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Festival di Salisburgo

Posted by fidest press agency su domenica, 6 agosto 2017

luca salsi aidaluca salsi aida1Salisburgo 6 agosto 2017. Per il terzo anno consecutivo torna al Festival di Salisburgo il baritono italiano Luca Salsi, già protagonista dell’Ernani diretto da Riccardo Muti nel 2015, successivamente interprete del ruolo di Briano nel raro Il templario di Otto Nicolai nel 2016, e ora, a partire dal 6 agosto 2017, di quello di Amonasro nell’Aida di Giuseppe Verdi, ancora con la direzione di Muti e la regia di Shirin Neshat. Considerato baritono verdiano di riferimento, Salsi è originario della provincia di Parma, proprio come Verdi, e collabora frequentemente con Riccardo Muti, con cui ha interpretato Macbeth a Chicago e a Stoccolma, I due Foscari a Roma, Nabucco a Ravenna, Roma e Tokyo, Ernani a Roma e a Salisburgo e Falstaff a Chicago.
Recentemente è stato protagonista dell’Andrea Chénier a Monaco di Baviera e a Parigi, accanto a Jonas Kaufmann e Anja Harteros, e del nuovo allestimento di Rigoletto firmato da Damiano Michieletto ad Amsterdam. “Sono felice di tornare a Salisburgo, ancora una volta sotto la bacchetta luca salsi aida2del Maestro Muti, il più grande interprete verdiano di oggi, dal quale ho imparato tutto quello che so di questo grandissimo compositore – dice Luca Salsi – È anche un piacere per me poter interpretare di nuovo il ruolo di Amonasro: uno dei più celebri padri verdiani, troppo spesso pensato come una figura rude e autoritaria, in realtà uno dei personaggi a cui Verdi ha regalato alcune delle sue più belle melodie. Basti pensare al duetto con Aida del terzo atto, nel quale il padre, chiedendo un sacrificio estremo ad Aida, espone una frase musicale di estrema bellezza e drammaticità, che racchiude in sé sia l’implorazione alla figlia, sia la tragedia di un intero popolo.”Tra i prossimi impegni di Luca Salsi: il debutto come Scarpia nella Tosca al Teatro dell’Opera di Roma, dal 14 ottobre; l’inaugurazione della nuova stagione del Teatro alla Scala, ancora come Carlo Gérard nell’Andrea Chénier diretto da Riccardo Chailly il 7 dicembre; Poliuto al Gran Teatre del Liceu di Barcellona il 10 e il 13 gennaio 2018 e ben tre opere al Metropolitan di New York: Il trovatore (dal 6 febbraio), Lucia di Lamermoor (dal 30 marzo) e Luisa Miller (il 18 aprile).La nuova produzione dell’Aida – in scena a Salisburgo anche il 9, il 12, il 16, il 19, il 22 e il 25 agosto – è realizzata dall’acclamata artista iraniana Shirin Nashat, al suo debutto nella lirica. Accanto a Salsi sono impegnati Anna Netrebko nel ruolo del titolo, Francesco Meli in quello di Radamès, Ekaterina Semenchuk come Amneris, Roberto Tagliavini nelle vesti del Re d’Egitto e Dmitry Belosselskiy in quelle di Ramfis. (foto: salsi)

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La morte di ogni uomo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2009

Giovedi 16 aprile alle 20.30 a Torino e su radio 3 nell’interpretazione di Detlef Roth  e Juraj Valčuha. Nasce dall’incontro tra un raffinato baritono, il tedesco Detlef Roth, e il giovane direttore slovacco Juraj Valčuha, il cui successo internazionale nell’ultimo anno è stato travolgente, il programma del penultimo concerto della stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, giovedì 16 aprile 2009 alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, trasmesso in collegamento diretto su Radio 3.  Detlef Roth, ospite regolare dei teatri e dei festival più prestigiosi, reduce dal personale successo nel Vampiro di Marschner al Teatro Comunale di Bologna, interpreta i Sechs Monologe scritti da Frank Martin nel 1943 su testi estrapolati dallo Jedermann di Hofmannsthal, opera teatrale tradizionalmente rappresentata ogni anno al Festival di Salisburgo. La vicenda narra di una figura dall’identità indefinita, un Ognuno (Jedermann appunto) che potrebbe rappresentare tutti, ma nello stesso tempo nessuno. La sua esistenza scorre tra ritrovi gaudenti, un’oculata amministrazione di beni immobiliari e piccoli gesti di generosità. Una sera, durante uno sfarzoso banchetto, la Morte irrompe sulla scena. Ognuno resta a tu per tu con la spettrale figura e ben presto scopre di aver vissuto un’esistenza gretta e immorale. La Morte gli concede un’ora di tempo per mettere ordine nella sua anima; e così Ognuno si trova a fare i conti con il Soldo e le Opere, rendendosi conto di aver fatto troppo poco per ambire alla salvezza. L’unica soluzione è il pentimento. Il Diavolo invoca la sua anima, ma interviene la Fede che accompagna Ognuno nella quiete del sepolcro. Le riflessioni sulla vita e la morte comprese nei sei monologhi messi in musica da Frank Martin comprendono uno spettro di emozioni estremamente variegato, che va dalla rabbia alla rassegnazione, dalla fede al pentimento, e restituiscono con scrupolosa attenzione tutte le sfumature espresse da Hofmannsthal. Il programma è completato, in apertura, dal poema sinfonico Tod und Verklärung scritto da Richard Strauss nel 1889 proprio sui temi della morte e della trasfigurazione, e in chiusura dalle Danze sinfoniche op. 45 composte da Sergej Rachmaninov negli Stati Uniti nel 1940. Il concerto è replicato venerdì 17 aprile alle ore 21, sempre a Torino. I biglietti per le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani per i nati dal 1979) sono in vendita sia online che presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Un’ora prima dei due concerti saranno messi in vendita ingressi non numerati a 20 e 9 euro (ingresso giovani per i nati dal 1979).

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