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Posts Tagged ‘federica mogherini’

Parlamento europeo: Dibattito con Federica Mogherini sulla norma “global gag” anti-aborto americana

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2017

Bruxelles. I deputati discuteranno, martedì alle 15.00 con Federica Mogherini, Capo della politica estera dell’UE, il ripristino da parte del Presidente americano Donald Trump della norma “global gag”, che obbliga le ONG straniere finanziate dalle Nazioni Unite a certificare che non eseguano e non promuovano l’aborto.Il “Memorandum presidenziale per quanto riguarda la politica di Città del Messico” – un ordine esecutivo che vieta alle ONG internazionali che ricevono finanziamenti dagli Stati Uniti di fornire servizi o informazioni sull’aborto – è stato firmato da Trump il 23 gennaio 2017.Gli Stati Uniti sono il principale donatore in difesa della salute globale e, attraverso l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), versano circa 3 miliardi di dollari per il diritto alla salute.
Dibattito: martedì 14 marzo Procedure: dichiarazione dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione.

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Migrazione: Sì a cooperazione con Africa, timori su accordi “modello Turchia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2016

mogheriniNel corso del dibattito con il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans e con l’Alto Rappresentante Federica Mogherini, in cui è stata presentata la proposta per un nuovo “quadro di partenariato con i Paesi terzi”, la maggioranza dei deputati ha accolto con favore il rafforzamento della cooperazione con questi Paesi, mentre molti hanno criticato l’eventualità di replicare l’accordo raggiunto con la Turchia con altri paesi. La Commissione vuole stabilire un “compact su misura” con alcuni Paesi selezionati – Giordania e Libano nella prima fase, successivamente Niger, Nigeria, Senegal, Mali, Etiopia e infine Tunisia e Libia – per migliorare il controllo delle frontiere, aumentare i rientri e migliorare la vita e le condizioni di migranti e rifugiati. I partenariati strategici dovrebbero premiare i paesi disposti a collaborare con l’UE e penalizzare quelli che rifiutano tale collaborazione.

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Regeni: Parlamento chiede al governo egiziano di cooperare con autorità italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2016

giulio regeniIl Parlamento europeo chiede alle autorità egiziane di collaborare con gli inquirenti italiani e fornire loro tutte le informazioni necessarie alle indagini sul caso del ricercatore italiano Giulio Regeni, in una risoluzione approvata giovedì. I deputati sottolineano che l’uccisione di Regeni non è un caso isolato e ricordano le sparizioni forzate avvenute in tutto l’Egitto negli ultimi anni.
La proposta di risoluzione comune, votata nell’ambito delle emergenze su casi di violazione dei diritti umani, è stata approvata con 588 voti favorevoli, 10 voti contrari e 59 astensioni.I deputati chiedono alle autorità egiziane di “fornire alle autorità italiane tutte le informazioni e tutti i documenti necessari per consentire lo svolgimento di indagini congiunte rapide, trasparenti e imparziali sul caso Regeni” e invitano il Capo della politica estera UE Federica Mogherini a “intrattenere scambi regolari con i difensori dei diritti umani” e garantire sostegno ai detenuti e altri soggetti a rischio. Il servizio diplomatico dell’UE (il Servizio europeo per l’azione esterna – SEAE) e gli Stati membri sono invitati a sollevare con il governo egiziano la questione delle sparizioni forzate e del ricorso abituale alla tortura e a definire, in stretta consultazione con il Parlamento europeo, una tabella di marcia sulle misure concrete che le autorità egiziane dovranno adottare per migliorare la situazione dei diritti umani nel Paese. Infine, i deputati europei chiedono ai Paesi UE di sospendere la vendita di apparecchiature di sorveglianza qualora sia dimostrato che tali apparecchiature siano utilizzate per violare i diritti umani.

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Mogherini visita la sede del Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio a Maputo

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

mogheriniFederica Mogherini, Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, ha visitato ieri la sede del Programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio a Maputo, intrattenendosi a lungo con i responsabili del Programma, medici, infermieri, alcune donne, attiviste “Eu DREAM”, e numerosi bambini nati sani grazie a un Programma che lotta contro l’AIDS e distribuisce gratuitamente la terapia a 300.000 malati in 10 paesi africani. Dei 46 centri DREAM nel continente, ben 13 sono in Mozambico, Paese dove il Programma ha preso le mosse nel 2002, dieci anni dopo la pace firmata a Roma il 4 ottobre 1992 grazie alla mediazione di Sant’Egidio. Recentemente, a cominciare dal Mozambico, DREAM si è trasformato in DREAM 2.0, che significa “Disease Relief through Excellent and Advanced Means” (“Liberazione dalle malattie attraverso mezzi avanzati ed eccellenti”) e che mira a prevenire e curare tutte quelle patologie (come ad esempio la tubercolosi, le malattie croniche o alcuni tumori) che vengono poco o per niente trattate a causa della scarsità di risorse dei sistemi sanitari africani. Una scelta di rafforzare e difendere il diritto alle cure per tutti, resa possibile dalla formazione del personale medico locale e dallo sviluppo della telemedicina. Al Centro para Crianca, Federica Mogherini ha anche incontrato i rappresentanti di BRAVO, il programma che la Comunità di Sant’Egidio ha sviluppato per la registrazione allo stato civile di bambini e adulti, con oltre 100.000 mozambicani iscritti all’anagrafe dal 2010. Programmi che si iscrivono in un più ampio coinvolgimento di Sant’Egidio nella società mozambicana. La Comunità, infatti, dopo il lavoro per la pace negli anni ’90, non ha mai interrotto il suo impegno per la stabilità nel Paese, anche recentemente attraversato da tensioni.
Commentando i temi affrontati durante la visita, accompagnata da un’accoglienza festosa, Federica Mogherini ha osservato: “Ringrazio Sant’Egidio per il suo lavoro tenace in favore della pace in Africa. Ma anche per DREAM, un grande progetto per la salute, che ha saputo anzitutto ascoltare le donne africane e che lotta in difesa dei loro diritti”.
Proprio le donne attiviste di DREAM testimoniano con maggiore convinzione la possibilità di riscatto dallo stigma della malattia. Non solo non temono più l’AIDS, ma aiutano altri a seguire bene la terapia, sia con incontri in città e nelle zone rurali, sia con visite ai pazienti a casa e in ospedale. Le donne diventano così protagoniste di un movimento di liberazione dall’esclusione e dal pregiudizio, che cambia la cultura e la società.

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The EU needs a security strategy based on common interests

Posted by fidest press agency su martedì, 9 febbraio 2016

mogheriniEU High Representative for Foreign Affairs and Security Policy Federica Mogherini, during a discussion on the U.S.-led military coalition fighting Daesh, also known as Islamic State or ISIS. The formulation of such a strategy is urgent, as the dramatic events of last year, including the terrorist attacks in France and the migration crisis, have demonstrated. The community’s responses to these challenges have shown an alarming lack of coherence and strategic depth. In theory, the EU has had a security strategy of its own – alongside that of NATO – for the past 13 years. After the 9/11 attacks on the United States and the ensuing “war on terror,” the European Council accepted a European Security Strategy (ESS) in late 2003. Never a grand example of strategic thought, the ESS was subjected to what was deemed to be a thorough review five years later. It has now become obsolete.
The process of creating the ESS’s successor is being coordinated by Federica Mogherini, the EU’s High Representative for Foreign Affairs and Security Policy. The European Union Institute for Security Studies is also at work on it. The process has entered the stage of consultations and negotiations with EU member states.After the 9/11 attacks on the United States and the ensuing “war on terror,” the European Council accepted a European Security Strategy (ESS) in late 2003. Never a grand example of strategic thinking, the ESS was subjected to what was deemed to be a thorough review five years later. It has now become obsolete. At this point, indications are that the EGS will neither be a detailed defense strategy, nor a foreign policy strategy, nor even a joint security and defense strategy policy. It will rather be a deepened and more specific version of the ESS. Operational and sector strategies, such as military defense strategy, could then follow as logical next steps.If Ms. Mogherini’s project proves successful, it could, in theory at least, be a step toward transforming the vulnerable EU into a more secure community of states. However, for that to happen, the EGS must not dodge one issue that is of critical importance to EU members: how they define their strategic interests.A lasting international security system can only be built on the basis of common interests; in difficult moments, mere joint values are insufficient. That is one of the key lessons to learn from the crises, internal and international, that have haunted the EU in recent years.The strategic security environment today is undergoing drastic changes. Before our eyes, the stabilizing systems created during the Cold War, such as the UN, NATO and the Organization for Security and Cooperation in Europe (OSCE), are losing their effectiveness. Relative stability is giving way to destabilization in many areas around the world. On top of this, the financial crisis has undermined the economic foundations of security. New challenges and threats – global terrorism, cyberattacks, nuclear security asymmetries, hybrid warfare, migrations – are gaining significance. In a nutshell, uncertainty is increasing; the risks are growing.
In such conditions, a natural, defensive reaction occurs in nation states: hiding inside a shell of one’s own fears. The effect is “short-termism” and burying one’s head in the sand. Decreasing trust between members of a community undermines international organizations. These spiraling processes can lead to the “nationalization” of security policies in individual countries.
In this environment, there is a growing risk that an ineffective, or even counter-effective, international order will emerge. The result could be an anarchic, non-polar world with numerous, ever more unstable players, focused on their own problems and goals. This would be a medieval-style universe of chaos, full of conflicts between weakened powers, political fragmentation and ad hoc initiatives aimed at short-term gains: a world inherently unstable, operating in conditions of permanently high risk. (photo: mogherini)

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Dibattito con Mogherini su Siria, Arabia Saudita e Iran

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2016

federica_mogheriniStrasburgo. Gli sviluppi in Siria e le tensioni tra l’Arabia Saudita e l’Iran saranno discussi con il capo della politica estera dell’Unione europea Federica Mogherini nel pomeriggio di martedì. Mercoledì pomeriggio, i deputati discuteranno, sempre con Mogherini, come proteggere le minoranze religiose dalle violenze del cosiddetto Stato Islamico o ISIS, e valuteranno la situazione umanitaria in Yemen, così come le crescenti tensioni nel sud-est della Turchia.

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Dibattito con Mogherini su sicurezza e difesa in vista del vertice di giugno

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 Maggio 2015

federica_mogheriniParlamento europeo. I deputati dovrebbero dichiarare, nel corso del dibattito di martedì con il capo della politica estera dell’UE Federica Mogherini, che l’Unione e i suoi Stati membri devono assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza e la difesa, in modo da poter far fronte alle nuove sfide che riguardano le frontiere dell’UE. Il dibattito è un contributo al prossimo Consiglio europeo sulla difesa di giugno.Mercoledì, il Parlamento voterà la risoluzione annuale sulla sicurezza comune dell’UE e la politica di difesa (PSDC). Il progetto, redatto in commissione affari esteri, esorta gli Stati membri a fare un uso più efficace degli strumenti PSDC, a migliorare la coordinazione delle azioni di sicurezza interna ed esterna e a condividere maggiormente le risorse.In un’altra risoluzione, sempre in votazione mercoledì, i deputati dovrebbero proporre un migliore utilizzo dei finanziamenti PSDC, da realizzare anche grazie a una maggiore solidarietà tra gli Stati membri.Dibattito: martedì 19 maggioVotazione: mercoledì 20maggio Procedura: dichiarazione dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (con risoluzione) Conferenza stampa: mercoledì 20 maggio alle ore 10

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