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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

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Balzerani e il nostro diritto di non doverla subire ancora

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

“Gente come Barbara Balzerani, che ha scelto di togliere la vita ad altri e ancora pensa di aver fatto bene, che ha scelto di combattere e abbattere le istituzioni di questo paese imbracciando armi e versando sangue e ancora pensa di aver fatto bene, non dovrebbe avere il diritto di parola e poter discettare in suo totale agio sui motivi che giustificano la sua ferocia. Gente così, che di umano ha veramente poco, non dovrebbe essere cercata e riverita dai media che dovrebbero smettere, una buona volta, di propinarci il disgustoso spettacolo del ribaltamento di ogni principio e di ogni realtà nascondendosi dietro a una presunta ricerca di approfondimenti di non si capisce cosa. Gente come la Balzerani non dovrebbe essere distolta dall’unico impegno che deve portare avanti: passare il resto della sua vita in ginocchio a chiedere pietà alle vedove e agli orfani che ha reso tali con la sua lucida follia eversiva. E c’è un motivo preciso e insuperabile: le vittime di una bestiale crudeltà e tutti i cittadini onesti che difendono la pace e che rispettano la vita hanno diritto a non dover ancora subire la violenza di questa donna, la sua indegnità, la sua pervicace cattiveria”.Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo le parole della brigatista Barbara Balzerani che presentando il suo libro al centro sociale Cpa di Firenze ha fra l’altro detto: “C’è una figura, la vittima, che è diventato un mestiere, questa figura stramba per cui la vittima ha il monopolio della parola. Io non dico che non abbiano diritto a dire la loro, figuriamoci. Ma non ce l’hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te”.
Tralasciamo l’ovvietà di replicare al delirio della Balzerani ricordando che nessuno sceglie il mestiere di vittima, ma chi lo è, per definizione, ha subito una violenza ingiusta. Tralasciamo anche l’altra ovvietà di ricordare che, se c’è qualcuno che ha fatto del proprio passato un ‘mestiere’ molto ben retribuito, quelli sono i criminali come la Balzerani che, per un motivo davvero difficile da digerire, vengono non di rado messi in cattedra, ospitati qua e là per presentare le proprie ‘opere’, addirittura considerati come ‘dotti’ meritevoli di esporci analisi e perle di saggezza dalle colonne dei giornali. Una vergogna tanta e tale che la necessità di dover esprimere oggi questo nostro pensiero rende addirittura ancora peggiore. Resta da sottolineare, piuttosto, il decoro e il pudore di vittime che, anche se non stanno in cima ai pensieri dei più, proseguono la loro vita nel solco del dolore e del lutto e, nonostante ciò, portano avanti i principi di lealtà, di correttezza e di onestà che i loro cari hanno incarnato. Per non parlare di tuti gli appartenenti alle Forze dell’ordine che, al di là dello sdegno e del rammarico di dover vedere quotidianamente il ricordo dei loro colleghi morti calpestato al pari della loro stessa dignità ogni volta che un assassino ‘fa lezione’, proseguono indefessi nello svolgimento del loro dovere per un Paese che spesso li offende nella più ingrata delle maniere”.

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Il Coisp ricorda: 11 settembre 2001

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2011

World Trade Center twin towers with the Bank o...

Image via Wikipedia

L’Ufficio Comunicazione ed Immagine del sindacato di polizia Coisp commemora con uno “spot”, l’immane tragedia che colpì l’America e con essa tutto il mondo. – Alle 08.47 di martedì 11 settembre 2001 l’America viveva un mattino come tanti. Un minuto dopo, alle 08.48, l’odio si abbattè con tutta la sua ferocia su New York, sull’America e sul mondo. Le Torri colpite eruttarono fumo e fiamme, gli occhi delle persone stupore e incredulità. Quando le Torri crollarono, il mondo intero era già davanti alla televisione e guardava attonito quelle macerie fumanti, che seppellivano per sempre centinaia di persone e di sogni. Seppellivano per sempre le certezze di milioni di persone. Seppellivano per sempre il mondo che avevamo conosciuto fino ad allora. La Segreteria Nazionale del Co.I.S.P. ha voluto così ricordare, con rispettoso dolore, tutte quelle persone che sono state trucidate dall’odio terroristico!! (11 settembre)

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Oggi ricorre un triste anniversario

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2010

11 luglio 2010. Sono infatti passati 15 anni dal massacro di Srebrenica, il genocidio di musulmani bosniaci compiuto con efferatezza dall’ esercito serbo-bosniaco  della Repubblica Srpska.  Ci sono immagini che il tempo non riesce a rimuovere, che graffiano l’anima, che cambiano un popolo. Luglio 1995, le truppe del comandante serbo-bosniaco Mladić entrano nella piccola enclave di Srebrenica con un solo obiettivo: sterminare la comunità bosniaco-musulmana presente in città. Sterminarla per motivi religiosi e per imporre un predominio politico e militare violento, senza alcun rispetto dei diritti, della cultura e della dignità di un popolo. Migliaia di civili innocenti perirono, travolti dalla disumana ferocia delle truppe serbo-bosniache.
Natasa Kandic, figura carismatica della resistenza al dispotismo serbo, ricorda bene quei giorni. Natasa, fondatrice del Humanitarian Law Center, l’organizzazione che ha portato alla luce le torture e gli abusi perpetrati durante il tragico conflitto nell’ ex Jugoslavia, ricorda: “All’inizio del conflitto, nel 1991, molti miei amici hanno deciso di lasciare il paese. Capivo questa scelta, ma al contempo sentivo di dover rimanere a lottare contro la politica della guerra in se stessa.”
Natasa Kandic è uno dei grandi difensori dei diritti umani con cui collaborano la RFK Foundation of Europe e l’RFK Center for Justice & Human Rights e il cui profilo è delineato nel libro di Kerry Kennedy “Speak truth to power”. Un altro prestigioso difensore dei diritti umani, la cui storia è richiamata nel volume di Kerry Kennedy, è Elie Wiesel, sopravvissuto all’Olocausto, che ricorda:”Ciò che più fa male alle vittime non è la crudeltà dell’oppressore, ma il silenzio di chi sta a guardare”. La Robert F. Kennedy Foundation of Europe e l’RFK Center for Justice & Human Rights danno voce a chi non ce l’ha e si battono ogni giorno per la difesa dei diritti umani, affinché nel mondo non avvengano mai più tragedie di questa portata, ispirate da cieca brutalità e da una sciagurata ambizione di potere. Mai più  un’altra Srebrenica, mai più.
La Robert F. Kennedy Foundation of Europe (RFK Europe) è una Onlus indipendente, apolitica e senza scopo di lucro che nasce a Roma nel 2005, ispirata dal sogno di Robert f. Kennedy di realizzare un mondo più giusto ed equo. Attraverso il manuale educativo “Speak Truth to Power: Coraggio senza Confini”, l’esposizione delle emozionanti foto di Eddie Adams, e la messa in scena dello spettacolo teatrale “Coraggio senza confini – voci oltre il buio”, RFK Europe coinvolge ogni anno più di 200mila persone, giovani in particolare, nella riflessione sui principi dei diritti umani e sulle violazioni della dignità umana, raccontando le storie esemplari di 51 uomini e donne che nel mondo dedicano la loro vita alla difesa dei diritti umani.

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Racconti Sepolti Aa. Vv.

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2009

A cura di Emanuele Mattana  Pag. 240 – Euro 15,00  ISBN 978 – 88 – 7606 – 235 – 3 con Dvd “Cappuccetto Rosso”  Regia di Stefano Simone.Tratto da un racconto di Gordiano Lupi  27 autori differenti: alchimisti di storie che nessuno avrebbe avuto il coraggio di narrare.  Sarete coinvolti in viaggi negli antri angosciosi nella mente umana, sconvolti dalla presenza di fenomeni paranormali che tendono a materializzarsi con ferocia estrema. Si è cercato di nascondere con il silenzio e con la segretezza ogni elemento narrato in queste pagine, ma, ormai è troppo tardi, i sigilli sono stati violati e questo libro ha visto la luce! Se siete consci del fatto che ciò che era sepolto doveva restare tale, astenetevi dallo sfogliare queste pagine. Se invece non temete il terrore, tuffatevi nelle atmosfere di Racconti sepolti, la prima antologia Horror tratta dal sito http://www.sognihorror.com

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I media che non rispettano la vita e nemmeno la morte

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2009

Lettera al direttore Caro direttore, io capisco; capisco che abbiamo bisogno di distrarci, e non pensare sempre ai tanti lavoratori che improvvisamente si sono trovati nella disperazione per aver perso il posto di lavoro, né sempre ai poveri cristi che nella speranza di una vita diversa, la vita la perdono in mare; e neppure alle morti nere nere chiamate bianche. Capisco che ogni tanto conviene guardare in televisione anche trasmissioni serene, magari di canzoni, come X Factor su Rai 2, che l’altra sera ho visto con piacere. Poi ho cambiato canale, sono andato su Rai 1, solo per pochi minuti. C’era una specie di palcoscenico, con il primo attore che parlava di sangue, del sangue di una povera ragazza uccisa con feroce violenza, e in primo piano un computer ed una bicicletta. Ognuno si distrae a suo modo, ho pensato. E poi ho pensato ancora: ma i giudici che si occupano del caso, saranno contenti che qualcuno faccia una sorta di processo in televisione? E ancora: la sventurata ragazza morta, sarà contenta che a parlare del suo sangue, delle macchie del suo sangue sparso, non siano solo le persone costrette dal proprio lavoro (carabinieri, giudici, periti, cronisti, ecc.), ma anche un conduttore che fa spettacolo? Sarà contenta la sventurata ragazza morta che si parli e si straparli in televisione della sua tragica morte e tante volte si faccia il suo nome? Da piccolo mi avevano insegnato una preghiera in latino: “Requiem aeternam dona eis Domine et lux perpetua luceat eis, requiescant in pace. Amen”. La conoscerà Bruno Vespa? (Attilio Doni Genova)

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