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Guardare con fiducia al futuro’, Italia pronta ad affrontare post-covid

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2021

Roma – Innovazione, prevenzione, sanità di prossimità, sono le parole chiave che descrivono l’impegno delle Istituzioni, del mondo scientifico e del settore industriale per superare definitivamente il Covid-19, lasciando alle spalle la pandemia e innescando un cambiamento che porti a nuovi modelli di finanziamento e gestione del nostro Sistema Sanitario.Il punto di partenza è il capitale di fiducia che il nostro Sistema Sanitario Nazionale è riuscito a consolidare durante la pandemia: secondo l’indagine “Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo SSN” realizzata da Ipsos e presentata oggi in esclusiva, oltre 7 italiani su 10 esprimono un parere positivo sul Servizio Sanitario sia a livello nazionale che regionale, mentre per un italiano su 4 la valutazione è di assoluta eccellenza. Per il 52% degli Italiani, la Sanità viene considerata l’area prioritaria su cui concentrare gli investimenti, seconda solo al Lavoro (59%) e ancora più urgente della transizione climatica (22%), dell’istruzione (16%) e della digitalizzazione (11%). Come gestire la fase di transizione verso la fine della pandemia, facendo tesoro delle lezioni apprese nell’ultimo anno e identificando le aree di miglioramento sulle quali intervenire con più urgenza: su questo tema si è sviluppato il primo grande confronto sulle prospettive post Covid, nell’ambito dell’edizione 2021 di “Inventing for Life Health Summit”, l’evento organizzato da MSD Italia che ha coinvolto alcuni tra i più autorevoli rappresentanti del mondo scientifico, istituzionale e industriale, tra i quali il Ministro della Salute, Roberto Speranza e la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti. A seguire, un primo confronto tra Julie Gerberding, Chief Patient Officer and Executive Vice President, Population Health & Sustainability MSD e Walter Ricciardi, Chair EU Cancer Mission, sulle lezioni apprese durante la pandemia che potranno rivelarsi utili in futuro. Due le tavole rotonde che si sono avvicendate: alla prima, introdotta da una video-intervista del Presidente dell’AIFA, Giorgio Palù, sul tema “Criticità e prospettive per il settore farmaceutico nel nostro Paese”, hanno preso parte l’economista Paolo Bonaretti, l’On. Angela Ianaro, membro della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, l’On. Beatrice Lorenzin, membro della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, l’On. Antonio Misiani, della Commissione Bilancio del Senato della Repubblica e il Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi. Dal dibattito è emersa l’indifferibile urgenza di una revisione della governance del settore farmaceutico, attraverso una rimodulazione degli attuali tetti di spesa, un rifinanziamento della dotazione complessiva di risorse e l’ulteriore miglioramento di uno strumento – il Fondo per I Farmaci Innovativi – che ha dimostrato negli ultimi quattro anni il suo valore (anche attraverso un incremento del Fondo e la possibilità che i farmaci innovativi restino all’interno del Fondo anche dopo i tre anni oggi consentiti dalla normativa). Nella seconda tavola rotonda, dal titolo “Il nuovo ruolo della prevenzione nello scenario post Covid-19: partiamo dal territorio”, si sono avvicendati Paolo Biasci, Presidente FIMP, Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Alessio D’Amato, Assessore Sanità alla Regione Lazio, Antonio Ferro, Presidente SitI, Antonio Gaudioso, Presidente Assemblea dei Soci Cittadinanzattiva, Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria, Ministero della Salute e Silvestro Scotti, Segretario Generale Nazionale FIMMG. Tra i temi affrontati, quello dei ritardi, accumulati durante la pandemia, nei percorsi di diagnosi, cura e prevenzione. Sono, infatti, 3 su 10, nell’ultimo anno, gli italiani ad aver rinunciato alle visite di screening (per scelta o per aver ricevuto disdetta dalla struttura). La percentuale sale a 4 su 10 nel caso di visite specialistiche.Se saprà cogliere queste opportunità, il “Sistema-Italia” potrà valorizzare al meglio il contributo del settore farmaceutico e avviare un percorso virtuoso in grado di portare innovazione e crescita economica in tutto il territorio. Al termine dell’evento, sono stati consegnati i Premi “Angeletti-Mortari” che hanno voluto enfatizzare l’eccellenza della ricerca italiana, riconoscendo il lavoro di cinque giovani ricercatrici e ricercatori. ( fonte direnews.it in abstract)

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Su fiducia pre-crisi +8,8 punti (su febbraio 2020)

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2021

Secondo i dati Istat a settembre la fiducia dei consumatori sale da 116,2 a 119,6. “Dato ottimo. Nessun effetto rientro dalle vacanze. A settembre, con la fine delle ferie e il ritorno ai problemi e al tran tran quotidiano, poteva esserci il pericolo di una caduta della fiducia dei consumatori. Invece, dopo la pausa di agosto, prosegue la dinamica positiva” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia è superiore di ben 8,8 punti, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore di 7,6 punti. Insomma, si conferma il pieno recupero sulla fiducia pre-crisi iniziato a giugno 2021″ prosegue Dona. “Positive anche le attese sulla situazione economica dell’Italia che, dopo il calo di agosto, salgono da 39,1 a 40,1, attestandosi al quarto maggior risultato di sempre, dopo il record storico di giugno 2021, con 57, il 49,4 di luglio 2021 e il 42,5 di maggio sempre di quest’anno. Un dato importante che segna la fiducia nell’azione del Governo e nelle possibilità dell’Italia di riprendersi e ripartire” conclude Dona. (by Mauro Antonelli)

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Economia e fiducia. La calma prima della tempesta?

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2021

Le stime Istat sulla fiducia di consumatori (+) e imprese (-) a settembre, per quanto i primi segnino più di 3 punti, sembrano tipici di una situazione di assestamento. E’ il risultato dei fasti dei mesi passati, con l’apertura più marcata dell’economia, dopo il buio e mezzo-buio precedente. E’ passata la pandemia? Non proprio. E per questo è bene essere attenti e non farsi prendere da facili entusiasmi. Quando nel mercato c’è crescita, questa non solo coinvolge fiducia e consumi ma anche i prezzi. E questi ultimi preoccupano, visto che non è detto che a tutte queste crescite corrispondano poi quelle della disponibilità dei consumatori e, soprattutto, dei redditi. Le vicende di questi giorni su luce, gas e benzina (motori di tutta l’economia) sono un campanello d’allarme. Per luce e gas il governo si è impegnato con provvedimenti tampone trimestrali che, finiti, è certo che ci ritroveremo come e peggio di prima. Per la benzina il Governo ha “accettato la fatalità” di un mercato su cui non ha nessuna intenzione di intervenire, nonostante lo scandalo di una fiscalità che rasenta il 70% sul prezzo al dettaglio. E’ ancora troppo presto per considerare e valutare i dati dell’ingrassamento monetario che abbiamo avuto coi fondi del Next Generation Eu… per cui dobbiamo accontentarci solo delle nostre risorse e della politica del nostro governo che sembra vivere alla giornata. Oggi, grazie agli accumuli precedenti e l’entusiasmo della cosiddetta ripresa, i consumatori sono più fiduciosi, ma non a caso le imprese non lo sono… ché abitualmente hanno piani a più lunga gettata dei singoli. Con le politiche e le non-politiche su quel grande motore di tutta l’economia che è l’energia, stiamo solo mettendoci dei cerotti, ma nessuna cura. Noi indichiamo potenti scelte di defiscalizzazione (2), sì da rendere permanenti i bassi costi energetici e aiutare consumatori e imprese ad investire meglio. Per ora, invece, sembra che dobbiamo accontentarci della calma prima della tempesta.Vincenzo Donvito, Aduc

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Istat: scende ad agosto la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad agosto la fiducia dei consumatori scende da 116,6 a 116,2. “Dato negativo e inaspettato, ma non preoccupante, vista l’entità del calo. Evidentemente l’effetto vacanze era già scattato a luglio e giugno, quando si era tornati a una vita quasi del tutto normale, con le riaperture e la fine del lockdown, recuperando per la prima volta la fiducia pre-crisi. Rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia resta comunque superiore di ben 5,4 punti, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è ancora maggiore di 4,2 punti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Più allarmante, invece, è che le attese sulla situazione economica dell’Italia, che a giugno, con 57, avevano raggiunto il record storico, il valore più elevato dall’inizio delle serie storiche iniziate nel gennaio 1998, e che a luglio, pur calando a 49,4, segnavano il secondo miglior risultato, ora scendono ulteriormente a 39,1, meno anche del dato di maggio 2021, al terzo posto con 42,5. Si tratta comunque del quarto miglior dato di sempre, maggiore di quello del novembre 2015, durante il Governo Renzi, al quinto posto con 27,2. Resta, quindi, un valore ottimo dovuto all’effetto Draghi e Recovery Plan, che però, visto l’andamento calante, va subito consolidato con fatti concreti” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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La fiducia nel digitale tra i consumatori è in aumento

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2021

L’emergenza sanitaria ha influenzato profondamente la vita delle persone, cambiando radicalmente anche il modo in cui si accede ai servizi e il ruolo della tecnologia per risolvere i problemi di tutti i giorni. Nuance Communications, Inc. – pioniera e leader nelle innovazioni di intelligenza artificiale conversazionale – ha quindi realizzato un nuovo studio, condotto da OnePoll in undici Paesi a livello globale, per indagare lo scenario globale post-pandemico e far luce su ciò che i consumatori si aspettano oggi dal servizio clienti dei brand, comprendere se e quanto le interazioni digitali rimarranno la norma e come le aziende possono guadagnare competitività facendo leva su soluzioni tecnologiche capaci di favorire una migliore esperienza online.Dalla ricerca di Nuance emerge chiaramente che anche dopo la pandemia i consumatori preferiranno interagire con i brand attraverso i canali digitali rispetto a farlo di persona: si tratta in media di ben quasi tre adulti su cinque (58%) a livello globale, percentuale che in Italia è addirittura più alta e arriva a toccare il 62%. Tuttavia, non sono solo i consumatori tricolore ad esser stati influenzati dalla pandemia nella loro attitudine al digitale: la preferenza per interazioni digitali con i brand raggiunge ben il 70% in Messico, seguito da Germania (66%) e Svezia (65%).Ma quali sono quindi i mezzi preferiti oggi dai consumatori per comunicare con i marchi? Sebbene poco più di un quarto dei consumatori a livello globale (28%) sembra prediligere ancora oggi la comunicazione di persona con i brand, c’è un buon 24% che preferisce l’email, il 19% il telefono e il 18% messaggi di testo, webchat dal vivo o chatbot. Leggermente differenti le preferenze degli utenti in Italia, dove – rispetto alla media di tutti i Paesi coinvolti nello studio – la comunicazione “tradizionale” di persona riceve un po’ più consensi (+4 punti percentuali), analogamente alla mail, che arriva a sfiorare un terzo delle preferenze (30%, ben 6 punti percentuali in più). Al contrario, gli italiani sembrano apprezzare meno sia l’interazione telefonica sia attraverso SMS, webchat dal vivo e chatbot (-5 punti percentuali per entrambe le opzioni).Dai dati emerge che praticità e velocità rappresentano i fattori più comuni per la scelta del mezzo di comunicazione preferito, mentre il parlare con un “vero” essere umano segue a ruota. Questi risultati dimostrano che i consumatori sono sempre più a loro agio nell’utilizzare la tecnologia per fare acquisti o accedere a servizi, pur aspettandosi che i brand offrano un approccio di tipo umano quando richiesto.Oltre a essere sempre più avvezzi a soluzioni come chatbot, assistenti virtuali e applicazioni mobili per interagire con i brand, i clienti mostrano anche maggiore fiducia nella tecnologia che li aiuta ad accedere alle proprie informazioni personali e agli account online. Secondo lo studio di Nuance, infatti, la metà degli intervistati (50%) è ora maggiormente a proprio agio nell’utilizzare sistemi di autenticazione biometrica quando accede ai propri account rispetto a prima della pandemia, con il 47% che preferisce utilizzare lo smartphone per questo tipo di operazioni. Tendenza che sembra più che mai confermata nel Bel Paese: è ben il 55% degli utenti a sentire di “padroneggiare” meglio la biometria ora e il 53% che sceglie lo smartphone come strumento preferito per accedere ai propri account.Inoltre, quasi due persone su cinque (38%) affermano di aver ora fiducia nel riconoscimento biometrico (sia vocale, facciale, comportamentale, delle impronte digitali o di combinazioni di questi) più di qualsiasi altro metodo di identificazione. Questo è un passo importante in tale direzione, poiché durante la pandemia gli autori di frodi hanno preso in maniera crescente i consumatori finali, sfruttando metodi di autenticazione arcaici come PIN e password che possono essere resi accessibili tramite il dark web per ottenere l’accesso a conti correnti e fondi personali.

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Campagna vaccinale e fiducia nella scienza

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

Con il decollo della campagna vaccinale, gli italiani contano sempre di più sulla scienza per tornare alla vita di sempre, spianando così la strada per la ripresa del Paese. Sono infatti ben 9 su 10 gli italiani che si fidano della scienza (91%) e che ritengono che, proprio grazie ad essa, il 2021 possa essere un anno migliore rispetto al precedente (89%). La pandemia ha inoltre rinnovato l’attenzione sulle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), specialmente tra le generazioni più giovani: la maggioranza degli italiani (88%) è concorde sul fatto che più persone dovrebbero perseguire carriere in ambito STEM, ritenendo altresì importante aumentare la diversità e l’inclusione in questo campo (84%). Ciò nonostante, solo la metà degli italiani crede che questo rinnovato interesse nei confronti della scienza continuerà a crescere una volta cessata l’emergenza sanitaria (50%).L’emergenza da Covid-19 ha anche fatto aumentare l’attenzione nei confronti dell’ambiente per tre italiani su quattro (77%). Tra i problemi principali che la scienza dovrebbe risolvere, infatti, le persone indicano come prioritarie il cambiamento climatico (51%), che supera persino la pandemia (46%). In generale, la scienza è vista come un elemento essenziale per plasmare, rafforzare e migliorare l’Italia, con 9 italiani su 10 che ritengono che gli investimenti nella scienza rendano il Paese più forte (90%). Tuttavia, qualunque sia il problema che la scienza dovrebbe risolvere, le persone la considerano una responsabilità condivisa sia tra pubblico e privato, che con altri Paesi. Secondo il 92%, infatti, gli Stati dovrebbero cooperare per creare soluzioni basate sulla scienza per affrontare le grandi sfide globali, e ci dovrebbe essere maggiore collaborazione tra il pubblico e il privato per far progredire la scienza. Sono questi i risultati dello State of Science Index di 3M, una ricerca globale annuale che dal 2018 indaga l’immagine della scienza. Per la prima volta, quest’anno, l’indagine è stata estesa a 17 Paesi, includendo anche l’Italia.“La scienza sta diventando sempre più un elemento di unione, mentre il mondo testimonia un impegno crescente nella missione comune per costruire un futuro più sicuro, più verde, più forte e più equo”, ha dichiarato Marc Routier, Vicepresidente della South East Europe Region di 3M. “La fiducia nella scienza viene confermata ogni giorno nel vedere il suo impatto concreto nelle nostre vite, dai rimedi contro il COVID-19, al supporto alle cause ambientali, che fanno la differenza”.

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Fiducia dei consumatori in crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

Le stime Istat per il mese di giugno ci dicono che la fiducia dei consumatori è in crescita di quasi 5 punti. Altrettanta crescita vale per le imprese. Il giorno dopo l’approvazione del Pnrr (Piano nazionale per la ripresa e la resilienza) da parte della Commissione Ue. Alla vigilia dell’arrivo della prima tranche di fondi per 24,9 miliardi dei 191,5 previsti (68,9 sono a fondo perduto, e 122,6 prestiti). E’ bene ricordarsi che questa fiducia vale solo nella misura i cui saremo in grado di far fronte agli impegni presi verso chi (UE) ha avuto altrettanta fiducia in noi, altrimenti i soldi non continueranno ad arrivare e quelli usati male andranno restituiti. Certo, abbiamo a capo del governo l’ex-governatore di quella BCE (Banca Centrale Europea) che negli anni scorsi ha evitato il tracollo dei Paesi membri. Premier ascoltato e stimato ovunque, in Italia, in Europa e nel mondo. Tutti baldanzosamente pieni di fiducia dovremmo farcela? E’ bene ricordare che non necessita l’ardore di un afflato patriottico, ma federalista europeo e transnazionale. A partire dai nostri consumi quotidiani: onorati i canoni di qualità che individualmente abbiamo, è bene ricordare che la nostra economia (incluso il nostro giardino) può marciare solo con quella europea e quella mondiale. E’ la lezione del covid. Di una economia europea che si afferma al proprio interno e nel mondo proprio perché tale (pur nelle sue diversità). Noi ne siamo parte, importante! Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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È alta la fiducia dei giovani nei decisori politici, negli scienziati e nei medici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 Maggio 2021

Nonostante abbiano manifestato una certa insoddisfazione per la gestione comunicativa dell’emergenza sanitaria, percepita come confusionaria. Proprio per questo, il 78% dei ragazzi vorrebbe maggiore chiarezza e più capacità di ascolto. Per superare l’emergenza sanitaria i giovani considerano prioritario il ruolo della ricerca per nuovi vaccini e farmaci (81%), seguito dalla gestione equilibrata dei decisori politici (53%) e da una corretta comunicazione (30%). Sono alcuni dei dati emersi dalla Ricerca sulla fiducia dei giovani nella scienza, condotta dalla Fondazione Mondo Digitale con il supporto del Dipartimento di Economia politica e statistica della Università degli Studi di Siena. I risultati della ricerca che ha coinvolto 4mila studenti tra i 14 e i 19 anni sono stati presentati oggi dal direttore scientifico Alfonso Molina e discussi con gli esperti dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, partner scientifico del progetto Fattore J, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale con la collaborazione di Janssen Italia e il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità.ww.mondodigitale.org

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Istat: sale ad aprile la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad aprile la fiducia dei consumatori sale da 100,9 a 102,3.”Bene, dato indubbiamente positivo e incoraggiante. L’accelerazione del calendario vaccinale, per quanto non ancora ottimale, ha certamente contribuito a dare speranze agli italiani, a creare un clima di maggior fiducia e a ritenere possibile un ritorno ad una vita quasi normale, almeno per questa estate, senza lockdown e soprattutto con la possibilità di poter tornare a lavorare a pieno regime” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Nonostante, quindi, le condizione reali di vita delle famiglie, ad esempio in termini reddituali, siamo rimaste immutate, migliorano le attese sia sulla situazione economica dell’Italia, da -0,8 a +6,3, che della famiglia, da -7,1 a -2,4. Attenzione, però, ora servono miglioramenti economici reali, altrimenti i dati ritorneranno a precipitare. Il giudizio sulla situazione economica dell’Italia, infatti, è ancora peggiorato” prosegue Dona.”Inoltre, siamo lontani anni luce dal clima di fiducia pre-Covid. Rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia è inferiore di 8,5 punti, addirittura 9,7 punti rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia” conclude Dona.

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Simonetta Matone nominata nuova Consigliera di Fiducia della Sapienza

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

La rettrice della Sapienza Antonella Polimeni ha nominato il magistrato Simonetta Matone Consigliera di Fiducia dell’Ateneo. Questa figura, introdotta dal Codice di condotta nella lotta contro le molestie sessuali approvato lo scorso gennaio, ha il compito di fornire consulenza e assistenza alle vittime e di contribuire alla soluzione dei casi che le vengono sottoposti.L’assunzione dell’incarico da parte di Simonetta Matone, previa autorizzazione del Consiglio superiore della Magistratura, avrà durata biennale. La Consigliera di fiducia, figura prevista dalle risoluzioni del Parlamento Europeo, ha il compito in particolare di accogliere le segnalazioni di studentesse e studenti, ma anche del personale docente e tecnico amministrativo nel suo complesso, e di indirizzare i provvedimenti necessari in ogni singolo caso. Le segnalazioni vengono recepite assicurando il rispetto della privacy dei soggetti coinvolti, sia dei diretti interessati e sia degli eventuali testimoni utili a chiarire le circostanze dell’accaduto.La Consigliera viene nominata dalla Rettrice, su proposta del Comitato Unico di Garanzia e selezionata tra persone esterne all’Ateneo, di adeguata e comprovata competenza ed esperienza, a seguito della pubblicazione di un invito a manifestare interesse.
Simonetta Matone si è laureata in giurisprudenza alla Sapienza di Roma nel 1976. Attualmente è Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma

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Istat: sale a febbraio la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a febbraio la fiducia dei consumatori sale da 100,7 a 101,4.”Dati positivi sui quali certo ha pesato l’Effetto Super Mario, come dimostra il rialzo delle attese sulla situazione economica dell’Italia che passa da -20,2 a +2,6, con un balzo di ben 22,8 punti percentuali. Draghi, insomma, che ha ricevuto l’incarico il 3 febbraio e presentato la squadra il 12, non ha fatto salire volare solo la borsa e scendere lo spread ma ha ridato anche speranza agli italiani” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora, però, alle parole devono seguire subito i fatti. La fiducia è una cosa molto aleatoria e se non ci fosse un cambio di rotta immediato per le condizioni di vita degli italiani, subentrerebbe nuovamente il pessimismo e lo sconforto. Non per niente non c’è stato ancora alcun effetto Draghi sulle attese per la situazione economica della famiglia, che restano stabili (da -5,7 a -5,8)” prosegue Dona. “Inoltre va ricordato che siamo ancora molto distanti dal clima di fiducia pre-Covid. Rispetto a un anno fa, ossia a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia è ancora inferiore di 9,4 punti” conclude Dona.

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Governo. Il discorso del presidente Draghi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

“Senza l’Italia non c’è l’Europa. Ma fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine. C’è solo l’inganno di ciò che siamo, nell’oblio di ciò che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere”.E’ un passaggio del discorso del presidente del Consiglio, Mario Draghi. E’ per memoria agli italiani che, alle elezioni del 2018, sono stati e si sono fatti ingannare da quei partiti antieuropei e no-euro (M5S, Lega) che oggi sostengono un governo europeista e pro-euro.Assisteremo a qualche furbata, come quella di ieri del segretario della Lega, Matteo Salvini, sulla irreversibilità dell’euro o sull’Italia che deve contare di più in Europa, come se i 209 miliardi di finanziamenti europei non fossero una prova tangibile della attenzione dell’Europa stessa nei confronti dell’Italia, ma quello delineato dal discorso del presidente Draghi è un programma per il nostro Paese, non per una parte di esso. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Governo. De Carlo (FdI): Draghi adotti dazi di civiltà verso Paesi sleali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

“L’unità non deve andare a scapito del pluralismo, della democrazia e della tolleranza verso chi ha idee diverse. Il nostro amore per la democrazia e per la Patria lo dimostriamo non augurando a Draghi il fallimento del suo governo, ma indicando quelle che sono le priorità per il Paese. L’agricoltura è strategica per l’economia italiana e su temi quali nutriscore, italian sounding e giusta remunerazione del lavoro degli agricoltori faremo la nostra parte e ci auguriamo che il governo faccia altrettanto, ad esempio, adottando dazi di civiltà nei confronti dei Paesi che non rispettano i nostri parametri nella produzione agroalimentare. Sui temi concreti a tutela dell’Italia il presidente Draghi troverà sempre in Fratelli d’Italia un interlocutore corretto e leale, anche più di molti attori della sua maggioranza. Whatever it takes.”. E’ quanto ha dichiarato il senatore Luca De Carlo di Fratelli d’Italia nel corso del suo intervento in aula al Senato sulla fiducia al governo Draghi.

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Governo. Ciriani (FdI): dopo intervento Draghi più forte il nostro no a fiducia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

“Dopo l’intervento del presidente Draghi la posizione di Fratelli d’Italia non è cambiata anzi siamo rafforzati nella nostra decisione di non votare la fiducia. Tanti principi generici, tante astrazioni ma poca concretezza, specchio delle difficoltà di una maggioranza tanto contraddittoria. Fratelli d’Italia lo spirito repubblicano lo dimostrerà facendo un’opposizione patriottica, seria e leale, votando quei provvedimenti che ci convincono”.Così il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, commentando con i giornalisti al Senato l’intervento del presidente del Consiglio, Mario Draghi.”Rimangono però aperte alcune questioni che ci inquietano, come il riferimento ad una specie di selezione naturale delle imprese, alcune destinate a sopravvivere, altre a morire. Il presidente Draghi, infatti, non spiega in che modo e attraverso quali criteri alcune imprese, costrette a chiudere a causa delle scelte del governo, saranno condannate alla chiusura. E poi c’è il riferimento alla cessione di sovranità nazionale. Non è chiara nè la forma, nè la sostanza. Il presidente Draghi spieghi cosa intenda. Non vorremmo che dietro queste parole si nascondesse una nuova stagione di tagli e sacrifici imposti agli italiani. Su questo punto deve essere chiaro fin da subito che la nostra posizione è molto critica e molto severa” conclude Ciriani.

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Per non scontentare nessuno da Draghi discorso di basso profilo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

“Per non scontentare la sua variegata maggioranza il presidente Draghi è stato costretto a fare un intervento infarcito di analisi generiche, senza mai giungere a conclusioni o offrire soluzioni. Su scuola, imprese e Sanità non abbiamo ascoltato proposte o obiettivi, ma uno stato della situazione che, peraltro, già conosciamo e su cui Fratelli da tempo ha proposto soluzioni. E anche sul richiamo all’atlantismo rimaniamo delusi, visto che è scontata la nostra posizione. Piuttosto il presidente Draghi dovrebbe confrontarsi con il suo ministro degli Esteri Di Maio, perchè a questo punto vorremmo capire bene quale sia la politica estera nei confronti della Cina e della via della Seta. Insomma, siamo di fronte, e ci spiace doverlo constatare vista la levatura internazionale di Mario Draghi, a un discorso di basso profilo, che rafforza il nostro no alla fiducia”. Commenta così con i cronisti il discorso del presidente del Consiglio Mario Draghi, il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra.

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Fratelli d’Italia vota No a fiducia Draghi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

“La Direzione Nazionale di Fratelli d’Italia ha approvato all’unanimità la mia proposta di votare NO alla fiducia al Governo Draghi. Sono troppi i Ministri in continuità con il precedente Governo e troppo è il peso della sinistra nell’Esecutivo. Non riteniamo possibile tentare di ricostruire l’Italia con gli stessi che hanno contribuito a distruggerla. Faremo una opposizione patriottica, lavorando sempre per il bene della Nazione e votando di volta in volta i provvedimenti che riterremo utili per l’Italia”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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Deloitte: M&A, cresce la fiducia dei CFO italiani ed europei

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2021

Dopo un brusco rallentamento nella prima metà del 2020, le operazioni di fusione e acquisizione a livello globale hanno registrato un rilancio da record: da giugno a ottobre 2020, le aziende hanno annunciato di aver concluso deal per un valore complessivo di 1.400 miliardi di dollari, segnando una crescita del +84% rispetto ai primi cinque mesi dell’anno, e portando a un valore totale di 2.200 miliardi di dollari di contratti siglati nei primi 10 mesi dell’anno.È quanto emerge dal report “M&A emerges from quarantine – M&A strategies to thrive in the post-pandemic environment”, basato sulle risposte di oltre 1.500 CFO in 17 paesi partecipanti alla Deloitte European CFO Survey, ai quali è stato chiesto quali fossero i loro obiettivi di M&A, le priorità strategiche, i rischi e le sfide per i prossimi mesi.Circa l’83% dei CFO europei (62% italiani) ha espresso elevati livelli di fiducia nella solidità dei bilanci e delle risorse delle proprie aziende. Particolarmente positivi e fiduciosi i CFO del settore automobilistico, dei servizi finanziari e dei servizi professionali.Inoltre, in assenza di segnali di un’imminente inversione dell’attuale politica monetaria estremamente accomodante, circa il 73% dei CFO dichiara di essere fiducioso sulla disponibilità di credito. Su quest’ultimo aspetto, tuttavia, i CFO italiani sono meno fiduciosi: solo il 47% è allineato con i propri colleghi europei.I CFO meno fiduciosi nella solidità finanziaria della propria azienda hanno indicato l’obiettivo di cessione di attività non essenziali al fine di sostenere i loro bilanci ed acquisire maggiori risorse finanziarie.Circa il 73% dei CFO europei e il 76% di quelli italiani è anche fiducioso circa l’opportunità di crescita del proprio settore, in particolare per chi opera nei servizi finanziari, nel life sciences, nei media e nelle telecomunicazioni (TMT). Anche il prezzo delle aziende target non è visto come un ostacolo: circa il 74% dei CFO europei (73% italiani) ritiene che vi siano condizioni di prezzo favorevoli per le acquisizioni. Inoltre, circa l’80% dei CFO europei e il 64% di quelli italiani ha dichiarato di avere fiducia nelle capacità di integrazione ed attuazione degli accordi della propria azienda.
Tra gli aspetti critici vengono invece evidenziati la situazione economica generale e gli ostacoli normativi. Circa il 40% dei CFO europei (35% di quelli italiani) non pensa che vi sarà una significativa ripresa economica entro i prossimi 12 mesi e quasi la metà degli intervistati (44% in Europa e 51% in Italia) guarda con timore i molteplici ostacoli politici, burocratici e normativi da affrontare per completare le transazioni di fusione e acquisizione.È stato chiesto ai CFO di assegnare il grado di priorità agli obiettivi di M&A a breve (<6 mesi) e medio termine (6-12 mesi) ed è emerso che i CFO utilizzano una combinazione di strategie difensive e offensive per salvaguardare la propria posizione nel mercato, accelerare la ripresa e posizionarsi per raggiungere la leadership. A conti fatti, sia in Europa che in Italia, il 59% degli intervistati ha selezionato strategie relative a M&A offensive, mentre il 41% ha scelto strategie difensive. Le aziende italiane inoltre perseguono sempre più attività non tradizionali di fusione e acquisizione, come joint venture, alleanze, fusioni e acquisizioni disruptive e investimenti di venture capital in asset sostenibili (59%), acquisizioni per accelerare la trasformazione digitale dell’azienda (67%) oltre ad attività di ristrutturazione del portafoglio che portano a disinvestimenti (62%) insieme ad operazioni di fusione e acquisizione più tradizionali, come il consolidamento nel proprio settore di attività (75%).

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Istat: scende a gennaio la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a gennaio la fiducia dei consumatori scende da 101,1 a 100,7.”Uno sfacelo! Dati devastanti. Nonostante il 27 dicembre sia scattato in tutta Europa il Vax Day, nemmeno questo evento storico per tutta l’umanità è bastato a dare speranza nel futuro. Il problema non è l’entità del calo, molto lieve, ma il fatto che non ci sia stato nessun effetto vaccino! Ha prevalso l’effetto lockdown. Insomma, per gli italiani nessun ottimismo può esserci fino a che si deve restare con le serrande abbassate e chiusi in casa. Se non si riesce più ad arrivare alla fine del mese non c’è vaccino che tenga e che serva” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre siamo ancora molto distanti dal clima di fiducia pre-Covid. Rispetto a febbraio, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia è inferiore di 10,1 punti, 11,3 punti in meno nei confronti di gennaio, ultimo mese pre-pandemia. Per il clima economico i dati precipitano e sono pari, rispettivamente, a -37,5 e -40,7. Un vero e proprio tracollo!” conclude Dona.

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Dopo la fiducia, ora il Governo pensi a provvedimenti sensati in grado di ridare fiato agli italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2021

Archiviata la due giorni parlamentare segnata dalla ricerca della fiducia, per il Governo è tempo di tornare al lavoro e pensare a provvedimenti in grado finalmente di dare quelle risposte che gli italiani chiedono e attendono da tempo. È la posizione dell’associazione Codici, che segue con crescente preoccupazione la situazione.“La pandemia ha messo in ginocchio l’Italia – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e su questo non c’è alcun dubbio, ma dal Governo non stanno arrivando interventi in grado di rimettere in piedi il Paese. La questione dei Dpcm è emblematica. I provvedimenti varati si stanno rivelando insensati ed inadeguati. Pensiamo alla chiusura di bar e ristoranti. Una decisione drastica, che sta causando la fine di attività che invece potrebbero restare aperte garantendo il distanziamento. Prima si impongono dei protocolli rigidi da seguire e poi, una volta che i ristoranti così come le palestre, per citare un altro esempio, si adeguano, peraltro con sforzi economici non indifferenti, si cambia strada. Non ha senso. Anche perché questa rigidità si scontra poi con la realtà, che ci dice che da una parte si chiudono attività per cercare di contenere i contagi, ma dall’altra si fa poco, o nulla, per evitare gli assembramenti sui mezzi pubblici. Gli italiani sono stremati, è arrivato il momento di adottare provvedimenti ragionati e ragionevoli, perché altrimenti sarà difficile uscire dalla crisi in cui stiamo sprofondando, con il rischio inoltre di alimentare la disobbedienza, portando il Paese sull’orlo del baratro”.

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Il Covid mina la fiducia?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2021

L’Italia ha aderito al progetto promosso dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’O.M.S. dal titolo ‘Monitorare la conoscenza, la percezione del rischio, i comportamenti preventivi e la fiducia (‘trust’) per un’efficace risposta alla pandemia”, che coinvolge altri 26 paesi europei. Questo progetto è volto a raccogliere informazioni sulla percezione del rischio, sulle conoscenze esistenti, sulle fonti di informazioni attendibili, sugli atteggiamenti della popolazione verso le iniziative prese per fronteggiare la pandemia, sui vaccini, e su altre variabili di interesse. Il progetto in Italia è coordinato dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, dall’AUSL di Modena e dall’Istituto Superiore di Sanità. Il progetto, coordinato da Giovanni de Girolamo, medico psichiatra dell’Irccs Fatebenefratelli, coinvolgerà un campione rappresentativo della popolazione italiana, selezionato dalla Doxa (nota società di ricerche sociali e di mercato), costituito da 10.000 persone di età compresa tra 18 e 70 anni, a cui verrà chiesto di compilare online la versione italiana del questionario sviluppato dall’O.M.S. Durante il mese di gennaio 2021 avrà inizio la prima fase dell’indagine con la somministrazione del questionario a 2.500 cittadini italiani. Seguiranno, a distanza di tre settimane le une dalle altre, altre 3 rilevazioni previste nei mesi di febbraio, marzo e aprile 2021. Tra le aree indagate vi è anche lo stato di salute, sia fisico che mentale, dei partecipanti; va sottolineato che l’IRCCS Fatebenefratelli è, tra i 51 IRCCS italiani, l’unico che ha come area di riconoscimento scientifico la salute mentale. I dati verranno raccolti dalla Doxa e saranno analizzati in prima istanza dal centro coordinatore europeo dell’O.M.S. I dati saranno utilizzati anche in Italia, per analizzare aspetti specifici della situazione nazionale e migliorare la nostra conoscenza sui processi che coinvolgono la comunicazione a vari livelli, fornendo quindi elementi utili per predisporre interventi e programmi di politica socio-sanitaria efficaci finalizzati al contrasto della pandemia. La realizzazione del progetto è resa possibile grazie ad un finanziamento ricevuto dalla Fondazione CARIPLO ed a fondi istituzionali dell’IRCCS Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia, messi a disposizione dalla Provincia Lombardo-Veneta dei Fatebenefratelli.

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