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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘federazione russa’

Vincitori borsa di studio Federazione Russa

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

Parma. Cinque ragazzi, tra studenti e laureati di lingua e letteratura russa all’Università di Parma, hanno vinto una borsa di studio di due settimane offerta dalla Federazione Russa e sono stati scelti per rappresentare l’Italia alla Scuola Superiore Estiva dell’Università di Tambov, dove sono stati accolti duecento studenti provenienti da trenta nazioni. Questi i nomi dei cinque ragazzi: Aurora Bondi, Connie Bastone, Maria Caldini, Alyssa Compagnoni e Daniele Corradi. Oltre a lezioni quotidiane di lingua in piccolo gruppi, gli studenti sono coinvolti in varie attività culturali (visite guidate a musei, città vicine, laboratori folcloristici…). Un telegiornale locale ha intervistato il laureato Daniele Corradi, group leader degli studenti. Nelle riprese della cerimonia di apertura della Scuola Estiva compaiono gli altri studenti dell’Ateneo di Parma.

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Federazione russa: un nuovo consolato a Bari

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 febbraio 2018

Bari. Puglia e Russia hanno molto da dirsi. Ma soprattutto da scambiarsi. E ben oltre la bilancia commerciale, favorevole per la Federazione: 48 milioni di export della Puglia a fronte di 325 milioni di import di prodotti russi nel 2016. Il culto di San Nicola, da secoli, è un vettore potente del legame spirituale fra i due mondi, ma altrettanto, dal prossimo 24 giugno, farà il volo diretto Bari-Mosca per rinforzare le relazioni e creare occasioni e opportunità, dall’economia alla cultura. Si parlerà di questo il prossimo 9 febbraio alle 12, in Camera di Commercio di Bari, in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo consolato barese della Federazione Russa, alla presenza del console onorario, Michele Bollettieri, del presidente dell’ente camerale, Alessandro Ambrosi, di Andrej Uraksin, vice capo ufficio consolare dell’Ambasciata della Federazione Russa a Roma e di Antonio Vasile, consigliere di amministrazione di Aeroporti di Puglia. Molte i servizi e le iniziative di cui il consolato si fa promotore per facilitare gli scambi fra Puglia e Russia, che dal 2013 risentono dell’embargo di molti prodotti italiani.

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“Il crollo dell’Urss poteva essere evitato”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2016

copertina-siglo-xxiputinmagesLo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin incontrando ieri al Cremlino i leader dei partiti presenti nella nuova Duma (dove il partito del presidente si è aggiudicato tre seggi su quattro).
“Sapete come la penso sul crollo dell’Unione Sovietica. Non era assolutamente necessario. Si potevano condurre delle riforme, comprese quelle di natura democratica, ma senza il suo crollo”, ha detto Putin, citato dall’agenzia Interfax. Putin ha però accusato il Pcus (Partito comunista dell’Unione sovietica) di aver governato male il paese promuovendo “idee di nazionalismo ed altre ideologie distruttive che sono devastanti per qualsiasi Stato.”
Da questo lancio di agenzia dell’agenzia Ansa da Mosca del 24 settembre scorso, il giornalista Agostino Spataro aggiunge una nota: “Fa piacere leggere punti di vista così autorevoli, a conferma di un dubbio che nutro da tempo. Ne abbiamo scritto nel nostro recente libro messicano dove è indicata anche l’occasione da taluni ritenuta attendibile, in cui i capi delle due superpotenze Usa e Urss (Reagan e Gorbaciov) avrebbero “concordato” il crollo dell’Urss e dei regimi statalisti dell’Est europeo e l’importo del corrispettivo “non corrisposto”.
(Dall’introduzione – testo italiano per traduzione del libro di cui si riporta l’immagine della copertina) “Appare necessaria un’analisi più puntuale, più precisa dei sanguinosi conflitti aperti in varie parti del pianeta; vere e proprie guerre locali che provocano morte e distruzioni, specie laddove più si concentrano le principali riserve minerarie, di energie fossili (petrolio e gas), di acqua e di beni alimentari. Con questo libro abbiamo cercato di analizzare, in particolare, la situazione di due aree urss-salvarefondamentali del Pianeta, ricche di materie prime e di contrasti sociali, dove tali processi sono in corso d’opera: l’America Latina e la regione Mena (acronimo di “Middle East North Africa” comprendente il Medio Oriente e il Mediterraneo) nelle loro relazioni con le nuove superpotenze dell’economia e della finanza. C’è chi sostiene che tale conflittualità sia propedeutica al “nuovo ordine internazionale” e pertanto necessaria per garantire la transizione dal vecchio ordine al nuovo. Eppure, dal crollo dell’Urss e del sistema dei Paesi a economia socialista (Comecon) è passato un quarto di secolo e la “transizione” può dirsi compiuta, almeno sul terreno politico ed economico. Tuttavia, il “nuovo ordine” non è arrivato o, peggio, si presenta come un nuovo, pericoloso disordine internazionale. Ideologicamente, il neo-liberismo ha vinto ed è dilagato anche nei territori ex socialisti. A cominciare dalla Cina che si ostina a proclamarsi socialista seppure la sua economia sia perfettamente inserita nel sistema globale di produzione capitalista. Sul campo non restano più forze antagoniste organizzate, potenze rivali capaci di contrastare il disegno del vincitore. A seguito di una guerra così lunga e snervante (anche se “fredda”), finita senza spargimento di sangue e con la resa incondizionata del “campo socialista”, (per la prima volta nella storia un “impero” si arrende al nemico senza colpo ferire!), era lecito attendersi che “scoppiasse” la pace, che seguisse un periodo di grande fervore costruttivo, di crescita compatibile con l’integrità degli eco-sistemi e ri-equilibratrice degli storici divari fra Nord e Sud, di benessere condiviso, ecc. Invece, sta accadendo, esattamente, il contrario. Dopo la “vittoria” del campo neoliberista, probabilmente truccata, sono scoppiate le guerre regionali, religiose, tribali che insieme fanno una guerra più grande, micidiale, una “ guerra infinita” che per Papa Francesco è la “terza guerra mondiale” non dichiarata. Venti di guerra soffiano in ogni direzione e alimentano conflitti che sembrano divenuti insanabili, specie in alcune regioni del mondo meno sviluppato (Medio Oriente, Africa, ecc), disegnano scenari terrificanti che generano e alimentano paure e smarrimenti nei popoli. La globalizzazione neoliberista procede decisa e spietata, senza tener conto delle gravissime conseguenze sociali e ambientali, degli squilibri politici e territoriali prodotti”.
A tutto questo aggiungiamo un’altra testimonianza da me raccolta sul finire del XX secolo da un giornalista ucraino incontrato per caso presso la Sala stampa estera di Roma e rivisto di nuovo più volte in seguito. Da lui ho appreso di una riunione segreta tenutasi al Cremlino dove i massimi esponenti del gotha sovietico convennero sulla necessità di provocare una crisi profonda del sistema politico dell’Urss per rimescolare le carte e attendere i tempi migliori per una revanche. All’epoca si riteneva senza futuro il braccio di ferro instaurato tra i due blocchi. Una eventuale guerra sarebbe stata nucleare e i vincitori avrebbero finito con il governare un pianeta invivibile. Ora sembra si stia avvicinando il tempo della “riscossa” e le armi messe in campo non sono solo provenienti dagli arsenali convenzionali o batteriologici o chimici. (Riccardo Alfonso centro studi politici della Fidest)

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Parlamentari Italiani in visita conoscitiva e di amicizia in Crimea

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Mag 2016

crimeaLa partenza della delegazione è avvenuta ieri, 12 maggio e si concluderà domenica prossima. Tre Senatori: Bartolomeo Pepe, Paola De Pin e Ivana Simeoni; il Deputato Nicola Ciracì e il Consigliere Gabriele Sani, incontreranno il Capo della Repubblica della Crimea Aksenov S.V., il Presidente del Consiglio Statale Konstantinov V.A., il Plenipotenziario del Presidente in Crimea Belavenzev O.E.
Nei tre giorni di incontri, a Sebastopoli, Yalta e Simferopoli, gli esponenti politici italiani affronteranno temi dei rapporti culturali ed economici, oltre che la complessa gamma di questioni che riguardano la nuova collocazione della Penisola di Crimea all’interno della Federazione Russa. L’obiettivo è quello di una proficua collaborazione tra i due paesi e quello di un dialogo che contribuisca alla pace e alla distensione internazionale. La Delegazione sarà accompagnata dall’ ex Parlamentare Europeo, nonché noto giornalista, Giulietto Chiesa, Direttore di Pandoratv.it, Web tv che ha contribuito a promuovere l’incontro.

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Il paso doble della politica italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 Mag 2012

(parte seconda) precedente: “Così va il mondo”. Mentre l’Unione Sovietica stava vivendo il suo momento più critico passando dal leader sovietico Michail Gorbačëv, con la sua glasnost e la perestroika, ovvero le sue riforme che avrebbero dovuto segnare il cambiamento, ad un fallito colpo di stato nel 1991 e alla sua dichiarata indipendenza come Federazione Nazionale Russa il 13 novembre dello stesso anno, insieme alle altre ex repubbliche sovietiche dopo che il Soviet Supremo aveva decretato lo scioglimento dell’Urss, l’Italia rimase sola con i suoi problemi e con i partiti in dissoluzione. Mancava una guida certa e i comunisti italiani si resero conto che la loro scalata al potere, da decenni sognata, li avrebbe costretti a convivere con un Paese ai limiti della ingovernabilità se non si permetteva la ricostruzione di una classe politica capace di assicurare al sistema l’alternativa al potere. Così fu aperto il cantiere della politica e misurato sul campo, con il voto elettorale, la possibile capacità di tenuta del sistema bipolare. Si arrivò in questo modo ad una governabilità “assistita” nella quale il sogno Moro-Berlinguer di un compromesso storico riaffiorò e si infranse, questa volta, per la litigiosità delle sinistre estreme ancora fortemente ideologizzate su una posizione che per altri era già antistorica e arcaica. Così finì con il prevalere una guida diversa e si ebbe l’era berlusconiana sia pure con qualche ritorno di fiamma (governi Prodi).
Ma il destino dell’Italia s’incrociò, ad un certo punto, con quello della federazione Russa. Accadde alcuni anni dopo il collasso dell’Unione Sovietica nel 1992 e i suoi tentativi di mantenere l’influenza globale nonostante le sue difficoltà economiche e la svolta nell’operare le necessarie riforme per adeguare il paese al superamento della propria antiquata struttura industriale. Questo processo di transizione da un’economia di tipo comunista ad una capitalista non fu indolore anche sotto l’aspetto della sua leadership politica ed istituzionale. In questo contesto non dobbiamo dimenticare che la Russia restava e resta un paese molto sviluppato nei settori chimico,petrolchimico, militare e meccanico, aeromobile e spaziale e se il suo gap nel settore alimentare si fece sentire, costringendola ad importare grandi quantità alimentari, resta, comunque, tra i maggiori produttori al mondo di cereali e tra i mercati ittici più abbondanti.
Da qui partì la rimonta della Russia e la liberalizzazione e stabilizzazione della sua economia secondo un modello occidentale ma con in stile russo e con essa il nuovo processo politico e di leadership del Paese con una nuova costituzione e una “presidenza” forte. Ma la fase che fu in grado di avviare il processo di stabilizzazione della Russia avvenne dopo la crisi finanziaria del 1998. Si susseguirono i primi ministri Evgenij Maksimovič Primakov Sergej Stepašin e per finire si arrivò a Vladimir Putin. Questi era uomo dell’apparato, già direttore dei servizi segreti (Fsb ex Kgb) sconosciuto ai più ma capace di ricucire l’unità del paese, nel tenere a bada gli stati più recalcitranti della Federazione russa e nel tessere una solida trama di amicizie e alleanze che se in apparenza innocue, come quella con Silvio Berlusconi, si rivelarono ai più attenti osservatori come un progetto capace di riallacciarsi alla visione che era stata abbozzata in quel lontano 1989 in un appartato ufficio di una torre del Cremlino.
Putin seppe accrescere notevolmente il suo prestigio internazionale e la sua economia riportando la Russia al rango di potenza globale. E’ stato il primo passo per far acquistare credibilità al ruolo di un paese guida per una nuova svolta negli equilibri internazionali del potere stabilendo nuove alleanze e nel tentare di sfaldare quelle esistenti per incrinare sempre di più il predominio capitalistico degli U.S.A. e dei suoi alleati, ovunque essi si trovassero.
E l’Unione Europea non era certo gradita alla Russia di Putin e ancor più osteggiata oggi in presenza di una Germania che tende ad assumere la guida economica e politica della comunità sotto il tallone di una moneta unica che, elargita con il contagocce, non fa altro che deprimere le stesse economie degli altri paesi a vantaggio della propria.
Ed ecco far capolino il nuovo ordine mondiale dove l’Italia dovrà assumere il doble paso dell’alleato che rompe e si apre verso i nuovi scenari geopolitici. (segue) (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it il precedente articolo è visibile su: https://www.google.com/bookmarks/lookup)

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Così va il mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 13 Mag 2012

“In Italia il crollo del muro di Berlino non h...

“In Italia il crollo del muro di Berlino non ha portato alla costruzione, come nel resto d’Europa, di una grande sinistra socialdemocratica, bensì alla distruzione della sinistra e alla crescita smisurata della anomalia italiana” (Ugo Intini) http://www.sinistraeliberta.it/loccasione-mancata-dela-sinistra-… (Photo credit: Wikipedia)

In una fredda sera d’ottobre del 1989 un gruppo di persone si riunì alla Troitskaja, la torre che per la sua altezza sovrastava le altre venti del Cremlino, e costoro seduti intorno ad un tavolo incominciarono a parlare uno dopo l’altro con toni gravi ma al tempo stesso risoluti. C’era da prendere una decisione storica. Non era possibile indugiare oltre. Già l’Ungheria, con l’apertura delle sue frontiere il 23 agosto scorso, aveva dischiuso una vistosa falla alla compattezza della cortina dell’Urss.
Un generale fece notare che il muro di Berlino era diventato come la linea Maginot per i francesi nella seconda guerra mondiale. Che senso avrebbe avuto difenderla se era possibile aggirarla agevolmente? D’altra parte l’insofferenza delle repubbliche socialiste dell’Est non avrebbe permesso un recupero della credibilità politica e istituzionale dell’Urss e sarebbe stato più conveniente che se ne facesse carico l’Occidente, considerato che da tempo soffiava sul fuoco delle proteste popolari che erano sempre più attratte dal liberismo di stampo occidentale.
Così fu dato il via allo smantellamento del sistema di fortificazioni costituito da due muri paralleli di cemento armato separati tra loro dalla cosiddetta “striscia della morte” larga alcune decine di metri. Il complesso fu fatto costruire dalla Germania Est a partire dal 13 agosto del 1961 per impedire la libera circolazione delle persone dall’una all’altra Germania. La data fatidica di questo tracollo fu fissata il 9 novembre del 1989, dopo settimane di proteste popolari, incominciando con il consentire ai tedeschi dell’Est di visitare liberamente l’altra parte della Germania. Il muro, a questo punto divenne una struttura che andava abbattuta il più presto possibile e così fu fatto. Molti osservatori politici si chiesero, di là delle dichiarazioni di facciata e della sbrigativa risposta di chi considerava l’esperienza settantennale del socialismo reale esaurita per consunzione naturale, qual era la ragione di questa mossa e le conseguenze che ne potevano derivare sul futuro assetto dell’Europa e del mondo intero. Fu il periodo in cui un giornalista russo elaborò una teoria che molti considerarono fantasiosa o, se vogliamo, fantascientifica, ma che come in un puzzle i vari pezzi del mosaico, anno dopo anno, di composero lasciando intravedere il vero volto di una iniziativa solo in apparenza suicida del colosso Urss. D’altra parte all’Unione sovietica, faceva osservare questo giornalista, non restava molto da fare: o si andava ad una guerra termonucleare con il rischio di ritrovarsi con un pianeta invivibile e dove i vincitori non avrebbero potuto godere del loro successo o si accettava una politica di logoramento che avrebbe affossato la Russia con tutti i suoi satelliti per una implosione del sistema. Occorreva rimescolare le carte, e così fu. E la distensione che seguì in Occidente fu che, per quanto riguarda l’Italia, si ritirarono le “credenziali” che le avevano permesso di vivere sopra le righe e con una forza lavoro eccedentaria che fu imbrigliata con la logica degli ammortizzatori sociali. Ma i nostri governanti non ebbero da subito la percezione del cambiamento e finirono nella rete di “mani pulite” con processi alla corruzione e al mal governo. Tutto il ceto medio e una parte della classe operaia si ritrovarono, nel giro di qualche anno, senza referenti politici come lo erano stati per anni la Democrazia Cristiana, il partito socialista di Craxi e i loro alleati: repubblicani, liberali, socialdemocratici. Restò in piedi, ironia della sorte, proprio quel partito comunista che altrove si era dissolto come neve al sole. Ma la remora anticomunista era dura a morire e ci pensarono bene le teste d’uovo della politica dei salotti romani e milanesi dando in pasto al popolo dei moderati un partito nuovo di zecca e a guidarlo chiamarono colui che era considerato, per le sue qualità di comunicatore e di patron di televisioni private, il vero “asso della manica” non per ridare all’Italia fiducia e nuovi stimoli ma per preparare il terreno ad una mossa politica che gli strateghi del Cremlino avevano messo in conto già alla vigilia della caduta del muro. (continua) (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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A Bari 1° Forum Italo Russo

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 Mag 2009

Lunedì 18 maggio ore 9,30 presso la sala convegni della Camera di Commercio di Bari.CCIAA EuRussia: una prospettiva possibile?” La Russia rappresenta un partner per l’Unione Europea che vale circa 72.4 miliardi di euro di esportazioni, e un mercato di importazioni da 140.8 miliardi di euro, pari al 10.4% delle importazioni europee. Il futuro ingresso della Federazione russa nel WTO e la conseguente armonizzazione di leggi, procedure e regolamenti nazionali, con quelle in vigore sul mercato internazionale, aprono ulteriori interessanti prospettive nell’ambito dei rapporti economici tra Russia e Unione Europea, garantendo anche una certa stabilità per la cooperazione tra i due grandi blocchi. Si può ben comprendere cosa significhi questo per l’Italia, definita più volte “la Porta d’Europa” con  riguardo anche alla Federazione russa e cosa a maggior ragione significhi per la Puglia e la provincia di Bari, che di quella porta d’Europa costituiscono un importante avamposto. L’argomento al centro del Forum, dopo i saluti del presidente della CCIAA di Bari, Luigi Farace e del sindaco della città, Michele Emilaiano, sarà sviluppato nell’ambito degli interventi di autorevoli relatori, come il giornalista di Limes Mauro De Bonis; il prof. Stefano Cordero di Montezemolo, docente di Economia all’Università di Firenze e presidente Academy of Italia MBAs; Leonard Popov, vice presidente della Rappresentanza Commerciale Russa in Italia; Evgeny Utkin, economista e giornalista, Viktor A.Borisenko, presidente dell’ufficio di rappresentanza in Italia della Vnesh Econom Bank; Marisa Florio, direttore della Camera di Commercio italo-russa di Mosca e Federico Pirro, docente di storia dell’Industria all’Università di Bari. Modererà Rocky Malatesta, responsabile dello Sportello Russia.

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