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Sole e cosmetici. Dopo il sole le creme antirughe sono efficaci?

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2015

prodotti cosmeticiDopo l’abbuffata di sole estivo, la pelle reclama il restauro. E allora di corsa in profumeria o in farmacia ad acquistare le creme antirughe. Ma sono efficaci? Non bisogna aspettare i miracoli dalle creme perche’ il loro effetto e’ piuttosto limitato. Le creme sono formate essenzialmente da grassi ed acqua, piu’ vitamine, acidi di frutta, estratti di alghe, di piante, ecc. L’efficacia relativa e’ dovuta all’effetto esfoliante degli acidi di frutta e della vitamina A, che attenua le rughe non le elimina. Occorrerebbe la prevenzione, visto che il sole e’ il responsabile principale dell’invecchiamento della pelle; a questo proposito basterebbe osservare le pelle del viso e quella i glutei di una persona anziana: tanto e’ rugosa la pelle della faccia quanto liscia quella del posteriore. Il motivo e’ semplice: il viso e’ perennemente esposto al sole (oltre che al freddo, al vento e all’acqua), le natiche sono protette. Quindi meno sole, meno rughe. In questo senso si stanno diffondendo creme da usare tutto l’anno che contengono piccole quantita’ di filtri solari, che hanno l’effetto di limitare i danni provocati dal sole, tra i quali appunto la formazione delle rughe. Insomma una prolungata esposizione solare estiva, soprattutto senza filtri, lascia i segni che difficilmente potranno essere cancellati. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Lara Kobal: “Le Maliziose“

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Trieste  La mostra rimarrà aperta fino al 3 febbraio 2011 nelle sedi: Conestabo Artgallery
via della Fonderia, 5 (primo piano) – Trieste  e Vetrina, via Udine, 2/1 – Trieste. “Gli acquerelli di Lara Kobal sono il suo diario intimo, fatto di colori ed energia che scorrono e si rincorrono sull’accogliente superficie della carta.  Attraverso di essi la giovane artista approfondisce la conoscenza di sé, raccoglie e tesse le proprie emozioni e le fa defluire, affacciandosi al mondo con semplicità, senza filtri, orpelli e sovrastrutture.  Il colore, fluido e vitale, si rapporta con lo spazio bianco del supporto, in una ricerca che si collega idealmente all’arte giapponese, in cui la nozione di vuoto, shunya non indica la vacuità, il nichilismo,  come lo intende l’occidente, ma rappresenta una condizione di possibilità, un potenziale dinamico in  continua trasformazione.  Nelle composizioni di Lara il vuoto non si oppone al pieno, ma dialoga incessantemente con esso; il vero  soggetto è quello che non viene immediatamente rivelato, ciò che si cela nell’intervallo tra un filamento  di colore e l’altro, tra il raccoglimento mentale e la gestualità della pennellata. Uno spazio vibrante, che  racconta più di tante stratificazioni. In esso percepiamo una svariata gamma di emozioni: i colori  vitali indicano l’entusiasmo non lambito da oscure pulsioni, la fiducia nell’aprirsi allo sguardo degli altri;  le volute cromatiche, ingentilite dalla diluizione dell’acqua, si muovono con un incantato stupore, fatto di slanci e riflessioni. Ma vi è anche una profondità dettata dal costante processo di maturazione, dalle esperienze che giorno dopo giorno si sedimentano e germogliano: ecco allora la Malizia che dà il titolo alle opere, sentimento sottile, in bilico tra eros e giocosità, che illumina l’artista e definisce la donna, le sue pulsioni, i suoi desideri. Pagina dopo pagina il diario si apre davanti ai nostri occhi, energico e raffinato, delicato e indissolubile  intreccio tra l’arte e la vita”. (Lorella Klun) (kobal)

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