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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°178

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Over 60 patologie non diagnosticate

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

Gli over 60 sono poco attenti alla prevenzione e si sottopongono di rado o addirittura mai a screening e indagini diagnostiche per le principali patologie che li riguardano, mentre i dati epidemiologici real life rivelano una preoccupante estensione del sommerso per diverse patologie croniche e non solo. E’ quanto emerge dalle recenti indagini condotte da Senior Italia FederAnziani sulla popolazione over 60 all’interno dei Centri Sociali Anziani della sua rete.
Il 60,6% degli over 60 non ha mai eseguito una spirometria, il 16,8% non effettua mai controlli dal cardiologo, il 46,2% dei rispondenti non ha mai eseguito il rilevamento del sangue occulto nelle feci, il 56% dei rispondenti non ha mai eseguito esami per valutare la densità ossea, il 76,8% non ha mai seguito un controllo della saturazione dell’ossigeno, il 79,2% non ha mai eseguito una emogasanalisi arteriosa. Il 40,8% non si sottopone mai a controlli dell’udito, l’8,2% non fa mai controlli alla vista, il 13,6% non fa mai il test del PSA nel sangue. Non è trascurabile la quota di 50-69enni che non si è mai sottoposta a una mammografia a scopo preventivo o lo ha fatto in modo non ottimale: 11 donne su 100 non hanno mai fatto prevenzione e altre 16 su 100 riferiscono di essersi sottoposte alla mammografia da oltre due anni.Questi alcuni dei dati emersi da un’indagine condotta da Senior Italia FederAnziani su un campione di 6.000 over 60 per misurarne lo stato di salute ma anche l’approccio verso la prevenzione. A tali dati si affiancano quelli “Real Life” sulle patologie non diagnosticate che rivelano come la scarsa attenzione alla prevenzione e alla diagnosi precoce generi un preoccupante dilagare di patologie sommerse nella popolazione over 60.Senior Italia FederAnziani ha effettuato un test pilota su un campione di oltre 6.000 anziani, per un periodo di 145 giorni, somministrando diversi esami diagnostici: misurazione della pressione, elettrocardiogramma, spirometria, saturimetria, dermatoscopia, OCT. Dalle rilevazioni della pressione è emerso che il 44% degli ipertesi non sono ben trattati pur assumendo 1 o più farmaci, avendo valori pressori non regolari malgrado la terapia. Dall’esecuzione dell’elettrocardiogramma sono emerse alterazioni significative per il 31,3% degli uomini e il 13,4% delle donne e alterazioni minime per il 34,3% degli uomini e il 20,9% delle donne. Nel 6,8% dei soggetti sottoposti a 3 o più rilevazioni elettrocardiografiche è stata rilevata una fibrillazione atriale che precedentemente non era stata diagnosticata. Sulle 2997 spirometrie effettuate si sono registrate il 20,3% di ostruzioni lievi/moderate, mentre il 15,1% ha valori di ossigenazione del sangue inferiori a 95. A seguito dell’esecuzione di dermatoscopie su 201 soggetti è emerso che il 58% delle persone sottoposte all’esame dovrà effettuare una laser terapia, il 12,1% una biopsia, il 23,3% sottoporsi a un intervento chirurgico, il 6,5% dei soggetti è compatibile con la cheratosi attinica. Senior Italia, infine, ha intercettato 13 casi di cancro alla mammella. La maggior parte di coloro che effettuano gli screening ne viene a conoscenza tramite una lettera della Asl. Di coloro che non effettuano screening, Senior Italia ha convinto 256 soggetti a sottoporsi all’esame, aiutando a prevenire 13 casi di cancro alla mammella (follow-up telefonico).Da qui l’impegno di Senior Italia FederAnziani attraverso “Punto Insieme Sanità” per definire i percorsi ottimali di prevenzione delle patologie più comuni nella terza età attraverso un lavoro che coinvolge le società scientifiche, i medici di medicina generale, gli infermieri, i farmacisti e gli stessi pazienti.I protagonisti del comparto sanitario, riuniti in due giorni di lavoro a Roma, presso il Rome Marriott Park Hotel, in Commissioni Tecniche dedicate alle diverse aree patologiche, individueranno le misure idonee per la prevenzione e la diagnosi precoce che ciascun paziente o soggetto in età avanzata dovrà adottare alfine di tutelare al meglio la propria salute. I risultati dei lavori nelle 13 aree saranno presentati alla presenza delle istituzioni, rappresentate dai Direttori Generali del Ministero della Salute Marcella Marletta (Dispositivi Medici e Servizio Farmaceutico) e Claudio d’Amario (Prevenzione), dal Presidente dell’AIFA Stefano Vella, in rappresentanza anche del National Center for Global Health dell’Istituto Superiore di Sanità.“L’obiettivo ultimo di questo lavoro condiviso tra tutti gli attori della sanità – spiega il Presidente di Senior Italia Roberto Messina – è contribuire alla costruzione di una concreta cultura della prevenzione, attraverso l’indicazione agli anziani dei passi da compiere per identificare precocemente le malattie o le condizioni di particolare rischio che devono essere seguite da un immediato intervento terapeutico efficace, in modo da potersi curare al meglio, vivendo più a lungo e in salute e facendo risparmiare il Servizio Sanitario Nazionale”.

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Pazienti e medici di famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

“Finalmente ci avviciniamo al recepimento delle richieste dei pazienti e dei medici di famiglia in merito all’incremento del numero di borse di studio per la medicina generale. Ci auguriamo che questo passo in avanti, risultato anche della lunga battaglia intrapresa da noi pazienti, sia compiuto fino in fondo, e che si inauguri un nuovo corso per la medicina di famiglia, in grado di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute dei cittadini”, lo ha dichiarato Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani in merito alla possibilità di avere dalle Regioni il raddoppio delle borse per l’accesso al corso di formazione specifica in Medicina Generale. La federazione delle associazioni della terza età ha raccolto centocinquantamila firme con la petizione “Salviamo il medico di famiglia” lanciata in collaborazione con FIMMG (Federazione italiana medici di medicina generale) per sensibilizzare sulla mancata programmazione delle scuole di formazione in medicina generale e sul rischio legato al mancato ricambio dei medici di famiglia che andranno in pensione. “Da qui al 2023, come è noto, andranno in pensione 16.000 medici di medicina generale e un assistito su tre rimarrà senza medico – spiega Messina – con il conseguente rischio che 16 milioni di cittadini si ritrovino privi del loro principale punto di riferimento per l’assistenza. Plauso dunque a Stefano Bonaccini, Antonio Saitta e al Ministro Lorenzin per la loro disponibilità ad ascoltare le istanze dei cittadini. Andando avanti in questa direzione abbiamo ancora la possibilità di arginare lo svuotamento del Servizio Sanitario Nazionale e di ripristinare l’orizzonte di un futuro in cui non sia minacciato il rapporto tra medico e paziente che è alla base del diritto alla salute e del buon funzionamento del sistema sanitario”.

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Cardiologia e le malattie “orfane”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

riminiRimini, sabato 18 novembre, congresso nazionale di Senior Italia Federanziani. Le cosiddette “malattie orfane” riguardano un milione di Italiani, più della metà dei quali troverebbe giovamento in un intervento di cardiochirurgia o di cardiologia interventistica – Eppure in Italia, si eseguono meno di 30 mila interventi sulle valvole cardiache l’anno – Scarsa conoscenza, diagnosi carente, barriere al trattamento, limitato accesso alle terapie innovative, le principali cause denunciate da Cuore Italia – Heart Valve Voice nel “Libro Bianco sul trattamento delle malattie valvolari cardiache”
Le malattie delle valvole cardiache colpiscono in Italia oltre 1 milione di persone e riguardano il 10 per cento della popolazione oltre i 65 anni, la fascia più colpita. Si stimano in oltre 130 mila gli Italiani che soffrono di stenosi aortica grave sintomatica, per i quali le linee guida nazionali e internazionali suggeriscono un intervento di sostituzione della valvola, e in circa 600 mila quelli che accusano un’insufficienza mitralica da moderata a grave, per molti dei quali sarebbe utile un intervento correttivo. Eppure, in Italia, ogni anno si eseguono meno di 30 mila interventi sulle valvole cardiache, a testimonianza di malattie cui viene concessa scarsa considerazione nel nostro Paese.Poco conosciute dagli stessi pazienti, non diagnosticate con tempestività e attenzione, non sufficientemente e adeguatamente trattate, gravate da significative barriere all’accesso alle cure più innovative, le malattie delle valvole cardiache sembrano malattie orfane: questa la denuncia che emerge dal “Libro Bianco sul trattamento delle malattie valvolari cardiache” realizzato da Cuore Italia, l’associazione appartenente alla rete internazionale Heart Valve Voice, nata per dare voce alle persone colpite da queste patologie. Il documento sarà presentato in anteprima a Rimini, sabato 18 novembre, nell’ambito del congresso nazionale di Senior Italia Federanziani.“Il Libro bianco rappresenta il coronamento del primo anno e mezzo di lavoro di Cuore Italia – Heart Valve Voice, associazione che costituisce il punto di riferimento in Italia per quei malati fino a oggi isolati e troppo spesso ignari della possibilità di allungare la propria vita e migliorarne significativamente la qualità, grazie alle cure disponibili”, spiega Roberto Messina, Presidente di Cuore Italia – Heart Valve Voice. “Con questo documento ci proponiamo di evidenziare i fattori e le barriere ancora esistenti nel nostro Paese sui quali risulta necessario un intervento. Dalla poca notorietà, ai ritardi nella diagnosi, al fatto che cure oggi disponibili non sono uniformemente accessibili sul territorio nazionale, con disparità di trattamento tra cittadini di regioni diverse e di età diverse”, precisa.“Le malattie delle valvole cardiache sono molto più frequenti di quanto si possa pensare e producono un impatto sulla salute e sulla qualità di vita importante, soprattutto nelle persone in età avanzata, in cui la malattia è più spesso severa e invalidante”, dice Pierluigi Stefano, Direttore Divisione di cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze e membro del Comitato scientifico di Cuore Italia – Heart Valve Voice.Generalmente le malattie delle valvole cardiache sono poco conosciute e “trascurate” dai cittadini: solo il 5 per cento degli italiani oltre i 60 anni ne ha sentito parlare e ancora meno, il 2 per cento, se ne preoccupa, nonostante le forme più gravi abbiano una prognosi fortemente negativa, simile a quella di molti tumori. La buona notizia è la possibilità di diagnosticarle con sufficiente semplicità – basta un’attenta auscultazione del cuore con il fonendoscopio – e curarle con interventi che consentono di sostituire la valvola malata o di ripararne la porzione danneggiata lasciando la valvola “naturale”, allungando la vita e migliorandone la qualità in modo significativo.“Le evidenze scientifiche dimostrano che i benefici dell’intervento sono sempre maggiori: la mortalità intra- e quella post-operatoria sono in costante diminuzione e il rischio di tali eventi è nettamente inferiore al grande beneficio che ne deriva. Le tecniche mini o non invasive garantiscono al paziente riabilitazione e tempi di ripresa delle normali attività quotidiane più rapidi, con minori complicanze e miglioramento delle condizioni post-operatorie. Il tutto, con un indubbio impatto positivo anche sul Servizio sanitario nazionale”, aggiunge Stefano.Cuore Italia – Heart Valve Voice, in linea con gli obiettivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione europea, ritiene che affrontare in maniera adeguata le malattie delle valvole cardiache permetta il raggiungimento di quella condizione definita “healthy ageing”, contribuendo da un lato a mantenere attiva, indipendente e autosufficiente un’ampia parte della popolazione e a valorizzarne il potenziale, di grande valore per la società.“La popolazione italiana invecchia; già oggi gli over 65 rappre­sentano il 22 per cento, contro una media europea del 18,9 per cento, e nei prossimi 25 anni ISTAT stima questo dato possa abbondantemente oltrepassare la soglia del 30 per cento. Per questo, le malattie delle valvole cardiache saran­no sempre più diffuse”, dichiara Alessandro Boccanelli, Presidente della Società Italiana di cardiologia geriatrica (SICGe), anch’egli membro del Comitato scientifico di Cuore Italia – Heart Valve Voice. “Troppo spesso queste malattie non sono diagno­sticate e, anche quando ciò avviene, non sempre i pazienti sono avviati al trattamento più adeguato: è stato documentato che cir­ca un terzo dei pazienti affetti da stenosi aortica con indicazione al trattamento chirurgico non vengono operati, e che ciò si veri­fica in un caso su 2 per la malattia della valvola mitrale. Nel nostro Paese, inoltre, esistono barriere al trattamento, specialmente per le procedure e le tecnologie innovative come la TAVI (sostituzione della valvola aortica per via transcatetere) e la mitraclip (la clip per l’insufficienza mitralica), che causano accesso non uniforme alle cure, disparità di trattamento tra cittadini di regioni diverse e migrazione di pazienti in altre regioni per rice­vere le cure appropriate”, dice ancora.“Auspichiamo che il Libro bianco rappresenti uno strumento importante di conoscenza e lavoro per chi deve compiere scelte di politica sanitaria a livello nazionale e locale. Possa quindi spingere i decisori a sostenere l’informazione dei pazienti, ad adottare politiche che consentano l’accesso ai trattamenti innovativi in modo uniforme su tutto il territorio nazionale valorizzando adeguatamente l’innovazione tecnologica, e che mantengano il sistema al passo con l’evoluzione delle tecnologie sanitarie, partendo dall’applicazione di documenti e linee guida già esistenti, elaborati dalla comunità scientifica e fin qui largamente disattesi. Confidiamo che la voce della comunità dei pazienti sia ascoltata e che il Libro bianco possa contribuire all’evoluzione dell’approccio al problema, nella direzione di una sempre maggiore tutela dei pazienti, specialmente i più fragili”, conclude Roberto Messina.

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Senior Italia Care per portare il monitoraggio della salute nei Centri Anziani

Posted by fidest press agency su sabato, 1 luglio 2017

terme-di-fiuggiFiuggi. I dirigenti territoriali di Senior Italia FederAnziani hanno approvato le linee guida dell’attività della federazione in ambito salute e in primo luogo le grandi campagne di screening di massa su vista e udito, in ambito pneumologico e cardiovascolare e il progetto Senior Italia Care, grazie al quale sarà possibile un monitoraggio costante delle condizioni di salute all’interno dei centri sociali anziani grazie a un kit di dispositivi medici e a una piattaforma che consentirà il controllo dei parametri di salute. Tali progetti vedranno arruolati oltre 15mila senior.
“È importante una prevenzione che passi attraverso gli stili di vita, ma anche attraverso le attività di controllo e prevenzione delle patologie legate all’invecchiamento – ha dichiarato Marcella Marletta, Direttore Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute – Ho visto i primi risultati della fase pilota di Senior Italia Care. Tanta prevenzione e patologie diagnosticate. Un domani con l’autodiagnosi e con il medico in remoto potremo avere meno disturbi cardiovascolari e intervenire in un gran numero di casi, ad esempio di fibrillazione atriale, non diagnosticati. Il progetto va nella direzione delle attuali politiche sanitarie, proponendo uno screening che consentirà diagnosi precoce e risparmio. Se possiamo risparmiare possiamo reinvestire in prevenzione e salute”. Nel corso del Consiglio Nazionale è stato consegnato il Premio 60 e più al Generale Claudio Vincelli, “che nel guidare i Nas si è dimostrato un attento e fattivo alleato degli anziani italiani e che sta portando avanti il suo prezioso impegno dalla parte dei più fragili nel suo nuovo ruolo di Comandante DUS – divisione unità specializzate”.
Tra i temi toccati anche l’importanza del turismo termale e di sviluppare convenzioni ad hoc per la terza età, a partire dalla firma di un protocollo di intesa con le Terme di Fiuggi.

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FederAnziani: Italia sotto scacco della longevità

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

istat“I dati diffusi oggi dall’Istat confermano l’allarme che stiamo lanciando ormai da tempo”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “La longevità di massa è uno tsunami inarrestabile e quello che ci preoccupa di più è che i decisori non ci sembrano consapevoli dell’urgenza con cui è necessario intervenire. Due numeri sintetizzano questo allarme: l’impetuoso invecchiamento della popolazione porta gli over 65 a raggiungere la soglia del 22%, ovvero la quota più alta in Europa; dall’altra parte cresce il numero di italiani che, a causa di problemi economici, rinuncia alle cure: tra il 2008 e il 2015 la quota passa dal 4 a 6,5% della popolazione. A conferma della spirale pericolosa segnalata da questi dati, inoltre, l’Istat ribadisce che tra i gruppi più svantaggiati in assoluto ci sono le anziane sole. Non solo gli italiani non possono più permettersi di pagarsi una visita specialistica, ma assistiamo anche ad una drastica diminuzione dei posti letto, con un aumento progressivo della distanza tra cittadini e ospedale, che diviene a sua volta causa di rinuncia alle cure in tanta parte del territorio”.“A ciò si aggiunga che, come già noto a tutti, da qui al 2023 andranno in pensione 16.000 medici di medicina generale e un assistito su tre rimarrà senza medico”, aggiunge Messina, “Una situazione grave alla quale ci auguriamo possa davvero porre rimedio il Tavolo per le scuole di specializzazione in medicina generale di recente istituzione. Non diverso è lo scenario rispetto agli infermieri, dal momento che al 2016 risultavano mancarne circa 47 mila per garantire la sicurezza ed efficienza dei servizi agli anziani”.
“Noi pazienti”, prosegue Messina, “dobbiamo inoltre registrare la mancata presa in carico di diverse patologie, come la BPCO (Broncopneumopatia Cronico-Ostruttiva); l’osteoporosi, con la mancata erogazione dei farmaci biologici che potrebbero contrastare efficacemente il rischio di frattura; la fibrillazione atriale rispetto alla quale i pazienti di fatto hanno difficoltà ad accedere ai Nuovi anticoagulanti orali o addirittura ne ignorano l’esistenza, quando il loro utilizzo potrebbe prevenire tanta parte di quei 200.00 ictus che si verificano ogni anno; infine cure inadeguate nell’oncologia per gli anziani e liste d’attesa fuori controllo demotivano così tanto i pazienti che alla fine è meglio non curarsi più”.“A fronte di tale scenario”, conclude Messina, “il nostro sistema salute appare impreparato a rispondere, in modo omogeneo sul territorio, al bisogno di salute dei cittadini pazienti, soprattutto dei più fragili come gli anziani. Perché ciò avvenga urge che nei decisori ci sia un salto di qualità in termini di consapevolezza dei numeri e dello scenario che già oggi, e in modo ancora più drammatico in futuro, si sta delineando. Una consapevolezza che ci sembra oggi tutt’altro che acquisita, con le evidenti conseguenze sui più deboli che il Rapporto Istat descrive oggi in modo impietoso”.

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Lea, Senior Italia FederAnziani: perplessità su ticket

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

senato-della-repubblica[1]Senior Italia FederAnziani è intervenuta in audizione in commissione Sanità al Senato della Repubblica in merito ai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza. “Nei nuovi Lea – ha dichiarato il Presidente Roberto Messina – sono previsti 60,4 milioni di euro di ticket, di cui 42,3 milioni sono legati all’inserimento di nuove prestazioni nel nomenclatore della specialistica ambulatoriale, che prima erano coperte attraverso altri DRG o erano totalmente a carico del cittadino. Difficile, quindi, analizzare le molteplici prestazioni LEA inserite. Relativamente ai restanti 18,1 milioni di euro questi sono, invece, maggiori ticket legati al proseguimento/trasferimento di prestazioni precedentemente erogate in regime di ricovero (così come riportati nella tabella a pag. 23 dell’atto n. 358 Senato della Repubblica). Se questi nuovi ticket vengono guardati dal punto di vista del conto complessivo, emerge una forte compensazione dell’aumento degli stessi grazie al beneficio che ne hanno i cittadini per la prima parte, ovvero i 42,3 milioni di euro legati a nuove prestazioni inserite. Resta invece complesso da “digerire” per i cittadini, che prima in regime di ricovero non pagavano nulla, il fatto di dover oggi pagare in regime ambulatoriale, benché questo costituisca sicuramente fonte di risparmio in termini di costi di ospedalizzazione. Facciamo l’esempio della cataratta: per un intervento, precedentemente in regime di ricovero ospedaliero, il cittadino non doveva sostenere alcuna spesa; con i nuovi LEA, essendo spostato l’intervento in regime ambulatoriale, d’ora in poi il cittadino dovrà pagare il ticket di tasca sua. Il beneficio per lo Stato è sicuramente il risparmio di giornate di degenza, mentre l’aggravio per il cittadino, pur beneficiando di una minore ospedalizzazione, è quello di pagare il ticket”.

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Intesa Sanpaolo e Senior Italia FederAnziani: accordo per migliorare la qualità della vita degli over 65

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2016

corso di pc anzianiUn accordo per migliorare la qualità della vita della popolazione senior e non solo, è quello siglato oggi a Milano tra Senior Italia FederAnziani, la federazione delle associazioni della terza età, e Intesa Sanpaolo.
L’intesa tra la federazione e il primo gruppo bancario in Italia consentirà di lavorare insieme per la promozione del benessere e della qualità della vita dei senior attraverso la collaborazione in iniziative e progetti mirati, non solo attraverso l’offerta bancaria vera e propria, con la messa a punto di specifiche convenzioni per gli over 65, ma anche con la componente di offerta extra-bancaria che riguarda la salute, il welfare, il tempo libero e la protezione dagli imprevisti.
Al fine di facilitare lo sviluppo di tali iniziative Intesa Sanpaolo metterà a disposizione di Senior Italia FederAnziani una serie di prodotti e servizi appositamente dedicati, frutto anche di approfondimenti congiunti, comprese iniziative formative progettate ad hoc.
“In Italia oggi gli over 65 rappresentano il 21,7% della popolazione, una percentuale che nel 2045 salirà al 32,5%. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio tsunami, quello della longevità di massa, che avrà importanti conseguenze anche dal punto di vista finanziario, sia per il sistema che per le famiglie”, dichiara Roberto Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani. “Perciò è fondamentale che il mondo della finanza, così come le Istituzioni e tutto il mondo produttivo, ripensi le proprie strategie alla luce di tale mutamento epocale, andando incontro agli anziani e alle loro esigenze. L’accordo siglato oggi tra Senior Italia e Intesa Sanpaolo rappresenta un importante passo in questa direzione”.
“Con questo accordo si conferma la volontà del nostro Gruppo di identificare nuove soluzioni e servizi dedicati al segmento Senior, con particolare attenzione alle esigenze di semplicità, chiarezza, trasparenza e convenienza richieste da questa importante fascia di clientela”, ha dichiarato Andrea Lecce, responsabile Direzione Marketing di Intesa Sanpaolo. “Siamo bene attrezzati per rispondere con efficacia alle esigenze di un contesto socio-demografico in continuo cambiamento, caratterizzato dall’allungamento della vita media e cogliamo questa opportunità per ampliare adeguatamente la gamma della nostra offerta.

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Senior Italia FederAnziani e Telefono Azzurro insieme per nonni e nipoti

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

telefono azzurroSenior Italia FederAnziani e Telefono Azzurro si uniscono per migliorare la qualità della vita di bambini e anziani, attraverso iniziative, progetti e campagne a tutela dell’infanzia e della terza età. E’ quanto discende dalla firma del protocollo di intesa siglato in questi giorni a Roma dalle due organizzazioni, che d’ora in poi collaboreranno in attività concrete, sul territorio e a fianco delle istituzioni, finalizzate ad affermare i diritti di minori e senior, a offrire risposte alle problematiche di queste due fasce d’età e a valorizzare l’importanza del legame intergenerazionale. “Questo protocollo d’intesa – spiega Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani – apre la strada a una collaborazione importante nell’ambito della quale la federazione nazionale della terza età e Telefono Azzurro uniranno le proprie competenze per contrastare ogni forma di sfruttamento, violenza e disagio sia dell’infanzia e dell’adolescenza che della terza età, promuovendo attività congiunte di ricerca e formazione in ambito scolastico ed extrascolastico, campagne di comunicazione e iniziative che valorizzino l’importanza del federanzianirecupero di un pieno rapporto affettivo-educativo coi nonni”.“La collaborazione con Senior Italia Federanziani rafforza l’importanza di uno scambio generazionale a cui crediamo moltissimo. Telefono Azzurro riconosce l’importanza non solo dei genitori, ma anche dei nonni, nella crescita sana ed equilibrata del bambino”, ha dichiarato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile, “Non solo, queste figure possono essere spesso centrali nel riconoscimento di eventuali disagi e sofferenze inespresse da parte del minore. L’incontro tra nonni e nipoti diventa, dunque, essenziale nell’ottica di un confronto costruttivo per la creazione di un ponte generazionale, fatto di condivisione e scambio”.

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“Possiamo ancora definirci italiani?

Posted by fidest press agency su martedì, 2 febbraio 2016

pensionatiNel servizio più importante per i cittadini, la Salute, è giusto che ci sia una disparità di trattamento secondo la Regione di residenza?” se lo chiede Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani, che dichiara: “Assistiamo a una pericolosa diversità tra istituzioni Regionali, che lasciano i pazienti disorientati e preoccupati”. Alcuni esempi? “Le norme nazionali conferiscono al medico di medicina generale, almeno sulla carta, il potere di scegliere quali farmaci prescrivere, in scienza e coscienza, nell’interesse del paziente di cui conoscono meglio di chiunque altro la storia clinica, e sempre nell’ottica di privilegiare l’aderenza alla terapia. Pur premettendo che la nostra organizzazione è estremamente favorevole al maggiore utilizzo di farmaci equivalenti e biosimilari, riteniamo che la Regione Puglia, attraverso il piano che il Direttore del Dipartimento Salute sta studiando in questi giorni, svilisca il ruolo del medico e metta a rischio l’aderenza alla terapia. La linea di intervento in questione, infatti, spingerebbe i medici a privilegiare criteri economici nella prescrizione dei farmaci, in luogo di criteri di carattere scientifico, col solo obiettivo di aumentare l’uso di equivalenti e biosimilari a prescindere dai bisogni dei pazienti.
C’è poi il caso della Toscana, che ha deciso di bloccare l’applicazione del Decreto Lorenzin sull’appropriatezza, riportando le decisioni e le modalità di applicazione delle stesse al livello regionale. In Emilia Romagna, invece, viene tolto ai medici il potere prescrittivo che gli veniva conferito dall’AIFA. Questa, con determina del 4/11/2015, aveva disposto per il principio attivo ranolazina l’eliminazione del piano terapeutico, stabilendo che il medicinale divenisse soggetto a prescrizione medica. Dal canto suo, la Regione Emilia Romagna ha riportato come modalità di richiesta del farmaco il Piano Terapeutico Regionale, benché si sappia che l’eliminazione del Piano Terapeutico porti significativi benefici in termini di continuità terapeutica e di aderenza alle cure.
E’ chiaro che di fronte a tanti episodi come questi – conclude Messina – il paziente non può che essere disorientato e confuso, senza avere alcuna certezza circa la stabilità delle regole, ed avendo spesso la sensazione che non sia la tutela della sua salute il primo criterio seguito da chi è pronto a disfare le norme”.

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“Sanità in Cifre”

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2016

Ministero saluteRoma 4 febbraio alle ore 9.30 a Roma presso l’Auditorium del Ministero della Salute Presentazione della nuova edizione del Compendio SIC “Sanità in Cifre”. Giunto quest’anno alla sua nona edizione, il Compendio realizzato dal Centro Studi SIC – Sanità in Cifre di Senior Italia FederAnziani, nasce con l’intento di offrire un supporto informativo ai decisori politici, attraverso un’analisi omogenea e dettagliata della sanità italiana. All’evento interverrà il Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin. L’imminente edizione 2014 sarà ricca di contenuti e informazioni utili ad evidenziare i fenomeni legati ai dati principali, sia nazionali sia suddivisi per regione, che caratterizzano la sanità in Italia: gli aspetti demografici ed epidemiologici, le caratteristiche quantitative e qualitative, la distribuzione sul territorio dell’offerta, i dati sul personale e sulla spesa sanitaria nazionale e su quella farmaceutica.
L’evento sarà anche l’occasione per la consegna dei Premi 60 e più 2016, riconoscimento con il quale Senior Italia FederAnziani si propone di valorizzare le eccellenze che hanno mostrato una particolare sensibilità verso le esigenze dei pazienti “over 60”.

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FederAnziani: boom animali domestici tra over 65, il 39% ne ha uno

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2015

petsIl 39% degli over 65 in Italia, ovvero 2,1 milioni di persone, possiede un animale domestico, ed è disposto a spendere quasi 800 euro all’anno, una parte importante della propria – spesso esigua – pensione per prendersi cura del proprio “pet”, una compagnia che il 93% degli anziani giudica importante. L’Osservatorio di FederAnziani Senior Italia ha passato al setaccio usi e abitudini dei senior rispetto al loro rapporto con gli animali domestici, attraverso un’indagine condotta su un campione di 5.790 over 65.Dall’indagine emerge come il 39% dei senior intervistati possegga un animale domestico, e per esso spenda 786 euro ogni anno, di cui circa 125 per le spese veterinarie, circa 425 per il cibo e circa 236 per l’igiene del proprio animale domestico, spese che risultano più elevate al Nord rispetto alle altre macroregioni italiane. A livello nazionale, complessivamente, sono 2,1 milioni i senior proprietari di un animale domestico, per un valore economico di circa 1,4 miliardi annui.Alla domanda su quanto sia importante la compagnia fornita dall’animale domestico la somma delle risposte “molto” e “abbastanza” arriva al valore elevatissimo del 93%.Quasi nove su dieci di coloro che dichiarano di possedere un animale domestico hanno un cane (54%) o un gatto (33%). A poco meno della metà del campione analizzato (47%) l’animale domestico è stato regalato, un quarto lo ha trovato, e solo uno su dieci lo ha acquistato in un negozio di animali. Uno su due del campione dichiara di occuparsi in prima persona del proprio animale domestico.Dai dati dello studio risulta che i possessori di cani sono molto attenti alle necessità del loro amico a quattro zampe, infatti l’82% del campione porta il suo “fido” a passeggio ogni giorno. I senior mostrano un buon livello di conoscenza della Pet Therapy (78%) e il 97% degli intervistati la ritiene molto o abbastanza importante nel dare sollievo dalla malattia o beneficio allo stato d’animo delle persone. L’85% del campione dichiara di portare regolarmente il proprio animale domestico dal veterinario. Dallo studio si rileva che mediamente i possessori di cani si recano più frequentemente dal veterinario di quanto non facciano i possessori di gatti. Il vaccino è ritenuto fondamentale, infatti più dell’87% del campione vaccina il proprio animale. La deplorevole pratica dell’abbandono degli animali non appartiene agli anziani, per i quali l’amico a quattro zampe è un vero compagno di vita: il 38% del campione è solito portarli con sé in vacanza; la metà del campione li lascia nelle abitazioni di figli, parenti o amici; il 12% li lascia in strutture/hotel appositi per Pet.Circa il 20% degli intervistati ha rinunciato ad una vacanza perché la struttura di destinazione non accettava animali domestici.“L’indagine evidenzia l’enorme importanza della compagnia degli animali domestici per gli over 65 – commenta Roberto Messina, Presidente di FederAnziani Senior Italia. – Un’importanza che è altrettanto elevata per l’SSN. Proprio FederAnziani, attraverso il suo centro studi, ha stimato che il possesso di un animale domestico, unito ad una corretta alimentazione, produrrebbe 4mld di euro di risparmi annuali per il SSN nella gestione delle malattie croniche (ipertensione, diabete, depressione). L’attività fisica legata al possesso di un animale, infatti, contribuisce alla prevenzione e al contrasto delle patologie metaboliche, mentre la sola presenza di un animale da compagnia contribuisce alla riduzione dell’ipertensione oltre a rappresentare, soprattutto per gli anziani soli, un efficace mezzo di contrasto della solitudine e della depressione che spesso si associa ad essa”.

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Anziani e igiene orale

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2015

anzianiFederAnziani Senior Italia attraverso il suo Centro Studi SIC Sanità in Cifre ha passato sotto la lente di ingrandimento 3.200 questionari rivolti agli over 60 per redigere il I Rapporto su senior e igiene orale. Ne è scaturito che il 90% degli over 60 non si lava i denti ogni volta che mangia, che considerano il dentista una “tassa” minima annuale di 300 euro e spendono meno di 10 euro al mese per la propria igiene orale. Anziani e non anziani spendono poco meno di 5 MLD di euro l’anno solo per il dentista (di cui 3 MLD degli over 60) e circa 600 MLN di euro per i prodotti per l’igiene orale. Dal Rapporto emerge che l’83% dei senior utilizza lo spazzolino da denti classico (manuale) e solo il 30% sceglie lo spazzolino in base al consiglio del dentista. Il 41% del campione sostituisce lo spazzolino ogni 2 mesi, il 27% ogni 3 mesi, il 12% ogni 6 mesi. Per quanto riguarda gli altri prodotti per l’igiene orale il 35% del campione usa spesso un colluttorio, mentre più della metà (il 53%) non ricorre allo scovolino. Il 62% dei senior acquista l’occorrente per l’igiene orale al supermercato, mentre solo il 19% in farmacia. Mensilmente per i prodotti dell’igiene orale il 48% degli over 60 spende meno di 10 euro e un altro 45% di loro spende tra i 10 e i 30 euro. Quasi un senior su due (il 46%) porta protesi dentarie, il 43% di loro ricorre agli adesivi per bloccarle e il 49% utilizza le pastiglie per pulirle. Per la protesi il 60% del campione spende mediamente circa 2.000 euro.
Rispetto al rapporto col dentista, il 49% del campione vi si reca al massimo 3 volte l’anno, mentre il 35% ci va solo quando necessita. L’82% si rivolge a uno studio privato, mentre meno di uno su dieci (il 9%) si reca in una struttura pubblica per le cure dentarie. Il 6% si rivolge invece a uno studio privato convenzionato, mentre solo l’1% ricorre a un centro odontoiatrico in franchising. Complessivamente il dentista costa per quasi il 50% degli over 60 meno di 300 euro l’anno.

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FederAnziani a vertici sanità Chioggia (Veneto): da oggi siete responsabili in solido di ogni morte degli over 80

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 gennaio 2015

anzianiMessina: molti dirigenti sanitari perdono il pelo ma non il vizio di discriminare gli anziani, così come noi non perdiamo quello di difenderli.
I dirigenti che discriminano gli anziani negando loro l’accesso alle cure vanno considerati responsabili “in solido” della morte di questi ultimi. E’ la denuncia di FederAnziani che contesta duramente la determina del Direttore Generale della ULSS 14 di Chioggia che, in base alla modifica della nota n. 13 dell’Aifa nega la rimborsabilità delle statine alle persone che hanno superato gli 80 anni. Questo gravissima discriminazione per età nei confronti degli ultraottantenni assurdamente motivata chiamando in causa la mancanza di studi dei farmaci sulla popolazione over 80, è la prova che occorre immediatamente modificare la clinica sugli studi per l’immissione in commercio dei farmaci o per le loro indicazioni già presenti e future. La federazione delle associazioni della terza età, tuttavia, non può far passare inosservato il fatto che si vuole far cessare la rimborsabilità dei farmaci una volta compiuti gli 80 anni. “Già dalla prossima settimana faremo in modo di avvertire la popolazione di questo grave rischio – afferma il Presidente della federazione Roberto Messina – e di essere pronti a difenderci nelle opportune sedi in casi di peggioramento, ricovero o morte del povero paziente che, colpevole di aver superato i 79 anni può solo scegliere se morire o sopravvivere pagando le medicine di tasca propria! Non è colpa dei pazienti anziani se non esistono evidenze sufficienti alla continuità del trattamento, così come dice la nota Aifa. Proprio per questo, non avendo richiesto tali evidenze – prosegue Messina rivolgendosi ai dirigenti sanitari – sarete ritenuti responsabili della salute dei più fragili, ovvero gli over 80”.
Infine FederAnziani ricorda di aver già, due anni fa, contestato in Veneto un’analoga discriminazione per età, quella volta messa in atto proprio dall’amministrazione regionale che con un decreto impediva alle donne over 65 affette da cancro alla mammella di accedere ad un farmaco oncologico. In seguito alla contestazione il decreto fu ritirato dalla Giunta della Regione Veneto.
“Insomma – conclude Messina – molti dirigenti sanitari perdono il pelo ma non il vizio di discriminare gli anziani, così come noi non perdiamo il vizio di difenderli”.

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Federanziani-Fazio, presto un incontro sulla manovra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Un incontro a breve tra Federanziani e il ministro della Salute Ferruccio Fazio per chiarire l’impatto della manovra sulla vita delle persone anziane. Lo ha richiesto il presidente di Federanziani Roberto Messina ricevendo la tempestiva rassicurazione del ministro Fazio: l’incontro ci sarà in tempi brevi. Federanziani, attraverso il suo presidente, ha fatto appello al Ministro chiedendo un incontro pubblico urgente per illustrare ai cittadini l’impatto che la manovra economica avrà per i cittadini della terza età. “Tale incontro – afferma Messina – si rende necessario dopo l’entrata in vigore della manovra che prevede tra l’altro il ticket sulle prestazioni specialistiche e quello sui codici bianchi al Pronto Soccorso. FederAnziani chiede dunque al Ministro un incontro urgente per capirne l’impatto, non ancora del tutto chiaro, e poterlo illustrare dettagliatamente ed esaurientemente ai propri associati”.

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Un nonno a prestito

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

(Centro Maderna) Solo pochi giorni fa Federanziani rendeva noto come in Italia siano circa 1 milione i nonni impiegati a tempo pieno come baby-sitter dai propri figli, e 3 milioni quelli impiegati a tempo parziale, sottolineando l’importanza sociale di questa figura famigliare.
Per chi i nonni non li ha però, o non li ha vicini, il Comune di Genova, in collaborazione con l’Associazione Auser, ha lanciato una nuova iniziativa chiamata “Ho trovato un nuovo nonno”, dove volontari anziani rimborsati dal comune si metteranno a disposizione delle famiglie più disagiate per prendersi cura dei bambini quando i genitori sono al lavoro, e aiutare i figli più grandi nelle piccole faccende domestiche. Il progetto rafforzerà i legami intergenerazionali, aiutando le famiglie in difficoltà e allo stesso tempo offrendo agli anziani un modo per sentirsi di nuovo utili e mettere al servizio degli altri la propria esperienza. “Questo servizio” ha spiegato Roberta Papi, assessore ai servizi sociali, “è rivolto soprattutto alle mamme sole o alle coppie di giovani che si rivolgono ai servizi sociali per chiedere un sostegno che assomiglia a quello che una nonna o un nonno possono dare”. Per informazioni rivolgersi ad Auser Genova, tel. 0102488127. (Città di Genova, 21 giugno 2011)

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Federanziani spopola sul web

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

E’ stato un vero e proprio boom quello registrato dal network di informazione giornalistica di FederAnziani nel gennaio 2011. Il primo mese dell’anno si è chiuso con oltre 1 milione 500mila contatti per le testate della federazione, rivolte ad un pubblico molto più ampio di quello dei cittadini “senior”. La galassia web di FederAnziani comprende infatti il portale dedicato alla salute Sic Sanità in cifre (www.sanitaincifre.it), il sito dedicato ai nuclei familiari Figli e famiglia (www.figliefamiglia.it) – dove trovano spazio temi come risparmio, fisco, alimentazione, scuola, psicologia, disabilità – ciascuno dei due con il proprio magazine settimanale. E infine il Giornale del web, per raggiungere anche gli utenti dei social network, molto seguito anche dai più giovani. A testimoniare l’alto gradimento su facebook sono i 54mila “mi piace” per le attività FederAnziani. Sono poi in arrivo nei prossimi mesi due nuovi progetti: Senior Italia (www.senioritalia.it), giornale online dedicato alla Terza età, e una web tv. La chiave del successo, secondo Roberto Messina, presidente di FederAnziani, è “nell’informazione indipendente, come può esserlo solo quella nata dall’associazionismo e quindi dalla società civile. Un’informazione gratuita e priva di pubblicità, capace di affrontare temi scomodi e di lanciare denunce non può che avere successo nel mondo del web, dove c’è un gran bisogno di fonti d’informazione libere e al tempo stesso attendibili. E il nome di FederAnziani è una garanzia in questo senso”. Ciascun articolo è letto in media da trentamila persone, sia uomini che donne, delle più diverse fasce d’età. Tra i temi più cliccati la salute, i farmaci, gli articoli di denuncia. Piacciono molto le campagne di prevenzione e sensibilizzazione. Gradite ai lettori anche politica e cronaca, mentre poco o nessun  interesse si registra per il gossip.

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Federanziani, aumentano rischi di polmonite severa

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

Ogni anno 6 mila italiani muoiono di polmonite, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità. Ma la paura è che “proprio quest’anno, con l’aumento dei casi di influenza” dovuto alla pandemia da virus A/H1N1, “gli anziani sono più esposti alla malattia”. A lanciare l’allarme è Federanziani, in occasione della Giornata mondiale della polmonite che si è celebrata giori fa. L’associazione invita le Istituzioni a ricorrere alla vaccinazione anti-pneumococco “massicciamente”, per scongiurare un’impennata di decessi. In Italia – ricorda Federanziani in una nota – secondo i dati delle schede di dimissione ospedaliera pubblicati sul sito del ministero della Salute, nel 2007 ci sono stati circa 120 mila ricoveri per polmonite. Ma a questo dato andrebbero aggiunti tutti i casi di polmonite per i quali non è stato disposto il ricovero, di cui ad oggi non esiste alcuna stima nazionale. E quest’anno i timori legati all’infezione aumentano: “La polmonite, infatti – ricorda Roberto Messina, presidente di Federanziani – in molti casi insorge proprio come complicanza dell’influenza”. Anche Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano, sottolinea come “tra tutti i casi di polmonite ben il 70% sia costituito da polmoniti secondarie, cioè da casi che insorgono come conseguenza di un’altra infezione”. In particolare, “nell’ambito delle polmoniti secondarie nel 95% dei casi il responsabile dell’infezione primaria è un batterio: lo pneumococco”. “Contro la polmonite da pneumococco – continua Messina – le armi a disposizione sono due: il vaccino e la terapia antibiotica mirata. Esiste però l’inconveniente che in una percentuale del 15-20% dei casi non si guarisce perché si è sviluppata una resistenza all’antibiotico somministrato”, avverte il presidente di Federanziani. Pertanto, invita l’associazione, è importante ricordare le linee guida dell’Oms secondo cui è fondamentale disporre di vaccini per la prevenzione della polmonite, che siano più efficaci delle alternative terapeutiche attualmente disponibili. Anche i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani hanno segnalato che, tra maggio e agosto di quest’anno, lo pneumococco è stato il batterio più riscontrato nei casi di decesso da infezione batterica subentrata all’influenza A. E qualcosa di analogo si è verificato nella pandemia Spagnola degli anni 1918-19, ricorda Federanziani: lo pneumococco è risultato il batterio responsabile del maggior numero di polmoniti mortali. In conclusione, dunque, “occorre che i decisori politici prendano atto di tutto ciò e utilizzino la vaccinazione preventiva massicciamente per porre fine a questa ‘mietitura’ di vite”.

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