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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘fiducia’

Istat: a marzo crolla fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a marzo scende la fiducia dei consumatori da 110,9 a 101.”L’Effetto Coronavirus ha determinato un crollo della fiducia dei consumatori senza precedenti. Mai, dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel gennaio 2015, si era avuta una caduta così ampia, pari a 9,9 punti percentuali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Battuto il precedente record, registrato nell’aprile 2012, quando ai tempi delle stangate del Governo Monti ci fu un calo di 7,3 punti” prosegue Dona.”Una diminuzione inevitabile, considerato che si tratta di una situazione d’emergenza che non ha precedenti storici, da dopo la Seconda Guerra Mondiale in avanti. Il punto è se nel mese di aprile ci sarà una ripresa o un’ulteriore discesa, perché allora il crollo della fiducia potrebbe tradursi in un ulteriore peggioramento delle già precarie condizioni reali del Paese” conclude Dona.

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Cala la fiducia dei lavoratori italiani nel 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

I lavoratori italiani accolgono il 2020 con scarsa fiducia nel miglioramento della situazione economica e finanziaria del Paese. Poco più di quattro dipendenti su dieci credono in una crescita economica nei prossimi dodici mesi (44%), in calo del 4% rispetto al 2018 e ben 13 punti sotto alla media globale, pari al 57%. L’Italia si colloca al terzultimo posto su 34 paesi per livello di fiducia nelle condizioni economiche nazionali, insieme al Belgio e davanti soltanto a Spagna (41%) e Giappone (26%). Resiste la fiducia nei risultati delle imprese, con il 67% dei lavoratori ottimista sulle performance del proprio datore di lavoro, ma risulta comunque in calo rispetto al 75% di due anni fa e distante tre punti dalla media mondiale (70%). Cresce invece l’ottimismo sulle condizioni economiche individuali, con il 50% dei dipendenti che si aspetta di ricevere un bonus nel corso dell’anno (+5% sul 2018) e il 41% che spera in un aumento di stipendio (+2%).Sono le previsioni economiche e finanziarie dell’ultima edizione del Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro di Randstad, primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, condotta in 34 Paesi del mondo su un campione di 405 lavoratori di età compresa fra 18 e 67 anni per ogni nazione, che lavorano almeno 24 ore alla settimana e percepiscono un compenso economico per questa attività.
Gli italiani sono fra i lavoratori meno ottimisti, collocandosi al 32° posto su 34 Paesi analizzati, a 13 punti di distanza dalla media globale e a 10 dalla media europea. I più prudenti sul futuro sono le donne e i lavoratori più esperti (entrambi al 37%), mentre meno pessimisti appaiono sia i dipendenti di genere maschile (52%) sia i più giovani (50%). Un atteggiamento molto diffuso, con solo 10 paesi su 34 che esprimono una valutazione stabile o favorevole, e particolarmente evidente nel continente europeo, che ospita sei dei dieci paesi che registrano un calo di fiducia in doppia cifra (Portogallo, Olanda, Spagna, Austria, Belgio e Svezia).Cala anche la fiducia nei risultati delle imprese, che resta però più elevata di quella nella crescita economica del paese: il 67% dei dipendenti italiani prevede che il proprio datore di lavoro raggiungerà una posizione finanziaria migliore nel 2020, con un ottimismo più marcato fra uomini (69%) e giovani (72%) e un atteggiamento più cauto fra le donne (65%) e i lavoratori senior (61%). Anche in questo caso l’andamento italiano riflette la situazione internazionale, con solo 11 Paesi su 34 che si mostrano egualmente o più ottimisti di due anni fa.Le speranze dei lavoratori si concentrano sul miglioramento delle condizioni individuali: nella media dei paesi analizzati il 61% dei dipendenti prevede di ricevere un aumento di stipendio (+4%), il 56% si aspetta un premio a fine anno (+5%). Anche in Italia la fiducia nel miglioramento personale è l’unico indicatore a registrare una crescita, con il 41% dei lavoratori che spera di ottenere un aumento di stipendio nel 2020 (+2%) e il 50% che si attende invece un bonus (+5%). Anche in questo caso i più ottimisti sono gli uomini (il 54% spera in un bonus, il 45% in un aumento di stipendio) e i lavoratori fino a 45 anni di età (56% e 53%), mentre sono più caute le donne (46% e 38%) e i lavoratori over 45 (42% e 26%). Resta però molto ampio il divario con i colleghi stranieri: -20% di speranza di ricevere un aumento di stipendio, -6% se si considera l’attesa di un bonus.

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La manovra finanziaria 2020 ha ottenuto la fiducia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 dicembre 2019

Tra le norme dichiarate inammissibili anche lo slittamento della fine del mercato tutelato per l’energia, che pertanto diventerà obbligatorio dal prossimo primo luglio.Da sempre la maggior tutela, che riguarda al momento quasi 18 milioni di utenti nell’elettrico e 9,6 milioni nel gas, consente di beneficiare di tariffe fissate dall’Autorità dell’energia che, in caso di abbassamento dei costi energetici, riduce anche i costi in bolletta. Al contrario, senza il controllo dell’autorità di vigilanza, che deve tener conto del carattere sociale dei servizi, la libera concorrenza comporterà un aumento esponenziale dei costi di luce e gas, al solo scopo di garantire il profitto alle aziende esercenti.Il governo ha la possibilità di far slittare al 1° gennaio 2022 l’obbligo al libero mercato, inserendo la norma nel prossimo decreto Milleproroghe. L’USB invita il governo a riconsiderare il provvedimento, analizzando le eventuali ricadute economiche sulle migliaia di famiglie che, già ridotte alla soglia di povertà, potrebbero subire un aumento eccessivo delle tariffe su beni e servizi pubbici di primaria importanza. L’USB si impegnerà affinché questo non accada, informando e organizzando i cittadini, ancora ignari dell’ennesima tegola che rischia di cadere sulle loro teste.

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Istat dicembre 2019: parziale ripresa della fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

L’Istat rileva, a Dicembre, un clima di fiducia di consumatori e imprese più favorevole.Un dato che va letto, però, tenendo a mente le ultime rilevazioni di Novembre e ottobre, entrambe in calo. Assistiamo pertanto a una parziale ripresa dopo il crollo di Novembre. Tale indicatore, forse pervaso dall’ottimismo in vista delle norme previste per il prossimo anno, si scontra ancora un andamento del sistema economico ancora incerto, che per crescere su basi stabili e durature necessita di interventi mirati, strutturali, improntati alla crescita e allo sviluppo.È questo ciò che manca al Paese: un coraggioso e incisivo programma di rilancio del mercato del lavoro, degli investimenti per la crescita, la ricerca, l’innovazione. Seppure le famiglie guardino con ottimismo, al prossimo anno, e il dato odierno lo conferma, in vista delle misure introdotte (quali il taglio del cuneo fiscale e il bonus famiglia), questa fiducia deve essere alimentata da interventi in grado di rilanciare il Paese sul piano internazionale, specialmente in prospettiva delle sfide sempre più complesse che si pongono nei mercati globali.

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Istat: a dicembre sale fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Secondo i dati Istat resi noti dall’Istat a dicembre la fiducia dei consumatori sale da 108,6 a 110,8.”Meno male! Altrimenti, un’ulteriore caduta del clima di fiducia dei consumatori, dopo il calo di ottobre ed il crollo di novembre, avrebbe determinato una gelata sui consumi di Natale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Gli italiani, in particolare, se a novembre avevano bocciato la manovra del Governo, ora l’hanno rivalutata, come dimostrano i dati del giudizio e delle attese sulla situazione economica italiana. Il giudizio, in particolare, dopo essere precipitato da -57 di ottobre a -69,8 di novembre, ora, a dicembre, risale la china, portandosi a -60,5, con un rialzo di 9,3 punti” conclude Dona.

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Istat: a dicembre sale fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a dicembre la fiducia dei consumatori sale da 108,6 a 110,8. “Meno male! Altrimenti, un’ulteriore caduta del clima di fiducia dei consumatori, dopo il calo di ottobre ed il crollo di novembre, avrebbe determinato una gelata sui consumi di Natale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Gli italiani, in particolare, se a novembre avevano bocciato la manovra del Governo, ora l’hanno rivalutata, come dimostrano i dati del giudizio e delle attese sulla situazione economica italiana. Il giudizio, in particolare, dopo essere precipitato da -57 di ottobre a -69,8 di novembre, ora, a dicembre, risale la china, portandosi a -60,5, con un rialzo di 9,3 punti” conclude Dona.

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In calo la fiducia nell’informazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

La difficoltà di accedere a informazione di qualità sembra preoccupare gran parte degli europei: il 59% di essi è infatti preoccupato per la diffusione delle fake news. Lo rivelano i dati dell’indagine sulla fiducia nell’informazione commissionata a livello europeo da Readly[1], dai quali emerge anche che il 63% degli italiani teme di non poter accedere a un’informazione veritiera – contro il 56% degli intervistati in Germania e il 48% in Svezia.In particolare, il 33% degli italiani intervistati ritiene di essere esposta “spesso” a notizie false; il 12% “molto spesso”. Queste percentuali aumentano tra i giovani tra i 18 e i 34 anni: il 41% di essi si ritiene “spesso” esposto alle fake news; il 19% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni ritiene di esserlo “molto spesso”. Nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni solo 1 giovane su 100 ritiene di non essere in alcun modo esposto alle fake news.
Secondo la ricerca commissionata da Readly, la fiducia nell’informazione appare compromessa a livello globale: gli intervistati, tuttavia sembrano avere a cuore la ricerca di fonti di qualità per garantire che ciò che stanno leggendo sia veritiero.Oltre un terzo dei lettori (38%) ha dichiarato di verificare personalmente la veridicità delle notizie, e questa percentuale sale al 49% tra i giovani dai 18 ai 24 anni. Il 40% degli italiani intervistati afferma di ritenere che una notizia sia vera se riportata da una piattaforma affidabile, come un’app di riviste, o da un autorevole organo di stampa (38%); la percentuale sale al 42% tra i giovani dai 18 ai 24 anni. In media, infine, un quarto degli intervistati ritiene di essere sicuro che il contenuto sia attendibile se è firmato da un giornalista noto (24%).Marie-Sophie von Bibra, Head of Growth per l’Italia di Readly, ha commentato: “Le fake news continuano a essere un problema, ma – soprattutto i giovani – sembrano sempre più attenti a selezionare e a verificare le notizie. I nostri lettori stanno mettendo in atto misure intelligenti per riconoscere e selezionare i contenuti: questo potrebbe spiegare perché anche in Italia, come in Europa, stiamo assistendo a una fruizione delle riviste digitali sempre più ampia e con cadenza regolare sulla piattaforma Readly”.Nel considerare l’approccio all’informazione, il 9% degli italiani intervistati ha dichiarato di avere attualmente accesso a un giornalismo verificato e di qualità tramite servizi a pagamento; il 35% ritiene di essere disposto a pagare in futuro per accedere a contenuti editoriali garantiti da un editore ed evitare di incappare in notizie false. Questa percentuale sale al 40% tra i giovani dai 18 ai 24 anni, così come nella fascia di età tra i 45 e i 50 anni. La ricerca commissionata da Readly ha dimostrato che le aspettative future in termini di veridicità dell’informazione sono basse: quasi i due terzi (63%) degli italiani intervistati ritengono che le notizie false aumenteranno nei prossimi due anni. Tre su quattro giovani nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni (74%) affermano di essere preoccupati per la difficoltà nell’accedere a contenuti verificati. Il 17% degli intervistati ritiene che non sia possibile smascherare una fake news.Readly è un servizio di abbonamento digitale che consente di avere accesso illimitato “all you can read” a migliaia di riviste nazionali e internazionali in una app, sia in streaming che in assenza di internet.Readly è stata lanciato in Svezia nel 2013 e l’app è disponibile a livello globale; è attualmente attivamente commercializzata in Svezia, Regno Unito, Germania, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Stati Uniti, Irlanda e Italia.

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Diminuisce ad Ottobre la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Un dato che sottolinea la fase di incertezza che ancora caratterizza il sistema economico italiano: se da un lato infatti l’indice rilevato dall’Istat registra un miglioramento relativamente alla situazione economica del Paese, sulla spinta anche della nuova fiducia riacquisita dal nostro Paese a livello internazionale e sui mercati, dall’altro i cittadini nutrono minori aspettative in relazione al clima personale, fronte sul quale si registra una diminuzione.Sebbene siano giunte buone notizie in merito alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, che evitano un aumento dell’Iva di ben 831,27 Euro annui (secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori) e si prospetti un taglio, ancora timido, del cuneo fiscale, le famiglie attendono evidentemente di percepire gli effetti di tali misure.Oltre ad evitare l’aumento dell’IVA, come abbiamo sottolineato più volte, è ora necessario operare una rimodulazione delle aliquote, per fare in modo che la tassazione non pesi in maniera eccessiva su alcuni beni di prima necessità che invece vengono considerati “beni di lusso” tassati al 22%. Tra questi il latte in polvere e i pannolini per bambini, nonché gli assorbenti femminili.È necessario, inoltre, avviare un piano capace di dare nuovo slancio al mercato occupazionale con lo stanziamento di investimenti per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione: operazioni fondamentali per dare un nuovo slancio all’intero sistema economico e restituire fiducia alle famiglie.

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Fisco e fiducia dei contribuenti. Come distruggerla: Iva e autoscuole

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Lo scorso 14 marzo la Corte di Giustizia europea, con una sentenza su un caso tedesco (C-449/17), ha fatto chiarezza sull’obbligo, per le autoscuole, di includere l’Iva nelle loro richieste di pagamento per i servizi che erogano all’utenza. L’Agenzia italiana delle Entrate, che non aveva mai avanzato pretese per una sua sbagliata interpretazione della norma del 1972, si è subito mossa chiedendo il pagamento dell’Iva per gli ultimi cinque anni, non prescritti. Facile prevedere che ci sarebbe stato un effetto ricaduta delle autoscuole sugli utenti e un “massacro” di corsi e ricorsi. Noi, tra gli altri, abbiamo chiesto un intervento legislativo a sanatoria . Che è arrivato. Ma sono cominciate le “baruffe chiozzotte” di interpretazione del testo con l’Agenzia delle Entrate che si è messa in prima fila per cercare di “succhiare” il più possibile a chi, ovviamente, si era comportato per essere in regola con la legge.
Diverse autoscuole, vista la sentenza della Corte di Giustizia, dallo scorso 14 marzo hanno cominciato a caricare l’Iva sulle loro fatture. Il provvedimento legislativo, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2020, ha una sanatoria per i mancati versamenti Iva non effettuati in precedenza. Quindi, anche coloro che, pur in assenza di una norma italiana ma in virtù della sentenza della Corte di Giustizia (autorità giudiziaria oltre la quale non c’è nulla e ai cui dettami tutti i Paesi comunitari si devono uniformare) hanno cominciato a versare l’Iva dallo scorso 14 marzo, dovrebbero rientrare in questa sanatoria ed essere rimborsati.
Non è invece così per l’Agenzia delle entrate. Il provvedimento approvato prevede il pagamento dell’Iva al 22% da parte delle autoscuole a partire dal 1 gennaio 2020 “sono fatti salvi i comportamenti difformi adottati dai contribuenti anteriormente alla data di entrata in vigore della presente disposizione…”. Secondo la nostra Agenzia il comportamento difforme riguarda quello contrario alla nuova norma, cioé le autoscuole che hanno versato l’Iva a partire dal 14 marzo… e quindi nessun rimborso. Ma secondo alcuni membri delle commissioni parlamentari che hanno varato la norma, il “comportamento difforme” si riferisce a quello contrario alla sentenza della Corte di Giustizia, quindi quello di chi, al contrario di quanto stabilito dalla stessa Corte, non ha versato l’Iva: chi non ha pagato l’Iva dalla data della sentenza della Corte (14 marzo) all’entrata in vigore della norma (1 gennaio 2020), il periodo di vacatio-legis, è fatto salvo. Se così non fosse ci sarebbe un ingiustificato arricchimento da parte dell’Erario. Ora, di fronte a queste due interpretazioni sarà necessario un emendamento interpretativo. Vedremo come finirà.
Quel che rimane, e con molta evidenza e amarezza, è il comportamento e la pretesa dell’Agenzia delle Entrate. Agenzia che, nonostante dal 1972 sia stata responsabile della cattiva interpretazione e applicazione della norma, e nonostante nel momento di vacatio-legis sia subito partita in quarta nella sua pretesa di arretrati dopo la sentenza, oggi si affida ad interpretazioni cavillose per cercare di succhiare soldi alle autoscuole. E si tratta proprio di “succhiare” visto che la sua pretesa è rivolta solo ai virtuosi che, non sapendo che fare, hanno preferito “abbondare”. Evidenza ed amarezza che non ci deve stupire se poi abbiamo contribuenti sempre propensi a venir meno ai propri obblighi fiscali e legislatori che sono convinti di rimediarvi con galera et similia. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Istat: a ottobre scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a ottobre la fiducia dei consumatori scende da 112,2 a 111,7. “Male, il rialzo di settembre, insomma, era occasionale. Il calo della fiducia, comunque, non è determinato da una delusione rispetto all’azione del Governo Conte II, dato che migliorano sia le attese sulla situazione economica dell’Italia, anche se dopo il balzo positivo di settembre da -21,4 a -16,2, +5,2 punti, ora il rialzo è solo di 1,2 punti, sia il giudizio sulla situazione dell’Italia, da -63,5 a -56,6, un incremento considerevole di 6,9 punti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma, il giudizio sul Governo Conte è ancora positivo, anche se gli italiani cominciano a dubitare rispetto alle conseguenze sulle proprie tasche della prossima manovra, dato che le attese sulla situazione economica della famiglia peggiorano da -5,7 a -10,7, ben 5 punti in meno” conclude Dona.

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Governo: Secondo i dati Istat a settembre la fiducia dei consumatori sale da 111,9 a 112,2

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

“Bene, effetto Governo Conte II. Come tradizione, con la nascita di un nuovo Esecutivo gli italiani confidano in un cambiamento e guardano con rinnovata speranza al futuro. E’ sempre successo. Il problema è mantenere questa fiducia e non tradirla. Inoltre, questa volta il rialzo è stato inferiore a quello dei precedenti Governi, appena 0,3 punti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il fatto che l’aumento della fiducia dipenda dal nuovo Governo è attestato dalla componente relativa alle attese sulla situazione economica dell’Italia che balza da -21,5 a -16,3, +5,2 punti” conclude Dona.
L’associazione di consumatori ricorda gli ultimi precedenti: nel giugno 2018, con il primo Governo Conte, salì da 113,8 a 116,3 (+2,5) punti, nel dicembre 2016, con il Governo Gentiloni, la fiducia salì da 107,7 a 110,6 (+2,9 punti percentuali), nel mese di marzo del 2014 (le rilevazioni sulla fiducia sono fatte nei primi 15 gg del mese, quindi pur avendo giurato in febbraio, il 22, l’effetto si ebbe a marzo), con il Governo Renzi, passò da 94,8 a 98,1 (+3,3 punti percentuali), nel mese di maggio 2013, con il Governo Letta, salì appena da 83,6 a 83,8, +0,2 punti, anche se poi, con scoppio ritardato, nel mese successivo ci fu un incremento record di 10 punti, nel mese di novembre 2011, con il Governo Monti, salì da 90,3 a 94,1 (+3,8),

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“Sto per votare la fiducia al Governo Conte II”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

“Mi riconosco nel discorso programmatico del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con cui ha delineato una prospettiva seria per il nostro futuro.
Ambiente, asili nido e giovani, il lavoro, la riduzione delle disuguaglianze, il taglio delle tasse, l’Agenzia nazionale della ricerca, la riforma della giustizia e l’inasprimento delle pene per i grandi evasori, l’autonomia differenziata (definendo fabbisogni standard e livelli essenziali delle prestazioni), la riforma del Testo unico degli Enti Locali, un forte sostegno ai Comuni, la crescita integrale e inclusiva, sono solo alcune delle priorità di un Esecutivo che ha voglia di trovare le soluzioni migliori per risolvere i problemi degli italiani.
Da oggi il MoVimento 5 Stelle apre una nuova stagione che affronteremo con spirito costruttivo e di piena collaborazione istituzionale, come sempre nell’interesse dei Cittadini e del Paese”. Così, su Facebook, l’On. Laura Castelli, Deputata del Movimento 5 Stelle.

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Istat: ad agosto scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad agosto scende la fiducia dei consumatori da 113,3 a 111,9.”Effetto crisi di Governo. E’ chiaro che gli italiani, a fonte della caduta dell’Esecutivo, temono l’aumento dell’Iva. Per questo, rispetto a luglio, crolla sia il giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -48,5 a -54,2, che sulla famiglia, da -19,9 a -21,9, sia le attese sulla situazione economica dell’Italia (da -18,2 a -21,8) che le attese sulla famiglia (da -5,8 a -6). Per non parlare delle possibilità future di risparmio, che precipitano da -19 a -27,1″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, la priorità del prossimo Governo deve essere la ricerca dei 23,1 miliardi necessari per evitare la stangata dell’Iva” conclude Dona.

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Le banche e la fiducia del pubblico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

“Per le banche è Importante rafforzare stabilità e parità delle regole e clima di fiducia del pubblico. Il contributo della nuova Commissione Bicamerale di inchiesta può essere decisivo per promuovere nome più semplici ed efficaci senza scalfire i principi del mercato”. Lo ha affermato oggi a Milano, a margine dell’Assemblea del Centenario dell’Abi, l’economista Alessandro Carretta, docente all’Università di Roma Tor Vergata e Segretario Generale di Assifact, l’Associazione italiana per il factoring. “I rimborsi ai truffati sono utili a responsabilità accertate, ma devono essere accompagnati da un’azione di educazione finanziaria per ridurre il rischio che il problema si ripresenti. Anche qui il lavoro della Commissione Bicamerale può risultare determinante”
Alessandro Carretta Professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari – Università Tor Vergata di Roma. Accademico onorario dell’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA), di cui è stato Presidente dal 2011 al 2014. Membro dello Steering Committee di FINEST, Financial Intermediation Network of European Studies, e del Consiglio di amministrazione dell’Università di Roma Tor Vergata. Membro della European Association of University Teachers of Banking and Finance, con sede a Bangor, Università del Galles (UK). Collabora con la Banca d’Italia e il MEF nelle procedure di gestione delle crisi bancarie. Ricopre inoltre numerosi incarichi presso istituti di credito tra cui: componente del Comitato di sorveglianza della Banca Padovana e Membro del Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Sondrio. Segretario Generale dell’Associazione Italiana per il Factoring. Membro del Consiglio Direttivo di NED Community, Associazione degli amministratori non esecutivi e indipendenti, e Presidente del Collegio dei Probiviri dell’Associazione Italiana Leasing (Assilea).

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Torniamo a dare fiducia alla scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Al dirigente scolastico deve essere affidato nuovamente il compito di vigilare,Il maestro di Solofra è stato scarcerato; uno dei suoi avvocati ha affermato come mettendo insieme parole dette in momenti diversi il significato delle stesse cambia notevolmente e purtroppo è quello che è successo. Udir ritiene che la magistratura, nelle esecuzioni delle indagini, dovrebbe tenere maggiormente conto dell’opinione del DS; si ricorda inoltre che il fenomeno del burnout, di recente entrato a far parte dell’elenco dei disturbi medici, non è da sottovalutare. Il sindacato ha chiesto un commento al dottor Vittorio Lodolo D’Oria, massimo esperto in materiaÈ di queste ore la notizia della scarcerazione da parte del Tribunale del Riesame di Napoli del maestro di Solofra, accusato di violenza sessuale nei confronti un alunno dell’asilo in cui insegna religione; come spiega uno dei suoi avvocati, le indagini sono “in corso e noi non ne temiamo di ulteriori, ho visto quelle immagini decine e decine di volte ma non ho visto o ascoltato quello che dice il Pm o che scrive il Gip Fabrizio Ciccone, altro magistrato di grandissimo valore, nell’ordinanza. Se si mettono insieme parole dette in momenti diversi il significato delle stesse cambia notevolmente e purtroppo è quello che è successo. Parliamo di 400 ore di riprese mentre a nostra disposizione ci sono solo una ventina di minuti in cui si concentrano tutti gli episodi contestati. Quindi le parole decontestualizzate dal resto del girato: una cosa è dire ‘ti impicco’ come una minaccia, altra cosa è dirlo con un tono diverso”.Udir, premessa la condanna di casi del genere accertati, ritiene che la magistratura, nelle esecuzioni delle indagini, dovrebbe tenere maggiormente conto dell’opinione del DS; inoltre si ricorda come certe azioni possano essere ricondotti al burnout, di recente entrato a far parte dell’elenco dei disturbi medici. Il sindacato ha chiesto il parere del dottor Vittorio Lodolo D’Oria, massimo esperto in materia, che ha espresso il suo parere anche attraverso la sua pagina personale Facebook.Lodolo D’Oria ha affermato che “è giunta l’ora di smettere di affidare le indagini sui Presunti Maltrattamenti a Scuola (PMS) a inquirenti non addetti ai lavori, altrimenti i risultati sono quelli che abbiamo sotto gli occhi: coccole scambiate per molestie sessuali e contenimento di disabili per violenze. L’avvocato difensore del maestro di Solofra ha chiesto che i carabinieri del posto vengano sollevati dalle indagini. Ebbene, ciò deve avvenire non solo a Solofra ma ovunque nel Paese. Non sono possibili indagini effettuate da non addetti ai lavoro, che registrano con telecamere nascoste per centinaia di ore (pesca a strascico), operano decontestualizzazioni, selezioni (avverse), estrapolazioni delle videoclip, montano trailer surreali, nonché effettuano trascrizioni drammatizzate e fuorvianti degli atti. Inoltre solo lo 0,1% delle immagini videoregistrate viene proposto e visionato dai giudici, trascurando oltre il 99% dell’attività professionale che, non essendo contestato, è di conseguenza ineccepibile”.“Inoltre – continua il dottor Lodolo D’Oria – dobbiamo poi renderci conto che il fenomeno dei PMS è solo ed esclusivamente italiano, non essendo registrato in nessun altra parte d’Europa: dunque è impossibile concludere che solo in Italia esistono maestre-streghe. Piuttosto si cominci a pensare che sono del tutto inappropriati i metodi d’indagine utilizzati che, così come sono concepiti, non lasciano scampo a nessun indagato”.

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I manager italiani sono fiduciosi nei confronti del futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Si aspettano un miglioramento in termini di skill, salario e carriera. Ma il presente non soddisfa middle e top management. Questa la fotografia del Q1 2019 scattata dal “Confidence Index” di PageGroup, società leader mondiale nel recruitment con i brand Page Executive, Michael Page e Page Personnel.L’indice, che misura la percezione del mercato del lavoro – ottenuto attraverso la somministrazione di 660 questionari* ai candidati per opportunità professionali a livello di middle e top management – ha rilevato che nel primo trimestre di quest’anno i professionisti italiani ritengono precaria la situazione del mercato in cui operano (47%), così come le attuali condizioni economiche (48%). Ma le speranze sono rivolte al futuro: i candidati prevedono infatti che, nei prossimi sei mesi, mercato (45%) e situazione economica (48%) miglioreranno.Considerando un panorama di più ampio respiro, come si vedono i manager tra un anno? Anche in questo caso vince l’ottimismo:
Skill migliorate: 62%
Mansioni migliori: 49%
Promozione: 49%
Aumento di stipendio: 44%
Solo in termini di work-life balance prevalgono i candidati che non prevedono cambiamenti (39%), tuttavia la differenza percentuale rispetto a coloro che si aspettano un miglioramento è minima (38%). Ma quali sono le motivazioni che spingono i manager a cercare un nuovo lavoro? Al primo posto figura la speranza di acquisire nuove skill (45%). Segue l’attuale disoccupazione (31%), la ricerca di una retribuzione più elevata (28%) e un work-life balance migliore (25%). La ricerca ha quindi indagato il livello di gradimento dei candidati rispetto alle soluzioni temporanee, prese in considerazione dal 71% dei manager. Le motivazioni sono molteplici, ma la possibilità di aumentare le proprie competenze è ancora una volta preponderante (67%). Ad attrarre il 41% dei candidati è invece la dinamicità offerta da questo tipo di contratto, mentre il 25% lo ritiene un modo per farsi assumere a tempo indeterminato.

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Istat: ad aprile scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile scende la fiducia dei consumatori da 111,2 a 110,5. “Dati allarmanti!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Purtroppo peggiorano sia le attese sulla situazione economica dell’Italia, che crollano da -21,2 a -24,4, sia il giudizio sulla situazione economica della famiglia, che scende da -21,9 a -22,6, sia la possibilità futura di risparmio (da -22 a -24,5), sia le opportunità di acquistare beni durevoli, che precipitano da -51,7 a -58,5. Un dato, quest’ultimo, che certo non fa ben sperare sulla voglia di fare acquisti degli italiani” prosegue Dona.”I pochi dati, positivi, come il lieve miglioramento del giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -67,8 a -67,2 non compensano certo quelli negativi” conclude Dona.

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Istat: ad aprile scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile scende la fiducia dei consumatori da 111,2 a 110,5.”Dati allarmanti!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Purtroppo peggiorano sia le attese sulla situazione economica dell’Italia, che crollano da -21,2 a -24,4, sia il giudizio sulla situazione economica della famiglia, che scende da -21,9 a -22,6, sia la possibilità futura di risparmio (da -22 a -24,5), sia le opportunità di acquistare beni durevoli, che precipitano da -51,7 a -58,5. Un dato, quest’ultimo, che certo non fa ben sperare sulla voglia di fare acquisti degli italiani” prosegue Dona.”I pochi dati, positivi, come il lieve miglioramento del giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -67,8 a -67,2 non compensano certo quelli negativi” conclude Dona.

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Sicurezza alimentare: nuove regole per rafforzare la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Una banca dati comune europea sugli studi utilizzati per le autorizzazioni L’Autorità europea per la sicurezza alimentare può rendere pubblici gli studi Rispondere alle preoccupazioni espresse nell’Iniziativa cittadina sul glifosato Le nuove regole per garantire l’affidabilità e la trasparenza della procedura di valutazione dei rischi per la sicurezza alimentare nell’UE sono state adottate mercoledì. Già concordate con i ministri UE, le nuove regole assicurano che la procedura di valutazione del rischio dell’UE per la sicurezza alimentare sia più affidabile, trasparente e obiettiva.Il testo è stato state approvato con 603 voti favorevoli, 17 contrari e 27 astensioni.Le nuove norme creeranno una banca dati comune europea degli studi commissionati, per dissuadere le imprese, che richiedono un’autorizzazione per la vendita di un alimento, dal non divulgare gli studi sfavorevoli. Ciò consentirà all’ Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di rendere pubblici tutti gli studi presentati e consentirne l’analisi da parte di terzi. In tal modo, si potrà considerare l’eventuale esistenza di altri dati scientifici o studi pertinenti, al fine di garantire l’accuratezza dei dati di cui dispone l’Autorità.Per garantire la trasparenza della procedura, i richiedenti dovranno divulgare tutte le informazioni pertinenti alla valutazione della sicurezza. Tuttavia, alcune informazioni, come il processo di fabbricazione o di produzione, possono essere mantenute riservate.Infine, la nuova legge introduce una nuova procedura consultiva, precedente alla presentazione, che consente all’EFSA di consigliare i richiedenti su come presentare correttamente la domanda di autorizzazione, rendendo il processo più affidabile.
La legge chiarisce come gestire la cosiddetta ‘doppia qualità’ dei prodotti
L’importo delle multe può arrivare al 4% del fatturato annuo. Un aggiornamento delle norme UE sulla tutela dei consumatori, per contrastare le recensioni ingannevoli online e la doppia qualità dei prodotti, è stato approvato. La nuova legge, già concordata con i ministri UE, aggiorna i diritti dei consumatori all’era di internet, garantendo ai consumatori maggiori informazioni sul funzionamento delle graduatorie online e quando esse derivino da post sponsorizzati. Le nuove regole mirano inoltre a rendere più trasparente per i consumatori l’uso delle recensioni online e dei prezzi personalizzati.I marketplace online e i servizi comparativi (ad esempio, Amazon, eBay, AirBnb, Skyscanner) dovranno rivelare i principali parametri che determinano la classificazione delle offerte risultanti da una ricerca. I consumatori dovranno inoltre essere informati da chi acquistano beni o servizi (da un commerciante, dal marketplace stesso o da un privato) e se sono stati utilizzati prezzi personalizzati.La direttiva tratta la questione della cosiddetta “doppia qualità dei prodotti”, ovvero i prodotti, commercializzati con lo stesso marchio in diversi Paesi UE, che differiscono per composizione o caratteristiche. Nel testo, si afferma che spetta agli Stati membri combattere la commercializzazione ingannevole.Quando sono soddisfatte determinate condizioni (ad esempio, commercializzazione simile in Stati membri di prodotti identici, con composizione o caratteristiche significativamente diverse e senza una giustificazione), la pratica potrebbe essere qualificata come ingannevole e quindi proibita. Inoltre, il testo include una clausola di riesame che impone alla Commissione di valutare la situazione entro due anni, per verificare se la doppia qualità dei prodotti debba essere aggiunta alla lista nera delle pratiche commerciali sleali.Per le infrazioni diffuse (ossia quelle che danneggiano i consumatori in diversi Paesi UE), l’ammenda massima disponibile negli Stati membri deve ammontare ad almeno il 4% del fatturato annuo del commerciante nell’esercizio finanziario precedente o, qualora non fossero disponibile informazioni sul fatturato, a un importo forfettario pari a due milioni di euro.

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Istat: a febbraio crolla fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Secondo i dati Istat resi noti qualche giorno fa, a febbraio scende la fiducia dei consumatori da 113,9 a 112,4.Anche se non si può ancora parlare di rottura definitiva tra italiani e Governo, certo il divorzio è oramai alle porte. Servono fatti per ridare speranze sul futuro dell’Italia. Non bastano più le parole e gli slogan” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ un record negativo il dato sul giudizio degli italiani sulla situazione economica dell’Italia, che in un solo mese precipita da -47,2 a -62,8, -15,6 punti percentuali. Dall’inizio delle serie storiche, ossia dal gennaio 1995, si tratta del quindicesimo peggior risultato di sempre. Entra, quindi, nella classifica delle performance più deludenti. Per avere una riduzione maggiore bisogna tornare all’ottobre del 2013, con una flessione di 27,1 punti. Mentre in testa alla classifica resta il marzo del 1995, -31,9 punti” conclude Dona.

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