Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘financial times’

Letter to CEO John Ridding and editors of the Financial Times

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

Eminences,Today I have read your article entitled “Rome opens its gates to the modern barbarians” and, with all due respect to a historical newspaper like yours, I have to be very honest, I think you need to better understand what is taking place in Italy and, perhaps, getting to know the 5 Star MoVement a little more closely. The last 30 years in Italy have been characterized by a constant mixture of politics, the mafia and occult affairs that have literally shattered our country to the bone, marking every negative record in our history. Today Italy suffers about 6 million people under the absolute poverty line and about 100,000 young people every year go to look for luck elsewhere, often right in your country. All this is the result of barbarians, old barbarians of whom I have never read so many negative things on your editorials as I am reading these days on us. The 5 Star Movement was born in 2009 with a specific purpose, to bring the popular will back to the center of the political debate and the decisions of the central government. In just 9 years we have grown so much that we can now touch the achievement of this goal thanks to over 11 million people who trusted us in the last elections.
We succeeded by working with our heads down, studying, always struggling in defense of Italians.
We succeeded with the younger, more educated and more gender-balanced parliamentary group that the history of Italy has ever seen.
The Italians who believed in us have always done it on these bases and on the awareness that everything we have promised or written in a program, has become a reality on the first occasion we have had to make it happen. In your article you are talking about a contract of government that is difficult to implement and economically unsustainable, a pity that you have not read this contract yet and this offends the profession of journalism.On one thing you are right, the contract we are writing is challenging and it will not be easy to remedy the damage done by 30 years of political barbarians to the government. But we are doing our best to give the Italians the hope they have lost and a better future.If you want to understand better how we will achieve this goal too, do not waste time raising false news created ad-hoc by the Italian press, come to know and report the truth. (By Five stars Luigi Di Maio)

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Deporvillage, l’e-commerce sportivo con la più rapida crescita in Europa secondo il Financial Times

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

L’e-commerce spagnolo Deporvillage.it è stato classificato come il negozio online di articoli sportivi che è cresciuto di più in Europa secondo la classifica FT 1000, stilata dal Financial Times. L’elenco comprende le 1000 aziende europee che hanno raggiunto la percentuale più alta di crescita in relazione al loro reddito tra il 2013 e il 2016. Tra le aziende in classifica, il settore tecnologico si distingue come il principale settore in crescita.
Deporvillage.it ha chiuso il 2017 con 35 milioni di euro di fatturato, attestandosi a un livello di crescita del 60%, dopo aver raddoppiato le vendite nel 2016 con un fatturato di 22 milioni di euro e una crescita del 100%. Le previsioni per il 2018, di conseguenza, sono molto positive con l’aspettativa di mantenere la crescita a due cifre. Con il milione di ordini già raggiunto, l’azienda cerca di consolidare la propria attività nei paesi europei in cui è presente, oltre a finalizzare lo sviluppo definitivo del proprio marchio.
L’elenco completo delle aziende verrà pubblicato il 30 aprile nell’edizione cartacea del Financial Times, come parte di un rapporto intitolato “FT1000: le aziende in più rapida crescita in Europa”.

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La School of Management del Politecnico di Milano sale in classifica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 dicembre 2017

School of Management del Politecnico di MilanoMilano. Cresce anche quest’anno la posizione che il Financial Times attribuisce alla School of Management del Politecnico di Milano nel suo FT European ranking 2017: da ben nove anni infatti la Scuola scala la classifica delle migliori 95 business school europee stilata dal prestigioso quotidiano economico londinese, collocandosi attualmente al 41esimo posto in Europa. Lo scorso anno le Scuole prese in esame erano solo 90, ma nonostante la maggior competizione la SoM ha migliorato la sua prestazione.
Ogni anno FT redige la classifica dei migliori master MBA, degli executive MBA, dei master in management, dei corsi a catalogo e dei corsi su commessa. I parametri che determinano il posizionamento in graduatoria sono numerosi, tra questi spiccano l’opinione che gli stessi diplomati danno dei docenti e del prodotto formativo, la retribuzione o l’avanzamento di carriera che si raggiungono dopo avere frequentato il master e l’esposizione internazionale della Scuola.Presente nei ranking internazionali dal 2009, anche quest’anno la School of Management del Politecnico di Milano è in classifica con un buon numero di prodotti:
· Master Full Time MBA
· Master Executive MBA
· Master of Science in Ingegneria Gestionale
· Programmi Executive ‘su misura’ per le imprese
· Programmi Executive Open per manager e professionisti
La SoM è composta dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale e dal MIP, che è la business school dell’Ateneo milanese. “Siamo presenti e ben posizionati in questo ranking con corsi e master che si rivolgono sia a executive e professionisti che a neolaureati, che ad aziende, a dimostrazione che la nostra è un’offerta completa e valida a tutto tondo – commentano Alessandro Perego e Andrea Sianesi, rispettivamente Direttore del Dipartimento e Dean di MIP -. I parametri considerati nell’esprimere la valutazione, tra l’altro, riguardano le possibilità di carriera di chi esce dai nostri corsi, la buona opinione dei diplomati sui docenti e i prodotti e l’internazionalizzazione della Scuola, percorso che abbiamo intrapreso con convinzione da tempo e che si dimostra vincente anno dopo anno. La crescita nel ranking di FT è dunque una conferma non solo per noi, ma per gli studenti e per le imprese nostre clienti, che continuano ad apprezzare l’ampiezza e la qualità della nostra attività formativa”.

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Giudizio severo del Financial Times su Matteo Renzi

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

Themenbild Newspaper

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Matteo Renzi, il primo ministro italiano, ha destato perplessità la settimana scorsa quando ha suggerito di rilanciare un progetto per collegare la terraferma con la Sicilia attraverso la costruzione del ponte sospeso più lungo del mondo, sullo Stretto di Messina. Questo progetto multimiliardario è associato a Silvio Berlusconi, che lo ha promosso durante i suoi numerosi incantesimi come primo ministro tra il 1994 e il 2011. Il piano è stato abbandonato nel 2013 a causa del suo costo, della vulnerabilità dello stretto ai terremoti e per il rischio di ingrassare i clan mafiosi con gli appalti.Perché il signor Renzi, che ha criticato il ponte nel 2012 come uno spreco di denaro, sostiene ora di vedere i suoi meriti? Una risposta sta nel rischio che sta correndo come premier per un referendum sulla riforma costituzionale che si terrà il 4 dicembre. Rilanciando un progetto caro a Berlusconi, il signor Renzi mira a ridurre la possibilità che i fedelissimi di Berlusconi e le altre forze di centro-destra possano farlo cadere nel caso in cui dovesse perdere il referendum.Se ha senso costruire un ponte sopra le onde in cui, 3000 anni fa, Omero immaginava i mostri Scilla e Cariddi attaccare Ulisse, è una questione di dibattito. Il punto è che, contrariamente alle affermazioni del signor Renzi, le riforme costituzionali proposte farebbe poco per migliorare la qualità di governo, legislazione e della politica. I poteri del Senato, la camera alta del parlamento, sarebbero drasticamente ridotti in favore della camera bassa. Il Senato non sarebbe più eletto con il voto popolare diretto, ma sarebbe composto principalmente da consiglieri e sindaci regionali. I suoi membri verrebbero ridotti da 315 a100.Renzi sostiene che il sistema di Governo impostato nel 1948 dalla Costituzione italiana è un casino che genera instabilità ricorrente. Allo stato attuale, due camere del Parlamento hanno poteri identici. Nessun disegno di legge diventa legge fino a quando non sono d’accordo su un testo comune. Secondo il premier, questo si traduce in ritardi inutili che azzoppano governi ben intenzionati, come il suo, che vogliono riforme moderne. Eppure, il record dei governi del dopoguerra, tra cui quello del signor Renzi, confutano questa argomentazione. I parlamentari italiani fanno passare più leggi di anno in anno rispetto ai parlamentari in Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Nonostante la mancanza di una maggioranza al Senato, il Partito Democratico del signor Renzi ha approvato tagli fiscali e una riforma del mercato del lavoro centrali per il suo programma.Non sono stati i poteri del Senato la ragione per cui ci sono stati più di 60 i governi negli ultimi 70 anni. La spiegazione principale è la frammentazione dei partiti politici italiani. Ciò riflette la frammentazione della società italiana. Ogni partito, ogni fazione di ogni partito, si distingue per una serie distintiva di interessi economici, geografici, ideologici, religiosi o sociali – o anche per l’interesse personale del suo leader, come quando Forza Italia di Berlusconi ha governato l’Italia.Con tutto il dovuto rispetto, quello di cui l’Italia ha bisogno non sono più leggi, approvate più rapidamente rispetto al passato, ma meno leggi e migliori. Devono essere scritte con cura, e in realtà applicate, piuttosto che bloccate o aggirate dalla pubblica amministrazione in Italia o da interessi particolari. Le riforme sono legate ad una legge elettorale che assegnerà un bonus al partito vincente, consegnandogli una maggioranza per un periodo di cinque anni. Questa riforma, cucinata nel 2014 dal signor Renzi e da Berlusconi, è una riforma pessima.Nelle capitali europee si ha la sensazione che il signor Renzi meriti di essere sostenuto. Un’Italia senza guida, vulnerabile ad una crisi bancaria e alla forza anticasta del Movimento 5 Stelle, significherebbe guai. Eppure una sconfitta del signor Renzi al referendum non comporta necessariamente instabilità per l’Italia. Una vittoria, d’altra parte, potrebbe mettere a nudo il fatto che l’obiettivo tattico di Renzi di sopravvivere è stato anteposto al bisogno strategico dell’Italia di avere una democrazia sana.Traduzione integrale dell’articolo del Financial Times ”Matteo Renzi’s reforms are a constitutional bridge to nowhere” (Le riforme di Matteo Renzi sono un ponte costituzionale verso il nulla), di Tony Barber – fonte blog di grillo) (n.r. per completezza d’informazione ci risulta che la direzione del Financial Times ha preso le distanze dall’articolo del suo collaboratore. Pare che vi sia stata da parte della Farnesina una protesta motivata dal fatto che a suo avviso quest’articolo rappresenta una indebita interferenza negli affari interni del paese. Abbiamo chiesto, in proposito, chiarimenti ma non siamo riusciti ad avere una conferma o una smentita in proposito.)

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New Forest Code Passes in Brazil

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2012

Brazil’s Congress has passed the country’s new forest code, leaving a possible veto by President DIlma Rousseff as the only barrier to the law being implemented. The passing of the new law has drawn significant ire from environmental groups. The legislation was passed by a majority vote of 274-184. The Bill effectively updates the country’s 1965 forest code. The key point of contention for environmental campaigners was the loosening of restrictions on agricultural land with forest cover, and the ‘grandfathering’ of illegal land-clearing by farmers that had not undertaken remedial works. The CNA, Brazil’s leading farmers’ organisation has publicly commended the passing of the new law. “This new legislation will prevent new deforestation while at the same time recognising the importance of the agriculture sector for the Brazilian economy,” CNA official Ahasuerus Dock Veronez told the Financial Times. According to Veronez, a continually changing regime of laws and regulations has ‘criminalised’ farmers by retrospectively decreasing the amount of land they can use for farming. WWF has described the passing of the Bill as ‘embarrassing’, despite the development of farmland in the Brazilian Amazon making Brazil the second-largest global producer of soybeans and spurring economic development.Even though the passing of the law was transparent, democratic and legal, campaign groups such as Greenpeace and WWF have declared they will attempt to pressure President Rousseff into vetoing the Bill in the lead-up to the Rio+20 conference, which is to be held in Rio de Janeiro in June.

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Financial Times and EUI Form a Media Partnership

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2012

The EUI is pleased to announce that The Financial Times will be the Official International Press Media Partner in Print for the 2012 edition of ‘The State of the Union’.The agreement will grant to the EUI a worldwide advertisement of the conference through the FT’s website (www.ft.com) and print edition.The Conference gathers high-level opinion leaders to discuss and debate the future of the European Union. Among the participants are: José Manuel Barroso, President of the European Commission; Mario Monti, Prime Minister of Italy; Olli Rehn, Vice President, Commissioner for Economic and Monetary Affairs, European Commission; Michel Barnier, Commissioner for Internal Market and Services, European Commission; Matteo Renzi, Mayor, City of Florence; Tony Barber, Europe Editor, Financial Times; Jean-François Cirelli, President, Eurogas and President, Gaz de France-Suez; Fulvio Conti, CEO Enel; Barry Eichengreen, Professor of Economics and Political Science, UC Berkeley; Jürgen Groβmann, CEO, RWE; Mark Leonard, Director, European Council on Foreign Relations; Philip Lowe, Director-General, European Commission – DG Energy ; Luca Cordero di Montezemolo, President, Ferrari S.p.a; Paolo Scaroni, CEO, ENI; Anne-Marie Slaughter, Professor of Politics and International Affairs, Princeton University and Former Director of Policy Planning for the US Department of State and Javier Solana, President of ESADEgeo and Former EU High Representative for Common Foreign and Security Policy.

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Berlusconi e la grande coalizione

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 febbraio 2012

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Photo credit: rogimmi)

“Dalle lusinghe di Berlusconi ci si deve guardare come da un abbraccio mortale”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, commentando le ipotesi di Grande Coalizione cui starebbe lavorando l’ex premier Silvio Berlusconi.
Secondo Serracchiani “bisogna intanto ricordare e far ricordare con tenacia che il governo Monti è stato subito da Berlusconi e da moltissimi dei suoi, che l’attuale clima di collaborazione istituzionale e parlamentare si deve al senso di responsabilità del Pd, il quale ha anteposto il Paese all’interesse elettorale, e che le priorità di questo scorcio di legislatura sono senz’altro allontanarci dal baratro del default e uscire dalla vergogna del porcellum.E’ ovvio che le riforme elettorali bisogna condividerle, tuttavia – osserva l’esponente democratica – la storia recente ci insegna a essere assai cauti e chiari nel sederci al tavolo col Cavaliere, perché lui è bravissimo a mettere tutto nello stesso calderone: legge elettorale, Grande Coalizione, primo ministro… Ma un’ipoteca sul 2013 – conclude Serracchiani – è chiaramente inaccettabile”. (Giancarlo Lancellotti)

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Le incertezze dell’economia globale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2011

Maps shows a group of countries known as the P...

Image via Wikipedia

Ha lasciato il segno nel nostro immaginario collettivo il recente accordo europeo e successivo passaggio nel G20 della crisi italiana puntellata dalla lettera di Berlusconi e dalla passiva accettazione di un’ autorità di controllo internazionale che ne ratificasse i passaggi imposti per via di una emergenza che non siamo riusciti a gestire adeguatamente. Si dice che dobbiamo essere più austeri e più flessibili al tempo stesso. Ma non è certamente sfuggito agli addetti ai lavori che tutte le manovre messe in atto per la ricapitalizzazione delle banche e più in generale dei mercati finanziari e che sono state eseguite con i soldi pubblici, ovvero dei contribuenti europei e italiani e greci in special modo. Ma è solo una manovra tampone. C’è il rischio concreto che tra qualche mese la speculazione ritornerà a mordere e si mangerà tutti i soldi oggi magnanimamente elargiti dagli stati. Questo perché l’accordo non ha affrontato alcuno dei problemi strutturali che ci travagliano ossia la crisi d’insolvenza e di contagio della zona euro. In proposito cogliamo la puntualizzazione che ci giunge dalla rete: “Le banche creditrici, così strombazzano i media, dovranno accettare un taglio del 50% sul debito greco, alleggerendo di altrettanto la povera Grecia. La cosa è diversa: sono sì tagliati della metà i crediti, ma quelli delle sole banche, non i prestiti avuti dalla BCE: un taglio di 100 miliardi e non di 180. Per la Grecia, l’alleggerimento è del 27,8%, non del 50% sul debito. Il debito greco sarà ridotto… al 120% del PIL. Si è deciso che la Grecia è in grado di servire un debito così benignamente ridotto? E sia: pagherà, pagherà, servirà il debito, cioè restituirà il capitale e i suoi interessi (che sono saliti a livelli fantascientifici) e continuerà a pagare fino all’implosione sociale… Questo sarebbe il salvataggio della Grecia. Il Fondo salva-Stati (cosiddetto: sarebbe il Fondo salva-banche) si trasforma in un fondo di garanzia: dei suoi teorici 440 miliardi, 200 saranno destinati a garantire il 20% dei nuovi debiti che contrarranno i Paesi in difficoltà, i PIIGS. È da qui che nasce il preteso aumento a mille miliardi strombazzato dai media. Si tratta in realtà di un aumento della capacità di nuovo indebitamento (200 diviso 0,2), che è una follia: curare l’eccesso di debito con altro debito, e che naturalmente non basterà: lo stesso Barroso ha valutato che occorrevano 2.200 miliardi di euro per creare una paratia anti-speculativa per Grecia, Spagna e Portogallo. La speculazione internazionale avrà una garanzia parziale sul nuovo debito italiano, il che non le impedirà di continuare a pretendere il 6% (il doppio dei tedeschi) sui BTP decennali, esattamente come prima: soldi che divorerà come prima e più di prima, finchè il Fondo non si esaurirà.” E si soggiunge: “Per la Grecia, l’alleggerimento è del 27,8%, non del 50% sul debito. Il debito greco sarà ridotto… al 120% del PIL. Si è deciso che la Grecia è in grado di servire un debito così benignamente ridotto? E sia: pagherà, pagherà, servirà il debito, cioè restituirà il capitale e i suoi interessi (che sono saliti a livelli fantascientifici) e continuerà a pagare fino all’implosione sociale… Questo sarebbe il salvataggio della Grecia. La ricapitalizzazione delle banche: 110 miliardi. È insufficiente; la stessa EBA, Agenzia Bancaria Europea, valuta il bisogno in 147 miliardi, e senza contare le norme strette di Basilea II, che aumentano l’obbligo di riserva dal 7% al 9% da giugno 2012. Ciò significa che le banche continueranno a negare il credito o a darlo col contagocce, perpetuando e aggravando il credit crunch che sta inabissando nella recessione l’intera Europa. È la conseguenza del fatto che l’emissione di moneta, invece che agli Stati, è stata demandate alle banche e al libero gioco del mercato. (A proposito: siete sicuri che il valore del vostro immobile, la prima o seconda casa, sia ancora quello del boom? Senza mutui facili, la vendita è resa impossibile; senza i mutui bancari, il mattone non è più l’investimento sicuro, liquidabile a piacere, in crescita …)” E’ il classico serpente che si morde la coda. E intanto Ray Dalio,Ray Dalio, un commentatore principe del Financial Times, il 24 ottobre scorso ha scritto che l’attuale situazione sociale di frustrazione e di rabbia contro la palese impotenza dei governi europei è «lo stesso clima per cui nel 1933 fu eletto Hitler» Siamo avvertiti e sarà la fine dell’Europa e del suo sogno di una moneta “unitaria”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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News from “Financial times”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 agosto 2010

One Source. Ryan Chittum criticizes the Financial Times for a paper-thin story on outsourcing in India versus the U.S. Rarely will you see a front page story as thin as this one, but if you do it will probably also be in the FT. The Low Road. Chittum slams CBS News for its embarrassing trove of online slideshows, including “9 Most Awkward Breastfeeding Situations” and “Tila Tequila Attacked.” The network of Murrow and Cronkite is reduced to this? Sell That to the Judge. Chittum looks at how judiciary are continuing to push back against lenient government settlements with corporate wrongdoers—this time with Citigroup. Bankingviews? Chittum also rips into Reuters Breakingviews for a blame-the-borrowers column on the housing crash. All of Breakingviews’ recommendations apply to lenders just as well or more than they apply to borrowers. The changes that caused the crisis were all on the lending side of things. That’s where the focus—and the frame—ought to be.
Tabloid Appeal. Chittum tweaks The Wall Street Journal for its lackluster page one earlier this week. Did the Journal really need to go six columns with a picture of the Colombia plane crash that killed one person?
Bubble Brains. A Federal Reserve paper on housing-bubble predictions doesn’t exactly inspire confidence in the central bank, Chittum writes. One simple chart belies all the academic mumbo-jumbo the Fed can muster.

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Il Financial Times assegna alla Business School il 13° posto

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2009

Questo è il terzo anno consecutivo che i programmi di formazione per manager e dirigenti dell’’ESSEC Business School (Parigi) conquistano ulteriori posizioni nella più prestigiosa delle classifiche mondiali, il ranking del Financial Times.  Attesissimo ad ogni pubblicazione, il ranking dell’FT, classifica le migliori 45 business school nel mondo per la formazione continutata (Executive Education) e quest’anno, l’Essec è la scuola che ha registrato la progressione maggiore, conquistando il 13° posto assoluto a livello mondiale grazie ai suoi programmi di formazione per manager e dirigenti. Il ranking Executive Education, che comprende diverse categorie di programmi, attribuisce all’Essec il primo posto in Francia per i programmi “open enrolment”, il 5° in Europa e il 13° a livello mondiale. I programmi su misura hanno scalato l’8° in Europa e il 15° a livello mondiale. Questa classifica, realizzata grazie ai sondaggi di soddisfazione inviati alle imprese clienti delle business schools e ai singoli che hanno preso parte ai programmi di formazione permanenente, riconosce all’Essec il secondo posto nel mondo per il criterio “follow-up” dei partecipanti e la quinta posizione per “new skills and learning” (acquisizione di nuove conoscenze e competenze) nei programmi “open enrolment”. Dei risultati che attestano l’attrattività e l’eccellenza della formazione offerta dal Gruppo Essec, confermata dal livello di soddisfazione dei partecipanti, imprese, organizzazioni e singoli.
A proposito di…ESSEC Business School (Ecole Supérieure des Sciences Economiques et Commerciales), fondata nel 1907, è uno degli attori principali nel panorama dell’educazione manageriale internazionale. L’insegnamento è dispensato da professori di reputazione internazionale e manager di alto livello. Insieme possono perpetrare una tradizione di eccellenza accademica, incoraggiando la creatività e la crescita individuale, con l’apertura di spirito che caratterizza l’ESSEC Business School. http://www.essec.edu/home

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