Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘fermezza’

Il ruolo del geologo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Maggio 2011

“Creare uno sbocco occupazionale a chi si occupa della valorizzazione della natura, della sicurezza del territorio e dunque dell’intera collettività. Il ruolo sociale, etico, professionale del geologo, per un Paese come l’Italia ricco di rischi ma allo stesso tempo soprattutto di georisorse è un ruolo sempre più centrale e determinante ai fini della cura e della sicurezza del territorio”. Lo ha ribadito con chiara fermezza, Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, intervenendo al Terzo Workshop nazionale dei Geoparchi in corso di svolgimento in Sicilia, a Petralia Sottana (PA). Graziano che nelle prossime ore incontrerà Maurizio Burlando, Coordinatore Nazionale dei Geoparchi, ha ricordato il come il nuovo Consiglio Nazionale dei Geologi sia stato nominato “membro permanente del Forum Italiano dei Geoparchi ed il come la rete dei geoparchi – ha proseguito il Presidente – punti al coinvolgimento del mondo professionale”. E poi ha rilanciato a tutta forza la figura “ del geologo guida escursionistica e consulente museale . Questo è già realtà in Sicilia – ha concluso Gian Vito Graziano – ma non lo è ancora nel resto del Paese . Bisogna pensare al geologo anche andando in questa direzione. Dunque il geologo può progettare musei dal valore geologico e curarne i dettagli. L’Italia deve iniziare a pensare alla geologia anche in un modo più ampio”

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Tutela donne vittime abusi

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Maggio 2011

“La nuova Convenzione del Consiglio d’Europa, approvata in mattinata a Istanbul, apre la strada verso il rispetto e l’affermazione della dignità della donna ostacolata ancora oggi da retaggi e pregiudizi culturali atavici che vanno contrastati con fermezza”. Così la portavoce dell’Associazione Morrighan, Cinzia Pellegrino, commenta il testo conclusivo della seduta.
“Per la prima volta, rispetto al passato, viene adottato un programma d’azione comunitaria contro gli abusi che conferma l’intenzione di portare a termine un percorso di sviluppo civile da cui non è più assolutamente possibile prescindere. La violenza sulle donne – spiega laPellegrino – è un fenomeno esteso e in gran parte sottostimato, colpisce le donne di ogni età, etnie e classi sociali e si consuma, purtroppo, nella maggioranza dei casi, tra le mura domestiche; contrastare questo fenomeno è un dovere che ogni Stato civile non può e non deve esimersi dall’assumersi perché purtroppo, come sappiamo, non ha confini sociali né religiosi ma attraversa in maniera trasversale tutte le classi della nostra società e tutti i livelli di istruzione. E ancora più significativo il fatto che il documento sia stato siglato proprio a Istanbul, capitale della Turchia, un Paese in cui le statistiche relative alla condizione delle donne non sono affatto incoraggianti. La mancanza, in passato, di un modello legislativo europeo condiviso non ha consentito di arginare l’ondata di violenza domestica, oggi finalmente abbiamo gli strumenti giudiziari che consentono azioni, a tutela della donna, più mirate e consapevoli. Occorre quindi accelerare il piano delle riforme, sollecitando i Governi, che ancora non lo hanno fatto, ad impegnarsi per la tutela dei diritti di tutte le donne e in tal senso auspichiamo che la Convenzione venga al più presto ratificata dal parlamento nazionale”.

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Solidarietà vescovo Pistoia ad Arcigay

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

Per la prima volta un vescovo italiano solidarizza con Arcigay contro la violenza omofoba. Monsignor Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia, nel corso della giornata ha infatti dichiarato, a commento di un episodio di violenza omofoba subito sabato notte da due membri di Arcigay a Napoli: ”Più  che le ferite nel corpo, credo abbiano fatto male quelle nell’animo. Ma entrambe le ferite subite da Federico, segretario del Comitato pistoiese Arcigay, obbligano a riflettere e vanno condannate con fermezza. Sono una violazione della dignità umana”. “Queste parole totalmente condivisibili sono un segnale di novità e apertura impensato e sorprendente. Finalmente, e per la prima volta, un esponente della Chiesa cattolica interviene a condanna di un episodio di omofobia e solidarizza con Arcigay. Speriamo che la dichiarazione di Monsignor Bianchi sia il sintomo di una rinnovata attenzione nei confronti dei diritti di gay, lesbiche e trans da parte della Chiesa Cattolica e non rimanga un episodio isolato”, dichiara Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay. “L’aggressione al nostro segretario è un fatto gravissimo. Ringraziamo sentitamente il vescovo Bianchi e la Curia pistoiese e tutti coloro che, numerosissimi, hanno espresso solidarietà al nostro segretario per la violenza subita”, dichiara  Daiana Leporatti, presidente Arcigay Pistoia. (Stefano Bolognini)

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Porfidia nel “Gruppo dei responsabili”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

“A breve sarà presentato il gruppo dei responsabili per sostenere il Governo e nell’interesse del Paese” lo dichiara l’on. Americo Porfdia di Noi Sud, componente del Misto che si appresta ad entrare nel Gruppo dei Responsabili. “Ora più che mai – spiega Porfidia – il Paese ha bisogno di un Governo che sappia dare prova di stabilità e fermezza. Noi consideriamo le elezioni anticipate una scelta nociva per l’Italia, che getterebbe il Paese in un vero e proprio caos senza obiettivi governativi di medio e lungo termine. Il nuovo gruppo è nato per scongiurare quest’evenienza e sostenere il Governo. Non ignoriamo le difficoltà ed il clima che si sta generando intorno ai vertici governativi, ma crediamo – conclude Porfidia – che in questo momento di crisi economica e lavorativa, il Paese e gli italiani abbiano bisogno di un Governo forte e duraturo”

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Messagio di morte al ministro Alfano

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

“Siamo sgomenti per i gravi messaggi di morte che sono stati inviati al Ministro della Giustizia Angelino Alfano ” – sottolinea Giuseppe Siviglia, sindaco di San Giuseppe Jato e Presidente del Consorzio Sviluppo e Legalità, che parla a nome suo e di tutti gli otto sindaci facenti parte del Consorzio “Il Ministro Alfano si è sempre impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata e la mafia, è sempre stato sensibile alle problematiche della legalità e ha sostenuto più volte anche il Consorzio nel suo difficile compito di mantenere e amministrare i beni confiscati con serenità e impegno – e continua Siviglia – Gli siamo vicini ed esprimiamo tutta la nostra più sincera e profonda solidarietà, siamo sicuri che non si farà intimidire da simili gesti di viltà e che continuerà la sua missione con tranquillità e fermezza”.

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La sfida educativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

Roma, 24 giugno 2010 Sala Conferenze di Palazzo Marini, Via del Pozzetto 158. Convegno dal titolo “La sfida educativa”, organizzato dalla Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche L’idea di un convegno centrato sulla sfida educativa nasce dall’intenzione di raccogliere la proposta lanciata dai vescovi italiani per il prossimo decennio pastorale e dall’esigenza di una lettura, che sia assieme critica e profetica, del tempo che la nostra società italiana sta vivendo. Sfida educativa, più che  emergenza, è cogliere le istanze sociali senza cadere nella trappola dell’allarmismo.  Non potremmo affrontare in modo efficace il problema delle dipendenze e, più in larga scala del disagio, non solo giovanile, senza chiarire con fermezza e consapevolezza il ruolo fondante che l’educazione ha rispetto alle sorti della società. L’agire educativo è il presupposto necessario ed indispensabile di ogni ipotesi di prevenzione. Le neuroscienze e le scienze sociali ci dimostrano chiaramente che un approccio preventivo funzionale si basa sull’educazione integrale della persona e non solo su aspetti informativi che, seppur necessari, influiscono solo sull’area cognitiva, tralasciando aspetti fondamentali dello sviluppo umano quali le motivazioni, l’ambito valoriale, i ruoli sociali, la sfera emotiva.  La FICT sceglie di parlare di “sfida” piuttosto che di “emergenza”, perché vogliamo invitare a ritrovare questa passione per l’uomo, la passione dell’educare. Intervengono: il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Sen. Carlo Giovanardi; il Ministro della Gioventù, On.le Giorgia Meloni; il Ministro dell’Istruzione, On.le Maria Stella Gelmini; il Rettore Magnifico Pontificia Università Lateranense e Presidente Pontificia Accademia Pro Vita, Mons. Rino Fisichella. (Sac. Mimmo Battaglia – Presidente FICT)

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Napolitano rinvia alle camere il “collegato lavoro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2010

RdB e SdL Intercategoriale esprimono soddisfazione per la decisione formale di rinvio alle Camere del cosiddetto “Collegato al Lavoro” assunta dal Presidente della Repubblica Napolitano, decisione che di fatto rappresenta una bocciatura della maggioranza di governo e di Cisl, Uil e Ugl, le quali avevano già formulato la loro approvazione ancor prima della firma del Presidente della Repubblica.  Per due anni, nel più completo silenzio dei partiti in parlamento e di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, questa legge è stata presentata, discussa ed approvata. Solo negli ultimi giorni, con il Congresso Cgil in pieno svolgimento ed in aperta campagna elettorale, è emersa qualche flebile critica da parte della Cgil e del centro-sinistra. Il sindacalismo di base e moltissimi avvocati e giuristi, quasi del tutto inascoltati, criticano invece da mesi e mesi questo provvedimento contro il quale hanno messo in campo numerose iniziative di lotta.  Secondo RdB e SdL la risoluzione del Presidente Napolitano può e deve rimettere in moto un processo di opposizione concreta a questa legge ed alla filosofia che la sostiene. Le due organizzazioni sindacali richiamano quindi le forze politiche e sociali a fare ciò che non hanno fatto sino ad oggi, ad un concreto e fattivo intervento per fermare quel che rappresenta realmente questa legge: la fine del diritto del lavoro e l’ennesimo e pesantissimo attacco ai diritti ed alle condizioni dei lavoratori. Dello stesso avviso è il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia – “Adesso mi auguro – dichiara il parlamentare – che la maggioranza di governo modifichi il testo secondo le indicazioni fornite dal Presidente Napolitano e provveda a cancellare la norma “salva generali”. Al Presidente Napolitano -conclude Turco- rivolgo a nome di tutto il Pdm e di tutti i “militi noti” il più sentito ringraziamento per la concreta azione di tutela che nel suo ruolo di garante dei diritti degli Italiani ha saputo svolgere con fermezza”

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Cosa scrivono i fedeli a Giovanni Paolo II

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2010

Roma 30 marzo 2010 ore 12,00 Radio Vaticana, Sala Marconi Piazza Pia 3, Città del Vaticano presentazione del libroDi Elisabetta Lo Iacono Edizioni Messaggero Padova Pagg. 239 Euro 15,00  A cinque anni dalla sua scomparsa, il 2 aprile 2005, è tuttora ininterrotta la processione di persone che lasciano dinanzi alla tomba di Giovanni Paolo II un pezzetto della loro vita: un biglietto, un oggetto, un fiore. In un ininterrotto via-vai emozionale ed emozionante, migliaia di persone ogni giorno si rivolgono a questo Papa come a un uomo vivo, sentito, come scrive l’Autrice Elisabetta Lo Iacono, «depositario della saggezza propria di un nonno, della fermezza di un padre, della tenerezza di una madre, delle confidenze di un amico e della spiritualità di un santo». Elisabetta Lo Iacono ha letto migliaia di lettere, preghiere, intenzioni, ringraziamenti, dapprima sentendosi quasi in imbarazzo nel mettere mano a tutto questo materiale, «frugando tra tante vite – scrive – situazioni di dolore e di gioia, confessioni, racconti decisamente intimi». Poi però ha compreso la grande opportunità che le veniva offerta: testimoniare la solidarietà e l’intensità del rapporto tra Giovanni Paolo II e la gente. Il libro è inoltre arricchito da una riflessione del cardinale Angelo Comastri e da un intervento sul processo di beatificazione del postulatore monsignor Slawomir Oder; gli aspetti teologici, sociologici e mass-mediatici sono approfonditi dai contributi del cardinale Zenon Grocholewski, del sociologo Sabino Acquaviva e del giornalista vaticanista, direttore di Rai Vaticano, Giuseppe De Carli.
Elisabetta Lo Iacono, laureata in media e giornalismo presso l’Università degli studi di Firenze. Giornalista professionista, con numerose esperienze nel giornalismo radiofonico, della carta stampata e degli uffici stampa. Dal 2008 è docente di giornalismo presso la Pontificia facoltà teologica Seraphicum di Roma.(caro signor papa)

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Rinnovo contrattuale comparto difesa-sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

Il Cocer, organo di rappresentanza militare ha incontrato il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze – On. Alberto Giorgetti – delegato dal Ministro Tremonti, per discutere il tema del rinnovo contrattuale relativo al biennio economico 2008/2009. Il Cocer non ha mancato di rappresentare con la dovuta fermezza la necessità che il Governo reperisca ulteriori risorse per incrementare quelle sinora rese disponibili, assolutamente insufficienti per rinnovare il contratto già scaduto il 31 dicembre scorso, tanto da aver indotto il Consiglio, unitamente alla grande maggioranza delle Organizzazioni Sindacali e degli Organismi di Rappresentanza, a dichiararsi non disponibile a proseguire le trattative presso la Funzione Pubblica.  Nell’ambito dello stesso incontro, il Cocer ha ribadito la propria contrarietà a impiegare le risorse disponibili per il riordino delle carriere ai fini del rinnovo contrattuale, in modo da non compromettere l’iter del riordino stesso.  Nel contempo, il Consiglio ha rappresentato all’interlocutore le difficoltà del personale congedato per motivi di salute che, a termini di legge, deve essere ricollocato presso la Pubblica Amministrazione, nonché la necessità di individuare soluzioni adeguate per i problemi abitativi.  Il Sottosegretario, dopo aver evidenziato la difficile congiuntura economica che attraversa il Paese e le effettive difficoltà a reperire ulteriori risorse, ha preso atto delle richieste e ha manifestato la piena disponibilità a verificare tutte le opzioni possibili per fornire concreto riscontro alle stesse, con particolare riguardo al reperimento delle risorse.

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Bocca contro i Cc.?

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2009

Lettera di rettifica che Franco Abruzzo ha spedito, per fax e via email, al direttore responsabile dell’Espresso,  Daniela Hamaui, con riferimento all’articolo  “Chiudete quella Bocca” a firma Marco Travaglio (pubblicato nel nel n. 34, 27 agosto 2009, del settimanale). Scrive Franco Abruzzo: “Marco Travaglio si occupa di me nell’articolo “Chiudete quella Bocca”, scritto in difesa di Giorgio Bocca, autore dell’articolo “Quanti amici ha Totò Riina”. Il Comando generale dell’Arma ha respinto «con fermezza» le «accuse infamanti» mosse ai carabinieri, perché nell’articolo di Bocca «si proietta, in modo sconcertante, sui Carabinieri che operano in Sicilia l’ombra della collusione e della pavidità, ombra che il Comando generale respinge con fermezza e con indignazione”. Tutto il mondo politico ha espresso la sua solidarietà all’Arma e l’ho fatto anch’io pubblicamente. Travaglio scrive: “mentre i marescialli Latorre e Minniti deliravano da sinistra, il mondo dell’informazione e della cultura taceva e acconsentiva. Con una rimarchevole eccezione: Franco Abruzzo, ex presidente dell’Ordine dei giornalisti lombardi, solidale con i carabinieri “leali servitori” ecc. Come se Bocca li avesse accusati in blocco di colludere con la mafia”. Presumo che Travaglio, impegnatissimo in mille incarichi professionali, non abbia letto l’articolo di Bocca. Bocca, infatti,  ha “accusato (i carabinieri) in blocco di colludere con la mafia”, quando afferma: 1.”I carabinieri, specie quelli che arrivano da altre province, sanno che in Sicilia un colpo di lupara può raggiungerli in ogni vicolo, in ogni tratturo. È naturale, allora, che si creino delle tacite regole di coesistenza”;  2. “…..e quando il capo della mafia Totò Riina fa sapere che l’assassinio del giudice Paolo Borsellino è stato voluto o vi hanno partecipato i tutori dell’ordine, ufficiali dei carabinieri o servizi speciali…”: 3.  “Massimo Ciancimino, il figlio del sindaco mafioso di Palermo, ha detto o lasciato capire che i carabinieri ‘nei secoli fedeli’ si attennero nelle operazioni di mafia ad attenzioni speciali” (verso la mafia, ndr); 4. “….i carabinieri, come la mafia, non sono qualcosa di estraneo e di ostile alla società siciliana, fanno parte e parte fondamentale del patto di coesistenza sul territorio, di controllo del territorio condiviso con la Chiesa e con la mafia”. 5. “E i carabinieri? I carabinieri, specie quelli che arrivano da altre province, sanno che la loro vita è appesa a un filo, che un colpo di lupara può raggiungerli in ogni vicolo, in ogni tratturo. Non è naturale, obbligatorio che si creino delle tacite regole di coesistenza o di competenza?”. Travaglio  scrive anche: “E dire che Abruzzo, docente di storia del giornalismo, ha pubblicato sul suo sito la tesina di un’allieva su ‘L’inchiesta di Tommaso Besozzi sulle bugie dei Carabinieri e del Viminale sulla morte del bandito Giuliano’. Bugie per coprire i mandanti di Portella della Ginestra, anno 1948”. Il titolo della tesina, invece, è questo: “La prima grande inchiesta del dopoguerra. Tommaso Besozzi e la morte del bandito Giuliano. Breve ricostruzione di una delle poche inchieste della storia del giornalismo italiano. L’inviato de “L’Europeo” svela le bugie dei Carabinieri e del Viminale sulla morte dell’ultimo bandito siciliano” (testo in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=90)”. La vicenda è nota. Governo e Carabinieri in quell’occasione  hanno taciuto il nome dell’assassino di Giuliano. L’assassino era il cugino Gaspare Pisciotta avvicinato dagli uomini del col. Ugo Luca, ufficiale dell’Arma con grandi esperienze di controspionaggio. In Sicilia, tra il 1945 e il 1950, si è combattuta una guerra  contro il tentativo secessionista di una frazione del mondo politico isolano, che aveva creato un esercito (“Evis-Esercito volontario per l’indipendenza della Sicilia” di cui Giuliano era “colonnello”) per staccarsi dall’Italia. Anche in quella “guerra”  l’Arma pagò un alto tributo di sangue dei suoi  uomini. Nella guerra contro la mafia, l’Arma annovera  33 caduti tra i quali il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Quando si parla dell’Arma, prima di lanciare accuse gratuite e diffamatorie,  bisogna sempre tenere presenti anche gli altri Carabinieri  caduti nel corso di quasi due secoli: da Pastrengo al  Podgora, da Culqualber a Nassirya. Non si può difendere chi ingiustamente ha attribuito ai carabinieri comportamenti pavidi e collusi con la mafia, dimenticando che il figlio di Ciancimino e Riina sono stati ammanettati (con sodali e  parenti) dai carabinieri. La vendetta della mafia non è affidata solo alle lupare”. (Franco Abruzzo) integrakle in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=4236

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