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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘finanza pubblica’

Intervista a Stefano Frassina

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

“Siamo convinti che questo Governo sia parte del problema, non della soluzione al rischio che sta correndo l’Italia e alle condizioni della finanza e dell’economia del Paese. E’ vero che ci troviamo in queste condizioni per ragioni esogene, che non dipendono da noi, ma in parte la situazione è dovuta anche a tre anni di economia sbagliata, perche’ il Governo non ha aggredito i nodi che bloccano la crescita, ma ha tirato a campare apponendo toppe sempre piu’ grandi su buchi sempre piu’ logori, aumentando le tasse e portando la finanza pubblica in una spirale soffocante. La manovra di questi giorni ha alla base proprio questi errori, quindi prima questo Governo va via, meglio è, perche’ è parte del problema”. L’ha detto il deputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico Stefano Fassina al giornale online Clandestinoweb.com. (n.r. ancora una volta dobbiamo ribadire che questo governo si mantiene saldamente in sella proprio per merito delle opposizioni che marciano disunite per colpire i “mulini a vento”. Il più grande successo di questo governo è stato proprio il marchingegno che ha attivato per far votare la finanziaria e far pagare a coloro che lo votano meno il prezzo dell’ultimo tradimento elettorale: come dire? cornuti e mazziati!)

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Le Agenzie di rating giocano sporco

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

Finalmente la grande stampa nazionale sembra capire i giochi sporchi delle agenzie di rating e ha cominciato a sfidare le loro sentenze sullo stato di salute dell’economia. L’ultima riguarda il Portogallo i cui titoli sono stati declassati a livello junk, spazzatura. A risvegliare un senso di difesa dell’interesse nazionale sono state le valutazioni negative sulla manovra di finanza pubblica e sulla situazione delle 16 maggiori banche italiane. Finora i rating delle agenzie sono stati usati come clava da molti politici contro gli avversari. Nel 2006 quando abbassarono il rating italiano, l’opposizione gridò al fallimento del governo di Romano Prodi, che pure riuscì a ridurre il debito pubblico di circa 3 punti senza una politica di lacrime e sangue. Adesso gli annunci di abbassamento del rating da parte delle agenzie offrono il destro per asserire tout court che le politiche economiche non vanno bene. È legittimo opporsi alle varie scelte governative. Ma perché consegnare il governo dell’economia e la nostra sovranità nelle mani delle agenzie di rating? In tempi non sospetti abbiamo sollevato seri dubbi sui comportamenti delle tre sorelle, Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch, e sui loro conflitti di interessi. Nel 2006 in uno studio, citando i resoconti ufficiali, dimostrammo che i loro executive board, i direttori ed gli alti dirigenti provenivano dalle maggiori banche d’affari e dalle principali corporation americane. Oggi non è cambiato niente. Moody’s e S&P controllano oltre il 40% del mercato del rating. Moody’s vanta direttori provenienti da Citigroup, Chase Manatthan Bank, American Express e altri big. S&P è una controllata della McGraw-Hill, un gigante privato dei servizi finanziari, dell’informazione e dei media. È guidata anche da uomini provenienti dalle grandi banche a cominciare da Citigroup. Guarda caso proprio dalle banche che dominavano e dominano il mercato dei derivati Otc. Tutto legittimo, ma le agenzie di rating non ci parlino di trasparenza, indipendenza e garanzie contro possibili conflitti di interessi! Già in questa commistione appare lampante il conflitto di interessi, aggravato dal fatto che le agenzie sono pagate dalle banche per certificare i loro prodotti finanziari, come i Cdo e gli Abs.Titoli derivati su altri titoli di dubbio valore, quali ipoteche, mutui, carte di credito: debiti spesso difficilmente solvibili. Quasi tutti certificati con il bollino della tripla A. Si ricordi che più del 90% dei Mbs con rating AAA emessi nel 2006-2007 è stato poi declassato al livello di junk. In Italia ed in Europa la stampa parla solo delle difficoltà della Grecia o del Portogallo. Ma non dà il dovuto risalto alla decisione della Sec di avviare azioni legali nei confronti di alcune agenzie di rating, tra cui S&P, per il loro ruolo nella valutazione del merito creditizio di titoli legati ai mutui che hanno causato la crisi finanziaria. Nel mondo la credibilità delle tre sorelle è in discussione. La Cina ha la sua Dagong, che ha tagliato da AA ad A+ il rating del debito americano e poi a quello del Regno Unito. Sotto la spinta cinese in Malesia è stata costituita l’Associazione asiatica delle agenzie di rating con il compito di riformare il sistema e creare nuovi e condivisi standard internazionali di. Anche il premier russo Vladimir Putin ha annunciato che il suo governo era intenzionato a creare proprie agenzie. L’Europa mostra di essere troppo succube dei vecchi poteri finanziari. Continuiamo a ritenere urgente l’intervento dei governi per dettare norme stringenti a mercati finanziari, sistema bancario e agenzie di rating. Queste ultime sfuggono a qualsiasi seria regolamentazione. (di Mario Lettieri Sottosegretario dell’Economia nel governo Prodi e Paolo Raimondi Economista)

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