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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Ansfisa: la sicurezza di strade, ponti e ferrovie affidata a un’agenzia fantasma

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 agosto 2019

È fermo in mezzo al guado l’ANSFISA (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali), organismo che dovrebbe far proprie competenze del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti in materia di sicurezza di ferrovie, strade e viadotti. Molti i dubbi già espressi dall’Unione Sindacale di Base sul rischio che la “pezza sia peggiore del buco”. Non c’è garanzia che una grossa agenzia, concepita sull’onda dei criteri emergenziali (decreto Genova art. 12 D.L. 109/18) e con modalità di costituzione degli organici molto dubbie, possa svolgere meglio le funzioni sulla sicurezza e sul controllo delle infrastrutture ferroviarie e stradali, che vengono sottratte al Ministero e che certamente avevano necessità di essere riorganizzate e potenziate. Lo stesso direttore generale indicato dal ministro Toninelli, l’ingegner Alfredo Principio Mortellaro, ha denunciato nel mese scorso di essere ostacolato nel suo lavoro da non meglio precisate resistenze nella costituzione dell’agenzia, la quale dovrebbe annoverare a regime ben seicento unità. Negli ultimi giorni, con sei mesi di ritardo, Toninelli si è affrettato a presentare le bozze di Regolamento e Statuto della costituenda agenzia inviandole al vaglio del Consiglio di Stato. La USB PI ha già evidenziato al Governo ed agli organismi di controllo alcune gravi incongruenze e sovrapposizioni di competenze, che possono avere riflessi negativi sulle delicate materie, soprattutto con riferimento alle funzioni in capo allo Stato di controllo, investigazione e prevenzione degli incidenti e sulla sicurezza ferroviaria e stradale.

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Venerdì 17 sciopero USB trasporto locale, ferrovie e traghetti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 maggio 2019

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 17 maggio lo sciopero generale del settore trasporti, con esclusione del trasporto aereo che sciopererà per 24 ore martedì 21 maggio.Il trasporto pubblico locale si fermerà per 4 ore con modalità che variano da città a città e sono riepilogate a seguire.Il trasporto ferroviario (Ferrovie dello Stato, Italo, Trenord) sciopera per 8 ore, dalle 9 alle 17.Il trasporto marittimo e quello merci si fermano per 24 ore.Sono esclusi dallo sciopero il trasporto ferroviario della Regione Piemonte e l’azienda AMT di Catania.Lo sciopero è indetto:
● a tutela e garanzia del reale esercizio del diritto di sciopero e contro le continue interpretazioni restrittive operate dalla commissione nazionale di garanzia;
● contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle imprese di trasporto;
● per la salute sicurezza delle operazioni a tutela di lavoratori e utenti, basta omicidi;
● contro il sistema degli appalti indiscriminati e per la reinternalizzazione delle attività;
● per la definizione di una reale politica dei trasporti in Italia e per l’avvio dei tavoli sulla riforma dei settori;
● per ottenere politiche contrattuali realmente nazionali e esigibili per tutti i lavoratori che impediscano il dumping salariale e dei diritti;
● per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;
● per la piena occupazione e contro la precarietà.

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Viaggiare in aereo in classe economica. Il confronto con le ferrovie

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 maggio 2019

Una volta c’erano i treni con i sedili di legno e lo sballottamento di un viaggio, soprattutto quelli lunghi, ti restava nei muscoli e nella testa per diverso tempo. Viaggi che oggi si fanno in poche ore, all’epoca necessitavano del triplo o del quadrupolo di tempo, dovendo anche passare la notte su questi sedili di legno. Certo, c’erano (rari, ma c’erano su alcune percorrenze) anche i vagoni letto, ma erano a costi totalmente inavvicinabili anche per chi apparteneva alle cosiddette classi medie (viaggi con treno e vagoni tipo Orient Express erano più che altro roba da romanzi o film). Per chi, intrepido o per necessità, voleva andare oltre l’Atlantico (New York, per esempio), anche negli anni ‘60 del secolo scorso, era più conveniente andare in nave da Napoli che non prendere la Pan Am o l’Alitalia da Roma… dove comunque per raggiungere la capitale, se andavi in treno, ti beccavi sempre i sedili di legno.
Poi il mondo ha cominciato a cambiare. I treni coi sedili di legno cominciarono a sparire, restando un po’ di tempo nelle tratte locali ma via via sempre meno. Comparve il mitico treno Settebello, furono ammodernate le linee, comparvero le nuove carrozze e oggi, 2019 (Trenitalia, Italo, etc), solo una sessantina di anni dopo, se si pensa a quell’epoca sembra di riferirsi ad un’era archeologica. In quattro ore, e anche meno talvolta, si va da Roma a Milano con dei treni veloci, dove quando scendi non devi metterci due giorni per riprenderti come coi sedili di legno, e dove tra wifi (quando funziona) e vari altri servizi, è come se sei stato in ufficio a lavorare, seduto su delle poltrone dove allunghi le gambe senza problemi, ti puoi fare un pisolino, andare al bar spendendo (a parte la diffusa qualità bassa) un po’ di più di un bar di una città media italiana.
E per l’aereo (a New York non si va più in nave) sempre oggi, 2019, Pan Am estinta per ingordigia dei suoi stessi padroni (privati diventati incapaci e disinteressati) e Alitalia ridotta (a parte pochissime rotte internazionali tipo Tokyo o Tel Aviv) ad una caricatura di se stessa sempre grazie al suo padrone (lo Stato italiano), andare da un posto ad un altro, se si scelgono le date “giuste” si può anche credere di aver vinto un premio per il biglietto più economico del secolo.
Qui ci soffermiamo sul trasporto aereo facendo un confronto tra la sua evoluzione e quella del treno. Mentre il treno è decisamente migliorato come qualità in generale (inclusi i costi… le offerte speciali, molte), per l’aereo è un po’ diverso. La qualità del trasporto aereo è migliorata perché costa molto meno di prima e, soprattutto, perché le sue destinazioni e frequenze si sono moltiplicate. E mentre il treno ti porta da un luogo ad un altro senza fisicamente “massacrarti” (non stiamo parlando del servizio pendolare…), non è così per l’aereo che, a parte le rotte di 1-2 ore dove il ”massacro” non ha tempo per manifestarsi appieno, se prendi un classico volo transoceanico o transcontinentale, quando arrivi, per riprenderti (a parte l’irrisolvibile problema del fuso orario) hai bisogno di svariato tempo. E’ ovvio che stiamo parlando della classe economica (Y e le altre varie sigle utilizzate alla bisogna), ché chi viaggia in business o prima classe
fa parte di un mondo che qui non stiamo considerando, un modo che paga come minimo quattro volte di più di chi viaggia in classe economica.
Perché?
La domanda ce la poniamo da tempo, ma ci è sembrata più urgente e di attualità da quando è ripresa una sorta di gara tra compagnie aeree su chi riesce a fare il volo più lungo senza scalo. Sembrava un successo, solo un anno fa, un volo di quasi 17 ore della Qantas no-stop da Londra a Perth, ed un altro volo da ottobre scorso di più di 18 ore della Singapore Airlines tra Singapore e New York. E’ di questi giorni la notizia che sempre l’australiana Qantas si sta organizzando per il 2022 con un volo no-stop di 21 ore che le consentirà di collegare Sydney o Melbourne con New York o Londra.
Chi scrive, in vita sua, ha al massimo volato senza scali per quasi 12 ore, in classe economica, e ogni volta si è sempre ripromesso che la prossima volta avrebbe spezzato il volo, magari anche con sosta prolungata e non il solito bivaccamento in aeroporto… ma poi ci è ricascato. Alle mie domande su perché si dovesse volare seduti in quelle scomode poltroncine, attaccati al proprio vicino sperando che lo stesso non fosse con una notevole massa corporale e/o particolarmente fastidioso rispetto al proprio essere altrettanto fastidiosi per questo vicino… ha solo trovato le solite risposte economiche: il volo alla compagnia costa 100 e per non fallire la stessa deve incassare 150 o giù di lì, in modo che questo 50 di avanzo le consenta utili e investimenti. Logica economica oggi molto stiracchiata dai vettori low-cost ma che, togliendo al servizio di bordo questo o quell’altro o facendo pagare presunti o meno servizi non essenziali o giocando sulla differenziazione dei prezziin base alle date, è sempre la stessa
Una logica economica che non fa una grinza? Può darsi.Ma perché questa logica economica non viene utilizzata anche per il trasporto ferroviario? Certo che viene usata, ma non in modo così serrato come nei vettori aerei: un vagone medio di un Frecciarossa 2da classe ha una settantina di posti a sedere, decisamente comodi e che, se dovessero essere con la logica serrata degli aerei, come minimo potrebbero essere il 50% in più. Ma non è così. Anzi: più passa il tempo e più i sedili/poltroncine sono comodi e occupano più spazio a svantaggio della quantità. Sono matti questi delle ferrovie oppure, come nel caso di Trenitalia, essendo società di capitali ma con maggioranze statali, sono più dediti alla qualità del servizio che al profitto? Ipotesi tutte valide ma che, comunque, devono confrontarsi con bilanci che non devono andare in rosso… e al momento la situazione regge.E’ ovviamente improprio fare un paragone economico tra le logiche delle ferrovie e quelle dei vettori aerei, e poi non è ciò che ci interessa in questo momento … per cui ci fermiamo qui. Ci interessa invece la logica del servizio. Partiamo da una domanda: perché la comodità si è evoluta per i treni e non per gli aerei? Probabilmente perché i treni erano più popolari/diffusi che non gli aerei e quindi, per mantenere e attirare sempre più persone i treni hanno deciso di investire anche su sedili più comodi. Ma oggi anche gli aerei sono sempre più popolari/diffusi ma non solo continuano ad avere sedili sempre scomodi, ma ci sono addirittura progetti già ad un livello avanzato con il trasporto in piedi dei passeggeri, progetti per le tratte brevi (5); ma, di contraltare, non ci risultano progetti di migliorie degli spazi per le tratte lunghe (sempre ovviamente scartando le soluzioni più costose e già esistenti, e sempre piene di innovazioni, rispetto alla classe economica).
Dobbiamo forse arrivare ad un livello di saturazione della offerta (oggi inferiore alla domanda, soprattutto nelle prospettive)? Perché un domani, per andare per esempio a New York, per convincerci a scegliere un vettore piuttosto che un altro ci potrebbe essere offerto il sedile più comodo allo stesso prezzo di quello più scomodo, e non solo il sorriso delle pubblicità, o i motori di ricerca in Internet che mettono insieme tutti i vettori possibili e immaginabili (e inimmaginabili) per farci spendere meno magari anche con tre cambi di aereo, o la disponibilità limitata di posti nei periodi di punta?
Sì, a meno che qualcuno non voglia immaginare servizi solo garantiti di base dai soldi degli Stati (decisamente improbabile…), sembra che per poter viaggiare comodi dovremmo arrivare alla saturazione dell’offerta. Ma possibile che non ci sia nessun investitore (un po’ visionario e futurista?) che non voglia aspettare di doverlo fare per forza, quando i vettori cercheranno passeggeri “col coltello”, e si lanci al più presto per essere il pioniere di un mercato possibile che c’é già? Non sono le apparenti scelte ardite di questo tipo che cambiano l’economia e la storia? E poi, per mettere il dito lì dove nel settore (e non solo) si è più sensibili, il business: un aeromobile, per esempio, come l’Airbus A380 che oggi in versione charter (classe unica) può trasportare 853 persone (il primo al mondo per numero di passeggeri), se i sedili fossero molto più comodi sì da trasportare (esempio a caso) la metà dei passeggeri, mantenendo gli stessi prezzi della classe
economica oggi in vigore farebbe guadagnare meno alla compagnia aerea… ma questa compagnia “ardita” sarebbe l’unica con una politica del genere ed è probabile che questa sua innovazione la porterebbe ad avere gli aerei già prenotati e pagati per i successivi due o tre anni… una disponibilità finanziaria da non sottovalutare e che, ben orchestrata, potrebbe rappresentare un business maggiore di quello delle politiche attuali. Poi, probabilmente, non sarebbe solo l’unica ma la prima tra altre che potrebbero fare altrettanta scelta, il mercato comincerebbe a muoversi in una direzione nuova… quel movimento che rende le nostre economie, e il relativo business, sempre più interessante.
Intanto, per poterne meglio parlare in futuro, vado a prenotarmi un volo no-stop di 21 ore, sperando di arrivare a Sydney o Melbourne senza aver scannato il vicino o essermi fatto scannare dallo stesso.(by Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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I deputati europei votano nuove misure per rafforzare i diritti passeggeri ferroviari

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Bruxelles. Il Parlamento europeo ha chiesto mercoledì un meccanismo per imporre sanzioni agli Stati membri dell’UE che violano le regole comuni in materia di esportazione di armi.
I deputati hanno sostenuto le modifiche alle norme del 2009 per garantire una migliore assistenza alle persone a mobilità ridotta, un migliore accesso per i ciclisti e procedure più chiare per il trattamento dei reclami. La legislazione, se sarà approvata in via definitiva, stabilisce inoltre che le compagnie ferroviarie dovranno migliorare le informazioni fornite ai passeggeri sui loro diritti e aumentare l’indennizzo versato ai pendolari in caso di ritardi.
I deputati hanno aumentato il risarcimento per i ritardi superiori a un’ora dal 25% al 50% del prezzo del biglietto. I passeggeri avranno diritto a tale risarcimento, mantenendo quello a proseguire il viaggio o a cambiare il proprio percorso.I passeggeri avranno diritto al 75% del prezzo del biglietto per un ritardo di un’ora e trenta minuti e al 100% del prezzo del biglietto per ritardi superiori alle due ore.Per evitare che i passeggeri rimangano bloccati dopo una coincidenza persa, i deputati hanno chiarito che un passeggero con diversi biglietti per un viaggio a più tratte ha gli stessi diritti all’informazione, all’assistenza e al risarcimento di quelli che avrebbe con un biglietto cumulativo.I deputati hanno inoltre respinto le richieste di esentare gli operatori ferroviari dal risarcimento in caso di “circostanze eccezionali”.
L’assistenza alle persone a mobilità ridotta dovrà essere gratuita e disponibile nelle stazioni più grandi, senza obbligo di notifica preventiva.I deputati hanno inoltre ridotto il tempo necessario per la pre-notifica nel caso in cui sia necessaria assistenza nelle stazioni più piccole. Inoltre, hanno chiarito la responsabilità degli operatori ferroviari e dei gestori delle stazioni per il risarcimento completo dei passeggeri, se i primi hanno causato la perdita o il danneggiamento delle attrezzature per la mobilità.
Il testo stabilisce che i passeggeri hanno il diritto di portare le biciclette a bordo del treno, anche su treni ad alta velocità, servizi a lunga distanza, transfrontalieri e locali. I treni nuovi e ristrutturati devono avere spazi ben indicati per il trasporto di biciclette assemblate, con un minimo di otto spazi.
I deputati hanno inoltre sostenuto un’eliminazione graduale anticipata delle deroghe temporanee che vengono utilizzate da alcuni Stati membri per applicare solo una parte delle norme del 2009 per i passeggeri sui servizi ferroviari nazionali. Tali deroghe dovrebbero terminare al più tardi un anno dopo l’entrata in vigore delle norme modificate. I deputati, inoltre, hanno chiesto che le regole si applichino ai servizi ferroviari suburbani.

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Ferrovie, sindacati: SNCF-Svi non si sottragga a sue responsabilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

“Sncf Voyages Italia non si sottragga alle sue responsabilità sulla mancata applicazione del contratto collettivo nazionale della mobilità/attività ferroviarie, invece di accusare i sindacati di violazione delle regole per indire gli scioperi e di valutare azioni legali a tutela della propria immagine”, così dichiarano Filt-Cgil, Fit-Cisl e FastConfsal. “Il tema vero è uno solo – proseguono le organizzazioni sindacali – ovvero che Svi è un’azienda di trasporto ferroviario passeggeri operante in Italia che non applica il ccnl italiano: questo vuol dire non giocare ad armi pari con le concorrenti a scapito dei lavoratori. Da tempo chiediamo un incontro per affrontare il problema e Svi ci ha sempre ignorati. Ora invece che abbiamo indetto uno sciopero nel rispetto della legge italiana, l’azienda si decide a riceverci il 22 agosto ma accusandoci di aver usato come arma pressoria uno sciopero indetto, a suo dire, in violazione delle regole italiane e di aver danneggiato la sua immagine e valutando conseguenti azioni legali. Per noi sono accuse non solo inaccettabili e velatamente intimidatorie, ma chiaramente mirate a sollevare un polverone per nascondere le inadempienze di Svi sul contratto”. Concludono Filt-Cgil, Fit-Cisl e Fast-Confsal: “Tutto questo avviene, lo abbiamo già detto e lo ribadiamo, nel silenzio delle istituzioni e delle autorità competenti, in primis la Commissione di garanzia sugli scioperi e l’Autorità di regolazione dei trasporti, le quali sono sempre pronte a richiamare i sindacati alle loro responsabilità, talvolta a sproposito, ma non sono altrettanto sollecite con le aziende quando non rispettano le regole comuni del settore, come ad esempio quelle contrattuali”.

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Trenord: treni più moderni e linee sicure per un progetto integrato di trasporto pubblico

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

“Finalmente l’attenzione del Governo si è focalizzata sul problema del trasporto regionale. La nostra linea è chiara,dobbiamo avere servizi uniti e governati dal territorio. Proprio per questo chiederemo al Ministero di aumentare gli investimenti in Trenord, garantendo treni più moderni e linee sicure. Il Presidente Fontana si apra a tutte le possibili ipotesi sul tavolo per risolvere i disagi dei pendolari, senza creare inutili scissioni interne. È il momento di unire le forze, integrando veramente il servizio di trasporto pubblico e migliorando la vita dei pendolari lombardi. Se Trenord inizierà davvero a funzionare un progetto di integrazione societaria e di servizi con Atm non sarà poi così lontana dalla realtà”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, sulle parole di Fontana su Trenord.

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Campidoglio-RFI-FS: siglato Protocollo d’intesa su sistema metro-ferroviario per promuovere la la rigenerazione urbana

Posted by fidest press agency su sabato, 28 luglio 2018

Dal nodo di scambio Pigneto, al nuovo piano urbanistico della stazione Tiburtina, dal completamento dell’anello ferroviario Nord, alla riqualificazione delle aree limitrofe alle stazioni Tuscolana, Trastevere, Porto Fluviale e Quattro Venti, fino alla stazione Ostiense. Sono solo alcuni degli interventi e investimenti programmati nel Protocollo d’intesa per lo sviluppo del sistema metro-ferroviario e per la rigenerazione urbana delle aree ferroviarie dismesse della Capitale sottoscritto da Roma Capitale, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e FS Sistemi Urbani (FSSU).A monitorare l’attuazione degli interventi previsti verrà istituita una cabina di regia, composta dai soggetti firmatari del protocollo, che redigerà un report trimestrale sullo stato di avanzamento delle attività.Gli interventi individuati nel protocollo d’intesa:
Chiusura dell’Anello Ferroviario Nord: raddoppio della tratta Valle Aurelia – Vigna Clara e chiusura dell’anello ferroviario, anche per fasi funzionali, con innesti sulla linea Roma – Firenze e sulla linea FL5 con contestuale modifica del piano del ferro e upgrade tecnologico degli apparati di gestione della circolazione interessati;
Nodo di scambio Pigneto: nuova articolazione delle fasi di realizzazione sulla base dei finanziamenti resi disponibili.
Fase 1: realizzazione di una nuova fermata tra le stazioni di Roma Tuscolana e Roma Tiburtina con l’interscambio tra i servizi FL1-FL3 e la linea C della metropolitana di Roma; completamento del tombamento trasversale compatibile con la futura fermata sulla linea indipendente e realizzazione di un nuovo sistema di spazi pubblici;
Fase 2: realizzazione della fermata dei servizi FL4 ed FL6 sulla Roma – Cassino, tratta Roma Casilina – Roma Termini.
Fase 3: studio di fattibilità e realizzazione della fermata in corrispondenza della linea Indipendente Roma Casilina – Roma Tiburtina con copertura completa longitudinale del vallo ferroviario e contestuale potenziamento del PRG ferroviario di Roma Tiburtina al fine di incrementare la ricettività dell’ex Fascio B della stazione.
Piano Regolare Generale (PRG) ferroviario di Roma Casilina e Quadruplicamento Ciampino – Capannelle – Casilina:
1 – modifiche al piano del ferro di Casilina per l’eliminazione delle interferenze tra i flussi merci e i flussi metropolitani/regionali; sarà attivato un coordinamento tra RFI e Roma Capitale per la ripresa dell’attività e l’avvio di un piano di comunicazione e di un tavolo di confronto con i cittadini;
2 – realizzazione del quadruplicamento Ciampino – Capannelle;
3 – realizzazione del quadruplicamento Capannelle – Casilina per l’indipendenza dei flussi e l’aumento della capacità di penetrazione delle direttrici Cassino, Formia e Castelli. Realizzazione delle fermate Selinunte e Statuario.
Piano di Assetto della stazione di Roma Tiburtina:
1 – rimodulazione del sistema dei parcheggi e nuova suddivisione tra spazi di pertinenza e aree pubbliche;
2 – interventi per il completamento, revisione e modifica del Piano di assetto: integrazione nel sistema generale del piazzale Est, nuovo schema di assetto piazzale Ovest con l’arrivo della linea tranviaria da via Tiburtina ed attuazione comparto ricettivo, nuovi spazi pubblici dopo la demolizione della sopraelevata e riarticolazione delle aree edificabili.
Interventi di modifica al Piano Regolatore Generale (PRG) ferroviario di Roma Tuscolana: modifiche al piano del ferro della stazione per specializzare i flussi di traffico e ridurre le interferenze di circolazione. Piano di assetto della stazione di Roma Tuscolana: avvio delle attività per la redazione del nuovo Piano di Assetto urbanistico della stazione Tuscolana, con la realizzazione del nodo di interscambio con la metro A e la previsione di nuove funzioni.
Piano di assetto di Trastevere-Porto Fluviale e Quattro Venti: revisione, aggiornamento e attuazione per fasi del piano urbanistico.
Stazione Ostiense: studio preliminare per la riqualificazione urbanistica e funzionale del nodo di scambio con fermata Metro B Piramide e fermata Roma Lido.
Fermata Zama: progetto di fattibilità tecnica ed economica di una fermata sulle linee FL1, FL3, FL5.
Fermata Massimina: ipotesi per la realizzazione di una fermata sulla linea FL5.
Stazione di Magliana: modifica del piano del ferro – progettazione e successiva realizzazione per la modifica del piano del ferro con inserimento di due nuovi binari di attestamento.
In particolare, per l’inserimento di nuove fermate, si procederà a svilupparne le fattibilità tecnico-economica, approfondendo lo sviluppo del modello di esercizio ferroviario del nodo di Roma, in modo da consentire l’armonizzazione degli strumenti di pianificazione della mobilità. Tali attività verranno condivise e concordate con tutti gli enti interessati; le nuove fermate saranno realizzate sulla base dei finanziamenti disponibili.

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M5S Lombardia: Ferrovie Trenord, Regione brancola nel buio

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

“La risposta di Fontana alla proposta di FS, nel giorno in cui viene votato in consiglio un ODG in cui si chiede alla Giunta di riprendere la trattativa con il futuro Governo per avere maggiori competenze ed autonomia su più temi, tra cui il trasporto, ci lascia basiti.
Oggi apprendiamo della disponibilità della Regione a cedere per intero le quote di Trenord, dichiarazione che contrasta con quella rilasciata alcuni giorni fa in cui invece si paventava l’acquisizione.È la dimostrazione lampante che la Regione brancola nel buio e non ha ancora le idee chiare dopo anni di gestione disastrosa del servizio ferroviario a spese dei cittadini e che il problema, prima ancora che di governante, è politico perché non si è stati in grado di mettere le persone giuste ai posti di comando”, così Nicola di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia. (Stefano Bolognini)

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Offerta formativa per il personale del Gruppo FS Italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Con oltre 80 Massive Open Online Courses (MOOC), Federica.EU è oggi la maggiore piattaforma europea di didattica multimediale gratuita online collegata a una università pubblica e integra testi, video con link alle più autorevoli fonti online. All’interno dell’ampia offerta formativa di Federica.EU, disponibile su web, FS Italiane ha selezionato per i dipendenti del Gruppo il pacchetto Open Learning con circa 30 MOOC. I corsi sono stati inseriti nel Learning Plan 2018 per integrare l’offerta formativa con modalità digitali e multimediali e far entrare i dipendenti nel mondo dei MOOC, offrendo loro un’ulteriore opportunità di autoapprendimento e ampliamento della propria cultura personale e professionale.
Il pacchetto formativo sarà fruito (dal 28 marzo al 30 novembre 2018) attraverso la intranet aziendale. Quattro i percorsi disponibili: Learning about learning, (panoramica sul mondo dei MOOC); International (corsi interdisciplinari in lingua inglese); Le sfide della società (temi socio-politici ed economici, soft skills e trasformazione digitale); Cassetta degli attrezzi (tech courses su innovazione tecnologica e culturale). Il corredo formativo, ottenuto al completamento dei corsi, sarà inserito nei curricula dei dipendenti.Le persone sono il nostro principale valore, ha dichiarato Gioia Ghezzi, Presidente di FS Italiane. Garantire loro una formazione d’eccellenza è per noi prioritario per continuare a essere competitivi e al passo con un mercato del lavoro in continua e rapida evoluzione. La disruption digitale, innovazione dirompente in grado di rivoluzionare interi settori industriali, è già in atto. Per affrontare le sfide del futuro è necessario, quindi, sviluppare una visione prospettica e l’alta formazione universitaria on line va in questa direzione.Dobbiamo creare le condizioni per consentire alle nostre persone di comprendere la complessità, gestirla in modo innovativo e produrre valore per sé stesse e per l’azienda, ha dichiarato Mauro Ghilardi, Direttore Risorse Umane e Organizzazione del Gruppo. Nel nostro settore, caratterizzato da competenze tecniche, è fondamentale promuovere multimedialità e diversità di background culturali. In quest’ottica, abbiamo individuato i MOOC quale strumento utile a stimolare il desiderio di apprendere e la consapevolezza del continous learning come responsabilità condivisa con i dipendenti, per rispondere alle importanti sfide che ci attendono come azienda e come società nel suo complesso.

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Disagi gelo e Fs: E’ l’Italia, fratello…

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 febbraio 2018

Le Ferrovie dello Stato si scusano con gli utenti del loro servizio e promettono maggiore impegno per le prossime volte. Colpa -dicono- della sottovalutazione dell’importanza delle scaldiglie. E cosi’ ci consoliamo e siamo più sereni. Sono le stesse affermazioni che avevamo ascoltato nel 1956 (i nostri genitori), 1985 e 2012 (grandi e storiche nevicate), inframmezzate da altre di più modesta entità, ma di cui abbiamo tutti più o meno ricordi non molto edificanti.
Non ci saremmo aspettati niente di diverso. Alle Ferrovie sanno che l’arroganza tipo “dovevate starvene a casa” non paga, e quindi, in perfetto stile americano, ecco le scuse. Con una differenza non di poco conto: nel grande Paese oltreoceano quando vengono fatte le scuse, in genere seguono cambiamenti radicali ai vertici delle aziende colpevoli di un nefasto avvenimento. Non ci immaginiamo neanche lontanamente che nel ostro Paese possa accadere altrettanto. Noi, utenti, ovviamente non lo chiediamo, visto che si tratta di società per azioni private e non di Stato, e quindi non siamo azionisti delusi delle performance della società in cui abbiamo investito. Ma gli azionisti della spa Ferrovie, che ne pensano? Basta solo guadagnare o c’e’ un metodo civico di farlo? Ma che razza di discorsi facciamo… “metodo civico di guadagnare”… nel libero mercato ognuno fa come crede, spetta poi agli utenti decidere di premiare o meno il servizio… Ma c’e’ un MA,
maiuscolo: l’azionista unico di Ferrovie dello Stato spa e’ il ministero dell’Economia e delle Finanze, quindi noi italiani. Miracoli delle privatizzazioni e liberalizzazioni all’italiana. Non solo. Ma il servizio di questa spa e’ pressocche’ monopolista in quasi tutte le zone del Paese. Quindi: noi contribuenti italiani siamo azionisti di una societa’ privata, ma non abbiamo nessun potere di dire la nostra come azionisti. Almeno, se non fosse una spa privata, ma direttamente dello Stato, avremmo potuto dire la nostra come cittadini. Ma non e’ cosi’.
Dovrebbe essere percio’ l’azionista unico di Fs a prendere provvedimenti sul management e sui dirigenti per evitare il cattivo servizio e il cattivo uso dei propri soldi. Siamo sicuri che non lo fara’.Alle prossime scuse. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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“Legge ferrovie modo intelligente per rilanciare nostro patrimonio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2017

ferrovie“Soddisfazione per il via libera alla legge che prevede l’istituzione delle ferrovie turistiche. Si tratta di un modo intelligente, un primo step, per contribuire a implementare la promozione e lo sviluppo del turismo e del nostro patrimonio storico-artistico, attraverso il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare di pregio naturalistico o archeologico”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, Vincenzo Garofalo, di Area popolare, intervenendo in dichiarazione di voto in Aula sulla proposta di legge sulle ferrovie turistiche.
“Diverse sono le realtà siciliane premiate, proprio perché caratterizzate da tracciati ferroviari inseriti in un particolare contesto paesaggistico. Tra queste, la tratta tra Alcantara e Randazzo, tra Agrigento Bassa e Porto Empedocle, Castelvetrano-Porto Palo di Menfi e quella Noto-Pachino. Grazie a questa legge abbiamo creato i presupposti normativi, come già avviene in altri Paesi europei, per creare nuove occasioni di sviluppo e valorizzare appieno i beni architettonici, paesaggistici, culturali di cui disponiamo, spesso in centri poco conosciuti. Un importante sostegno, anche attraverso la partnership pubblico-privato, per rilanciare il turismo in un comparto fondamentale per la nostra economia”.

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Ferrovie – Garofalo (Ap): “Aumenti ingiustificati e inaccettabili”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2017

ferrovie“Dover pagare il treno il 35% in più per andare al lavoro è un dazio inaccettabile, soprattutto in un momento come questo”, lo dichiara l’onorevole Vincenzo Garofalo (Ap) vicepresidente della commissione Trasporti della Camera. “Sinceramente non si capisce – continua Garofalo – la ratio di questi aumenti dopo che si è deciso di puntare strategicamente sull’Alta velocità, realizzata con importanti investimenti dello Stato. Questo aumento contraddice anche la volontà dichiarata, per motivi ambientali e di salute pubblica, di incentivare l’uso del mezzo collettivo e disincentivare quello dell’automobile. Il primo strumento per raggiungere questo obiettivo, oltre all’efficienza dei collegamenti, è la politica tariffaria. Diventa difficile spiegare ai pendolari italiani giusti investimenti di Ferrovie dello Stato e le lungimiranti acquisizioni anche all’estero se queste si accompagnano con aumenti tariffari che lasciano il sospetto che siano fatte a carico e a danno degli utenti. Credo – conclude l’onorevole Garofalo – che Trenitalia sia ancora in tempo per riconsiderare gli aumenti degli abbonamenti per i pendolari”.

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In Sicilia strade e ferrovie vecchie

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

messina8“Oltre ad un alto indice di franosità del territorio, sul fragile sistema dei trasporti, incide il contributo legato alla vetusta di oltre il 40% di strade e ferrovie che si sbriciolano come grissini; tutti ricordiamo della Sicilia divisa in due per il crollo di un viadotto sulla autostrada Catania Palermo e del ponte ferroviario di Contrada Angeli di Niscemi polverizzatosi oltre cinque anni fa e non ancora ripristinato”. Lo ha affermato il geologo siciliano , Fabio Tortorici, Consigliere Nazionale dei Geologi.
“Riguardo il rischio sismico a cui sono soggette strade e ferrovie, va detto che buona parte di queste sono state realizzate in assenza di norme sismiche (ante 1974) – ha proseguito Tortorici – quindi presentano un elevato grado di vulnerabilità; comprendiamo bene come tale situazione nel caso scongiurabile di eventi sismici anche di media intensità, metterebbe in crisi il sistema di soccorso e di protezione civile.
Se non si inserisce tra le priorità di intervento e di azione, il monitoraggio ed il rifacimento delle strutture più vetuste (viadotti, gallerie ecc.), le cronache saranno costrette a parlare più che di binario “unico”, di binario “morto” per il mancato buon funzionamento del mercato interno e per uno scadente rafforzamento della coesione economica e sociale dell’intera regione”.
“Una innovativa e migliore gestione dei trasporti, non può ignorare una pianificazione delle problematiche di natura geologico-ambientale – ha concluso Fabio Tortorici – direttamente collegata con le reti stradali e ferroviarie della Sicilia. Ad ogni evento meteorico, anche di modesta intensità, o per una normale evoluzione dei fenomeni franosi, si ripete troppo frequentemente la solita storia: strade e ferrovie sono investite da dissesti, classificati “idrogeologici”, di varia importanza e gravità, che generano disfunzioni nella circolazione di persone e merci ed elevati costi per la rimessa in servizio”.

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Ferrovie. L’incidente in Puglia non è dovuto al binario unico

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2016

A sentire i media, il tragico incidente avvenuto in Puglia e’ dovuto al binario unico. Non e’ cosi’. La maggior parte della rete ferroviaria italiana e’ a binario unico, 9.161 km su 16.764 km, il 54%. Collegare l’incidente al binario unico e’ fare disinformazione (non ci meravigliamo). Peraltro, i treni si scontrano anche su binario doppio.
C’e’ stato un errore umano e c’e’, questo si’, il mancato adeguamento tecnologico della rete. Sono questi i due elementi sui quali indagare.Il resto sa di “montagna assassina”, “albero assassino”, “squalo assassino”, ecc., cioe’ offuscamento delle menti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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BEI, Piano Juncker: 300 milioni a Ferrovie per i treni regionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2015

TRENOE’ stato perfezionato oggi a Roma tra la Banca europea per gli investimenti (BEI) e Ferrovie delle Stato italiane (FS) un finanziamento di 300 milioni, attraverso la sottoscrizione di un’emissione obbligazionaria, per l’acquisto delle nuove carrozze viaggiatori destinate alle tratte regionali. Il bond avrà anche la garanzia dell’EFSI (European fund for strategic investments), lo strumento alla base del cosiddetto “Piano Juncker” per il rilancio degli investimenti in Europa. Si tratta della nona operazione di attuazione del Piano Juncker siglata dal Gruppo BEI in Italia a partire dalla scorsa primavera.L’operazione è altamente innovativa sia per la costruzione finanziaria sia per il settore (tratte regionali). Nel dettaglio, la BEI sottoscrive un corporate bond di FS il cui ricavato è destinato a sostenere l’acquisto di nuovi treni che copriranno le tratte regionali in Lazio, Toscana, Veneto, Piemonte e Liguria: in tutto 49 motrici e 250 carrozze a due piani. L’investimento complessivo di Trenitalia (la controllata per il traffico passeggeri) nelle cinque regioni considerate è di 700 milioni.“La BEI è da anni a fianco di Ferrovie dello Stato in tutti i suoi investimenti e sono particolarmente orgoglioso di quanto annunciamo oggi, perché è la conferma che l’Europa puo’ essere vicino ai cittadini in modo concreto, anche con le nuove previsioni del Piano Juncker, di cui la BEI è il braccio finanziario”, ha commentato Dario Scannapieco, Vicepresidente della BEI.

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Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2014

trenoMilano.Anche quest’anno si celebra la Giornata Nazionale dedicata alle ferrovie dimenticate, (giunta alla sua settima edizione), alle ferrovie considerate minori, alle linee dismesse e abbandonate, ai rotabili accantonati, ai manufatti e alle opere d’arte che hanno fatto parte del nostro patrimonio ferroviario. Mentre si dismettono nuovi tronchi ferroviari, Co.Mo.Do. (Confederazione Mobilità Dolce, sostenuta da un gran numero di associazioni ambientaliste, di cicloturismo, di trekking e culturali italiane nonché da varie Istituzioni; vedasi elenco aggiornato su http://www.ferroviedimenticate.it/comodo.html) trova, ogni anno, la forza per realizzare i propri obiettivi.Tutta l’Italia domenica 2 marzo, sarà attraversata da eventi e iniziative: escursioni a piedi e in bicicletta, visite guidate, incontri e convegni, mostre di fotografia, treni storici speciali. Che giornata sarebbe se tutte le piccole ferrovie funzionassero regolarmente? Se tutte le tratte definitivamente dismesse fossero trasformate in ‘vie verdi’ per ciclisti, pedoni, bambini, anziani, disabili? Non sarebbe una giornata, sarebbe una festa per tutti.
Co.Mo.Do. si è data l’obiettivo di resistere per mantenere viva negli Italiani la voglia di vedere un’Italia diversa, un territorio riscoperto e presidiato, valorizzato nel suo patrimonio storico, che non è fatto solo di chiese o castelli, ma anche di infrastrutture storiche, come le ferrovie, come le ferrovie nella bellezza del paesaggio italiano.Per dare ulteriore rilievo alla Giornata e alle proprie iniziative, Co.Mo.Do. ha recentemente rilanciato la petizione alla Presidenza del Consiglio ed al Ministero delle Infrastrutture per garantire la manutenzione ordinaria delle linee chiuse al traffico, onde non pregiudicarne le possibilità di ripristino all’esercizio ferroviario, sia a servizio delle comunità locali, sia quale strumento di valorizzazione dell’escursionismo compatibile con la tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale italiano.Quest’anno, inoltre, la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate sarà accompagnata da un’importante iniziativa collaterale: il challenge nazionale fotografico su Instagram, in collaborazione con Igersitalia e le oltre 50 community locali di Instagramers, che fotograferanno con smartphone panorami dal treno e ferrovie secondarie, ammirando il paesaggio e camminando lungo i binari dismessi. La giuria composta da Co.Mo.Do. e Instagram selezionerà la foto più bella che vincerà un soggiorno messo in palio dalla Cooperazione Internazionale Alpine Pearls.

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Ferrovie, pendolari e presidi medici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2012

“Ho presentato un’Interrogazione al Ministro dei Trasporti per sapere quali sono le iniziative concrete che il Ministero intende intraprendere per garantire servizi sanitari e di sicurezza essenziali per evitare che si ripetano scene di panico e di forti preoccupazioni per tutti i pendolari che utilizzano regolarmente i Freccia Rossa nel collegamento tra Torino e Roma e viceversa. L’introduzione dei Freccia Rossa ha indubbiamente accelerato e modernizzato i collegamenti ferroviari nel nostro Paese con indubbie ricadute positive per i cittadini pendolari. L’aumento delle corse, anche se accompagnate ancora da costanti e permanenti ritardi e scarsa assistenza e pulizia sui vagoni, ha favorito indubbiamente un maggior utilizzo di questi treni. Tuttavia resta inevaso un elemento centrale che deve essere affrontato e risolto. E cioè, nelle lunghe gallerie che i Freccia Rossa percorrono e attraversano nella tratta Torino-Roma, qual è la sicurezza per i viaggiatori messa in campo dai vertici di Trenitalia? E, soprattutto, quale è il sistema di aerazione previsto e di assistenza medico sanitaria – in caso di guasti o di fermate improvvise dei treni, già puntualmente accaduti – a difesa dei cittadini?”. (On. Giorgio MERLO Deputato PD Piemonte)

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Trasporto ferroviario: Calabria mortificata

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2012

E’ la quarta interrogazione in un anno dell’on. Franco Laratta che da tanto tempo richiama l’attenzione dei governi verso la politica antimeridionale di Trenitalia.
Ma dai ministri dei Trasporti solo risposte evasive e inconcludenti. Intanto nel sud sono continuati i tagli delle risorse, la soppressione dei convogli a lunga percorrenza, la drastica riduzione dei treni per i pendolari. E in circolazione si vedono ancora convogli con 50 anni di vita, vecchi e sporchi.
Abbiamo notato che anche il presidente della regione Calabria, dopo un lungo torpore, ora invoca gesti eclatanti contro il governo-Monti in merito ai tagli nei trasporti ferroviari. Ma dovrebbe ammettere, per onestà intellettuale, che l’attuale condizione dei trasporti nel Sud è il risultato dei violenti tagli operati dal Governo Berlusconi negli ultimi anni. Noi abbiamo sempre contestato le scelte di Trenitalia che ha tagliato i treni del sud che stanno isolando la Calabria. E siamo pronti a continuare la protesta contro i tagli di Trenitalia.
Ma il presidente Scopelliti ha anche la memoria corta. Lo scorso 14 dicembre aveva avuto splendide parole di elogio per il sistema trasporti calabrese anche in virtù di “nuovi 8 finanziamenti in arrivo”. Oggi invece fa l’indignato e minaccia di salire sulle barricate. Ma le barricate andavano fatte quando Tremonti ha scippato i Fondi per le Aree Sotto-utilizzate (30 miliardi di euro trasferiti al Nord); quando venivano tagliate le risorse finanziarie che il Governo Prodi aveva destinato alla ss.106, alle strade provinciali e all’ A3. Nella totale indifferenza del nostro Governatore. Ora possiamo anche insieme lottare contro i tagli, ma dobbiamo dire la verità!

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Ferrovie: tratte soppresse

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

English: Trains of the "Ferrovie Nord Mil...

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“Aspetteremo ancora qualche giorno per vedere se nei provvedimenti per lo sviluppo il Governo inserirà ai primi posti il ripristino delle tratte ferroviarie a lunga percorrenza soppresse che collegano il Sud con il resto d’Italia e il loro potenziamento, non soltanto sull’asse Nord-Sud, ma anche a livello interregionale. Se così non sarà daremo vita a forme di protesta che riguarderanno tutti i servizi pubblici al Sud, invitando gli utenti alla rivolta fiscale”. E’ quanto afferma la senatrice Adriana Poli Bortone, cofondatrice, con Gianfranco Miccichè, di Grande Sud. “Un principio – ha aggiunto – deve essere chiaro: a uguali tasse devono corrispondere uguali servizi. Ci auguriamo che a questo principio voglia attenersi almeno il Governo dei tecnici”.

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Riforma ferrovie

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2011

A WCG2 triplet escorts the Intercity up the ghats.

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“Il via libera del Ministro Passera all’istituzione di uno spazio ferroviario unico europeo è un segnale estremamente importante per tutta la politica dei trasporti”. Lo ha affermato l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, relatrice del rapporto approvato un mese fa dal Parlamento europeo che modifica e aggiorna la legislazione sul mercato ferroviario unico europeo. Commentando le parole del ministro per lo Sviluppo economico, infrastrutture e trasporti, Corrado Passera, il quale oggi a Bruxelles ha sostenuto che “l’Italia è assolutamente favorevole all’istituzione di uno spazio ferroviario unico europeo”, Serracchiani ha osservato che “per l’Italia la scelta di imboccare la strada delle liberalizzazioni nei trasporti ferroviari può essere un passo enorme, paragonabile all’apertura della concorrenza nei trasporti aerei o nella telefonia. Ne possono derivare vantaggi importanti per gli utenti, a patto naturalmente che la concorrenza sia reale, pienamente reciproca senza isole di privilegio nazionale e in prospettiva – ha aggiunto – regolata da un’authority di livello europeo”. L’europarlamentare ha inoltre sottolineato come “il rilievo dato da Passera al sistema dei corridoi transeuropei verrà auspicalmente a dare risposte alle attese del nordest, ancora privo di certezze sui collegamenti ad alta capacità con l’est Europa”. (Giancarlo Lancellotti)

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