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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘fiducia’

Istat: la fiducia dei consumatori cresce ma aumenta anche la pressione fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

L’Istat ha rilevato che a giugno la fiducia dei consumatori migliora rispetto al mese precedente, attestandosi a 100,6 punti. Un dato sicuramente positivo, che con ogni probabilità deriva dalla speranza delle famiglie di aver superato, almeno in parte, le criticità degli ultimi mesi. Gli altri indicatori economici relativi al primo trimestre del 2020, però, non sono altrettanto incoraggianti: l’Istituto di statistica ha infatti registrato una pressoché insostenibile pressione fiscale (+0,5% rispetto allo stesso periodo del 2019), un rapporto deficit-PIL che nei primi tre mesi di quest’anno sale al 10,8% rispetto al 7,1% dello scorso anno nonché un calo del -1,7% del potere d’acquisto.Tali percentuali dimostrano ancora una volta l’estrema fragilità della nostra economia, che richiede con la massima urgenza interventi incisivi ed efficaci con cui avviare la costruzione di basi solide per una vera e propria ripresa. La pandemia, oltre a provocare drammatiche conseguenze sanitarie, ha avuto gravi ripercussioni sul piano economico e sociale e l’attuale contesto rende necessari interventi mirati per la crescita e lo sviluppo nonché misure che diano nuovo impulso alla crescita e all’occupazione.“La redistribuzione dei redditi e la riforma fiscale restano questioni centrali da affrontare per avviare, finalmente, una ripresa stabile” – dichiara Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

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Istat: a maggio fiducia consumatori a 94,3

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio la fiducia dei consumatori si attesta a 94,3, da 100,1 di marzo.”Giudizio sospeso sul clima di fiducia dei consumatori. Purtroppo, non avendo il dato di raffronto di aprile, quello di oggi non è per niente indicativo e significativo. Non è possibile sapere, infatti, se a maggio, con la Fase 2, iniziata il 4 del mese, il clima è risalito rispetto ad aprile, segnando un’inversione di tendenza oppure ha continuato a scendere, seppur di poco” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un conto è se a maggio ha cominciato a rimontare l’ottimismo degli italiani, se hanno intravisto una luce in fondo al tunnel, un altro è se la Fase 2 non è bastata a ridare speranza nel futuro, perché allora la fiducia potrebbe tradursi in un ulteriore peggioramento delle già gravissime condizioni reali del Paese” conclude Dona.

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Dl Scuola. Iannone (FdI): voto di fiducia sarebbe colpo di grazia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

“Anche questa settimana non abbiamo votato gli emendamenti al decreto Scuola, un autentico pasticcio di cui il ministro Azzolina deve assumersi, insieme alla maggioranza che sostiene il governo, tutta la responsabilità politica. Mancano ancora i pareri delle altre Commissioni e solo stamattina la relatrice ha presentato nuovi emendamenti che avrebbe potuto presentare già due settimane fa. Si tiene così sequestrato l’intero mondo della scuola rischiando di compromettere gli esami di quest’anno e l’inizio del nuovo anno scolastico. Intanto, il provvedimento è stato calendarizzato per l’esame nell’Aula del Senato il prossimo 21 Maggio, ma non vorrei che il governo abbia già premeditato di mettere la fiducia per superare le difficoltà interne alla maggioranza e vanificare i nostri emendamenti, tutti finalizzati a superare le storture create dal decreto oltre alla strana ed arrogante azione del ministro. Sarebbe gravissimo un voto di fiducia: un colpo di grazia alla scuola italiana, un crimine ai danni di alunni, famiglie, dirigenti scolastici, personale docente e non docente. Una scelta che comprometterebbe il presente e il futuro del diritto allo studio”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, capogruppo nella Commissione Istruzione Pubblica e Beni Culturali.

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La fiducia dei giovani nelle istituzioni alla prova del Covid19

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

La prima lezione della pandemia da Covid19 riguarda il “fallimento” di una risposta adeguata da parte dei governi e, per il professor Noam Chomsky, la loro leadership sarà messa a dura prova soprattutto dalle giovani generazioni.
Il linguista e filosofo ha espresso un pensiero molto critico sulla gestione della crisi, riferendosi in particolar modo all’amministrazione statunitense. “Ciò di cui abbiamo bisogno è sapere la verità su tutto ciò che è già noto e su tutto ciò che è ancora incerto”. La lezione che le istituzioni dovranno imparare è di aprire una conversazione molto più onesta e franca con le loro comunità così da evitare che il presente possa ripetersi in futuro. Sempre a proposito di ciò che è cruciale ai fini della comunicazione delle istituzioni pubbliche durante la pandemia, la filosofa Martha Nussbaum aggiunge: “Due cose, a mio avviso: verità e comprensione dell’altro”. La verità è importante, ma da sola non andrà lontano: l’equipaggiamento migliore di cui dovrebbe dotarsi chi governa, in questo momento, è l’empatia.

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Sassoli: Vince la fiducia nell’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, su conclusioni Eurogruppo. “Abbiamo avuto ragione ad avere fiducia nell’Europa. Le proposte formulate dell’Eurogruppo vanno nella giusta direzione, con la trasformazione del MES in ‘Salva Europa’ dall’epidemia Covid19, da usare subito per aumentare le capacità delle nostre strutture sanitarie, ospedali e centri di ricerca. Per salvare le vite dei cittadini europei. Vediamo con favore il consenso dell’Eurogruppo al SURE e al potenziamento della BEI. Nella giusta direzione l’indicazione al Consiglio UE di istituire un Fondo per la ricostruzione dell’Europa da finanziare anche con strumenti innovativi. In questa battaglia per la ricostruzione il Parlamento europeo farà come sempre la sua parte in difesa dei cittadini europei”.

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Continua a crescere la fiducia nel Governo Conte

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Dall’inizio dell’emergenza è salita di 15 punti. In termini di consenso elettorale, nella compagine di Governo sale Il Movimento 5 Stelle (15,6%) e la Sinistra (3,9%), mentre subisce un piccolo assestamento il PD (22,6%). Sul fronte dell’opposizione, prosegue l’erosone della Lega (26,2%), mentre salgono Forza Italia (7,4%) e Fratelli d’Italia (12,8%), lasciando il centro destra sostanzialmente stabile al 46%. Si conferma la diffusa preoccupazione per il Coronavirus, che la netta maggioranza degli intervistati (61%) ritiene destinata a chiudersi con l’inizio dell’estate. Per guidare il processo di ricostruzione post-emergenza, quasi la metà del Paese sarebbe a favore di un Governo di unità nazionale Guidato da Mario Draghi.

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Istat: a marzo crolla fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a marzo scende la fiducia dei consumatori da 110,9 a 101.”L’Effetto Coronavirus ha determinato un crollo della fiducia dei consumatori senza precedenti. Mai, dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel gennaio 2015, si era avuta una caduta così ampia, pari a 9,9 punti percentuali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Battuto il precedente record, registrato nell’aprile 2012, quando ai tempi delle stangate del Governo Monti ci fu un calo di 7,3 punti” prosegue Dona.”Una diminuzione inevitabile, considerato che si tratta di una situazione d’emergenza che non ha precedenti storici, da dopo la Seconda Guerra Mondiale in avanti. Il punto è se nel mese di aprile ci sarà una ripresa o un’ulteriore discesa, perché allora il crollo della fiducia potrebbe tradursi in un ulteriore peggioramento delle già precarie condizioni reali del Paese” conclude Dona.

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Cala la fiducia dei lavoratori italiani nel 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

I lavoratori italiani accolgono il 2020 con scarsa fiducia nel miglioramento della situazione economica e finanziaria del Paese. Poco più di quattro dipendenti su dieci credono in una crescita economica nei prossimi dodici mesi (44%), in calo del 4% rispetto al 2018 e ben 13 punti sotto alla media globale, pari al 57%. L’Italia si colloca al terzultimo posto su 34 paesi per livello di fiducia nelle condizioni economiche nazionali, insieme al Belgio e davanti soltanto a Spagna (41%) e Giappone (26%). Resiste la fiducia nei risultati delle imprese, con il 67% dei lavoratori ottimista sulle performance del proprio datore di lavoro, ma risulta comunque in calo rispetto al 75% di due anni fa e distante tre punti dalla media mondiale (70%). Cresce invece l’ottimismo sulle condizioni economiche individuali, con il 50% dei dipendenti che si aspetta di ricevere un bonus nel corso dell’anno (+5% sul 2018) e il 41% che spera in un aumento di stipendio (+2%).Sono le previsioni economiche e finanziarie dell’ultima edizione del Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro di Randstad, primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, condotta in 34 Paesi del mondo su un campione di 405 lavoratori di età compresa fra 18 e 67 anni per ogni nazione, che lavorano almeno 24 ore alla settimana e percepiscono un compenso economico per questa attività.
Gli italiani sono fra i lavoratori meno ottimisti, collocandosi al 32° posto su 34 Paesi analizzati, a 13 punti di distanza dalla media globale e a 10 dalla media europea. I più prudenti sul futuro sono le donne e i lavoratori più esperti (entrambi al 37%), mentre meno pessimisti appaiono sia i dipendenti di genere maschile (52%) sia i più giovani (50%). Un atteggiamento molto diffuso, con solo 10 paesi su 34 che esprimono una valutazione stabile o favorevole, e particolarmente evidente nel continente europeo, che ospita sei dei dieci paesi che registrano un calo di fiducia in doppia cifra (Portogallo, Olanda, Spagna, Austria, Belgio e Svezia).Cala anche la fiducia nei risultati delle imprese, che resta però più elevata di quella nella crescita economica del paese: il 67% dei dipendenti italiani prevede che il proprio datore di lavoro raggiungerà una posizione finanziaria migliore nel 2020, con un ottimismo più marcato fra uomini (69%) e giovani (72%) e un atteggiamento più cauto fra le donne (65%) e i lavoratori senior (61%). Anche in questo caso l’andamento italiano riflette la situazione internazionale, con solo 11 Paesi su 34 che si mostrano egualmente o più ottimisti di due anni fa.Le speranze dei lavoratori si concentrano sul miglioramento delle condizioni individuali: nella media dei paesi analizzati il 61% dei dipendenti prevede di ricevere un aumento di stipendio (+4%), il 56% si aspetta un premio a fine anno (+5%). Anche in Italia la fiducia nel miglioramento personale è l’unico indicatore a registrare una crescita, con il 41% dei lavoratori che spera di ottenere un aumento di stipendio nel 2020 (+2%) e il 50% che si attende invece un bonus (+5%). Anche in questo caso i più ottimisti sono gli uomini (il 54% spera in un bonus, il 45% in un aumento di stipendio) e i lavoratori fino a 45 anni di età (56% e 53%), mentre sono più caute le donne (46% e 38%) e i lavoratori over 45 (42% e 26%). Resta però molto ampio il divario con i colleghi stranieri: -20% di speranza di ricevere un aumento di stipendio, -6% se si considera l’attesa di un bonus.

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La manovra finanziaria 2020 ha ottenuto la fiducia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 dicembre 2019

Tra le norme dichiarate inammissibili anche lo slittamento della fine del mercato tutelato per l’energia, che pertanto diventerà obbligatorio dal prossimo primo luglio.Da sempre la maggior tutela, che riguarda al momento quasi 18 milioni di utenti nell’elettrico e 9,6 milioni nel gas, consente di beneficiare di tariffe fissate dall’Autorità dell’energia che, in caso di abbassamento dei costi energetici, riduce anche i costi in bolletta. Al contrario, senza il controllo dell’autorità di vigilanza, che deve tener conto del carattere sociale dei servizi, la libera concorrenza comporterà un aumento esponenziale dei costi di luce e gas, al solo scopo di garantire il profitto alle aziende esercenti.Il governo ha la possibilità di far slittare al 1° gennaio 2022 l’obbligo al libero mercato, inserendo la norma nel prossimo decreto Milleproroghe. L’USB invita il governo a riconsiderare il provvedimento, analizzando le eventuali ricadute economiche sulle migliaia di famiglie che, già ridotte alla soglia di povertà, potrebbero subire un aumento eccessivo delle tariffe su beni e servizi pubbici di primaria importanza. L’USB si impegnerà affinché questo non accada, informando e organizzando i cittadini, ancora ignari dell’ennesima tegola che rischia di cadere sulle loro teste.

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Istat dicembre 2019: parziale ripresa della fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

L’Istat rileva, a Dicembre, un clima di fiducia di consumatori e imprese più favorevole.Un dato che va letto, però, tenendo a mente le ultime rilevazioni di Novembre e ottobre, entrambe in calo. Assistiamo pertanto a una parziale ripresa dopo il crollo di Novembre. Tale indicatore, forse pervaso dall’ottimismo in vista delle norme previste per il prossimo anno, si scontra ancora un andamento del sistema economico ancora incerto, che per crescere su basi stabili e durature necessita di interventi mirati, strutturali, improntati alla crescita e allo sviluppo.È questo ciò che manca al Paese: un coraggioso e incisivo programma di rilancio del mercato del lavoro, degli investimenti per la crescita, la ricerca, l’innovazione. Seppure le famiglie guardino con ottimismo, al prossimo anno, e il dato odierno lo conferma, in vista delle misure introdotte (quali il taglio del cuneo fiscale e il bonus famiglia), questa fiducia deve essere alimentata da interventi in grado di rilanciare il Paese sul piano internazionale, specialmente in prospettiva delle sfide sempre più complesse che si pongono nei mercati globali.

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Istat: a dicembre sale fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Secondo i dati Istat resi noti dall’Istat a dicembre la fiducia dei consumatori sale da 108,6 a 110,8.”Meno male! Altrimenti, un’ulteriore caduta del clima di fiducia dei consumatori, dopo il calo di ottobre ed il crollo di novembre, avrebbe determinato una gelata sui consumi di Natale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Gli italiani, in particolare, se a novembre avevano bocciato la manovra del Governo, ora l’hanno rivalutata, come dimostrano i dati del giudizio e delle attese sulla situazione economica italiana. Il giudizio, in particolare, dopo essere precipitato da -57 di ottobre a -69,8 di novembre, ora, a dicembre, risale la china, portandosi a -60,5, con un rialzo di 9,3 punti” conclude Dona.

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Istat: a dicembre sale fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a dicembre la fiducia dei consumatori sale da 108,6 a 110,8. “Meno male! Altrimenti, un’ulteriore caduta del clima di fiducia dei consumatori, dopo il calo di ottobre ed il crollo di novembre, avrebbe determinato una gelata sui consumi di Natale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Gli italiani, in particolare, se a novembre avevano bocciato la manovra del Governo, ora l’hanno rivalutata, come dimostrano i dati del giudizio e delle attese sulla situazione economica italiana. Il giudizio, in particolare, dopo essere precipitato da -57 di ottobre a -69,8 di novembre, ora, a dicembre, risale la china, portandosi a -60,5, con un rialzo di 9,3 punti” conclude Dona.

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In calo la fiducia nell’informazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

La difficoltà di accedere a informazione di qualità sembra preoccupare gran parte degli europei: il 59% di essi è infatti preoccupato per la diffusione delle fake news. Lo rivelano i dati dell’indagine sulla fiducia nell’informazione commissionata a livello europeo da Readly[1], dai quali emerge anche che il 63% degli italiani teme di non poter accedere a un’informazione veritiera – contro il 56% degli intervistati in Germania e il 48% in Svezia.In particolare, il 33% degli italiani intervistati ritiene di essere esposta “spesso” a notizie false; il 12% “molto spesso”. Queste percentuali aumentano tra i giovani tra i 18 e i 34 anni: il 41% di essi si ritiene “spesso” esposto alle fake news; il 19% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni ritiene di esserlo “molto spesso”. Nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni solo 1 giovane su 100 ritiene di non essere in alcun modo esposto alle fake news.
Secondo la ricerca commissionata da Readly, la fiducia nell’informazione appare compromessa a livello globale: gli intervistati, tuttavia sembrano avere a cuore la ricerca di fonti di qualità per garantire che ciò che stanno leggendo sia veritiero.Oltre un terzo dei lettori (38%) ha dichiarato di verificare personalmente la veridicità delle notizie, e questa percentuale sale al 49% tra i giovani dai 18 ai 24 anni. Il 40% degli italiani intervistati afferma di ritenere che una notizia sia vera se riportata da una piattaforma affidabile, come un’app di riviste, o da un autorevole organo di stampa (38%); la percentuale sale al 42% tra i giovani dai 18 ai 24 anni. In media, infine, un quarto degli intervistati ritiene di essere sicuro che il contenuto sia attendibile se è firmato da un giornalista noto (24%).Marie-Sophie von Bibra, Head of Growth per l’Italia di Readly, ha commentato: “Le fake news continuano a essere un problema, ma – soprattutto i giovani – sembrano sempre più attenti a selezionare e a verificare le notizie. I nostri lettori stanno mettendo in atto misure intelligenti per riconoscere e selezionare i contenuti: questo potrebbe spiegare perché anche in Italia, come in Europa, stiamo assistendo a una fruizione delle riviste digitali sempre più ampia e con cadenza regolare sulla piattaforma Readly”.Nel considerare l’approccio all’informazione, il 9% degli italiani intervistati ha dichiarato di avere attualmente accesso a un giornalismo verificato e di qualità tramite servizi a pagamento; il 35% ritiene di essere disposto a pagare in futuro per accedere a contenuti editoriali garantiti da un editore ed evitare di incappare in notizie false. Questa percentuale sale al 40% tra i giovani dai 18 ai 24 anni, così come nella fascia di età tra i 45 e i 50 anni. La ricerca commissionata da Readly ha dimostrato che le aspettative future in termini di veridicità dell’informazione sono basse: quasi i due terzi (63%) degli italiani intervistati ritengono che le notizie false aumenteranno nei prossimi due anni. Tre su quattro giovani nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni (74%) affermano di essere preoccupati per la difficoltà nell’accedere a contenuti verificati. Il 17% degli intervistati ritiene che non sia possibile smascherare una fake news.Readly è un servizio di abbonamento digitale che consente di avere accesso illimitato “all you can read” a migliaia di riviste nazionali e internazionali in una app, sia in streaming che in assenza di internet.Readly è stata lanciato in Svezia nel 2013 e l’app è disponibile a livello globale; è attualmente attivamente commercializzata in Svezia, Regno Unito, Germania, Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Stati Uniti, Irlanda e Italia.

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Diminuisce ad Ottobre la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Un dato che sottolinea la fase di incertezza che ancora caratterizza il sistema economico italiano: se da un lato infatti l’indice rilevato dall’Istat registra un miglioramento relativamente alla situazione economica del Paese, sulla spinta anche della nuova fiducia riacquisita dal nostro Paese a livello internazionale e sui mercati, dall’altro i cittadini nutrono minori aspettative in relazione al clima personale, fronte sul quale si registra una diminuzione.Sebbene siano giunte buone notizie in merito alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia, che evitano un aumento dell’Iva di ben 831,27 Euro annui (secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori) e si prospetti un taglio, ancora timido, del cuneo fiscale, le famiglie attendono evidentemente di percepire gli effetti di tali misure.Oltre ad evitare l’aumento dell’IVA, come abbiamo sottolineato più volte, è ora necessario operare una rimodulazione delle aliquote, per fare in modo che la tassazione non pesi in maniera eccessiva su alcuni beni di prima necessità che invece vengono considerati “beni di lusso” tassati al 22%. Tra questi il latte in polvere e i pannolini per bambini, nonché gli assorbenti femminili.È necessario, inoltre, avviare un piano capace di dare nuovo slancio al mercato occupazionale con lo stanziamento di investimenti per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione: operazioni fondamentali per dare un nuovo slancio all’intero sistema economico e restituire fiducia alle famiglie.

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Fisco e fiducia dei contribuenti. Come distruggerla: Iva e autoscuole

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Lo scorso 14 marzo la Corte di Giustizia europea, con una sentenza su un caso tedesco (C-449/17), ha fatto chiarezza sull’obbligo, per le autoscuole, di includere l’Iva nelle loro richieste di pagamento per i servizi che erogano all’utenza. L’Agenzia italiana delle Entrate, che non aveva mai avanzato pretese per una sua sbagliata interpretazione della norma del 1972, si è subito mossa chiedendo il pagamento dell’Iva per gli ultimi cinque anni, non prescritti. Facile prevedere che ci sarebbe stato un effetto ricaduta delle autoscuole sugli utenti e un “massacro” di corsi e ricorsi. Noi, tra gli altri, abbiamo chiesto un intervento legislativo a sanatoria . Che è arrivato. Ma sono cominciate le “baruffe chiozzotte” di interpretazione del testo con l’Agenzia delle Entrate che si è messa in prima fila per cercare di “succhiare” il più possibile a chi, ovviamente, si era comportato per essere in regola con la legge.
Diverse autoscuole, vista la sentenza della Corte di Giustizia, dallo scorso 14 marzo hanno cominciato a caricare l’Iva sulle loro fatture. Il provvedimento legislativo, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2020, ha una sanatoria per i mancati versamenti Iva non effettuati in precedenza. Quindi, anche coloro che, pur in assenza di una norma italiana ma in virtù della sentenza della Corte di Giustizia (autorità giudiziaria oltre la quale non c’è nulla e ai cui dettami tutti i Paesi comunitari si devono uniformare) hanno cominciato a versare l’Iva dallo scorso 14 marzo, dovrebbero rientrare in questa sanatoria ed essere rimborsati.
Non è invece così per l’Agenzia delle entrate. Il provvedimento approvato prevede il pagamento dell’Iva al 22% da parte delle autoscuole a partire dal 1 gennaio 2020 “sono fatti salvi i comportamenti difformi adottati dai contribuenti anteriormente alla data di entrata in vigore della presente disposizione…”. Secondo la nostra Agenzia il comportamento difforme riguarda quello contrario alla nuova norma, cioé le autoscuole che hanno versato l’Iva a partire dal 14 marzo… e quindi nessun rimborso. Ma secondo alcuni membri delle commissioni parlamentari che hanno varato la norma, il “comportamento difforme” si riferisce a quello contrario alla sentenza della Corte di Giustizia, quindi quello di chi, al contrario di quanto stabilito dalla stessa Corte, non ha versato l’Iva: chi non ha pagato l’Iva dalla data della sentenza della Corte (14 marzo) all’entrata in vigore della norma (1 gennaio 2020), il periodo di vacatio-legis, è fatto salvo. Se così non fosse ci sarebbe un ingiustificato arricchimento da parte dell’Erario. Ora, di fronte a queste due interpretazioni sarà necessario un emendamento interpretativo. Vedremo come finirà.
Quel che rimane, e con molta evidenza e amarezza, è il comportamento e la pretesa dell’Agenzia delle Entrate. Agenzia che, nonostante dal 1972 sia stata responsabile della cattiva interpretazione e applicazione della norma, e nonostante nel momento di vacatio-legis sia subito partita in quarta nella sua pretesa di arretrati dopo la sentenza, oggi si affida ad interpretazioni cavillose per cercare di succhiare soldi alle autoscuole. E si tratta proprio di “succhiare” visto che la sua pretesa è rivolta solo ai virtuosi che, non sapendo che fare, hanno preferito “abbondare”. Evidenza ed amarezza che non ci deve stupire se poi abbiamo contribuenti sempre propensi a venir meno ai propri obblighi fiscali e legislatori che sono convinti di rimediarvi con galera et similia. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Istat: a ottobre scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a ottobre la fiducia dei consumatori scende da 112,2 a 111,7. “Male, il rialzo di settembre, insomma, era occasionale. Il calo della fiducia, comunque, non è determinato da una delusione rispetto all’azione del Governo Conte II, dato che migliorano sia le attese sulla situazione economica dell’Italia, anche se dopo il balzo positivo di settembre da -21,4 a -16,2, +5,2 punti, ora il rialzo è solo di 1,2 punti, sia il giudizio sulla situazione dell’Italia, da -63,5 a -56,6, un incremento considerevole di 6,9 punti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma, il giudizio sul Governo Conte è ancora positivo, anche se gli italiani cominciano a dubitare rispetto alle conseguenze sulle proprie tasche della prossima manovra, dato che le attese sulla situazione economica della famiglia peggiorano da -5,7 a -10,7, ben 5 punti in meno” conclude Dona.

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Governo: Secondo i dati Istat a settembre la fiducia dei consumatori sale da 111,9 a 112,2

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

“Bene, effetto Governo Conte II. Come tradizione, con la nascita di un nuovo Esecutivo gli italiani confidano in un cambiamento e guardano con rinnovata speranza al futuro. E’ sempre successo. Il problema è mantenere questa fiducia e non tradirla. Inoltre, questa volta il rialzo è stato inferiore a quello dei precedenti Governi, appena 0,3 punti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il fatto che l’aumento della fiducia dipenda dal nuovo Governo è attestato dalla componente relativa alle attese sulla situazione economica dell’Italia che balza da -21,5 a -16,3, +5,2 punti” conclude Dona.
L’associazione di consumatori ricorda gli ultimi precedenti: nel giugno 2018, con il primo Governo Conte, salì da 113,8 a 116,3 (+2,5) punti, nel dicembre 2016, con il Governo Gentiloni, la fiducia salì da 107,7 a 110,6 (+2,9 punti percentuali), nel mese di marzo del 2014 (le rilevazioni sulla fiducia sono fatte nei primi 15 gg del mese, quindi pur avendo giurato in febbraio, il 22, l’effetto si ebbe a marzo), con il Governo Renzi, passò da 94,8 a 98,1 (+3,3 punti percentuali), nel mese di maggio 2013, con il Governo Letta, salì appena da 83,6 a 83,8, +0,2 punti, anche se poi, con scoppio ritardato, nel mese successivo ci fu un incremento record di 10 punti, nel mese di novembre 2011, con il Governo Monti, salì da 90,3 a 94,1 (+3,8),

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“Sto per votare la fiducia al Governo Conte II”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

“Mi riconosco nel discorso programmatico del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con cui ha delineato una prospettiva seria per il nostro futuro.
Ambiente, asili nido e giovani, il lavoro, la riduzione delle disuguaglianze, il taglio delle tasse, l’Agenzia nazionale della ricerca, la riforma della giustizia e l’inasprimento delle pene per i grandi evasori, l’autonomia differenziata (definendo fabbisogni standard e livelli essenziali delle prestazioni), la riforma del Testo unico degli Enti Locali, un forte sostegno ai Comuni, la crescita integrale e inclusiva, sono solo alcune delle priorità di un Esecutivo che ha voglia di trovare le soluzioni migliori per risolvere i problemi degli italiani.
Da oggi il MoVimento 5 Stelle apre una nuova stagione che affronteremo con spirito costruttivo e di piena collaborazione istituzionale, come sempre nell’interesse dei Cittadini e del Paese”. Così, su Facebook, l’On. Laura Castelli, Deputata del Movimento 5 Stelle.

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Istat: ad agosto scende fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Secondo i dati Istat resi noti oggi, ad agosto scende la fiducia dei consumatori da 113,3 a 111,9.”Effetto crisi di Governo. E’ chiaro che gli italiani, a fonte della caduta dell’Esecutivo, temono l’aumento dell’Iva. Per questo, rispetto a luglio, crolla sia il giudizio sulla situazione economica dell’Italia, da -48,5 a -54,2, che sulla famiglia, da -19,9 a -21,9, sia le attese sulla situazione economica dell’Italia (da -18,2 a -21,8) che le attese sulla famiglia (da -5,8 a -6). Per non parlare delle possibilità future di risparmio, che precipitano da -19 a -27,1″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, la priorità del prossimo Governo deve essere la ricerca dei 23,1 miliardi necessari per evitare la stangata dell’Iva” conclude Dona.

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Le banche e la fiducia del pubblico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

“Per le banche è Importante rafforzare stabilità e parità delle regole e clima di fiducia del pubblico. Il contributo della nuova Commissione Bicamerale di inchiesta può essere decisivo per promuovere nome più semplici ed efficaci senza scalfire i principi del mercato”. Lo ha affermato oggi a Milano, a margine dell’Assemblea del Centenario dell’Abi, l’economista Alessandro Carretta, docente all’Università di Roma Tor Vergata e Segretario Generale di Assifact, l’Associazione italiana per il factoring. “I rimborsi ai truffati sono utili a responsabilità accertate, ma devono essere accompagnati da un’azione di educazione finanziaria per ridurre il rischio che il problema si ripresenti. Anche qui il lavoro della Commissione Bicamerale può risultare determinante”
Alessandro Carretta Professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari – Università Tor Vergata di Roma. Accademico onorario dell’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA), di cui è stato Presidente dal 2011 al 2014. Membro dello Steering Committee di FINEST, Financial Intermediation Network of European Studies, e del Consiglio di amministrazione dell’Università di Roma Tor Vergata. Membro della European Association of University Teachers of Banking and Finance, con sede a Bangor, Università del Galles (UK). Collabora con la Banca d’Italia e il MEF nelle procedure di gestione delle crisi bancarie. Ricopre inoltre numerosi incarichi presso istituti di credito tra cui: componente del Comitato di sorveglianza della Banca Padovana e Membro del Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Sondrio. Segretario Generale dell’Associazione Italiana per il Factoring. Membro del Consiglio Direttivo di NED Community, Associazione degli amministratori non esecutivi e indipendenti, e Presidente del Collegio dei Probiviri dell’Associazione Italiana Leasing (Assilea).

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