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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘figure’

Uno spaccato sulle figure più influenti nell’ambiente di lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Relativamente all’ambiente lavorativo, i professionisti italiani individuano principalmente tre tipologie di persone come maggiormente influenti sulle scelte intraprese:
il competitor, inteso come il collega che generalmente ci pone delle sfide da affrontare durante le attività di lavoro;
la cheerleader (maschio o femmina), ovvero quel/la collega particolarmente brillante e sotto la luce dei riflettori, per attitudine e/o risultati professionali, sempre pronta a motivare e far sentire coinvolti i propri colleghi in ogni attività;
e il cosiddetto work bestie, ovvero l’amico/a del cuore sul posto di lavoro, quella persona in ufficio più solidale, con la quale ci confrontiamo nei momenti di difficoltà, festeggiamo insieme i successi lavorativi, e con il/la quale può capitare di uscire per un caffè o un aperitivo.

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Mostra Figure contro: Fotografia della differenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Parma sabato 21 aprile apre la mostra Figure contro. Fotografia della differenza, allestita nella sala delle colonne dell’Abbazia di Valserena, sede dell’Archivio-Museo CSAC di Parma.
Figure contro, costruita con materiali provenienti dagli straordinari archivi dello CSAC (oltre 12 milioni di pezzi), illustra come la fotografia, soprattutto nel corso degli anni Settanta, abbia avuto un ruolo importante nel sensibilizzare le coscienze intorno a questioni nascoste e dimenticate. Le figure contro evocate dal titolo sono quelle immortalate in questi scatti: persone escluse dal racconto sociale, letteralmente spinte ai margini, in quanto la loro stessa esistenza è in contrasto con le logiche imperanti nella moderna società. In altri casi, sono protagoniste figure che rispetto a queste logiche si pongono in contrasto: protestano, manifestano affermando un modello alternativo.
Ma figure contro sono anche quelle delle fotografe e dei fotografi che hanno realizzato queste immagini: Giordano Bonora, Anna Candiani, Carla Cerati, Mario Cresci, Uliano Lucas, Paola Mattioli e Giuseppe Morandi. Ciascuno secondo la propria sensibilità e con il proprio linguaggio hanno contribuito a tradurre la fotografia da strumento di pura constatazione a strumento critico, di denuncia ma anche più sottilmente di riflessione su ciò che era la società italiana in pieno boom economico, con tutte le sue contraddizioni.La mostra si propone anche come preludio alla più ampia esposizione che inaugurerà entro la fine del 2018 nello spazio della Ex Chiesa dello CSAC, e che avrà come fulcro opere riferite esclusivamente all’anno 1968, attinte da tutte e cinque le sezioni dell’archivio (Arte, Fotografia, Progetto, Spettacolo, Media/moda)

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“Le false identità”: tra parole, musica e figure

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 aprile 2017

parma universitàParma 27 aprile ore 17.30 al Castello dei Burattini – Museo Giordano Ferrari via Melloni 3/A un percorso-riflessione sull’identità, sulle sue alterazioni e sui suoi mascheramenti, con l’aiuto di parole, musica e figure. Questo in sintesi ciò che propone l’incontro “Le false identità”, organizzato dall’Associazione Alumni e Amici dell’Università di Parma.
Parteciperanno i burattinai Daniela e Giordano Ferrari, la giornalista-filosofa Katia Bernuzzi, il chirurgo plastico Gerardo Gasparini, la violinista Marina Mammarella e il presidente dell’Associazione Alumni e Amici Rinaldo Lampugnani.

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Picasso: Figure

Posted by fidest press agency su domenica, 14 agosto 2016

Picasso Pablo, Jeune Garçon à la langouste

Palenque, Mexico Portrait  Museo Nacional de Antropología  INAH, Mexico© Photo: Michael Zabé

Verona 15 ottobre 2016 – 12 marzo 2017 Arena Museo Opera, Palazzo Forti.
Un’opera per ogni anno della vita di Pablo Picasso nell’arco temporale che va dal 1895 fino agli anni ‘70: questa la novità assoluta della grande mostra che aprirà ad AMO Arena Museo Opera di Verona il 15 ottobre. Opere di pittura, scultura e arti grafiche creano un percorso capace di raccontare la metamorfosi a cui l’artista sottopone la rappresentazione del corpo umano, mentre la sua arte attraversa le fasi del pre-cubismo, del Cubismo, l’età Classica e il Surrealismo, fino a giungere agli anni del dopoguerra, superando le barriere e le categorie di “ritratto” e “scena di genere” per giungere sempre a un nuovo concetto di “figura”: quella che rese Picasso costruttore e distruttore al tempo stesso di un arte solo sua, dal fascino inesauribile. Con il patrocinio del Comune di Verona, la mostra Picasso.
Figure (1895-1972) è organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con il Musée national Picasso – Paris ed è curata da Emilie Bouvard, conservatrice del Musée national Picasso. (fonte: Arthemisia Group) (foto: Picasso Pablo, Jeune Garçon à la langouste)

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Protom cresce e punta all’assunzione di 40 nuove figure nell’ambito IT

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2016

sistemi informaticiNapoli. Analisti e sviluppatori Java, sia senior che junior, ma anche esperti in Network&Security, sistemisti Microsoft, analisti Tibco, sviluppatori .Net C# e QLikView, analisti e sviluppatori K2 e User Interface Designer. Queste sono alcune delle figure che entro 6 mesi entreranno nel team di Protom (http://www.protomgroup.com), realtà leader a livello europeo nei servizi avanzati di ingegneria e consulenza nello sviluppo di progetti e soluzioni ad alto grado di innovazione.L’azienda continua la sua crescita e cerca figure da inserire nel proprio organico su progetti lanciati a Napoli, Milano, Verona, Bologna e Torino. Un trend che riflette i dati di bilancio, che vedono i ricavi aumentare di oltre il 20%, per un totale di più di 14 milioni di euro e l’Ebitda raddoppiare, attestandosi a 3,5 milioni di euro, pari al 25% dei ricavi.L’azienda conserva un cuore napoletano, ma assume una dimensione sempre più internazionale con la sua sede francese a Tolosa e l’ufficio commerciale e di comunicazione in Inghilterra a Londra.“Siamo orgogliosi – dichiara il fondatore di Protom Fabio De Felice- di riuscite ad attrarre e trattenere così tante figure altamente qualificate sul territorio e in Italia. La nostra forza è la capacità di integrare competenze interne ed esterne, costruendo team eterogenei, con background differenti. È questa impostazione che ci rende capaci di soluzioni altamente innovative, senza perdere l’approccio tailor-made per una realizzazione personalizzata e ottimale di ciascun progetto.
La sede direzionale a Napoli è un valore aggiunto: la città si candida a diventare una delle capitali italiane dell’IT, grazie alla presenza di competenze di alta qualità formate dagli atenei del mezzogiorno, che oggi attraggono anche colossi come Ibm, Microsoft, Cisco e, ultima in ordine di tempo, Apple”.Le figure ricercate, per le quali sono necessarie competenze digitali e di programmazione, andranno ad arricchire l’area IT di Protom, guidata da Giuseppe Santoro e cresciuta negli anni grazie all’ingresso nell’azienda di un nucleo fondante di manager e professionisti di Olivetti Ricerca e di numerosi e brillanti giovani provenienti dal mondo Universitario Campano che hanno trovato nel nostro gruppo l’opportunità di esprimere il loro talento.“L’area It- dichiara Giuseppe Santoro- ha saputo capitalizzare le competenze accumulate negli anni, sviluppando soluzioni ad alto grado di innovazione negli ambiti della System Integration e della realtà virtuale e immersiva, sia con ambiziosi progetti in partnership con player internazionali del settore, sia con il rilascio di innovativi prodotti sviluppati al nostro interno, ottenendo in pochi anni riconoscimenti nei mercati della PA, delle imprese e delle telecomunicazioni.”
Fondata nel 1995 dall’imprenditore Fabio De Felice come società di consulenza specializzata nella formazione, oggi Protom è una realtà complessa, che ha diversificato le proprie attività determinando la nascita di altre tre Business Unit oltre all’ IT: Advanced Engineering, PA Consulting e Training.Comune denominatore è la capacità di garantire i più alti livelli di qualità nei servizi offerti grazie all’impiego di tecniche di total quality e di project management applicate a processi complessi. Il suo punto di forza è la multidisciplinarietà e la coesistenza di competenze di eccellenza.L’Advanced Engineering opera nei settori Aerospace, Railway ed Automotive con approccio Integrated & Make it work, puntando sulla capacità di team-working di tecnici e ingegneri con know-how ed esperienze differenti ed è in grado di coprire l’intero ciclo di progettazione di un aereo.
Le BU Training e PA Consulting hanno acquisito una posizione di leadership a livello nazionale. La prima si è imposta sia sul mercato corporate che su quello delle scuole, specializzandosi nella formazione legata ai settori IT e Aerospace, che sfrutta il know-how maturato all’interno del Gruppo.La seconda si è dedicata allo sviluppo di programmi nell’ambito della gestione dei fondi europei erogati alle pubbliche amministrazioni.

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Uno studio sulle figure più richieste con il Regolamento Privacy UE

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2015

mercato digitaleQuella del mercato digitale è una vera e propria partita, sia per le imprese che per i professionisti, e come tale necessita di precise regole del gioco. È per questo che il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati costituisce un nodo cruciale per l’economia dell’UE, e l’attesa dovrebbe finalmente terminare con l’approvazione del nuovo testo entro la fine di quest’anno.Come evidenziato però nei giorni scorsi dall’Ocse Digital Economy Outlook 2015, ci sono sfide da affrontare che sono legate proprio ai rischi “dirompenti” che ruotano attorno a privacy e lavoro: ”Le cose si stanno muovendo molto velocemente, con l’arrivo dei Big Data e l’internet degli oggetti – ha affermato Andrew Wyckoff, Science, Technology and Innovation Director dell’Ocse – e noi dobbiamo fare in modo di essere pronti per l’impatto che tutto questo avrà su privacy, sicurezza e fiducia, nonché sulle competenze e l’occupazione.”Se da una parte la digital economy genererà un’impennata di richieste nel mercato delle professioni dell’ICT, il pericolo che incombe è invece quello di perdere il controllo della situazione e compromettere la fiducia degli utenti, i quali devono percepire trasparenza e senso di sicurezza per potersi sentire a loro agio mentre gestiscono le loro attività sul web.Mantenere gli equilibri necessari per lo sviluppo dell’economia digitale è possibile individuando regole che tengano conto di tutti gli interessi in gioco, tutelando quindi anche i diritti del consumatore, a cominciare da quello che gli viene riconosciuto sulla protezione dei propri dati personali.A livello nazionale, nell’indagine pubblica per lo sviluppo di una norma tecnica delle professioni digitali che è terminata lo scorso 2 luglio, Federprivacy ha presentato in UNI un proprio documento come strumento per illustrare gli scenari del settore, che prevede non solo i profili di esperti del settore IT, ma anche figure professionali di garanzia, come il responsabile della gestione dei dati (il c.d. privacy officer) e il responsabile allo sportello per i diritti dell’interessato e di relazione con gli strakeholder.”Il documento che abbiamo portato al tavolo dei lavori per lo sviluppo della norma sui profili professionali in ambito privacy, è basato sul nostro bagaglio di conoscenza del settore come principale associazione di riferimento della categoria, ed è frutto di uno studio approfondito svolto con il supporto di esperti del settore – spiega Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy – infatti è nostro dovere dare un concreto contributo per fare chiarezza su cosa richiede effettivamente il mercato, ed individuare quali sono le competenze ricercate dalle aziende, non solo per proteggere fisicamente i dati, ma anche per creare quel clima di fiducia che sta perseguendo l’UE per sfruttare appieno il potenziale del mercato digitale. Per questo, ci siamo rimboccati le maniche, e abbiamo pensato ad una ricerca operativa in cui chiediamo l’opinione degli addetti ai lavori, costituendo al contempo un apposito gruppo di lavoro in seno a Federprivacy, che avrà il compito di approfondire tutti i fattori che possano concorrere ad una norma che vada a beneficio di tutti gli attori del mercato, consumatori compresi.”Lo studio in questione, denominato “I profili professionali sulla privacy e il nuovo Regolamento Europeo”, è attivo sul sito di Federprivacy, e i risultati saranno presentati ed analizzati al 5° Privacy Day Forum il prossimo 21 ottobre a Roma. In tale occasione, si svolgerà anche la prima riunione ufficiale del gruppo di lavoro propedeutico alla norma UNI.

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La farmacia nelle cure primarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2011

Le Cure primarie e le nuove opportunità che si aprono per la farmacia. È il tema conduttore del Congresso annuale del Pgeu, l’associazione europea che rappresenta i farmacisti di trenta paesi. Ospitato a Berlino  l’appuntamento ha avuto il suo clou proprio nel convegno di ieri, dedicato a un confronto delle esperienze nazionali che vedono la farmacia contribuire all’assistenza di primo livello, anche in sinergia con le altre figure del territorio. Non a caso, per la stessa Pgeu la collaborazione interdisciplinare è la porta di accesso alle Cure primarie. E così, dalla Gran Bretagna si porterà l’esperienza delle Primary care clinic, strutture di medicina generale per l’assistenza ai cronici, e del ruolo del farmacista rispetto alla sicurezza del paziente; i tedeschi parleranno della normativa con cui la Germania ha recepito la recente direttiva europea sulla farmacovigilanza e infine i francesi presenteranno una “demo” del dossier pharmaceutique, l’apprezzata e diffusa cartella digitale con cui le farmacie transalpine registrano e aggiornano i consumi farmaceutici dei loro pazienti.

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Alfredo Bovio Di Giovanni Lo spazio del colore

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

Napoli 15 – 29 aprile 2011 (Opening: venerdì 15 aprile 2011, ore 17) Castel Nuovo, Sala della Loggia piazza Municipio,  Nuovo, verrà ospitata la mostra dell’artista Alfredo Bovio Di Giovanni (1907-1995), napoletano di adozione, apprezzato dalla critica più autorevole e riconosciuto tra le più interessanti figure del Novecento. La mostra si compone di una selezione di opere, circa trenta, numero equamente diviso tra tele di grande formato e di dimensioni ridotte, che raccontano fasi del percorso artistico dell’autore, con particolare riferimento agli anni Ottanta/Novanta. In questi anni la sua pittura esalta le componenti materiche delle ampie pennellate generose di colore, attraverso le quali talvolta si lasciano intravedere sapienti brani crittografici, allusioni alla ricerca mai trascurata dall’autore di grafico con a cuore il disegno. Compaiono tra i segni, visibili all’occhio attento – perché l’artista vuole attenzione – alcune figure animate: uccelli, profili di donna, occhi montati su improbabili crani squadrati, più o meno celate al di là dello spazio composto da piani verticali che si sommano l’un l’altro in forte spinta ascensionale e discensionale.Curata da Mimma Sardella, la mostra è stata fortemente voluta dalla famiglia come omaggio all’uomo e soprattutto alla personalità dell’artista, per riaccendere l’attenzione sulla sua vasta, interessante e aggiornata opera esibendola in questi giorni alla pubblica fruizione.Il catalogo “Lo spazio del colore”, edito da Massa Editore, è a cura di Mimma Sardella, con la prefazione dell’Assessore alla cultura di Napoli Nicola Oddati e la partecipazione di Antonella Delli Paoli, Pierre Yves Le Duc e Barbara Nazzaro. Foto di Martin Devrient. Il catalogo è in italiano e in inglese. (bovio)

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Le Profacole

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2011

Leggendario popolare delle figure sacre Cantagalli 2011 416 pagine 24,00 euro Dalla più autentica tradizione popolare toscana, piccole perle di saggezza orale raccolte con cura dal professor Carlo Lapucci, studioso e grande conoscitore della letteratura della sua regione. Le Profacole, “come in Toscana si dicono”, sono le parabole del popolo, storie dal tono spesso ironico, che nascondono una riflessione profonda sul senso della vita e sui suoi interrogativi. I protagonisti sono figure dell’Antico testamento, la Sacra Famiglia e la coppia Cristo e San Pietro, pellegrini sulla terra per osservare gli uomini e capire come conducono le loro esistenze. La Madonna con Gesù Bambino, San Giuseppe, Gesù con i suoi apostoli sono rappresentati in vesti quotidiane, immersi in un’ambientazione contadina e rurale, e impegnati in attività semplici e comuni. Il Cristo adulto delle Profacole è un personaggio umile e poco loquace che passa tra la gente e solo di rado si rivela o interviene per ammonire e correggere, ma attraverso le sue azioni regala sempre preziosi insegnamenti. Nelle sue peregrinazioni per il mondo Cristo invita gli uomini, e soprattutto l’incredulo Pietro, ad accettare la vita e le sue misteriose contraddizioni, perché portatrici di un senso profondo anche se oscuro alla mente degli uomini. San Pietro è il suo interlocutore principale, tracciato qui non tanto come il saggio e ieratico custode del Paradiso, ma piuttosto come paradigma di un’umanità fedele e insieme dubbiosa, a volte fino alla ribellione, nei confronti di un disegno che non comprende e cerca di aggirare con imbrogli e piccole furberie. A chiudere il quadro non potevano mancare due tipici personaggi dell’immaginario popolare di qualunque tradizione: il Diavolo, qui sempre sconfitto, dal Signore o dall’ingegno umano, e la Morte, riluttante ad accettare il suo ingrato compito ma comunque necessaria e giusta. (profacole)

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La pittura e l’emblema

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2011

Roma 1° febbraio 2011 ore 11.30, Complesso del Vittoriano Sala Zanardelli Ingresso Piazza Ara Coeli. Intervengono: Mauro Cutrufo, Vicesindaco di Roma Duccio Trombadori, Critico d’arte e Curatore della Mostra La mostra “La pittura e l’emblema”, di Mario Russo ospitata al Complesso del Vittoriano dal 2 al 25 febbraio 2011, vuole rendere omaggio a Mario Russo, nato a Napoli nel 1925, a undici anni dalla scomparsa ripercorrendo l’intero suo cammino umano e artistico attraverso un centinaio di olii realizzati dagli anni ’50 fino alla fine degli anni ’90. Maschere, clown, arlecchini, eleganti figure femminili, paesaggi, fiori, conchiglie e ritratti – tra cui Moravia, Croce, De Gaulle, Ungaretti, Nenni, Paolo VI – passano al vaglio realista e visionario del pittore trasformandosi in una pittura che ottiene l’effetto di un caleidoscopio simbolico del mondo e della vita contemporanea. “Incastonati come preziosi cammei (tanto i volti che i calici dei fiori, tanto gli attori in maschera quanto gli alberi battuti dal vento, tanto le belle donne ingioiellate quanto i parchi in tumulto tra gruppi marmorei) passano al setaccio dello sguardo pubblico le immagini confezionate da Mario Russo, il realista visionario che allestisce uno spettacolo trasfigurante e ininterrotto della commedia umana dove la pittura diventa metafora ed emblema della vita.” (Duccio Trombadori). La mostra, che si avvale del Patrocinio del Comune di Roma, della Provincia di Roma – Assessorato alle Politiche culturali -, della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura, Arte e Sport – ed è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia, è a cura di Duccio Trombadori.

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Anaïs Nin di Louis Andriessen

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

Siena 10 luglio, ore 21.15, al Teatro dei Rozzi di Siena (replica lunedì 12), per la 67ª Settimana Musicale Senese dell’Accademia Musicale Chigiana viene rappresentata ANA?S NIN di Louis Andriessen, opera su testi della scrittrice francese Anaïs Nin, fra le più controverse artiste che il Novecento ricordi. Riconosciuto come il principale compositore olandese odierno e una delle figure centrali della nuova scena musicale internazionale, nominato compositore dell’anno 2010 da Musical America e titolare del prestigioso Composer Chair della Carnegie Hall di New York per la stagione 2009-10, Louis Andriessen ha scritto questa nuova opera su commissione dell’Accademia Musicale Chigiana e di London Sinfonietta. Composta per voce, pianoforte, percussioni e sette strumentisti che saranno sulla scena, l’opera sarà affidata ai musicisti dell’ensemble strumentale Nieuw Amsterdams Peil e a Cristina Zavalloni, apprezzata interprete per cui Andriessen ha scritto già diversi lavori. Vocalista eclettica per eccellenza, jazzista, cantante d’opera e di musica ‘colta’ (dal barocco al contemporaneo) e di canzoni d’autore, Cristina Zavalloni vestirà i panni della protagonista, donna affascinante, cosmopolìta e dall’eleganza oriental-mitteleuropea, cresciuta tra l’Europa e New York, che nel cuore del Novecento scandalizzò l’ambiente letterario con la pubblicazione dei suoi racconti a contenuto erotico.
L’autrice del testo è dunque anche la protagonista dell’opera. “Anaïs Nin – spiega Louis Andriessen – canta del suo rapporto amoroso col padre, il compositore e pianista Joaquín Nin, seguito al loro nuovo incontro dopo oltre vent’anni di lontananza. Gli amanti di lei, René Allendy, Antonin Artaud e Henry Miller affidano le loro parole a filmati e a registrazioni audio, realizzate dall’espressiva cantante Han Buhrs. I filmati sono una raccolta di materiale esistente e di frammenti nuovi. La scena si apre con una breve intervista-TV con Anaïs Nin, nella quale afferma di essere perennemente inquieta, febbrilmente eccitata, e che nulla mai la potrà soddisfare (…). La musica traccia da vicino l’ironia, la disperazione e la passione di questa sfaccettata, brillante autrice”. L’opera sarà ripresa il 4 novembre 2010 al Muziekgebouw aan ‘t IJ di Amsterdam. (cristina)

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Ubi Petrus, ibi Marcus

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2010

Vicenza fino al 10/10/2010 Piazza Duomo, 12, Museo Diocesano Due mostre dossier e una doppia tavola rotonda dedicate ai santi Pietro e Marco. Due mostre contemporanee saranno il perno di questa collaborazione e inviteranno i visitatori a un percorso, in due realtà vicine del centro storico di Vicenza, alla scoperta dei diversi modi di rappresentare le figure dei due santi, in una appassionante lettura che nei secoli ha visto incrociarsi temi religiosi, politici, sociali.  Interessante il doppio approccio alla conoscenza di Pietro e Marco, personaggi rarissimi nell’iconografia dell’Oriente cristiano, figure che vengono al contrario rappresentate in ruoli primari nella Cristianità occidentale.  Gli eventi vicentini sono inseriti nella rassegna La migrazione delle immagini. Oriente Occidente che prevede occasioni di cultura e approfondimento dislocate tra Roma, Venezia, Aquileia, Vicenza e Zara nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni della Basilica di San Pietro. Alle Gallerie di Palazzo Montanari, dunque, dal 5 giugno al 10 ottobre sarà allestita La pietra e il leone. San Pietro e san Marco nell’Oriente cristiano, una mostra dossier di particolare interesse, giocata sulla presenza discreta delle figure di san Pietro e san Marco nell’iconografia russa.
La mostra del Museo Diocesano, aperta anch’essa dal 5 giugno al 10 ottobre, consentirà di ammirare per la prima volta una serie di Bibbie del XVI-XVII secolo e tre antifonari del secolo XIV allestiti nella “Saletta dei Manoscritti”. d’arte. http://www.museodiocesanovicenza.it http://www.palazzomontanari.com

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Kathèuda. Le quattro figure dormienti

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 Mag 2010

Milano  26 maggio 2010 Ore 17.00 – 19.00 Via Dante (presso Largo Cairoli), Galleria Vittorio Emanuele II (ottagono), Piazza Fontana e Piazza Sant’Eustorgio.  Un progetto di Miriam Secco e Nila Shabnam BonettiKathèuda è una performance d’arte contemporanea, rivolta al pubblico dei passanti.  Si tratta di quattro figure femminili dormienti (sdraiate, immobili), ognuna delle quali sarà presente in uno dei quattro punti menzionati della città.  Le figure scelte rappresentano quattro passaggi importanti nella vita della donna: primo ciclo mestruale (menarca), matrimonio, parto, lutto. Ognuna di queste figure è riconducibile alle stagioni, in un tentativo di riconnessione delle “cerimonie dei passaggi cosmici alle cerimonie di passaggio umane” (Arnold Van Gennep, I riti di passaggio).  Ognuna della figure è strettamente legata all’ambientazione architettonica in cui è inserita. Nelle varie stazioni della performance sarà presente un testo di presentazione dell’evento. (domiente)

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Nuove professioni: startupper

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

Sull’onda di una potenziale ripresa, dopo la crisi internazionale che ha caratterizzato il mercato negli ultimi due anni, l’attenzione è oggi sempre più rivolta al fenomeno delle startup, ovvero le imprese innovative in fase di gestazione, ed alle figure che ruotano attorno ad esse, quali il business angel, il venture capital, ed ovviamente, lo startupper. A proposito di incubazione d’impresa, Carmelo Cutuli, professionista di RP e Comunicazione specializzato proprio in startup, ci spiega meglio il ruolo dello startupper. “In realtà le caratteristiche di chi lancia una startup – commenta Carmelo Cutuli – dal punto di vista strettamente tecnico, sono oggi così definite che possiamo finalmente parlare dello  startupper come una figura professionale autonoma, intermedia tra quella dell’imprenditore e del manager”.

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Incontro con Enrica Fico Antonioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Roma 4  febbraio 2010 ore 21.00 Cinema Trevi  Vicolo del puttarello, 25. Nell’ambito della retrospettiva completa Paesaggi con figure. Il cinema di Michelangelo Antonioni, che si tiene a Roma dal 2 al 10 febbraio 2010 al Cinema Trevi, la Cineteca Nazionale propone un’occasione di incontro con Enrica Fico Antonioni, moglie e collaboratrice del regista. L’appuntamento sarà moderato dal conservatore della Cineteca Nazionale, Enrico Magrelli. a seguire Fare un film per me è vivere (1996) Regia: Enrica Antonioni; montaggio: Roberto Missiroli; origine: Francia/Italia; produzione: Arte, Titti Film; durata: 52’ Ingresso gratuito a seguire Il filo pericoloso delle cose (ep. di Eros, 2004) Regia: Michelangelo Antonioni; soggetto: da Quel bowling sul Tevere di M. Antonioni; sceneggiatura: Tonino Guerra, M. Antonioni; collaborazione artistica: Enrica Antonioni; fotografia: Marco Pontecorvo; scenografia: Stefano Luci; costumi: Carin Berger; musica: E. Antonioni, Vinicio Milani; montaggio: Claudio Di Mauro; interpreti: Christopher Buchholz, Regina Nemni, Luisa Ranieri; origine: Italia/Francia/Lussemburgo/Hong Kong; produzione: Fandango, Solaris, Roissy Films, Cité Films Productions, Delux, Ipso Facto, Block 2Pictures; durata: 35’  Ingresso gratuito http://www.fondazionecsc.it

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Giuseppe Colombo: La natura delle cose

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2010

Bologna fino al 18/2/2010 Via Farini, 26 Galleria Forni Saranno una quindicina le opere in esposizione di piccolo, medio e grande formato, essenzialmente dipinti e disegni e genericamente appartenenti ai temi del paesaggio, del ritratto, del nudo.  Gli studi di natura sono ampie vedute di paesaggio, ma anche scorci ravvicinati di elementi ambientali, studi di piccole porzioni di spazio naturale; la ricerca che sostiene il ciclo di lavori in esposizione e’ rivolta alla luce, sebbene il rigore formale sia da sempre oggetto di grande attenzione da parte dell’autore.  I ritratti, di piccolo e grande formato, sono in parte studi sul volto e in parte figure inserite in interni/esterni come vere istantanee di vita quotidiana; numerosi i carboncini, volti e figure che emergono da un denso fondo nero.  Sebbene il rigore formale e le sorprendenti capacità tecniche siano evidenti e ci catturino al primo sguardo, e’ l’efficacia narrativa che penetra nel nostro intimo, racconti di vicende ed emozioni che emergono da un’atmosfera quasi metafisica, fatta di silenzi e sospensioni. Allievo di Piero Guccione, Giuseppe Colombo ne ha indubbiamente assimilato i contenuti pittorici, i soggetti sembrano infatti concepiti come percorsi visivi strumentali alla ricerca “dell’annullamento temporale”.  Giuseppe Colombo nasce il 12 aprile 1971 a Modica, dove vive e lavora.  Dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte di Comiso, continua gli studi all’Istituto d’Arte di Urbino per seguire i corsi di incisione. Nel 1989 si trasferisce a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove consegue nel 1994 il Diploma di Pittura. (natura)

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Nino Pedone: San Giorgio dei Genovesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2010

Palermo fino a domenica 14 febbraio 2010, è allestita, presso la Chiesa di San Giorgio dei Genovesi la personale di Nino Pedone, pittore palermitano e celebre restauratore,  a cura di Aurelio Pes. É una pittura che si manifesta per sintesi, quella del palermitano Nino Pedone, uno stratificare materia con aggiunte infinitesimali e lungamente meditate. In quanti hanno osservato presso il seicentesco Oratorio del Rosario in Santa Cita, stabilmente insediato sotto “La Battaglia di Lepanto” di Giacomo Serpotta, uno splendido dipinto?  Il quadro esposto è proprio di Nino Pedone, “La consegna di Gesù delle chiavi a San Pietro”.  Di bianco e di azzurro sono le cromie che dilatano l’infinito, alla scoperta delle molteplici proiezioni possibili. Le figure ritratte da Nino Pedone sono come “gettate a vivere”, tutt’altro che sospese o alienate. Si muovono, consapevoli della gravità della dimensione reale, ma semplicemente, scelgono altro, come se fossero fuori dal mondo o dal modo a noi visibile. La loro esistenza è rischiarata dalla luce interiore, dalla spiritualità, dal conforto del trascendentale. L’anima, un concetto che oggi sembra andato in disuso.   In concomitanza alla mostra palermitana e con le stesse date, si inaugura presso la Galleria Brianza Arte di Lissone (via Fratelli Bandiera 17, Monza), un’appendice della mostra palermitana con l’esposizione di una ventina di quadri di Nino Pedone.
Nino Pedone è nato a Palermo nel 1940. Contemporaneamente all’insegnamento si è sempre occupato di restauro. I suoi studi storico artistici associati ad una profonda conoscenza dell’opera lo hanno reso un abile restauratore e un conoscitore d’arte ricercato per le sue perizie e per le sue valutazioni artistiche. La sua abilità di pittore è proseguita incessantemente nella sua ricerca sul bianco. (Pedone)

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Rosarno e la Calabria Saudita

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2010

Calabria Saudita, così, con sarcasmo, circola il nome affibbiato ad una regione che si considera non più appartenente all’Italia e neanche all’Europa. Questo territorio naviga a vele spiegate verso un altro continente, si dice. I fatti di Rosarno, con i suoi 1.500 extracomunitari neri che protestano, anche violentemente, per le miserrime condizioni di vita, rendono tangibile l’assenza dello Stato. Tutti sapevano ma nessuno parlava o interveniva. Assenti il Sindaco, il presidente della Provincia e della Regione e relativi assessorati, il Prefetto, i ministri dell’Interno, del Lavoro e della Giustizia, il presidente del Consiglio dei Ministri, l’Inps, l’Inail, gli ispettorati del lavoro, ecc., insomma, quelle figure che dovrebbero rappresentare lo Stato. Non parliamo dei partiti e dei sindacati che sono associazioni private ma sempre più identificate con le istituzioni. Le associazioni malavitose imperversano, i cittadini hanno paura, appaiono ignavi o avversi. Rosarno e’ un esempio ma di casi Rosarno ce ne sono molti nel nostro Paese. Saudita è la Calabria o l’Italia (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Teatro: I vestiti nuovi dell’imperatore

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2010

Roma martedì  5 gennaio 2010 ore 16 e ore 18 al Teatro Biblioteca Quarticciolo mercoledì  6 gennaio 2010 ore 11 al Teatro Tor Bella Monaca Teatro Verde  presenta  I  vestiti  nuovi  dell’imperatore spettacolo di parole, figure e note di Andrea Calabretta e Veronica Olmi  regia Emanuela La Torre  con Andrea Calabretta, chitarra Enrico Biciocchi, contrabbasso Ugo Valentini, scene Corrado Olmi,  musiche  Pauget, Biciocchi, Velentini.
Lo spettacolo coinvolgerà i più piccoli con musiche immagini e scene ispirate ai colori di  Matisse. Oggetti, figure e parole si muovono insieme alla fiaba che diventa voce, narrazione, suono, figura, movimento nella versione proposta da Andrea Calabretta e Veronica Olmi.  L’idea è quella di una partitura per attori, immagini e musicisti, a partire dalla fiaba di Andersen, la fiaba più attuale trascritta dal grande favolista danese, ma anche una delle fiabe più antiche risalenti al 1300. La versione proposta dal Teatro Verde viene raccontata  in un connubio di immagini, testo, musica in cui i bambini sono subito coinvolti dalla musica dal vivo che accompagna tutto il racconto, alternando alle parti narrate quelle cantate.   Una fiaba antica ma incredibilmente moderna che fa riflettere, sognare e suggerire di non fermarsi alle apparenze. Un tributo ad Andersen da vedere ed ascoltare con rinnovata curiosità.

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La storiografia è una scienza esatta?

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2010

In proposito sorgono ragionevoli dubbi. Dobbiamo chiederci, innanzitutto, se è possibile alla storiografia ricostruire, in tutti i suoi infiniti molteplici aspetti, un evento passato. La risposta è indubbiamente negativa. Una tale realistica rappresentazione è praticamente impossibile per quanto copiosi possono essere i materiali messi a disposizione dello storico. Alla fine subentra la logica della interpretazione e l’opinione del ricercatore a volte ne rimane influenzata. Questa riflessione noi la facciamo pensando agli eventi del XX secolo. Un secolo di libertà ma anche di grandi servitù da parte degli storici. Pensiamo, ad esempio, per quanto ci riguarda da vicino a tre figure emblematiche della storia italiana contemporanea: Mussolini, Togliatti e Craxi. Molto si è parlato di essi, ma siamo sicuri che di loro abbiamo riconosciuto l’effettivo ruolo storico-politico che li ha caratterizzati nella loro azione di governo per Mussolini, di opposizione per Togliatti e di statista per Craxi? Per costoro come per molti altri personaggi che hanno calcato le scene della vita e l’hanno in un certo qual modo condizionata e di certo non sempre in bene, la storia ancora si bagna di passioni che si riverberano sui figli, sui nipoti e pronipoti che l’hanno vissuta dentro questa stessa bolla storica. Non siamo per un prolungamento della cronaca, ma nemmeno ad un giudizio storico decisamente sereno e distaccato.

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