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Posts Tagged ‘fertilità’

È allarme fertilità: “Colpa di plastiche e pesticidi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 novembre 2019

In Italia si fanno sempre meno figli per le nuove generazioni, e la fertilità maschile in particolare è ormai a serio rischio. È questo il grido d’allarme arrivato dalla sezione dedicata alla fertilità maschile, dell’ultimo Congresso Nazionale di Nutraceutica in Urologia e Andrologia tenutosi a Frascati in provincia di Roma.I dati emersi ci dicono che le nuove generazioni ingeriscono circa 250g di micro plastiche e pesticidi insieme a molecole quali ftalati, sostanze chimiche che hanno il compito di ammorbidire la plastica, ma in grado di bloccare numerosi meccanismi endocrini.“Purtroppo è vero, la sessione dedicata alla fertilità maschile ha portato brutte notizie. Vi è un allarme lanciato dalla Società Italiana di Andrologia per la presenza sempre più pressante e costante dei cosiddetti distrattori endocrini che influenzano in maniera molto pesante e drammatica gli equilibri ormonali” dice Dottor Andrea Militello urologo andrologo, libero docente della Università Federiciana di Cosenza, che ha partecipato al congresso in qualità di relatore. Ma quali sono le sostanze chiamate in causa e perché? “Tra le molecole più insidiose dobbiamo considerare gli ftalati come ad esempio il bisfenolo A, molecole in grado di ammorbidire le plastiche ma hanno purtroppo una vera e propria azione interferente nel sistema endocrino con una chiara azione anti androgena. Consideriamo che il testosterone è l’ormone maschile per eccellenza, bloccando quindi l’azione del testosterone vengono ad essere bloccati molti meccanismi dedicata alla fertilità maschile” spiega ancora il Dottor Militello, esperto in fisiopatologia della riproduzione umana. Molecole pericolose che troviamo in varie plastiche, per esempio quelle utilizzate nei recipienti per uso alimentare o nel rivestimento delle lattine.non dimenticare i pesticidi come ad esempio gli Alchifenoli, presenti in tantissimi cibi che sono in grado di confondere il sistema endocrino. Li troviamo purtroppo nelle verdure, nella frutta, in molti pesci e molluschi: queste molecole sono in grado di occupare e stimolare i recettori endocrini simulando l’azione degli estrogeni o inibendo l’azione del testosterone” dice ancora il dottore. Le conseguenze di tutto ciò sono purtroppo drammatiche, considerando che ognuno di noi ingerisce circa la quantità di una carta di credito a settimana di micro plastiche.“La fertilità maschile si sta riducendo drammaticamente e sicuramente questa generazione e le prossime pagheranno in maniera pesante l’esposizione a tutti questi “distrattori endocrini” di cui stiamo riempendo l’organismo” conclude il Dottor Militello.

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Giornata mondiale contro il cancro: l’importanza della preservazione della fertilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 febbraio 2019

In Italia sono circa 373.000 i nuovi casi stimati di tumore maligno del 2018 (esclusi i tumori cutanei non melanoma): 194.000 negli uomini, 178.000 nelle donne. Complessivamente in Italia ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una diagnosi di tumore maligno.
In particolare, sono circa 5.000 le donne under 40 colpite ogni anno da tumore con un tasso di sopravvivenza a cinque anni stimato intorno al 65% con picchi che arrivano all’85% quando si tratta di linfomi e cancro alla mammella. Quest’ultimo rappresenta la neoplasia più frequente nel sesso femminile.“Poiché il tempo per preservare la fertilità prima dell’inizio della terapia oncologica è limitato – afferma Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – risulta essenziale che la paziente sia informata il prima possibile sulle opportunità disponibili attraverso le tecniche di procreazione medicalmente assistita. La tecnica più diffusa oggi è la vitrificazione degli ovociti, che permette di crioconservare gli ovuli maturi ottenuti dalla stimolazione ovarica per usarli successivamente quando la donna sarà guarita, con risultati analoghi all’impiego di ovociti freschi. In casi particolari, come quello delle neoplasie ematologiche in cui non è possibile effettuare un ciclo di iperstimolazione ovarica standard, lo specialista in medicina riproduttiva può offrire la conservazione del tessuto ovarico oppure l’aspirazione ovarica e la maturazione in vitro (IVM) degli ovociti che non richiede stimolazione ormonale, come appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Fertility and Sterility2”. IVI è al fianco delle pazienti oncologiche già dal 2007, offrendo il programma gratuito di preservazione della fertilità “Madre dopo il cancro” grazie al quale più di 1.200 donne affette da neoplasie hanno potuto preservare presso le cliniche IVI la propria fertilità senza dover sostenere alcun costo e senza nessun obbligo di utilizzo.Con la vitrificazione degli ovociti, grazie all’assenza di formazione di cristalli di ghiaccio, i tassi di sopravvivenza degli ovociti dopo lo scongelamento sono elevati e permettono quindi di posticipare la maternità con ragionevoli garanzie.Grazie alla crioconservazione del tessuto ovarico è invece possibile ripristinare la funzione ovarica, consentendo di ottenere parti spontanei e riportando, inoltre, i livelli ormonali a valori normali ed evitando gli effetti secondari tipici della menopausa precoce. Si tratta di una tecnica in via sperimentale rivolta a quelle pazienti per le quali non è possibile effettuare la vitrificazione degli ovociti, perché devono iniziare subito le chemioterapie o perché la stimolazione ormonale è controindicata a causa della tipologia della neoplasia.

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“Professionisti e centri per la fertilità: una gestione coordinata dei pazienti nell’era della genetica”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2018

Lugano 12 e 13 aprile al centro culturale LAC il secondo corso avanzato di Medicina della riproduzione ed Endocrinologia ginecologica dal titolo “Professionisti e centri per la fertilità, una gestione coordinata dei pazienti nell’era della genetica”. Appuntamento biennale promosso dal centro per la fertilità ProCrea e dai laboratori Dr Risch, il convegno prevede interventi di importanti specialisti provenienti da tutta Europa per discutere e confrontarsi sui temi dell’infertilità e di genetica della riproduzione.
«Ricordiamo quest’anno il quarantesimo anniversario della prima fecondazione in vitro; e in questi 40 anni la procreazione assistita e, più in generale, l’approccio all’infertilità è profondamente cambiato. Di fatto, la genetica sta rivoluzionando l’intero ambito aprendo nuove e interessanti prospettive», premette Marina Bellavia specialista del centro per la fertilità ProCrea e membro del comitato scientifico insieme con Michael Jemec, Giuditta Filippini e Dominique de Ziegler. «A guidarci in questo excursus ci sarà Simon Fishel, fisiologo e biochimico, ritenuto insieme con Robert Edwards e Patrick Steptoe tra i pionieri della procreazione assistita. Fishel ha infatti collaborato con Edwards e Steptoe in occasione della prima fecondazione in vitro, di cui proprio quest’anno ricorre il 40esimo anniversario e che portò alla nascita di Louise Brown il 25 luglio del 1978». Ma non solo. «Il tema dell’infertilità sarà affrontato sotto differenti aspetti: prezioso il contributo di Filippo Ongaro, nutrizionista e direttore dell’Istituto di Medicina Rigenerativa e Anti-Aging (ISMERIAN) di Treviso che ci porterà a guardare all’infertilità anche dal punto di vista dell’alimentazione, seguendo il principio che corretti stili di vita aiutano a preservare anche la propria salute riproduttiva», aggiunge Bellavia.Il convegno è anche l’occasione per fare il punto della situazione a pochi mesi dall’entrata in vigore di una novità normativa: dal settembre scorso infatti in Svizzera è diventata operativa la nuova legge che consente la diagnosi preimpianto (DPI) sugli embrioni per le coppie che hanno una grave malattia genetica o che hanno provati problemi di infertilità. Ricorda la specialista di ProCrea: «La genetica di fatto non solo consente di andare maggiormente in profondità in campo diagnostico – nell’individuare eventuali problemi di infertilità -, ma permette di muoversi per tutelare di più la salute della donna e del nascituro».
Il programma della due giorni prevede oltre venti relazioni per presentare le più recenti ricerche e studi sulla gestione di ovociti ed embrioni, gli ultimi sviluppi nel campo dell’infertilità sia femminile sia maschile e i progressi fatti dalla genetica applicata alla riproduzione.

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Fertilità femminile, tiroide poco attiva riduce possibilità concepimento

Posted by fidest press agency su martedì, 9 gennaio 2018

Woman getting thyroid gland control. Health care and medical conceptSecondo uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, una lieve riduzione dell’attività della tiroide può influire sulla fertilità femminile, anche se la ghiandola funziona nei limiti di norma. «Dato che il nostro studio dimostra che le donne con infertilità inspiegata hanno livelli di TSH più alti rispetto alle coetanee infertili per cause note, servono ulteriori ricerche per determinare se il trattamento della lieve disfunzione tiroidea può migliorare le probabilità di concepire» esordisce la coordinatrice dello studio Pouneh Fazeli, del Massachusetts General Hospital e Harvard Medical School di Boston. «L’infertilità non spiegabile colpisce tra il 10% e il 30% delle coppie infertili, e si verifica quando una coppia non concepisce nonostante mesi di tentativi e senza che dal punto di vista medico emergano cause evidenti» spiegano i ricercatori, che per approfondire l’argomento hanno analizzato i dati relativi alle donne tra 18 e 39 anni di età diagnosticate infertili presso gli ospedali del sistema sanitario Health Partners di Boston tra il 2000 e il 2012. «Abbiamo esaminato i livelli di TSH registrati come parte della valutazione della fertilità in 187 donne con infertilità inspiegabile e in 52 coetanee i cui partner avevano una grave infertilità maschile» riprende l’autore. E i dati raccolti mostrano che le donne con infertilità inspiegata avevano livelli di TSH significativamente più elevati rispetto a quelle infertili a causa del partner. Per dirla in numeri, quasi il doppio delle partecipanti con infertilità inspiegata aveva un TSH superiore a 2,5 mlU/L rispetto alle donne con partner infertile. «La dimostrazione di un’associazione tra infertilità non spiegabile e livelli di TSH ai limiti superiori della norma potrebbe essere dovuta al fatto che valori di TSH anche di poco superiori alla normalità possono avere un impatto negativo sulla fertilità femminile» ipotizza Fazeli. E conclude: «Questi risultati potrebbero aprire strade alternative per nuove terapie dell’infertilità inspiegata. Il prossimo passo sarà quello di verificare se ridurre i livelli di TSH aiuterà queste donne a concepire». (foto: tiroide) (fonte: doctor33)

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Fertilità e Sessualità: una fragile alleanza

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

torinoTorino Sabato 19 novembre 2016 – 8,30-18,30 Centro Congressi Museo dell’Automobile di Torino Corso Unità d’Italia 40. L’incontro nasce dall’idea di approfondire la relazione che oggi intercorre tra fertilità e sessualità, tematica generalmente ignorata. L’introduzione della pillola anticoncezionale e il conseguente impedimento della procreazione hanno rivoluzionato la sessualità nei paesi occidentali, rompendo questo binomio secolare: la sessualità per la fertilità. Con la maggior libertà sessuale ottenuta si è spostato in avanti il momento della ricerca prole, che se nel passato era collocato tra i 18 e 22 anni, ai giorni nostri si è spostato ormai oltre i 30 anni. Nelle statistiche mondiali il maschio italiano in cerca di prole è tra i più vecchi al mondo: nel 2014 superava i 35 anni (dati ISTAT).
Nello studio della coppia infertile raramente l’aspetto sessuale viene valutato in maniera approfondita. Con le tecniche attuali di procreazione l’aspetto sessuale dell’infertilità può essere assolutamente ignorato. Però, l’infertilità stessa può essere causa di disturbi sessuali. Nel maschio la sessualità e la fertilità sono più strettamente collegate che nella donna. Il meccanismo dell’eiaculazione, infatti, indispensabile per la procreazione, necessita di un orgasmo, mentre la donna può rimanere gravida anche senza provare alcun piacere sessuale. L’obbligo assoluto da parte del maschio di raggiungere un’eccitazione massimale ed un orgasmo a comando sia nella diagnostica (esame seminale) sia nei frequenti rapporti mirati, crea spesso un disturbo del piacere e secondariamente del desiderio. Nei casi più severi si arriva ad un deficit erettile secondario. E’ necessario quindi che chi opera nel campo dell’infertilità abbia anche una competenza sessuologica per riconoscere quei casi in cui è necessaria un’attività di counselling per impedire un peggioramento nel rapporto sessuale (Giorgio Del Noce).
L’intento è quello di cercare di unire le diverse professionalità e mettere in luce i problemi che spesso sono trascurati da coloro che si occupano di fertilità e anche di sessualità. L’incontro è rivolto a tutte le professioni sanitarie.
L’incontro ha ottenuto il patrocinio di: Società Italiana di Andrologia (SIA), Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS), Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS), Scuola Superiore di Sessuologia Clinica (SSSC), Associazione Scuola di Sessuologia Torino (ASST), Istituto Scientifico di Psicosessuologia Integrata (ISPSI).

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Fertilità e ministero della Sanità. Al peggio non c’è mai fine…

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2016

lorenzinProprio stamane scrivevamo che eravamo in attesa della nuova gaffe del ministero della Salute, dopo quella della prima campagna incentrata sul fare figli al piu’ presto e della seconda incentrata sul bianco buono e il nero cattivo (quindi razzista). Non abbiamo dovuto attendere molto. “La foto pubblicata nell’opuscolo realizzato in occasione del Fertility day non e’ quella che avevamo visto noi. Penso che ci sia stato un errore tecnico e di incapacita’”. Cosi’ il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Ci avevano mostrato un documento cartaceo che era diverso dalle immagini in alta definizione. Ovviamente, tengo a precisarlo, nessuno aveva intenzioni razziste. Certamente la campagna era proprio brutta, ma io faccio il ministro e non il comunicatore, quindi mi interessa il messaggio piu’ della campagna in se'”. E che peggio!!Non solo il nostro ministro cerca di spacciare per errore tecnico una copertina che comunque e’ stata scelta e diffusa, ma si da’ una martellata in testa dicendo che lei fa il ministro e non il comunicatore…. e quindi da oggi non sentiremo piu’ nessuna sua dichiarazione o intervento, ma vedremo solo atti con la sua firma e -speriamo- un suo portavoce con tanto di patente da comunicatore. Ne dubitiamo…. Ma in quale Pianeta vive il nostro ministro? Crede proprio che tutti i cittadini siano fessacchiotti e che la sua investitura sia ad opera di un qualche essere sovrannaturale di sua credenza piuttosto che frutto della politica, e quindi di numeri che formano maggioranze? Non ci piace attaccare le persone direttamente, percio’ saremo clementi rispetto alle capacita’ di connessione logica del nostro ministro. Siamo pero’ preoccupati per noi, governati da chi non sa cosa dice e che nega la sua propria funzione. E siccome stiamo anche parlando di fertilita’ -una questione molto importante vista l’incontenibile esplosione demografica sul Pianeta- la vicenda appare piu’ preoccupante.(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Fertilità e campagna ministero: Dannosa e pericolosa

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2016

Ministero saluteIl ministero della Sanità promuove la fertilità in età giovanile. Un film sul ventennio del governo di Benito Mussolini nel secolo scorso? No! A.D. 2016. Proprio mentre migliaia di profughi o migranti affollano i mari che raggiungono la nostra penisola cercando aiuto. Proprio mentre l’esplosione demografica nel mondo e’ un pericolo piu’ volte denunciato dall’Onu. Sembra che il nostro ministero della Sanità viva in un fortino chiamato Italia e, visto l’andamento negativo della natalità, abbia deciso, per meglio combattere chi potrebbe assediare questo fortino, di far fare più figli a cui affidargli le baionette del millennio 2000.
Globalizzazione, liberi scambi, internazionalizzazione della economia e della politica del nostro Paese (su cui il nostro capo del Governo sta mettendo molto impegno), politiche di accoglienza per i disperati dei mondi poveri e/o belligeranti… tutto questo non esiste. C’e’ solo il fortino. Manca solo la razza e la stirpe e potremmo dire che è una campagna fascista. Ma non lo è. Perche’ se fosse fascista, almeno avrebbe una logica ideologica (anche se aberrante). Invece e’ solo una campagna ignorante e  altrimenti ci sarebbe anche la malafede a fini di ricerca di consenso elettorale verso i tanti che ancora abboccano a queste impostazioni uterine della crescita di un Paese. Quindi è una campagna dannosa e pericolosa. Sposta il nostro Paese anche nel ridicolo, oltre che contro tutte le politiche di crescita economica, culturale e politica: che sono quelle di un ruolo da svolgere nel contesto internazionale, puntando alla valorizzazione di organismi transnazionali e di superamento di quei confini ottocenteschi e novecenteschi che ci hanno portato morte, distruzione e disperazione.Dobbiamo quindi scoraggiare e non incoraggiare la natalità? Partendo dal presupposto che ogni donna e’ libera di procreare o meno, sperando che non si faccia abbindolare dai vari bonus bebe’ che spuntano come funghi anche nelle amministrazioni locali… Si’! Dobbiamo incoraggiare la decrescita ovunque sia possibile. E qui in Italia e -piu’ in generale- nei cosiddetti Paesi occidentali, dove e’ piu’ semplice comunicarlo e farsi capire, vanno fatte campagne specifiche. L’esatto contrario di cio’ che fa il nostro ministero della Sanita’. Il Pianeta e’ unico, e sulla demografia come sull’ambiente, potremo consegnarlo piu’ decente ai nostri figli solo se ci sforziamo per campagne uniche a livello mondiale. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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La vitamina del sole favorisce la fertilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

Veldhoven, (SRF) L’apporto ottimale di vitamina D rientra tra i fattori che determinano il successo della cosiddetta “fecondazione in vitro”, la fecondazione in provetta. I risultati di una ricerca scientifica condotta dalla facoltà di Medicina dell’Università di Kocaeli, in Turchia, dimostrano che quanto più elevato il livello di vitamina D nel liquido follicolare in cui si trova l’ovulo, tanto più probabile la gravidanza. Allo studio hanno partecipato 84 donne sterili, che si sono sottoposte alla fertilizzazione in vitro. Lo studio ha dimostrato che la percentuale delle gravidanze si rivelava maggiore nelle donne il cui liquido follicolare presentava livelli di vitamina D più elevati. Dal calcolo statistico si è potuto evincere che l’innalzamento del livello di vitamina D di 1 ng/mL aumenta del 6% la probabilità di una gravidanza. “In campo scientifico, un livello medio di vitamina D pari a 40 – 60 ng/mL di sangue viene considerato il valore minimo affinché la vitamina D possa dispiegare i propri effetti positivi in maniera ottimale. La vitamina D, stimolata dai raggi UV, si forma al 90% nella pelle”, spiega Ad Brand del Sunlight Research Forum (SRF) a proposito dell’apporto ottimale di vitamina D. Il Sunlight Research Forum (SRF) è un’organizzazione senza scopo di lucro con sede nei Paesi Bassi. Il suo obiettivo è divulgare al pubblico le più recenti nozioni mediche e scientifiche relative agli effetti sugli esseri umani di un’esposizione moderata ai raggi UV.

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Fecondazione assistita e tutele

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

“Spostare sempre più avanti l’età della gravidanza è rischioso per la madre e per il feto. Le risorse pubbliche vanno investite per proteggere la fertilità, non per creare illusioni nelle cinquantenni”. Il commento del Presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), prof. Nicola Surico , sulla delibera della regione Veneto che prevede un ampliamento dell’età per l’accesso alla procreazione medicalmente assistita (PMA) è molto critico. “Siamo nettamente contrari. Il nostro compito è fornire le giuste informazioni e la migliore assistenza. La letteratura scientifica ci dice chiaramente che a 50 anni le possibilità di successo di queste tecniche sono ridotti al minimo mentre aumentano in maniera esponenziale le complicanze. C’è inoltre un costo, personale e collettivo, non trascurabile. Il Servizio pubblico potrebbe destinare queste risorse a campagne per proteggere la fertilità, sempre più minacciata da stili di vita scorretti”. Su questo fronte la SIGO collabora da tempo con il Ministero della Salute sul progetto “Scuola di fertilità” e per la campagna “ La fertilità è un bene comune. Prenditene cura”. Dal 2005 al 2008 in Italia i cicli di fecondazione assistita su pazienti fra i 40 e i 45 anni sono aumentati del 6,1%, e l’età media di chi ricorre a queste tecniche è più elevata rispetto agli altri paesi europei. Il Presidente SIGO riassume in 5 punti i consigli per le donne che intendono diventare madri: “Non attendere tropo a lungo, mantenere il giusto peso forma, né troppo grasse, né troppo magre. Non fumare: anche in caso di ricorso alle tecniche di PMA, a parità di altri fattori, le fumatrici impiegano in media un anno in più a rimanere incinta. Il consumo di alcol va moderato e non bisogna trascurare le infezioni: spesso non danno sintomi all’inizio ma nel lungo periodo possono compromettere la fertilità.”

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Fertilità nella donna affetta da neoplasia

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2011

Roma, 16/06/2011, 08.30 – 13.45 SANIT – Palazzo dei Congressi P.le Kennedy 1 Sala: 3 Corso ECM: Medico – Psicologo – Infermiere – Biologo Organizzato da: Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IRCSS – Roma Referente: Prof. Enrico Vizza – Responsabile Ginelocologia Oncologica e Prof. Tonino Cantelmi – Responsabile del Servizio di Psichiatria di consultazione e di collegamento. Programma:
8.30 Saluto dei Presidenti
I Sessione – fertilità e cancro: dimensione del problema Moderatori: S. Tomao, A.M.Alberti.
• 8.45 Neoplasie Ematopoietiche – Relatore MC. Petti
• 9.00 Tumore della Mammella – Relatore P. Vici
• 9.15 Altre Neoplasie – Relatore M.L. Appetecchia
• 9.30 Radioterapia e fertilità – Relatore G. Giovinazzo
• 9.45 Vissuto e rappresentazione di infertilità nella paziente oncologica – Relatore T.Cantelmi- S.Torelli
II sessione – strategie di preservazione Moderatori: P. Giannini, E.Piccione
• 10.15 Chirurgia Fertility Sparing – Relatore E.Vizza
• 10.30 Crioconservazione delle Cellule Germinali – Relatore F.Ubaldi
• 10.45 Crioconservazione degli Embrioni – Relatore F.Ubaldi
• 11.00 Banca del Tessuto Ovarico e Trapianto del tessuto Ovarico – Relatore E.Cittadini
• 11.15 La Banca dei Gameti Maschili – Relatore A. Lenzi
III sessione – problematiche attuative ed etiche Moderatori: R.Buonasorte, N.Costa
• 12.15 Bioetica della Preservazione della fertilita’ – Relatore M.Losito
• 12.30 Valutazione psicologica e Gestione della Donna oncologica candidata al Trapianto del tessuto ovarico – Relatore S.Torelli
• 12.45 Valutazione e Gestione della giovane prepubere candidata al Trapianto del tessuto ovarico
• 13.00 Sostenibilità economica ed innovazione terapeutica – Relatore E.Vizza
13.15 Il controllo della qualità e la certificazione ( S. Moretti) – Relatore S.Moretti
13.45 Chiusura dei lavori

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Fertilità femminile in calo

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2010

Crescono le difficoltà per arrivare ad una gravidanza: «Età, patologie, endometriosi e fumo tra i principali ostacoli», spiegano dal centro internazionale di fecondazione assistita ProCrea Cala la fertilità femminile in Italia come in altri Paesi europei. Il 2009 è l’anno nel quale è stato registrato un colpo di freno al tasso di fecondità, indice statistico basato sul numero medio di figli per donna. Secondo le indicazioni dell’Istat, il tasso di fertilità totale in Italia si è assestato per l’anno scorso intorno all’1,41. Un passo indietro rispetto all’1,42 registrato nel 2008, ma di fatto uno stop alla crescita che è stata registrata dal 1995, anno in cui si è avuto il valore minimo di 1.19. Uno stop condiviso anche da Spagna, Francia, Germania, Irlanda e Portogallo. All’opposto si è comportata la Svizzera dove, invece, questo valore è passato da 1.48 a 1.50 (fonte Eurostat).  «Siamo in presenza di un dato statistico che però affronta una duplice questione», osserva Thierry Suter, specialista in Medicina della Riproduzione di ProCrea, centro internazionale per la medicina della riproduzione con sede a Lugano, in Canton Ticino. «Non solamente la gravidanza viene sempre più posticipata, ma insorgono maggiori problemi di fertilità nella coppia». Infatti, l’età della donna è il primo ostacolo alla maternità. «I cambiamenti all’interno della società hanno portato le donne a ricercare un figlio dopo i 30 anni: una soglia importante per la stessa vita fertile della donna -prosegue Suter-. Se intorno ai 25 anni una donna conserva ancora tutto il suo patrimonio di ovuli, questo tende ad abbassarsi dopo i 30 per decadere dopo i 35 e avvicinarsi allo zero dopo i 40 anni». In questa direzione, i dati nei trattamenti di fecondazione assistita sono chiari: «Abbiamo risultati positivi, quindi una gravidanza, che superano il 50% nelle pazienti con meno di 30 anni -continua lo specialista di ProCrea-. Fino ai 36 anni i successi si assestano intorno al 40%, mentre calano al 29% nella fascia di età fino a 39 anni e crollano oltre i 40 anni».
Accanto alla questione età, vengono registrati sempre più problemi legati alla salute riproduttiva della donna stessa. «Circa un caso su tre di sterilità femminile è provocato da una lesione delle tube, dovuta alla spirale o all’aborto o a un rapporto sessuale infetto. Anche un’appendicite può essere rischiosa», prosegue il medico. «Ci sono poi i problemi legati al peso: se è troppo o troppo poco si rischia di avere un’ovulazione saltuaria o del tutto assente. Non certo ultima l’endometriosi per la quale spesso si arriva ad una diagnosi certa dopo diversi anni, quando presumibilmente la malattia si è aggravata». Lo stile di vita influisce: «Le fumatrici hanno tassi di infertilità più alti, una fecondità ridotta e impiegano più tempo a concepire (in genere oltre un anno). Il fumo, infatti, è dannoso per le ovaie femminili». Anche il consumo di droghe e l’abuso alcol danneggiano la fertilità.
ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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Secondo natura e contro natura

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2010

Lettera al direttore. Ad un lettore che, sul Corriere della Sera del 29 giugno, scrive: ” Per l’uomo è naturale nascere, crescere, riprodursi e morire. Il celibato di preti è pertanto un comportamento contro natura. La Chiesa, in ogni occasione, auspica che tutti si comportino secondo natura, ma è lei che impone ai preti un comportamento contro natura”, risponde: “La Chiesa parla soprattutto di «diritto naturale». A me sembra che la libera scelta della castità non possa essere considerata un comportamento contro natura”. Diverse inesattezze in due righe. La Chiesa, soprattutto in tema di sessualità, parla di natura, e non solo pretende di stabilire che cosa sia contro natura e che cosa secondo natura, ma della distinzione fa anche arbitrariamente un criterio etico: secondo natura = morale; contro natura = immorale. E in  base a questo criterio afferma che “la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato” ( Catechismo n. 2352); e che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati” (n. 2357). In base a questo criterio afferma che è morale astenersi dall’amplesso nei periodi fecondi, mentre è immorale ricorrere ai contraccettivi artificiali, giacché “nel primo caso i coniugi usufruiscono di una disposizione naturale; nell’altro caso essi impediscono lo svolgimento dei processi naturali” (Humanae vitae, n. 16). Altra inesattezza: la libera scelta non riguarda il celibato, bensì il sacerdozio. La Chiesa “costringe” il giovane che si sente “chiamato” da Dio al sacerdozio, ad abbracciare il celibato. Infine: Gesù parla di eunuchi che nascono così “dal seno della madre” (difetto fisico contro natura?), e di eunuchi che si rendono “tali da sé per il regno dei cieli” (cf Mt 19,12). (Renato Pierri)

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Cala la fertilità maschile

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

Negli ultimi anni si è ridotta la capacità riproduttiva negli uomini. Stress, ma anche stili di vita non corretti hanno influito negativamente sulla fertilità maschile; tanto che «negli ultimi 20 anni il numero degli spermatozoi prodotti si è quasi dimezzato». A dirlo è ProCrea, centro svizzero per la Medicina della Riproduzione, punto di riferimento internazionale nella procreazione medico assistita al quale si rivolgono coppie, per lo più italiane, alla ricerca di un figlio, ma anche potenziali donatori di seme. Una tendenza che acuisce quanto rilevato da un’indagine di alcuni anni fa, secondo la quale tra il 1940 e il 1990 la concentrazione media degli spermatozoi sarebbe crollata da 113 a 66 milioni. «Gli esami cui i nostri pazienti si sottopongono rivelano una situazione preoccupante: non solamente sono in aumento le infezioni e le patologie che influiscono sulla salute riproduttiva maschile, ma c’è alla base una scarsa conoscenza di quali possono essere i problemi andrologici», osserva Thierry Suter, medico esperto in Medicina della Riproduzione che opera all’interno di ProCrea. Del resto, aggiunge, «il problema diventa oggetto di attenzione da parte degli uomini solo nel momento in cui cercano un figlio, ma le cause che possono portare ad alterazioni riproduttive insorgono talvolta fin dall’infanzia». «Lo stress influenza la fecondità dell’uomo e produce cambiamenti sia psichici che fisici -sottolinea Suter-. Situazioni di forte stress, col passare del tempo, incidono in modo notevole sulla produzione di spermatozoi, quindi sulla salute riproduttiva dell’uomo. Un altro elemento da non sottovalutare è il troppo caldo e una vita eccessivamente sedentaria». Nell’elenco delle cause figurano anche anomalie genetiche o deficit ormonali, come pure alcune malattie a trasmissione sessuale. «Anche l’orchiepididimite, causata dagli orecchioni o da infezioni dopo la pubertà, oppure traumi o torsioni testicolari possono determinare un’atrofia dei testicoli con danni permanenti. Il criptorchidismo, ovvero la mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli nello scroto, è un difetto congenito che può provocare sterilità permanente tanto più tardivo è l’intervento di riposizionamento nella sua sede», prosegue il medico
ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare, ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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