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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘figlio’

Marco Termenana: Mio figlio L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2021

Nel 2014, a Milano, il figlio ventunenne dell’autore si toglie la vita. Il racconto, con l’obiettivo dichiarato di onorare la memoria del ragazzo, e che può aiutare altri genitori a capire e a orientarsi, analizza le cause di un disagio giovanile che nei casi estremi induce fino al suicidio, attraverso frammenti della breve vita del giovane che si mescolano a momenti di vita del presente di suo padre. Le colonne portanti del romanzo sono l’identità di genere e il disagio giovanile che porta all’autodistruzione. Giuseppe, carattere molto chiuso e introverso, spinto all’isolamento volontario dell’hikikomori, è stato un ragazzo tormentato come tanti giovani di questo tempo, con enormi dubbi sulla sua identità, al punto di diventare a volte un’altra persona, Noemi; bipolarità e auto-isolamento lo hanno indotto a non vedere per lui un futuro e a farla finita. Un libro per genitori, insegnanti, psicologi, educatori, giovani lettori dalle scuole medie in su e, singolarità dell’opera, anche nonne, vista l’intimità che Giuseppe aveva con quella materna. Marco Termenana è lo pseudonimo utilizzato dall’autore per tutelare la privacy della famiglia. Ha pubblicato nel 2016 con Albatros il volume dal titolo “Giuseppe” con lo pseudonimo di El Grinta. €19,90 Numero di pagine: 386 Anno di Edizione: 2021.

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Un figlio in quarantena con i genitori che lavorano

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

“Un figlio che deve rimanere a casa da scuola perché in quarantena e due genitori che lavorano. Uno scenario che, alla riapertura dell’anno scolastico, potrebbe realizzarsi. Per questo, nell’ultimo Consiglio dei ministri del 3 settembre è stato previsto un decreto che introduce lo smart working e il congedo per chi ha figli sotto i 14 anni in quarantena. ‘Sono previste – si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi – misure in materia di smart working e congedi straordinari per i genitori di figli minori di quattordici anni nei casi di quarantena obbligatoria dei figli. Per il Commissario straordinario per l’Emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, ‘se c’è una famiglia di due genitori che lavorano, se hanno un figlio contagiato e uno dei due deve restare in casa, non necessariamente, ma possibile che sia vero, quello che rimane a casa non ci deve rimettere neanche un euro”. A sua volta la ministro Bonetti ha spiegato che ‘su questo tema il governo è impegnato a dare risposte: stiamo lavorando per scrivere le norme che riattivino i congedi parentali che già in tempo Covid avevamo attivato e il diritto allo smart working”. Non c’è che dire, mi sembrano risposte giuste, e come dice il commissario Arcuri: il genitore che rimane a casa non ci deve rimettere un euro. E se entrambi i genitori o mamma single con attività commerciale si ritrovano in questa condizione che si fa? Ah già, si arrangiano. Loro e i loro figli. Mica il lavoro autonomo può essere considerato un lavoro, è un hobby. Tutto ciò indica che il provvedimento è stato varato senza che si sia avuta la possibilità di sollevare questo problema. Anzi il fatto stesso che non sia stato considerato tale problema, dimostra in pieno la sensibilità che il governo giallorosso ha nei confronti degli imprenditori e delle Partite Iva. Tutti ricchi che non necessitano di attenzione. In fondo hanno già dato 600 euro, non basta?”. Lo dichiara Lino Ricchiuti, viceresponsabile nazionale Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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Mantenere un figlio è sempre più un lusso

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 ottobre 2019

Si parla molto, in questi giorni, di famiglie e di figli. Assegno unico sì, assegno unico no, bonus, asili nido e via dicendo… misure quanto mai necessarie e indispensabili alla luce dello studio effettuato da Federconsumatori sulla spesa per crescere un figlio fino a 18 anni.Si tratta, infatti, di una grande responsabilità, ma anche di un impegno importante dal punto di vista economico. L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, in questi anni ha monitorato:
– i costi per un figlio nel primo anno di vita, che nel 2019 si attestano da 7.063,04 euro a 15.537,02 euro, con un aumento medio del +0,2% rispetto al 2018;
– i costi per l’anno scolastico 2019-2020 che, ad esempio, per uno studente di prima media per i libri di testo + 2 dizionari + il corredo per un anno ammontano a 971,50 €
– i costi per la retta universitaria, pari nell’anno accademico in corso (in II fascia di reddito) a 324,67 Euro.
Dall’indagine è emerso che i costi si differenziano fortemente in relazione al reddito disponibile della famiglia: per una famiglia bi-genitore con un reddito netto annuo di 34.000 Euro crescere un figlio fino a 18 anni costa mediamente 173.560 Euro.Per una famiglia con reddito netto annuo di 22.500 Euro il costo ammonta, invece, a 117.400 Euro. Infine, per le famiglie con reddito netto annuo oltre 70.000 Euro la spesa lievita, invece, a 288.600 Euro.Le spese più consistenti riguardano i costi di abitazione, alimentazione, trasporti e comunicazioni ed educazione.“Dalla ricerca emerge sempre più chiaramente che fare un figlio rischia di diventare un lusso riservato a pochi.” – dichiara Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.Questo a maggior ragione considerando che permane una situazione di forte squilibrio tra l’andamento della spesa delle famiglie ed una crescita insufficiente dei redditi. Tale fenomeno riguarda in particolare i redditi medio-bassi: per questi ultimi, infatti, la spesa corre più velocemente di quanto non cresca il reddito, accrescendo così le disuguaglianze e le disparità all’interno della nostra società.Per questo si rende sempre più urgente l’avvio di politiche a sostegno delle famiglie e della natalità.

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Il padre, il figlio e l’asino

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 Maggio 2018

Abbiamo fatto riferimento in un nostro precedente articolo, a proposito del rifiuto renziano ad un’alleanza con i pentastellati, alla famosissima fiaba di Esopo della volpe e l’uva. La volpe tentò più volpe di raggiungere un grappolo d’uva ma non riuscendovi disse che era troppo acerba. Ora mi sovviene un’altra storia, che fa al mio caso, prendendo lo spunto dalle tantissime critiche che sono state scritte e rilanciate sul social a proposito del contratto di governo pentastellati-lega.
Mi riferisco a quella del “padre, del figlio e dell’asino” e il giudizio dei passanti sempre negativo se il padre andava il groppa all’asinello per alleviare la fatica del percorso lasciando a piedi il figlio e per contro se avveniva il contrario l’immancabile commento era: “Ecco, un giovinetto pigro e sanissimo, mentre indulge alla sua pigrizia, ammazza il padre decrepito”. Se poi entrambi montavano in sella all’asino questo diventava un piccolo ed esile animale che doveva sopportare il peso di due persone. Ma se l’asino veniva liberato, dal figlio e dal padre, da tale carico gli asini diventavano due “mentre risparmiano uno, non risparmiano se stessi.” Alla fine i due viaggiatori con il loro asinello smisero di ascoltare i critici e continuarono a fare come erano soliti. D’altra parte le critiche che i pentastellati hanno dovuto subire da alcuni anni a questa parte sono state sproporzionalmente feroci e ingiuste e figurarsi ora che sono arrivati nella stanza dei bottoni se i loro critici potevano perdersi questa ghiotta occasione. Non dico che sono perfetti. La perfezione non è di questo mondo. Stanno, nel loro piccolo, cercando solo di portare avanti un impegno che i precedenti governi hanno disatteso e ci vorrà del tempo perché si possano vedere i risultati per risollevarci dallo sfacelo lasciato.
L’Italia in queste cose ha perso più di un’occasione. La prima a mio avviso è stata al tempo che è seguita la fine della seconda guerra mondiale. Gli anni della ricostruzione e del boom industriale dovevano essere consolidati e non sfruttati per fini personali. La corruzione, infatti, richiamata dallo stesso Amintore Fanfani in un’assise congressuale del suo partito negli anni sessanta e colta nella sua gravità sia da Berlinguer sia da Aldo Moro, non fu sconfitta ma semmai pianificata nel modo peggiore. Giunsero gli anni di mani pulite e nutrimmo la speranza di un rinsavimento. E ora ci stanno provando in due ad usare la fionda di Davide per opporsi alla lancia di Golia. Ci riusciranno? (Riccardo Alfonso)

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Un figlio per Fabrizio Corona

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

Lettera al direttore. Sull’ultimo numero di Vero, dove si parla, per la gioia delle lettrici e dei lettori, del grande amore di Belen Rodriguez e Fabrizio Corona, leggo: “«Se Fabrizio Corona dovesse tornare dietro le sbarre, resto con lui. Non lo mollo» ha detto al settimanale Oggi la modella argentina. E Fabrizio rilancia: «La prigione non ci impedirà di avere un figlio e di sposarci»”. Ed ecco il commento della giornalista che scrive il pezzo: “Vero, il bambino lo possono fare subito e le nozze non sono impossibili”. Bravo Fabrizio e brava la giornalista. Solo che i bambini non sono pagnotte di pane che si possono “fare subito” in qualsiasi circostanza. Io neppure un cagnolino vorrei, se avessi la prospettiva di andare in prigione.  (Elisa Merlo)

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