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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘filiera’

Le ricadute della crisi sulla filiera

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2022

D’altra parte, la preoccupazione per gli impatti della crisi energetica c’è: “Abbiamo avuto un tavolo con tutta la filiera, con il coinvolgimento oltre che delle farmacie, anche della industria e della distribuzione – spiega Francesco Schito, Segretario Generale Assofarm. – La crisi energetica affiancata all’aumento dei costi delle materie prime potrebbe avere impatti su tutto il comparto. La prima preoccupazione va alla produzione di farmaci. È di qualche giorno fa l’ennesimo grido di allarme del settore industriale, stretto da un lato dagli aumenti e dall’altro dai prezzi che, per i farmaci rimborsati, sono regolamentati. Il rischio da tale situazione è che si possano generare carenze o comunque una disponibilità di un prodotto essenziale per la salute della popolazione inferiore a quella attuale”. Ma a preoccupare è anche la tenuta delle altre imprese della filiera, dalla distribuzione, alle farmacie. “Non possiamo ancora avere un quadro delle ricadute ma saranno sensibili per tutte le imprese, farmacie comprese. Si parla di una inflazione che si aggira intorno al 10% e di aumenti in bolletta anche di cinque volte. Senza considerare poi la crisi che investirà le famiglie e i lavoratori, anche del nostro settore. Ci auguriamo che dal Governo vengano prese in considerazione misure di sostegno adeguate”. Francesca Giani (fonte Farmacista33)

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Olio sostenibile: Guida tecnica di sostenibilità per la filiera olivicolo-olearia italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2022

Di Luca Lombardo, Camilla Farolfi, Ettore Capri. Il volume è concepito come supporto operativo per le aziende olivicolo-olearie che intendano migliorare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei processi e dei prodotti aziendali. Il nucleo del libro è costituito da una Guida tecnica di sostenibilità, articolata in 42 requisiti, che si propone come strumento gestionale e conoscitivo a sostegno dell’agricoltura sostenibile, incentivata dalle moderne politiche agricole. Per la sua stesura si è fatto riferimento a normative nazionali e regionali, a buone pratiche, a evidenze scientifiche, agli Standard ISO, alle certificazioni di sostenibilità nazionali e a indagini di campo.Per la selezione dei requisiti, la filiera olivicola è stata analizzata nei processi di produzione della fase agricola e di frantoio, caratterizzati in termini di valorizzazione del paesaggio e delle tipicità colturali e culturali, sicurezza e qualità alimentare, comportamenti eticamente e socialmente responsabili e, non per ultime, profittabilità e condivisione del valore sul territorio. € 28,00 – Edagricole di New Business Media srl Pagine 280 – formato 17 x 24 cm

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Filiera dell’alluminio, la crescita del “metallo del futuro”

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2022

Bologna. L’Italia capofila “tecnologico” con un quarto delle imprese attive in Europa nella produzione di alluminio.La produzione di alluminio primario registra nel 2022 una crescita significativa a livello mondiale, arrivando a toccare i 70 milioni di tonnellate prodotte (+48% sul 2012), che arriveranno a essere 100 mln entro il 2050. Il fatturato complessivo in Italia nel 2021 conta un giro d’affari dell’intera filiera di oltre 40 mld di euro, e ha grandi prospettive di crescita ulteriore nei prossimi anni. Cosa significa tutto questo? Che avrà sicuramente riflessi positivi in termini di economia circolare e decarbonizzazione dei processi industriali, per via della capacità dell’alluminio – non a caso definito il “metallo del futuro” – di essere flessibile e riutilizzabile all’infinito, caratteristiche fondamentali per rendere il comparto industriale ancora più sostenibile ed efficiente. Per agevolare tale processo è importante, per tutti gli attori del comparto, affrontare insieme le prossime sfide, ed è proprio con tale animo che si è inaugurata ieri METEF, l’expo internazionale per l’industria dell’alluminio, della fonderia di metalli ferrosi e non ferrosi, che si svolge fino a domani a BolognaFiere in contemporanea a MECSPE, la fiera più importante in Italia dedicata alla manifattura. il settore dell’alluminio, in Europa conta all’appello oltre 2.500 imprese attive nella produzione primaria e secondaria, di cui circa un quarto sono in Italia. Come rilevato durante gli importanti appuntamenti del palinsesto METEF, il vantaggio competitivo della filiera dell’alluminio in Italia risiede innanzitutto nella leadership tecnologica delle attività di tutte quelle PMI “a valle” che rendono il settore robusto e florido, potendo vantare su un know-how consolidato negli anni e che costituisce un segmento che per l’Italia vale oltre il 70% del fatturato della filiera ed oltre il 90% della forza lavoro. Per ulteriori informazioni visitare il sito http://www.mecspe.com e http://www.metef.com

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Agricoltura e filiera corta

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

“La promozione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta e a ‘chilometro zero’ diviene norma. Oggi raggiungiamo un ottimo risultato per valorizzare gli alimenti consumati localmente, dando maggiore trasparenza ai consumatori che prestano molta attenzione ai questi prodotti per ciò che rappresentano in termini di valori e tradizioni”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura della Camera e primo firmatario della proposta di legge sul ‘chilometro zero’ e la ‘filiera corta’.“Potremo così favorire il consumo di alimenti a ‘chilometro zero’ – aggiunge -, ossia prodotti nel raggio massimo di 70 km, e a ‘filiera corta’, cioè caratterizzati per un solo intermediario massimo lungo la filiera. Diversi gli strumenti messi in campo: dalle aree dedicate in mercati e supermercati, alla premialità per la ristorazione collettiva sino alla creazione di due loghi distintivi”. “I consumatori potranno contare su una maggiore trasparenza e tracciabilità quando acquistano prodotti agroalimentari con queste caratteristiche nonché su controlli e sanzioni che puniranno eventuali illeciti. A giovarne sarà anche la ristorazione e gli altri canali turistico-ricettivi che faranno leva sul marketing territoriale e sulla promozione attraverso i prodotti agricoli e alimentari” conclude Gallinella.

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Agricoltura: Bando sui contratti di filiera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2022

“Il Ministero delle Politiche agricole rende note le istruzioni per la presentazione delle domande relative al V Bando dedicato ai contratti di filiera e di distretto. Si tratta di una delle misure previste dal Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con cui sono stati stanziati 1,2 miliardi di euro, di cui 380 milioni utilizzati per lo scorrimento della graduatoria precedente e 300 milioni destinati al metodo biologico. Ringraziamo il ministro Patuanelli per aver accolto con la massima celerità la nostra richiesta di dare una accelerata alle procedure. Le imprese agricole, infatti, attendono la distribuzione di questi fondi per poter investire e creare valore aggiunto, redditività, occupazione lungo le singole filiere”. Lo dichiara la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura e prima firmataria del question time con cui si chiedeva l’emanazione dell’Avviso recante le caratteristiche, le modalità e le forme per la presentazione delle domande di accesso ai contratti di filiera, ora pubblicato dal Mipaaf.“Le domande di accesso potranno essere presentate entro 90 giorni a partire dal 23 maggio, quando dovrà essere operativa la piattaforma web dedicata – spiega Gagnarli – I contributi sono rivolti a imprese, anche in forma associata, cooperative, consorzi e reti di impresa del settore agricolo e agroalimentare. Rientrano anche le organizzazioni di produttori e le loro associazioni, comprese anche società miste dove il capitale sociale sia almeno al 51% di imprenditori agricoli”.“Gli obiettivi che si punta a raggiungere con i contratti di filiera e di distretto per i settori agroalimentare, della pesca e dell’acquacoltura, della silvicoltura, della floricoltura e del vivaismo riguardano la maggiore sostenibilità del comparto primario nazionale – aggiunge – Riduzione nell’utilizzo di fitofarmaci, antimicrobici, fertilizzanti di sintesi; potenziare l’agricoltura biologica e lottare contro la perdita di biodiversità; migliorare il benessere degli animali; garantire il contributo agli obiettivi climatico-ambientali; migliorare la distribuzione del valore lungo le diverse fasi della catena; sviluppare la produzione di energia rinnovabile e l’efficienza energetica; garantire la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, ridurre le perdite e gli sprechi alimentari”.“Caratteristica del contratto di filiera è la multiregionalità degli interventi, con costi ammissibili sino all’85% per singola regione per un ammontare totale che va da 4 a 50 milioni di euro – continua Gagnarli – Sono ammessi investimenti in attivi materiali e immateriali connessi alla produzione agricola, investimenti per la trasformazione dei prodotti e la loro commercializzazione, per l’adesione a regimi di qualità, per l’organizzazione e la partecipazione a concorsi e fiere, per progetti di ricerca e sviluppo e promozione”. Gli investimenti dovranno essere conclusi non oltre il secondo trimestre del 2026, nei tempi previsti, dunque, dal PNRR” conclude.

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Accordo: Filiera italiana tabacco

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2022

“Il rinnovo dell’accordo finalizzato a rafforzare e a rendere sostenibile la filiera del tabacco italiano è una bellissima notizia”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura della Camera, a seguito di quanto siglato oggi dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e da Philip Morris. “Un impegno di 100 milioni di euro per il 2022 non è per nulla comune nel settore – prosegue Gallinella – e sono certo che tranquillizzerà i nostri produttori garantendo continuità, competitività e ricadute positive dal punto di vista occupazionale. Tra l’altro l’accordo, che promuove soluzioni orientate alla sostenibilità e allo sviluppo di un’agricoltura 4.0, rappresenta un’opportunità per i giovani agricoltori italiani”.

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Tracciabilità nella filiera del tabacco

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2022

Il Centro interdipartimentale RoSA dell’Università di Parma (Robust Statistics Academy) è il vincitore di una gara promossa dal direttorato generale per la salute e sicurezza alimentare della Commissione Europea.In particolare, il progetto del centro di ricerca di statistica robusta dell’Ateneo prevede lo sviluppo di un sistema automatico che segnali in anticipo la presenza di transazioni anomale nella filiera del tabacco alle autorità competenti.Le direttive europee prevedono infatti che ogni singola confezione e ogni singolo pacchetto di tabacco/sigarette/sigari abbia un numero identificativo univoco che consenta di tracciare in maniera completa il suo percorso dalla fabbrica di origine al consumatore finale (tenendo conto di tutti gli step intermedi).L’obiettivo del direttorato per la salute e la sicurezza alimentare della Commissione Europea è quello di impostare una serie di alert automatici per l’individuazione di segnali potenzialmente fraudolenti nei movimenti delle transazioni riferite al tabacco. Proprio in questo contesto si inserisce la gara vinta dal RoSA.

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Robeco: La filiera della carne è una grande minaccia per la salute globale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2022

A cura di Masja Zandbergen, Responsabile Sustainability Integration di Robeco. La filiera della carne presenta una serie di criticità, dal benessere degli animali alle emissioni. Tali criticità non pongono solo problemi di natura sociale o ambientale, ma se non sono gestite correttamente possono avere un impatto concreto sull’attività d’impresa. Tale impatto non si manifesta solo durante le crisi, come abbiamo visto con le chiusure delle fabbriche di lavorazione della carne seguite all’impennata dai contagi da Covid-19. Il significativo impatto ambientale della produzione industriale di bestiame tende anche a generare un impatto finanziario negativo, poiché il settore è uno dei principali responsabili del cambiamento climatico e andrà probabilmente incontro a maggiori controlli regolamentari e finanziari.La crescita della popolazione, l’aumento della ricchezza e il cambiamento climatico sono solo alcuni dei fattori che influenzeranno sensibilmente il sistema alimentare globale negli anni a venire. La produzione di carne è cresciuta quasi esponenzialmente dagli anni ’60, con la maggior parte dell’aumento imputabile a pollame, suini e bovini.Nel 2014 la persona media consumava circa 43 kg di carne all’anno. Per gli europei e i nordamericani il quantitativo era più che doppio, attestandosi rispettivamente a 80 kg e 110 kg di carne all’anno. Questa media globale è verosimilmente destinata ad aumentare, poiché cambiamenti analoghi nella popolazione, nei redditi e nei tassi di urbanizzazione hanno comportato una crescente domanda di carne e prodotti animali. Si stima che il settore agricolo sia la seconda maggiore fonte di emissioni di gas serra al mondo. In media, una mucca produce 85 kg di metano all’anno. Per ridurre le emissioni, migliorare le condizioni di salute e nutrire un maggior numero di persone, servono cambiamenti urgenti e radicali al fine di conseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e dare attuazione all’Accordo di Parigi entro il 2030.Il settore della produzione di carne è chiamato ad affrontare grandi sfide, come i vincoli posti dalla finitezza delle risorse naturali, l’impatto ambientale della produzione su larga scala e le ricadute sulla salute dei consumatori attraverso la diffusione di malattie umane trasmesse dagli animali a causa della resistenza del bestiame agli antibiotici. In definitiva, anche l’eccessivo consumo di carne in generale è considerato problematico per la salute. Per il nostro programma di engagement, abbiamo sviluppato un quadro di indicatori che comprendeva i seguenti obiettivi: benessere degli animali, standard lavorativi, gestione della qualità e della sicurezza dei prodotti e gestione dell’innovazione.

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La filiera italiana dell’alluminio cresce e punta a nuove strategie di sviluppo

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2022

L’82% delle imprese della filiera intende avviare un percorso di crescita nei prossimi anni. I principali attori del settore torneranno a incontrarsi dal 9 all’11 giugno a METEF, che si svolgerà in contemporanea a MECSPE nel polo di BolognaFiere. Dopo il grande recupero dell’impiego in Italia dell’alluminio, passato da 1,8 milioni di tonnellate nel 2020 a 2,2 milioni di tonnellate nel 2021, con un utilizzo pro capite tra i più alti al mondo di 37 kg1, i dati dell’Osservatorio MECSPE sul III quadrimestre 2021 confermano che per il 55% delle aziende della filiera dell’alluminio2 questo trend verrà mantenuto anche nel 2022. Si tratta di imprese soddisfatte e che puntano ad avviare un percorso di crescita nei prossimi anni (l’82%) attraverso operazioni di M&A, l’internazionalizzazione e l’ampliamento della produzione. Al fine di approfondire le possibilità di sviluppo del settore in un contesto europeo e internazionale, i principali protagonisti della filiera dell’alluminio si incontreranno a METEF, l’expo internazionale per l’industria dell’alluminio, della fonderia e pressocolata, delle trasformazioni, lavorazioni, finiture ed usi finali, che si svolgerà a BolognaFiere dal 9 all’11 giugno 2022. La manifestazione, organizzata da Senaf, si terrà in contemporanea a MECSPE, il più importante appuntamento dedicato alle innovazioni per l’industria manifatturiera.“L’alluminio è essenziale per lo sviluppo di un’industria sempre più sostenibile e orientata all’economia circolare – afferma Mario Conserva, presidente di METEF – Nonostante l’alto livello di importazioni in Europa, il fatturato complessivo in Italia conta un giro d’affari di oltre 40 miliardi di euro, e ha grandi prospettive di crescita ulteriore nei prossimi anni, che cercheremo di raccontare e approfondire nella nuova edizione bolognese di METEF, con incontri e aree dimostrative orientate all’innovazione tecnologica dell’industria.” Inoltre, appuntamento imperdibile per la filiera sarà la prima tappa del Convegno sull’Alluminio Verde che si terrà il 4 maggio nella sede di Confindustria Brescia, evento che riunirà protagonisti e stakeholder del settore sulle caratteristiche uniche dell’alluminio, considerato il “metallo del futuro” in termini di flessibilità tecnologica, economia circolare ed ecosostenibilità. Il convegno farà poi tappa a Bologna, nell’ambito di METEF, con un secondo appuntamento nel quale verranno illustrate, con testimonianze di altissimo livello, le principali qualità ed utilizzazioni dell’alluminio ecosostenibile, di produzione primaria e secondaria.

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“La filiera della canapa perfezionata in tutti i suoi passaggi”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2022

Dal campo alla farmacia. Questo è il risultato raggiunto grazie al primo impianto autorizzato alla produzione italiana di infiorescenza finalizzata all’estrazione di cannabidiolo (Cbd) a uso farmacologico. Il centro criogenico per la lavorazione delle parti apicali della pianta di canapa per l’estrazione di principi attivi del consorzio Bio Hemp Farming di Borgo Tressanti, a Cerignola (Foggia), ha infatti ottenuto le certificazioni e autorizzazioni del Ministero della Salute. Si dà vita così a una filiera a 360 gradi: dalla bioedilizia al tessile, all’alimentazione sino alla produzione di farmaci. Grazie a macchinari ideati appositamente, si separano le varie parti facendo fibra, canapulo e persino raccogliendo le polveri nonché il semilavorato apicale che viene raffreddato per eliminare le impurità e preservarne le peculiarità, separando poi fiore e semi che, seguendo rigorosamente le restrittive normative, verranno destinati infine a due opifici farmaceutici in Toscana e in Lombardia”. Lo dichiarano i deputati Filippo Gallinella e Giuseppe L’Abbate, rispettivamente presidente ed esponente M5S in commissione Agricoltura, i quali hanno inaugurato l’impianto pugliese della Bio Hemp Farming. “La produzione di Cbd, principio attivo non psicotropo della canapa – aggiungono -, è al centro della ricerca scientifica per il suo utilizzo in diverse patologie e può alleviare, in parte, i problemi che affliggono i pazienti italiani nell’attesa che vengano presto emanati i bandi per la produzione di canapa per Thc”. “L’agricoltura nazionale, dunque, esplora questo nuovo mercato legale su cui si potrà investire anche grazie ai fondi che abbiamo messo a disposizione per le cosiddette filiere minori nella Legge di Bilancio 2021, di cui 3 milioni di euro esclusivamente alla canapicoltura” concludono.

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Latte: Cia, riunione di filiera deludente

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2022

Una riunione inefficace e alla ricerca di cavilli inaccettabili. La filiera lattiero-casearia merita più rispetto, così come l’ok arrivato dall’Antitrust al protocollo d’intesa che consente agli allevatori di raggiungere il prezzo di 41 centesimi al litro e introduce il “premio emergenza stalle” di 3 centesimi al litro. L’accordo è valido fino al 31 marzo, l’emergenza è adesso e non c’è altro tempo da perdere. Questo il commento deluso di Cia-Agricoltori Italiani al termine dell’incontro di questa mattina, prontamente convocato dal Mipaaf proprio per passare rapidamente alla parte operativa dell’intesa. Invece, spiega Cia, tutto l’impegno rinnovato dal ministero e da non poche organizzazioni di settore per dare concretezza a un Tavolo di filiera tanto difeso e atteso, è stato vanificato da un dibattito privo della volontà di lavorare veramente per un obiettivo condiviso. In ballo, continua Cia, ci sono le sorti di un settore che vale 16 miliardi, la tenuta di aziende che stanno faticosamente sostenendo una crisi senza precedenti e un aumento dei costi delle materie prime già al 50%. E’ auspicabile -conclude Cia- maggiore senso di responsabilità e lungimiranza, necessarie subito e, soprattutto, in vista della nuova riunione prevista per il 5 gennaio prossimo.

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Filiera di miele convenzionale e biologico in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2021

Il bilancio d’esercizio 2020/2021 si chiude con un fatturato complessivo di 26,2 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto al 2019/2020. Il merito va alle produzioni caratteristiche, dove si registra la performance più che positiva di Mielizia BIO Italia, che ha raddoppiato il fatturato. Un ampliamento complessivo della gamma e l’ingresso in importanti catene della Grande Distribuzione riaffermano Mielizia al terzo posto per quota di mercato in Italia, secondo le ultime rilevazioni Nielsen, che confermano anche la crescita della brand awareness, grazie anche alla maggiore distribuzione e ai costanti investimenti in comunicazione. Cuor di Miele, il marchio biologico di Conapi dedicato in esclusiva alla catena dei NaturaSì, si riallinea ai volumi pre-Covid, quindi leggermente inferiori al 2020, mentre i mercati esteri Giappone e Francia mostrano sostanzialmente un andamento in linea con l’anno precedente. Molto bene le composte Mielizia BIO che segnano un incremento del 73% sia a volume che a valore e registrano l’ingresso in molte catene di vendita sia al nord che al sud Italia. Anche la stagione 2020, che chiude il bilancio, si era caratterizzata per raccolti scarsi: poco più di 20.400 q.li contro i circa 18.000 q.li dell’anno precedente (+1,3%) di cui circa il 45% biologico. Siamo comunque lontani dai volumi raccolti fino a pochi anni fa, soprattutto se si considera l’aumento del numero di soci conferitori. Il 2021 conferma il trend degli ultimi anni, con un record negativo del raccolto mai registrato prima, peggiorativo persino rispetto al 2019, che era considerato fino a quest’anno l’annus horribilis dell’apicoltura. A poco sono serviti gli investimenti volti ad aumentare gli alveari in produzione, per compensare le scarse produzioni: 10.000 alveari in più nel 2020. L’entità dei raccolti è ben lontana da quella del primo decennio 2000. Il raccolto 2021 quindi si attesta su medie produttive dimezzate rispetto alla scorsa stagione e in molte regioni è stato richiesto lo stato di calamità: si sono aperti molti tavoli di confronto con le istituzioni per valutare possibili sostegni per un comparto che ha un ruolo fondamentale per tutto il mondo agricolo: ricordiamo che oltre il 75% delle produzioni agricole a scopo alimentare dipende dagli impollinatori e in particolare dalle api che sono tra le migliori moltiplicatrici di biodiversità.

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Latte: Patuanelli, firmato accordo prezzo per la filiera

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2021

Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli ha annunciato la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra agricoltori, trasformatori e distributori che prevede un aumento del prezzo del latte alla stalla di circa 4 centesimi.”Bene, siamo solidali con gli allevatori, che sono l’ultima ruota del carro. L’importante, però, è che le industrie lattiero casearie assorbano questo aumento di costo e non lo riversino, magari pure con gli interessi, sui consumatori finali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il latte, infatti, ha già subito rialzi più che a sufficienza. Secondo il nostro studio, basato su dati Istat, a ottobre il latte conservato è rincarato del 2,5% su base annua, il latte fresco intero dell’1,1%, i formaggi e i latticini dell’1,1%, lo yogurt dell’1,2%, il burro dello 0,8%. Insomma, non è proprio il caso di ritoccare ulteriormente i prezzi” conclude Dona.

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Innovare la filiera olivicola-olearia nazionale è fondamentale

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2021

Per ridare slancio a un settore in sofferenza. Se da un lato, attraverso i fondi per la meccanizzazione previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza potremo rinnovare i frantoi in modo anche più sostenibile, dall’altro è necessario intervenire ammodernando gli impianti. È questo l’obiettivo del decreto sul comparto olivicolo-oleario che mira a favorire l’aggregazione nel settore, incrementare la produzione nazionale di olive, aumentando la sostenibilità con priorità alle aree svantaggiate del Paese. Vengono così stanziati 30 milioni di euro dalle risorse a disposizione del Fondo Filiere Agricole, che abbiamo fortemente voluto inserire nell’ultima Legge di Bilancio”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura, sull’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni in merito al decreto di sostegno alla filiera olivicola-olearia.“Agli investimenti in nuovi impianti – aggiunge – sono destinati 10 milioni di euro con l’obbligo di conduzione in irriguo, adozione di sistemi di agricoltura di precisione con sensori di campo e utilizzo di cultivar italiane. All’ammodernamento degli oliveti con un’età pari o superiore ai 40 anni, invece, sono destinati 20 milioni di euro per infittimento, reimpianto e riconversione varietale, interventi di potatura straordinaria e realizzazione di sistemi irrigui a goccia. A beneficiare del sostegno saranno gli olivicoltori associati a organizzazioni di produttori riconosciute sino ad un massimo del 70% delle spese ammesse e nel regime ‘de minimis’ fino a 25mila euro complessivi, mentre sarà Agea a stabilire le modalità per la presentazione di domande di sostegno attraverso una circolare attuativa”. “Si tratta di un importante opportunità per il rinnovo della filiera olivicola-olearia, nell’attesa che vengono effettivamente spesi i 300 milioni di euro che abbiamo stanziato per il rilancio dell’olivicoltura pugliese, cuore della produzione nazionale, a fronte del disastro Xylella fastidiosa” conclude.

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Tecnologie che connettono la filiera aerospaziale e l’industria ferroviaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2021

Ridurre l’impatto acustico del Trasporto ad Alta Velocità, ridurre la resistenza aerodinamica e l’impatto tra convoglio lanciato e l’ingresso nei tunnel. Ma anche ridurre l’impatto tra convogli che si incrociano sulle linee di percorrenza in direzione opposta, con materiale rotabile realizzato con materiali compositi innovativi e nuovi materiali termoplastici, allo scopo di ridurne il peso, risparmiare energia, attenuare la vibrazione, aumentare il comfort dei passeggeri, migliorare le prestazioni del condizionamento (particolarmente sentito in epoca COVID). Sono solo alcuni esempi del contributo che l’aerospazio può portare al settore ferroviario e che si esprime su più piani. Le tecnologie innovative sviluppate per lo spazio forniscono infatti risposte a numerosi settori, stimolandone l’innovazione come nel caso del settore ferroviario. Altri esempi? Quando il mondo della ricerca esamina l’incremento di efficienza richiesta ai treni del futuro prossimo, viene avanti l’utilizzo di motori elettrici di nuova generazione sperimentati in ambito aeronautico. Idem per l’obiettivo di tenere sotto controllo l’infiammabilità delle piattaforme assicurando migliori performance in termini di sicurezza: anche questa è un’applicazione concreta delle tecnologie sviluppate per l’aerospazio. Tante novità quindi che sono emerse nel corso di EXPO Ferroviaria, l’unica fiera B2B dedicata al settore ferroviario in Italia, evento che riunisce i principali attori di questo ramo industriale svolta a Milano dal 28 al 30 settembre, edizione che per la prima volta ha visto partecipare all’appuntamento una folta rappresentativa del mondo dell’aerospazio – tredici imprese eccellenti –riunite a Milano per iniziativa del Distretto Aerospaziale della Campania.Tra aerospazio e industria ferroviaria le connessioni sono quindi sempre più solide e significative. Le integrazioni sinergiche sul piano scientifico, progettuale, tecnologico sono destinate a essere sempre più frequenti e promettenti per effetto della evoluzione del trasporto ferroviario, impegnato a ottimizzare la velocità dei collegamenti, aumentare il comfort, limitare gli sprechi di materiali ed energia in chiave di economia circolare.

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Zootecnia: Una filiera che vale 40 miliardi

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, rappresenta un’occasione unica anche per il sistema zootecnico nazionale e può consentirgli, con interventi mirati, di contribuire in modo significativo al rilancio economico del Paese nella sua transizione verde e digitale. Serve però un piano condiviso, tra istituzioni e operatori della filiera, con azioni e strumenti, anticrisi e di lungo periodo per il post pandemia. A fare il punto il convegno “PNRR: quali opportunità per le aziende zootecniche?” promosso dall’OICB, l’Organizzazione Interprofessionale Carne Bovina, che riunisce Cia-Agricoltori Italiani, Copagri, Confagricoltura, UNICEB, Assograssi, Fiesa-Confesercenti e con Assalzoo tra i soci fondatori. Il settore zootecnico – ha ricordato l’OICB – è fondamentale per l’agroalimentare italiano. Il solo comparto della carne (bovina, suina e avicola) genera un giro d’affari di circa 30 miliardi di euro (10 miliardi alla produzione e 20 nell’industria di trasformazione), che arriva a 40 miliardi includendo latte e uova. In particolare, la carne bovina costituisce in valore il 44% e in volume il 33% dell’intero comparto. La filiera zootecnica italiana è ai primi posti nel mondo per qualità e, da tempo, gli allevatori hanno avviato un percorso improntato alla sostenibilità. Garantire alle aziende zootecniche il giusto equilibrio tra competitività e produzioni compatibili con gli obiettivi green Ue è, dunque, la grande sfida sempre più stringente del post pandemia e che le aziende del comparto potranno sostenere se adeguatamente guidate nel metodo e supportate negli investimenti con strumenti e incentivi, i cui fondi possono arrivare sia dal PNRR che dalla Pac.Bene, quindi per l’Organizzazione, la disponibilità, annunciata dal Mipaaf, di 6,8 miliardi a beneficio del settore primario e per interventi nel parco agrisolare, in logistica agroalimentare, irrigazione, innovazione della meccanizzazione, contratti di filiera e di distretto, biogas e biometano, banda larga e 5G.Occorre coinvolgere sempre di più il sistema allevatoriale e zootecnico nel processo di modernizzazione delle imprese e puntare sul rapporto con i cittadini-consumatori, attraverso il pieno coinvolgimento della distribuzione, per maggiore trasparenza e tutela della qualità, prendendo in carico il compito di informare su questioni come il benessere animale, i processi allevatoriali virtuosi, e la logistica all’ingrosso improntata a criteri sostenibili, l’equa distribuzione del valore lungo la catena di approvvigionamento e la creazione di valore dai sottoprodotti, all’insegna dell’economia circolare. In questo contesto, segnato pesantemente dagli effetti della pandemia, come dalle fake news sul settore, l’OICB rinnova il suo impegno al dialogo e al confronto nei tavoli istituzionali affinché vengano riconosciute al settore del bovino da carne, dalla filiera produttiva a quella mangimistica e della distribuzione, le giuste risorse, utili a innovazione e ricerca, in grado di salvaguardarne il reddito e lo sviluppo sul mercato interno ed estero.All’evento sono intervenuti, il consigliere del Mipaaf, Elio Catania; Matteo Boso, presidente nazionale OICB; Gianmichele Passarini, responsabile filiere Cia-Agricoltori Italiani; Matteo Lasagna, vicepresidente Confagricoltura; Carlo Giulietti, presidente Copagri Veneto; Mario Grosso, consigliere Assograssi; Fulvio Fortunati, vicepresidente Uniceb; Gianpaolo Angelotti, presidente Fiesa Confesercenti; Marcello Veronesi, presidente Assalzoo.www.mangimiealimenti.it

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Sostenibilità della filiera vitivinicola

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

“L’Italia sarà presto il primo Paese a dotarsi di un sistema di certificazione della sostenibilità della filiera vitivinicola. Con l’approvazione del decreto del Ministero delle Politiche agricole che istituisce il CoSVi (il comitato della sostenibilità vitivinicola a cui partecipano Mipaaf, Regioni, Crea, Accredia e, a titolo consultivo, i produttori) prende concretamente avvio il percorso tracciato dalla norma da me introdotta al Decreto Rilancio, che raccoglie il lavoro fatto negli ultimi anni dall’intera filiera del vino”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura e primo firmatario dell’emendamento che ha istituito il sistema unitario di certificazione della sostenibilità della filiera vitivinicola, che utilizza le modalità del SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata).“Attraverso un logo distintivo, i vini italiani potranno certificare e comunicare di essere realizzati seguendo specifiche regole di produzione che diano importanza e attenzione ai relativi impatti ambientali – prosegue – Un valore aggiunto per tutta la filiera vitivinicola nazionale, leader nel mondo, e un fattore rilevante per i consumatori e il mercato, sempre più attento alle tematiche legate all’ambiente. In linea con la nuova PAC (Politica Agricola Comune) e le principali strategie comunitaria (‘Green Deal’ e ‘Farm to Fork’), stiamo indirizzando il lavoro delle imprese agricole italiane verso innovativi e elevati standard qualitativi che prevedano il connubio tra sostenibilità ambientale, economica e sociale mettendo al primo posto, ovviamente, la qualità intrinseca dei prodotti”.“È nostra intenzione – aggiunge Gallinella (M5S) – raggiungere presto questi risultati anche in altri settori, ad iniziare dal comparto zootecnico e da quello olivicolo. Non possiamo che esprimere, dunque, soddisfazione per la costituzione del CoSVi che ci condurrà all’approvazione del disciplinare di produzione contenente le buone pratiche da seguire in campo e in cantina per garantire il rispetto dell’ambiente, la qualità e la sicurezza alimentare, la tutela dei lavoratori e dei cittadini e un adeguato reddito agricolo. A ciò si aggiungeranno il sistema di monitoraggio e l’individuazione degli indicatori necessari alla valutazione della sostenibilità della filiera vitivinicola” conclude.

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1,2 miliardi di euro sui contratti di filiera e di distretto per il rilancio post-pandemia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2021

“Contrastare la volatilità dei prezzi, rafforzare i rapporti tra gli operatori dando sostegno alla parte più debole ossia quella agricola, migliorare la produzione rispondendo meglio agli indirizzi del mercato e alle richieste dei consumatori. Sono questi gli obiettivi che possiamo raggiungere con i contratti di filiera e di distretto inseriti nel Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) approvato oggi in commissione Agricoltura alla Camera”. Lo dichiara la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S, a margine della votazione del parere al provvedimento denominato ‘misure urgenti relative al Fondo complementare al PNRR e altre misure urgenti per gli investimenti’. “Crediamo fortemente – prosegue – in questi strumenti, che valorizzano il lavoro delle filiere agroalimentari italiane e rafforzano le sinergie territoriali, su cui il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali destina sino al 2026 ben 1.203,3 milioni di euro. L’attenzione nei ‘contratti di filiera e distrettuali per i settori agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura, della silvicoltura, della floricoltura e del vivaismo’ sarà rivolta, ovviamente, verso le pratiche agronomiche sostenibili. Un indirizzo inserito all’interno delle strategie comunitarie del ‘Green Deal’ e ‘Farm to fork’ affinché si possa raggiungere una vera, concreta e proficua transizione ecologica anche nel comparto primario, garantendo sia la sostenibilità ambientale che quella economica e sociale” conclude.

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Proposta di legge e filiera della canapa industriale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 Maggio 2021

“Limitare in maniera decisa i rischi per le aziende agricole che operano in un contesto di liceità, riducendo la possibilità che possano essere coinvolte nelle normali operazioni di contrasto al traffico di stupefacenti e gettando le basi per un ulteriore sano sviluppo della filiera della canapa ad uso industriale”. Sono questi gli obiettivi della proposta di legge di modifica della 242 del 2016, depositata lo scorso 6 maggio a Montecitorio, dal deputato Alberto Manca, esponente M5S in Commissione Agricoltura. “La proposta normativa si è resa necessaria in seguito al notevole incremento negli ultimi anni delle imprese agricole e di lavorazione che hanno investito nella cannabis sativa – spiega Manca -. Il lavoro di queste realtà imprenditoriali ha garantito entrate dirette all’erario, ha gettato le basi per una nuova economia circolare in territori in cui lo sviluppo di nuove colture non riusciva ad inserirsi con facilità, in zone soggette al fenomeno dello spopolamento a causa della mancanza di occupazione. È doveroso specificare – conclude – che le modifiche proposte non riguardano in alcun modo l’efficacia drogante della cannabis ma solo piante a basso tenore di Thc”.

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Filiera italiana dell’idrogeno

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2021

E’ in rapido sviluppo e, se supportata adeguatamente, può avere un impatto decisivo sia per la transizione energetica che per la competitività economica del Paese. Questo il messaggio chiave che H2IT – Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile, ha voluto inviare alle istituzioni in occasione dell’audizione della Commissione Attività Produttive, commercio, turismo della Camera dei Deputati in merito alla proposta sul “Piano nazionale di ripresa e resilienza” (PNRR).Per la seconda volta dopo l’intervento dello scorso 2 febbraio, l’Associazione – che ha recentemente tagliato il traguardo dei 70 soci, quasi triplicati dal 2019 a oggi – è stata chiamata a intervenire in Parlamento su un tema di importanza strategica per l’economia nazionale. Durante l’audizione, il Presidente di H2IT, Alberto Dossi, ha sottolineato il cambiamento di prospettiva che l’Unione Europea ha impresso negli ultimi anni sul fronte della decarbonizzazione e della transizione ecologica e le grandi opportunità che ne derivano. In questa cornice l’idrogeno rappresenta il vettore chiave per raggiungere gli obiettivi posti; una strada già tracciata, che l’Italia deve avere il coraggio di perseguire. Infatti, il settore idrogeno è complesso e necessita di un piano strategico chiaro, di ampio respiro e che non subisca battute d’arresto o inversioni di marcia, ma che proceda gradualmente con azioni sul breve, medio e lungo periodo, soprattutto per quanto riguarda il ruolo futuro dell’idrogeno verde. Non farlo causerebbe rischiosi rallentamenti o deviazioni che potrebbero escludere l’Italia dalle principali iniziative europee e internazionali.Ci sono comunque segnali positivi, che arrivano proprio dal PNRR. Gli investimenti previsti al suo interno mirano ad avviare la graduale decarbonizzazione dell’industria pesante, a sviluppare una rete di stazioni di rifornimento sui corridoi strategici, a supportare lo sviluppo di hydrogen valleys, ad incentivare la produzione di idrogeno verde e a potenziare la ricerca. Come ricordato da Dossi, l’Italia è inoltre impegnata nella partecipazione ai grandi progetti di comune interesse europeo sull’idrogeno che porteranno una spinta all’innovazione e alla costruzione di una filiera industriale strategica europea.Il percorso però, come ribadito nel suo intervento dal Vicepresidente di H2IT Luigi Crema, deve essere caratterizzato da azioni strategiche. Riprendendo i concetti emersi dal report “Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia”, presentato da H2IT a inizio anno, Crema ha evidenziato gli elementi fondamentali su cui il Paese deve concentrarsi. Occorre accelerare la transizione verso l’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili; supportare progetti nazionali di grande scala, che sfruttino le competenze delle aziende italiane per competere poi a livello internazionale; costruire una rete infrastrutturale per la logistica e il trasporto dell’idrogeno, con un occhio di riguardo alle tematiche della distribuzione e dello stoccaggio; sviluppare infrastrutture per la mobilità a idrogeno, oggi quasi inesistenti (come le stazioni di servizio); incentivare la ricerca e lo sviluppo per generare ricavi e nuovi posti di lavoro. Le barriere che ostacolano la crescita della filiera non devono demotivare ma stimolare il sistema Paese ad adottare un approccio strategico per non perdere il treno dell’evoluzione energetica e tecnologica. Oltre al dialogo con la politica, H2IT proseguirà il proprio impegno continuando con i tavoli di lavoro specifici e tecnici per analizzare gli ostacoli allo sviluppo del settore e supportando con iniziative mirate le PMI e le start-up in questa fase di apertura del mercato.

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