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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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In Sicilia, a Licata, si discuterà di sostenibilità della filiera del Mediterraneo

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Licata Dal 2 al 4 ottobre 2019 sulle coste meridionali della Sicilia si svolgerà ‘nnumari, l’evento di Pino Cuttaia dedicato alla sostenibilità della filiera del Mediterraneo. Lo chef bistellato del ristorante La Madia e promotore della “cucina della memoria” convoca a Licata cuochi, giornalisti, economisti, pescatori, allevatori, agricoltori, produttori, artigiani, pescatori, imprenditori, artisti e comunicatori per costruire assieme modelli di sviluppo sociali e ambientali replicabili e condivisi. Pino Cuttaia: «Siamo parte del Mediterraneo e viviamo tutti in terre unite dal mare; abbiamo tutti problemi in comune e abbiamo il dovere di trovare soluzioni, insieme».
Sul litorale di Agrigento nella località di Licata circondata da mare pulito e sapori mediterranei si è riusciti a creare, nonostante le difficoltà, un modello di sostenibilità che ha dato sviluppo al territorio e lavoro alla filiera. E’ qui che nasce ‘nnumari – termine siciliano che vuol dire “nel mare”- l’evento ideato dallo chef bistellato Pino Cuttaia che dal 2 al 4 ottobre ha deciso chiamerà a raccolta cuochi, giornalisti, economisti, pescatori, allevatori, agricoltori, produttori, artigiani, pescatori, imprenditori, artisti e comunicatori. Si tratta di giornate di riflessioni sulla sostenibilità della filiera nel Mediterraneo con l’obiettivo di costruire modelli di sviluppo sociali e ambientali replicabili e condivisi.«Durante il percorso della mia carriera ho capito come la Sicilia, il mio territorio, sia il frutto delle contaminazioni dei popoli che hanno vissuto in questa terra. L’arte culinaria del mio territorio non è altro che il frutto di queste diverse esperienze» spiega Pino Cuttaia. «Mi sono accorto che i miei gesti sono simili ai gesti di altri cuochi e i miei viaggi mi hanno portato a capire che il territorio sul quale insisto ogni giorno è simile in tutti i Paesi del Mediterraneo con la sola differenza del microclima, della stagionalità, degli usi e dei costumi di ognuno di essi. E così ho capito che è arrivato il momento di realizzare un convivio che ho voluto intitolare ‘nnumari, nel mare, in cui alla stessa tavola ci si confronta su come ogni cuoco di ogni Paese del Mediterraneo lavora la stessa materia prima, come lo stesso cuoco riscontri problematiche simili e come abbia già analizzato quel problema e trovato una soluzione, coinvolgendo tutta la filiera. E non solo, ma anche altri interlocutori per far diventare quel convivio un pensatoio aperto ad artisti, comunicatori, economi, imprenditori. Siamo parte del Mediterraneo e viviamo tutti in terre unite dal mare; abbiamo tutti problemi in comune e abbiamo il dovere di trovare soluzioni, insieme con l’unico scopo di studiare modelli comuni di sviluppo economici, sociali, ambientali sostenibili».Un appuntamento dunque da non perdere, unico nel suo genere e che per la prima volta permette a tutti di discutere su argomenti che stanno a cuore a tutta la comunità del Mediterraneo. Il programma di ‘nnumari è in via di definizione e maggiori dettagli saranno resi noti al più presto. Il video racconto su http://www.nnumari.it

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Cemento ed economia circolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

La filiera produttiva del cemento quale parte attiva nella transizione all’economia circolare: è questa l’immagine che si trae dalla lettura della nuova edizione del Rapporto di Sostenibilità di AITEC, l’associazione delle Aziende Italiane Produttrici di Cemento. Parte di Confindustria Federbeton, AITEC rappresenta rispettivamente il 90% e il 97% della produzione nazionale di cemento e clinker, con riferimento particolare al triennio esaminato nel Rapporto di Sostenibilità (2015-2017).“L’Economia Circolare, applicata alla filiera del cemento e del calcestruzzo, è il miglior veicolo per contribuire al contenimento dei cambiamenti climatici. L’attuazione di azioni volte al recupero di materia, al recupero energetico, all’ottimizzazione dei processi produttivi e al dialogo con i territori, sono fondamentali per realizzare un virtuoso modello economico circolare. Ogni azione compiuta in questa direzione oltre ad essere sostenibile ambientalmente e socialmente, può generare valore economico. Ecco dunque che l’economia circolare diventa un fattore di competitività determinante, oltreché distintivo”, sottolinea Antonio Buzzi, Coordinatore della Commissione Ambiente ed Economia Circolare di Federbeton Confindustria.
Il documento è stato realizzato sulla base delle informazioni raccolte presso le aziende associate ad AITEC, ampiamente rappresentative dell’industria italiana del cemento. Nello specifico, nel 2017 risultano essere operative in Italia 19 aziende cementiere con 57 impianti produttivi. A fronte di una produzione di 19,3 milioni di tonnellate di cemento – in linea con il dato 2016 –, i consumi nazionali registrano un andamento sostanzialmente piatto (+0,3%).I risultati positivi di effettiva re-immissione di materiali di recupero nel ciclo produttivo, quali risorse riutilizzabili, derivano dal sostanziale impegno sul fronte degli investimenti in tecnologie innovative: nel triennio analizzato, e malgrado la congiuntura di crisi, sono stati investiti 87,5 milioni €; Le imprese cementiere, nel solco dell’economia circolare e dell’impegno alla mitigazione dei cambiamenti climatici, hanno progressivamente aumentato i tassi di sostituzione di combustibili fossili e materie prime naturali, a favore di un crescente recupero di rifiuti urbani e industriali (favorendo la chiusura del ciclo della raccolta differenziata) e del riutilizzo di materiali di scarto, provenienti da altri cicli produttivi e da demolizioni:
La sostituzione calorica, per la produzione di cemento, è passata dal 14,9% del 2015 al 17,3% del 2017 per un totale di quasi 360.000 tonnellate di combustibili alternativi sottotratti alla discarica o a recuperi energetici meno virtuosi.
L’Italia resta indietro rispetto ad alla media europea, che si attesta al 40% di sostituzione calorica, con la Germania che esprime un tasso del 66% e l’Austria del 76%;
Aumenta anche il tasso di sostituzione delle materie prime naturali: +1,2% con materie residuali, derivanti da altri processi industriali.
Nel solo 2017, il settore della filiera del cemento ha recuperato oltre 1,84 milioni di tonnellate di materie prime residuali, derivanti da altri processi industriali: il tasso di sostituzione di materie prime naturali si attesta in Italia al 7,4%, superiore alla media europea del 4,4% (dato 2016). La filiera del cemento ha conseguito importanti traguardi di riduzione delle emissioni, grazie agli investimenti in tecnologie innovative e all’utilizzo di combustibili contenenti biomassa, sostitutivi di quelli fossili. I dati, riferiti alle emissioni specifiche (per singola unità di prodotto), riportano:
-12,4% emissioni CO2 grazie all’impiego di biomassa;
-29,4% emissioni polveri PM10;
-29,7% emissioni ossidi di azoto;
-32,6% emissioni ossidi di zolfo.

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La filiera dell’automotive di fronte alle sfide del mercato globale

Posted by fidest press agency su domenica, 3 marzo 2019

E’ stata presentata alla Borsa Italiana: Cambio di marcia – La filiera dell’automotive di fronte alle sfide del mercato globale, il primo studio sulla filiera italiana realizzato da Cassa Depositi e Prestiti, SACE SIMEST e ANFIA, in collaborazione con AlixPartners. Al convegno parteciperanno diversi protagonisti del settore: car makers, OEM, fornitori, banche, consulenti e attori del Sistema Paese.Al centro della pubblicazione le nuove sfide del settore, un’analisi dei bilanci dei 50 top player italiani e una panoramica delle soluzioni del Gruppo CDP per la filiera, comparto che contribuisce al 5,6% del PIL e impiega il 7% della manodopera di tutta l’industria manifatturiera nazionale.
È uno scenario in profondo mutamento, quello che sta affrontando il settore dell’automotive a livello globale. Mentre il baricentro di produzione e consumi si sposta sempre più verso Est e con l’incognita dei dazi USA a pesare sugli scenari di breve termine, una vera e propria rivoluzione tecnologica sta investendo i diversi ambiti di quest’industria, con impatti non solo sui produttori e sulle grandi case automobilistiche, ma anche sui fornitori e tutta la filiera, alle prese con piani di investimenti sfidanti, processi di aggregazione, fusioni e acquisizioni che stanno cambiando il volto dell’intero comparto.
È in questo contesto di grande complessità che nasce Bilancio a 4Ruote, il primo studio sul settore dell’automotive e la sua filiera italiana – una galassia di circa 5.700 imprese, molte delle quali PMI, che da sola contribuisce al 5,6% del PIL nazionale, dando occupazione al 7% degli addetti di tutta l’industria manifatturiera – realizzato da Cassa depositi e prestiti, SACE SIMEST e ANFIA, in collaborazione con AlixPartners.
“L’automotive rappresenta una parte rilevante del patrimonio industriale del Paese, con importanti riflessi sull’economia nazionale anche in termini di indotto – afferma Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato di Cassa depositi e prestiti – Con il nuovo Piano Industriale Cassa depositi e prestiti si rivolge per la prima volta a tutte le imprese, dalle grandi alle piccole, e grazie ad un’offerta integrata e capillare di prodotti sarà in grado di offrire un supporto concreto anche alle numerose PMI che fanno parte, in modo sia diretto che indiretto, della filiera di produzione degli autoveicoli”.
“L’Italia e l’Europa continuano a rappresentare un’eccellenza nel mondo globale dell’auto, dei componenti e dei servizi collegati – ha commentato Dario Duse, Managing Director di AlixPartners –. Quelle che all’inizio erano viste come sfide annunciate, prima tra tutte il C.A.S.E. (connettività, guida (sempre più) autonomia, condivisione e soprattutto elettrificazione), stanno diventando sempre più realtà. L’industria e la filiera, dopo alcuni anni positivi, hanno la necessità di gestire i cambiamenti importanti attraverso una maggiore apertura a tecnologie, industrie e logiche d’investimento che non appartenevano all’industria di alcuni anni fa. Per vincere le competizioni future serve la capacità di innovare, di “contaminarsi” positivamente per sviluppare e integrare nuovi modelli di business e tecnologie in un contesto dove aspetti economici, politici e – soprattutto per l’Europa – regolamentari sulle emissioni rappresentano sfide importanti”.

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Latte: filiera non equa

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

«Le proteste dei pastori sardi sono il sintomo evidente del fatto che qualcosa non funziona nella gestione delle filiere e nel meccanismo dei fondi della PAC», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia, commentando la crescente ondata di manifestazioni contro il basso prezzo del latte. «Troppo spesso assistiamo a filiere non eque, che non sono in grado di garantire ai produttori non solo una remunerazione adeguata, ma neppure di coprire i costi di produzione. La produzione zootecnica, inoltre, è sempre più concentrata in grandi aziende, mentre i piccoli produttori scompaiono. Solo in Italia, nell’ultimo decennio, hanno chiuso oltre 320 mila aziende, un calo del 38 per cento. Mentre il numero delle aziende agricole “grandi” e “molto grandi” è aumentato complessivamente del 44 per cento», continua Ferrario.
«I fondi pubblici della PAC dovrebbero essere invece spesi per sostenere agricoltori e allevatori, in direzione di una transizione necessaria verso una produzione basata su metodi ecologici. Questo per ridurre la quantità complessiva di animali allevati, aumentare la qualità, preservare l’ambiente e garantire il sostentamento di agricoltori e comunità rurali, e non solo di pochi attori industriali», conclude.Greenpeace, con la sua campagna Il Pianeta nel Piatto, chiede dunque una Politica Agricola Comune davvero “nuova” ai parlamentari europei che si esprimeranno sulla riforma della PAC domani, 14 febbraio, in Commissione Ambiente del Parlamento Ue, e il 6 o il 7 marzo prossimi in Commissione Agricoltura.

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Olio palma: Governo malese, Ue basta discriminare filiera

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

olio di palma (2)“Chiedo all’Unione europea di porre fine alla discriminazione della filiera di olio di palma”. Queste le parole con cui il ministro malese delle industrie delle piantagioni e delle materie prime, Datuk Seri Mah Siew Keong, ha plaudito la protesta a Kuala Lumpur dei piccoli produttori contro la direttiva sulle energie rinnovabili dell’Unione Europea che punta a vietare l’uso dell’olio di palma nei biocarburanti entro il 2020. “Queste proteste sono un chiaro segnale per Parlamento, Consiglio europeo e Presidenza bulgara per sottolineare la nostra determinazione a proteggere gli interessi nazionali – spiega il ministro – qui i piccoli agricoltori sono sconcertati dal fatto che si vogliano bandire i biocarburanti di olio di palma dal mercato europeo”. Il Governo malese, infatti, pronto a boicottare i prodotti dell’Unione, considera il divieto proposto nella direttiva ‘un apartheid’ per i 650 mila piccoli agricoltori; e per questo prenderà tutte le misure opportune per proteggere i diritti di oltre 3,2 milioni di malesi, i cui mezzi di sostentamento dipendono dal settore dell’olio di palma. Bandirlo, inoltre, tiene a precisare il ministro, ”consentirebbe alle colture di semi oleosi concorrenti di continuare a circolare, mettendo in atto una vera e propria discriminazione nei confronti dell’olio di palma”. Datuk Seri Mah Siew Keong, infine, ricorda alle controparti europee che l’olio di palma malese soddisfa i più severi standard di sostenibilità richiesti, producendo biocarburanti certificati dai principali sistemi europei, tra cui l’Iscc tedesco, International Sustainability & Carbon Certification, standard di riferimento approvato dall’Ue per la verifica della sostenibilità in tutte le tipologie di biomasse e biocarburanti’. (Paola Pacchiani)

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“La Filiera Olivicola: Innovazione e Legalità”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 ottobre 2017

filiera olivicolaLatina. Grande partecipazione degli operatori del settore al convegno ‘La Filiera Olivicola: Innovazione e Legalità’, accolti mercoledì pomeriggio presso la sala conferenze del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma Latina, che ospita anche la nuova sede dell’Associazione CAPOL, organizzatrice del meeting, con la partecipazione dell’ASPOL. Gli Ispettori del Dipartimento dell’ICQRF del MIPAAF, Dott. Raffaele Mondini e Dott. Michele Saragosa, hanno fornito ai produttori e frantoiani informazioni utili in vista dell’inizio della nuova campagna olearia oramai alle porte, in particolare in riferimento alle norme europee e nazionali relative alle indicazioni obbligatorie sulle etichette delle confezioni degli oli di oliva extravergini.L’etichetta assicura trasparenza e qualità del prodotto, e consente la scelta consapevole del consumatore. Il campo visivo principale deve riportare alcuni dati: denominazione, quantità netta, condizioni di conservazione, nome e indirizzo dell’operatore, provenienza. Da ultimo anche la scadenza e la dichiarazione nutrizionale. La loro assenza o non correttezza è sanzionata. Nell’ambito del programma di formazione/aggiornamento del Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, filiera olivicola2l’incontro ha rappresentato un’appendice del Concorso ‘L’Olio delle Colline’, che da sei edizioni dedica un’apposita sezione con premio all’etichettatura degli oli pontini, soggetta a giudizio tecnico di una commissione di esperti tra Ispettori ICQRF, grafici e giornalisti.“L’ottima risposta del territorio conferma la crescente attenzione per le tematiche concernenti il perfezionamento dell’olivicoltura provinciale – spiega il Presidente del CAPOL Luigi Centauri – l’educazione del produttore a fornire al compratore gli elementi necessari ad acquistare con cognizione il meglio, va di pari passo con l’educazione del consumatore a scegliere il prodotto migliore.” Ringraziando il direttore dell’ICQRF Italia Centrale, Dott. Flazio Berilli, e dell’ospitalità il Presidente del Consorzio, Comm. Carlo Scarchilli, Luigi Centauri ha analizzato la nuova campagna olearia locale, in linea con le previsioni nazionali: “Si prospetta migliore della precedente (che aveva registrato una produzione tra i minimi storici), nonostante gli effetti di un inverno rigido, gelate primaverili e siccità estiva. Il lieve attacco della mosca e le ultime piogge garantiranno una buona qualità e un adeguato contenuto di polifenoli bioattivi”. (foto: filiera olivicola)

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Sesta edizione della manifestazione “Legninvalle”

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

LegninvalleLegninvalle4Torino. Dal 28 al 30 luglio ad Usseaux è in programma la sesta edizione della manifestazione “Legninvalle”, evento fieristico dedicato alla promozione e valorizzazione della filiera foresta-legno locale. Quello delle risorse forestali è un tema di particolare importanza per le valli del Pinerolese e nell’intero Piemonte, che vanta una superficie boschiva superiore a 900.000 ettari, ovvero il 40% circa della superficie complessiva. Circa il 70% delle aree boscate si trova in ambito montano e rappresenta un’opportunità di crescita e sviluppo per le comunità locali e non solo.
Come nelle passate edizioni, per la realizzazione dell’evento sono state strette importanti collaborazioni con il CasaClima Network Piemonte e Valle d’Aosta, l’UNCEM Piemonte, la Segheria mobile Boratt Petrolo del Canton Ticino, le associazioni LegnoUrbano e Naturalmente Paglia, l’impresa SaDiLegno/12-to-Many del Friuli Venezia Giulia e con il GAL Escarton e Valli Valdesi. Si rinnova inoltre la collaborazione con l’Ufficio forestale delle Valli Chisone e Germanasca. Ospite della manifestazione sarà il Comune di Coazze, con cui è stata avviata una collaborazione sul tema della valorizzazione e promozione del legno locale. La manifestazione è patrocinata dalla Regione Piemonte, dalla Città Metropolitana di Torino, dall’Unione Montana dei Comuni olimpici della Via Lattea e dall’Atl “Turismo Torino e provincia”.Accanto all’esposizione di macchinari e attrezzature forestali e ai convegni tematici verranno riproposti il raduno internazionale delle segherie mobili e alcuni workshop teorici e pratici. La giornata del venerdì 28 luglio sarà dedicata ai professionisti (geometri, architetti e ingegneri), con l’organizzazione di un workshop teorico-pratico sul tema “Efficienza energetica e qualità edilizia nei territori alpini”, organizzato dal CasaClima Network Piemonte Valle d’Aosta e da alcune aziende del territorio. Il workshop sarà suddiviso in due sessioni, una teorica e una pratica, in cui i professionisti potranno confrontarsi direttamente in prove dirette su sistemi e soluzioni tecnologiche. Il seminario riconoscerà crediti formativi per i professionisti e avrà una durata di sei ore.
Legninvalle1Nella mattina di sabato 29 luglio si terrà il convegno su “Strategie e prospettive per la filiera foresta-legno locale”, a cui saranno invitati a intervenire l’assessore regionale alla montagna Alberto Valmaggia, il vicepresidente di Uncem Piemonte Marco Bussone, Franco Gottero dell’IPLA Piemonte, la presidente del Gal Escarton e Valli Valdesi Patrizia Giachero, Paolo Terzolo responsabile dell’ufficio forestale delle Valli Chisone e Germanasca e Samuele Giacometti dell’impresa SaDiLegno / 12-to-Many.Si parlerà delle opportunità di finanziamento offerte alle imprese del settore dal Piano di sviluppo rurale e dal Piano di sviluppo locale, ma anche dell’associazionismo fondiario, con un focus di approfondimento sulla Legge regionale 21 del 2016. Saranno anche illustrati i servizi messi a disposizione del territorio dal nuovo Ufficio forestale di Valle. Come da tradizione, l’ospite della manifestazione e del convegno sarà l’ingegner Samuele Giacometti che parlerà della filiera foresta-legno locale, delle reti di imprese e del “Condominio forestale”, che sono i punti di forza della Strategia nazionale Aree Interne, da poco approvata per il territorio dell’Alta Carnia in Friuli Venezia Giulia.
L’animazione principale della manifestazione sarà garantita dalla presenza della Segheria mobile del Canton Ticino Boratt Petrolo, che organizzerà il raduno internazionale di segherie mobili nello spazio Legninvalle2centrale dell’area fieristica. Verranno messi a disposizione diversi tronchi di legname proveniente dai boschi locali, che potranno così essere trasformati in semilavorati e prodotti finiti, applicando tecniche di carpenteria tradizionale e utilizzando macchinari innovativi. I materiali della lavorazione delle segherie mobili saranno utilizzati dai falegnami presenti e dall’associazione Naturalmente Paglia, che organizzerà un workshop gratuito per l’autocostruzione di pareti in legno-paglia. Accanto all’area delle lavorazioni verranno inoltre allestite le cataste per l’asta-expo del materiale di maggior pregio proveniente dai boschi delle vallate del Pinerolese: larice, abete bianco cirmolo, castagno.Novità dell’edizione 2017 sarà la gara di squadratura a mano di tronchi per carpenteria edile, proposta per la prima volta in Italia e organizzata dalla Segheria mobile del Canton Ticino Boratt Petrolo. Il venerdì e sabato gli aspiranti partecipanti potranno sperimentare e allenarsi con le tecniche di squadratura. La gara si svolgerà invece a partire dalle 14.30 della domenica.All’interno della fiera troveranno spazio aree di intrattenimento per le famiglie e per i più piccoli. La pittrice Rita Conti, autrice di moltissimi dei murales che rendono uniche le borgate di Usseaux, proporrà un laboratorio di pittura su legno. Il 3° Reggimento Alpini allestirà una Legninvalle3palestra di roccia con istruttori qualificati. In fiera saranno inoltre ospitati gli scultori locali Enrico Challier, Allegra Bianciotto, Paolo Usseglio e Fulvio Pasero, che eseguiranno pannelli in legno, che verranno poi utilizzati per completare il percorso del legno nella borgata del Fraisse. Lo scultore Daniele Viglianco realizzerà con la motosega una scultura che verrà poi donata al Comune di Usseaux.
A “Legninvalle” verranno anche presentate le eccellenze enogastronomiche del territorio e la domenica pomeriggio i Mansia di Fraisse, Usseaux e Pourrieres produrranno i “gofri”, il cui ricavato sarà utilizzato per lavori di manutenzione delle borgate alpine di Usseaux. Completa il programma il terzo appuntamento del progetto “Usseaux for Bike”. Domenica 30 luglio verrà riproposta la gara cicloturistica non competitiva tra le cinque borgate Laux, Usseaux capoluogo, Balboutet, Pourrieres, Fraisse e Pourrieres di Pragelato, con partenza alle 10 dal campeggio “Magic Forest” e arrivo in fiera. La manifestazione è organizzata dal gruppo sportivo Alpina e dalla società Bikecafè di Pinerolo. (foto: Legninvalle)

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Le Pmi delle costruzioni in crescita all’estero grazie a una strategia di filiera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

biancofioreIl ristagno della domanda interna non ha fermato il mercato italiano delle costruzioni. La crescita del fatturato estero delle imprese italiane tra il 2004 e 2015 è stata del 286,5%. Una performance cui hanno contribuito le pmi.
Lo evidenzia in una nota il Presidente del Comitato estero Pmi dell’Ance, Gerardo Biancofiore.“Il nostro successo ha fatto leva su una strategia di filiera”, sottolinea Biancofiore. “Abbiamo operato in sinergia con Governo ed enti preposti all’internazionalizzazione come Ice, Sace e Simest. In coordinamento con le Ambasciate. Affiancati da alcuni tra i principali istituti di credito. Ma le Pmi per crescere, come ho sottolineato anche in un incontro con il Ministro degli Esteri Angelino Alfano, hanno bisogno di un maggiore supporto del Sistema Italia sulle garanzie e fideiussioni per partecipare alle gare internazionali così come avviene in altri paesi”.Ma per il numero del Comitato internazionalizzazione delle piccole e medie imprese dell’Ance, si può fare ancora di più. “All’estero – spiega Biancofiore – gli standard produttivi ormai sono sempre attestati su alti livelli tecnologici e di qualificazione complessiva. Il vero valore aggiunto ormai è dato dal servizio. Conteranno sempre le soluzioni tecnologiche, si dovrà avere il dovuto riguardo alla componente costi, ma a diventare determinante è fin d’ora, e sarà ancora di più nel prossimo futuro, la capacità di realizzare opere in grado di durare nel tempo, sia in termini di eccellenza di esecuzione che di materiali impiegati. Per far sì che queste opere non diventino obsolete dopo qualche anno, la partita della manutenzione sarà importante almeno quanto quella della realizzazione”.Per Biancofiore, occorre fare ancora un ulteriore sforzo per assicurare azioni di sistema, che snellendo tempi ed evitando sovrapposizioni, assicurino soprattutto alle piccole aziende un affiancamento idoneo sui mercati esteri. “A parole e analisi debbono far seguito progetti e decisioni. In ballo c’è la costruzione del mondo dei prossimi decenni. I paesi che sapranno definire strategie più funzionali e lungimiranti acquisiranno il vantaggio competitivo di aver fissato nuovi standard globali. Per quanto riguarda le imprese, siamo pronti, lo è la maggior parte delle nostre realtà. Puntiamo ad accrescere ulteriormente il portafoglio ordini complessivo italiano su scala internazionale”. (foto: biancofiore)

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Crescita internazionale della filiera aerospaziale campana

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2016

Napoli. In occasione dell’Air Show di Farnborough, SACE (Gruppo Cdp) e il Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania (DAC) rafforzano la collaborazione avviata nel 2014, annunciando nuove iniziative a sostegno della competitività internazionale delle imprese del Distretto, grazie a un più efficace accesso all’offerta assicurativo-finanziaria di SACE e a una maggior valorizzazione delle sinergie all’interno della filiera tecnologica e produttiva. “Siamo lieti di rafforzare la nostra collaborazione strategica con il Distretto Aerospaziale Campano, un modello aggregativo vincente, capace di progettare soluzioni competitive a livello nazionale e internazionali – ha dichiarato Simonetta Acri, Direttore della Rete Domestica di SACE –. La nostra partnership, testimoniata anche dalla presenza di esperti di SACE alla manifestazione di Farnborough, è destinata a crescere e a valorizzare sempre più il potenziale dell’intera filiera tecnologica e produttiva e delle sue economie di scala, facilitando l’utilizzo delle nostre soluzioni assicurative e finanziarie innovative per migliorare la gestione dei crediti, l’ottenimento di finanziamenti e garantire uno sviluppo internazionale in totale sicurezza”. “La collaborazione tra SACE e DAC, rappresenta per tutto il sistema delle imprese e dei partner di ricerca del Distretto Aerospaziale una nuova ed importante opportunità. Siamo certi che con gli strumenti attivati in sinergia riusciremo a fornire risposte concrete e migliori opportunità di crescita e di sviluppo”, ha detto Luigi Carrino, Presidente del DAC, Distretto Aerospaziale della Campania.

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Pubblicati gli elenchi delle Botteghe di Mestiere e dell’Innovazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2016

enogastronomiaSono pubblicati sul sito di Italia Lavoro gli elenchi delle Botteghe di Mestiere e dell’Innovazione, ammesse al progetto al termine dell’istruttoria. Delle quasi 1.000 candidature arrivate, 311 sono risultate ammissibili e di queste 94 saranno finanziate dal progetto con i 5,2 milioni di euro messi a disposizione nell’Avviso. La distribuzione per settore e filiera delle imprese che parteciperanno vede una netta maggioranza dell’enogastronomia, con una percentuale di oltre il 53%, seguita dal settore della grande distribuzione organizzata (14,3), da quello della meccanica (11,4), dell’abbigliamento e della moda (oltre il 10%), del legno e dell’arredo (quasi 5%), fino a settori con percentuali minori quali l’artigianato artistico, la cantieristica navale, e la stampa. Una conferma di come in Italia le specificità della nostra produzione economica e industriale si organizzano in filiere di piccole e medie imprese, che sono valorizzate appunto in questo progetto e all’interno delle quali si trasmette quel sapere che contraddistingue lo stesso Made in Italy.I giovani tra i 18 e i 35 anni (non compiuti), che si candideranno e saranno selezionati per un percorso di tirocinio, saranno formati al fine di esercitare le professioni previste dall’Avviso per le diverse tipologie di bottega. Questo anche attraverso l’utilizzo delle più avanzate tecnologie della produzione e della comunicazione. Il progetto fornisce, a imprese e artigiani, l’opportunità di attivare specifici percorsi di tirocinio, al fine di consentire la trasmissione di competenze tecnico-professionali alle nuove generazioni, per favorire il ricambio generazionale ed eventualmente un futuro inserimento lavorativo: si inserisce infatti nella scia del precedente Botteghe di Mestiere, che ha portato a importanti risultati sul fronte occupazionale.
I tirocini disponibili sono circa 940, e i giovani potranno iscriversi a partire dall’inizio del mese di giugno. Il sito di progetto dedicato è all’indirizzo http://www.botteghemestiereinnovazione.it. Le botteghe risultate ammesse avranno tempo fino alla fine del mese (31.05.2016) per formalizzare i raggruppamenti. Per ciascun tirocinante, le aziende percepiranno 250 euro al mese per un massimo di 6 mesi. Ai soggetti capofila, promotori dei tirocini, verrà riconosciuto un contributo complessivo di 500 euro per ciascun giovane che abbia completato un percorso di tirocinio di durata semestrale. I giovani percepiranno mediamente 500 euro al mese, fatti salvi possibili scostamenti motivati dalle legislazioni regionali in materia.

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Verona fiere: Primo semestre 2015

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

verona-city-gateAl via oggi a Veronafiere, la 50ª edizione di Marmomacc, salone internazionale di riferimento per la filiera della pietra naturale. Sono 1.524 le aziende presenti, di cui 588 italiane e 936 estere da 55 nazioni.Comparto lapideo Made in Italy in crescita anche nel primo semestre 2015. Da gennaio a giugno, l’export italiano di marmi, graniti e pietre naturali ha registrato un aumento del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2014, grazie a 978,1 milioni di euro di ordinativi da oltreconfine. Nello specifico, sono i prodotti finiti e semilavorati a trainare la corsa, con vendite per 777 milioni di euro (+7,3%), mentre i materiali grezzi, con 201,1 milioni di euro, segnano un leggero calo (-2,3%). Crescita a doppia cifra per le esportazioni di macchine e tecnologie italiane di estrazione e lavorazione, con un controvalore di 616,1 milioni di euro (+28,8%).
Sono questi i numeri, elaborati dall’Osservatorio Marmomacc-Confindustria Marmomacchine, con cui il settore nazionale si presenta all’appuntamento con la 50ª edizione di Marmomacc, la più importante manifestazione internazionale per il business e la cultura legati alla pietra naturale, in programma alla Fiera di Verona da mercoledì 30 settembre a sabato 3 ottobre 2015 (www.marmomacc.com).
«Marmomacc da 50 edizioni costituisce la prima piattaforma di promozione globale per lo sviluppo dell’industria marmo-lapidea – spiega Ettore Riello, presidente di Veronafiere –. Quest’anno sono presenti 1.524 espositori, dei quali 588 italiani e 936 esteri da 55 nazioni, mentre attendiamo più di 60mila operatori specializzati da 140 paesi. La manifestazione riveste quindi un ruolo strategico per il comparto, riconosciuto anche dal Ministero per lo Sviluppo Economico che l’ha inserita nel Piano di promozione straordinaria del Made in Italy».
Secondo Flavio Marabelli, presidente onorario di Confindustria Marmomacchine «I dati positivi del 1° semestre relativi all’export settoriale – sia per i materiali che per le tecnologie – sono la migliore risposta alla scelta del MiSE di includere il nostro comparto all’interno del Piano di promozione straordinaria del Made in Italy, che prevede lo stanziamento di fondi per la promozione dei principali settori dell’industria nazionale attraverso le piattaforme fieristiche di riferimento. Nel complesso, il nostro rimane uno dei comparti industriali di riferimento per il Paese, grazie ad un valore delle esportazioni che, nel 2014, ha sfiorato i 3 miliardi di euro e ad un saldo commerciale annuo attivo di quasi 2,5 miliardi».

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Accordo quadro per la zootecnia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

La Borsa Merci Telematica Italiana firma il primo Accordo Quadro Nazionale per la commercializzazione di bovini da carne e per l’organizzazione di un progetto di filiera italiana “4i”.L’accordo punta a creare una rete di imprese che riesca a organizzare e rilanciare il mercato dei bovini da carne e a diminuirne la dipendenza dall’estero.
Partecipano all’accordo importanti attori: Borsa Merci Telematica Italiana s.c.p.a., Associazione Produttori Unicarve, Cooperativa Produttori Unicarve, Gruppo Colomberotto S.p.A., Consorzio L’Italia Zootecnica, Consorzio Agrario Lombardo Veneto, Intermizoo S.p.A., APROLAV – Associazione Produttori Latte del Veneto, Agriventure S.P.A. – Gruppo Intesa Sanpaolo e Cassa di Risparmio del Veneto – Gruppo Intesa Sanpaolo.Tutti insieme lavoreranno per raggiungere due obiettivi importanti: il primo è finalizzato a regolare il mercato dei bovini da carne, programmando l’acquisto dei ristalli, l’ingrasso, la macellazione e la commercializzazione della carne; il secondo è finalizzato alla produzione di ristalli italiani con l’utilizzo del seme sessato per garantire e migliorare la rimonta nelle aziende di vacche da latte e l’utilizzo del seme di tori da carne, per la produzione di vitelli italiani da svezzare e poi destinare all’ingrasso, per una filiera tutta italiana.La Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) metterà a disposizione la piattaforma telematica di contrattazione che permette di concludere contratti in maniera semplice, rapida e regolamentata. Inoltre, nelle varie fasi commerciali, BMTI offrirà i propri servizi, tra i quali il servizio “mercato telematico sicuro” che copre dal rischio di insolvenza e i servizi finanziari collegati ai contratti conclusi sulla piattaforma telematica, quali factoring e anticipo fatture.BMTI punterà anche a diventare soggetto concreto nella quotazione dei prezzi di borsa, partendo da contratti conclusi nella propria piattaforma informatica.La commercializzazione dei bovini tramite la Borsa Merci Telematica consentirà di rispondere anche all’art.62 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1; infatti, ai sensi del decreto attuativo della legge 27/12, gli scambi di comunicazioni e contrattazioni effettuati nell’ambito della Borsa Merci Telematica Italiana assolvono agli obblighi di cui all’articolo 62.Il direttore di BMTI, Annibale Feroldi, durante il suo intervento, nel ringraziare e salutare tutti i presenti, ha rimarcato come questo sia il primo accordo ufficiale di filiera a cui BMTI partecipa.“Questo accordo – ha sottolineato il direttore – rappresenta una risposta concreta alla filiera dei bovini da carne. E’ un progetto ambizioso ma soprattutto coraggioso. BMTI, società delle Camere di Commercio, in questo accordo si mette a disposizione delle imprese per dare il giusto sostegno e supporto al sistema con i propri servizi, in particolare quelli assicurativi e finanziari”.Il direttore ha, inoltre, sottolineato e ringraziato la presenza di Agriventure e della Cassa di Risparmio del Veneto ricordando che il primo accordo con il sistema bancario per dare ossigeno alle imprese nei contratti fu siglato proprio con il Gruppo Intesa San Paolo.“Oltre a quanto sottolineato in termini di servizi – ha concluso il direttore – grazie a questo accordo verranno sicuramente raggiunti gli obiettivi prioritari di BMTI che sono la trasparenza dei mercati, l’omogeneizzazione dei prezzi e la trasparenza nella formazione dei listini. Tutto questo sarà supportato dalla possibilità per gli operatori di assolvere agli obblighi dell’art. 62 attraverso la formalizzazione dei contratti sulla piattaforma telematica”.

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Filiera Bioplastica

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 gennaio 2012

bioplastic logo design contest entry

Image by Shira Golding via Flickr

Cereplast Italia, filiale di Cereplast, Inc. ( Nasdaq: CERP). A seguito dell’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini pubblicata sul sito della camera dei deputati in data 17 gennaio la Cereplast Italia nota con piacere che all’interno del Parlamento Italiano comincia ad esserci la consapevolezza che la Green Economy può e deve rappresentare una risorsa sia per il rispetto dell’Ambiente, che per l’economia Italiana.In un momento non facile come questo che stiamo vivendo è necessario un impegno culturale affinché,soprattutto tra le nuove generazioni si diffonda un etica del rispetto dell’ambiente e si punti ad investire in settori come quelli della bioplastica che possono dare grandi soddisfazioni sia in termini economici che in termini ecologici.Sarà compito della Cereplast nel suo piccolo sensibilizzare l’opinione pubblica e chi ci amministra affinché si maturi la consapevolezza che non ci sono alternative all’innovazione ed alla sostenibilità ambientale.
Cereplast Italia e la filiale Italiana con sede a Milano e stabilimento ad Assisi (PG) di Cereplast, Inc. (Nasdaq: CERP) progetta e produce proprietarie a base biologica, materie plastiche sostenibili che vengono utilizzati come sostituti per la plastica tradizionale in tutti i principali processi di conversione – come lo stampaggio ad iniezione, termoformatura, soffiaggio ed estrusione – a una struttura di prezzo competitiva con le materie plastiche tradizionali. All’avanguardia di sviluppo materiale bioplastica, Cereplast adesso offre resine per soddisfare una varietà di esigenze dei clienti. ® resine Cereplast compostabili sono ideali per applicazioni monouso dove l’alta contenuti provenienti da fonti rinnovabili e la compostabilità sono vantaggiosi, soprattutto nel settore della ristorazione. Sustainables Cereplast ® combinano alto contenuto di resine provenienti da fonti rinnovabili con la durevolezza e la resistenza della plastica tradizionale, che li rende ideali per applicazioni in settori come l’elettronica di consumo automotive e imballaggio. Per saperne di più a http://www.cereplast.com. Si può anche visitare le pagine di Cereplast di social networking a Facebook.com / Cereplast, Twitter.com / Cereplast, Youtube.com / Cereplastinc e Stocktwits.com / simbolo / CERP. La Cereplast, il logo Inc. sono disponibili sul http://www.globenewswire.com/newsroom/prs/?pkgid=9567.

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La filiera del farmaco

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2011

Image representing Pfizer as depicted in Crunc...

Image via CrunchBase

In settimana il consiglio di presidenza di Federfarma si riunirà per esaminare la questione ma dal sindacato si fa già sapere che un’eventuale fuga in avanti dell’amministrazione regionale farebbe scattare ricorsi e interventi legali. Sulla stessa linea Farmindustria, che lancia alla Toscana inviti accorati alla riflessione. «Nei progetti caldeggiati dalla Regione» commenta il vicepresidente dell’associazione produttori, Emilio Stefanelli «non riusciamo a vedere risparmi sufficienti a giustificare i danni che invece arrecherebbero al sistema paese: perché si attaccherebbe il comparto produttivo italiano aprendo così le porte del nostro mercato a industrie di stati che possono ovviamente permettersi altri prezzi. Il risultato sarebbe quello di mettere in ginocchio aziende di questo paese che esportano e quindi creano ricchezza e lavoro». Queste, tra l’altro, saranno le considerazioni che Farmindustria cercherà di trasmettere al governo toscano: «Vogliamo spiegare alla parte politica dell’amministrazione le ricadute di questo tipo di provvedimenti» prosegue Stefanelli «e lo stesso faremo con la parte politica della Conferenza delle Regioni, perché ci preoccupano i progetti toscani e ci preoccupano anche le eventuali imitazioni da parte di altri governi». Per gli stessi motivi, Farmindustria non esita a lanciare un messaggio anche ai titolari toscani, che domenica prossima si riuniranno in assemblea per decidere se collaborare o “boicottare” il sistema delle gare (in cui le farmacie potrebbero entrare occupandosi della dispensazione in modalità dpc): «Può anche darsi che i farmacisti abbiano qual cosina da guadagnare dal sistema che prospetta la Regione» osserva Stefanelli «ma non c’è dubbio che alla fine i danni al sistema supererebbero ampiamente i vantaggi». E di Toscana s’è parlato anche al sesto forum Meridiano sanità, organizzato ieri a Cernobbio, in provincia di Como, da European house Ambrosetti. «Le gare in equivalenza terapeutica» ha detto senza mezzi termini Ugo Cosentino, chairman dell’Iapg (Italian american pharmaceutical group) e amministratore delegato di Pfizer Italia «uccidono l’innovazione e sono una deterrenza per chi investe in questo paese».(fonte farmacista33)

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Toscana: auto all’idrogeno

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

“Mi auguro che nel 2012 fra le auto di servizio della Regione Toscana per i trasporti in città possa trovare posto almeno una vettura alimentata a idrogeno e che l’esempio sia imitato anche da altre amministrazioni pubbliche”. Stella Targetti, vicepresidente di Regione Toscana con delega alla ricerca, coglie l’occasione di un convegno (“Progetto H2 filiera Idrogeno“), per “esprimere grande soddisfazione davanti all’alto livello della ricerca toscana” sottolineandone “le interessanti ricadute in termini di trasferimento tecnologico, di livelli occupazionali, di contributo effettivo all’economia”.
Il convegno, organizzato da Regione e Università di Pisa, ha presentato i risultati di una ricerca che la stessa Regione, attraverso un finanziamento CIPE di circa 5 milioni di euro, aveva affidato tre anni fa all’ateneo pisano (Facoltà di Ingegneria) e che è stata poi svolta anche in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna.
Sulla base dell’equazione “sostenibilità ambientale = sviluppo”, la ricerca è stata finalizzata a una mobilità pulita e sostenibile incentrata sull’uso dell’idrogeno come vettore energetico. In particolare il progetto si è prefisso di sviluppare il settore delle tecnologie di produzione, distribuzione, stoccaggio dell’idrogeno per la propulsione in veicoli: questo attraverso motori endotermici a idrogeno o con veicoli, sempre a idrogeno, dotati di celle a combustibile.

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La filiera del comparto vitivinicolo

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

Istituire una doc regionale Friuli Venezia Giulia, superare la frammentazione del comparto vitivinicolo e riorganizzare la filiera. Sono gli obiettivi del nuovo progetto di Confcooperative Fvg, presentati oggi da Nicola Galluà (segretario generale dell’organizzazione cooperativa) e Giorgio Giacomello (presidente di Fedagri Fvg), all’assessore alle risorse rurali, Claudio Violino, in chiusura della riunione del Tavolo verde svoltasi presso la sede della Regione. «Una riflessione sull’organizzazione del settore vitivinicolo è doverosa: il superamento dell’attuale condizione di frammentazione nella filiera è condizione indispensabile per valorizzare la nuova doc Friuli Venezia Giulia e, con essa, rafforzare la capacità della produzione vinicola regionale di essere competitiva nel mercato interno ed estero», afferma Giacomello che ricorda come le cantine cooperative aggreghino il 40% delle uve lavorate in regione e rappresentino un sistema agroalimentare con oltre 2.500 viticoltori associati e una crescita a due cifre dell’export, nel 2010 (+11,7%).

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La ristorazione salva la filiera

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2011

In un contesto di caduta della domanda a livello europeo, la ristorazione italiana rappresenta un’eccezione. Il settore dei consumi fuori casa risulta nel nostro paese in crescita e si conferma avere una funzione anticiclica nell’ambito dell’agroalimentare e rappresenta l’ancora di salvezza per molte imprese della filiera. È quanto emerge dalla ricerca del Centro studi Fipe “L’Europa al ristorante: consumi e imprese” con la quale è stata inaugurata alla presenza dell’on. Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, “Sapore 2011”, la quattro giorni di Mostra Internazionale dell’Alimentazione in calendario da sabato alla Fiera di Rimini. Lo studio è a tutti gli effetti una fotografia dei consumi in Europa dell’ultimo decennio con un particolare approfondimento sul settore alimentare domestico e fuori casa. I consumi alimentari – si legge nella ricerca – restano una voce di spesa di primaria importanza. Essi valgono, nell’Unione Europea, 882 miliardi di euro pari al 13,1% della domanda complessiva. Soltanto per l’abitazione gli europei spendono di più. Se poi si includono nella spesa alimentare anche la quota destinata ai consumi fuori casa, pari a 468 miliardi di euro, l’alimentare rappresenta un quinto del budget complessivo di spesa dei cittadini europei. In dieci anni i consumi alimentari sono aumentati, in Europa, di 58 miliardi di euro, 37 in casa e21 fuori casa, con tassi di crescita identici (circa 5 punti e mezzo percentuali). La crescita è da attribuirsi per due terzi ai consumi alimentari in casa e per il restante terzo a quelli fuori casa. A livello di eurozona il contributo del consumo domestico è ancora più significativo ad indicare che nei Paesi economicamente più forti si sta registrando un deciso rallentamento dei consumi in bar e ristoranti a vantaggio di quello in casa. C’è, tuttavia, un’eccezione Italia. Nel nostro Paese la crescita della domanda alimentare è da attribuirsi per la quasi totalità al fuori casa. In termini di spesa pro-capite i consumi alimentari domestici, espressi in standard di potere d’acquisto, collocano l’Italia in un gruppetto di Paesi che risulta assai disomogeneo in termini di livelli di sviluppo. I modelli di consumo dipendono anche dalle storie dei Paesi, dai modelli culturali, dai modelli di produzione. Anche in relazione ai consumi alimentari extradomestici, quote elevate di consumi fuori casa non sempre corrispondono a livelli più alti di consumi pro-capite. E’ il caso, ad esempio, di Spagna e Italia rispetto a Regno Unito, Danimarca o Lussemburgo. L’Italia si colloca di venti punti percentuali al di sopra dei valori medi dell’Europa a 27 Paesi e dell’eurozona. Anche sul fronte dei prezzi – viene spiegato nella ricerca – esiste una leggenda metropolitana. I dati mostrano che a partire dal 2005 il tasso di crescita dei prezzi della ristorazione è stato in Italia, con l’eccezione del solo 2010,costantemente al di sotto delle medie dell’Unione europea e dell’eurozona. Le circostanze che i tassi di inflazione della ristorazione seguano in tutta Europa una traiettoria simile e che i differenziali con l’inflazione generale risultino abbastanza omogenei stanno lì a dimostrare che i meccanismi di formazione del prezzo di questo settore sono guidati da logiche imprenditoriali adeguate alle caratteristiche del settore. L’intera ricerca è scaricabile da:  http://www.fipe.it /fipe/Centro-stu/Ricerche/L-EUROPA-AL-RISTORANTE-2011-con-cope.pdf

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Trasparenza nella filiera lattiero-casearia

Posted by fidest press agency su sabato, 12 febbraio 2011

“Affermare prassi di legalità e trasparenza operativa nella filiera lattiero-casearia è un modo efficace non solo per tutelare la salute del consumatore ma anche la salute delle stesse aziende del comparto, dalla cui capacità di stare efficacemente sul mercato dipende l’economia e l’occupazione di intere comunità della nostra Puglia. La concorrenza sleale va combattuta e debellata, in quanto danno economico con serie conseguente sociali”. Lo ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi, intervenendo all’iniziativa di difesa della filiera lattiero-casearia tutta italiana, promossa stamani nell’ente camerale barese da Coldiretti e CNA di Bari. “L’alleanza fra allevatori e trasformatori per contrastare il fenomeno – ha aggiunto Ambrosi – vedrà il pieno sostegno della Camera di Commercio di Bari, che oltre ad essere casa delle imprese lo è di tutte le associazioni di categoria. Al fronte del latte si combatte senza esclusione di colpi. Gli operatori hanno bisogno di avere interlocutori istituzionali in Italia come a Bruxelles pronti ad accogliere le loro istanze e soprattutto di interventi urgenti  in materia di etichettature, monitoraggio delle dinamiche dei costi, intensificazione dei controlli sanitari e maggiore sostegno istituzionale per la diffusione del consumo dei prodotti agricoli regionali. Non faremo mancare il sostegno della Camera di Commercio di Bari a tutte quelle iniziative che contribuiscano a rendere il concetto di identità di prodotto – in tutti gli anelli della filiera, anche quello della distribuzione commerciale  – un elemento concreto e percepibile dal destinatario finale e che accrescano la fiducia tra produttore e consumatore. C’è bisogno di operare in un clima di maggiore sicurezza, che  non può che far bene al mercato”.

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Filiera del farmaco

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2010

Roma convegno “Filiera del farmaco: impatto della recente manovra. Tra politiche pubbliche e strategie dell’industria farmaceutica”. Organizzato dalla LUISS Business School, vede la partecipazione di esponenti delle istituzioni come Fulvio Moirano, Direttore dell’ Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, Paolo Daniele Siviero, Coordinatore Area Strategia e Politiche del Farmaco dell’Aifa; dell’industria, come Giorgio Foresti, presidente di AssoGenerici, e Emilio Stefanelli, vicepresidente Farmindustria, del mondo scientifico, Silvio Garattini direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, e della professione: Maurizio Pace, segretario della Federazione degli Ordini dei Farmacisti  Italiani, Laura Fabrizio, presidente della SIFO e Annarosa Racca presidente di Fede rfarma.

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Il futuro della filiera meccanica?

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

Roma 29 settembre p.v. si terrà il convegno “Rappresentare la domanda formativa delle filiere meccaniche” organizzato da FormaMec e Ial-CISL al Grand Hotel Palatino, realizzato con il coordinamento dell’Università Statale di Milano grazie ai Piani Formativi Conto Sistema finanziati da Fondimpresa. FormaMec svelerà i risultati della ricerca volta a dare una risposta efficace ai bisogni di tutte le aziende della filiera meccanica che vogliono superare con successo la crisi economico-finanziaria. Dati e conclusioni sorprendenti che non mancheranno di destare interesse nei player di mercato e della politica italiana. Interverrà all’evento, tra gli altri, il D.G. di Fondimpresa Michele Lignola e i rappresentanti delle principali organizzazioni datoriali e sindacali del settore. Verrà, infatti, animata una tavola rotonda per analizzare criticità e potenzialità del nuovo ruolo delle Parti sociali visti non più come meri regolatori del mercato del lavoro, ma come parte attiva nella formazione di un’economia della conoscenza basata sull’innovazione e sul ruolo strategico della formazione bilaterale.

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