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La Developer Academy Apple a Napoli apre il bando per nuovi studenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 maggio 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli. E’ aperta la procedura di iscrizione per i giovani imprenditori e futuri sviluppatori che vogliono frequentare i corsi della prima Developer Academy in Europa offerti dall’Università Federico II in collaborazione con Apple. Sul sito http://www.developeracademy.unina.it si possono trovare le informazioni sulle modalità di iscrizione e presentazione delle candidature per l’Academy, che inizierà il suo secondo anno di attività in autunno. Le iscrizioni rimarranno aperte fino al 31 Maggio 2017.
L’Academy raddoppierà il numero di studenti accolti per il nuovo anno accademico, che avrà inizio nel mese di ottobre; saranno infatti circa 400 – rispetto ai 200 del primo anno – gli studenti selezionati, che avranno accesso alla formazione sullo sviluppo di applicazioni iOS per l’ecosistema di app più innovativo e vivace al mondo. Il programma si concentrerà sullo sviluppo di software, la creazione di start up e il design di app iOS, con un’enfasi particolare posta sulla creatività e sul processo collaborativo; l’obiettivo è dare la possibilità agli studenti di acquisire le competenze necessarie per avere successo. L’Academy si propone di attrarre studenti con curricula e interessi eterogenei; il percorso formativo è stato progettato infatti per supportare non solo individui che hanno già maturato esperienze nella scrittura di codice o di informatica, ma anche giovani interessati a settori quali design e business.
Il programma è aperto a studenti provenienti da tutta Italia e da tutto il mondo; il primo anno di corso ha ospitato studenti provenienti da Germania, Olanda, Messico e Turchia.
Apple sta facendo un investimento di diversi milioni di euro in modo da rendere il corso gratuito per tutti gli studenti. Il curriculum è stato progettato da esperti tecnici dell’azienda; gli ingegneri e i docenti del corso portano competenze eterogenee fra cui design, business e marketing, e programmazione.
Apple fornisce inoltre hardware e software per l’Academy, tra cui un iPhone e Mac per ogni studente; la struttura, inoltre, è stata appositamente progettata da Apple e dall’Università Federico II con una particolare attenzione per gli spazi di lavoro collaborativi e aperti.
L’Academy – prima in Europa – è stata inaugurata nel mese di ottobre 2016 accogliendo i primi cento studenti e altri 100 hanno iniziato i corsi a gennaio 2017, tutti selezionati fra 4000 candidati. In tre anni, 1000 sviluppatori e imprenditori studieranno all’Academy.

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Accordo quadro per la ricerca di base tra la Federico II e l’azienda americana Easydial

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli Martedì 24 gennaio 2017, alle 12, nella Sala del Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Rettore Gaetano Manfredi sottoscriverà un accordo quadro con l’azienda americana EasyDial Inc., operante nel settore della dialisi. L’azienda ha la sede principale in California e dispone di cinque stabilimenti, di cui quattro nell’area a sud di Los Angeles e uno in Indiana. Un sesto stabilimento è in fase di apertura in Italia, in provincia di Trento, presso la filiale europea di Easydial. Uno dei tre soci fondatori è Renato Giordano, che si è laureato proprio nell’ateneo federiciano nel 1976 come allievo dell’Accademia Aeronautica presso la Facoltà di Ingegneria, oggi parte della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base. Dopo una carriera militare l’ingegnere Giordano si è dedicato all’attività imprenditoriale nel settore della dialisi, a cui si era accostato anche per vicende personali, essendo stato egli stesso sottoposto a dialisi come paziente. Il progetto principale di EasyDial è Dharma, una macchina portatile per la dialisi del sangue attualmente in fase di test clinici.Alla ricerca di soluzioni innovative per restare all’avanguardia nel settore della dialisi, Renato Giordano è tornato alla propria alma mater e, dopo aver finanziato tramite la fondazione ISSNAF -Italian Scientists and Scholars in North America Foundation una borsa di studio, ha già sottoscritto un accordo di collaborazione scientifica con il Dipartimento di Ingegneria chimica, dei Materiali e della Produzione industriale dell’Università Federico II, diretto dal Pier Luca Maffettone.Il progetto, la cui responsabilità scientifica è affidata al professore Stefano Guido ed all’ingegnere Giovanna Tomaiuolo e che vedrà coinvolti altri docenti ed assegnisti di ricerca del dipartimento, è si occuperà di attività di ricerca di base per supportare lo sviluppo di tecnologie miniaturizzate di dialisi.La sottoscrizione dell’accordo quadro sarà accompagnata da una cerimonia presso il Rettorato, alla quale parteciperanno, oltre all’ingegnere Giordano e a personale dell’Easydial, il Rettore Manfredi, Piero Salatino, Presidente dalla Scuola Politecnica e della Scienze di Base, Pier Luca Maffettone, direttore del Dipartimento di Ingegneria chimica, dei Materiale e della Produzione industriale, Rosa Lanzetta, direttore del Dipartimento di Scienze chimiche, Leonardo Merola, direttore del Dipartimento di Fisica, Tommaso Russo, direttore del Dipartimento di Medicina molecolare e Biotecnologie mediche, Francesco Salvatore, Presidente del CEINGE, e rappresentanti dell’Accademia Aeronautica e della Regione Campania. Nel corso della cerimonia Renato Giordano annuncerà l’assunzione a tempo indeterminato di quattro laureati e dottorandi dell’ateneo federiciano presso la filiale europea dell’azienda, i quali costituiranno il primo nucleo per l’apertura di una sede di ricerca e sviluppo a Napoli.

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Il doppio volto dell’idrogeno solforato

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2016

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli. Università Federico II. E’ considerato nocivo, eppure l’idrogeno solforato, il gas dal caratteristico odore di uova marce, può avere effetti benefici e contrastare diverse malattie, da quelle cardiovascolari ai tumori.
«L’idrogeno solforato è una molecola prodotta anche dall’organismo che provoca una vasodilatazione che coinvolge sia la muscolatura liscia sia il tessuto vascolare. Per queste sue proprietà è in grado di prevenire l’insorgenza di un ampio spettro di patologie, quali ictus, infarto, diabete, artrite, demenza, invecchiamento, fino alla disfunzione erettile» spiega Giuseppe Cirino, Docente di Farmacologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della conferenza “4th International Conference on the Biology of Hydrogen Sulfide”, che si è svolta recentemente a Napoli.
L’incontro internazionale, che si è tenuto per la prima volta in Italia, è stato organizzato dalla Facoltà di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini
«L’idrogeno solforato è stato a lungo considerato un gas tossico, o comunque un agente inquinante presente nell’atmosfera. Solo di recente sono state descritte le proprietà farmacologiche di questa molecola, che può essere considerata il terzo mediatore gassoso finora individuato» prosegue Cirino.
«L’idrogeno solforato è un valido candidato soprattutto per il trattamento di diverse patologie cardiovascolari. Attualmente ci sono numerosi studi che dimostrano i suoi potenti effetti in caso di infarto miocardico acuto, scompenso cardiaco, vasculopatia periferica e patologie cerebrovascolari, ma si stanno aprendo diversi settori di ricerca».
Nuovi studi, infatti, evidenziano come l’idrogeno solforato abbia effetto su molti elementi della cascata infiammatoria, contribuisca significativamente alla difesa del tratto gastrointestinale e in difesa delle infezioni. Grazie alle proprietà antivirali e antinfiammatorie, l’idrogeno solforato potrebbe essere utilizzato anche nelle malattie respiratorie virali, come l’infezione da virus sinciziale, ma anche nelle patologie respiratorie di origine allergica, prima tra tutte l’asma, e in quelle di origine batterica, come la tubercolosi. Un altro interessante campo di ricerca riguarda il ruolo dell’idrogeno solforato nello sviluppo di alcuni tumori. Nel tumore colorettale e in quello ovarico si osserva un aumento nella produzione di idrogeno solforato, che interviene nella proliferazione e nella migrazione delle cellule tumorali. Grazie a queste osservazioni si stanno studiando farmaci a base di acido amino-oxiacetico, in grado di inibire questo meccanismo.
E a Napoli si stanno conducendo studi promettenti riguardanti il rapporto tra idrogeno solforato e melanoma, il principale tumore della pelle. «Gli effetti dell’idrogeno solforato sul tumore sono controversi e ancora non chiari. Molte delle risposte biologiche all’idrogeno solforato seguono una risposta dose-correlata: mentre basse concentrazioni di idrogeno solforato sono responsabili di effetti fisiologici e citoprotettivi, alte concentrazioni risultano citotossiche» avverte Angela Ianaro, Docente di Farmacologia all’Università Federico II di Napoli. «La produzione di idrogeno solforato ha un ruolo nell’accumulazione e nella proliferazione delle cellule e potrebbe sostenere le fondamenta per lo sviluppo di un nuovo approccio terapeutico nelle condizioni associate a una crescita cellulare incontrollata. Alcuni derivati dell’idrogeno solforato potrebbero rivelarsi come nuovi potenziali agenti nel trattamento del melanoma metastatico e rappresentare una promettente strategia di lotta contro questo tumore».
Infine, l’idrogeno solforato potrebbe contribuire ad attenuare gli effetti nocivi del cisplatino, uno dei farmaci chemioterapici utilizzati per trattare diversi tumori. Sfortunatamente l’utilizzo clinico del cisplatino è accompagnato da severi effetti avversi, come la nefrotossicità. Secondo recenti studi, alcuni derivati del idrogeno solforato attenuano largamente il danneggiamento cellulare nelle cellule renali provocato dal cisplatino, senza però ridurre il suo effetto chemioterapico.

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Successo della decima edizione delle radio universitarie italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2016

napoliNapoli Si è chiusa con l’invito di Luca Abete ai giovani operatori delle radio universitarie di partecipare alla campagna #noncifermanessuno la decima edizione del FRU, promosso e organizzato dall’Università Federico II insieme all’Associazione Raduni. Il progetto no profit dell’inviato di Striscia la notizia diventerà presto un contest rivolto a tutti quelli che sono impegnati nelle attività delle radio degli atenei italiani con la doppia valenza sociale di scuotere i ragazzi per renderli più attenti ai problemi dell’ambiente in cui vivono e dar loro un’opportunità professionale.Dovranno, infatti, realizzare piccole pillole di informazione-denuncia di criticità o disservizi del loro territorio. Abete si impegna a mettere in onda i contributi migliori. Inoltre, come è già accaduto quest’anno a due universitari di Salerno, se si dovessero presentare giovani motivati con profili interessanti e buone idee, verranno coinvolti nel team di #noncifermanessuno.Il bando del contest partirà a settembre, e attraverso chi opera nelle radio universitarie c’è l’intenzione di estendere le opportunità a tutti gli studenti delle università italiane per sollecitarli a non accettare passivamente problemi e criticità dei loro territori e a non far diventare le difficoltà che si incontrano nella ricerca di lavoro in un alibi per rinunciare a qualsiasi tentativo. Intanto, il tour #NonCiFermaNessuno 2016-2017 vedrà protagoniste proprio le radio universitarie.
L’iniziativa, proposta nel corso della tavola rotonda di chiusura del FRU, il Festival delle radio universitarie che si è svolto nella splendida cornice del chiostro di San Marcellino, tra le sedi storiche più belle dell’Ateneo federiciano, ha riscosso grande successo nei giovani presenti che hanno subito provato a proporre ad Abete le loro idee.
‘Questo Festival è un segnale – sottolinea il Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi – , è la dimostrazione di come la nostra Università è un’università che ha 800 anni però guarda al futuro, così la radio che è tra i mezzi di comunicazione più antichi, dei media più tradizionali, si rinnova sempre ed oggi è diventato uno degli strumenti di comunicazione dei ragazzi’. Il Festival, che si inserisce nei festeggiamenti dei 792 della Federico II, con l’impegno dell’Ateneo attraverso il Centro Coinor ed il suo laboratorio radiofonico F2 RadioLab e l’impegno del direttivo di Raduni, l’Associazione degli operatori universitari italiani, ha portato a Napoli ragazzi delle radio universitarie di tutta Italia e grandi ospiti tra professionisti nel campo della radiofonia, dell’informazione e dello spettacolo. I festeggiamenti ‘Buon Compleanno Federico II’ si concluderanno venerdì 10 giugno con iniziative che avranno inizio nelle sedi dell’Ateneo e si concluderanno in piazza del Gesù.

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