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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Posts Tagged ‘filler’

Intervista con il professor Nicolò Scuderi Direttore della Cattedra di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Università “La Sapienza” di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2016

Nicolò ScuderiD. Che differenza esiste con gli altri filler?
R. A differenza degli altri filler, Algeness è 100% naturale e biodegradabile. Algeness permette di raggiungere gli effetti volumizzanti che danno un aspetto giovane senza l’aggiunta di sostanze chimiche aggiuntive, solventi o agenti cross linkati, viene inoltre assorbito in modo completo e sicuro nel corso del tempo grazie ai meccanismi naturali del corpo.
D. Quali zone potrebbero rivelarsi problematiche con l’utilizzo di Algeness?
R. Non iniettare mai Algeness in superficie. Si raccomanda fortemente di non utilizzare i filler Algeness nell’area periorbitale.
D. In quali strati della pelle è possibile iniettare Algeness?
R. I filler Algeness a più alta concentrazione dovrebbe essere iniettata in profondità e mai in superficie. Si raccomanda perciò di utilizzare le formule VL e DF esclusivamente nella zona subdermica, sottocutanea o del sovra periosteo.
D. Esiste una differenza nella tecnica iniettiva tra Algeness e HA?
R. Esiste una lieve differenza nell’iniettabilità dell’HA in confronto ad Algeness dovuta alla differenza di densità del materiale e alla profondità di iniezione. Si consiglia di iniettare Algeness lentamente e massaggiare in profondità per evitare la formazione di grumi ed ottenere da subito i risultati desiderati.
D. E’ possibile iniettare Algeness in un’area in cui è stato iniettato Radiesse (o filler simile) un anno prima?
R. Non esiste motivo per cui Algeness non possa essere iniettato in un’area in cui già altri filler siano stati utilizzati. Tuttavia ciò richiede ulteriori analisi considerata la probabile interazione con il componente di calcio contenuto in Radiesse. Non si sono riscontrate interazioni sfavorevoli con altri innesti assorbibili.
D. E’ doloroso?
R. Tutte le iniezioni possono causare fastidio; tuttavia, il dottore potrebbe decidere di applicare una crema anestetizzante sulla zona trattata per intorpidirla.
D. Che tipo di risultato può attendersi il paziente?
R. Il filler sottocutaneo Algeness consente di ottenere un aspetto giovane e naturale riempiendo le linee attorno alla bocca, le pieghe nasolabiali così come le zampe di gallina e le rughe della fronte. Consente inoltre di rimodellare e aggiungere volume alle labbra e sollevare le guance.
D. Quanto dura l’effetto?
R. Gli effetti correttivi di Algeness durano solitamante circa 12 mesi o più, in base alla quantità iniettata e alla profondità di iniezione.
D. Quali sono gli effetti collaterali?
R. A seconda dell’area trattata, la procedura è relativamente indolore, sebbene possa causare lieve fastidio in corso di trattamento nelle zone sensibili del naso e delle labbra. Potrebbe verificarsi del rossore attorno al sito iniettato per 1-2 giorni. Grazie alla sua esclusiva biocompatibilità, le reazioni allergiche post-trattamento sono minime.
D. Quali sono i tempi di recupero?
R. I tempi per la procedura possono variare dai 20 ai 25 minuti, a seconda del livello di correzione richiesto dal paziente. I tempi di recupero possono variare da poche ore a diversi giorni in base all’area trattata. Di norma i pazienti trattati con Algeness possono tornare alle loro normali attività subito dopo il trattamento. (By Andrea Sermonti)

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Nasce l’ambulatorio FIF per le complicanze da filler

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2016

La presenza di sempre più numerose sostanze iniettabili per uso estetico e l’aumento di operatori del settore ha determinato un aumento dell’incidenza di complicanze da filler. Questo ha reso necessario un accordo di linee guida il più ampio possibile tra gli operatori del settore utilizzatori di sostanze iniettive per uso estetico (Linee Guida – La medicina Estetica – Anno 32 Numero 1/2008) e di costituire nel tempo un centro di eccellenza che rappresenti un punto di riferimento sul territorio per la gestione delle complicanze da filler. Le raccomandazioni di comportamento clinico, prodotte attraverso un processo sistematico, hanno lo scopo di assistere medici e pazienti nel decidere quali siano le modalità di assistenza più appropriate in specifiche circostanze. I suggerimenti delle linee guida evidenziano l’importanza delle caratteristiche primarie che un filler deve avere: non sensibilizzante, totalmente riassorbibile, non cancerogeno, atossico, non immunogeno, non migrante, di consistenza il più simile possibile al tessuto ospite, con ampia e probante documentazione scientifica. Il non rispettare le suddette caratteristiche e le controindicazioni assolute e relative all’impiego di filler aumenta sicuramente il rischio di complicanze meno gravi come ematomi, gonfiori, bruciori, dolore e prurito e più gravi come noduli, granulomi e necrosi. Lisola-tiberina3a costituzione di un ambulatorio dedicato alla gestione delle complicanze da filler nell’ambito dell’Ambulatorio di Medicina Estetica dell’Ospedale Fatebenefratelli – Isola Tiberina di Roma, polo di riferimento sul territorio, rende possibile da un lato una maggiore sensibilizzazione degli operatori del settore a rispettare i suggerimenti delle linee guida e dall’altro a far gestire da esperti il trattamento delle complicanze più gravi. Nell’ambito della struttura ambulatoriale il paziente viene valutato dal punto di vista clinico, con esame ecografico del derma (che permette una precisa caratterizzazione del danno e del materiale presente nel distretto indagato). In alcuni casi possono essere prescritte ulteriori indagini (ematochimiche, radiologiche, ecc). I pazienti pervenuti con diagnosi di complicanza da filler vengono trattati con terapia specifica (farmacologica e/o chirurgica) fino alla risoluzione del caso. Tutti i pazienti sono sottoposti a follow up nel corso del tempo. “L’ambulatorio, da me voluto nel 2009 e affidato da 2 anni alla dottoressa Gloria Trocchi, ha rappresentato un momento fondamentale nella crescita del SAMEst – dice il presidente della SIME Emanuele Bartoletti – Dal 2009 abbiamo visitato oltre 150 pazienti, la maggior parte con danni da filler permanenti, soprattutto nei primi anni. Oggi, grazie anche alla nostra campagna contro i filler permanenti, assistiamo ad una riduzione delle complicanze dovute a queste sostanze. Anche se purtroppo, essendo filler permanenti, possono creare problemi anche dopo anni dall’impianto”.

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La rinoplastica medica

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Mag 2015

rinoplastica12La rinoplastica medica è una vera e propria rivoluzione degli ultimi anni. “Va subito detto che la rinoplastica medica ha dei limiti – precisa Emanuele Bartoletti, neopresidente della SIME e del XXXVI° Congresso – non consente ad esempio di effettuare interventi riduttivi. Se invece il naso è di dimensioni corrette, ma è presente qualche difetto (naso insellato, presenza di un leggero gibbo, naso con la punta in basso, naso leggermente storto), le correzioni possono essere fatte semplicemente con dei filler a base di acido ialuronico o di idrossiapatite di calcio, le sostanze più utilizzate.I risultati si vedono immediatamente e si raggiungono man mano che si inietta il filler; quindi si può tranquillamente decidere con il paziente quando fermarsi. Anche qui non si tratta di una vera e propria correzione, ma a sorta di camouflage. Per correggere un gibbo, è necessario riempire sopra e sotto, non posso tagliare il gibbo. L’acido ialuronico fatto sul naso dura tra l’altro tantissimo (anche un anno un anno e mezzo) perché è poco vascolarizzato e perché c’è meno movimento. Naturalmente, anche in questo caso è necessaria una buona conoscenza dell’anatomia e una buona esperienza. Anche in questo caso si lavora in una zona potenzialmente pericolosa e esposta a complicanze: iniettando una quantità eccessiva di filler, ad esempio, si corre il rischio di comprimere i vasi e di provocare una necrosi cutanea. Sono stati descritti più casi di necrosi cutanea della punta, per un’infiltrazione eccessiva sulla punta o a livello dei solchi naso-genieni, per la compressione delle arterie che salgono a questo livello. Anche in questo caso è fondamentale lo studio del soggetto e la scelta della correzione più adeguata. Ad esempio per far sembrare una punta del naso un po’ più proiettata verso l’alto, basta allargare un po’ l’angolo naso-labiale e la punta sembra ‘rialzarsi’. Si conferma la scarsa utilità della tossina botulinica per il sollevamento della punta, che qualcuno aveva proposto per il trattamento del muscolo mirtiforme o depressore del setto nasale (quello che quando ridiamo, ‘tira’ giù il naso).

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Bellezza: arriva la “soft restoration”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2010

Rimodellare il viso intero senza ricorrere a mille fastidiose punture, in poco tempo, e senza timore di postumi dolorosi. Quello che per molte donne era un sogno ora è possibile, grazie alla “soft restoration”, la nuova tecnica che combina i tradizionali filler con delle innovative microcannule flessibili, limitando al massimo l’uso degli aghi. «Una novità davvero rilevante -commenta Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano socio del Sicpre, la Società italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica-. Fino a oggi, per intervenire con i filler su tutto il viso era necessario praticare più iniezioni, in molti punti diversi. Il nuovo strumento permette invece di fare poche punture, funzionali a introdurre sottopelle delle cannule che vengono poi direzionate nelle zone desiderate». Una tecnica insomma che rende ancora più “soft” la medicina estetica: il fastidio durante il trattamento è minimo, e ridotti sono anche il gonfiore e i lividi che solitamente compaiono dopo un intervento “classico”. «L’effetto è immediato, e può essere paragonato a quello di un lifting, non chirurgico» aggiunge Gilardino. La soft restoration è la soluzione perfetta per chi accusa i primi segni dell’età, e vuole mantenere un volto naturale e armonico: «La consiglio soprattutto alle donne che hanno superato i 45 anni e desiderano continuare ad avere un viso fresco e giovane, combattendo i primi, piccoli, inestetismi che rendono l’aspetto stanco e sciupato» suggerisce la dottoressa.
Come funziona? L’intervento si effettua in ambulatorio e dura 30-40 minuti. Il medico pratica con l’ago pochi fori d’ingresso, due o tre per lato, e poi inserisce le microcannule, lunghe e flessibili. Con queste va a raggiungere le zone che hanno bisogno di essere riempite con i filler di acido ialuronico, contenenti un anestetico locale. Il materiale morbido e la punta arrotondata delle cannule sono delicati su tessuti e capillari: traumi ed ecchimosi saranno un ricordo lontano.
La soft restoration è praticata da qualche anno negli Stati Uniti e in Germania. In Italia è arrivata solo da qualche mese con i prodotti della Q-Med. Il trattamento completo, con l’impiego di quattro fiale di prodotto, costa intorno ai 1200 euro.
Patrizia Gilardino – Profilo professionale. Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano nel 1988, Patrizia Gilardino si è specializzata nella Scuola di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell’Università degli Studi di Milano nel 1993. Iscritta all’Ordine dei Medici di Milano dal 1989, ha lavorato fino al 2003 all’Unità Funzionale di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Multimedica di Sesto San Giovanni. Esercita la libera professione in diverse strutture milanese: Poliambulatorio della Guardia di Finanza di Milano, Centro Dermatologico Europeo e nel proprio studio di via Colonna, a Milano.. http://www.gilardinochirurgiaestetica.eu.

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La chirurgia estetica può attendere

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Mag 2010

La tossina botulinica, il più efficace agente miorilassante utilizzato anche per le rughe glabellari, è affiancata oggi dalla gamma di filler Juvéderm, la più grande e affermata famiglia di dermal filler nel mondo. Una ricerca dell’American Society of Plastic Surgeons appena pubblicata rileva come il 14% degli iscritti ad un famoso social network sui trattamenti di chirurgia plastica ed estetica ha pianificato nel 201 un intervento con filler (11%) e botulino (3%).  Una percentuale che supera quella di coloro che hanno deciso per una addominoplastica (12%), mastoplastica additiva (8%) o liposuzione (8%). In principio era il lifting facciale, poi declinato nella sua versione ‘mini’, ma il presente vede protagonisti i “dermal filler” e il botulino, trattamenti iniettivi e mini-invasivi che hanno conquistato il pubblico di tutto il mondo per la loro versatilità.  Il botulino innanzitutto, noto in Italia con il nome commerciale Vistabex, indicato per le rughe glabellari da moderate a severe, ha il vantaggio di permettere un risultato prevedibile, ma anche modulabile a seconda della diluizione scelta dal medico. Basta una piccola quantità per ottenere un risultato naturale. Le pazienti chiedono spesso al medico: ‘ma mio marito, o le amiche, se ne accorgeranno?’ La risposta è no, in nessun modo, anche se avranno l’impressione di un aspetto DISTESO (e non TIRATO), RIPOSATO e fresco come dopo una lunga vacanza.   “L’utilizzo della molecola è infatti uno dei cardini di un trattamento che può essere modulato per ottenere il risultato desiderato – dice il Professor Niccolò Scuderi, Presidente del Collegio dei Professori di Chirurgia Plastica – rilassare rughe anche molto profonde e marcate oppure addolcire una mimica eccessiva che rende le espressioni del volto sgradevoli e stanche”.  L’obiettivo non è  spianare in maniera indiscriminata, talora basta bloccare alcuni muscoli e non quelli adiacenti. L’importante è sapere dove andare ad agire e quale risultato si vuole ottenere, per questo i medici che utilizzano il botulino per uso cosmetico e farmacologico sono sottoposti a training specifici per imparare ad usare questa sostanza nel migliore dei modi.   E poi la variegata famiglia di filler a base di acido ialuronico, Juvéderm, che permettono invece un trattamento medico-estetico delle rughe statiche, quelle dovute all’eredità genetica, al crono e al foto-invecchiamento. Filler a diverso peso molecolare a seconda della zona del volto da trattare e del risultato che si vuole ottenere. Ed oggi anche per il delicato tessuto delle labbra per le quali era necessario un filler morbido ma estremamente stabile per resistere al continuo movimento di questa zona: Juvéderm ULTRA SMILE, infatti, non solo permette un risultato armonico e naturale, ma ha una durata di circa 12 mesi, il che lo rende gradito alle pazienti più impegnate oltre a non diventare un onere economico troppo gravoso.  A completamento della gamma di filler riassorbibili mirati per le diverse zone del volto, oggi la famiglia Juvéderm può annoverare anche un trattamento specifico per la profonda idratazione della pelle del viso, Juvéderm HYDRATE, che combina le caratteristiche di morbidezza proprie della linea dei dermal filler Juvéderm a base di acido ialuronico con un anti-ossidante (il mannitolo) e può essere considerato il complemento ideale per altri trattamenti anti-aging. La ricerca è  quindi volta sempre di più ad ottenere una serie di trattamenti sempre più mirati e precisi per rendere personale e individuale il trattamento alla luce dei risultati globali armoniosi per un look che soddisfa, fidelizza e seduce chi ancora non l’ha provato.  “E i filler riassorbibili – continua il Professor Scuderi – a base di acido ialuronico e lidocaina, soddisfano sia il paziente per la personalizzazione del trattamento, che il medico per la facilità di somministrazione, un’esperienza indolore che permette di fidelizzare il cliente“.  La combinazione di entrambi i trattamenti per le diverse zone del volto è ormai la scelta più gradita sia dalle giovani donne che vogliono rallentare l’andamento del tempo, sia per i baby-boomers (la grande percentuale di persone nate nel dopoguerra) che hanno ancora molti anni davanti a sé.   Sono proprio loro, e vengono compresi anche gli uomini, a chiedere trattamenti correttivi mininvasivi, ambulatoriali, di medicina estetica. Non vogliono dimostrare più anni di quelli anagrafici e soprattutto vogliono stare bene con loro stessi, ma soprattutto chiedono trattamenti che li faccia apparire più freschi e non che stravolgano i lineamenti e l’espressività.

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Addio a borse e occhiaie

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

Sguardo stanco a causa di “borse” e occhiaie, ma troppa paura di affrontare il bisturi? La soluzione sono i “fillers” di ultima generazione che, se iniettati da mani esperte, possono cancellare le rughe di tutto il viso, donando un effetto lifting in mezz’ora, senza bisturi e anestesia. «Si tratta di un metodo sicuro che consente di ritardare l’appuntamento con il bisturi per diversi anni e che garantisce risultati naturali, a patto di rivolgersi a professionisti. I prodotti usati non danno allergie e durano a lungo, fino a un anno, ma nel caso in cui il risultato non sia soddisfacente è possibile ripensarci e tornare indietro. Il costo va dai 500 ai 1.000 euro». Parola di Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastica con studi a Genova, Torino e Milano, che ha partecipato a un corso pratico per iniettare filler tenuto a Porto Rico da Jose Raul Montes, chirurgo oculoplastico tra i massimi esperti a livello mondiale, da cui ha imparato le ultime novità e accorgimenti nel campo della medicina estetica.
Francesco Bernardini Laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’Università di Genova, Francesco Bernardini ha conseguito il Diploma di specializzazione in Oftalmologia all’Università di Genova. Dopo l’abilitazione professionale per gli Stati Uniti (1996), ha ottenuto una fellowship clinica di 2 anni in Chirurgia oculoplastica, ricostruttiva e orbitaria all’Università di Cincinnati in Ohio, Stati Uniti. È socio della Società oftalmologica italiana (Soi), Società italiana di chirurgia oftalmoplastica (Sicop), American Academy of Ophtalmology (Aao), European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs) e American Society Oculoplastic reconstructive surgery (Asoprs). Attualmente è libero professionista, consulente in diversi ospedali di Genova e Torino ed è professore a contratto per la chirurgia dell’orbita e delle palpebre all’Università di Genova. Ha partecipato come relatore a corsi e congressi internazionali in Italia e in tutto il mondo, ha organizzato 3 congressi internazionali in Italia e ha all’attivo una ventina di pubblicazione su riviste internazionali. I suoi studi privati si trovano a Genova, Torino e Milano (www.oculoplasticabernardini.it).

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