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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘filiere’

Fondo per le filiere della pesca e dell’acquacoltura

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

“È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’atteso decreto di riparto dei fondi per lo sviluppo e il sostegno delle filiere della pesca e dell’acquacoltura, a cui sono destinati 20 milioni di euro. Un risultato importante che si poggia sulle risorse che abbiamo inserito nell’ultima Legge di Bilancio per aiutare uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia a causa della chiusura del canale Ho.re.ca che, con ristoranti e mense, rappresenta il principale mercato per il pesce fresco nazionale”. Ad annunciarlo è il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura e primo firmatario della proposta di legge di riforma del settore ittico in attesa di approvazione definitiva al Senato.“La gran parte delle risorse, pari a 15 milioni di euro – prosegue – è assegnata alla pesca marittima con i contributi alle imprese armatrici che saranno riconosciuti in funzione della stazza delle imbarcazioni. All’acquacoltura vanno 3,5 milioni di euro: da un minimo di 5.000 euro per le microimprese a cui è assegnato l’85% dei fondi a un massimo di 20.000 euro (5% del totale)”.“Infine, 1,5 milioni di euro sono dedicati alla pesca nelle acque interne: 993mila euro in Veneto, 143mila in Sardegna, 104mila in Lombardia, 75mila in Puglia, 70mila in Emilia-Romagna e il resto suddiviso tra le altre regioni” conclude.

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La brasiliana JBS e la deforestazione delle sue filiere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

In seguito anche alle denunce di Greenpeace, la brasiliana JBS, la maggiore azienda di lavorazione della carne a livello mondiale, ha annunciato che eliminerà la deforestazione dalle proprie filiere non prima del 2035, per raggiungere la neutralità carbonica (zero emissioni nette) entro il 2040. “Le foreste e altri importanti biomi rimarranno quindi in pericolo per altri 14 anni: chi continuerà ad acquistare da JBS rimarrà complice di deforestazione. Inoltre, JBS non ha intenzione di intervenire sulla principale fonte delle sue emissioni di gas a effetto serra: la produzione di carne. Inoltre, nel 2009, JBS si era già impegnata a eliminare la deforestazione dell’Amazzonia dalle sue filiere entro il 2011, ma non è stato così. Servono azioni urgenti e concrete per la salvaguardia delle foreste ” commenta Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia.Nel 2020, anno segnato dalla pandemia di Covid-19 e da importanti stravolgimenti economici, le esportazioni di carne bovina del Brasile hanno stabilito un nuovo massimo storico.Nella recente indagine “Foreste al macello III – Il caso Pantanal”, Greenpeace International ha identificato quindici aziende agricole, legate ai devastanti incendi dello scorso ottobre nel Pantanal, che sono fornitori attuali o recenti (2018 – 2019) delle principali aziende brasiliane di lavorazione delle carne: JBS, Marfrig e Minerva. Tra il 1 gennaio 2019 e il 31 ottobre 2020, l’Italia si è affermata come il principale importatore di carne brasiliana dell’Ue e il sesto a livello mondiale. Nel nostro Paese, infatti, sono state importate 17.338 tonnellate di carne e prodotti a base di carne per un valore di circa 96 milioni di dollari, da dodici stabilimenti appartenenti a JBS, Marfrig e Minerva. Mentre il Pantanal bruciava, tra il 1 luglio 2020 e il 31 ottobre 2020, sono state spedite in Italia 2.980 tonnellate di carne e prodotti a base di carne (il 17 per cento del totale da gennaio 2019), che sono finiti in ristoranti, mense, hotel e catering del nostro Paese.”Il tempo degli impegni disattesi è finito. L’Ue deve approvare al più presto una legge per imporre alle aziende e al settore finanziario di non essere più complici della distruzione degli ecosistemi e di violazioni dei diritti umani” conclude Borghi.

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Sicurezza alimentare e Covid-19, come proteggere le filiere?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

Il webinar si tiene stamani 4 dicembre 2020, ore 10.00-13.00. Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) l’impatto economico negativo della pandemia da Covid-19 durerà anni. Le ripercussioni nel settore alimentare sono gravi, a soffrirne tutte le filiere che vuol dire gli agricoltori, i sistemi di stoccaggio e di trasformazione del cibo, i trasporti. In un momento come questo è ancora più lampante come la sicurezza alimentare rappresenti una condizione indispensabile per tutti e quanto sia fondamentale il ruolo di agenzie internazionali come il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).Cosa sta facendo il Governo italiano per la sicurezza alimentare come condizione mondiale? Come lavorano assieme Italia e realtà internazionali? Come sostenere i sistemi agricoli e aiutare le filiere produttive ad adattarsi alle emergenze? Cos’è il food divide? Sono alcune delle domande a cui darà risposta il webinar “La Sicurezza alimentare durante l’emergenza Covid-19, quali sono i passi compiuti dall’Italia e dalle istituzioni internazionali?”.Relatori: Emanuela Claudia Del Re, Viceministra per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale Luis Jimenez-McGinnis, Segretario, IFAD Andrea Segré, professore all’Università di Bologna, fondatore della campagna Spreco Zero e di Waste Watcher, l’Osservatorio nazionale sugli sprechi e l’economia circolare Paolo Silveri, Lead Regional Economist, Divisione America Latina e Caraibi, IFAD Coordina Maria Cuffaro, giornalista Rai tg3.

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Recovery Fund occasione per creare filiere zootecniche italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

Con la trasmissione al Parlamento della proposta di linee guida per l’elaborazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Governo ha ora avviato una fase di confronto sul programma da finanziare con il Recovery Fund. Il piano conterrà i progetti di investimento e riforma nel solco di un disegno complessivo di transizione verso un’economia più sostenibile. E a questo riguardo un apporto significativo per questa transizione green non potrà che arrivare dal settore agro-alimentare-zootecnico. “Un profondo rinnovamento dell’agricoltura e della zootecnia italiana con un progetto per il suo rilancio nel breve e nel medio periodo non è dunque più rinviabile”, sottolinea Marcello Veronesi, Presidente di ASSALZOO. “Come più volte ha recentemente ribadito anche la Ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova – continua Veronesi – il settore agroalimentare svolge un ruolo strategico per la crescita economica nazionale. Tuttavia, affinché questo ruolo sia ancora più incisivo, è fondamentale superare le criticità che da troppo tempo lo penalizzano. Sono tre le direttrici lungo le quali investire le risorse del Recovery Fund a disposizione dell’Italia: – produttività, far tornare la Dieta mediterranea al centro della tavola per il cittadino italiano di ogni ceto; – innovazione, dare nuove valenze ai nostri prodotti; – competitività, rafforzare la produzione agroalimentare di qualità e le eccellenze imprenditoriali nazionali, che hanno creato questi prodotti sempre più espressione di rapporti integrati dal campo alla tavola”. “Solo così l’Italia potrà essere più competitiva sui mercati internazionali, senza contare gli enormi benefici che ciò può determinare in termini di ripresa economica, di occupazione e di valorizzazione di tutte quelle aree che oggi soffrono una vera depressione economica nonostante abbiano tutte le potenzialità per favorire il rilancio e lo sviluppo di un sistema produttivo sostenibile e vitale per tutto il Sistema Paese”, conclude il presidente di ASSALZOO.

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Sostegno alle filiere zootecniche

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2020

Con l’intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni è ormai in dirittura d’arrivo il decreto del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali contenenti le misure a sostegno delle filiere zootecniche. Un fondo da 90 milioni di euro a beneficio dei comparti più colpiti dalla crisi economica correlata alla pandemia di CoVid-19. “Si tratta di una boccata di ossigeno vitale per il settore agro-alimentare-zootecnico italiano che accogliamo con favore”, è il commento di Marcello Veronesi, presidente di ASSALZOO, Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici.“Una misura che gli allevatori aspettavano da tre mesi – continua Veronesi – e che permetterà di ottenere liquidità in comparti in grave sofferenza. Tuttavia non possiamo considerarla uno strumento sufficiente per il rilancio del settore: servono altri interventi per far ripartire i consumi interni e per risollevare l’export nazionale”. Le filiere zootecniche destinatarie di questo provvedimento saranno, in base alle indicazioni emerse, la suinicoltura, il settore ovicaprino, quello cunicolo e quella del vitello da carne. Per la filiera del latte bufalino sono stati stanziati ulteriori 2 milioni in aggiunta alle risorse già definite ad aprile.Come ha ribadito la ministra Teresa Bellanova sono i comparti che hanno subito gravissime ripercussioni dalla crisi economica in atto e che non godono di aiuti strutturali adeguati. Gli allevatori hanno dovuto scontare la riduzione della domanda di animali da macellare e il rallentamento delle attività di trasformazione correlate alla chiusura del canale Horeca. Di conseguenza hanno dovuto sostenere maggiori costi nei propri allevamenti. Questo processo non ha risparmiato il settore delle Dop e dei prodotti premium dell’agroalimentare italiano.Le risorse stanziate dal Ministero saranno ripartite su due linee di finanziamento.La prima riguarda aiuti alla macellazione di suini, vitelli, ovicaprini e conigli, per complessivi 63 milioni di euro e con un tetto massimo di 100.000 euro per azienda agricola.La seconda, per complessivi 25 milioni di euro, è destinata a finanziare l’ammasso privato per 90 giorni, di carni di vitello e di prosciutti DOP. “Proprio quest’orizzonte temporale rende incerti gli effetti della misura definita dal decreto ministeriale”, evidenzia Veronesi. “Al termine di questi 90 giorni i prodotti ritirati dovranno essere reimmessi sul mercato con il rischio che la situazione generale di queste filiere si ripresenti nelle stesse condizioni di oggi. Sono pertanto necessari ulteriori provvedimenti che possano completare questo primo intervento del Ministero delle Politiche agricole, in particolare sul fronte della domanda domestica e di un convinto sostegno all’export”, conclude il presidente di ASSALZOO.

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Governo non affronta crisi delle filiere agricole

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

“Per quanto riguarda gli aiuti all’agricoltura, ricordo che degli 80 milioni di euro stanziati con il dl Cura Italia prima e il dl Rilancio adesso, solo il 2% è destinato al comparto agroalimentare. Risorse insufficienti e quasi pari allo zero se si pensa l’importanza del settore per l’Italia soprattutto in termini di Pil” così il senatore Patrizio La Pietra capogruppo di FdI in commissione Agricoltura durante l’audizione di oggi sulla crisi delle filiere agricole.
“Sulla promessa liquidità e sui 450 miliardi di garanzie che lo Stato diceva di mettere a disposizione, ad oggi risultano solo 25 miliardi di finanziamenti. Il motivo è che sembra che il fondo di garanzia in questione non sia coperto da risorse vere ma che la cifra reale messa a disposizione dal governo corrisponda a poco meno di 3 miliardi. E poi c’è il problema delle risorse a pioggia, che intervengono un pò su tutto senza essere sufficienti a nessuno. Su questo aspetto invito il governo a pensare interventi più diretti, che permettano di agire in maniera specifica su quei settori che richiedono attenzioni particolari. Un esempio su tutti è il florovivaismo, caratterizzato da peculiarità e caratteristiche che necessitano interventi mirati” conclude La Pietra.

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Ogm: Salvare il riso

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2010

Nella patria del Vialone nano, in provincia di Verona, Greenpeace lancia l’appello “Giù le mani dal nostro riso” per proteggere il riso e l’agricoltura italiana dagli OGM. Aderiscono il Sindaco e il Presidente dell’Ente fiera del riso di Isola della Scala. Anche il riso, un prodotto tipico di aree importanti del nostro Paese, ora viene messo in pericolo da poche aziende multinazionali che cercano di monopolizzare il mercato, imponendo rischiosi prodotti geneticamente modificati. Un progetto attuato anche grazie alla decisione di autorizzare la patata Ogm con una procedura forzata e grazie alla recente sentenza del Consiglio di Stato che rischia di avviare la coltivazione di mais transgenico in Italia. L’obiettivo evidente è di contaminare, come già successo negli Usa o in Argentina, le filiere agricole: per sempre! «Gli Ogm in agricoltura si traducono in pericoli e contaminazioni imprevedibili e non voluti. – sostiene Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace. – Chiediamo al Ministro Zaia e al Governo italiano di adottare immediatamente le clausole di salvaguardia nazionale, per impedire la coltivazione sia del mais che della patata Ogm sul territorio italiano e proteggere così la nostra agricoltura, i nostri agricoltori e i consumatori». «La nostra adesione all’appello lanciato da Greenpeace diviene ancora più forte dopo il via libera dell’Europa alla patata transgenica. – affermano il sindaco Miozzi e il presidente Gazzani  – La nostra contrarietà agli Ogm è netta e chiara. Il riso è un bene troppo prezioso per il nostro territorio perché divenga biotech: rappresenta la nostra storia, la nostra cultura, la nostra tradizione e vuole continuare a essere anche in futuro la nostra ricchezza e il nostro orgoglio. L’impegno dei prossimi mesi sarà proprio far crescere e alimentare la cultura del non geneticamente modificato».

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