potenzialmente ipoacusico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 Maggio 2019

E’ questo il dato che emerge dagli screening effettuati da Senior Italia FederAnziani che hanno coinvolto oltre 6.000 over 65 nell’ambito di una campagna di prevenzione in tutto il territorio nazionale, che ora prosegue con una serie di appuntamenti volti a sensibilizzare sul tema. La campagna si chiama “Conoscere e far conoscere l’ipoacusia”, ed è organizzata da Senior Italia FederAnziani in collaborazione con Senior Italia Udito e con il supporto di Amplifon.
Un dato quello del 37,5% particolarmente significativo, se messo in relazione con il dato dei senior che dichiara di avere problemi di udito, ovvero il 27,2% secondo uno studio real life del Centro Studi di Senior Italia FederAnziani. Confronto che evidenzia quanto gli screening siano efficaci nel rilevare potenziali casi sommersi relativamente a questa problematica, facilitando quindi una diagnosi precoce.Non confortanti sono i dati relativi ai controlli dell’udito, sempre secondo il citato studio real life. Addirittura 1 su 5 (il 20,1%) fra gli over 65 con problemi di udito non esegue mai i necessari controlli e sono oltre il 40% quelli che, non riscontrando invece problemi di udito, non effettuano mai controlli, trascurando l’importanza della prevenzione. Dato quest’ultimo particolarmente allarmante perché riguarda coloro che non hanno mai riscontrato questo tipo di problema e che, quindi, trarrebbero maggiore vantaggio da un’adeguata prevenzione e un’eventuale diagnosi precoce. Di questi il 40,8%, appunto, non esegue mai controlli, il 31,1% meno di una volta l’anno, mentre solo il 28,1% si sottopone a controlli almeno una volta l’anno.

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Al via “Io respiro”, la grande campagna sulla salute respiratoria per gli over 65

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

La BPCO (Bronco pneumopatia cronica ostruttiva) è una delle malattie respiratorie più diffuse, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che nel 2020 diventerà la terza causa di morte e quinta causa di invalidità a livello mondiale. In Italia, le malattie respiratorie rappresentano già la terza causa di morte dopo quelle cardiovascolari e oncologiche e sono destinate ad aumentare costantemente a causa dell’invecchiamento della popolazione.Per informare le persone sulle patologie respiratorie e sull’importanza della prevenzione, per analizzare il livello di consapevolezza attualmente esistente, coinvolgendo al tempo stesso la popolazione senior in un grande studio epidemiologico, nasce la campagna di awareness dedicata agli over 65 “Io Respiro”, promossa dal Centro Studi di Economia Sanitaria in collaborazione con Senior Italia FederAnziani, FIMMG, con la collaborazione scientifica di SIP/IRS ed Ethesia e grazie al contributo non condizionato di Menarini e presentata oggi nell’ambito della manifestazione CosmoSenior, in corso presso il Palacongressi di Rimini.La campagna prevede la realizzazione di convegni con gli pneumologi all’interno dei centri sociali per anziani nei quali sarà illustrata l’importanza dei corretti stili di vita (lotta al tabagismo) e di imparare a riconoscere i sintomi delle malattie respiratorie e a non sottovalutarli. Nel corso dei convegni sarà sottoposto ai partecipanti un questionario per comprendere il livello di consapevolezza attualmente esistente rispetto alle malattie respiratorie. In occasione dei convegni, che si svolgeranno all’interno di centinaia di centri anziani su tutto il territorio nazionale, sarà effettuato uno screening di massa con la realizzazione di 10mila spirometrie con intervento di personale specializzato, consentendo così di realizzare un grande studio epidemiologico su un campione rappresentativo della popolazione italiana over 65. Lo studio sarà realizzato con la collaborazione della Società Italiana di Pneumologia SIP/IRS e del Centro Ricerche di Pneumologia Geriatrica Ethesia.L’iniziativa sarà affiancata da una campagna di comunicazione condotta all’interno dei centri anziani, sul web e attraverso i social network, diretta proprio al target dei senior e ai loro familiari e caregivers per far capire l’importanza di diagnosticare e gestire correttamente le malattie del respiro. La prevalenza della BPCO aumenta con l’età fino a raggiungere il 10,8% negli ultrasettantacinquenni, rispetto al 3,1% di prevalenza generale. Una volta diagnosticato, il paziente con BPCO si rivela poco aderente. L’aderenza supera appena il 26%. (Fonte: WHO e Osservatorio Nazionale sull’impiego dei medicinali. Rapporto Nazionale 2015)
<>.Al convegno di presentazione sono intervenuti Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani, Claudio D’Amario, Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, Marcella Marletta, Direttore Generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Ministero della Salute, Aldo Patriciello componente della Commissione ITRE Industria, Telecomunicazioni, Ricerca ed Energia del Parlamento Europeo, Alessandro Meluzzi, Psichiatra, Psicoterapeuta, Scrittore, Docente di genetica, Claudio Lippi, Conduttore televisivo, Vincenzo Mirone, urologo, Stefano Nardini, Presidente Società Italiana di Pneumologia SIP/IRS, Fernando de Benedetto, Presidente di Ethesia, Centro Studi di Pneumologia Geriatrica.

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Over 60 patologie non diagnosticate

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 Maggio 2018

Gli over 60 sono poco attenti alla prevenzione e si sottopongono di rado o addirittura mai a screening e indagini diagnostiche per le principali patologie che li riguardano, mentre i dati epidemiologici real life rivelano una preoccupante estensione del sommerso per diverse patologie croniche e non solo. E’ quanto emerge dalle recenti indagini condotte da Senior Italia FederAnziani sulla popolazione over 60 all’interno dei Centri Sociali Anziani della sua rete.
Il 60,6% degli over 60 non ha mai eseguito una spirometria, il 16,8% non effettua mai controlli dal cardiologo, il 46,2% dei rispondenti non ha mai eseguito il rilevamento del sangue occulto nelle feci, il 56% dei rispondenti non ha mai eseguito esami per valutare la densità ossea, il 76,8% non ha mai seguito un controllo della saturazione dell’ossigeno, il 79,2% non ha mai eseguito una emogasanalisi arteriosa. Il 40,8% non si sottopone mai a controlli dell’udito, l’8,2% non fa mai controlli alla vista, il 13,6% non fa mai il test del PSA nel sangue. Non è trascurabile la quota di 50-69enni che non si è mai sottoposta a una mammografia a scopo preventivo o lo ha fatto in modo non ottimale: 11 donne su 100 non hanno mai fatto prevenzione e altre 16 su 100 riferiscono di essersi sottoposte alla mammografia da oltre due anni.Questi alcuni dei dati emersi da un’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani su un campione di 6.000 over 60 per misurarne lo stato di salute ma anche l’approccio verso la prevenzione. A tali dati si affiancano quelli “Real Life” sulle patologie non diagnosticate che rivelano come la scarsa attenzione alla prevenzione e alla diagnosi precoce generi un preoccupante dilagare di patologie sommerse nella popolazione over 60.Senior Italia FederAnziani ha effettuato un test pilota su un campione di oltre 6.000 anziani, per un periodo di 145 giorni, somministrando diversi esami diagnostici: misurazione della pressione, elettrocardiogramma, spirometria, saturimetria, dermatoscopia, OCT. Dalle rilevazioni della pressione è emerso che il 44% degli ipertesi non sono ben trattati pur assumendo 1 o più farmaci, avendo valori pressori non regolari malgrado la terapia. Dall’esecuzione dell’elettrocardiogramma sono emerse alterazioni significative per il 31,3% degli uomini e il 13,4% delle donne e alterazioni minime per il 34,3% degli uomini e il 20,9% delle donne. Nel 6,8% dei soggetti sottoposti a 3 o più rilevazioni elettrocardiografiche è stata rilevata una fibrillazione atriale che precedentemente non era stata diagnosticata. Sulle 2997 spirometrie effettuate si sono registrate il 20,3% di ostruzioni lievi/moderate, mentre il 15,1% ha valori di ossigenazione del sangue inferiori a 95. A seguito dell’esecuzione di dermatoscopie su 201 soggetti è emerso che il 58% delle persone sottoposte all’esame dovrà effettuare una laser terapia, il 12,1% una biopsia, il 23,3% sottoporsi a un intervento chirurgico, il 6,5% dei soggetti è compatibile con la cheratosi attinica. Senior Italia, infine, ha intercettato 13 casi di cancro alla mammella. La maggior parte di coloro che effettuano gli screening ne viene a conoscenza tramite una lettera della Asl. Di coloro che non effettuano screening, Senior Italia ha convinto 256 soggetti a sottoporsi all’esame, aiutando a prevenire 13 casi di cancro alla mammella (follow-up telefonico).Da qui l’impegno di Senior Italia FederAnziani attraverso “Punto Insieme Sanità” per definire i percorsi ottimali di prevenzione delle patologie più comuni nella terza età attraverso un lavoro che coinvolge le società scientifiche, i medici di medicina generale, gli infermieri, i farmacisti e gli stessi pazienti.I protagonisti del comparto sanitario, riuniti in due giorni di lavoro a Roma, presso il Rome Marriott Park Hotel, in Commissioni Tecniche dedicate alle diverse aree patologiche, individueranno le misure idonee per la prevenzione e la diagnosi precoce che ciascun paziente o soggetto in età avanzata dovrà adottare alfine di tutelare al meglio la propria salute. I risultati dei lavori nelle 13 aree saranno presentati alla presenza delle istituzioni, rappresentate dai Direttori Generali del Ministero della Salute Marcella Marletta (Dispositivi Medici e Servizio Farmaceutico) e Claudio d’Amario (Prevenzione), dal Presidente dell’AIFA Stefano Vella, in rappresentanza anche del National Center for Global Health dell’Istituto Superiore di Sanità.“L’obiettivo ultimo di questo lavoro condiviso tra tutti gli attori della sanità – spiega il Presidente di Senior Italia Roberto Messina – è contribuire alla costruzione di una concreta cultura della prevenzione, attraverso l’indicazione agli anziani dei passi da compiere per identificare precocemente le malattie o le condizioni di particolare rischio che devono essere seguite da un immediato intervento terapeutico efficace, in modo da potersi curare al meglio, vivendo più a lungo e in salute e facendo risparmiare il Servizio Sanitario Nazionale”.

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Pazienti e medici di famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

“Finalmente ci avviciniamo al recepimento delle richieste dei pazienti e dei medici di famiglia in merito all’incremento del numero di borse di studio per la medicina generale. Ci auguriamo che questo passo in avanti, risultato anche della lunga battaglia intrapresa da noi pazienti, sia compiuto fino in fondo, e che si inauguri un nuovo corso per la medicina di famiglia, in grado di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute dei cittadini”, lo ha dichiarato Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani in merito alla possibilità di avere dalle Regioni il raddoppio delle borse per l’accesso al corso di formazione specifica in Medicina Generale. La federazione delle associazioni della terza età ha raccolto centocinquantamila firme con la petizione “Salviamo il medico di famiglia” lanciata in collaborazione con FIMMG (Federazione italiana medici di medicina generale) per sensibilizzare sulla mancata programmazione delle scuole di formazione in medicina generale e sul rischio legato al mancato ricambio dei medici di famiglia che andranno in pensione. “Da qui al 2023, come è noto, andranno in pensione 16.000 medici di medicina generale e un assistito su tre rimarrà senza medico – spiega Messina – con il conseguente rischio che 16 milioni di cittadini si ritrovino privi del loro principale punto di riferimento per l’assistenza. Plauso dunque a Stefano Bonaccini, Antonio Saitta e al Ministro Lorenzin per la loro disponibilità ad ascoltare le istanze dei cittadini. Andando avanti in questa direzione abbiamo ancora la possibilità di arginare lo svuotamento del Servizio Sanitario Nazionale e di ripristinare l’orizzonte di un futuro in cui non sia minacciato il rapporto tra medico e paziente che è alla base del diritto alla salute e del buon funzionamento del sistema sanitario”.

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Cardiologia e le malattie “orfane”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

riminiRimini, sabato 18 novembre, congresso nazionale di Senior Italia Federanziani. Le cosiddette “malattie orfane” riguardano un milione di Italiani, più della metà dei quali troverebbe giovamento in un intervento di cardiochirurgia o di cardiologia interventistica – Eppure in Italia, si eseguono meno di 30 mila interventi sulle valvole cardiache l’anno – Scarsa conoscenza, diagnosi carente, barriere al trattamento, limitato accesso alle terapie innovative, le principali cause denunciate da Cuore Italia – Heart Valve Voice nel “Libro Bianco sul trattamento delle malattie valvolari cardiache”
Le malattie delle valvole cardiache colpiscono in Italia oltre 1 milione di persone e riguardano il 10 per cento della popolazione oltre i 65 anni, la fascia più colpita. Si stimano in oltre 130 mila gli Italiani che soffrono di stenosi aortica grave sintomatica, per i quali le linee guida nazionali e internazionali suggeriscono un intervento di sostituzione della valvola, e in circa 600 mila quelli che accusano un’insufficienza mitralica da moderata a grave, per molti dei quali sarebbe utile un intervento correttivo. Eppure, in Italia, ogni anno si eseguono meno di 30 mila interventi sulle valvole cardiache, a testimonianza di malattie cui viene concessa scarsa considerazione nel nostro Paese.Poco conosciute dagli stessi pazienti, non diagnosticate con tempestività e attenzione, non sufficientemente e adeguatamente trattate, gravate da significative barriere all’accesso alle cure più innovative, le malattie delle valvole cardiache sembrano malattie orfane: questa la denuncia che emerge dal “Libro Bianco sul trattamento delle malattie valvolari cardiache” realizzato da Cuore Italia, l’associazione appartenente alla rete internazionale Heart Valve Voice, nata per dare voce alle persone colpite da queste patologie. Il documento sarà presentato in anteprima a Rimini, sabato 18 novembre, nell’ambito del congresso nazionale di Senior Italia Federanziani.“Il Libro bianco rappresenta il coronamento del primo anno e mezzo di lavoro di Cuore Italia – Heart Valve Voice, associazione che costituisce il punto di riferimento in Italia per quei malati fino a oggi isolati e troppo spesso ignari della possibilità di allungare la propria vita e migliorarne significativamente la qualità, grazie alle cure disponibili”, spiega Roberto Messina, Presidente di Cuore Italia – Heart Valve Voice. “Con questo documento ci proponiamo di evidenziare i fattori e le barriere ancora esistenti nel nostro Paese sui quali risulta necessario un intervento. Dalla poca notorietà, ai ritardi nella diagnosi, al fatto che cure oggi disponibili non sono uniformemente accessibili sul territorio nazionale, con disparità di trattamento tra cittadini di regioni diverse e di età diverse”, precisa.“Le malattie delle valvole cardiache sono molto più frequenti di quanto si possa pensare e producono un impatto sulla salute e sulla qualità di vita importante, soprattutto nelle persone in età avanzata, in cui la malattia è più spesso severa e invalidante”, dice Pierluigi Stefano, Direttore Divisione di cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze e membro del Comitato scientifico di Cuore Italia – Heart Valve Voice.Generalmente le malattie delle valvole cardiache sono poco conosciute e “trascurate” dai cittadini: solo il 5 per cento degli italiani oltre i 60 anni ne ha sentito parlare e ancora meno, il 2 per cento, se ne preoccupa, nonostante le forme più gravi abbiano una prognosi fortemente negativa, simile a quella di molti tumori. La buona notizia è la possibilità di diagnosticarle con sufficiente semplicità – basta un’attenta auscultazione del cuore con il fonendoscopio – e curarle con interventi che consentono di sostituire la valvola malata o di ripararne la porzione danneggiata lasciando la valvola “naturale”, allungando la vita e migliorandone la qualità in modo significativo.“Le evidenze scientifiche dimostrano che i benefici dell’intervento sono sempre maggiori: la mortalità intra- e quella post-operatoria sono in costante diminuzione e il rischio di tali eventi è nettamente inferiore al grande beneficio che ne deriva. Le tecniche mini o non invasive garantiscono al paziente riabilitazione e tempi di ripresa delle normali attività quotidiane più rapidi, con minori complicanze e miglioramento delle condizioni post-operatorie. Il tutto, con un indubbio impatto positivo anche sul Servizio sanitario nazionale”, aggiunge Stefano.Cuore Italia – Heart Valve Voice, in linea con gli obiettivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione europea, ritiene che affrontare in maniera adeguata le malattie delle valvole cardiache permetta il raggiungimento di quella condizione definita “healthy ageing”, contribuendo da un lato a mantenere attiva, indipendente e autosufficiente un’ampia parte della popolazione e a valorizzarne il potenziale, di grande valore per la società.“La popolazione italiana invecchia; già oggi gli over 65 rappre­sentano il 22 per cento, contro una media europea del 18,9 per cento, e nei prossimi 25 anni ISTAT stima questo dato possa abbondantemente oltrepassare la soglia del 30 per cento. Per questo, le malattie delle valvole cardiache saran­no sempre più diffuse”, dichiara Alessandro Boccanelli, Presidente della Società Italiana di cardiologia geriatrica (SICGe), anch’egli membro del Comitato scientifico di Cuore Italia – Heart Valve Voice. “Troppo spesso queste malattie non sono diagno­sticate e, anche quando ciò avviene, non sempre i pazienti sono avviati al trattamento più adeguato: è stato documentato che cir­ca un terzo dei pazienti affetti da stenosi aortica con indicazione al trattamento chirurgico non vengono operati, e che ciò si veri­fica in un caso su 2 per la malattia della valvola mitrale. Nel nostro Paese, inoltre, esistono barriere al trattamento, specialmente per le procedure e le tecnologie innovative come la TAVI (sostituzione della valvola aortica per via transcatetere) e la mitraclip (la clip per l’insufficienza mitralica), che causano accesso non uniforme alle cure, disparità di trattamento tra cittadini di regioni diverse e migrazione di pazienti in altre regioni per rice­vere le cure appropriate”, dice ancora.“Auspichiamo che il Libro bianco rappresenti uno strumento importante di conoscenza e lavoro per chi deve compiere scelte di politica sanitaria a livello nazionale e locale. Possa quindi spingere i decisori a sostenere l’informazione dei pazienti, ad adottare politiche che consentano l’accesso ai trattamenti innovativi in modo uniforme su tutto il territorio nazionale valorizzando adeguatamente l’innovazione tecnologica, e che mantengano il sistema al passo con l’evoluzione delle tecnologie sanitarie, partendo dall’applicazione di documenti e linee guida già esistenti, elaborati dalla comunità scientifica e fin qui largamente disattesi. Confidiamo che la voce della comunità dei pazienti sia ascoltata e che il Libro bianco possa contribuire all’evoluzione dell’approccio al problema, nella direzione di una sempre maggiore tutela dei pazienti, specialmente i più fragili”, conclude Roberto Messina.

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