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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘fedez’

Libertà espressione e corretta informazione

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Maggio 2021

“Difendiamo la libertà d’espressione e la trasparenza dei dibattiti televisivi a favore della Buona e corretta informazione* Cosi il presidente dell’Associazione medici di origine straniera in Italia(Amsi) e della Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e del Movimento internazionale Transculturale interprofessionale Uniti per Unire Foad Aodi esprime i suoi complimenti a Fedez per il coraggio e la tempestività della sua denuncia. “Non possiamo nascondere che la libertà d’espressione è calpestata e censurata anche nei paesi civili e democratici per far favore al partito e al politico di turno scegliendo gli ospiti (sempre gli stessi ) di cui si conosce già l’opinione e la posizione politica. Noi collaboriamo dal 2000 con tutte le istituzioni, tutti i partiti politici e non abbiamo nessun pregiudizio nei confronti di nessun politico (né di destra né di sinistra) ma non possiamo nascondere l’evidenza che non veniamo più invitati a partecipare a dibattiti televisivi e trasmissioni che pretendono le nostre dichiarazioni a favore di alcuni politici. Da Gennaio 2020 ho eseguito centinaia di interviste mensili con TV satellitari, radio e giornali internazionali su Coronavirus e vaccini ,nessuno mi ha fatto mai un interrogatorio prima del mio intervento, invece in Italia mi è capitato tante volte (e poi non sono stato più invitato perché non accettavo compromessi con il sistema)” così dichiara Foad Aodi facendo appello alla RAI e a tutti le tv, radio, giornali e siti istituzionali in Italia a far rispettare l’espressione di opinione senza filtro prima degli interventi per alzare il livello dei dibattiti e la credibilità della stessa trasmissione. Inoltre di pubblicare le notizie di attualità di tutti per rispettare la pluralità e il confronto e non essere esclusivamente a favore di pochi come se fosse un monologo.

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Rai, Fedez e censura

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Maggio 2021

Sembra che l’artista Fedez sia stato oggetto di un tentativo di censura preventiva da parte della Rai. Nel suo intervento in occasione del concertone del Primo Maggio trasmesso dalla Rai, ha difeso la proposta di legge Zan contro l’omofobia e attaccato i contrari. Ma poi ha anche diffuso la registrazione di una telefonata coi vertici Rai che cercavano di dissuaderlo da un intervento come quello che poi ha fatto. Reazioni: affievolimenti/smentite da parte delle maestranze Rai, nonché molti attestati di solidarietà e incitamento all’artista. Aria fritta! L’ente di Stato a cui è demandata l’informazione non potrebbe essere altrimenti. É espressione dei partiti in Parlamento, tutti. La libertà dipende dal proprio editore. Se quest’ultimo è tutto e il contrario di tutto, è ipocrita richiamare i principi fondanti quando si crede che questi siano lesi rispetto alle proprie interpretazioni degli stessi. Chi si oppone al ddl Zan lo fa in nome degli stessi principi di chi è favorevole, ed entrambi si sentono legittimati a pretendere dalla Rai. Il problema è che la Rai è “di tutto e di più”, intrattenimento di Stato. Non una mera emittente delle informazioni istituzionali, ma un monopolio di tutta l’informazione, in abuso di posizione dominante verso i propri competitor. E che per finanziarsi si fonda su una menzogna: chiama canone un’imposta obbligatoria per il possesso di un apparecchio tv o radio, anche se l’utente dovesse utilizzarli solo per i servizi della sua concorrenza. E’ preoccupante uno Stato che proclami libertà d’espressione per poi arrogarsi il monopolio di questa libertà, con “bastone e carota”: “bastone” facendosi pagare l’imposta da tutti, “carota” concedendo briciole ai propri concorrenti (si pensi al mercato pubblicitario, unico guadagno per i concorrenti ma non per Rai). L’alternativa c’è. Lo hanno anche detto gli italiani con un referendum alcuni anni fa: privatizzare la Rai, azienda fra le aziende. E affidare l’informazione istituzionale (solo questa) a chi vince un appalto. Chi si oppone? Tutti quei partiti che oggi si accapigliano per “Fedez sì, Fedez no”, ché gli sta bene così com’è perché la Rai è una mangiatoia per tutti. Ogni tanto tirano fuori la propria aria fritta, si fanno belli con gli elettori. E poi punto e a capo. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Il Siae è arrivato al capolinea? Entra in campo sondreef

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

fedezIn questi giorni la bufera provocata da Fedez nei confronti del ministro Franceschini e del conflitto di interessi con Siae ha sortito il suo effetto; La direzione del concorso “Sanremo Music Awards” ha sollecitato tutti gli artisti partecipanti al concorso a passare da siae a sondreef, un nuovo gestore in concorrenza con siae, inoltre in tutte la selezioni del concorso saranno utilizzati sottofondi musicali e canzoni sondreef e non siae, consentendo agli organizzatori locali di pagare meno tasse sui diritti d’autore.
In poche parole passando da siae a soundreef tutti gli organizzatori locali pagheranno di meno quando organizzano il concorso e tutti i partecipanti avranno più royalties e le riceveranno più velocemente. Il monopolio siae volge al termine e soundreef si impone sul mercato in maniera decisa, chiara e lineare, contrariamente al vetusto colosso siae che spesso non premette ai giovani autori di capire quanto guadagnano con i propri brani, da dove arrivano i soldi e soprattutto quando gli arrivano.
La siae non dialoga con i propri autori se non ad alti livelli, i giovani sono defraudati del loro sacrosanto diritto d’autore, ognuno di loro è all’oscuro di tutto, non capisce e non saprà mai chi suona i loro brani, dove vengono suonati e quando gli arriveranno le royalties…se arriveranno mai. La siae, obsoleta, basa ancora molto del lavoro sui borderò cartacei, mentre sondreef ormai è ad un passo dal futuro con i borderò on line, questo consente un risparmio, a monte, di tanti soldi che vanno a gravare franceschini jpgsugli autori che prendono meno soldi e sui gestori delle serate che pagano di più, poi vogliamo parlare dei tanti uffici siae sparsi sul territorio? Con tanti tanti euro spesi per la gestione che vanno a gravare sempre sugli autori e sui gestori? Il quadro è già chiaro, i soldi in gioco sono tanti e non si può scherzare con il futuro della musica, il mondo viaggia veloce, tutto si migliora e i giovani devono poter guadagnare con la musica, cosa che spesso non è possibile perché i diritti d’autore non lo consentono. Ma perché spendere così tanti soldi per gestire un carrozzone obsoleto? Passando a Soundreef i giovani si garantiscono una gestione dei loro diritti d’autore più chiara e limpida, e soprattutto guadagnano di più.
Forse una volta per tutte sarà possibile guadagnare con la musica, anche per coloro che oggi non riescono nemmeno a pagarsi una pizza con i propri diritti d’autore. Il Sanremo Music Awards da oggi consente ai giovani autori di passare a soundreef, gratuitamente, in maniera trasparente con la garanzia di una società inglese solida e all’avanguardia, come consentirà il passaggio anche agli autori più importanti che non si sentono ben rappresentati da siae o che sono insoddisfatti della gestione dei loro diritti da parte di siae. (foto: fedez)

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