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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘finanza creativa’

La finanza creativa

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

Fare soldi senza dover ricorrere all’antiquato sistema del lavoro, della produzione, del commercio, del libero mercato, della concorrenza, della competitività, è il sogno dei nuovi capitalisti, che si fanno chiamare imprenditori, trattandosi di una nuova categoria di capitalisti: i capitalisti senza capitali, ma dotati di una rigorosa faccia di bronzo. La presenza, o l’esistenza stessa di questi capitalisti, segna la fine economica e morale del capitalismo, giunto all’ultima fermata, prima di fermarsi definitivamente al deposito per fine carriera. Valutiamo, con desolata ironia, il metodo diventato sistema infallibile.
Hai 2 maiali. Ne vendi 15 alla tua stessa società quotata in borsa utilizzando domande d’acquisto e lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca, per l’acquisto di quei 15 maiali Hai in quota nel tuo portafogli un credito garantito da tuo fratello ( a sua volta garantito da te tramite una società con sede nelLiechtenstein) per la vendita di ben 15 maiali, mentre i soli due che possedevi, stanno ben comodi in un angolo ben nascosto di una stalla di fiducia.
Poi fai uno scambio delle lettere di credito con una partecipazione in una società soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 15 maiali, beneficiando anche di abbattimento fiscale e di contributi della UE per il possesso di 30 maiali. I diritti sulla riproduzione delle scrofe, trenta, anche se manca il verro per l’accoppiamento, vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una società con sede alle Isole Caiman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua stessa società i diritti sulla riproduzione delle trenta scrofe. Nei libri contabili di questa società figurano trenta scrofe gravide, con l’opzione d’acquisto per altre trenta, con i contributi dell’UE, del Ministero dell’Agricoltura e del Ministero delle Pari Opportunità, perché lì hanno in particolare simpatia le scrofe. Intanto, per festeggiare la riuscita dell’operazione economico-fiscale-truffaldina, hai macellato, abusivamente, i due maiali (peraltro maschi entrambi) e ne hai fatto delle porchette da offrire agli ospiti del festino. Ma sul più bello della festicciola, arrivano i finanzieri, con i registri, le carte, le lettere di credito, e le prove della truffa all’UE; ma devono tornare indietro mortificati, delusi e anche umiliati; infatti, nelle more, sei diventato una delle quattro massime cariche dello Stato, per cui godi del Lodo Schifani bis, del processo breve, del legittimo impedimento, mentre i commensali, incuranti di parlare con la bocca piena, urlano all’ingiustizia, alla “giustizia ad orologeria”, all’accanimento giudiziario, alla persecuzione dei pm, e gli avvocati, sempre presenti e sempre pronti, snocciolano articoli del codice, eccezioni, e i giornalisti di regime titolano alla scandalo, ricordando che…anche gli on. Tizio, Filano e Sempronio hanno lucrato sulla vendita di polli inesistenti; i finanzieri rientrano in caserma, è l’ora del rancio; nessuno vuole sentire parlare di porchetta; fanno la conta per giocare a guardie e ladri, tanto per tenersi in esercizio. (Rosario Amico Roxas)

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Ancora con la “finanza creativa”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2011

La chiusura settimanale della Borsa riserva talune sorprese che meritano una valutazione attenta. Emerge il calo delle azioni Mediaset e Mediolanum, entrambe troppo prossime ai 3 punti, dopo avere toccato, rispettivamente, il massimo in marzo con 5,46 Mediaset e 4,09 Mediolanum, con una perdita netta di oltre il 40% per la prima e del 26% della seconda. La corsa ai ripari vede un lancio pubblicitario di Mediolanum che invita a sottoscrivere conti correnti, offrendo un interesse del 3,5 % lordo, pari al 2,55 netto; ma c’è il trucco. Infatti il minimo da versare è di 15.000 euro e la somma deve rimanere immobile per almeno 12 mesi; in caso di utilizzo, anche parziale, il saggio di interessi scenderebbe all’1% lordo. E’ chiaro che si tratta di un lancio mirato ai piccoli risparmiatori; infatti tale lancio è eseguito presso i quotidiani a tiratura regionale, con acquisto di mezza pagina. Bisogna chiedersi cosa ne farà Madiolanum di tale raccolta così sollecitata? Due sono le ipotesi, non alternative, ma complementari, e riguardano entrambe il sostentamento di Mediaset che ha una capitalizzazione maggiore, attraverso acquisti effettuati al fine di evitare la barriera psicologica del > 3; scendendo sotto la quotazione di 3 punti il significato che ergerebbe sarebbe quello di una tendenza non suscettibile ad inversione. C’è da augurarsi un attento controllo da parte della CONSOB e della Banca d’Italia. Come mai in una situazione così allarmante non interviene l’altro gigante economico di casa Berlusconi, come la Mondadori? La risposta è molto semplice, la casa editrice non può esporsi più di tanto, in quanto già esposta con una fidejiussione di 805 milioni di euro a favore della CIR, a garanzia della somma che è già stata condannata a pagare, come penalità, in primo grado (750 milioni di euro, più gli interessi), mentre è in dirittura di arrivo la sentenza di secondo grado. I grandi investitori, quelli che hanno lucrati benefici dalle azioni del governo e dalle progettazioni futuribili, adesso si guardano bene dall’intervenire a causa della estrema debolezza del governo, reduce da tre sconfitte elettorali che hanno segnato il minimo storico della fiducia sia personale al premier che al governo che presiede. Affermare, come fa il premier, che la nazione è solida grazie al risparmio privato, è un controsenso, perché il governo dovrebbe riconoscere che la nazione è solida “malgrado” questo governo, che aveva invitato i piccoli risparmiatori a non cedere alla tentazione del risparmio e non cambiare le abitudini al consumo, in quanto la crisi sarebbe stata “più psicologia che reale”.
La gente, per fortuna, non ha creduto alle parole del premier, rinunziando al superfluo, per garantirsi, anche per il futuro, il necessario. Ora viene tentata la carta della finanza creativa, procedendo, come da 17 anni a questa parte, per tentativi, senza guardare alle ipotesi di programmazione a lungo e medio termine; intanto l’UE preme e invita ad un più attento controllo della spesa pubblica, mentre in questa italietta scoppiano quotidianamente gli scandali fiscali, favoriti dalla distrazione programmata dell’esecutivo. (Rosario Amico Roxas)

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