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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘fiducia’

Governo: Secondo i dati Istat a settembre la fiducia dei consumatori sale da 111,9 a 112,2

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

“Bene, effetto Governo Conte II. Come tradizione, con la nascita di un nuovo Esecutivo gli italiani confidano in un cambiamento e guardano con rinnovata speranza al futuro. E’ sempre successo. Il problema è mantenere questa fiducia e non tradirla. Inoltre, questa volta il rialzo è stato inferiore a quello dei precedenti Governi, appena 0,3 punti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il fatto che l’aumento della fiducia dipenda dal nuovo Governo è attestato dalla componente relativa alle attese sulla situazione economica dell’Italia che balza da -21,5 a -16,3, +5,2 punti” conclude Dona.
L’associazione di consumatori ricorda gli ultimi precedenti: nel giugno 2018, con il primo Governo Conte, salì da 113,8 a 116,3 (+2,5) punti, nel dicembre 2016, con il Governo Gentiloni, la fiducia salì da 107,7 a 110,6 (+2,9 punti percentuali), nel mese di marzo del 2014 (le rilevazioni sulla fiducia sono fatte nei primi 15 gg del mese, quindi pur avendo giurato in febbraio, il 22, l’effetto si ebbe a marzo), con il Governo Renzi, passò da 94,8 a 98,1 (+3,3 punti percentuali), nel mese di maggio 2013, con il Governo Letta, salì appena da 83,6 a 83,8, +0,2 punti, anche se poi, con scoppio ritardato, nel mese successivo ci fu un incremento record di 10 punti, nel mese di novembre 2011, con il Governo Monti, salì da 90,3 a 94,1 (+3,8),

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“Sto per votare la fiducia al Governo Conte II”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

“Mi riconosco nel discorso programmatico del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con cui ha delineato una prospettiva seria per il nostro futuro.
Ambiente, asili nido e giovani, il lavoro, la riduzione delle disuguaglianze, il taglio delle tasse, l’Agenzia nazionale della ricerca, la riforma della giustizia e l’inasprimento delle pene per i grandi evasori, l’autonomia differenziata (definendo fabbisogni standard e livelli essenziali delle prestazioni), la riforma del Testo unico degli Enti Locali, un forte sostegno ai Comuni, la crescita integrale e inclusiva, sono solo alcune delle priorità di un Esecutivo che ha voglia di trovare le soluzioni migliori per risolvere i problemi degli italiani.
Da oggi il MoVimento 5 Stelle apre una nuova stagione che affronteremo con spirito costruttivo e di piena collaborazione istituzionale, come sempre nell’interesse dei Cittadini e del Paese”. Così, su Facebook, l’On. Laura Castelli, Deputata del Movimento 5 Stelle.

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Istat: ad agosto scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad agosto scende la fiducia dei consumatori da 113,3 a 111,9.”Effetto crisi di Governo. E’ chiaro che gli italiani, a fonte della caduta dell’Esecutivo, temono l’aumento dell’Iva. Per questo, rispetto a luglio, crolla sia il giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -48,5 a -54,2, che sulla famiglia, da -19,9 a -21,9, sia le attese sulla situazione economica dell’Italia (da -18,2 a -21,8) che le attese sulla famiglia (da -5,8 a -6). Per non parlare delle possibilità future di risparmio, che precipitano da -19 a -27,1″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, la priorità del prossimo Governo deve essere la ricerca dei 23,1 miliardi necessari per evitare la stangata dell’Iva” conclude Dona.

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Le banche e la fiducia del pubblico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

“Per le banche è Importante rafforzare stabilità e parità delle regole e clima di fiducia del pubblico. Il contributo della nuova Commissione Bicamerale di inchiesta può essere decisivo per promuovere nome più semplici ed efficaci senza scalfire i principi del mercato”. Lo ha affermato oggi a Milano, a margine dell’Assemblea del Centenario dell’Abi, l’economista Alessandro Carretta, docente all’Università di Roma Tor Vergata e Segretario Generale di Assifact, l’Associazione italiana per il factoring. “I rimborsi ai truffati sono utili a responsabilità accertate, ma devono essere accompagnati da un’azione di educazione finanziaria per ridurre il rischio che il problema si ripresenti. Anche qui il lavoro della Commissione Bicamerale può risultare determinante”
Alessandro Carretta Professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari – Università Tor Vergata di Roma. Accademico onorario dell’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA), di cui è stato Presidente dal 2011 al 2014. Membro dello Steering Committee di FINEST, Financial Intermediation Network of European Studies, e del Consiglio di amministrazione dell’Università di Roma Tor Vergata. Membro della European Association of University Teachers of Banking and Finance, con sede a Bangor, Università del Galles (UK). Collabora con la Banca d’Italia e il MEF nelle procedure di gestione delle crisi bancarie. Ricopre inoltre numerosi incarichi presso istituti di credito tra cui: componente del Comitato di sorveglianza della Banca Padovana e Membro del Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Sondrio. Segretario Generale dell’Associazione Italiana per il Factoring. Membro del Consiglio Direttivo di NED Community, Associazione degli amministratori non esecutivi e indipendenti, e Presidente del Collegio dei Probiviri dell’Associazione Italiana Leasing (Assilea).

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Torniamo a dare fiducia alla scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Al dirigente scolastico deve essere affidato nuovamente il compito di vigilare,Il maestro di Solofra è stato scarcerato; uno dei suoi avvocati ha affermato come mettendo insieme parole dette in momenti diversi il significato delle stesse cambia notevolmente e purtroppo è quello che è successo. Udir ritiene che la magistratura, nelle esecuzioni delle indagini, dovrebbe tenere maggiormente conto dell’opinione del DS; si ricorda inoltre che il fenomeno del burnout, di recente entrato a far parte dell’elenco dei disturbi medici, non è da sottovalutare. Il sindacato ha chiesto un commento al dottor Vittorio Lodolo D’Oria, massimo esperto in materiaÈ di queste ore la notizia della scarcerazione da parte del Tribunale del Riesame di Napoli del maestro di Solofra, accusato di violenza sessuale nei confronti un alunno dell’asilo in cui insegna religione; come spiega uno dei suoi avvocati, le indagini sono “in corso e noi non ne temiamo di ulteriori, ho visto quelle immagini decine e decine di volte ma non ho visto o ascoltato quello che dice il Pm o che scrive il Gip Fabrizio Ciccone, altro magistrato di grandissimo valore, nell’ordinanza. Se si mettono insieme parole dette in momenti diversi il significato delle stesse cambia notevolmente e purtroppo è quello che è successo. Parliamo di 400 ore di riprese mentre a nostra disposizione ci sono solo una ventina di minuti in cui si concentrano tutti gli episodi contestati. Quindi le parole decontestualizzate dal resto del girato: una cosa è dire ‘ti impicco’ come una minaccia, altra cosa è dirlo con un tono diverso”.Udir, premessa la condanna di casi del genere accertati, ritiene che la magistratura, nelle esecuzioni delle indagini, dovrebbe tenere maggiormente conto dell’opinione del DS; inoltre si ricorda come certe azioni possano essere ricondotti al burnout, di recente entrato a far parte dell’elenco dei disturbi medici. Il sindacato ha chiesto il parere del dottor Vittorio Lodolo D’Oria, massimo esperto in materia, che ha espresso il suo parere anche attraverso la sua pagina personale Facebook.Lodolo D’Oria ha affermato che “è giunta l’ora di smettere di affidare le indagini sui Presunti Maltrattamenti a Scuola (PMS) a inquirenti non addetti ai lavori, altrimenti i risultati sono quelli che abbiamo sotto gli occhi: coccole scambiate per molestie sessuali e contenimento di disabili per violenze. L’avvocato difensore del maestro di Solofra ha chiesto che i carabinieri del posto vengano sollevati dalle indagini. Ebbene, ciò deve avvenire non solo a Solofra ma ovunque nel Paese. Non sono possibili indagini effettuate da non addetti ai lavoro, che registrano con telecamere nascoste per centinaia di ore (pesca a strascico), operano decontestualizzazioni, selezioni (avverse), estrapolazioni delle videoclip, montano trailer surreali, nonché effettuano trascrizioni drammatizzate e fuorvianti degli atti. Inoltre solo lo 0,1% delle immagini videoregistrate viene proposto e visionato dai giudici, trascurando oltre il 99% dell’attività professionale che, non essendo contestato, è di conseguenza ineccepibile”.“Inoltre – continua il dottor Lodolo D’Oria – dobbiamo poi renderci conto che il fenomeno dei PMS è solo ed esclusivamente italiano, non essendo registrato in nessun altra parte d’Europa: dunque è impossibile concludere che solo in Italia esistono maestre-streghe. Piuttosto si cominci a pensare che sono del tutto inappropriati i metodi d’indagine utilizzati che, così come sono concepiti, non lasciano scampo a nessun indagato”.

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I manager italiani sono fiduciosi nei confronti del futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Si aspettano un miglioramento in termini di skill, salario e carriera. Ma il presente non soddisfa middle e top management. Questa la fotografia del Q1 2019 scattata dal “Confidence Index” di PageGroup, società leader mondiale nel recruitment con i brand Page Executive, Michael Page e Page Personnel.L’indice, che misura la percezione del mercato del lavoro – ottenuto attraverso la somministrazione di 660 questionari* ai candidati per opportunità professionali a livello di middle e top management – ha rilevato che nel primo trimestre di quest’anno i professionisti italiani ritengono precaria la situazione del mercato in cui operano (47%), così come le attuali condizioni economiche (48%). Ma le speranze sono rivolte al futuro: i candidati prevedono infatti che, nei prossimi sei mesi, mercato (45%) e situazione economica (48%) miglioreranno.Considerando un panorama di più ampio respiro, come si vedono i manager tra un anno? Anche in questo caso vince l’ottimismo:
Skill migliorate: 62%
Mansioni migliori: 49%
Promozione: 49%
Aumento di stipendio: 44%
Solo in termini di work-life balance prevalgono i candidati che non prevedono cambiamenti (39%), tuttavia la differenza percentuale rispetto a coloro che si aspettano un miglioramento è minima (38%). Ma quali sono le motivazioni che spingono i manager a cercare un nuovo lavoro? Al primo posto figura la speranza di acquisire nuove skill (45%). Segue l’attuale disoccupazione (31%), la ricerca di una retribuzione più elevata (28%) e un work-life balance migliore (25%). La ricerca ha quindi indagato il livello di gradimento dei candidati rispetto alle soluzioni temporanee, prese in considerazione dal 71% dei manager. Le motivazioni sono molteplici, ma la possibilità di aumentare le proprie competenze è ancora una volta preponderante (67%). Ad attrarre il 41% dei candidati è invece la dinamicità offerta da questo tipo di contratto, mentre il 25% lo ritiene un modo per farsi assumere a tempo indeterminato.

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Istat: ad aprile scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile scende la fiducia dei consumatori da 111,2 a 110,5. “Dati allarmanti!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Purtroppo peggiorano sia le attese sulla situazione economica dell’Italia, che crollano da -21,2 a -24,4, sia il giudizio sulla situazione economica della famiglia, che scende da -21,9 a -22,6, sia la possibilità futura di risparmio (da -22 a -24,5), sia le opportunità di acquistare beni durevoli, che precipitano da -51,7 a -58,5. Un dato, quest’ultimo, che certo non fa ben sperare sulla voglia di fare acquisti degli italiani” prosegue Dona.”I pochi dati, positivi, come il lieve miglioramento del giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -67,8 a -67,2 non compensano certo quelli negativi” conclude Dona.

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Istat: ad aprile scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile scende la fiducia dei consumatori da 111,2 a 110,5.”Dati allarmanti!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Purtroppo peggiorano sia le attese sulla situazione economica dell’Italia, che crollano da -21,2 a -24,4, sia il giudizio sulla situazione economica della famiglia, che scende da -21,9 a -22,6, sia la possibilità futura di risparmio (da -22 a -24,5), sia le opportunità di acquistare beni durevoli, che precipitano da -51,7 a -58,5. Un dato, quest’ultimo, che certo non fa ben sperare sulla voglia di fare acquisti degli italiani” prosegue Dona.”I pochi dati, positivi, come il lieve miglioramento del giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -67,8 a -67,2 non compensano certo quelli negativi” conclude Dona.

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Sicurezza alimentare: nuove regole per rafforzare la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Una banca dati comune europea sugli studi utilizzati per le autorizzazioni L’Autorità europea per la sicurezza alimentare può rendere pubblici gli studi Rispondere alle preoccupazioni espresse nell’Iniziativa cittadina sul glifosato Le nuove regole per garantire l’affidabilità e la trasparenza della procedura di valutazione dei rischi per la sicurezza alimentare nell’UE sono state adottate mercoledì. Già concordate con i ministri UE, le nuove regole assicurano che la procedura di valutazione del rischio dell’UE per la sicurezza alimentare sia più affidabile, trasparente e obiettiva.Il testo è stato state approvato con 603 voti favorevoli, 17 contrari e 27 astensioni.Le nuove norme creeranno una banca dati comune europea degli studi commissionati, per dissuadere le imprese, che richiedono un’autorizzazione per la vendita di un alimento, dal non divulgare gli studi sfavorevoli. Ciò consentirà all’ Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di rendere pubblici tutti gli studi presentati e consentirne l’analisi da parte di terzi. In tal modo, si potrà considerare l’eventuale esistenza di altri dati scientifici o studi pertinenti, al fine di garantire l’accuratezza dei dati di cui dispone l’Autorità.Per garantire la trasparenza della procedura, i richiedenti dovranno divulgare tutte le informazioni pertinenti alla valutazione della sicurezza. Tuttavia, alcune informazioni, come il processo di fabbricazione o di produzione, possono essere mantenute riservate.Infine, la nuova legge introduce una nuova procedura consultiva, precedente alla presentazione, che consente all’EFSA di consigliare i richiedenti su come presentare correttamente la domanda di autorizzazione, rendendo il processo più affidabile.
La legge chiarisce come gestire la cosiddetta ‘doppia qualità’ dei prodotti
L’importo delle multe può arrivare al 4% del fatturato annuo. Un aggiornamento delle norme UE sulla tutela dei consumatori, per contrastare le recensioni ingannevoli online e la doppia qualità dei prodotti, è stato approvato. La nuova legge, già concordata con i ministri UE, aggiorna i diritti dei consumatori all’era di internet, garantendo ai consumatori maggiori informazioni sul funzionamento delle graduatorie online e quando esse derivino da post sponsorizzati. Le nuove regole mirano inoltre a rendere più trasparente per i consumatori l’uso delle recensioni online e dei prezzi personalizzati.I marketplace online e i servizi comparativi (ad esempio, Amazon, eBay, AirBnb, Skyscanner) dovranno rivelare i principali parametri che determinano la classificazione delle offerte risultanti da una ricerca. I consumatori dovranno inoltre essere informati da chi acquistano beni o servizi (da un commerciante, dal marketplace stesso o da un privato) e se sono stati utilizzati prezzi personalizzati.La direttiva tratta la questione della cosiddetta “doppia qualità dei prodotti”, ovvero i prodotti, commercializzati con lo stesso marchio in diversi Paesi UE, che differiscono per composizione o caratteristiche. Nel testo, si afferma che spetta agli Stati membri combattere la commercializzazione ingannevole.Quando sono soddisfatte determinate condizioni (ad esempio, commercializzazione simile in Stati membri di prodotti identici, con composizione o caratteristiche significativamente diverse e senza una giustificazione), la pratica potrebbe essere qualificata come ingannevole e quindi proibita. Inoltre, il testo include una clausola di riesame che impone alla Commissione di valutare la situazione entro due anni, per verificare se la doppia qualità dei prodotti debba essere aggiunta alla lista nera delle pratiche commerciali sleali.Per le infrazioni diffuse (ossia quelle che danneggiano i consumatori in diversi Paesi UE), l’ammenda massima disponibile negli Stati membri deve ammontare ad almeno il 4% del fatturato annuo del commerciante nell’esercizio finanziario precedente o, qualora non fossero disponibile informazioni sul fatturato, a un importo forfettario pari a due milioni di euro.

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Istat: a febbraio crolla fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Secondo i dati Istat resi noti qualche giorno fa, a febbraio scende la fiducia dei consumatori da 113,9 a 112,4.Anche se non si può ancora parlare di rottura definitiva tra italiani e Governo, certo il divorzio è oramai alle porte. Servono fatti per ridare speranze sul futuro dell’Italia. Non bastano più le parole e gli slogan” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ un record negativo il dato sul giudizio degli italiani sulla situazione economica dell’Italia, che in un solo mese precipita da -47,2 a -62,8, -15,6 punti percentuali. Dall’inizio delle serie storiche, ossia dal gennaio 1995, si tratta del quindicesimo peggior risultato di sempre. Entra, quindi, nella classifica delle performance più deludenti. Per avere una riduzione maggiore bisogna tornare all’ottobre del 2013, con una flessione di 27,1 punti. Mentre in testa alla classifica resta il marzo del 1995, -31,9 punti” conclude Dona.

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Il referendum distruttivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 gennaio 2019

di Pietro Di Muccio de Quattro. Tra i tanti referendum previsti dalla Costituzione, tra i quali in primo luogo il costituzionale e l’abrogativo, rischiamo drammaticamente di veder inserito l’inusitato referendum legislativo, che intendo oggi battezzare, come merita la sua enormità, “referendum distruttivo”. La Camera dei deputati, nella sostanziale disattenzione, se non indifferenza, dei media e dei cittadini, insomma di quel popolo evocato di continuo, ha iniziato la discussione della proposta di legge che modifica l’art.71 della Costituzione in materia di iniziativa legislativa popolare. L’intenzione di questa riforma, che vorrei giudicare solo dal punto di vista della ragione critica e della teoria politica, per cercare di sottrarmi alla pregiudiziale partitica, sarebbe quella, variamente elogiata pure dagli oppositori parlamentari, di avvicinare il popolo alle istituzioni. E’ scritto a riguardo nel parere della Commissione Esteri della Camera: “Il provvedimento è finalizzato a potenziare e rendere più effettivi nel nostro ordinamento gli strumenti della democrazia diretta e partecipativa, nonché ad assicurare trasparenza ed efficienza alle nostre istituzioni, così da gratificare innanzitutto la crescente domanda di partecipazione dei cittadini alla vita della nostra Repubblica e ricostruire il legame di fiducia tra i cittadini e, tra tutte, la più alta istituzione rappresentativa.” A parte la bolsa retorica (e il troppo vasto programma!), la riforma intende conferire a cinquecentomila elettori il diritto di presentare alla Camera e/o al Senato una proposta di legge ordinaria. E, fin qui, sembrerebbe solo un potenziamento del già esistente diritto di almeno cinquantamila elettori, diritto che nulla vieta di esercitare a più di cinquantamila elettori, come pure è accaduto. Sennonché la riforma aggiunge che, se le Camere non approvano la proposta popolare entro diciotto mesi dalla presentazione, “è indetto un referendum per deliberarne l’approvazione.” Voce dal sen fuggita o, se preferite, lapsus freudiano, questa disposizione sembra pure sbagliata. Dovrebbe essere espressa correttamente così: “è sottoposta a referendum”.Prescindendo dagli altri limiti di ammissibilità del referendum, opportunamente fissati, la proposta non è ammessa “se non provvede ai mezzi per far fronte ai nuovi o maggiori oneri che essa importi.” Facile immaginare quali e quante lotte dei comitati presentatori per spartirsi la torta del bilancio pubblico, prendendo per la propria lobby e togliendo alle altrui lobbies. La finanza pubblica messa nelle mani di gruppuscoli e fazioni! E per fortuna nella discussione parlamentare è stato accolto l’emendamento secondo cui l’approvazione della proposta risulta valida se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi nel referendum “purché superiori a un quarto degli aventi diritto.” Diversamente, la proposta avrebbe potuto essere approvata, per assurdo, anche soltanto dai cinquecentomila promotori, se tutti gli altri si fossero astenuti, oppure da minoranze infime, che così avrebbero prevalso sulla maggioranza parlamentare, come sto per chiarire.
La bomba atomica che verrebbe innescata sotto Palazzo Madama e Montecitorio sta in questo comma: “Se le Camere approvano la proposta in un testo diverso da quello presentato e i promotori non rinunziano, il referendum è indetto su entrambi i testi. In tal caso l’elettore che si esprime a favore di ambedue ha facoltà di indicare il testo che preferisce. Se entrambi i testi sono approvati, è promulgato quello che ha ottenuto complessivamente (complessivamente, sic!) più voti”. Anche di fronte a variazioni minime nel controprogetto parlamentare i promotori possono insistere sul referendum, al quale non è proprio sicuro se debbano essere sottoposte due o tre opzioni, comprendendovi il mantenimento della legislazione vigente, qualora esistesse. Chi respinge il progetto popolare e il controprogetto parlamentare dovrebbe avere il diritto di votare per il mantenimento dello status quo e non essere tagliato fuori dalla consultazione referendaria. Sebbene il giudizio di ammissibilità del referendum sia opportunamente attribuito alla Corte Costituzionale e varie e sostanziose norme applicative siano rimesse ad una successiva legge ordinaria “rinforzata, cioè da approvare a maggioranza assoluta, non ne viene meno né si attenua l’intrinseca distruttività della riforma.I motivi sono così evidenti che i sostenitori non si abbassano a confutarli ma affettano superiorità appollaiati sull’idolo della democrazia diretta. Ma conficcare nella ruota della democrazia rappresentativa il bastone della democrazia sedicente partecipativa, non rafforza la prima né realizza la seconda. Semplicemente blocca la democrazia tout court, forse neppure voluta. Introdurre un istituto che rende permanente, in potenza e in atto, il conflitto tra rappresentanti parlamentari, comitati presentatori, cittadini elettori, nel mentre il Parlamento siede nella pienezza dei poteri derivanti ad esso dalla sovranità popolare, sovverte il sistema del libero governo rappresentativo, conosciuto com’è dove viene praticato.
Parlando in generale, nelle questioni costituzionali lungo il corso della storia i riformatori improvvidi hanno sempre mostrato di essere supponenti ed impazienti. Come adesso, con questo farraginoso e stupefacente meccanismo di produzione legislativa. (fonte società libera)

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La fiducia nel mercato del lavoro cresce di 5 punti rispetto al 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 gennaio 2019

La fiducia nel mercato del lavoro aumenta rispetto allo scorso anno, ma non basta per rendere i lavoratori ottimisti. È quanto registra il “Confidence Index” ricerca condotta da PageGroup, società leader mondiale nel recruitment con i brand Page Executive, Michael Page e Page Personnel, che indica una crescita complessiva della fiducia in tema di prospettive individuali e di mercato.L’indice – ottenuto attraverso la somministrazione di 658 questionari in Italia* ai candidati per opportunità professionali a livello di middle e top management – è aumentato del 5%, passando da 40 punti nell’ultimo trimestre 2017 a 45 punti a fine 2018. Il dato, nonostante sia in costante crescita, risulta essere il più basso registrato in Europa. La Germania si posiziona al primo posto con un punteggio pari a 70, seguita da Svezia (69 punti) e Austria (64 punti), più vicine all’Italia invece Francia e Spagna, rispettivamente a 51 e 50 punti.Nello specifico, il 41% dei lavoratori è ottimista circa la possibilità di trovare lavoro entro 3 mesi dall’inizio della ricerca, dato che riscontra un incremento dell’11% rispetto allo scorso anno. I lavoratori italiani si dicono anche fiduciosi circa la possibilità di poter migliorare le proprie competenze lavorative nei prossimi 12 mesi (63%) – dato aumentato dell’8% dal 2017 –, di ricevere un aumento di retribuzione (43%) e avere un miglior work-life balance (40%). Dalla ricerca emerge una visione ottimistica sulle prospettive future dei prossimi 6 mesi, sia da un punto di vista lavorativo che economico, entrambi al 47% e in netto miglioramento rispetto alla percezione attuale di questi due parametri – rispettivamente al 37% e al 34%. Prospettive in chiaroscuro, invece, per gli indici che riguardano la soddisfazione lavorativa: se il 41% si ritiene soddisfatto della sicurezza del proprio lavoro solo il 35% è appagato dalle condizioni generali riscontrate e il 32% dal proprio salario. I lavoratori risultano inoltre ancora più insoddisfatti del proprio work-life balance (dato al 29%) e delle opportunità per ottenere una promozione (12%).

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Istat: a dicembre scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

Secondo i dati Istat resi noti, a dicembre scende la fiducia dei consumatori da 114,7 a 113,1.”Gelata sul Natale! A dicembre crolla la fiducia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In particolare, precipitano i dati sulla situazione economica del Paese, sia il giudizio, da -54,7 a -55,3, sia le attese, da -11,8 a -13,3. Insomma, la manovra ballerina, le discussioni con l’Europa, il rischio di procedura d’infrazione, l’innalzamento dello spread, non hanno fatto bene, rendendo decisamente pessimisti gli italiani, determinando un calo della fiducia” prosegue Dona.”Il rischio di una conseguente stangata, ha fatto franare anche i dati sulla situazione economica delle famiglie, facendo scendere sia i giudizi, da -19,3 a -20,4, sia le attese, da -4,3 a -6,1. Di male in peggio, insomma!” conclude Dona.

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Istat fiducia: italiani bocciano manovra o temono per Ue

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Secondo i dati Istat a novembre scende la fiducia dei consumatori, da 116,5 a 114,8. “Dato negativo, sul quale pesa il giudizio sfavorevole sulla situazione economica del Paese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Gli italiani, insomma, bocciano la manovra o, in alternativa, temono per l’innalzamento dello spread oppure si preoccupano per le divergenze con la Commissione Ue e per le possibili sanzioni connesse alla procedura d’infrazione. Precipitano, infatti, sia il giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -44,3 a -54,7, che le attese, da -6,1 a -11,7″ prosegue Dona.”Più equilibrata, invece, la situazione economica delle famiglie: migliora il giudizio, peggiorano le attese” conclude Dona.

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Cresce la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a settembre sale la fiducia dei consumatori, da 115,3 a 116.”Bene che salga la fiducia. Positivo che, dopo l’exploit di giugno, l’arresto della corsa di luglio e la discesa di agosto, la fiducia riprenda a crescere” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Migliora, in particolare, il dato relativo alle attese sulla situazione economica dell’Italia, da -7,4 a -4,4. Anche se non è in territorio positivo come a giugno, quando era balzato a +1,6%, vuol dire comunque che gli italiani stanno valutando la discussione sulla manovra con fiducia e speranza per quanto riguarda il Paese, anche se non pensano che questa avrà grandi effetti sulla loro personale condizione e sul loro portafoglio, come attesta il peggioramento sia del giudizio che delle attese sulla situazione economica della famiglia” conclude Dona.

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Aumenta del 10% la fiducia nel mercato del lavoro rispetto al 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 28 luglio 2018

Crescita a due cifre della fiducia nel mercato del lavoro in Italia rispetto al 2017: sono i dati che emergono dal Confidence Index, ricerca condotta da PageGroup, società leader mondiale nel recruitment con i brand Page Executive, Michael Page e Page Personnel, che analizza trimestralmente la percezione sulla situazione lavorativa in 12 paesi europei.L’indice, che misura la percezione del mercato del lavoro – ottenuto attraverso la somministrazione di 660 questionari* ai candidati per opportunità professionali – ha rilevato, nel secondo trimestre di quest’anno, un aumento di fiducia nel mercato del lavoro del 10% inteso sia per la percezione del periodo attuale sia per la prospettiva dei prossimi sei mesi. Inoltre, si evidenzia anche un generale aumento di ottimismo rispetto alla situazione economica futura, +7% rispetto allo stesso periodo del 2017.Approfondendo i singoli indicatori lo studio segnala anche elementi in chiaroscuro con una generale insoddisfazione rispetto alle condizioni lavorative: solo tre professionisti su dieci dichiarano di essere soddisfatti della propria retribuzione e del work life balance. La performance peggiore riguarda l’opportunità di avere una promozione, con solo il 18% di dipendenti fiduciosi di poter migliorare la propria posizione nel breve periodo. Tuttavia, ampliando l’orizzonte temporale al prossimo anno, il 45% confida in maggiori possibilità di ricevere una promozione e il 41% ha fiducia nel miglioramento del livello di retribuzione.
Rimangono invariati i fattori che trainano la scelta del nuovo posto di lavoro. Anche in questa edizione del “Confidence Index” i professionisti italiani, nel valutare una potenziale opportunità lavorativa, dimostrano di essere più attenti allo sviluppo di nuove abilità (49%), ad un salario migliore (27%), alla crescita professionale (25%) e ad un miglior work life balance(24%).

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Ripristinare la fiducia nel sistema di Schengen

Posted by fidest press agency su domenica, 27 Mag 2018

Parlamento europeo. Proposte per instaurare nuovamente la fiducia reciproca tra gli Stati membri sul funzionamento dello spazio Schengen saranno discusse martedì e votate mercoledì.La prima relazione annuale sullo stato di Schengen, l’accordo tra 26 Stati membri che abolisce il controllo dei passaporti alle frontiere, affronta le principali carenze nell’attuazione dell’acquis di Schengen, ma anche i progressi compiuti nel combatterle e le iniziative future.I deputati condanneranno il continuo ripristino dei controlli alle frontiere interne e la costruzione di barriere fisiche, comprese recinzioni, tra gli Stati membri.Si stima che il costo della non attuazione di Schengen per tutti i Paesi negli ultimi due anni sia compreso tra i 25 e i 50 miliardi di euro. Se tutti i Paesi reintroducessero in modo permanente i controlli alle frontiere, il costo in 10 anni si aggirerebbe tra i 100 e i 230 miliardi di euro. Secondo l’Istituto transnazionale (TNI), i Paesi europei hanno costruito più di 1200 chilometri di muri e frontiere per un costo di almeno 500 milioni di euro.

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Privacy online, 4 siti web su 10 non sicuri: fiducia utenti a rischio

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 Mag 2018

Dal 25 maggio sarà operativo il nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali, fortemente voluto dall’UE con obiettivo dichiarato di creare un “clima di fiducia per lo sviluppo dell’economia digitale in tutto il mercato interno”, ma i risultati di una ricerca condotta dall’Osservatorio di Federprivacy evidenziano che buona parte dei più importanti siti web italiani stentano ancora a fare della privacy e della sicurezza online una virtù.Da uno studio svolto sui principali trecento siti web italiani, è infatti emerso che il 39% di questi, anziché ricorrere a protocolli sicuri con cifratura SSL/TLS, (facilmente riconoscibili perchè contrassegnati sul browser dal prefisso “https” ed un lucchettino verde), continuano ad utilizzare invece connessioni non sicure che consentono potenzialmente a dei malintenzionati di intercettare dati personali inviati o ricevuti tramite un form di contatto, o di carpire i dati della carta di credito digitati durante un acquisto online. Altro elemento rilevato dallo studio che concorre a frenare il decollo dell’e-commerce made in Italy, è che ben 252 siti sui trecento analizzati (84%), sebbene siano dotati di una informativa sulla privacy, non forniscono poi in essa i recapiti per l’esercizio dei diritti dell’interessato o i dati di contatto del data protection officer, informazioni che peraltro dal 25 maggio sarà obbligatorio pubblicare per tutte le p.a. e per le aziende che trattano dati su larga scala o che profilano gli interessati, tecnica quest’ultima che risulta peraltro attiva nell’85% dei siti italiani esaminati, i quali utilizzano cookies di terza parte che servono proprio a memorizzare e tracciare gusti e preferenze online degli utenti.Anche se gli scenari attuali non sembrerebbero rassicuranti circa la possibilità di vedere Internet come un ambiente migliore in cui navigare senza essere spiati in ogni click e dove poter fare tranquillamente shopping online senza timore di essere frodati, qualcosa in realtà si sta muovendo e ci sono realtà che stanno puntando molto sulla fiducia dell’utente, come Ferrero che ha ottenuto il marchio di qualità “Privacy OK” in tutti i principali siti web italiani del Gruppo. Altro caso è quello di Qwant, motore di ricerca che promette di tutelare la privacy dei propri utenti senza tracciarli né con i cookies nè con altra tecnica di tracciamento. E anche Federprivacy ha realizzato il proprio sito web utilizzando un protocollo sicuro e senza alcun cookie di profilazione con l’auspicio di creare un modello da imitare per dimostrare che creare un web migliore è davvero possibile, e proprio la privacy come valore per guadagnarsi la fiducia degli utenti sarà al centro del dibattito al 7° Privacy Day Forum.

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Istat: a novembre fiducia consumatori in calo

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

istatSecondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre la fiducia dei consumatori scende, passando da 116 a 114,3.”Brutta notizia in previsione del Natale. I dati di oggi confermano la bontà di quello che abbiamo sempre detto in occasione degli ultimi 5 precedenti rialzi, ossia che, anche se eravamo di fronte ad un aumento della fiducia complessiva, era presto per cantare vittoria, dato che le componenti che più influivano sui consumi, come quelle sulla situazione economica della famiglia, restavano negative o altalenanti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori
“Desta, quindi, preoccupazione il crollo del giudizio sulla situazione economica della famiglia da -23,9 a -26,9, pur se se attenuato dal miglioramento delle attese. Anche perché peggiora sia l’opinione sul bilancio familiare sia quella sull’opportunità attuale di acquisto di beni durevoli che non induce certo a previsioni ottimistiche sui prossimi consumi di Natale” conclude Dona.

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Banche e la fiducia

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

banca“La banca, più delle altre imprese, intermedia una cosa fondamentale: la fiducia. Se i cittadini e le imprese perdono fiducia nel sistema bancario, il sistema economico collassa. Vedendo quello che è successo nel nostro Paese negli ultimi anni sono leciti pensieri negativi”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo alla convention “#IdeeItalia. La voce del Paese”, in corso a Milano.“Da vice presidente della Commissione di inchiesta sulle banche – ha aggiunto – sto vedendo le devianze criminali che si sono susseguite in questi anni, a partire da Monte Paschi e dalle sue Venete. Il quesito che mi pongo è: sono la punta di un iceberg di un sistema malato? Dobbiamo andare in fondo con la Commissione per capire le ragioni strutturali rispetto alle quali per esempio Mps, il terzo gruppo bancario italiano, sia finito come è finito”.“Non è che queste devianze – ha sottolineato Brunetta – mi portano a dire che il sistema è marcio, mi portano a fare un’altra riflessione: se le regole europee sono quelle giuste, se la strada intrapresa dall’Italia è quella giusta. Se avessimo trovato o utilizzato fin dall’inizio il fondo interbancario di garanzia molte tragedie sarebbero state evitate”.“Quindi dico viva l’Europa se ci obbliga a comportamenti meno opportunistici e se obbliga i nostri vigilanti ad essere un po’ meno indigeni e condizionati da regole inefficienti. Basta vigilanti che vengono assunti dai vigilati. Non è un bel vedere”.“Abbiamo bisogno delle banche, di regole europee trasparenti ed efficienti, di un contesto di debito pubblico che non sia il grande condizionatore della nostra vita economica e non solo economica. Finché avremo questo cappio al collo il nostro sarà un Paese subordinato. La responsabilità sta nella capacità di questo Paese di diventare democratico e libero. E tutto il resto ne è la conseguenza”, ha concluso l’esponente azzurro.

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